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Fascicolo I.
Appunti di Numismatica romana, VIII e IX (con due figure). — Francesco Gnecchi | Pag.
Le monete dei Pontefici romani Leone VIII e Giovanni XIII (con una tav.). — Tarquinio Gentili di Rovellone | »
Ai lettori
Non fu certo per nostra elezione che abbiamo assunto la Direzione della Rivista; ma semplicemente perché, avendo deciso di ritirarsi da tale ufficio il nostro buon amico e collega Dottor Solone Ambrosoli, ne seguiva come naturale conseguenza che qualcuno lo dovesse sostituire.
Vuoi la sorte, vuoi la necessità delle cose, fatto sta che tal peso venne a cadere sulle nostre spalle; e, date le circostanze, non abbiamo creduto conveniente da parte nostra il rifiutarlo. Fata sequimur. Tale sostituzione del resto, ci affrettiamo a dichiararlo, non porterà alcun cambiamento nella Rivista, se non fosse quello che, restando maggior tempo disponibile all’ex-direttore, questi ne diventerà un più attivo collaboratore, del che certo non avranno a lagnarsi i nostri Associati. Nulla viene cambiato nella forma esterna, nulla nell’organizzazione interna della Rivista, la quale, pure essendo materialmente in mani private, è però già, quanto al sistema di redazione, organizzata in modo da poter passare tale e quale sotto la direzione di una Società Numismatica, appena questa sia fondata e posta in grado di assumerla; ciò che non solo abbiamo in animo e desideriamo da lungo tempo, ma facciamo ogni sforzo perchè sia al più presto realizzato. La posizione attuale va dunque considerata come un periodo di transizione, come un semplice interim.
La Rivista ci viene consegnata in ottime condizioni, dopo due anni di onorata esistenza; il che, se evidentemente è un bene è però anche nello stesso tempo un aggravio di responsabilità per chi deve incaricarsi della continuazione. Noblesse oblige. Da parte nostra siamo disposti a mettervi tutto il buon volere; ma il buon voler nostro non potrebbe essere che ben poca cosa per la felice riuscita di un lavoro di sua natura collettivo e complesso, senza la cooperazione tanto dei vecchi come dei nuovi collaboratori. Nutriamo pertanto fiducia e anzi abbiamo fondamento di ritenere che i vecchi non ci abbandoneranno e che nuoci nomi verranno cui aumentare e completare la schiera degli scienziati studiosi ed amatori italiani, portando alla Rivista nuovo e prezioso contributo di investigazioni e di studii.
Senza menomamente escludere quanto ci potesse venire da altri paesi, e accogliendolo anzi di buon grado, come si fece finora, noi facciamo un caldo e speciale appello a tutti I nostri confratelli sparsi sull’Italico suolo dall’Alpi alla Trinacria, dichiarando che tutti senza distinzione saranno i ben venuti in questa Rivista, il cui ideale è sopratutto di divenire veramente Italiana.
Per meglio raggiungere questo vagheggiato ideale ci proponiamo di riprodurre in essa anche i migliori opuscoli apparsi qua e là in questi ultimi due anni, o staccati o per così dire dispersi in periodici di indole non numismatica, e che quindi sarebbero destinati ad andare perduti o a divenire irreperibili, come avvenne già di tanti altri anteriormente pubblicati. Della riproduzione di una buona parte abbiamo già ottenuto l’autorizzazione dai rispettivi autori e non dubitiamo d’averla anche per i rimanenti.
Riassumendo il prodotto degli studii numismatici fatti nelle diverse regioni d’Italia, la nostra Rivista diverrà un nuovo legame fra gli studiosi di questa scienza, la quale, se non ha l’importanza e la pratica utilità di altre più vive e più palpitanti, deve però tenere il suo posto onorifico in un paese civile ed essere nuovo centro d’irradiazione a sussidio delle storiche discipline.
Solamente quando questo ideale sarà raggiunto, quando tutte saranno vinte le piccole difficoltà, le piccole diffidenze, che pur troppo poco o molto esistono ancora fra di noi, triste retaggio dei tempi passati e lontano ricordo delle antiche divisioni; quando tutte le pubblicazioni d’indole numisìnatica affluiranno direttamente alla Rivista come alla loro sede naturale, solamente allora si potranno dire gettate le basi di una vera Società Numismatica Italiana, di cui la Rivista sarà l’organo e l’espressione.
Necrologie
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ct Un erudito, altrettanto modesto quanto valente, erede di un nome celebre, di cui aveva saputo mantenere la fama coi proprî scritti e colla esemplare integrità della vita, — il Comm. Vincenzo Promis, Bibliotecario di S. M. il Re in Torino, — si spegneva il 19 dicembre u. s. dopo breve malattia, a soli cinquant’anni, quando appunto la scienza attendeva da lui una sempre più copiosa messe di contributi.
Vincenzo Promis era nato a Torino il giorno 8 luglio 1839, dall’illustre Comm. e dalla Nobil Donna Marianna Borbonese. Compiuti gli studî nella patria Università, ne uscì addottorato in leggi, e per qualche tempo fu addetto al Ministero degli Esteri. Ma sopravvenuto poi il trasferimento della capitale a Firenze, ed increscendogli di abbandonare i genitori a lui sommamente diletti, rinunciò alla carriera intrapresa, ed ottenne di essere aggregato alla Direzione della Biblioteca e del Medagliere Reale. I buoni studî di cui era fornito, i consigli ed i preziosi ammaestramenti del padre, gli agevolarono la transizione dell’ufficio, e già nel 1867 troviamo di lui, nella Revue Numismatique di Parigi, una Rectification à un article sur des monnaies obsidionales franco-italiennes. L’anno dopo, egli pubblicava una memoria Sull’origine della Zecca Veneta, e, nel 1869, la sua opera più nota e più assiduamente consultata da studiosi di numismatica e raccoglitori, le Tavole sinottiche delle monete battute in Italia e da Italiani all’estero, che gli procacciarono fama ed autorità, e ch’egli più tardi voleva rifondere in una nuova edizione ampliata, divisamento andato a vuoto purtroppo per la sua morte immatura.
Alle Tavole sinottiche fecero séguito interpolatamente varî altri scritti numismatici e sfragistici, dei quali il lettore troverà l’elenco qui appresso, scritti che attestano come nel Promis rimanesse sempre vivo l’amore a queste discipline, anche frammezzo alla multiforme sua attività scientifica e letteraria ed alle cure delle numerose cariche di cui venne meritamente onorato. Successo infatti al nella Direzione della Biblioteca e dell’unito Gabinetto Numismatico, egli fu pure Membro operosissimo della R. Deputazione di Storia Patria, della Consulta Araldica, della Commissione pei monumenti e scavi, della R. Accademia delle Scienze di Torino, e di altri istituti e sodalizî, ed attese inoltre con amore a svariate pubblicazioni d’argomento storico, letterario ed artistico, dando prova di singolare alacrità e di soda erudizione. Nell’adempimento del suo ufficio di Bibliotecario, egli dimostrò poi una sì intelligente premura ed una sì cortese e liberale affabilità pei visitatori, da rendere veramente incancellabile e caro il suo ricordo.
Ed è caratteristico per la modestia di un uomo, così largamente insignito di onori e di distinzioni, che la famiglia desolata ed amorosissima di Vincenzo Promis non abbia potuto rintracciarne un ritratto qualsiasi, come avevamo chiesto per rendere meno inadeguato questo fuggevole cenno.
Sull’origine della Zecca Veneta. Torino, 1868.
Tavole sinottiche delle monete battute in Italia e da Italiani all’estero, dal secolo vii a tutto l’anno mdccclxviii, illustrate con note. Torino, 1869.
Sigilli italiani editi ed illustrati. Torino. 1874.
Su una medaglia inedita di Carlo Emanuele I. Torino 1875.
Notice sur les jetons de Marguerite de Bourgogne, duchesse de savoie. Chambéry, 1875.
Su due monete di Kamniskire Re dei Parti. Torino, 1876.
Bolla in piombo del secolo VIII. Torino, 1876.
Monete imperiali romane scoperte a Casalvolone presso Novara. Torino, 1878.
Tessere di Principi di Casa Savoia o relative ai loro antichi Stati, illustrate. Torino, 1879.
Filippo d’Este marchese di S. Martino e Lanzo, ed una sua medaglia inedita. Torino, 1879.
Medaglia di Teresa di Liechtenstein moglie di Emanuele di Savoia Carignano conte di Soissons. Torino, 1880.
Su una tessera romana. Torino, 1880.
Su tre sigilli inediti del Piemonte. Torino, 1880.
Sulle monete di Castiglione de’ Gatti. Torino, 1881.
Monete di Zecche italiane, inedite o corrette. Memoria quarta. Torino, 1883.
Medaglia commemorativa della spedizione sarda contro Tripoli nel 1825. Torino, 1885.
Moneta inedita di Pietro I di Savoia e pochi cenni sulla zecca primitiva dei principi sabaudi. Torino, 1888.
Monete di Gio. Battista Falletti, conte di Benevello. Torino, 1888.
ct Sullo scorcio del 1889, la Spagna ha perduto uno dei suoi cittadini più eminenti, l’illustre diplomatico Marchese de Molins. Alle qualità dell’uomo di Stato, egli congiungeva una vasta erudizione e l’amore più appassionato per la storia e l’archeologia. Coltivò pure la numismatica, e lasciò una cospicua raccolta di monete spagnuole d’ogni epoca, nonché di medaglie italiane del Rinascimento.
ct Nello scorso ottobre è morto il direttore del Gabinetto Reale dell’Aja in Olanda, G. F. G. Meyer, benemerito di quella importante collezione, da lui notevolmente accresciuta durante il lungo periodo in cui tenne quell’ufficio.
ct A Gotemburgo, la seconda città della Svezia, è morto un ricco ed intelligente mecenate delle arti e delle scienze, Giovanni West Wilson, che aveva fatto a quel Museo molti doni munificentissimi, anche di monete.
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Il giorno 15 settembre scorso moriva in Cremona Monsignor Gaetano Bazzi. Nato a Cassano d’Adda, il 27 marzo 1847, entrò a 14 anni in Seminario e fu ordinato Sacerdote nel 1870 a Tortona. Nel dicembre dell’anno seguente S. E. il Vescovo di Cremona, Mons. Bonomelli, lo nominava suo Segretario, e nel 1886 gli conferiva la nomina di Canonico della Cattedrale.
Era appassionato raccoglitore e distinto Numismatico. Valente quanto modesto, si compiaceva nel poter giovare a tutti coloro che, in materie archeologiche lo richiedevano di consiglio e di lumi. Anima candida ed eletta, non ebbe mai un nemico e quanti ebbero la fortuna di avvicinarlo, si dichiararono felici d’averlo conosciuto.
Nel 1886, in collaborazione col Can. di Camerino, pubblicò il Vademecum del raccoglitore di monete italiane, ossia repertorio numismatico che ne contiene i motti e gli emblemi, i Signori Feudatarii e le loro zecche, la bibliografia ed altre molte indicazioni. È un manuale molto pratico e utilissimo specialmente per raccoglitori novizî. Mons. Bazzi, modestissimo, non dissimulava a chicchessia i difetti e le lacune, ch’egli aveva già notato nel suo lavoro, il quale del resto è di un genere di assai difficile compilazione e si proponeva di migliorare quel manuale e di farne una seconda edizione; quando lo colse il male che doveva in breve tempo trarlo così immaturamente alla tomba. Il 26 ottobre 1887 ebbe un primo insulto apoplettico, che gli tolse quasi affatto la facoltà di occuparsi di lavori mentali. Il 15 settembre dell’anno corrente un nuovo e più forte attacco lo toglieva improvvisamente all’affetto della famiglia, e alla stima di quanti lo conoscevano.
Bibliografia
Catalogue of Greek Coins. Pontus, Paphlagonia Bithynia and the Kingdom of Bosporus by Warwick Wroth. Edited by , L. L. D. — London, printed by order of the trustees, 1889.
Il Museo Britannico è certamente quello che meglio intende le collezioni nel loro vero scopo, e che coi suoi numerosi e accuratissimi cataloghi rende accessibili i suoi tesori anche a chi non può avere la ventura di materialmente visitarli. Il Volume, cui qui si accenna, pubblicato alla fine dello scorso anno, è il XXI di una serie di cataloghi illustranti diversi rami della sterminata collezione numismatica del Museo Britannico.
Stampato colla solita accuratezza che distingue le antecedenti pubblicazioni, è corredato di 39 bellissime tavole in eliotipia. Se ci fosse lecito esprimere un semplice desiderio diremmo che forse a complemento dell’accuratissimo lavoro, avrebbe servito ottimamente una carta geografica della plaga comprendente le città di cui si descrivono le monete.
Su due Contromarche in monete romane. — Breve disanima del Cav. . — Bologna, Società Tipografica già Compositori, 1889.
Le due Contromarche di cui si tratta non sono nuove.
La prima APRON non è comune, e non è conosciuta che per pochissimi esemplari; la seconda NCAPB è forse la più comune fra le contromarche romane; ma l’opuscolo del cav. Fraccia è tutto rivolto ad una nuovissima interpretazione che vorrebbe dare a questa seconda. Quanto è detto molto diffusamente nell’opuscolo, possiamo riassumerlo in poche parole, sfrondandolo di tutto ciò che col soggetto non ha diretta attinenza, e che anzi, essendo molto soggettivo e personale, avremmo voluto omesso anche dall’opuscolo stesso.
La prima delle due Contromarche APRON fu già dal Saulcy e da altri attribuita ad Apronio monetario sotto Augusto. Dall’essere tale Contromarca stampata su di un sesterzio di bronzo della famiglia Quinctia, contemporaneo ad Augusto, l’autore ne trae come conseguenza, attribuendovi, secondo noi e secondo il prof. , una soverchia importanza, quella di stabilire che Apronio fu monetario sotto Augusto e non sotto . Sta bene che questa ne sia una prova; ma a stabilire il medesimo fatto ne abbiamo già un’altra, secondo noi più forte e più sicura, nel tipo delle monete. Può sempre rimaner dubbio che la contromarca APRON sia precisamente stata applicata da Apronio triumviro monetario e che abbia veramente questo significato invece di qualunque altro, mentre invece il tipo delle monete d’Apronio è così identico a quelle degli altri triumviri monetarii Gaio, Messala e Sisenna suoi confratelli sotto Augusto, che sarebbe assolutamente impossibile collocarle ad altr’epoca e assurdo addirittura sotto G. Cesare.
Altra conseguenza poi che l’A. vorrebbe trarre dall’interpretazione della prima è una nuova interpretazione della seconda contromarca. Dopo aver citato e scartato alcune interpretazioni molto arbitrarie e che non vale neppure la pena di confutare, ma senza citare quella ragionevolissima e ormai comunemente ammessa come la vera, ne propone una nuova affatto e che sarebbe la seguente:
Nummus (o Numerus) Cohortis (o Cohortes o Cohortium) APRoni (o APRoniae o APRonianae o APRonianarum)
e, trovando così un nesso fra l’una e l’altra contromarca, fa servire l’una ad appoggio dell’altra. Sta però a vedere so seriamente tale spiegazione possa essere accettata e se abbia un fondamento razionale.
Lasciamo da parte diverse piccole ragioni che vi sarebbero da opporre e fermiamoci a quelle due sole che ci sembrano le più gravi. Nessun documento storico ci apprende l’esistenza di una Coorte Aproniana; non è un varcare i limiti possibili dell’induzione il voler creare una Coorte al solo scopo di dare la spiegazione di una contromarca, tanto più quando ne abbiamo già una che pare assai più naturale? E poi come spiegare il ripetersi di questa stessa contromarca sui bronzi di Claudio portanti la data dell’anno 41 d. C. mentre la prima contromarca d’Apronio sarebbe del 12 a. C. anteriore cioè di 53 anni? È vero che l’A. con uno sfoggio grande d’erudizione ha raccolti tutti i dati storici relativi a quest’Apronio, ed è riuscito a provare che materialmente la cosa non era impossibile, perchà nell’anno 41 appunto Apronio finiva la sua carriera come Governatore della Germania. Data però anche questa possibilità materiale, ben diversa dalla probabilità, e dato, come ognuno sa, che i bronzi contromarcati di Claudio come tutti in generale quelli portanti contromarca sono di pessima conservazione, come si può spiegare che i detti bronzi di Claudio fossero già frusti e avessero perciò bisogno di una contromarca nell’anno stesso in cui venivano battuti?
Non è assai più ovvia l’antica spiegazione della contromarca in questione Nero Caesar Aug. PRobavit? L’A. citando, come s’è detto più sopra, parecchie delle interpretazioni della contromarca NCAPR, e scartandole facilmente ad una ad una, ha taciuto a bella posta, (in una persona tanto erudita non possiamo ammettere l’ignoranza di una cosa tanto ovvia), l’interpretazione ora accennata per rendere la sua più facilmente accettabile; ma quanto a noi confessiamo francamente che vi ci atteniamo fino a che prove più convincenti di quelle portate dall’A. non ci persuadano ad accettarne un’altra.
-1.5
L’Autore riunisce in questo Opuscolo tutte le monete Greche inedite da lui già pubblicate in quattro precedenti Opuscoli e ve ne aggiunge alcune altre portandole così al complessivo numero di 332.
Non intendiamo qui entrare ad esaminare partitamente e singolarmente le monete descritte; ma facendo il dovuto plauso al ricco contributo che l’autore porta al Corpus numorum e pel quale la scienza gli dovrà essere riconoscente, ci limiteremo a farvi due appunti suggeritici dall’importanza della pubblicazione. E per prima cosa lamenteremo la mancanza di tavole illustrative. Le pubblicazioni di monete inedite, specie quando non si tratti solo di piccole varianti, non dovrebbero mai mancare di questo corredo importantissimo. Colle tavole dal vero si offre al lettore il mezzo di controllare coi proprii occhi, sia l’interpretazione delle leggende, che l’autenticità stessa dei pezzi descritti. Per quanto grande sia la fiducia che il lettore ripone nello scrittore, preferisce sempre poter fare lui stesso l’una verifica e l’altra.
In secondo luogo poi non ci sembra molto opportuna la scelta del Periodico in cui venne fatta la pubblicazione. Il Buonarroti è un giornale storico-letterario e nella sua qualità di storico potrebbe in qualche modo comprendere anche la numismatica; ma ora che nella scienza si tende a tutto specializzare non crediamo che un giornale di letteratura e storia possa avere lettori che si interessano alla Numismatica; nè allorquando, fra un tempo che vorremmo non troppo lontano nascerà chi vorrà rendersi veramente benemerito allestendo il Catalogo generale della Numismatica Greca, noi non crediamo che penserà mai a cercare gli elementi per la sua opera nel Buonarroti.., a meno che queste poche righe non glie lo suggeriscano.
L’autore stesso mentre nel cenno preliminare a pag. 6 riconosce come gli scritti numismatici pubblicati isolatamente in giornali d’altr’indole vadano assai facilmenti dispersi, nell’avvertenza alla pag. 1 dichiara d’avere dimesso il pensiero di pubblicare il suo Opuscolo nella Rivista Italiana di Numismatica, per “ragioni facili a comprendere dalla lettura di esso.” E noi dal canto nostro non possiamo che trovar giusta tale determinazione. Alcune controversie e per meglio dire il modo con cui sono trattate non avrebbero certo potuto trovar luogo nella Rivista la quale mentre accorda ai suoi collaboratori la massima libertà d’opinione nel campo scientifico, vuole che tale libertà vada unita al maggior riserbo per le persone.
La disputa scientifica per quanto libera deve sempre tenersi nel campo sereno dell’oggettività, e la critica deve seguire lo splendido esempio del Manzoni, rifuggendo da quello così deplorevole dei nostri letterati del secolo decimottavo.
Conclusione: non è da incolpare la Rivista se i due Opuscoli del Cav. Fraccia non vi poterono essere pubblicati, bensì il modo con cui essi sono scritti.
Rizzini P. Illustrazione dei Civici Musei di Brescia. Parte I. Placchette e bassirilievi.
Il solerte Direttore dei Musei bresciani, Dott. Prospero Rizzini, ha intrapreso nei Commentari dell’Ateneo di Brescia uno studio diligente intorno alle insigni Collezioni artistiche di cui gli venne affidata la custodia da quel Municipio.
Egli ha incominciato dalla illustrazione di una serie interessantissima di monumenti, che ha grande attinenza colla numismatica, quantunque strettamente parlando non vi appartenga: la serie delle placchette, la quale è sentata in modo splendido nei Musei di Brescia, dove se ne conservano ben 370, provenienti in gran parte da un munificente legato del conte Leopardo Martinengo.
Il Dott. Rizzini ne dà partitamente la descrizione, raffrontandole colla nota opera del Molinier, alla quale può servire oggi di utilissimo complemento la bella pubblicazione di Bode e Tschudi.
Nell’annunciare ai lettori della Rivista l’inizio di questa accurata descrizione de’ Musei bresciani, ci permettiamo di esprimere un voto, che cioè per l’avvenire si largheggi maggiormente nel corredo illustrativo, tanto più che la sola tavola fototipica annessa a questa prima puntata fa onore allo Stabilimento Mattironi di Brescia che l’ha eseguita, e dà adito a bene sperare per la continuazione del lavoro.
La pratica degli affari. Vol. VIII. Misure e monete in 16.° pp. 110. Milano, Giov. Massa, 1890.
Furse (Edouard Henri), Mémoires numismatiques de l’ordre souverain de Saint Jéan de Jérusalem, illustrées avec les médailles et monnaies frappées par les grands maîtres de l’ordre, Deuxième édition. Rome, typ. Forzani, 1889, in 4°, fig, pp. 430 con 4 tav.
Catalogo della collezione del sig. Alessandro Fasi di Ferrara: monete romane, consolari e imperiali, monete italiane del medio evo e moderne in vendita all’amichevole con i prezzi fissati a ciascun numero. Firenze, tip. Bonducciana A. Meozzi, 1889, in 8°, pp. 233. — Impresa di vendite Sambon, Anno XII, n.° 8.
Catalogo delle monete delle zecche italiane meridionali, con ricca serie delle monete di Venezia; monete romane consolari, imperiali, monete greche, componenti la collezione del conte di Venezia, di cui la vendita al pubblico incanto avrà luogo in Milano. Milano, tip. Pirola, 1889, in 8°. pp. 108 (Impresa Vendite Sambon; anno XII, n.° I).
Perosa Dott. Marco. Bulgaro (Borgovercelli) e il suo circondario. Monografia con illustrazioni. In 4.° Vercelli, tip. G. B. Dell’Erra. — A pp. 394-397: Monete cimbriche e romane trovate a Borgovercelli, con 1 tav.
Catalogue d’une belle collection, formée par un diligent collectionneur de Florence: Première partie (Aes grave, ou monnaies primitives moulèes, monnaies romaines consulaires, impériales et bizantines en or, argent et bronze). Florence, impr. Bonducciana A. Meozzi, 1889, in 8,° pp. 130. — Vendite Sambon, anno XII, n.° 5.
Soutzo, Introduction à l’étude des monnaies de l’Italie antique, 2e partie, 64 pp. avec fig. et tableaux. In 8,° Mâcon, impr. Protat frères.
Barthélemy (A. de), Manuels Roret, Nouveau manuel de numismatique ancienne. Paris, Boret, in 18,° pag. VIII-483, avec atlas de 12 pl.
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Leduc H., Histoire des décorations en France: Origine historique et description des Ordres Croix, Médailles et Insignes antérieures et postérieurs à la Révolution. In 12,° pp. 141, av. pl. Le Mans (Sarthe) librairie ancienne et moderne B. Pellechat, 1890.
Monnaies royales et féodales. (Collection X... ) In 8,° pp. 30, avec figures. Macon, impr. Protat frères. Paris, MM. I. Hermerel et R. Serrure, experts, 53, rue de Richelieu, 1890. Letellier, Description historique des monnaies françaises, gauloises, royales et seigneuriales donnant un aperçu des prix à chaque numero. Tome III. Paris, impr. Julien, 1889, in 18°, pp. 292 et 35 planches.
Pellet Marcellin. Variétés révolutionaires. Troisième et dernière série. Paris, Alean, 1890. (Un peu de numismatique).
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Frére-Orban, M. Beernaert et nos affaires monetaires. Examen des doctrines et des actes de M. le ministre des finances au sujet de la monnaie, et réponse aux critiques de la convention monétaire de 1865 contenues dans le discours qu’il a prononcé devant le Sénat le 13 avril 1889. Liège, A. Desoer, 1889, in 8.° pp. 49.
Carter (Thomas), British War Medals Military and Naval; and How they were Won. Forming a Complete History of these Distinctions front the Earliest Times to the Present Date. Illustr. with fac-simile Coloured Plates and Wood Engravings. Part. I (Saronno 8 parti) London, Groombridge, 1890, in 8.°
Tates Modern Cambist, A Manual of Foreign Exchanges and Bullion with the Moneys and other Mediums of Exchange of all Trading Nations etc. etc. Twenty first Edition. By Hermann Schmidt. London, Effingham Wilson and C, Royal Exchange, 1889, in 8.°
Revue Numismatique, IV Trimestre 1889.
Kink (K. F.), Observations sur les noms attribués à des graveurs de monnaies grèques.
L’Autore combatte l’idea generalmente invalsa che tali nomi siano da attribuirsi agli incisori delle monete e propugna invece l’attribuzione di essi ai vincitori dei giuochi o a chi offriva doni alle divinità concludendo che forse gli uni e gli altri potevano indicare il medesimo personaggio ossia il vincitore che riconoscente alla divinità per la vittoria offriva un dono. La nuova teoria ci pare provata con sufficienti ragioni.
Babelon (E.), Quelques remarques sur des monnaies d’Afrique et d’Espagne.
Continuazione e fine di uno studio intrapreso nei precedenti fascicoli.
Poncet (D. Ernest), Le trésor de Planche.
Prou (M.), Deux tiers de sou du Roi Gontran.
Caron (E.), Monnaies da commencement du XI siècle, frappées dans la comté de Bourgogne.
Marchéville (M. de), Le denier d’or à la Reine.
Cronaca, Necrologie, Bibliografia. Quattro tavole.
Annuaire de la Société française de Numismatique.
Hucher (E.), Le trésor de Plourhan.
Robert (P. Ch.), Monnaies et médailles des Evèques de Metz.
Marchéville (M. de). Une pièce d’or inedite de Raymond IV Prince d’Orange.
Amécourt (Ponton d’), Les monnaies Royales de la première race des Rois de France (seguito).
Froener (W.), Grands bronzes de Neron transformés en miroir.
Processi verbali della Società.
Bulletin de la Société Suisse de Numismatique. Genève 1890, n. I.
Demole (E.), A nos collègues.
Th. von Liebenau, Die Münzmeister von Luzern.
Vallier (G.), Un jeton inédit des Chanoines comtes de Lyon, Guignes Bourgeois, XV siècle.
Demole (E.), Histoire monétaire de Genève, de 1792 à 1848 (fragment).
Mayor (J.), Médaille de l’union romande pour la protection des animaux.
Tracksel (C. F.), Zwei Waffeleisen vom Anfangedes XVII Jahrhunderts mit medaillenartingen Darstellungen.
Necrologia, Bibliografia, ecc. Tavola.
Zeitschrift für Numismatik, XVII Band (1889), Heft I. (Berlin, Weidmannsche Buchhandlung 1890).
Löbbeke (A.), Griechische Münzen aus meiner Sammlung. IV.
Interessante pubblicazione di monete greche entrate da poco tempo nella celebre collezione dell’Autore. Alcune di queste monete erano affatto sconosciute. L’articolo è corredato da due tavole.
Buschmann (H.), Bractheatenabdruck an Kirchenglocken zu Verden.
Seeck (O.), Die Münzpolitik Diocletians und seiner Nachfolger.
Alexi., Die Auszahlung des Ranfschillings für das Herzothum Ehstland in den Jahren 1346 u. 1347.
Bardt (F.), Der Fund von Reichen.
Piccole comunicazioni, Bibliografia. Tre tavole.
Archivio della R. Società Romana di storia patria, vol. XII, fase. I-IV (1890): , Sul «Liber ystoriarum Romanorum», Prime ricerche. — A pp. 156-167: Notizie per la moneta senatoria che fu coniata in Roma durante il governo di messer Brancaleone degli Andalò, cioè negli anni che corsero fra il 1252 e il 1257. Con disegno.
Monumenti antichi N. 1. Roma , Della libbra etrusca.
Arte e Storia, n. 31 e 33-34, 1889: , Lodovico Chiericati (medaglia in suo onore). — Girolamo Gualdo (idem).
Les Causeries bi-mensuelles, 15 dicembre 1889: Léfèbvre Jules, Origine des monnaies en France.
Revue archéologique, tome XI, nov.-dicembre 1889. A pag. 422-23: Découvertes de médaillés à Apt (Vancluse).
La Nouvelle Revue, 15 dicembre 1889: Strauss Louis, L’union latine: La situation monétaire en Belgique.
Magasin pittoresque, n.° del 31 agosto 1889: Guignet Ch. Er., Les nouvelles monnaies della Francia. Con ill.
Bulletin de l’Académie delphinale, 4e serie, tome II, 1887-88 (uscito nel 1889): Chaper, Monnaies frappeés en Dauphiné par les Ligueurs avec la date de 1593 et au nom du Ckrist-Roi.
L’intemédiaire des chercheurs et curieux, 25 nov. 1889: La numismatique de Victor Hugo.
Journal des Économistes, dicembre, 1889: François G., La refonte des monnaies d’or en Angleterre.
Bulletin de la Société de la Diana, n.° 2-3, 1889: E. Thevenet, Décoverte d’un trésor antique à Chalain d’Isoure.
Société de l’histoire de Paris. Bulletin 1889: 4e livr.: Prou, Avis du corps municipal de Paris sur la réforme monétaire en 1313 ou 1314.
L’Economiste français, 8 febbraio 1890: Leroy-Beaulieu P., L’or et l’argent: la production et le monnayage des métaux précieux dans les trois dernières années.
Revue d’économie politique, nov.-dic. 1889: Crump A., Recherches sur la grande baisse des prix qui a coincidé avec la démonétisation de l’argent en Allemagne.
Annales du Conservatoire des arts et métiers, série 2, tome I, fasc. 1-3, (Paris, 1889): Peligot. Sur la composition des alliages monétaires.
Zeitschrift des Vereins für lübeckische Geschichte und Alterthumskunde, XI, 1: Curtius, Der Münzfund in Travemünde und die lübeckischen Hohlmünzen.
Zeitschrift für Schul-Geographie, Jahrg. XI, Heft 3: Geld in Afrika.
Annalen des Vereins für nassauische Alterthumskunde und Geschichtsforschung, vol. XXI, 1889: Isenbeck Julius, Das nassauische Münzwesen, 3. Periode, 1800-1866.
Die Gegenwart, vol. XXXVII, fasc. 5° (1890): Gurlitt Cornelius, Geldwerth und Arbeitslohn in früheren Jahrhunderten.
Studien und Mittheilungen aus dem Benedictiner Orden, anno X, fasc. 4°: Schratz W., Münzen auf den heiligen Wolfgang.
Westdeutsche Zeitschrift für Geschichte und Kunst, fasc. 4° (1889-90): Van Werveke, Fund römischer Münzen zu Ettelbrück.
Die Nation, 1889, n. 13: Bamberger L., Die Münzpolitik der Culturstaaten am Ende des Jahres (1889). Kunstchronik, (Lipsia), n. 12, 16 gennaio 1890, p. 188: Bismark-Medaille.
Mittheilungen der bayerischen numismatischen Gesellschaft, VII (1888). München, Franz, in 8* X-113 pag. et 10 tav.
Sitzungsberichte dell’I. B. Accademia di Berlino, 1890, fasc. 4-6: , Bericht über das Corpus nummorum.
Jahrbuch für Münchener Geschichte, 3 Jahrg.: Riggauer Hans, Eine Medaille auf Herzog Clemens Franz de Paula von Bayer als Dichter.
Alemannia, 18 Jahrg Heft I (1890): Birlinger A., Ein Spruch von den Falsch- und .
La Philosophie de l'avenir (Belgio), n.° 151, 1889: Colins, Monnaie (manuscrit inédit).
La Fédération artistique (Belgio) n.° 41, 1889: Paul Stephen, Les médailles.
Précis historique, novembre 1889 (Bruxelles): Hoyge Ch., Les métaux précieux chez les Israélites au désert.
Bulletin de l’Institut national Genevois, tome 29. (Genève, 1889): Verchère, Sur les pièces de cinq francs.
The Indian Antiquary, agosto 1889: Fleet, The Coins and History of Toramana. — Smith, The Bodleian Collection of Coins.
Journal of the Asiatic Society of Bengal, Part I, lviii, i: Oliver, Coins of the Muhammadan Kings of Gujarát.
Imhoof-Blumer und Otto Keller. — Tier- und Pflanzenbilder auf Münzen und Gemmen des klassischen Altertums (Figuare d’animali e di piante su monete e pietre incise dell’antichità classica). Lipsia, Teubner, 1889. — Un vol. in 4 di pag. X-168, con 26 tav. in fototipia.
Già da vari anni il distinto filologo ed archeologo tedesco Ottone Keller aveva fatto oggetto delle sue indagini i nomi ed i tipi sotto cui ci furono tramandati gli animali dall’antichità classica, nonché le loro attinenze colla storia della civiltà greca e romana. Egli era andato sempre più convincendosi ohe la numismatica e la glittica potevano fornire un sussidio prezioso a tale ordine di studi, e che in ispecie i tipi monetali relativi dovevano essere annoverati fra i monumenti più importanti, e più valevoli a gettar luce su quest’argomento. Nel frattempo l’amico suo Dr. Imhoof-Blumer, il valente numismatico svizzero di cui sono ben noti i lavori sulle monete greche, nel formare una vasta collezione d’impronte allo scopo di pubblicare un atlante di tipi, ne aveva raccolto anche una cospicua serie con figure d’animali e di piante. Caso volle che il Prof. Keller, allora insegnante all’Università di Praga, si recasse a Winterthur per visitare l’amico; egli fu colpito dall’idea del vantaggio che si poteva trarre pe’ suoi fini scientifici speciali da quella serie, e propose ad Imhoof-Blumer di pubblicarla, offrendosi alla propria volta di completarla con impronte di pietre incise. Questa è l’origine del libro che ci sta dinanzi, e che, a malgrado delle dissime difficoltà materiali insorte poi per la compilazione della seconda parte, si presenta come un tutto armonico, simmetrico anzi, poiché 13 tavole di monumenti e 80 pagine circa di testo illustrativo sono dedicate alle monete, ed altrettante sono dedicate alle pietre incise.
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The end
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