Read here

Il bugiardo

Carlo Goldoni · 1909 · Free in the US

25,504 words · about 1 h 47 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1909 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Il_bugiardo&action=history). · Wikisource contributors

Text from Wikisource and set out for reading on screen; no words of the book are rewritten or summarized. How RedLectern is built

About this book

Author
Carlo Goldoni
Language
Italian
Published
1909
Length
25,504 words · about 1 h 47 min
Sections
9 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (9)
  1. Front matter under 1 min
  2. Lettera di dedica about 1 min
  3. L’autore a chi legge about 1 min
  4. Personaggi under 1 min
  5. Atto I about 30 min
  6. Atto II about 26 min
  7. Atto III about 24 min
  8. Appendice about 12 min
  9. Nota storica about 12 min

Continue:

Front matter

fi ct ct ct ct

Indice

Lettera di dedica

ct ct ct ct

E tutti i Padroni miei, che amici sono di V. E., mi hanno benignamente concesso che dei nomi loro fregiar le Opere mie potessi, non diffido che simil grazia voglia eziandio accordarmi l’E. V., giacchè in codesta loro esemplare conversazione ho sempre osservato regnare una esattissima uniformità di pensieri. Ma siccome in ciascheduno di loro ammirasi in sommo grado una virtuosa modestia, per ragione di cui ho dovuto astenermi dal pubblicare i meriti, e i fregi, e le grandezze di tante illustri Famiglie, di tante eroiche Persone, la stessa legge osservare io deggio anche in questa mia umilissima Lettera, in cui senza un tal freno potrei diffondermi senza fine nei meriti di V. E., e in quelli della sua antichissima Casa. Conto per nulla tutti i favori della Fortuna a fronte di questo, d’essere io protetto da una sì ragguardevole comitiva di Mecenati, de’ quali un solo per avventura pregando, son certo del favore di tutti i miei Protettori.

A V. E., che con tal Nome benignamente mi onora, questa Commedia mia raccomando. Ella ha per titolo il Bugiardo, titolo che so per prova esserle odioso sopra ogni altra aborrita cosa del mondo. Pure cotal Commedia non le dispiacque; forse appunto per questo, perchè il Bugiardo è scoperto, e la verità finalmente trionfa.

Niuno certamente potrebbe dir ch’io mentissi, lodando in V. E. la Virtù, la Prudenza, la Religione, la Fortezza dell’animo, la Soavità de’ costumi. Potrei essere bensì rimproverato di non os- servare la legge, che da principio dissi venirmi dalla Vostra moderazione imposta, che però considerando io ancora che gl’infiniti meriti Vostri si rendono vieppiù palesi nel luminosissimo grado in cui siete di Savio del Gran Consiglio, impiegherò soltanto queste ultime righe a supplicare l’E. V. del suo benignissimo patrocinio, e d’impetrarmi vieppiù quello degli Eccellentissimi miei Padroni ed Amici Vostri, con che profondamento m’inchino.

Di V. E.

L’autore a chi legge

ct ct

L valoroso , colla più bella ingenuità del mondo, ha confessato al Pubblico aver lavorato il suo Bugiardo sul modello di quello che fu attribuito in Ispagna a , quantunque un altro Autore Spagnuolo lo pretendesse per suo.

Io con altrettanta sincerità svelerò a’ miei Leggitori aver il soggetto della presente Commedia tratto in parte da quella del sopraddetto Cornelio. Vanta l’Autor Francese aver condotto l’opera sua con quella varietà nell’intreccio, che più gli parve adattata al gusto della nazione, a cui doveva rappresentarsi. Tanto ho fatto io nel valermi di un tal soggetto: servito appena mi sono dell’argomento; seguito ho in qualche parte l’intreccio; ma chi vorrà riscontrarlo, dopo alcune scene che si somigliano, troverà il mio Bugiardo assai diverso dagli altri due; talmentechè avrei potuto darmi merito dell’invenzione ancora, se sopra un tal punto non foss’io assai scrupoloso, e nemicissimo di qualunque impostura.

Ho posto al confronto dell’uomo franco un timido, che lo fa risaltare. Ho posto il mentitore in impegni molto ardui e difficili da superare, per maggiormente intralciarlo nelle bugie medesime, le quali sono per natura così feconde, che una ne suol produr più di cento, e l’une han bisogno dell’altre per sostenersi.

Il sonetto è forse la parte più ridicola della Commedia. Le lettere a Pantalone e a Lelio dirette accrescono l’imbarazzo e la sospensione. Tutte cose da me inventate, le quali potevano darmi sufficiente materia per una Commedia, che si potesse dir tutta mia; ciò non ostante, sapendo io d’aver fatto uso del soggetto dell’Autore Francese, non ho voluto abusarmene, e Dio volesse che così da tutti si praticasse, che non si vedrebbono tante maschere, tanti rappezzamenti, tante manifeste imposture.

Personaggi

ct Il Dottor BALANZONI, bolognese, medico in Venezia.

BEATRICE | sue figlie.

ROSAURA

COLOMBINA, loro cameriera.

OTTAVIO, cavaliere padovano, amante di Beatrice.

FLORINDO, cittadino bolognese, che impara la medicina e abita in casa del Dottore; amante timido di Rosaura.

BRIGHELLA, suo confidente.

PANTALONE, mercante veneziano, padre di

LELIO, il bugiardo.

ARLECCHINO, suo servo.

Un Vetturino napolitano.

Un Giovine di mercante.

Un Portalettere.

Una Donna che canta.

Suonatori.

Barcaiuoli di peota.

Barcaiuoli di gondola.

ct

The opening of the book is shown; the full text loads in the reader.

Loading the full text…