Front matter
ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct ct fi ct ct ct
ct
fi
Primo Giornale. Anno 1773. Punti Lunari
ct ct
ct
er Punti di Luna s’intende quì, que’ tali siti, nei quali si trova successivamente nel suo non eguale corso la Luna, rapporto al Sole, ed alla Terra, ove alterando col Mare l’Atmosfera, suole indurre alterazione di Tempo.
Non conosce il Popolo se non le Quattro Fasi della Luna, o sia i Novilunj, i Plenilunj, ed i due Quarti, che influiscono in questo. Ma vi sono altre sei circostanze sulle Maree, così commovendo anche l’aria, possono, e devono alterare il Tempo. Si tratta quì di qualunque alterazione sensibile, Pioggia, Vento, Sereno, ec.
Questi sei Punti, oltre le dette quattro Fasi della Luna, sono, 1.° quando la Luna si accosta sommamente alla Terra, il che fa per 27 mille miglia incirca in ogni Lunazione; e si chiama questo Punto il Perigeo della Luna. 2.° Quando 14 giorni circa dopo, di altrettanto si allontana, che si chiama l’Apogeo.
3.° e 4° Quando la Luna traversa, due volte in ogni suo Mese, l’Equatore, o passa sopra il mezzo della Terra: una volta, quando dall’Emisfero Meridionale passa nel Settentrionale, il qual Punto si può chiamare Equinozio Ascendente della Luna (si noterà Equ. Asc.); l’altra volta, quando ripassa l’Equatore, abbandonando il nostro Emisfero Settentrionale, ed entra nel Meridionale, e questo si chiama da noi Equinozio Discendente (Equ. Discend.)
5.° Quando la Luna si trova nel suo limite Settentrionale, vicina più che può essere in quel Mese, al nostro Zenit, e passa altissima, il qual sito il Sig. il primo chiamò Lunistizio, Boreale, talora Bor., ed anche B. solamente.
6.° Quando all’opposto la Luna sommamente si abbassa sotto l’Equatore, rispetto a noi, e passa bassissima, e lontanissima dal nostro Vertice. Questo sito si chiama Lunistizio Australe, ed è marcato Australe, o Austr. o anche A.
Per lunga osservazione, non superficiale, si trova, che tutti questi Punti alterano più o meno l’aria, come le acque del mare; e perciò era utile che il Popolo fosse istruito, specialmente i Naviganti, e gli Agricoltori, dei giorni, nei quali accadono. Non è già che l’alterazione dell’aria debba attendersi in quell’ora precisa, ch’è la vanità superstiziosa degli Astrologi. Ma in quel contorno de’ giorni, uno, due, tre, talor sin quattro, avanti, o dopo, si può aspettare una qualche mutazione di tempo; specialmente intorno i Punti più efficaci, che sono i Novilunj, i Plenilunj, gli Apogei, i Perigei Lunari, ed anche gli Equinozj. Perciò si è risparmiata la fatica inutile di notare le ore, ed i minuti, di questi Punti, salvo le quattro Fasi solite.
Inoltre rendonsi osservabili per una certa disposizione, o anche alterazione effettiva, che il Tempo acquistar suole, i Quarti Giorni, tanto avanti, che dopo i Novilunj, ed i Plenilunj. Questi Quarti Giorni sonosi notati con un semplice q. piccolo. Corrispondono questi quarti giorni appresso poco ai Sestili, ed ai Trini degli Astrologi Antichi, che pure erano caduti in osservazione per li moti di Tempo; nè molto si scostano dagli Ottanti (ottave parti del Corso Lunare) de gli Astronomi moderni, a capo de’ quali arriva al colmo dell’alterazione, o sbilancio, del detto Corso Lunare, che si chiama Variazione.
Siano dunque gli Uomini, i quali vi hanno interesse, in parata, ed in osservazione nei giorni presso di quelli Punti Lunari, spezialmente de’ più efficaci, che si sono or ora accennati, i Novilunj, i Plenilunj, i Perigei, e gli Apogei, poichè di 12 in 13 che occorrono ogni anno per ciascuna spezie, appena due, o tre, talor neppure uno, passa senza notabile mutazione di Tempo.
Molto più pòi si rende osservabile il concorso di due, o più, di questi Punti, che talor accadde; spezialmente se si combinano presso i Punti Cardinali del Sole, vale a dire i Solstizj, e gli Equinozj particolarmente, verso i 20 dei Mesi di Marzo, Giugno, Settembre, e Decembre.
Concorrono dei Punti Lunari assieme anche in quest’anno 1773, come si può osservare nella serie del Giornale; ma non accadono così presso ai Punti Cardinali, come l’Anno scorso 1772, che fu tanto stravagante. Si può consultare sopra queste materie un Libro, stampato in Padova 1770. Appresso Gio: Manfrè, Librajo di Venezia, col titolo: , ec.
ct Naviganti hanno interesse di sapere i Giorni della Luna per le Maree, e per li Punti d’Acqua. Per essi dunque, e per altri curiosi, si è posta questa Colonna. Ma la nu- merazione non si è fatta secondo l’uso volgare, che conta le Lune alternativamente una di 29. l’altra di 30 giorni. Si sono numerati i giorni veri del Novilunio, contando uno quello del Novilunio; così le Lune si succedono più d’una volta collo stesso numero di 30. giorni: poichè la durata delle Lune difatto si avvicina più a 30 giorni, che a 29.
E poi una vanità quella di chiamare una la Luna di Marzo, l’altra d’Aprile, ec. e si è detto altrove, che tanto si può dire la Luna d’Agosto, come la Luna del Giappone, e del Perù. Chi vuol chiamare la Luna Pasquale, Luna di Marzo incorrerà nell’assurdo, che s’attribuirà ad un Mese una Luna, la quale in esso non ha verun giorno. La cosa più ragionevole, volendo ritenere queste denominazioni, sarebbe quella di attribuire ad un Mese quella Luna che in esso fa il Tondo, poichè per tal cagione la maggior parte della sua durata cadde dentro quel Mese. Ma che sarà quando in un medesimo Mese vi sono due Plenilunj? In somma quest’è una vanità popolare.
L’ora del Levare, e del Tramontare del- la Luna, espresse in queste due Colonne separate, prestano due principali usi.
Primo. Di sapere, quante ore della notte farà chiaro la Luna, la qual notizia è d’un grandissimo comodo per li Lavoratori, Viandanti, Naviganti, Pescatori, Cacciatori, ec. Secondo, di sapere l’ora della Marea alta, e bassa, o sia del Flusso, e Riflusso, per entrare, ed uscire dai Porti, per sapere, se l’acqua sia contraria, o seconda, andando, e venendo, ec.
All’ora del Levare, e del Tramontare della Luna, segnata in questa Colonna, generalmente l’acqua è bassa quanto debba essere in quel giorno, e comincia a crescere.
Un’ora avanti incirca, che la Luna arrivi al mezzo del Cielo, tanto di sopra, che di sotto, è l’ora del Flusso, o dell’acqua alta, e dopo comincia a calare sin che la Luna tramonta, o leva.
Per sapere l’ora, in cui la Luna arriva al mezzo del Cielo, dividete appresso poco per mezzo il tempo, che vi è tra il Levare, ed il Tramontare, oppure tra il Tramontare, e Levare del giorno seguente. Aggiungete la metà di questo tempo all’ora del Levare, o del Tramontare, e avrete l’ora senza grande errore, in cui la Luna passa per il Meridiano di sopra, che si dice Luna in Ostro, oppure di sotto.
Veramente questi due tempi, che la Luna impiega dal Levare al Meridiano, e dal Meridiano al Tramontare, non sono mai eguali. Poichè oltre l’inegualità del suo moto proprio, oltre il mutar declinazione, o con essa la lunghezza del Cerchio Semidiurno, quando la Luna scorre i Segni Ascendenti, impiega più di tempo dal Meridiano al Tramontare, che dal Levare al Meridiano; viceversa, quando scorre i segni Discendenti (il che si vedrà dalla seguente Colonna) impiega più di tempo dal Levare al passare per il Meridiano, che da questo a giugnere all’Orizzonte. Nullaostante per l’uso presente, dimezzando la somma di questi due tempi, si ha l’ora del passaggio della Luna al Meridiano, che indica l’acqua alta un’ora e mezza avanti, quanto basta per non errare di molto.
Un terzo uso si può trarre dalla notizia di queste ore, riguardo alle ore dei cambiamenti del Cielo. Poichè nel voltar dell’acqua, come si dice a Venezia, cioè, quando la Luna arriva all’Orizzonte, ed al Meridiano; s’osserva quasi sempre alterarsi il Cielo, molto, o poco, cessare, scemare, alzarsi, rinforzarsi il vento, cominciare, o finire la pioggia, rompersi le nuvole, ec. Ancora questo è da osservare, che facendosi un Temporale, mentre l’acqua cala, per lo più si dissipa presto, discendendo le nuvole al mare, quasi a seconda del moto dell’acqua. All’opposto facendosi un tempo, quando l’acqua cresce, più si sostenta, e riesce più pericoloso.
Le ore poi qui segnate sono senza tanta sottigliezza, che sarebbe superflua all’oggetto, di cui si tratta. Si potrà rimarcare la gran differenza, che v’è da una settimana all’altra, nel ritardo del levare, e tramontare della Luna; mentre ora ritarda 80. e più minuti da un giorno all’altro, talora appena 20., il che procede dalla varia obbliquità del Zodiaco nei Segni Ascendenti, o Discendenti, che la Luna scorre: e dalla velocità, o tardità del corso della Luna medesima, la quale intorno il suo Perigeo scorre quasi 15. gradi al giorno, intorno l’Apogeo poco più di 11.
Il ritardo giornaliero della Luna, che per un mezzo si può dire di tre quarti d’ora, fa, che in una Lunazione ella perde un giorno; che vuol dire, se il Sole ha fatto in 30. volte il giro diurno, la Luna non ne ha fat- to che 29. Perciò vi deve essere un giorno, o sia uno spazio di 23. ore, in cui non leva, ed uno in cui non tramonta. Se oggi leva a 23. ore, e mezza, ritardando tre quarti, dimani leverà a 24. ore, ed un quarto; che vuol dire non leverà dentro le 24 ore di dimani: e così vi sarà un giorno vuoto, qual è segnato in ogni Mese in ambe le Colonne.
Questo vuoto si è posto dopo la notte seguente (segnata n. 5.) del giorno dato, essendosi stimato bene tenere questo metodo, perchè gli uomini hanno bisogno di sapere l’ora del Levare, e Tramontare della Luna, non per la notte passata, ma per quella che segue. Un poco di riflesso, e di pratica, farà capire perfettamente tutto.
ct ct
ell’ultime caselle dopo i Pianeti in ciascun Mese si è notato il luogo del Zodiaco, in cui si trova al principio del Mese, tanto l’Apogeo della Luna, che scorre tre gradi e mezzo in circa al Mese, a seconda de’ Segni, quanto il Nodo Ascendente che di moto retrogrado si muove al contrario de’ Segni, per poco più d’un grado e mezzo al Mese. Il sito del Nodo regola le varie declinazioni della Luna; poichè quando il Nodo è intorno l’Equinozio di Primavera in principio d’Ariete, allora la Luna si scosta dall’Equatore 28 gradi; ma quando il Nodo è nell’Equinozio d’Autunno, come in quest’Anno, che si trova nel segno di Libra, la Luna non declina più di 18 gradi, cioè, s’avvicina meno al nostro Zenit; lo che non è forse indifferente per le impressioni, che può fare sulla nostra Atmosfera.
L’Apogeo poi, non solo influisce direttamente per se come Punto lunare, nel senso di sopra espresso, ma ancora relativamente al suo sito nel Zodiaco, molto importa per la condizione delle Stagioni, e dell’Annate; siccome si è molto chiaramente insinuato in un discorso inserito nel del Sig. Milocco, del prossimo Anno 1772. sul Ricorso delle Stagioni, e degli Anni stravaganti. ct no degli oggetti di questo Libretto sarebbe d’introdurre, e diffondere la pratica dell’ Osservazioni Meteorologiche, le quali col progresso degli anni possono prestare molto uso all’Agricoltura, ed al resto della vita. Si bramerebbe in particolare, che si notasse l’effetto degli esposti Punti Lunari, cioè, le mutazioni di tempo, che andranno nascendo di giorno in giorno, come meglio si dirà or ora.
A tal fine direi, che si potesse tra le Carte stampate di questo istesso Giornale, far legare delle Carte bianche, ma forse la forma riesce talora troppo angusta, e sarà bene farsi un Libro più ampio, dando una facciata, o due, ad ogni Mese, e dividendo ciascuna facciata in Colonne, notando prima a sinistra i giorni del Mese, separati con riga fatta col Lapis. La Prima Colonna servirà per il Barometro, la seconda per il Termometro, la terza per il Vento, la quarta più ampia per lo Stato del Cielo, e per le Meteore, l’ultima per la misura della Pioggia. Diamo alcune avvertenze per chi non avesse tutta la pratica.
Prima di tutto una serie d’osservazioni regolari vuol esser fatta ad un’ora fissa del giorno, spezialmente quanto al Barometro, ed al Termometro; meglio se fossero due ore fisse, o tre, come Mattina, Mezzodì, e Sera. La più comoda sarà il Mezzodì; se qualche giorno non si può, si noti l’ora a parte; e quando uno è lontano, procuri d’aver persona che supplisca.
Circa il Barometro, l’altezza del Mercurio si noti in Pollici, Linee, e Decimali, o altre frazioni di linea, del Piè di Parigi, misura ormai universale tra’ Dotti, o almeno in misura nota. Al fine di questo Giornale vi sarà una Tavola delle misure più celebri. Si osservi sopra tutto, che la Cartina, solita a porsi sotto la Canna del Barometro, in Pollici divisi in Linee, quanto basta per la Scala di variazione del Barometro stesso nel dato Paese, per esempio, a Venezia, ch’è sul Mare, tra i Pollici 26. lin. 6., e Poll 28. lin. 8. si osservi dico, che questa Cartina sia posta nella dovuta altezza, o distanza dalla superficie del Mercurio nel vaso a basso. A tal fine bisogna avere la giusta misura del Piè di Parigi diviso in Pollici, e linee; e questa si ricava dal rapporto delle misure nell’accennata Tavola qui dopo.
Il Termometro sia colla Scala, o Graduazione di Reaumur, oppure di Farhenehit; e si avverta, quanto alla Scala di Reaumur, che nota Zero al gielo, Caldo sopra, Fred- do sotto; spezialmente nei passaggi delle Stagioni, di notare col segno positivo + i gradi di Caldo, o sia sopra il Zero, e col segno meno – i gradi di Freddo segnati sotto del Zero.
Il Vento si può conoscere dal Fumo dei Camini, e con ogni Banderuola piantata in alto, in sito libero da riverberi, e pronta al moto: ma bisogna aver notizia delle Plaghe de’ Venti nel dato luogo, almeno Levante, Ponente, Ostro, Tramontana. A tal fine vi sono molti mezzi, ma il più sicuro è quello di tracciare una buona Meridiana, che s’insegnerà qui dopo, sebbene per l’oggetto dell’osservazione del Vento non occorra tanta sottigliezza.
Sarà bene notare gli otto Venti Principali (riferendo a ciascuno d’essi i più vicini), colle semplici lettere iniziali: T. Tramontana; Gr. Greco, L. Levante; S. Scirocco; O. Ostro; Ga. Garbino; P. Ponente; M. Maestro.
Sarà anche bene notare appresso poco i gradi di forza del Vento; notando 1. l’Aria sensibile; 2. un Vento gagliardetto; 3. un Vento forte; 4. un Vento procelloso, e furioso; p. e. un forte Levante L. 3.
Nella Quarta Colonna, si lascierà più ampia, si notino le Meteore, collo stato del Cielo. Sereno, o Sole, S. Nuvolo, N. Pioggia, P. Caligine, C. Gragnuola, G. Neve, N. Vento, V. Tuono, T. Fulmine, F. Terremoto, Ter. ec. E queste cose si notino coll’ore, qualunque volta accadono.
In fine sarà bene notare la Misura della Pioggia, Neve, Grandine liquefatta: a tal fine vi vuole un Vaso di data apertura, p. e. d’un Piede Quadro, di Rame, o di Lata; vi vogliono delle misure cubiche d’un pollice, di due, di tre, ec. per misurare di volta in volta l’acqua raccolta (se questa cadesse in un vaso chiuso da non potere svaporare, si può misurare con comodo, anche a capo d’un Mese, o dell’Anno). 144. Misure d’un pollice cubico (uno di due pollici ne fa 8., uno di 3. ne fa 27) se il Vaso sia d’un piede in quadro, danno un pollice d’acqua caduta nell’estensione del Vaso; 12. Misure danno una linea, ec. Chi brama informarsi meglio di tutte queste cose, potrà vedere l’accennato Libro Meteorologico dell’Influenza degli Astri. In un’altra facciata i Coltivatori potrebbero, e dovrebbero notare di giorno in giorno gli accidenti, che nascono alle Piante, ed alle Biade, colla riuscita, quantità, e qualità del frutti, ec.
I Medici il numero de’ Morti, o ammalati, in genere, la durata delle malattie, la complessione, l’età, ec.
I Parrochi il numero de’ morti maschi, e femmine, coll’età, l’ora della morte, la qualità, ec.
Non v’è dubbio, che a capo di molti anni un buon numero di questi Giornali d’osservazioni, caduto in buone mani, non fosse per produrre delle notizie, e delle regole utilissime. Se alcuno avrà la bontà di far tenere al Librajo, che ha stampato, questo Libretto, le sue osservazioni, se ne darà notizia al Pubblico con giusta lode all’Autore; e forse col tempo, se questo libretto incontri il gradimento del Pubblico, vi si inseriranno i risultati più notabili dell’osservazioni.
Dopo questa digressione, resta da spiegare la ct ct appresenta questa Figura quelle Costellazioni, poste intorno il nostro Polo, le quali non tramontano mai sotto il nostro Orizzon- te, e perciò nelle Notti chiare si veggono tutte per tutto l’Anno. La Stella, che merita più d’osservazione, è la così detta Stella Polare, che indica la Tramontana, posta all’estremo della coda dell’Orsa Minore, e molto vicina al Polo. Facile è di conoscerla, quando si conosca il Carro, figura formata da sette brillanti Stelle di seconda grandezza nell’Orsa Maggiore: tirando coll’occhio una linea retta, per le due Stelle, che rappresentano le Ruote di dietro del Carro, cioè, le più rimote dal Timone; questa linea retta, prolungata dalla parte della convessità del Timone, va a ferire la Stella Polare, ch’è la Prima, sebbene in distanza, che s’incontri in detta linea. Questa linea si è segnata anche nella Figura con A B P: P. è la Stella Polare.
Girano tutte queste Stelle ogni giorno in torno il Polo P. andando, per di sopra, da destra a sinistra, per chi ha voltata la faccia verso Tramontana, come chi mira questa Figura; per di sotto, si vanno ripiegando da sinistra a destra, sempre visibili, perchè non arrivano a tramontare, ritornando allo stesso sito a capo di 24 ore, meno 4. minuti incirca. Anche la stella Polare P., fa il suo giro nello stesso spazio di tempo intorno del Polo: ma per essere vicinissima al Polo, fa un picciolissimo cerchio, tanto che appena uno s’accorge, che si muova, e cambi sito. Si muove però, ed or si trova sotto, or sopra del Polo, or a Levante, ora a Ponente, secondo le ore, e secondo le stagioni ad una data ora. Al principio di Novembre, 2. ore avanti mezzanotte, la Polare si trova direttamente sopra del Polo, in linea colla prima della coda dell’Orsa Maggiore al di sotto, e sei Mesi dopo, cioè, al principio di Maggio, la Polare si trova al di sotto, e la prima della coda dell’Orsa Maggiore al di sopra in una linea a piombo. E così esplorando con un filo a piombo questa situazione, si ha la vera Tramontana, e si può descrivere una giusta Meridiana: il che però si può fare ogni notte, considerando questa Figura, e confrontandola secondo i Mesi col sito delle corrispondenti Stelle in Cielo. Poichè ognuna delle rette, che partono dal Polo, come si spiegherà ben tosto, rappresenta il Meridiano, quando sia verticale.
La Stella Polare in questo secolo dista del Polo meno di due Gradi (nell’anno 1773, Gr. 1. min. 54.) vale a dire meno di quattro diametri apparenti del Sole, o sia meno di quattro piedi a vista: il che pure servirà a giudicare appresso poco del sito del Polo, o della vera Tramontana, coll’ajuto della Figura, secondo l’ora, ed il sito, conforme alla Stagione. Ma col corso degli anni tutte le Stelle girando di moto proprio, a contraria del moto diurno, intorno il Polo dell’Ecclittica situato in E, e facendo un grado in 71. anni incirca, e l’intiero cerchio in 25 mille anni, che si può chiamare l’Anno magno: la Stella Polare si va avvicinando al Polo 20. Secondi di grado all’anno; e nell’anno 2100. della nostra Era non sarà distante dal medesimo, che di 7. minuti, in apparenza meno d’un quarto di piede, o sia tre pollici; indi seguitando il suo lento circolo intorno il Polo dell’Ecclittica; si andrà scostando dal Polo del mondo: e di quà a tre, o quattro mila anni non sarà più questa la Stella Polare; ma subentrerà in tal ufficio la Stella vicina presso lo Scettro di Cefeo, ed a questa col tempo altre della stessa costellazione; siccome ne’ tempi addietro, già quattro o cinque mila anni, la Stella Polare era quella del Dragone, per cui nel- la nostra Figura passa la linea marcata 25. Ottobre.
Ma per venire al nostro principale scopo, prescindendo dall’accennato moto, e parlando solamente del moto diurno delle Stelle, è da notare, che la medesima Stella, o costellazione, come il Carro, non si vede ad una data ora nel medesimo sito sempre: anzi di notte in notte varia, e di mese in mese molto più sensibilmente, nè ritorna nella stessa ora nello stesso sito, se non a capo d’un anno. Senza tal variazione con brevissima pratica saprebbe ognuno precisamente conoscere le ore della notte; poichè per ogni ora si potrebbe fissare ad ogni Stella il suo sito, lungo un tetto, un campanile, un’albero, ec.
Il variare del sito, che fanno le Stelle ad una data ora, nasce, a cagione del moto proprio del Sole, e perchè noi contiamo le ore, non col moto delle Stelle, come fanno molti Astronomi, ma col moto diurno del Sole. Il Sole poi, a cagione del suo apparente moto proprio per il Zodiaco da Ponente a Levante, contrario al moto diurno, sebbene obliquamente, resta ogni giorno indietro sulle Stelle, verso Levante, ed arriva al Me- ridiano, o altro cerchio, 4. minuti incirca più tardi che nel giorno precedente. Resta addietro d’un’intero giro diurno, e quando il Cielo, e le Stelle hanno fatto 366. rivoluzioni diurne, il Sole non ne ha fatto che 365.
Perciò si vede, che nel corso d’un’anno, il Sole restando ogni giorno addietro, o sia a Levante, d’un grado, dee dentro d’un’anno trovarsi, per così dire, in faccia a ciascuna Stella del Cielo, cioè, in linea retta con ciascuna Stella, ed i Poli. Quindi se nato intorno al Polo, come centro, un cerchio qualunque (nella Figura si è segnato il Circolo Polare, che in quest’anno dista dal Polo meno di Gr. 23. min. 28.), e diviso questo in 24. parti eguali, secondo il numero delle 24. ore del giorno, e per queste divisioni concependo dal centro, o sia dal Polo, tirate delle linee rette, che rappresenteranno i 24 Cerchi Orarj; il Sole col suo moto retrogrado, di 15. in 15. giorni incirca, passerà dall’una all’altra di queste linee, ritardando d’un’ora il suo nascere, e tramontare; o per parlare più giusto, il suo passaggio per il Meridiano.
Per assegnare poi i giorni corrispondenti de’ Mesi, p. e. il Coluro degli Equinozj, il quale passa presso la Prima Ruota del Carro, sopra la Stella Polare, per il Petto di Cassiopea, e corrisponde al principio di Ariete, e di Libra, ove si ritrova il Sole ai 21. di Marzo, e 23. di Settembre incirca. Una linea, perpendicolare a questa, marca il Coluro dei Solstizj, ove si trova il Sole ai 21. di Giugno, e 21. Decembre. Le altre linee si succedono per ordine in distanza di circa 25. giorni, e ciascuna indica il luogo del Sole, corrispondente al dovuto Grado di Equatore, sopra il quale si conta il Tempo.
Ognuno poi capisce, che quando il Sole si ritrova al mezzo del Cielo, per di sopra, rispetto a un dato luogo della Terra, ivi allora è Mezzodì: il punto opposto dunque avrà la Mezzanotte.
Immaginandosi dunque quella linea, a cui in tal giorno corrisponde il Sole, diretta al basso, a perpendicolo, e così girando la Figura; questa in tal posizione mostrerà la situazione di tutte queste Stelle per l’ora della mezza Notte. (L’ora della mezza Notte è segnata di giorno in giorno nel Giornale.) Per esempio, la Notte delli 21. Marzo a mezza Notte, cioè, a ore 5. min. 30. Italiane, il Carro sarà in alto sopra della nostra testa, ed al di sopra del Polo; ed alla parte di sotto direttamente vi sarà la bella costellazione di Cassiopea, assai rimarcabile per 4. in 5. Stelle, che formano un Zic-Zac, ed in altra vista una spezie di pettorina, oppure un M. largo, a sinistra vi sarà la Capra, Stella di prima grandezza nella costellazione del Cocchiere, l’Auriga, sola segnata nella Figura; a destra, un poco in alto, le Guardie, due belle Stelle dell’Orsa Minore, o del Piccolo Carro segnate nella Figura presso la lettera G. Una tal situazione di Stelle, dunque indicherà in quei giorni l’ora della mezza Notte, quanto basta per l’uso civile.
Che se il Carro non fosse arrivato a mezzo del Cielo, non sarà ancora mezza Notte; e se vi fossero solamente le prime Ruote (cioè in apparenza quelle di dietro, mentre il Carro gira a rovescio col Timone indietro) a mezza Notte mancherà un’ora. Ma se al mezzo vi fosse già giunta la prima della coda, sarà passata un’ora dopo mezza Notte; se l’ultima della coda, quasi due ore, ec.
Bisogna dunque fissarsi in mente l’ora della mezza Notte in quel torno di giorni: far pratica della Figura; confrontare la Fi- gura col Cielo, per conoscere queste costellazioni, e le poche Stelle segnate; guardare bene sulla Figura, qual sito debbano avere a mezza Notte, quale prima, quale dopo: in pochi giorni si acquisterà la pratica di congetturare l’ora della notte colla sola vista del Carro, senza sbagliare di mezzora.
Vi sarebbero anche altri modi, p. e. coll’osservare, quando ciascuna di queste Stelle si trovi a perpendicolo sopra, o sotto della Stella Polare, oppure tra loro, potendosi per tutte le Notti dell’anno determinare a qual ora debba ciò succedere, come si vede praticato nella figura delle vecchie Effemeridi dell’Accademia di Parigi. Si potrebbe anche disegnare nel Cielo le distanze di due in due ore, col mezzo di alcune Stelle più rimarcabili, cominciando p. e. dalle Plejadi volgarmente la Chiocchetta, seguitando colla cintura d’Orione (le Falci, o i tre Re), col Cane, ec. indicando, a qual ora ognuna di esse successivamente debba secondo le Stagioni, trovarsi al mezzo del Cielo. Ma ognuno di questi modi è più lungo, e meno universale. L’esposto sembra più semplice, più a portata di tutti, per tutti i nostri climi, e costante per molti secoli: e la stessa figura servirà per tutti gli Anni.
Potrassi anche spesso arguire l’ora della Notte dall’altezza, a Levante, e Ponente della Luna, per l’ora marcata a ciascun giorno nel Giornale, del suo levare, e tramontare. Potrà ajutare ancora l’ora indicata per il levare, o tramontare de’ Pianeti.
Passeremo ora ad altre notizie, che si è creduto poter servire di utile e grata istruzione, anche per la migliore intelligenza del Giornale: come l’idea del Calendario, che segue.
ct ct
a ordinata distribuzione delle parti maggiori, e minori del Tempo, che forma il Calendario, è un capo di prima necessità nella vita civile, la quale senza di ciò sarebbe confusissima.
Per fare con ordine le operazioni giornaliere, convenne prima dividere la giornata in certe parti, chiamate Ore, e queste ancora suddividere in particelle minori. Il Giorno fu diviso, generalmente, in 24 parti eguali, che sono le Ore; ogni ora in 60 minuti, ogni minuto in 60 secondi, ec.
Sebbene per Giorno paresse doversi intendere quello spazio di tempo, in cui il Sole fa chiaro sopra l’Orizzonte, in quanto si oppone alla Notte; nullaostante s’intende più comunemente il tempo di una intera rivoluzione del Sole, detto da altri Giorno Naturale, qual denominazione i primi danno al tempo in cui dimora il sole sopra l’orizzonte, ch’è il tempo del lavoro.
Comunque sia, un tale spazio di 24 ore, si prende anche per il Giorno Civile, e si può cominciare da qualunque termine: ma il più comodo è il Meridiano per l’esattezza, l’Orizzonte per l’osservazione. Poichè tracciata una buona Meridiana, quando l’ombra d’uno Stilo posto sopra della medesima vi arriva, si sa precisamente l’ora del Mezzodì, termine perciò adottato dagli Astronomi per principio, e fine del Giorno. Tuttavia, perchè il levar del Sole, e molto più il tramontare si può vedere da tutti, e quando non si vegga, se ne accorge ognuno dal chiaro, o dall’oscuro del Cielo; per l’uso popolare val forse meglio prendere il termine del giorno dall’Orizzonte: e però gl’Italiani, ed altri popoli colti (come gli Ateniesi, ed i Chinesi) cominciano, e terminano l’enumerazione delle Ore al Tramontar del Sole, come generalmente nel secolo passato; di presente secondo un uso assai comune, mezzora dopo, e più, spezialmente nelle Città, e nella stagione d’Estate, quasi tre quarti d’ora, quanto dura il Crepuscolo chiaro, cioè quello in cui si discerne bene gli oggetti, che si può dire un terzo di tutto il Crepuscolo, tempo che tanto la mattina, che la sera si potrebbe, e si dovrebbe impiegare nei lavori.
Le Ore da noi si numerano successivamente sino a 24. quando gli altri Europei contano XII. Ore della mattina, e XII. della sera, prendendo per termine del giorno la mezza Notte. Se vogliamo dire il vero gl’Italiani stessi, sebbene numerino le Ore dal Tramontare del Sole tuttavia prendono anch’essi la mezza Notte per termine del giorno, almeno del Civile, ed Ecclesiastico, co- me per le Feste, per le Vigilie, per le Azioni Legali, ec. p. e. se un sia nato avanti mezza Notte, sebbene siano cominciate le Ore del giorno seguente, non ostante si dirà nato nel giorno precedente. Donde si scorge non essere cosa indifferente tanto l’esattezza degli Orologi, quanto il fissar la vera ora della mezza Notte. A tal fine vi vogliono degli Orologi Solari giusti, o almeno delle buone Meridiane a cui si debbono rapportare gli Orologi in macchina per farli andar bene.
Le Ore Italiane si convertono facilmente nell’Europee, sapendosi colla nostra Tavola del Giornale l’ora del Mezzodì, e della mezza Notte, che appresso loro è sempre la XII. Poichè sottraendo l’ora della mezza Notte mostra dall’ora del levare del Sole, quel che resta è l’ora della mattina, in cui leva il Sole: e sottraendo l’ora nostra del levare del Sole dall’ora nostra del Mezzodì, si ha l’ora Europea in cui tramonta il Sole. P. E. ai 2. di Gennajo mezza Notte a ore 7. min. 10. Leva il Sole a ore 14. min. 49. resta ore 7. min. 39. per l’ora Europea del levar del Sole, sotto 14 min. 49. da 19. 10. ora del Mezzodì nostro; resta 4. 21. ora della sera Europea del Tramontare. ct I Governi hanno istituito de’ periodi di giorni, per ordinare le azioni negoziose, e civili, pubbliche, private, Sacre, profane. Un circolo di sette giorni forma la Settimana, d’istituzione antichissima, sebbene non universale. Se ne parlerà a proposito della Lettera Dominicale.
The opening of the book is shown; the full text loads in the reader.
Loading the full text…
The end
You’ve reached the end of Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici.
