Il Trentino
POSIZIONE. È compreso fra i meridiani 0° 28’ (comune di Sagron) e 1° 58’ (M. Listino) ad W. di M. Màrio, e fra i paralleli nord. 45° 40’ 20" (Corno d’Acquìlio) e 46° 32’ 20" (M. Lue).
CONFINI. A N. l’Alto Àdige per km. 136; ad E.-SE. la Venèzia per km. 178; a W.-SW. la Lombardia per km. 138.
SUPERFICIE. Km² 6356.
OROGRAFIA. I monti alla destra dell’Àdige fanno parte delle Alpi Rètiche meridionali; ad esse appartengono entro il territorio trentino:
il gruppo dell’Ortler con la Cima Cevedale (m. 3778);
le Alpi di Val di Non con il M. Lue (m. 2433);
il gruppo dell’Adamello Presanella con il M. Adamello (m. 3534) e la C. Presanella (m. 3569);
il gruppo di Brenta con la Cima Tosa (m. 3176);
le Alpi di Val di Ledro con il M. Càdria (m. 2254);
il Bondone con il M. Cornetto (m. 2180);
il M. Baldo con il M. Altìssimo (m. 2070).
Alla sinistra dell’Àdige sono le Alpi Dolomìtiche trentine dette anche Alpi vèneto-trentine. Di esse fanno parte entro il territorio trentino:
il gruppo della Marmolada con la vetta omonima (m. 3342);
le Pale di S. Martino con il Cimon della Pala (3193 m.);
le Vette Feltrine con il M. Pavione (m. 2334);
le Alpi Fassane con la Cima Catinàccio (m. 2998);
le Alpi d’Avìsio con il Corno Nero (m. 2440);
il gruppo Cima d’Asta con la cima omonima (m. 2848);
fi
l’Altopiano dei Sette Comuni con la Cima Dodici (m. 2341);
il gruppo Pasubio-Scanùpia con la Cima Pasùbio (m. 2236);
i Monti Lessini con la C. Tràppola (m. 1867).
IDROGRAFIA. Fiumi: l’Àdige, che nasce dal Passo di Resca, attraversa nel suo corso medio il territorio trentino da N. a S. per km. 75 da Salorno a Peri. Lungh’esso si distende il territorio centrale del paese, detto al N. Agro trentino, al S. da Calliano a Peri Valle Lagarina.
Affluenti dell’Àdige nel territorio trentino:
Ad W.: il Noce formante le Valli di Sole e di Non; nasce alle falde (m. 2670) del Corno dei Tre Signori; sfocia a Zambana (m. 201) dopo un percorso di km. 79,4.
Ad E.: l’Avisio (Valli di Fassa, Fiemme e Cembra): nasce al Passo di Fedàia (m. 2093); sfocia a S. di Lavìs (m. 195); percorso km. 87,3;
fi
la Fèrsina (Valle dei Mòcheni); nasce dal Lago di Nardèmole (m. 2050); sfocia a S. di Trento (m. 184); percorso km. 29,50;
il Leno formato dall’unione del Leno di Vallarsa (sorgente al Piano delle Fugazze, m. 1000 circa) con il Leno di Terragnolo (sorgente in Val Culva, m. 1082); percorso del Leno di Vallarsa km. 18,1, del Leno di Terragnolo km. 15; dalla confluenza alla foce a Rovereto (m. 182) km. 4,1.
A S.W. del bacino dell’Àdige stanno:
il Sarca: nasce dalla Vedretta della Lòbbia (m. 2050); sfocia nel Lago di Garda presso Tòrbole (m. 83); percorso km. 77,2;
il Chiese: nasce dalla Vedretta di Fumo (m. 2500); sfocia nel Lago d’Idro (m. 368); percorso km. 17,5.
A SE.: la Brenta: nasce dal Lago di Caldonazzo (m. 449) e dal Lago di Lèvico (m. 440); percorre per km. 38 il territorio trentino fino a Primolano; a S. di Primolano riceve il suo maggior affluente il Cismone che nasce alle falde del M. Castellazzo (m. 2150) ed ha una lunghezza di km. 51.
Per piccolissimo tratto appartengono al Trentino: l’Àstico, affluente del Bacchiglione, e i torrenti Biois e Mis confluenti del Piave.
Laghi. Il Trentino annovera 349 laghi, la maggior parte di piccole dimensioni, ad altezza fra i 2000 e i 2800 m.. Laghi importanti sono:
il Lago di Caldonazzo (m. 449, sup. km² 5,38, prof. m. 49);
il Lago di Lèvico (m. 440, sup. km² 1,06, prof. m. 36) nel bacino della Brenta;
il Lago di Molveno (m. 821, sup. km² 3,27, prof. m. 118);
il Lago di Cavèdine (m. 242, sup. km² 1,01, prof. m. 50);
il Lago di Ledro (m. 655, sup. km² 2,18, prof. m. 47,6) nel bacino del Sarca;
per 1/25 della superficie totale (km² 369,98) appartiene al Trentino il Lago di Garda (m. 65), la cui profondità massima è di m. 346 e nel territorio trentino, presso la cascata del Ponale, di m. 250.
CLIMA. Temperatura: Nella zona costituita dalla bassa valle del Sarca (ad Arco e Riva) la media temperatura annuale è di 12° 5 C. e di 12° 6 C. e nessuna media mensile scende sotto lo zero.
Nella Val d’Àdige da Ala a Bolzano la temperatura media oscilla fra un minimo di 11° C. e un massimo di 11° 7 C.; la media mensile si abbassa al massimo di 1° sotto lo zero.
Nelle valli laterali dell’Àdige e nei bacini della Brenta, del Chiese e in quello del Sarca (escluso il territorio presso la foce) fino ai m. 850 circa abbiamo una media annua oscillante da un minimo di 8° 5 C. ad un massimo di 9° 3 C..
Nelle zone superiori agli 850 m. si hanno medie assai più basse.
A Cavalese la temperatura media è di 7° 2 C.; a Peio di 4° 2 C..
Precipitazioni: Sono piuttosto forti e subitanee. Nella conca di Riva, come nei bacini della Brenta e del Cismone, si hanno precipitazioni annue da 1140 mm. fino ai 1300 a 1400 mm.. Nelle regioni laterali ed interne la precipitazione è minore; non scende però sotto fi gli 840 mm.. La stagione più piovosa è l’autunno. L’ottobre ha in parecchie stagioni una precipitazione superiore ai 150 mm..
STORIA. I monumenti dell’epoca della pietra e del bronzo scoperti nel Trentino corrispondono a quelli delle contermini regioni italiane. Numerose sono le tracce di civiltà etrusca. Trento pare sia stata fondata dai Galli Cenomani nel VI secolo av. Cristo. Druso e Tibèrio conquistarono Trento all’impero di Roma, ed Augusto ne comprese il territorio nella X Regione italica. È difficile stabilire fin dove si estendesse il territorio trentino, prima della costituzione della provincia retica che dalla Chiusa di Bressanone arrivava al Danùbio. Ma con il nome di Alpes tridentinae sembrano indicate tutte le Alpi dell’Alto Àdige. Sotto i domìni barbari Trento fece sempre parte del Regno d’Italia.
Nel 1027 fu eretto il principato di Trento, i cui confini per molti secoli si estesero oltre l’attuale territorio trentino. In essi era compresa tutta la valle Venosta e parte dell’Engadina fino a Ponte Alto dell’Inn.
Epoca di splendore del principato fu quella del Clèsio (1514-1539) protettore delle arti e delle lettere, ospite dei prìncipi e prelati intervenuti allo storico Concilio di Trento.
Il principato durò fino al 1796, conservando inalterati i suoi confini nei primi secoli, subendo poi oscillazioni continue al nord come al sud.
Malgrado il dominio dei Vescovi, che talvolta furono stranieri, malgrado i tentativi dei Conti del Tirolo, tendenti a germanizzarlo e sottometterlo, il Trentino si conservò perfettamente italico nella vita dei suoi comuni, nella cultura, nei rapporti con le signorie italiche.
Fra le città del territorio trentino, Rovereto, dal 1417 al 1507, appartenne alla Repubblica veneta; Riva, dal 1349 al 1385, fa degli Scalìgeri, dal 1388 al 1401 e dal 1421 al 1425 soggiacque al dominio dei Visconti: finalmente dal 1442 al 1508 fu veneta.
Nel 1802 il Trentino passava sotto il governo austriaco. Dal 1805 al 1809 fu sotto il dominio bavarese. Dal 1809 al 1813 fu unito al Regno d’Itàlia e costituiva insieme con il territorio di Bolzano il Dipartimento dell’Alto Àdige, avendo Napoleone portato il confine alla Chiusa di Bressanone.
Con la caduta di Napoleone, il Trentino veniva occupato dall’Àustria, annesso al Tirolo e vincolato alla Confederazione germanica. Dal 1848 al 1870 il Trentino concorse alle lotte dell’indipendenza d’Italia con oltre 1500 combattenti e con numero fortissimo d’eroi e di martiri.
Nel 1866 fu svincolato dalla Federazione germanica. Sempre fu intensa, ma senza successo, la lotta per ottenere un’amministrazione autonoma dal Tirolo, con cui il Trentino, assieme con l’Alto Àdige, ha costituito e costituisce una sola provincia (la Contea del Tirolo e Vorarlberg), in cui la direzione di tutto è affidata alla maggioranza tedesca.
COSTITUZIONE POLITICO-AMMINISTRATIVA. La Contea del Tirolo e Vorarlberg è sotto l’autorità del Luogotenente di Innsbruck, che governa in nome dell’Imperatore d’Àustria. Essa è per estensione la terza delle province austriache (29 299,56 km²) ed è la sesta sotto il rapporto della popolazione (1 092 021 abitanti). Ha due consigli provinciali, uno a Bregenz per il Vorarlberg, l’altro a Innsbruck per tutto il residuo territorio.
Il Trentino partecipa alla Dieta (Consiglio provinciale) del Tirolo con 33 deputati su 96 (per i trentini v’è un deputato ogni 11 800 ab., per i tedeschi uno ogni 8900) eletti in piccola parte a suffragio universale, il resto dai nobili, dal clero e dalla possidenza.
Al Parlamento austriaco a Vienna il Trentino è rappresentato da nove deputati eletti a suffragio universale.
Il Trentino è diviso in capitanati distrettuali, corrispondenti press’a poco alle sottoprefetture del Regno. I capitanati sono diretti da Capitani, che sono sottoposti al Luogotenente.
I capitanati si suddividono in distretti giudiziali, corrispondenti alle preture del Regno. Sono considerate come capitanati le due città di Trento e Rovereto, che si reggono con proprio Statuto. I rispettivi sindaci hanno però solo in parte le attribuzioni dei capitani.
Rovereto città;
Trento città;
Capitanato di Borgo, comprendente i distretti giudiziali di Borgo, Lèvico, Strigno;
»di Cavalese, id. id. di Cavalese, Fassa;
Capitanato di Cles, id. id. di Cles, Fondo, Malè;
»di Mezolombardo, id. id. di Mezolombardo;
»di Primiero, id. id. di Primiero;
»di Riva, id. id. di Arco, Riva, Val di Ledro;
»di Rovereto, id. id. di Ala, Mori, Rovereto, Villalagarina;
»di Tione, id. id. di Condino, Stènico, Tione;
»di Trento, id. id. di Cembra, Civezzano, Lavìs, Pèrgine, Trento, Vezzano.
COSTITUZIONE ECCLESIASTICA. La diocesi di Trento, governata dal P. Vescovo di Trento, abbraccia, oltre al territorio trentino, diviso in 29 decanati, buona parte dell’Alto Àdige, e precisamente nove decanati con lingua mista italiana-tedesca e cioè: Bolzano, Egna, Lana, Merano, Passìria, Slandro, Sarentino, Chiusa e Castelrotto.
Numero dei Comuni | Numero delle Case | Abitanti
Rovereto città | b|1 | b|854 | b|11618
Trento» | b|1 | b|1 636 | b|30049
L|Capitanato | L|di Borgo | b|31 | b|10 204 | b|45423
L|Distr. giud. | L|di Borgo | 9 | 2 835 | 14 754
C|»» | L|di Lèvico | 10 | 3 050 | 15 463
C|»» | L|di Strigno | b|12 | b|4319 | b|15 206
L|Capitanato | L|di Cavalese | b|24 | b|5 005 | b|24620
L|Distr. giud. | L|di Cavalese | 17 | 4157 | 19 736
C|»» | L|di Fassa. | b|7 | b|848 | b|4 884
L|Capitanato | L|di Cles | b|79 | b|8015 | b|47984
L|Distr. giud. | L|di Cles | 28 | 3 108 | 20 479
C|»» | L|di Fondo | 18 | 1 798 | 11 914
C|»» | L|di Malè | b|33 | b|3 049 | b|15 591
Capitanato e distr. giud. di Mezolombardo | b|29 | b|3455 | b|21593
L|Capitanato | L|di Primiero | b|8 | b|2358 | b|11157
C|» | L|di Riva | b|24 | b|5144 | b|30633
L|Distr. giud. | L|di Arco | 5 | 2138 | 12 822
C|»» | L|di Riva | 6 | 1877 | 13223
C|»» | L|di Val di Ledro | b|13 | b|1 129 | b|4 588
Numero dei Comuni | Numero delle Case | Abitanti
Capitanato di Rovereto | 41 | 11307 | 57167
Distr giud. di Ala | 7 | 1 959 | 11 607
»» di Mori | 8 | 2170 | 11 193
»» di Rovereto | 11 | 5 028 | 23 341
»» di Villalagarina | 15 | 2 150 | 11026
Capitanato di Tione | 64 | 7424 | 36928
Distr. giud. di Condino | 22 | 2 764 | 11372
»» di Stènico | 15 | 2 298 | 10 128
»» di Tione | 27 | 2 362 | 15 428
Capitanato di Trento | 65 | 12360 | 69265
Distr giud. di Cembra | 9 | 1 732 | 8168
»» di Civezzano | 7 | 2018 | 10 576
»» di Lavìs | 5 | 1367 | 9 760
»» di Pèrgine | 19 | 2 961 | 14 304
»» di Trento | 9 | 2136 | 14 392
»» di Vezzano | 16 | 2146 | 12 065
Trentino | 367 | 67762 | 386437
Superficie in km2 | Popolazione assoluto | Popolazione per km2
Rovereto città | 8 | 11 618 | 1 452
Trento » | 18 | 30 049 | 1669
Capitanato di Borgo | 738 | 45 423 | 62
» di Cavalese | 765 | 24 620 | 32
» di Cles | 1166 | 47 984 | 41
» di Mezolombardo | 267 | 21593 | 81
» di Primiero | 406 | 11 157 | 27
» di Riva | 353 | 30 633 | 87
» di Rovereto | 719 | 57167 | 80
» di Tione | 1227 | 36 928 | 30
» di Trento | 689 | 69 265 | 101
Trentino | 6356 | 386437 | 61
La densità è abbastanza elevata nei distretti di pianura, è scarsissima nei distretti alpestri, maggiormente elevati.
Tale rapporto fra suolo e popolazione appare più chiaro, esaminando la densità dei singoli distretti giudiziali. Come appare dai dati che seguono da un minimo di densità di 18 abitanti per km² nell’alpestre Fassa, si giunge, senza tener conto delle due città maggiori, alla densità di 155 abitanti per km² nel distretto di Lavìs, dedito a colture intensive.
Densità della popolazione per km² nei distretti giudiziali:
Fassa | Rr|18 | Stènico | Rr|41 | Rovereto | Rr|70 | Villalagarina | R|124
Malè | Rr|25 | Strigno | Rr|43 | Mezolombardo | Rr|81 | Arco | R|129
Primiero | Rr|27 | Cles | Rr|56 | Cembra | Rr|88 | Trento | R|134
Tione | Rr|27 | Fondo | Rr|61 | Civezzano | Rr|94 | Riva | R|139
Condino | Rr|28 | Ala | Rr|62 | Lèvico | Rr|97 | Lavìs. | R|155
Val di Ledro | Rr|29 | Borgo | Rr|67 | Mori | Rr|102 | Rovereto (città) | R|1452
Cavalese | Rr|38 | Vezzano | Rr|68 | Pèrgine | Rr|105 | Trento (città) | R|1669
EMIGRAZIONE. La popolazione del Trentino ebbe nel primo sessantennio del secolo scorso un graduale aumento, corrispondente all’incremento naturale annuo della popolazione. L’emigrazione era praticata solo dalle popolazioni alpestri e in misura assai limitata. Era un’emigrazione specializzata, di pochi e non numerosi gruppi professionali, degli arrotini (moleti) di Rendena, degli spazzacamini di Val di Non o del Banale, dei calderai (parolòti) di Val di Sole, dei segatori (segantini) giudicariesi, dei carbonai di Val Vestino, ecc.. Il paese era insomma in grado di mantenere tutti i suoi figli. Ma sopravvenuto il distacco dall’Àustria della Lombardia e della Venèzia, il Trentino, che era una fiorente regione industriale, subì una enorme crisi economica, poichè i suoi prodotti trovavano sfogo solo verso il mezzogiorno. Le nove barriere doganali e l’impossibilità di trovare nell’interno della monarchia, per ragioni geografiche e politiche, campi adatti di smercio, segnarono il crollo dell’industria trentina. Ne subì di contraccolpo una scossa anche l’agricoltura, in buona parte unita all’industria. Si aggiunsero, fra il 1870 e 1890, terribili calamità: le malattie del gelso e della vite, le inondazioni, e, come non bastassero le calamità di natura, lo sgoverno provinciale e la trascuranza assoluta dello Stato, sempre disposto a sacrificare le nazionalità meno numerose alle maggiori.
L’emigrazione si impose come una triste necessità, le Amèriche ospitarono stabilmente decine e decine di migliaia di trentini. Il paese non solo perdette l’incremento naturale annuo della popolazione, rispondente a circa il 9 per mille, ma costrinse all’esilio un numero maggiore dei suoi figli. Dal 1880 al 1890 la popolazione complessiva del Trentino diminuì da 351 689 a 349 203.
Nel 1900 era salita a 360 179. Nel 1910 a 386 437. Indizio questo di un piccolo miglioramento economico sopravvenuto. Con l’aumento dell’ultimo decennio il paese non è per anco arrivato a mantenere tutto l’aumento naturale della popolazione. Il fenomeno migratorio persiste quindi, in proporzioni ancora altissime (circa il 6 % della popolazione), per quanto possa ritenersi ridotto della metà in confronto di quanto era quindici o venti anni addietro. L’emigrazione è ora in prevalenza continentale, verso regioni tedesche; di emigrazione permanente non vi è più traccia. Anche quelli che si dirigono nelle Amèriche tornano dopo pochi anni. I distretti dove l’emigrazione fu maggiore in passato, e lo è tutt’ora, sono quelli alpestri.
Una statistica del 1911 ci offre i seguenti dati:
Emigrazione transoceanica | Emigrazione continentale
Capitanato di Borgo | 289 | 3292
» di Cavalese | 268 | 3748
» di Cles | 895 | 3170
» di Mezolombardo | 107 | 344
» di Primiero | 59 | 1050
» di Riva. | 229 | 522
» di Rovereto | 182 | 2255
» di Tione | 733 | 2640
» di Trento | 391 | 2271
Trentino | 3153 | 19292
IMMIGRAZIONE. Nel Trentino immigrano annualmente, dalla primavera all’autunno, circa 2000 operaie bellunesi, che si dedicano alla lavorazione della terra. Vengono dal Regno inoltre quasi tutti gli operai (circa 1000) addetti alle fabbriche di cemento, calce e laterizi. Certe professioni (barbieri, sarti e in minor numero fabbri) sono esercitate quasi esclusivamente da regnicoli.
NAZIONALITÀ. La popolazione del Trentino è nella sua quasi totalità italiana. Su 377 039 cittadini di diritto (cioè cittadini austriaci), 360 938 figurano nelle statistiche governative del 1910 come italiani, 13 477 tedeschi, 2624 d’altra lingua. Vi sono, vicino ai cittadini di diritto, gli stranieri, in numero di 9398, e questi sono quasi tutti regnicoli.
I cittadini non italiani, nè tedeschi, sono quasi esclusivamente soldati, appartenenti alle varie nazionalità slave; i 13 477 tedeschi costituiscono per la parte maggiore un elemento fluttuante (impiegati e militari), per la parte minore l’elemento indigeno di dieci paeselli del Trentino, ove, accanto all’italiano, compreso da tutti, si parlano dei rozzi dialetti tedeschi. Questi paesi sono: Provès, Lauregno, S. Felice, Senale (in Val di Non), Tròdena e Anterivo (in Val d’Avìsio) situati al confine settentrionale del paese come cunei che dal territorio bilingue dell’Alto Àdige penetrano nel territorio trentino. Inoltre il paese di Luserna, sul confine meridionale nel territorio orografico dei Sette Comuni Vicentini, e i comuni di Fierozzo, Frassilongo e Palù nell’alta Valle della Fèrsina (Valle dei Mòcheni). I tedeschi di questi paesi sono avanzi d’immigrazioni di contadini e di minatori verificatesi nei secoli XII, XIII e anche posteriormente per influenza di prìncipi vescovi tedeschi e per sfruttare le miniere trentine. Secondo la statistica ufficiale i tedeschi di questi dieci comuni sono 5000 (vale a dir tutta la popolazione); si noti però che nei censimenti anteriori questi tedeschi apparivano in numero assai inferiore e che il loro numero e la loro importanza sono gonfiati a scopo politico. Dedotti dal numero complessivo dei tedeschi del Trentino, i 5000 abitanti delle così dette oasi tedesche, restano altri 8500 tedeschi, che son tutti o impiegati o soldati, o persone stabilitesi nel Trentino in dipendenza e in relazione con questi ultimi.
In prova di ciò vicino alla statistica dei tedeschi nel Trentino, diamo la statistica della popolazione militare del paese, notando come dei soldati che si trovano nel Trentino, da sette a otto decimi siano in media di nazionalità non italiana:
Popolazione di diritto | Con lingua | Percentuale dei parlanti tedesco | Popolazione militare | Percentuale della popolazione militare
italiana | tedesca | diversa
Rovereto città. | 10 413 | 9 512 | 816 | 85 | 7,8 % | 856 | 8,2 %
Trento » | 28 364 | 24 163 | 2 819 | 1 382 | 9,9 » | 3 284 | 11,5 »
Cap» di Borgo | 44 813 | 43 003 | 1 620 | 190 | 3,6 » | 1 098 | 2,4 »
» di Cavalese | 24 558 | 22 511 | 1 784 | 263 | 7,3» | 948 | 3,8»
» di Cles | 47 770 | 45 843 | 1 889 | 38 | 3,9» | 471 | 1,0»
» di Mezolombardo | 21 178 | 20 855 | 302 | 21 | 1,4» | 150 | 0,7»
» di Primiero. | 10 931 | 10 667 | 246 | 18 | 2,2» | 337 | 3,0»
» di Riva | 28 181 | 26 130 | 1 654 | 217 | 5,8» | 288 | 1,0»
» di Rovereto. | 55 717 | 55 371 | 295 | 51 | 0,5» | 1 087 | 1,9»
» di Tione. | 36 435 | 35 954 | 265 | 216 | 0,7» | 130 | 0,3»
» di Trento. | 68 679 | 66 749 | 1 787 | 113 | 2,6» | 428 | 0,6»
Trentino | 377039 | 360938 | 13477 | 2624 | 3,5% | 9077 | 2,4%
Al di là dell’attuale confine politico del Trentino, nella regione dell’Alto Àdige, vive una forte popolazione italiana frammista alla tedesca.
DIALETTO. La parlata dialettale del Trentino è prettamente italiana. Nel cuore del paese si ha il dialetto trentino propriamente detto. Nelle valli del Sarca e del Chiese predomina un dialetto di tipo lombardo, nella Valsugana e nella Valle Lagarina un dialetto veneto. Nelle alte valli settentrionali il dialetto conserva le caratteristiche del ladino o è addirittura ladino.
Appartengono:
alla zona, semi-ladina (Val di Fassa-Fiemme con influsso veneto, e Val di Non e Sole con influsso lombardo), persone 68 354
alla zona predominantemente veneta (Primiero e Caoria, con impronta feltrina; Valsugana, con impronta bassanese; Val Lagarina, con impronta vicentina e veronese), persone. 118 553
alla zona lombarda (Valli del Sarca e Chiese, con impronta bresciana), persone 62 269
alla zona trentina propriamente detta (Trento con l’Agro trentino, la Val del Fèrsina e la Val di Cembra), persone 111 767
CULTURA - SCUOLE. Scarsissima è nel Trentino la percentuale dell’analfabetismo, che è maggiore nelle città ove c’è immigrazione di elementi non trentini, in confronto dei distretti alpestri.
Era abbastanza forte l’analfabetismo (raggiungendo in certi distretti il 30%) trent’anni addietro. Ora è stato sradicato e dalla scuola elementare e dall’opera delle associazioni nazionali di cultura.
Percentuale analfabeti (Stat. 1910) | Scolari per ogni classe di scuola elementare sia pubblica che privata (Stat. 1913)
Rovereto, città | 3,5 | 39,8
Trento, città | 3,3 | 42,8
Capitanato di Borgo | 3,8 | 53,7
» di Cavalese | 1,4 | 42,5
» di Cles | 1,8 | 51,4
» di Mezolombardo | 2,4 | 53,6
» di Primiero | 3,6 | 53,3
» di Riva | 3,9 | 46,9
» di Rovereto | 5,6 | 53,0
» di Tione | 3,6 | 50,0
» di Trento | 3,0 | 53,7
Trentino | 3,4 | 51,2
Scolari obbligati alla scuola: 65 763. Non frequentanti: circa 250. Scuole pubbliche: 493. Classi di scuole pubbliche: 1239. Scuole private: 20; classi di scuole private: 44. Maestri: 437; maestre: 802. Spesa complessiva (aumentatasi in seguito a nuova legge del 1914): corone 1 800 000.
Tutte le scuole elementari sono italiane, eccettuate quattordici, fondate dal governo, e da associazioni pangermaniste, malgrado l’opposizione della popolazione.
Nel Trentino esistono quattro ginnasi-licei, un ginnasio reale, due scuole tecniche superiori, due scuole magistrali, un’accademia di commercio, un liceo femminile, una scuola d’agricoltura, ecc.. A Trento esiste un’importante scuola professionale. Per opera della Lega Nazionale sono sorte in tutte le regioni, in cui governo e associazioni pangermaniste hanno tentato un’opera snazionalizzatrice, delle scuole elementari, professionali, di cucito, di disegno, ecc., e asili infantili. Così pure per opera della Lega Nazionale esistono 80 biblioteche circolanti.
CRIMINALITÀ. Il Trentino per la sua delinquenza, messa in confronto con quella delle province limitrofe, sta sui più elevati gradini della scala della moralità. Nel Trentino la media annuale degli omicidi d’ogni specie su 100 000 abitanti è di 1,17; vale a dire inferiore alla media annuale del Regno; altrettanto dicasi della media annua dei ferimenti (16,2 per 100 000) e delle falsità (36,2 per 100 000).
Nelle sue caratteristiche la delinquenza trentina è affatto corrispondente a quella italiana.
COLTURA DEL SUOLO. Il suolo trentino è costituito per l’87 % da terreni produttivi. Le rocce, i ghiacciai, l’area abitata, ecc. costituiscono il 13 %.
rowspan=8 valign=middle } | |Campi | km² | R|439,48
Prati | C|» | R|443,15
Frutteti, orti | C|» | R|13,23
Vigneti | C|» | R|70,54
Pascoli | C|» | R|361,19
Pascoli d’alta montagna | C|» | R|1171,34
Boschi | C|» | R|3005,77
Laghi, stagni | C|» | R|21,43
Area improduttiva km² 830,36.
È una leggenda quella che il Trentino altro non sia che un cumulo di rocce sterili.
PROPRIETÀ FONDIARIA. Domina nel Trentino la piccola proprietà. Solo i boschi e i pascoli di montagna, di proprietà dei comuni, costituiscono proprietà estese.
Su 70 390 aziende fondiarie (Statistica 1902):
R|40 985 | sono dedicate alla coltura intensiva (campi, prati, pascoli) ;
R|202 | ai frutteti;
R|1 870 | alla vite;
R|26 749 | hanno carattere misto agricolo-forestale;
R|584 | erano esclusivamente forestali.
Di 70 390 aziende fondiarie hanno una superficie: sotto 0,5 ettari, 21 499; sotto 2 ettari, 49 234; superiori ai 5 ettari, sono 6542; sopra i 100 ettari, resultano solo 424; con più di 500 ettari, 20; con più di 1000 ettari, 4.
La coltivazione della terra si fa con patto colonico per i poderi più estesi in Val d’Àdige e in Valsugana. Esistono 2475 aziende agricole-coloniche.
I boschi sono | per | km² | R|59,36 | di | proprietà | governativa;
C|» | C|» | R|2228,10 | C|» | C|» | comunale;
C|» | C|» | R|718,29 | C|» | C|» | privata.
I pascoli di montagna sono quasi tutti di proprietà comunale. Di 589 malghe (cascine con esteso territorio) ben 500 sono comunali.
PRODOTTI DEL SUOLO. Una serie di calamità paralizzò per molti anni dal 1860 al 1890 l’agricoltura, la cui risurrezione data appena dagli ultimi anni. Essa rende oggi al paese assai meno di quanto potrebbe. Regioni contermini, in analoghe condizioni di suolo e di clima, ricavano vantaggi di molto superiori.
I maggiori redditi agricoli sono costituiti dalla vite, dal baco da seta, dalla coltura dei cereali, dalla frutticoltura e dall’allevamento del bestiame.
Produzione viticola. La vite si eleva in media nel Trentino fino ai 700 m.; occupa in realtà un’estensione maggiore di quella indicata nel nostro quadro statistico, dovendosi aggiungere ai 70 km² fi dedicati ai vigneti veri e propri, quasi altrettanto suolo in cui la vite è coltivata a filari nei campi, frammista ad altre colture.
Produzione annua, viticola: 942 000 ettolitri (media 1907-1910). Le qualità d’uva più in uso nel Trentino sono, fra le nere: la teroldica (a Mezolombardo, Lavìs e S. Michele), la negrara, la marzemina sul Roveretano e nella Valsugana, la pavana nella Valsugana, il groppello in Val di Non. Fra le bianche si coltivano a preferenza la nosiola (circondario di Lavìs e Valle del Sarca), la vernaccia, la trebbiana, (Val del Sarca, per la confezione del Natalino) e il Riesling italico.
La vite è stata nel Trentino artificialmente estesa, oltre il limite necessario e sicuramente redditivo; le stesse autorità agrarie governative ne consigliano da qualche anno la riduzione.
Sulle ragioni di ciò vedasi quanto diciamo a proposito dell’industria vinicola.
Gelsicoltura. Il gelso è ora coltivato meno che in passato, essendosi, causa le malattie e del gelso e del baco da seta, abbattute molte piante. Da un decennio la gelsicoltura rifiorisce. Il gelso supera ovunque di 100 metri il limite di coltivazione della vite, e compare in tutti i distretti del Trentino, eccettuati quelli di Cavalese e Primiero. La foglia prodotta nel 1913 fu di 300 000 quintali. La produzione annua bozzoli è di kg. 1 750 000 (media decennale).
Cereali. La coltivazione del frumento (ettari 6000 con produzione di quintali 12,7 all’ettaro), del mais (ettari 7000 con produzione di quintali 15,6 per ettaro) e della segala (ettari 3500 con quintali 13,2 per ettaro), dell’orzo, grano saraceno, ecc. non è molto curata e rende assai meno del possibile.
La superficie coltivata a patate è di 6000 ettari. Produzione media quintali 108 per ettaro.
Cavoli. Superficie coltivata 800 ett.. Produzione 163 quintali per ettaro.
Frutticoltura. La frutticoltura è condotta razionalmente solo da poco, ma con ottimo successo.
Produzione | di frutta | a granello: | quintali | R|55 000
C|» | C|» | a nocciolo | C|» | R|10 000
C|» | di noci | C|» | R|3 500
C|» | di castagne | C|» | R|10 000
Modestissima è la produzione dell’oro coltivato su quel di Riva ed Arco, e su quel di Toblino. Tabacco. Superficie coltivata 230 ett.. Produzione quint. 19,2 per ett..
Allevamento del bestiame (Statistica 1910):
Capi bovini | R|98 558
Pecore | R|25 828
Capre | R|38 297
Suini | R|27 006
Equini | R|9 240
Il numero delle pecore e capre resulta più che dimezzato da quello che era trent’anni addietro. Il numero dei bovini è stazionario con tendenza alla diminuzione. È generalmente constatata la possibilità d’un allevamento assai più esteso, subordinato alla ricostituzione dei pascoli alpini, fin qui troppo trascurati.
Dal Trentino si esportano annualmente 4000 bovini con un ricavo medio di circa 2 000 000 di corone.
Produzione boschiva annua:
Capitanato | di Borgo | metri cubi | R|73 833
C|» | di Cavalese | C|» | R|82 862
C|» | di Cles | C|» | R|123 088
C|» | di Primiero | C|» | R|45 826
C|» | di Riva | C|» | R|33 626
C|» | di Rovereto | C|» | R|99 581
C|» | di Tione | C|» | R|101 114
C|» | di Trento e Mezolombardo | C|» | R|129 981
Rt|692 911
Valore annuo (nel bosco) della produzione boschiva: corone 4 200 000. In tutte le vallate, ma specialmente in quella di Fiemme, celebre per la bontà dei suoi legnami, la boschicoltura è trattata razionalmente.
INDUSTRIE. Nel Trentino fiorirono in tutto il medio evo, e prosperarono discretamente anche nella prima metà del secolo scorso, le industrie minerarie. Ad esse si univano le ferriere delle Giudicàrie e di Val di Sole e le vetriere di Rendena e Giudicàrie. Fiorente prima fu, fino al 1870, l’industria della seta, che verso il 1850 occupava 10 000 operai. Importanti le fabbriche di velluto d’Ala, le fabbriche di carta di Rovereto, le concerie di pelli, lo zuccherificio di Trento, ecc..
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