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Dal tuo al mio

Giovanni Verga · 1906 · Free in the US

22,584 words · about 1 h 35 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1906 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Dal_tuo_al_mio&action=history). · Wikisource contributors

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About this book

Author
Giovanni Verga
Language
Italian
Published
1906
Length
22,584 words · about 1 h 35 min
Sections
5 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (5)
  1. Front matter under 1 min
  2. Prefazione about 1 min
  3. Cap. I about 36 min
  4. Cap. II about 33 min
  5. III. about 25 min

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Front matter

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Prefazione

Pubblico questo lavoro, scritto pel teatro, senza mutare una parola del dialogo, e cercando solo di aggiungervi, colla descrizione, il colore e il rilievo che dovrebbe dargli la rappresentazione teatrale — se con minore efficacia, certamente con maggior sincerità, e in più diretta comunicazione col lettore, miglior giudice spesso, certo più sereno, faccia a faccia colla pagina scritta che gli dice e gli fa vedere assai più della scena dipinta, senza suggestione di folla e senza le modificazioni — in meglio o in peggio poco importa — che subisce necessariamente l’opera d’arte passando per un altro tempe- ramento d’artista onde essere interpretata. Al lettore non sfuggono come non sfuggono al testimonio delle scene della vita, il senso recondito, le sfumature di detti e di frasi, i sottintesi e gli accenni che lumeggiano tante cose coi freddi caratteri della pagina scritta, come la lagrima amara o il grido disperato suonano nella fredda parola di questo metodo di verità e di sincerità artistica — quale dev’essere, perchè così è la vita, che non si svolge, ahimè, in belle scene e in tirate eloquenti. — E così anche quando l’angoscia stringe il cuore o la gola di Nina o di don Mondo; anche quando i compagni si pigliano pei capelli e afferrano il fucile.

Pel significato che si è voluto dare qua e là alla rappresentazione di questo mio lavoro teatrale, dichiaro che non ho voluto fare opera polemica, ma opera d’arte. Se il teatro e la novella, col descrivere la vita qual’è, compiono una missione umanitaria, io ho fatto la mia parte in prò degli umili e dei diseredati da un pezzo, senza bisogno di predicar l’odio e di negare la patria in nome dell’umanità. Però i Luciani d’oggi e di domani non li ho inventati io.

Aprile 1906.

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