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Testi inediti friulani dei secoli XIV al XIX

Vincenzo Joppi · 1878 · Free in the US

52,059 words · about 3 h 39 min to read

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About this book

Author
Vincenzo Joppi
Language
Italian
Published
1878
Length
52,059 words · about 3 h 39 min
Sections
10 reader sections
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Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (10)
  1. Front matter under 1 min
  2. Avvertimento about 3 min
  3. I. Secolo XIV about 14 min
  4. II. Secolo XV about 29 min
  5. III. Secolo XVI about 39 min
  6. IV. Secolo XVII about 48 min
  7. V. Secolo XVIII about 15 min
  8. VI. Secolo XIX about 15 min
  9. VII. Appendice about 10 min
  10. VIII. Annotazioni e frammenti about 46 min

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Avvertimento

I più antichi documenti manoscritti di quella lingua friulana, che vive parlata in tante varietà fra Trieste e la Livenza, sono i pochi Saggi che ancora ci rimangono del secolo decimoquarto; ed è, in generale, perduta nel Friuli quasi ogni memoria scritta di tempi anteriori. Le infelici condizioni di questa contrada, travagliata da continue guerre, frequenti carestie e pestilenze, erano d’ostacolo a ogni coltura letteraria; e quanto ci resta pur di scritti italiani del Friuli di quel secolo, è di gran lunga inferiore alla messe che è dato vantare a più altre provincie dell'Italia.

I Saggi del secolo XIV, come pur quelli del XV, furon raccolti dai Libri delle spese ed entrate de’ Comuni, delle Chiese, Fraglie e Famiglie, che talfiata si tenevano nella lingua parlata, da chi ignorava il latino e l'italiano. Due brevi composizioni poetiche, d’argomento amoroso, sono i soli frutti letterarj che ci fu dato ritrovare di quell'età. È probabile, che i fatali avvenimenti, onde era impedito lo sviluppo intellettuale del Friuli, contribuissero a disperdere quanto la Musa popolare pure andava dettando.

Il secolo XVI segna un vero risveglio nella nostra regione, specialmente in ordine agli studj classici; e le nostre biblioteche son piene di opere latine di quel tempo, stampate e manoscritte, così in verso come in prosa. Solo dopo la metà di quel secolo, cominciarono i Friulani a maneggiar bene la lingua italiana, prendendo a modello quanto di più elegante e corretto la stampa offriva alla portata di tutti. I viaggi resi più agevoli, e il moltiplicarsi delle scuole, contribuirono potentemente alla diffusione di quella coltura, alla quale il Friuli si era andato preparando dopo il 1420, che è l'anno della sua annessione alla Repubblica di Venezia. Per quest’annessione, la provincia nostra avea trovato pace e prosperità, ben largo compenso alla perdita della sua autonomia, poichè, durante il fiacco governo de’ Patriarchi di Aquileja, desolata da perpetue lotte intestine, ess’era sempre rimasta molto addietro nelle lettere, nelle scienze e nelle arti.

Nel Cinquecento, illustrato fra noi dagli Amaltei, dal Luisini e dal Valvasone, coltissimi scrittori di prose e rime italiane, troviamo eziandio i primi prodotti letterarj in lingua friulana, dettati da uomini di qualche ingegno, quali il Morlupino, il Sini, il Biancone ed altri. Non sono che pochi frammenti, la maggior parte poetici, ma tutti preziosi per la storia della lingua. Il Liruti, lo storico della letteratura friulana, che ricorda così gran numero di scritture patrie, sdegnò di registrare le vernacole, quasi vergognandosi dell’abito incolto del parlare nativo. Erano i tempi della più assoluta ammirazione per le lingue classiche, e possiamo facilmente scusarlo di questa noncuranza.

La vena dello scriver friulano scorre più abondante nel secolo XVII. Alla copia s’unisce lo spirito, che però spesso degenera in scurrilità; e la lingua si fa più ripulita, più elegante e più dolce, ma però meno caratteristica ed originale che non nei tempi anteriori. La fantasia è fresca, lo stile facile ed il gusto più corretto che non nelle ampollose poesie italiane de’ contemporanei.

Anche qui la messe più ricca è di versi; l’amore è il tema favorito; ma un amore ben più sensuale che non platonico. Le burle facete, le avventure oscene, le satire, s’alternano colle poesie sacre o di occasione; e, pur troppo, ben rare volte la Musa vernacola s’innalza a celebrare nobili gesta o la dolce tranquillità della vita dei campi.

I migliori poeti friulani del Seicento sono Eusebio Stella di Spilimbergo e il conte Ermes di Colloredo, questi vantato sopra gli altri, anche perchè la stampa ne divulgò le briose composizioni per ogni parte della provincia. Appartengono ancora a questo secolo le Rime di Paolo Fistulario e de’ suoi allegri compagni, oltre quelle di molt’altri anonimi, che se non brillano sempre per la novità de’ concetti, ci debbono pure esser cari perchè hanno mantenuto ben vivo il culto operoso della patria favella.

Nel secolo XVIII decadiamo. Abondano le Poesie Morali ma se il buon costume ci ha guadagnato, la lingua ha perduto all’incontro molta parte della sua freschezza, e spesso diresti che si scriva traducendo dall’italiano, così nel verso come nella prosa. Si distinguono tuttavolta: Gabriele Paciani di Cividale e il Busizio di Gorizia, au- tore del travestimento furlano dell'Eneide; e anche son notevoli alcune Canzoni villereccie.

Recheremo pochi Saggi di questo periodo di decadenza, e baderemo a sceglier bene. Era poi serbato a Pietro Zorutti, nostro contemporaneo, di dare al verso friulano una venustà e uno splendore, che non s'eran mai prima raggiunti, e che difficilmente potranno più essere uguagliati.

Nei Testi, che qui sono offerti, è sempre conservata l'ortografia originale, salvo quel che s’aggiunge nell’interpunzione e negli accenti. S’è pur data o tentata la spiegazione di alcune voci non più in uso e non registrate nel Vocabolario Friulano dell’ab. J. Pirona (Venezia, 1871). E i Testi sono inediti, pochissimi eccettuati, che però furon corretti sugli originali.

Udine, novembre 1876.

I. Secolo XIV

Dedi adi 15 di mazo a queli chi furin a chonzar lu Statuto denari XI per uno.

Adi 8 esendo zugno per uno spervere e a uno chi gé a Fagedis a chomperarlu den. 78.

Adi 2 esendo luglo, al magistro et queli chi furin a portar li balestri et li tulini a corte et tornarli indirer 30 den. per uno. 16 ottobre per 8 cari di savolono den. 8.

Pagai a li predi di Sant Adorí di fit per la tera che nus dé Lapro toscano.

Item dei den. 40 a Francischin nodar per scrituras chi ello fes alla casa.

Per tre miglars di modons e per las charaduras [lire] di frisachensi XVIIJ.

R. [ricevette] Magistro Niculuso Camerar marche IX da Lenart Bitus che fo chamerar lí inant di primo di zenar.

R. den. XX che fo venduda la peverada che romans de la charitat.

R. den. 12. da Chumina la madrigna cu fo di Zanda inpentidor per las messas d-un-ano [anno].

In primis recevé io bortolomio de Brios fra di josep de Flumisel VI star

di formento cha dan e del an cu cor V star de avena, VI star de melg et iij conz di vino.

Si dié Stiefin di Flumisiel si s-achordá chul priul di Sent Dumini per un star di forment e un dʼaveno. E anchimo si s-achordá chu la priolo de lo zelo per un star di forment.

Fo fata una carta con una vigna fo dado a Pedrus manual per VII anni a miezis, la vigno si é su la mont di Sent Filip cu fo di Ser Udurlí lu lunc, iij di gisint vendemis.

In d-avost si fo comprat zera cun volontat delg Priulg e delg cunsiglir livry 18, per X diná la livre. Si fo spindut par spali di fa gli ziriuz. Si a eibut tot per cero e per lavuriduris meza marcha.

Si arecevir gli Frari menor per lʼanima di dona Felis soldi 40 e for daz per chutuardis mesis soldi 14.

adi VII di seseledó si fo spindut per un quaderno per scrivir li chanzon soldi 5.

Si fo spindut a Sent Dorat soldi 12, vot al predi e 4 per spensaris.

Si comprai io Jachu alg masari di Flumisel tre [denari] chielg furin doi dinar di pan e 3 bosiz di teran per sis pizul la bozo e miez dinar di formadi e miez dinar lu ingnostri.

Si ob Brunis per uno vio d-oleio chel fes.

Si ob lu predi di Sent Martin chel dis meso soldi 2.

Si spendei cul Indri cha dus lu fit, chelg bivir soldi j.

Si ob Lenart chaliar quant el stié amalat in dos setemanis. Item fo dat ad uno varfino soldi 27.

Per la oblacíon da mese di marzo.

Pagay per far lis viliis di Micul per una sela di vin denari XV.

Per doi ceris novi fati devant la Virgin Maria.

Spendey in chel dí chu furin chá gli massari di mas zoé la dí d-ogna sent per bevi, frixacenses iiij. Par doi ceris pizuliz devant la Virgin.

Spendey per legnis chu furin comperadis per lavar li bleons de li poveri den. 12

Per doi star di zesera comperada per lo gustar, mezza marca di den.

Spendey per scortegar lu bus den. 5.

Pagay per far cruvir lʼOspedal den. 24.

Adi 3 di zugno.

In primo spendey per fa meti lu lastrat su lu chanpanili che ió dey su a glu filgli che fo mestri Grilg e a Salt marche di denari 4 et den. 10.

Spendey per una seredura di zep che fo mesa su lu usso del chanpanili den. 24.

Item per fa inflodrá lu usso de Sacristia et per breys che bisogna al det usso, den. 25.

Per uno cesendeli de vero, den. 4 et per saulin che bisogna ad un cesendeli den. 3.

Item dey a Miser lu Plevan per la spesa che-l feys a tray lu libri grant fur di Padova et cundurlu a Glemona lire de Soldi 5.

Adi 22 de Settember dey a Blasut per che-l conzá glu chandileri che teyn glu dupleris delg morti, zoé vj chandileri lib. parv. 6 1/2 [cioê lire di piccoli veronesi].

Adi 2 di zener per fa condur l-ago del batem in pasca tefania den. 2.

Adi 3 di marz dispendey per fa adu la crisma de Agulea den. 24.

Item per fa glu grandi ceris di pasca mayor marche 4 di den.

Par chel feys glu ceris di pasca maior, den. 63.

Par chel lavá lis anchonis den. 12.

Dei a pre Mattius perchè portá lu chorpus Domini in torn tavela in sabida de batem, den. 24.

De May

Per fa aplanchá lu solar chi-é sot li chanpanis.

Dei a Blasut de Ser Gabriel per lu çigl del agnul chel indorá.

Item a chulor che aiudar tirá su le scale et meti lu may su lu chanpanili, den. 12.

Item dispendey per 12 chandelotti che fo mitut denan glu apostuli quant fo lu in noval de la segra den. 6.

Par lu inaversari den. 20.

25 de zugn.

Dey a uno pover, soldi 20.

Dey per l'arciavol lire 8 di soldi.

Dey a Zuanut inpintidor......

Item dispendíé per un Codes che despegnay in Venesia da li Frari di S. Maria el qual fo fato a Padova ducati 13 ½ in oro.

Fo spendut per dir lu Salteri a la zelo per un ano, marche.....

Per una trizera a donar a li noze di Pinta quando el vadigá la muglir ducati 2 in oro.

Spendut per un star di favo in chaso, den. 36.

Spendut per dar al mestri de la schola per lis quartucis di pasche per l’infanti, soldi 6.

Per lu ineval del pari di Signu march. j di denari.

Per la intantesim di Danel e Setimina e in cera oferta 35 soldi.

Fo spendut per dar a Mestri Michul inpintidor per inpintir lu zil, el drapi di denant e far figuri in lu mur per gonseglo de Ser Menaat, per la so fadiga marche 6 di soldi.

Fo spendut per comperar una cope per meter li ariquile sot l’altar, soldi 17.

Fo spendut per andar a Udin e Sofinber a fa la grazia al vescuf e a-donar al so canzilir chi ni fes lu sigel su, den. 100.

Per andar al playt a Udin.

Dey a Zuanut inpintidor per far la salutazion in le finestri davur l'altar mayor, soldi 22.

Spendey gli quai dey a Zuanut impintidor per la so fadio per lavar e per cumedar li figuris e lis ymaginis del crucifixo den. 40.

Item per far cruvir lu teto a copo de la Glesia.

Per lu fat mirindo e pan prendi ogno dí azó chel no gisisin de lavoro e no s-inderedasin ad alá chaso per duti lu sis dis, den. 4 per dí.

Spendey per ricevi l-arciaul e gli previt per V boce di Romania. — Item spendey per far conzar zoé cuvrir lu gradual.....

Spendey ch-ió dey a mestri Michul inpintidor per la tavola che l'impintí devant l-altar dé Sant Jacu, libr. 7.

Spendey per la tavolo d-arigint soro indaurado de dar la pas chu ió comperai de Grabiel filg del Bul d’Udin per chomandament delg Prochuradors, march. di soldi 8, e sol. 116.

Item spendey li quali ió dey a Misser lo Veschuf per so fadio quant al segrâ l-altar maior, duc. 5⅝ Item al so infant, den. 10.

Spendey lu dí de la Annunciation di S. Maria per ariceu Misser lo Veschovo et li previdi et li frari e con quelli che aydá el zago, per aribola, den. 22.

Item spendey per lo Arcionasi et a cholori che portarin lis crous incontra lo Patriarcha, zoé per bevi, den. 3.

Spendey per dar al l-arziavul, al so mamul per lui, per lo arcionasi che la Glesia paga, march. una.

Spendey lu dí di S. Maria per glu Avenzonas chu aduserin glu ceri per ricevergli, sol. 8.

Spendey ch-ió dey a mestri Gubertin per impintura che lu feis in la anchono de la S. Maria ch-ió compras, den. 5.

Piruz myo doz inculurit Quant yo chi viot dut stoy ardit, Per vo mi ven tant ardiment E su surz soy di grant vigor Chió no crot fa dipartiment May del to doz lial amor Par manazo ni per timor Si chu nul si metto a strit.

Piruz ecc. Ogn-om mostri voglo scuro Ch-ió no intint may di lasà Di pásiris par pavuro Lu pani pur semená Mo plui chu may intint amá A chugle ch-ay simpri sirvit. Piruz ecc. Per zo dumlo byello e zintil Quant anch yo pues vus vuelg preyá Vo no sayes d-anim tant vil Di may volemi abandoná Par det d-algun malvas bosá Chu ca simpri ni mai mintit. Piruz ecc. Chianzunetto va cun Dió A chello dumlo saludant Di chui fidel soi sirvidó E so celat saray amant A mil mil ang s-yo vives tant Al so amor si soi unit.

Jacumuc di Viscon den. XLVII per inprest sora dos aruedis inferadis in Sent Cancian sint a Santa Maria e pesonal j di forment.

Fo vendut vaselli iiij di vin par den. XXXjjjj lu cong vindut a clar.

Item martin di Lauzac sol. iiij ½ par formadi par lu fra di Gor in prisinza Eler el fra di Gor adi XVI in november

Item Denel di Lauzac dé dar den. XLiiij fata rason adi XXVI november item pix. [piccoli] viiij par lis misuriduris in prisinza martin e laurinc pividor.

Par imprest adi XX in marc pesonalg VII di sigela in sent marc, stars ij di melg adi iij in iung.

Item zuan dal degan II. [lire] viiij di dinars; Hostasi di percut è fedesor e pagador fato reson MCCCLXXX. adi XXI in decenber. Item martin dé dar marcha ÷ e den. viij per inprest e per j vistit e per j mantel. Item den. iij per pes. Item j star di sorc.

Item ll. iij ÷ di carn di porc per den. iij la lira.

Item den. ij ÷ per saladic e per vin adi XVI in marc.

Adi XXVij in iung termit in sabida per imprest sora j zupa e un camisot adi Xiij in seselador.

Gnesa muglir chu fo lenart di lauzac marcha j per imprest per apagar j vacha; Eler e martin di lauzac for pagadors in oblegant la vacha e j boi e tuti li beni: martin e Eler in prisinza Niculau tesedor e pieri caliar filg di..... di borc d-auléga e beltran di lauzac nevot martin, MCCCLXXXI adi Xiij in aprilis, termit a Sent Michel.

Item den. XL per lis caraduris del vin: item p. [piccoli] per lis misiriduris del vin.

Item den. XVI per j scrova e den. XLViij per un star di sigela.

R. [ricevuto] di Zuan ziner di denel, vasel j di vin per den. XX Vj lu congi.

Item per par j di fiergis de la chavala.

Item pesonalg v di tramesta.

Item den. iij per la spesa dal boi e Gnesa é siuritat per la blava e per tuto e si m-a inoblegat i boi e se no m-a contentat di tuto, Gnesa mi deba menar lu boi in anzi Sent Michel.

adi 10 di iugl diey a Pieri Brich chel portá 2 letiris una a Ser Redolf a Triest e laltra a Michulus di Cararia per comandament degl Provededors, denari 60.

Jn chel dí diey a Ceco per la part chi gli tocava di 5 magl pes degl becari chi furin incondagnadi per comandament degl Provededors, den. 20.

Adi 17 di lugl diey a Culosis chu zié inbasador ad Udin, den. 72.

Adi 19 di lugl comprai libre 21 di colac di sef per deber far pagnarogl quant ves la nuela di Pola, den. 63.

Adi 21 di lugl diei a Dumini Brich chel fo a Puriesin a comandá cari chi ciesin a menar arcila in cort per lu brasagl, den. 4.

Adi penultim di lugl diey a 24 pedoni che debevin alar a Cavadistria e si furin mandadi a Triest par rason chi Cavadistria si fo tolta per Viniciani e si debevin avé la ferma per un mese per cascadun, marche 2 di soldi al mes. Adi 2 d-avost diey agli caradori chu zirin a Triest chu la pedonagla marche una di den. e ad un di Pola che portá una casa di piloz daur gli cari che zievin a Trièst den. 2.

Adi 9 d-avost diey a Ser Redolf ed a Zuan tant chi zirin in Udin al Parlament a deber diputar gli homini a rezi la contrada, fortoni 3.

Item per un coder di carta den. 7.

Adi 14 davost diey a Ser Redolf quant el alá cun Zuan Toni chu zirin al Parlament ad Udin cun 5 cavali e Ser Redolf stiet 2 dí e Zuantoni stiet dí uno per li spesi e per lu nolo degli cavali, fort. 3.

Adi 16 d-avost spendey per braza 3 di vergado per lu palit da pé, costa al braz grossi 25 e per braza 25 di scarlatin per lu palit di caval in rosson grossi 30 lu braz.

In cel dí diey per la purcita cul furniment den. 28; per lu speruar den. 80; per la storiga den. 14; per un galo den. 5; per doy astil a portar su li palj, den. 16; per lu nolo di 5 cavali che portarin li palj in tor la tera per quela not e per in deman, den. 32; per pasa 12 di soga per far lasar li cavali, che costa soldi 2 lu pas. Per vin agli pividori la villia di Sanct Donat den. 6. — Item spendey lu dí di Sanct Donat per libre 6 di pignocat e di cochuli, confeti chi costa la libra den. 32. Item per gli dopliri ad andar intor la Tera chu la prucision e si furin lib. 25 ½ di cera in rosson di den. 15 la livra. Per far colazion chugli furistiri den. 16.

Adi prim di vendemis comprai livra una d-oglo per far meti entri lu cessendeli a deberlu far arder in cela not, den. 6.

Adi... d-otor per una maza di tela di lin per meti intor gli suanpugl dela fontana den. 9.

Adi 25 detto, diey a Candit infant del Gastalt per far soná lu consegl che gli Deputadi mandarin una letira chi noy debesin mandar 20 pedoni a Maran per casson chi l-armada di Viniciani debevin lí vignir, den. 1.

In cel midiesin dí diey a Zuan Cillo chel zíé ad Udin lá degl Deputadi a portar una letira como egl no podevin mandar al prissint nissun e si li altri Cumunanzi e Castelani facesin lu lor deber, chi noi volevin volentera far lu nostro.’

Adi 26 d-otor dey a quel soldas gli quagl cirin a Maran imperzoche-l vigniva det chi lis gallegis di vinizians lu avevin presentat e furin pagadi per 8 dí in rason di 8 marche di den. per mes cascaduna lanza.

Per dispegnâ la quarnamusa di Yacugl pividor, la portá quant che-gl cirin a Maran, fort. 3.

Adi 27 d.° diey a Ser Jacupin Canoni per lu so salari de l-an presint par poni li arloy in ordin, marche 4 di den. Adi prin novembri diey per una letira mandada di Triest notificant che li galegi di Zenovesi si garin in lu puart di Pola.

Adi 9 di lugl di Toni Nodar per chel fo let nodar del Comun e chel non vos iestri, marche una di den.

Adi 18 iugl di Pauli becar per una incondagnason chel fo incondegnat chel no fes car un dí, den. 80.

Adi 10 Settembri a Chulus di Toglan per una incondagnason chel tols la spada di man a Ser Nichulo di Triest cum plusors compagns.

Adi 5 november par cegl d-Iplis e d-Orzan per una incondegnason chegl no ulirin menâ lis armis degl soldas a Maran quant egl debevin alar a Cloza, den. 80.

Racio Receptorum per Henricum Camerarium Civitatis Austrie.

Adi viij di zenar marchis LViiij di denars par la tiarço paga del dazi delis bichirigis.

Per chunpliment del dazi delis stazons march. XVij.

Adi Xiiij di iung di Ser Zilii inperzoche-l rifugdá di gesir Provededor, march. di den. ij

Item a Vorli di Pulizut che rifugdá di gesir di Chonselg, march. j di den.

Suma deli sumis di chel del ariziet marchis 500 e fortons iij.

A chi soth son scriti lis aresons e la domanda che Bartholomio domandá per lo Patriarcha Zuan, che fo imprima:

Fata rason cum Ser Francesch lo Vuraisinger d-unis chopis e d-uns chiandilirs et de unis impolis et de chialis et de una spada, restami a dar ducati XV.

Item per chonziduris di dos chopis di arunt [sic; l. ariínt] et per arunt duc. ij, lis quals chopis dei a Ser Blascho. Item per chonziduris di ij bazins et de una stagnada et d-un naph resta d-aver duc. vj.

Item per onzis dos de arrint et per faturis et furimielg de la spada del soradet Signor Patriarche Zuan conputada l-onza soldi C, la onza monta marche de soldi j et soldi XL.

A chestis chiosis dey a Chamicho magistro di la Chamira e al so chompagno, lu qual Chamicho per pegno del pajament delis chiosis sora scritis mi dié la stagnada et la schudella et lo naffo in salvo.

Item Ser Zuantoni per uns furimegl d-una cintura del soradet Patriarcha Zuan duc. miez. Salvo a chel che ió debeva aver de la famegla.

Mestri Zuan inpintidor [paga] den. 40 per star un di forment per lu fit viedry lu qual fo fat in pan e fo dat per l-amor di Dio per l-anima di Chulus Sartor.

Spendey den. 2 per domandá mes per li fiz non apayaz anchymó; den. ij per spangá la casa delg heres de la muglir di mestri Luri caligar.

Spendey den. 22 per un selo d-aribuelo lo qual si fo dada a la fradagla de Gurizo lu dí di Sent Jachun e Filip. Spendey per fa mená lis dodis tras di Udin soldi 40.

Adi viij di luyo per quatro mestris li quali conzarin lu legnan per meterlu in oura, lu qual legnan fo fato lo spalto chi é sovra lu rifoso apresso la braida di Toni Gallo den. 53.

Adi viij di avost alay a Udin per comprar lu palit da chaval, spendey per nauli d’un chaval e per la ustiria den. Xiij.

Item comprai drapo scarlatino per lu palio brazi Xiiij, march. vij di den.

Adi Xiij comprai una storia den. Xiij.

Adi XVj alay a Udin a comprar lu palit da pé den. Xiij.

Comprai drapo biavo brazi V ½ lu qual chostá lu brazo den. XLV. — Item comprai ij astil chostá den. Vij. — Item passi X di saga la qual deba lasar li chavali den. XVij. Item per un gallo, den. iiij. — Item per una purcita den. XV; item per conzar e cozer la purcita den. iij et per uno vedero che fo posto la salsa, soldi uno.

Adi XViij diey ali pividori li quali pivá alla festa del palio duchati d-oro iiij.

Per ricever chulor che portá la vilia di Santo Donato li palij e li altri chossi den. iij.

Io Pauli de Çuglan son contento e confesso de deber dar e pagar a Indri di Ser Nassinvero trey cento e trenta quatro duc. per resto d-ogna rasson chió aves affar cum luy, da chi al dí prisint. Ancora debo dar al det Indri ió Pauli marchis quaranta sis di solz per li spesi del purcielg chi son staz in fayo quest an passat. Ancora debo dar mi Pauli al det Indri lu vadang di questi porzi al det Indri quel chi si guadagnará per la so part. In prisinzo di Gabriel di Lenarduz e di Michel di Lonfranch, andoy de Cividat.

II. Secolo XV

Adi XXiij d-otobri di chomandament di Misser Chorat si gli manday a misser Chorat per Zuan so famelg fra de Dreo chu sta chun no per lu so salari dello pirvidorio, marchis iiij di denars glu qualg ió gli manday in duc. viij in reson di march. ½ pro duchato.

In Sabido adi XXiij d-otó si dié a Dono Zuano mogli di Mestri Pieri dello Schuello per lu so salari chi é difinit chi lu Chumun gli dá liris XXV di solz per an infin a la vito so.

In martirs adi XXVj si dié anchimó a Mestri Zintil mestri dello Schuello soro pur lu so salari denant lu lus chi el ten la Schuello in prisinzo di Ser Zuan nodar diegli duc. Liiij in aur, glu qualg Ser Zuan á ben scriz su lu choder del Chumon.

In Miarchurs adi XXVij d otó si dié anchimó a Ser Zuan nodar ed a Bernart di borch di Puint chi furin mandaz a Montfalchon lá di Misser lu Patriarchio per difinizion del Chonselg anchimó soro lu fat del ort di Dorde e dello mogli di Misser Luchin Viscont, dié lur duc. iij per om e duc. vj ad andoy.

In prindi di novembri si dié anchimó al Mes inperzo chi el stié di plui chi jaro pat chi el no puet avé responson chi el gli fo inprumitut si el stievo pluy chi oy lu pagares di plui, dié den. viij.

In Sabido adi Xiiij di novembri dié per doy chiavalg chi ió chiatai per Pieri di Monastet, chi fo mandat a Santo Mario di Mont per fevellá a Ser Nichulau d'Anzel, per debé iestri sore lu fat di Dorde e dello mogli di Messer Luchin inperzo chi el iare dat ordin di debé iestri chul Signó iiij o v dis di po chi el vignis in Zividat.

In Domenio adi XXj di novembri dié a mestri Françesch dello Glemonaso liris XViij di cholaz chi el dié a chello gnot che fo lu fu a chió di Marchus ed a chió Luzio so mari in Puarto Brasano, diegli per glu diz cholaz di sef den. iij dello liro, montarin dinás Liiij.

Dié per vun choder di scrivi areclams den. 54 et per ingiostri e per varnis e per atro chiarto di scrivi dié in dut den. c.

Speso che ió ay fato per fa chonzá la fontano quant chi elg la fazirin aronpi in plusors lus e quant chi elg chomandarin torzij lis disinis per Zividat.

In miarchurs adi viij di deçembri dié ad un mestri di Glemono chi fo fat vigny per vedé lu mot che si debes tigné dello fontano e per vedé si el fos ben chi on la debes meti in legnan di chomandament di Vuglem Provededor e di mestri Lenart si chu diputat soro la fontano diegly marc. j di denars oltro la speso chi el fes a chió di Jancilg cramer al ustirio per se e per lu so chiaval, diegli anchimó per lu det chiaval den. Xij in prisinzo di mestri Lenart chepellar.

In Miarchurs adi prim di deçembri di chomandament di Bernart di borch di Puint vizi provededor in pit di Misser Chorat dié a Chistofol brich chi fo a chomandá chiars per lis villis intor Çividat chu menassin piero al Tor in borch di Sent Pieri, den. viij.

In prindi adi vj di deçembri di chomandament di Vugelm di Lupot dié a Ser Zuan nodar d'Atims chi tols per se e per Virgili chi furin mandaz ad Udin a iestri chulla Chumunitat d'Udin soro l'inbasado chi vins a fa Zuan di Susano per part del Signó sore lu fat chi la Chumunitat di Çividat debes meti lu lor siel su la letire del chuncordi chi avé fat lu Signó chun Ser Fidrí di Zupinsperch, diegli per chest march. ½ di den.

In la vilio di Nadal si apagiay a Vigelm di Lupot ed a Vulgelmin ed a plusors atris quant chi elg vignirin di mety la fontano den. ij di chonfet e den. iii di vin.

In martirs adi XXViij di deçembri si dié a Grabiel nevot di Tomat di Pinzan e chugnat di Chullau di Spirit chi fo difinit per lu Chonselg chi el volé torná ed alá indau a Bologno a studiá, fo difinit che el gli fos dat duchaz XX in aur e chusí gl’ai dat ió Zan.

Si dié a Cristoful Brich chi arestavo a volé anchimo sagint chemerari Mian ed Octobon chi el no fo chunplit di pagiá di lor del so salari, duc. j.

in domenio adi ij di çenar si dié a Vugelm ed a Bernart di borch di Puint ed a Ser Zuan nodar che forin diputaz per lu Chonselg a debé alá ad Aramanzas a iestri chulg vuming d’Udin soro lu fat di debé achordá Misser Ricart di Valveson chun chelg di Zopullo e di Prodolon soro la deferencio chi elg an vuns chulg atris, dié lur den. XXXij per om zoé a lor tre den. 96.

A D. 1406. A chi si comenzo lo intrado delg fizs de lo fradaglo di Sento Mario ascuduzs par mestri Culau Casnevich cortelar e par mestri Zuan chaliar ziner di mestri Bertul di Puarto Bresano sicu cameras de lo fradaglo di Sento Mario sot lu reziment di Ser Alexi sicu priul e di mestri Zuan sotpriul.

Pre Pantalius si paga per lu fit dun ort lu qual é alant a Sent Pantaleon.

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