Read here

Statistica delle elezioni generali politiche 1909

industria e commercio Ministero dell'agricoltura · 1909 · Free in the US

47,777 words · about 3 h 21 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1909 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Statistica_delle_elezioni_generali_politiche_1909&action=history). · Wikisource contributors

Text from Wikisource and set out for reading on screen; no words of the book are rewritten or summarized. How RedLectern is built

About this book

Author
industria e commercio Ministero dell'agricoltura
Language
Italian
Published
1909
Length
47,777 words · about 3 h 21 min
Sections
9 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (9)

Continue:

Front matter

ct

ct

ct

Introduzione

ct

§ 1°. Data e metodi delle elezioni generali politiche avvenute dalla proclamazione dello Statuto in poi, numero dei collegi elettorali, e durata e sede delle singole Legislature. — Con regio decreto dell’8 febbraio 1909, n. 52, furono convocati i collegi elettorali per il giorno 7 marzo, e, occorrendo una seconda votazione, per il 14, all’effetto di eleggere ciascuno un deputato alla XXIII Legislatura del Parlamento nazionale, la cui data di apertura venne fissata, col decreto medesimo, al 24 dello stesso mese di marzo.

Le elezioni generali del marzo 1909 furono fatte a scrutinio uninominale, in conformita delle disposizioni del testo unico della legge elettorale politica approvato col regio decreto 28 marzo 1895, n. 83, modificato con le leggi 5 dicembre 1897, n. 493, 7 aprile 1898, n. 117, 19 maggio 1901, n. 180, e 9 giugno 1907, n. 294, e, quanto al requisito della cittadinanza, dalla legge 17 maggio 1906, n. 217, e secondo le circoscrizioni elettorali stabilite nella tabella annessa al detto testo unico, con le modificazioni ad esse portate dalle leggi 13 luglio 1905, n. 417, e 5 luglio 1908, n. 379. Le liste che servirono di base alle elezioni stesse furono quelle definitivamente approvate per l’anno 1908, coi termini abbreviati stabiliti dalla succitata legge 9 giugno 1907, n. 294.

Il prospetto seguente indica quante volte furono indetti i Comizi generali politici dalla proclamazione dello Statuto in poi, sotto quale data e con quale metodo di scrutinio, il numero dei collegi elettorali, e la durata e sede delle singole Legislature.

Le gi sla tu ra | DATE in cui avvennero le elezioni generali | Metodo di votazione | Numero dei collegi | Tempo .. .. .. | Durata della Legislatura | Durata dell'intervallo decorso (mesi e giorni) | Sede del parlamento

Data | Tempo (anni, mesi e giorni)

della inaugurazione | della chiusura

I | 1848 - 27 aprile (a) | 222 (h) | 9 | 1848 ~ 8 magg. | 1848 - 30 dic. | 0-7-23 | 1-1 | Torino

II | 1849-22 gennaio (b) | " | 8 | 1849-1° febb. | 1849-90 mar. | 0-1-30 | 3-29 | id.

III | » - 15 e 22 1uglio (c) | 204 (i) | 7 | » - 30 lug. | » - 20 nov. | 0-3-22 | 0-29 | id.

Da questo prospetto risulta che nessuna Legislatura compì il ciclo massimo consentito dallo Statuto, che è di 5 anni, quella che visse più lungamente, e cioè l'VIII, non avendo durato oltre i 4 anni, mesi 6 e giorni 21: e che la durata media delle Legislature fu di anni 2, mesi 7 e giorni 20.

§ 2°. Circoscrizione elettorale politica vigente. — I 508 collegi elettorali sono distribuiti fra le 69 provincie del Regno, nella misura determinata dall’articolo 44 del ricordato testo unico della legge elettorale politica. Le provincie si classificano come appresso per il numero dei collegi:

Provincie | con 2 | collegi | N. | 3 | Provincie | con 8 | collegi | N. | 6 | Provincie | con 14 | collegi | N. | 2

Id. | 3 | id. | » | 3 | Id. | 9 | id. | » | 2 | Id. | 15 | id. | » | 1

Id. | 4 | id. | » | 11 | Id. | 10 | id. | » | 5 | Id. | 17 | id. | » | 1

Id. | 5 | id. | » | 12 | Id. | 12 | id. | » | 4 | Id. | 19 | id. | » | 1

Id. | 6 | id. | » | 5 | Id. | 13 | id. | » | 2 | Id. | 20 | id. | » | 1

Id. | 7 | id. | » | 10

Le provincie con minor numero di collegi sono quelle di Grosseto, Livorno e Sondrio (2 per ciascuna); la provincia che ne conta di più (20) è quella di Milano.

La ripartizione dei deputati per provincia fu fatta per disposizione dell’art. 4° della legge 5 maggio 1891, n. 210, in proporzione della popolazione legale, ossia della popolazione residente nei singoli comuni, quale era risultata dal censimento al 1° gennaio 1882 (e cioè sulla base del quoziente medio di 56,995 abitanti per collegio, ottenutosi dividendo il numero di 28,953,480 abitanti, trovato con quel censimento, per 508, numero dei collegi); ¢ nello stesso articolo fu stabilito che la suddivisione delle provincie in collegi dovesse farsi in base allo stesso criterio della popolazione ed in modo che nessun collegio comprendesse comuni appartenenti a provincie diverse.

Nell’introduzione alle cinque statistiche elettorali precedenti si accenno già alle grandi differenze che correvano tra la popolazione effettiva di molti collegi ed il quoziente medio suindicato, dovute in parte alla disposizione secondo la quale, fermo restando il numero totale dei collegi, nessuno di essi può comprendere comuni appartenenti a provincie diverse, ed in purte ai criteri seguiti nel determinare le circoscrizioni elettorali di ciascuna provincia, Differenze analoghe, benché meno rilevanti, si riscontravano tra i quozienti medi delle singole provincie e quello del Regno.

Secondo l’articolo 46 del citato testo unico, il riparto fra le singole provincie del numero dei deputati e la circoscrizione dei collegi ad esse rispettivamente spettanti avrebbero dovuto essere riveduti, per legge, nella sessione parlamentare susseguente alla pubblicazione dei risultati ufficiali del censimento della popolazione eseguito il 10 febbraio 1901, e cioé nella seconda sessione della XXI Legislatura; sessione che, iniziata il 20 febbraio 1902, fu chiusa il 18 ottobre 1904. Una tale revisione non fu eseguita; cosicché le differenze fra le varie provincie rispetto al quoziente medio di popolazione per collegio e quelle tra la popolazione effettiva dei singoli collegi sono divenute ora molto più gravi; e ciò per il fatto che nell’intervallo corso fra i censimenti al 1° gennaio 1882 ed al 10 febbraio 1901 la popolazione legale dei comuni del Regno si è accresciuta di oltre 4 milioni di abitanti e l’aumento è avvenuto in diversa misura nelle varie provincie, oscillando da 325 per 1000 abitanli, in quella di Roma, a meno di 5 per 1000, in quella di Cuneo; fatta astrazione della provincia di Potenza, nella quale, anziché un aumento, si verificò dal 1882 al 1901 una diminuzione di popolazione, pari al 64 per 1000.

Infatti dividendo la popolazione del Regno risultata dall’ultimo censimento al 10 febbraio 1901 (ab. 32,965,504) per il numero dei collegi (508), si trova il quoziente medio di 64,893 abitanti per collegio. Ma in realta la popolazione media dei collegi discende a meno di 50,000 in due provincie, e cioé a 49,156 nella provincia di Potenza ed a 48,201 nella provincia di Porto Maurizio, e si eleva a oltre 75,000 in una provincia, e precisamente a 76,168 in quella di Roma; in sole 8 provincie si accosta alla media generale, come si scorge dalla seguente classiticazione:

Provincie aventi | L| non oltre | 50,000 | abitanti per collegio, | 2

Id. | da 50,001 a | 60,000 | id. | 8

Id. | da 60,001 a | 64,000 | id. | 22

Id. | da 64,001 a | 66,000 | id. | 8

Id. | da 66.001 a | 70,000 | id. | 20

Id. | da 70,001 a | 75,000 | id. | 8

Id. | più di | 76,000 | id. | 1

I 508 collegi nei quali si divide il territorio del Regno si distribuiscono cosi, per numero di abitanti:

Collegi aventi | non oltre | 40,000 | abitanti, | 2 | Collegi aventi | da 64,001 | a | 66,000 | abitanti, | 46

Id. | da 40,001 | a | 45,000 | id. | 9 | Id. | da 66,001 | a | 70,000 | id. | 84

Id. | da 45,001 | a | 50,000 | id. | 18 | Id. | da 70,001 | a | 75,000 | id. | 60

Id. | da 60,001 | a | 55,000 | id. | 86 | Id. | da 75,001 | a | 80,000 | id. | 80

Id. | da 56,001 | a | 60,000 | id. | 108 | Id. | da 80,001 | a | 100,000 | id. | 24

Id. | da 60,001 | a | 64,000 | id. | 97 | Id. | più di | 100,000 | id. | 5

Adunque, soltanto 46 collegi hanno una popolazione che di poco differisce dalla media generale; mentre 2 non giungono a 40,000 abitanti (Brienza con 37,659 e Vigone, con 39,533) e 5 oltrepassano i 100,000 (Spezia, con 105,798, Palermo III, con 108,976, Milano VI, con 114,134, Milano V, con 145,416, e Roma II, con 165,811).

§ 3°. Numero e classificazione degli elettori politici. — Gli elettori inscritti nelle liste definitive del 1908, sulle quali sono state fatte le recenti elezioni, sommano, esclusi quelli privati temporaneamente del voto, a 2,930,473.

Facendo il ragguaglio alla popolazione calcolata al 1° gennaio 1908 (abitanti 33,911,468) si trovano 8.64 elettori con diritto al voto su 100 abitanti senza distinzione di sesso e di età. Paragonando il numero degli elettori con diritto al voto ai maschi da 21 anni in su, che erano 8,711,542 nel 1901, si ha il rapporto di 33.6 a 100.

Indichiamo qui appresso il numero complessivo degli elettori politici iscritti nelle liste che servirono di base alle elezioni generali seguite dal 1861 in poi.

ANNI a cui si riferiscono le liste elettorali | Popolazione totale nota | Numero degli elettori politici | Leggi elettorali vigenti al tempo della compilazione delle liste

con diritto al voto | tempo- raneamente privati del diritto elettorale | Totale generale

M |effettivo | per 100 abitanti senza distinzione di sesso e di età nota

1850 (b) | 21777834 | 418696 | 1.92 | … | 418696

1865-66 (c) | 25964450 | 504283 | 1.97 | … | 504263 | Legge elettorale 17 dicembre 1860, n. 4513

1866 (d) | 498208 | C| 1.92 | … | R| 498208

1870 | 26801154 | 580 018 | 1.98 | … | 530018

Il corpo elettorale fu più che triplicato nel 1882 per la riforma introdotta colla legge 24 settembre di quell’anno. Nel 1895 si ebbe una considerevole diminuzione, in conseguenza della revisione straordinaria delle liste politiche ordi-

nata in tutti i Comuni del Regno con la legge 11 luglio 1894, n. 286 (a). In seguito, e cioé dal 1895 al 1908, venne accrescendosi annualmente in media di 62,330, pari a 2.13 per 100; nell’ultimo quadriennio per il quale il confronto puo istituirsi, vale u dire pel 1904-908, l'aumento annuo medio fu di 97,286 e si ragguaglia al 3.83 per 100.

Nel seguente prospetto indichiamo per i singoli compartimenti il numero effettivo degli elettori con diritto al voto iscritti nelle liste del 1904 e di quelli iscritti nelle liste del 1908, dando per questi ultimi anche la proporzione a 100 abitanti senza distinzione di sesso e di eta, secondo la popolazione calcolata al 1° gennaio 1908 e a 100 maschi maggiorenni, secondo la popolazione censita al 10 febbraio 1901; e vi calcoliamo |’aumento annuo medio aritmetico per 100 elettori avvenuto nell’intervallo.

Il rapporto degli elettori agli abitanti varia molto da regione a regione: in generale esso è relativamente elevato nei compartimenti ‘ settentrionali, salendo ad un massimo di 13.4 su 100 senza distinzione di sesso e di eta, e di 51.3 su 100 maschi maggiorenni in Piemonte; si aggira intorno alla media del Regno nei compartimenti centrali; diminuisce a misura che si procede verso i] Mezzogiorno, e risulta molto basso nelle due isole maggiori (scendendo ad un minimo di 4.7 su 100 abitanti senza distinzione di sesso e di eta, e di l7.7 su 100 maschi e maggiorenni in Sardegna).

—

--> Queste differenze dipendono principalmente dal diverso grado d’istruzione delle popolazioni delle singole regioni; giacchè è un requisito essenziale, per essere iscritti sulle liste elettorali politiche, il saper leggere e scrivere; ma non sempre il numero degli elettori corrisponde alla maggiore diffusione dell’istruzione elementare, come si scorge dal seguente prospetto, compilato distintamente per provincie, in cui queste sono classificate in ordine decrescente della proporzione degli elettori a 100 maschi da 21 anni in su, ed è indicato anche il posto loro spettante se la classificazione si facesse in ordine decrescente della proporzione dei maschi alfabeti (a) da 21 anni in su a 100 maschi della stessa eta.

Per non citare che taluno degli esempi più salienti, vediamo infatti che la provincia di Torino, la quale ha 88 alfabeti ogni 100 maschi maggiorenni ed è cosi quella in cui l’istruzione è più diffusa, scende per la proporzione degli elettori a 100 maschi maggiorenni al 20° posto, e che quella di Roma, ventesimaterza per la percentuale dei maschi alfabeti, risulta la 56ª per la percentuale degli elettori; e che, per converso, le provincie di Reggio nell’Emilia e di Massa e Carrara, le quali tengono rispettivamente il 7° e il 9° posto per numero di elettori, prendono il 30° e il 29° per numero di alfabeti. Ciò dimostra che ad elevare o a tener basso il numero degli elettori concorrono altri fattori, oltre quello della diffusione dell'istruzione elementare, vale a dire il diverso grado di agiatezza della popolazione, la diversa composizione di questa per eta, distribuzione territoriale e condizioni sociali; ma più di tutto vi contribuisce la maggiore o minore cura che si ha nelle diverse regioni del Regno, da parte dei cittadini forniti dei necessari requisiti, di farsi inscrivere sulle liste.

Esaminando le condizioni dei singoli collegi per numero effettivo di elettori, risulta che da un massimo di 15,403 si scende ad un minimo di 2,145. Segue l'indicazione dei 10 collegi che contano più elettori e dei 10 che ne contano meno.

Le differenze fra collegio e collegio dipendono anche dalla maggiore o mi- nore popolazione dei medesimi; ma sempre in buona parte dalle condizioni in cui è la popolazione rispetto ai diversi fattori sopra accennati.

Astraendo infatti dalle condizioni di popolazione; considerando cioè, anzichè il numero effettivo degli elettori, la proporzione loro al numero degli abitanti, risultano egualmente diversità notevoli fra i vari collegi, come si vede dal seguente specchietto, che offre l’indicazione dei 10 nei quali si osservano rispettivamente le più alte e le pi basse proporzioni di elettori a 100 abitanti senza distinzione di sesso e di etànota.

Dei 2,930,473 elettori con diritto al voto nel 1908, 750,573 erano inscritti nei 112 collegi aventi sede nei comuni capoluoghi di provincia e 2,179,900 negli altri 396 collegi. Se si confrontano i dati del 1908 con quelli del 1904, classificando i collegi delle dette due specie per compartimenti, si ottengono i seguenti risultati:

Considerando i soli collegi aventi sede negli undici comuni capoluoghi di oltre 100,000 abitanti, si hanno i risultati seguenti per il 1908:

Nel complesso dei 112 collegi aventi sede nei 69 comuni capoluoghi di provincia, sopra 750,573 elettori con diritto al suffragio, presero parte alla prima votazione (7 marzo 1909) 448,821, ossia il 60 per cento; mentre nell’insieme degli altri 396 collegi, sopra 2,179,900 elettori, presero parte al voto 1,454,866, ossia il 67.1 per cento.

Distinguendo per singoli compartimenti i collegi aventi sede nei comuni capoluoghi di provincia dagli altri collegi, e confrontando le proporzioni dei votanti agli elettori nel 1909 con quelle che si ebbero nei collegi medesimi nel 1904, si ottengono i seguenti risultati:

Considerando i soli collegi dei comuni di oltre 100,000 abitanti, emerge, dal seguente prospetto, che la maggior frequenza alle urne nel 1909 si ebbe a Torino (68.7 votanti su 100 elettori) e la minore a Venezia (soli 45.1 su 100 elettori), non contando Messina, in cui la bassa proporzione dipende dalle eccezionali condizioni nelle quali trovavasi al giorno delle elezioni nota.

§. 5° Concorso degli elettori alle urne nella seconda votazione. — collegi nei quali si procedette il 14 marzo 1909 ad una seconda votazione furono 75. Però i ballottaggi effettivamente proclamati sono stati finora 78, perchè ai 75 proclamati dalle assemblee dei presidenti, e che ebbero luogo alla data suindicata, ne sono da aggiungere 3 proclamati dalla Giunta delle elezioni nel primo periodo dei lavori parlamentari, chiuso il 3 aprile 1909; ed è probabile che altri ne vengano indetti, come non è escluso che qualcuno di quelli già avvenuti sia annullato dalla Giunta stessa in sede di rettifica.

Il seguente prospetto dà la ripartizione per compartimenti dei 75 collegi nei quali il ballottaggio seguì il giorno stabilito dal regio decreto di convocazione dei comizi elettorali e dimostra in quale misura gli elettori dei collegi medesimi parteciparono sia alla prima, sia alla seconda votazione. Non vi è compreso il compartimento di Roma, in cui non seguirono il 14 marzo elezioni di ballottaggio.

Il concorso alle urne è stato, come si vede, maggiore, sebbene lievemente, nelle elezioni di ballottaggio, che non in quelle di primo scrutinio. Lo stesso fenomeno si era verificato nelle elezioni del 1904, in cui la proporzione dei votanti nei collegi nei quali si procedette al ballottaggio fu di 65.19 nella prima votazione e di 68.31 nella seconda.

Nelle elezioni di ballottaggio seguite il 14 marzo 1909, sopra un totale di 344,504 schede computate per determinare il numero dei votanti, 333,122 (delle quali 638 contestate) furono attribuite ai candidati, 2,386 non furono attribuite ad alcun candidato, 6,552 furono dichiarate nulle e 2,444 erano bianche; altre 17 nulle non furono computate per determinare il numero dei votanti, perchè mancanti del bollo municipale e della firma dello scrutatore. Su 100 schede deposte nelle urne 96.69 furono dichiarate valide e attribuite ai candidati, 0.69 non furono attribuite ad alcun candidato, 1.91 furono dichiarate nulle per qualunque motivo e 0.71 furono trovate bianche; proporzioni poco dissimili si erano avute nelle elezioni del 1904.

Diamo qui appresso un quadro comparativo del numero dei ballottaggi seguiti nelle singole elezioni generali avvenute fino ad ora e della frequenza degli elettori alle urne nella seconda votazione:

La legge 28 giugno 1892, sotto l'impero della quale si effettuarono le elezioni del 1892, del 1895 e del 1897, stabilì doversi proclamare eletto a primo scrutinio chi avesse ottenuto un numero di voti maggiore del sesto del numero degli iscritti e più della metà dei suffragi dati dai votanti, esclusi dal computo tutti quelli dichiarati nulli. A queste disposizioni devesi attribuire la diminuzione avutasi nelle suddette tre elezioni generali nel numero dei ballottaggi, in confronto di quelli occorsi nelle altre elezioni fatte pure a scrutinio uninominale.

La legge 7 aprile 1898, n. 117, infine ha prescritto che per determinare il numero dei votanti si computino le schede deposte nell’urna ad eccezione di quelle mancanti del bollo municipale e della firma dello scrutatore, ciò che viene ad accrescere le probabilità di ballottaggi, esigendosi ora che l’eletto abbia effettivamente conseguito tanti voti quanti corrispondono alla meta piti uno del numero dei votanti; mentre sotto la legge del 28 giugno 1892 poteva accadere che taluno fosse regolarmente eletto anche con un numero di voti inferiore alla meta del numero dei votanti. Ciò non pertanto, nelle elezioni del 1909 e in quelle del 1904 si ebbe un numero di ballottaggi pit alto che nelle quattro precedenti; nel 1900 i ballottaggi erano stati soltanto 39 (a), al qual risultato aveva contribuito certamente la circostanza che in 100 collegi non vi era stata lotta alcuna, e in altri 346 la lotta era circoscritta fra due candidati, donde minore dispersione di voti e maggiore probabilità di raggiungere la maggioranza assoluta al primo scrutinio; mentre nelle elezioni del 1904 e del 1909 i collegi nei quali non vi era contrasto furono rispettivamente 46 e 85,e quelli nei quali si presentarono due soli candidati 280 e 302.

Nelle ultime elezioni generali, come nelle cinque precedenti fatte pure a scrutinio uninominale, la quasi totalità dei ballottaggi si deve alla circostanza che il candidato raccolse meno della metà dei suffragi dati dai votanti; il numero dei collegi nei quali il ballottaggio fu indetto per non avere il candidato riportato un numero di voti superiore al sesto degli elettori iscritti fu sempre scarsissimo. Ciò apparisce evidente dal seguente prospetto.

Nella seconda votazione si ha per eletto il candidato che raccolga il maggior numero di suffragi validamente espressi.

§ 6°. Risultati complessivi delle elezioni di primo scrutinio e di ballottaggio.

— Dei 508 deputati che costituiscono la Camera ne furono proclamati eletti 417 al 1° scrutinio e 70 al ballottaggio; in 21 collegi mancè qualsiasi proclamazione. .

La Giunta delle elezioni, sostituendosi alle assemblee dei presidenti, ha gia proclamato |’eletto in 16 di tali collegi (a) e dichiarato doversi procedere al ballottaggio in altri 3 (b); circa i 2 rimanenti (c) la Giunta, al termine del primo periodo dei lavori parlamentari (3 aprile 1909), non aveva ancora deliberato.

I voti altribuiti ai candidati nelle elezioni generali del 1909 sommarono a 1,842,187 e si distribuirono cosi (d):

eplivelettii 2 ea See eee ee Se eS ew = oe BDI ai candidati non eletti che ebbero non meno di5Qvoti . . . ° 653,204 dispersi su altri candidati 2. 2. 2 1 wee ee 14,322

Vediamo ora come i voti stessi si distribuissero nei vari compartimenti, fra gli eletti e gli altri candidati non eletti, compresi quelli che non raggiunsero i 50 voti, calcolando anche le corrispondenti proporzioni a 100, che sono messe a confronto con quelle che si ottennero nelle elezioni generali del 1904.

(4) 1 collegi nei quali la Giunta ha proclamato I'eletto a? 2° serutinio sono quelli di:

Villanova d'Asti (prov. di Alessandria), Ferrara, Pescina (prov. di Aquila), Castellaneta (prov. di Lecce), ‘ Salmona (id.), Varallo (prov. di Novara}, Conversano (prov. di Bari), Reggio di Calabria e Gioja del Colle (id.), Amalfi (prov. di Salerno), Minervino Murge (id.), e i collegi nei queli Ia Giunta ha proclamato I'eletto af dallottaggio quelli di:

Varese (prov. di Como), | Melfi (prov. di Potenza) e Savona (prov. di Genova), | Bardolino (prov. di Verona).

Scansano (prov. di Grosseto), Hl (6) I collegi nei quali Ia Giunta ha dichiarato doversi procedere al ballottaggio sono quelli di:

Fano (prov. di Pesaro), { Roma IY.

Caulonia (prov, di Reggio di Calabria)

(c) I collegi pei quali la Giunta non aveva ancora deliberato al 8 di aprile sono quelli di:

Firenze IV 6 Licata (prov. di Girgenti).

(d) Agli effetti statistici, tanto pei candidati eletti quanto pei non eletti, si sono computati i voti ottenuti da ciascuno di essi nel 1° scrutinio, ancorchè l'elezione non fosse avvenuta che alla votazione di ballottaggio. Per i 5 collegi nei quali non è@ ancora avvenuta la proclamazione (vedansi le note 6 e ¢ che precedono) si sono, per questa dimostrazione, computati come voti riportati dall’eletto quelli dati al candidato che apparisce averne avuto il maggior numero, ¢ fra quelli riportati dai non eletti tutti i rimanenti voti validamente espressi.

Il numero medio di voti raccolto dagli eletti a 1° scrutinio @ stato di 2392 (a); ma considerando gli eletti singolarmente, si trova che 243 non raggiunsero quel numero, mentre 185 lo sopravvanzarono, e tra questi sono specialmente da notare i 9 seguenti, che riportarono un numero di suffragi doppio della media suindicata :

Votl | Vow Turati Filippo - Milano V..... . 6 235 i| Ferri Enrico - Gonzaga (Mantova). . . 4 813 Cermenati Mario - Lecco (Como) . . . 5 006 Baslini Antonio - Brivio (Como). . . . 4 801 Marcora Giuseppe - Sondrio .. . . . + 982 Buccelli Vittorio - Nizza Monferrato Quaglino Felice - Biella (Novara). . . 4 870 (Alessandria). . 2... 2... 4 800 Girardini Giuseppe - Udine. . . . . . 4 816 Rondani Dino - Cossato (Novara). . . 4 792

Facendo un calcolo analogo per Ie 75 elezioni di ballottaggio seguite il 14 marzo, si ha che il numero medio dei suffragi riportati dagli eletti é@ stato di 2599; nessuno pero raccolse pitt del doppio della media; quello che ne ottenne il maggior numero (4219) é stato l’on. Abbiate Mario (Vercelli, provincia di Novara).

Non é da tacere che parecchi fra i candidati non eletti raggiunsero un nu- mero di suffragi molto maggiore di quello riportato da non pochi fra gli eletti. Dalla tavola I, che contiene i risultati delle elezioni per i singoli collegi, risulta, tenendo conto dei due scrutini, che, mentre nel collegio di Biella (Novara) non bastarono ad uno dei candidati 4615 voti per essere eletto (6), un candidato é riuscito in un altro collegio con soli 789 voti (c). E il candidato non eletto del collegio di Biella, occuperebbe, se fosse riuscito, il 13° posto, per numero di voti, fra gli eletti. Classificando in ordine decrescente di voti i candidati che ne ebbero di pit nei 503 collegi dove @ gia stato proclamato |’eletto, si rileva che 384 risultarono eletti e 119 non riuscirono ad ottenere un seggio nella Camera, mentre lo otten- nero altrettanti candidati che avevano riportato un numero di voti inferiore a quello raccolto dall’ultimo dei 503 classificati come sopra, che fu di 1783 (a).

(a) Per questo computo ei é fatta la somma dei voti conseguiti dai 428 candidati proclamati oletti a 1° seratinio sia dalle assemblee dei presidenti sia dalla Giunta delle elezioni nel primo periodo dei Javori parlamentari (v. pag. xxu1).

. (4) [10 candidati non eletti che ottennero il maggior numero di voti sono i seguenti:

Vott || Votl =- iH - Bona Eugenio - Biella (Novara)... . . . 4615 || Zanardi Francesco - Ostiglia (Mantova). . 3 839 Bossi Luigi Maria - Varese (Como). . . . 3998 || Vigna Annibale - Vignale (Alessandria). . 3 830 Beltramini Andrea - Gavirate (Como). . . 3981 || Panie Felice - Torino IV. ....... . 3.757 Silva Cesare - Desio (Milano)... . .. . 3 867 | Spallanzani Giusoppe - Gonzaga (Mantova). 3 728 Falck Giorgio - Leeco (Como)... .. . . 3 844 || Renier Ignazio - Udine... 2.2... . 3595

(ce) Veramente vi sono due collegi in cui l'eletto figura nella tavola I (V. pag. 3-93) con un numero anche più esiguo di voti, ma trattandosi di collegi per i quali mancano i dati della votazione in alcune sezioni e non si conosce quindi il numero complessivo dei suffragi raccolti effettivamente dagli eletti, non abbiamo creduto di doverne tener conto in questo computo. .

(d) Il primo fra gli eletti che ebbero meno di 1783 voti ne conseguì infatti 1782.

Contando una sola volta l’eletto in tre collegi e i 10 eletti in due collegi, i deputati proclamati che avevano gia appartenuto alla Camera nella Legislatura XXII o in Legislature precedenti sono adunque 368, perché ai 352 deputati uscenti rieletti (346 nel loro antico collegio e 6 in altro collegio) si devono aggiungere 16 ex deputati, cioè 6 che avevano cessato dal mandato prima della chiusura della XXII Legislatura e 10 che avevano fatto parte soltanto di Legislature anteriori.

Distinguendo i 368 eletti che avevano seduto altra volta alla Camera, secondo il numero delle Legislature delle quali ciascuno aveva fatto parte prima d’ora, risulta che:

1 | di essi contava | 13 | altre Legislature | 28 | di essi contavano | 6 | altre Legislature

2 | id. | 12 | id. | 35 | id. | 5 | id.

3 | id. | 11 | id. | 36 | id. | 4 | id.

8 | id. | 10 | id. | 40 | id. | 3 | id.

8 | id. | 9 | id. | 69 | id. | 2 | id.

11 | id. | 8 | id. | 118 | id. | 1 | altra Legislatura

19 | id. | 7 | id.

I 123 deputati assolutamente nuovi alla Camera costituiscono quasi il quarto del numero dei deputati proclamati (503, comprese le duplicazioni).

Dalle cifre riferite qui appresso si rileva quale sia stato nelle singole sei ultime elezioni generali fatte a scrutinio uninominale, il numero degli eletti che non avevano appartenuto a precedenti Legislature:

Elezioni generali | del 1909 | N. | 128 | su 503 proclamati

Id. | del 1904 | » | 12

Id. | del 1900 | » | 88 | su 508 proclamati

Id. | del 1897 | » | 110

Id. | del 1898 | » | 84

Id. | del 1892 | » | 187

Nelle ultime elezioni generali fatte a scrutinio di lista (1890) i deputati assolutamente nuovi alla Camera erano risultati in numero di 109.

Nella presente statistica non è indicato il colore politico dei candidati, mancando in Italia elementi sicuri e autentici per classificarli anche sotto tale aspetto. Una siffatta classificazione si può fare soltanto nei paesi dove le organizzazioni politiche sono ben distinte e salde, come in Germania; cola infatti, secondo la statistica ufficiale delle ultime elezioni generali al Reichstag (1907), sopra 1496 candidati, i quali avevano ottenuto non meno di 26 voti, solo 3 furono dichiarati di colore incerto.

Risultati delle elezioni generali politiche

ct

I. - Risultati delle elezioni generali politiche del 1909 confrontati con quelli delle corrispondenti elezioni del 1904 e delle elezioni suppletive avvenute nel corso della XXII Legislatura, esposti per ciascun collegio distintamente, in ordine di provincie.

ct

sono stati forniti, per la massima parte, dalle Cancellerie dei Tribunali, alle quali furono richiesti con circolare del 16 febbraio 1909, n. 1642, del Ministro di grazia e giustizia e dei culti. Le Cancellerie dei Tribunali li ricavarono dalle copie dei Verbali, che, ai termini dell’articolo 78 della legge elettorale politica, testo unico approvato con decreto reale 28 marzo 1895, n. 83, debbono essere depositate nelle Cancellerie medesime. Dei pochi Collegi pei quali non furono depositate le copie dei Verbali o queste risultarono incomplete, le notizie si richiesero ai Prefetti, Sottoprefetti o Sindaci. I dati ricavati dai Verbali sono da considerarsi come definitivi, salvo le rettificazioni che potrà portarvi la Camera nella verificazione dei poteri; gli altri sono da ritenersi come approssimativi, e perciò abbiamo dichiarato in nota, nei varii casi, la loro provenienza.

La designazione delle Legislature alle quali già appartennero molti fra i candidati fu fatta consultando l’Elenco alfabetico dei deputati delle XXII Legislature dal 1848 all’8 febbraio 1909, inserito nel Manuale ad uso dei deputati al Parlamento Nazionale, XXIII Legislatura (Roma, tipografia della Camera dei deputati, 1909), pubblicato a cura del Segretariato generale della Camera.

The opening of the book is shown; the full text loads in the reader.

Loading the full text…