capitolo 1
BEATO l’uomo che non è camminato nel consiglio degli empi, e non si è fermato nella via de’ peccatori, e non è seduto nella sedia degli schernitori.
Anzi il cui diletto è nella Legge del Signore, e medita in essa giorno e notte.
Egli sarà come un albero piantato presso a ruscelli d’acque, il quale rende il suo frutto nella sua stagione, e le cui frondi non appassano; e tutto quello ch’egli farà, prospererà.
Così non saranno già gli empi; anzi saranno come pula sospinta dal vento.
Perciò gli empi non istaranno ritti nel giudicio, nè i peccatori nella raunanza de’ giusti.
Perciocchè il Signore conosce la via de’ giusti; ma la via degli empi perirà.
capitolo 2
PERCHÈ tumultuano le genti, e mormorano i popoli cose vane?
I re della terra si ritrovano, ed i principi consigliano insieme, contro al Signore, e contro al suo Unto;
Dicendo: Rompiamo i lor legami, e gettiam via da noi le lor funi.
Colui che siede ne’ cieli ne riderà; il Signore si befferà di loro.
Allora parlerà loro nella sua ira, e li renderà smarriti nel suo cruccio acceso;
E dirà: Pur nondimeno ho io consacrato il mio Re sopra Sion, monte della mia santità.
Io spiegherò il decreto; il Signore mi ha detto: Tu sei il mio figliuolo; oggi io t’ho generato.
Chiedimi, ed io ti darò per eredità le genti, ed i confini della terra per tua possessione.
Tu le fiaccherai con una verga di ferro; tu le triterai come un testo di vasellaio.
Ora dunque, o re, siate savi; giudici della terra, ricevete correzione.
Servite al Signore con timore, e gioite con tremore.
Baciate il figliuolo, che talora egli non si adiri, e che voi non periate nella vostra via, quando l’ira sua si sarà pure un poco accesa. Beati tutti coloro che si confidano in lui.
capitolo 3
O SIGNORE, in quanto gran numero sono i miei nemici! Molti si levano contro a me.
Molti dicono dell’anima mia: Non v’è salute alcuna appo Iddio per lui. (Sela.)
Ma, Signore, tu sei uno scudo d’intorno a me; tu sei la mia gloria, e quel che mi sollevi il capo.
Io ho colla mia voce gridato al Signore, ed egli mi ha risposto dal monte della sua santità. (Sela.)
Io mi son coricato, e ho dormito; poi mi son risvegliato; perciocchè il Signore mi sostiene.
Io non temerei di migliaia di popolo, quando si fossero accampate contro a me d’ogn’intorno.
Levati, Signore; salvami, Dio mio; perciocchè tu hai percossa la mascella di tutti i miei nemici; tu hai rotti i denti degli empi.
Il salvare appartiene al Signore; la tua benedizione è sopra il tuo popolo. (Sela.)
capitolo 4
QUANDO io grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia; quando io sono stato distretto, tu mi hai messo in largo; abbi pietà di me, ed esaudisci la mia orazione.
O uomini principali, infino a quando sarà la mia gloria in vituperio? Infino a quando amerete vanità, e andrete dietro a menzogna? (Sela.)
Or sappiate che il Signore si ha eletto un pietoso; il Signore mi esaudirà quando io griderò a lui.
Tremate, e non peccate; ragionate nel cuor vostro, sopra i vostri letti, e restate. (Sela.)
Sacrificate sacrificii di giustizia, e confidatevi nel Signore.
Molti dicono: Chi ci farà veder del bene? O Signore, alza la luce del tuo volto sopra noi.
Tu mi hai data maggiore allegrezza nel cuore, che non hanno quelli Nel tempo che il lor frumento, e il lor mosto è moltiplicato.
Io mi coricherò in pace, ed in pace ancora dormirò; perciocchè tu solo, Signore, mi fai abitare sicuramente.
capitolo 5
PORGI l’orecchio alle mie parole, o Signore; intendi la mia meditazione.
Re mio, e Dio mio, attendi alla voce del mio grido; perciocchè io t’indirizzo la mia orazione.
Signore, ascolta da mattina la mia voce; da mattina io ti spiego i miei desii, e sto aspettando.
Perciocchè tu non sei un Dio che prenda piacere nell’empietà; il malvagio non può dimorar teco.
Gl’insensati non possono comparir davanti agli occhi tuoi; tu odii tutti gli operatori d’iniquità.
Tu farai perire tutti quelli che parlano con menzogna; il Signore abbomina l’uomo di sangue e di frode.
Ma io, per la grandezza della tua benignità, entrerò nella tua Casa, e adorerò verso il Tempio della tua santità, nel tuo timore.
Signore, guidami per la tua giustizia, per cagion de’ miei insidiatori; addirizza davanti a me la tua via.
Perciocchè nella bocca loro non v’è dirittura alcuna; l’interior loro non è altro che malizie; la lor gola è un sepolcro aperto, lusingano colla lor lingua.
Condannali, o Dio; scadano da’ lor consigli; scacciali per la moltitudine de’ lor misfatti; perciocchè si son ribellati contro a te.
E rallegrinsi tutti quelli che si confidano in te, e cantino in eterno, e sii lor protettore; e festeggino in te Quelli che amano il tuo Nome.
Perciocchè tu, Signore, benedirai il giusto; tu l’intornierai di benevolenza, come d’uno scudo.
capitolo 6
SIGNORE, non correggermi nella tua ira, e non gastigarmi nel tuo cruccio.
Abbi pietà di me, o Signore; perciocchè io son tutto fiacco; sanami, Signore; perciocchè le mie ossa son tutte smarrite.
L’anima mia eziandío è grandemente smarrita; e tu, Signore, infino a quando?
Rivolgiti, o Signore; riscuoti l’anima mia; salvami, per amor della tua benignità.
Perciocchè nella morte non v’è memoria di te; chi ti celebrerà nel sepolcro?
Io mi affanno ne’ miei sospiri; io allago tutta notte il mio letto, e bagno la mia lettiera colle mie lagrime.
L’occhio mio è consumato di fastidio; egli è invecchiato per cagione di tutti i miei nemici.
Ritraetevi da me, voi tutti operatori d’iniquità; perciocchè il Signore ha udita la voce del mio pianto.
Il Signore ha udita la mia supplicazione; il Signore ha accettata la mia orazione.
Tutti i miei nemici sieno confusi, e grandemente smarriti; voltin le spalle, e sieno svergognati in un momento.
capitolo 7
SIGNORE Iddio mio, io mi confido in te; salvami da tutti quelli che mi perseguitano, e riscuotimi;
Che talora il mio nemico non rapisca l’anima mia come un leone; e non la laceri, senza che vi sia alcuno che mi riscuota.
Signore Iddio mio, se ho fatto questo, se vi è perversità nelle mie mani;
Se ho renduto mal per bene a chi viveva in pace meco (Io, che ho riscosso colui che mi era nemico senza cagione),
Perseguiti pure il nemico l’anima mia, e l’aggiunga, e calpesti la vita mia, mettendola per terra; e stanzi la mia gloria nella polvere. (Sela.)
Levati, Signore, nell’ira tua; innalzati contro a’ furori de’ miei nemici, e destati in mio favore; tu hai ordinato il giudicio.
E circonditi la raunanza de’ popoli; e torna poi in luogo elevato di sopra ad essa.
Il Signore giudicherà i popoli; Signore, giudicami; giudica di me secondo la mia giustizia, e la mia integrità.
Deh! venga meno la malvagità de’ malvagi, e stabilisci l’uomo giusto; conciossiachè tu sii l’Iddio giusto, che provi i cuori e le reni.
Il mio scudo è in Dio, che salva quelli che son diritti di cuore.
Iddio è giusto giudice, e un Dio che si adira ogni giorno.
Se il mio nemico non si converte, egli aguzzerà la sua spada; già ha teso l’arco suo, e l’ha preparato. ¡
Egli ha apparecchiate arme mortali; egli adopererà le sue saette contro agli ardenti persecutori.
Ecco, il mio nemico partorisce iniquità; egli ha conceputo affanno, e partorirà inganno.
Egli ha cavata una fossa, e l’ha affondata; ma egli stesso è caduto nella fossa ch’egli ha fatta.
Il travaglio ch’egli dà altrui gli ritornerà sopra la testa, e la sua violenza gli scenderà sopra la sommità del capo.
Io loderò il Signore, secondo la sua giustizia; e salmeggerò il Nome del Signore Altissimo.
capitolo 8
QUANT’è magnifico il nome tuo per tutta la terra, o Signore, signor nostro, che hai posta la tua maestà sopra i cieli!
Per la bocca de’ piccoli fanciulli, e di quelli che poppano, tu hai fondata la tua gloria, per cagione de’ tuoi nemici, per far restare il nemico e il vendicatore.
Quando io veggo i tuoi cieli, che sono opera delle tue dita; la luna e le stelle che tu hai disposte;
Io dico: Che cosa è l’uomo, che tu ne abbi memoria? E che cosa è il figliuolo dell’uomo, che tu ne prenda cura?
E che tu l’abbi fatto poco minor degli Angeli, e l’abbi coronato di gloria e d’onore?
E che tu lo faccia signoreggiare sopra le opere delle tue mani, ed abbi posto ogni cosa sotto i suoi piedi?
Pecore e buoi tutti quanti, ed anche le fiere della campagna,
Gli uccelli del cielo, e i pesci del mare, che guizzano per li sentieri del mare.
O Signore, signor nostro, quanto è magnifico il Nome tuo in tutta la terra!
capitolo 9
IO celebrerò, o Signore, con tutto il mio cuore; io narrerò tutte le tue maraviglie.
Io mi rallegrerò, e festeggerò in te; io salmeggerò il tuo Nome, o Altissimo;
Perciocchè i miei nemici hanno volte le spalle; son caduti, e periti d’innanzi alla tua faccia.
Conciossiachè tu mi abbi fatta ragione e diritto; tu ti sei posto a sedere sopra il trono, come giusto giudice.
Tu hai sgridate le nazioni, tu hai distrutto l’empio, tu hai cancellato il loro nome in sempiterno.
O nemico, le desolazioni sono finite in perpetuo, e tu hai disfatte le città. È pur perita la memoria di esse.
Ma il Signore siede in eterno; egli ha fermato il suo trono per far giudicio.
Ed egli giudicherà il mondo in giustizia, egli renderà giudicio a’ popoli in dirittura.
E il Signore sarà un alto ricetto al misero; un alto ricetto a’ tempi ch’egli sarà in distretta.
Laonde, o Signore, quelli che conoscono il Nome tuo si confideranno in te; perciocchè tu non abbandoni quelli che ti cercano.
Salmeggiate al Signore che abita in Sion; raccontate fra i popoli i suoi fatti.
Perciocchè egli ridomanda ragione del sangue, egli se ne ricorda; egli non dimentica il grido de’ poveri afflitti.
Abbi pietà di me, o Signore, tu che mi tiri in alto dalle porte della morte, vedi l’afflizione che io soffero da quelli che m’odiano;
Acciocchè io racconti tutte le tue lodi nelle porte della figliuola di Sion, e festeggi della tua liberazione.
Le genti sono state affondate nella fossa che avevano fatta; il lor piè è stato preso nella rete che avevano nascosta.
Il Signore è stato conosciuto per lo giudicio ch’egli ha fatto; l’empio è stato allacciato per l’opera delle sue proprie mani. (Higgaion; sela.)
Gli empi, tutte le genti che dimenticano Iddio, andranno in volta nell’inferno.
Perciocchè il povero non sarà dimenticato in sempiterno; la speranza de’ poveri non perirà in perpetuo.
Levati, o Signore; non lasciar che l’uomo si rinforzi; sieno giudicate le genti davanti alla tua faccia.
Signore, metti spavento in loro; fa che le genti conoscano, che non sono altro che uomini. (Sela.)
capitolo 10
O SIGNORE, perchè te ne stai lontano? Perchè ti nascondi a’ tempi che siamo in distretta?
L’empio colla sua superbia persegue il povero afflitto; ma saranno presi nelle macchinazioni che hanno fatte.
Perciocchè l’empio si gloria de’ desiderii dell’anima sua; e benedice l’avaro, e dispetta il Signore.
L’empio, secondo l’alterezza del suo volto, non si cura di nulla; tutti i suoi pensieri sono, che non vi è Dio.
Le sue vie son profane in ogni tempo; i tuoi giudicii gli sono una cosa troppo alta, per averli davanti a sè; egli soffia contro a tutti i suoi nemici.
Egli dice nel suo cuore: Io non sarò giammai smosso; egli dice, che in veruna età non caderà in alcun male.
La sua bocca è piena di esecrazione, e di frodi, e d’inganno; sotto la lingua sua vi è perversità ed iniquità.
Egli sta negli agguati per le ville; egli uccide l’innocente in luoghi nascosti; i suoi occhi spiano il povero.
Egli insidia il povero nel suo nascondimento, come il leone nella sua spelonca; egli l’insidia per predarlo; egli preda il povero, traendolo nella sua rete.
Egli se ne sta quatto e chino; e molti poveri caggiono nelle sue unghie.
Egli dice nel cuor suo: Iddio l’ha dimenticato; egli ha nascosta la sua faccia, egli giammai non lo vedrà.
Levati, Signore; o Dio, alza la tua mano; non dimenticare i poveri afflitti.
Perchè l’empio dispetta egli Iddio? Perchè dice egli nel cuor suo, che tu non ne ridomanderai ragione?
Tu l’hai pur veduto; perciocchè tu riguardi l’oltraggio e il dispetto, per prendere il fatto in mano. Il povero si rimette in te; tu sei l’aiutatore dell’orfano.
Fiacca il braccio dell’empio; e poi, se tu ricerchi l’empietà del malvagio, non la troverai più.
Il Signore è re in sempiterno; le genti son perite dalla sua terra.
O Signore, tu esaudisci il desiderio degli umili; tu raffermi il cuor loro, le tue orecchie sono attente a loro;
Per far ragione all’orfano e al povero; acciocchè l’uomo di terra non continui più ad usar violenza.
capitolo 11
IO mi confido nel Signore; come dite voi all’anima mia: Fuggite al vostro monte, come un uccelletto?
Certo, ecco gli empi hanno teso l’arco, hanno accoccate le lor saette in su la corda, per tirarle contro a’ diritti di cuore, in luogo scuro.
Quando i fondamenti son ruinati, che ha fatto il giusto?
Il Signore è nel Tempio della sua santità; il trono del Signore è ne’ cieli; i suoi occhi veggono, le sue palpebre esaminano i figliuoli degli uomini.
Il Signore esamina il giusto; e l’anima sua odia l’empio, e colui che ama la violenza.
Egli farà piovere in su gli empi brace, e fuoco, e solfo, e vento tempestoso, per la porzione del lor calice.
Perciocchè il Signore è giusto; egli ama la giustizia; la sua faccia riguarda l’uomo diritto.
capitolo 12
SALVA, Signore; perciocchè gli uomini pii son venuti meno, ed i veraci son mancati fra i figliuoli degli uomini.
Ciascuno parla con menzogna col suo prossimo, con labbra lusinghiere; parlano con un cuor doppio.
Il Signore ricida tutte le labbra lusinghiere, la lingua che parla altieramente;
Di coloro che dicono: Noi sarem padroni colle nostre lingue; le nostre labbra sono appo noi; chi è signore sopra noi?
Per la desolazione de’ poveri afflitti, per le strida de’ bisognosi, ora mi leverò, dice il Signore; io metterò in salvo quelli contro a cui coloro parlano audacemente.
Le parole del Signore son parole pure, argento affinato nel fornello di terra, purgato per sette volte.
Tu, Signore, guarda coloro; preservali da questa generazione in perpetuo.
Gli empi vanno attorno, quando i più vili d’infra i figliuoli degli uomini sono innalzati.
capitolo 13
INFINO a quando, o Signore? mi dimenticherai tu in perpetuo? Infino a quando nasconderai la tua faccia da me?
Infino a quando non farò altro tuttodì che consigliar nell’animo, ed affannarmi nel cuore? Infino a quando s’innalzerà il mio nemico sopra me?
Riguarda, rispondimi, Signore Iddio mio; illumina gli occhi miei, che talora io non dorma il sonno della morte;
Che il mio nemico non dica: Io l’ho vinto; e che i miei nemici non festeggino, se io caggio.
Ora, quant’è a me, io mi confido nella tua benignità; il mio cuore giubilerà nella tua liberazione;
Io canterò al Signore, perciocchè egli mi avrà fatta la mia retribuzione.
capitolo 14
LO stolto ha detto nel suo cuore: Non vi è Dio. Si son corrotti, son divenuti abbominevoli nelle loro opere; non vi è alcuno che faccia bene.
Il Signore ha riguardato dal cielo in su i figliuoli degli uomini, per veder se vi fosse alcuno che avesse intelletto, che cercasse Iddio.
Tutti son guasti, tutti quanti son divenuti puzzolenti; non vi è alcuno che faccia bene, non pur uno.
Tutti questi operatori d’iniquità che mangiano il mio popolo, come se mangiassero del pane, e non invocano il Signore, non hanno essi alcuno intendimento?
Là saranno spaventati di grande spavento; perciocchè Iddio è colla gente giusta.
Fate voi onta al consiglio del povero afflitto, perciocchè il Signore è la sua confidanza?
Oh! venga pur da Sion la salute d’Israele! Quando il Signore ritrarrà di cattività il suo popolo, Giacobbe festeggerà, Israele si rallegrerà.
capitolo 15
O SIGNORE, chi dimorerà nel tuo tabernacolo? Chi abiterà nel monte della tua santità?
Colui che cammina in integrità, e fa ciò che è giusto, e parla il vero di cuore;
Che non dice male colla sua lingua, e non fa male alcuno al suo compagno, e non leva alcun vituperio contro al suo prossimo;
Appo cui è sprezzato chi deve esser riprovato, e che onora quelli che temono il Signore; e il quale, se ha giurato alcuna cosa, benchè sia a suo danno, non però la ritratta;
Il quale non dà i suoi danari ad usura. E non prende presenti contro all’innocente. Chi fa queste cose non sarà giammai smosso.
capitolo 16
GUARDAMI, o Dio; perciocchè io mi confido in te.
O anima mia tu hai detto al Signore: Tu sei il Signore; il mio bene non è nulla fuorchè te.
Tutta la mia affezione è inverso i santi che sono in terra, e inverso gli uomini onorati.
I tormenti di coloro che corrono dietro ad altri dii, saran moltiplicati; io non farò le loro offerte da spandere, che son di sangue; e non mi recherò nelle labbra i nomi loro.
Il Signore è la porzione della mia parte, e il mio calice; tu, Signore, mantieni quello che mi è scaduto in sorte.
La sorte mi è scaduta in luoghi dilettevoli; una bella eredità mi è pur toccata.
Io benedirò il Signore, il qual mi consiglia; eziandío le notti le mie reni mi ammaestrano.
Io ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei; perciocchè egli è alla mia destra, io non sarò giammai smosso.
Perciò il mio cuore si rallegra, e la mia lingua festeggia; anzi pur la mia carne abiterà in sicurtà.
Perciocchè tu non lascerai l’anima mia nel sepolcro, e non permetterai che il tuo Santo senta la corruzione della fossa.
Tu mi mostrerai il sentier della vita; sazietà d’ogni gioia è col tuo volto; ogni diletto è nella tua destra in sempiterno.
capitolo 17
O SIGNORE, ascolta la giustizia, attendi al mio grido, porgi l’orecchio alla mia orazione, che io ti fo senza labbra di frode.
Proceda il mio giudicio dalla tua presenza; gli occhi tuoi veggano le diritture.
Tu hai provato il mio cuore, tu l’hai visitato di notte; tu mi hai messo al cimento, e non hai trovato nulla; la mia bocca non trapassa il mio pensiero.
Nelle opere degli uomini, per la parola delle tue labbra, io mi son guardato dalle vie de’ violenti.
Sostieni i miei passi ne’ tuoi sentieri, acciocchè i miei piedi non vacillino.
Io t’invoco, o Dio, perciocchè tu mi esaudisci; inchina a me il tuo orecchio, ascolta le mie parole.
Dimostra maravigliose le tue benignità, o tu, che, con la tua destra, salvi quelli che si confidano in te, da quelli che si levano contro a loro.
Guardami come la pupilla dell’occhio, nascondimi sotto l’ombra delle tue ale,
D’innanzi agli empi che mi disertano; e d’innanzi a’ miei mortali nemici che mi circondano.
Son tutti massicci di grasso, parlano altieramente colla lor bocca.
Ora c’intorniano, seguitandoci alla traccia; mirano con gli occhi, per atterrarci;
Somigliano un leone che brama di lacerare; e un leoncello che dimora in nascondimenti.
Levati, o Signore, va’ loro incontro per affrontarli; abbattili; riscuoti l’anima mia dall’empio colla tua spada;
O Signore, riscuotila colla tua mano dagli uomini, dagli uomini del mondo, la cui parte è in questa vita, e il cui ventre tu empi delle tue conserve; onde i lor figliuoli son saziati, e lasciano il lor rimanente a’ lor piccoli fanciulli.
Quant’è a me, per giustizia vedrò la tua faccia; io sarò saziato della tua sembianza, quando io mi risveglierò.
capitolo 18
O SIGNORE, mia forza, io ti amerò affettuosamente. Il Signore è la mia rocca, e la mia fortezza, e il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe; io spererò in lui; il mio scudo, e il corno della mia salute, il mio alto ricetto.
Io invocai il Signore, a cui si deve ogni lode; e fui salvato da’ miei nemici.
Doglie di morte mi avevano circondato, e torrenti di scellerati mi avevano spaventato.
Legami di sepolcro mi avevano intorniato, lacci di morte mi avevano incontrato.
Nella mia distretta io invocai il Signore, e gridai all’Iddio mio; ed egli udì la mia voce dal suo Tempio, e il mio gri-do pervenne davanti a lui a’ suoi orecchi.
Allora la terra fu scossa, e tremò; e i fondamenti de’ monti furono smossi E scrollati; perciocchè egli era acceso nell’ira.
Un fumo gli saliva per le nari, ed un fuoco consumante per la bocca; da lui procedevano brace accese.
Ed egli abbassò i cieli, e discese; e vi era una caligine sotto a’ suoi piedi.
E cavalcava sopra Cherubini, e volava; ed era portato a volo sopra l’ale del vento.
Egli aveva poste delle tenebre per suo nascondimento; egli avea d’intorno a sè il suo padiglione, oscurità d’acque, nubi dell’aria.
Le sue nubi si dileguarono per lo splendore che scoppiava davanti a lui, con gragnuola e brace accese.
E il Signore tuonò nel cielo, e l’Altissimo diede fuori la sua voce, con gragnuola e brace accese.
Ed avventò le sue saette, e disperse coloro; egli lanciò folgori, e li mise in rotta.
E per lo tuo sgridare, o Signore, e per lo soffiar del vento delle tue nari, i canali delle acque apparvero, e i fondamenti del mondo furono scoperti.
Egli da alto distese la mano e mi prese, e mi trasse, fuori di grandi acque.
Egli mi riscosse dal mio potente nemico, e da quelli che mi odiavano; perciocchè erano più forti di me.
Essi erano venuti incontro a me nel giorno della mia calamità; ma il Signore fu il mio sostegno;
E mi trasse fuori al largo; egli mi liberò, perciocchè egli mi gradisce.
Il Signore mi ha fatta retribuzione secondo la mia giustizia; egli mi ha renduto secondo la purità delle mie mani;
Perciocchè io ho osservate le vie del Signore, e non mi sono empiamente rivolto dall’Iddio mio;
Perciocchè io ho tenute davanti a me tutte le sue leggi, e non ho rimossi d’innanzi a me i suoi statuti.
E sono stato intiero inverso lui, e mi son guardato dalla mia iniquità.
E il Signore mi ha renduto secondo la mia giustizia, secondo la purità delle mie mani nel suo cospetto.
Tu ti mostri pietoso inverso l’uomo pio, intiero inverso l’uomo intiero.
Tu ti mostri puro col puro, e procedi ritrosamente col perverso;
Perciocchè tu sei quel che salvi la gente afflitta, ed abbassi gli occhi altieri;
Perciocchè tu sei quel che fai ri- splendere la mia lampana; il Signore Iddio mio allumina le mie tenebre;
Perciocchè per la tua virtù io rompo tutta una schiera; e per la virtù dell’Iddio mio salgo sopra il muro.
La via di Dio è intiera; la parola del Signore è purgata col fuoco; egli è lo scudo di tutti coloro che sperano in lui.
Perciocchè chi è Dio, fuor che il Signore? E chi è Rocca, fuor che l’Iddio nostro?
Iddio è quel che mi cinge di prodezza, e che ha appianata la mia via.
Egli rende i miei piedi simili a quelli delle cerve, e mi fa star ritto in su i miei alti luoghi.
Egli ammaestra le mie mani alla battaglia; e colle mie braccia un arco di rame è rotto.
Tu mi hai ancora dato lo scudo della tua salvezza; e la tua destra mi ha sostenuto, e la tua benignità mi ha accresciuto.
Tu hai allargati i miei passi sotto di me; e le mie calcagna non son vacillate.
Io ho perseguitati i miei nemici, e li ho aggiunti; e non me ne son tornato indietro, finchè non li abbia distrutti.
Io li ho rotti, e non son potuti risorgere; mi son caduti sotto i piedi.
E tu mi hai cinto di prodezza per la guerra; ed hai abbattuti sotto di me quelli che si levavano contro a me.
Ed hai fatto voltar le spalle a’ miei nemici davanti a me; ed io ho distrutti quelli che mi odiavano.
Essi gridarono, ma non vi fu chi li salvasse; gridarono al Signore, ma egli non rispose loro.
Ed io li ho tritati, come polvere esposta al vento; io li ho spazzati via, come il fango delle strade.
Tu mi hai scampato dalle brighe del popolo; tu mi hai costituito capo di nazioni; il popolo che io non conosceva mi è stato sottoposto.
Al solo udir degli orecchi si son ridotti sotto la mia ubbidienza; gli stranieri si sono infinti inverso me.
Gli stranieri son divenuti fiacchi, ed hanno tremato di paura, fin dentro a’ lor ripari.
Viva il Signore, e benedetta sia la mia Rocca; e sia esaltato l’Iddio della mia salute;
Iddio che mi dà il modo di far le mie vendette, e che mi sottomette i popoli.
Che mi scampa da’ miei nemici, ed anche mi solleva d’infra quelli che mi assaltano, e mi riscuote dall’uomo violento.
Perciò, o Signore, io ti celebrerò fra le genti, e salmeggerò al tuo Nome;
Il quale rende magnifiche le vittorie del suo re, ed usa benignità inverso Davide suo unto, e inverso la sua progenie in perpetuo.
capitolo 19
I CIELI raccontano la gloria di Dio; e la distesa annunzia l’opera delle sue mani.
Un giorno dietro all’altro quelli sgorgano parole; una notte dietro all’altra dichiarano scienza.
Non hanno favella, nè parole; la lor voce non si ode;
Ma la lor linea esce fuori per tutta la terra, e le lor parole vanno infino all’estremità del mondo. Iddio ha posto in essi un tabernacolo al sole;
Ed egli esce fuori, come uno sposo dalla sua camera di nozze; egli gioisce, come un uomo prode a correr l’aringo.
La sua uscita è da una estremità de’ cieli, e il suo giro arriva infino all’altra estremità; e niente è nascosto al suo calore.
La Legge del Signore è perfetta, ella ristora l’anima; la testimonianza del Signore è verace, e rende savio il semplice.
Gli statuti del Signore son diritti, e rallegrano il cuore; il comandamento del Signore è puro, ed illumina gli occhi.
Il timor del Signore è puro, e dimora in eterno; i giudicii del Signore son verità, tutti quanti son giusti;
Sono più desiderabili che oro, anzi più che gran quantità d’oro finissimo; e più dolci che miele, anzi che quello che stilla da’ favi.
Il tuo servitore è eziandío avvisato per essi; vi è gran mercede in osservarli.
Chi conosce i suoi errori? Purgami di quelli che mi sono occulti.
Rattieni eziandío il tuo servitore dalle superbie, e fa’ che non signoreggino in me; allora io sarò intiero, e purgato di gran misfatto.
Sieno grate nel tuo cospetto le parole della mia bocca, e la meditazione del cuor mio, o Signore, mia Rocca, e mio Redentore.
capitolo 20
IL Signore ti risponda nel giorno che tu sarai in distretta; leviti ad alto in salvo il Nome dell’Iddio di Giacobbe;
Manditi soccorso dal Santuario, e sostengati da Sion;
Ricordisi di tutte le tue offerte, e riduca in cenere il tuo olocausto. (Sela.)
Diati ciò che è secondo il cuor tuo, e adempia ogni tuo consiglio.
Noi canteremo di allegrezza per la tua vittoria, ed alzeremo bandiere nel Nome dell’Iddio nostro. Il Signore adempia tutte le tue domande.
Ora so, che il Signore ha salvato il suo unto; egli gli risponderà dal cielo della sua santità; la vittoria della sua destra è con gran potenza.
Gli uni si fidano in carri, e gli altri in cavalli; ma noi ricorderemo il Nome del Signore Iddio nostro.
Quelli sono andati in giù, e son caduti; ma noi siamo restati in piè, e ci siam rizzati.
Salva, Signore; rispondaci il re nel giorno che noi grideremo.
capitolo 21
SIGNORE, il re si rallegrerà nella tua forza; e quanto festeggerà egli grandemente della tua vittoria!
Tu gli hai dato il desio del suo cuore, e non gli hai rifiutato quel ch’egli ha pronunziato colle sue labbra. (Sela.)
Perciocchè tu gli sei venuto incontro con benedizioni di beni; tu gli hai posta in sul capo una corona d’oro finissimo.
Egli ti aveva chiesta vita, e tu gli hai dato lunghezza di giorni in perpetuo.
La sua gloria è grande per la tua vittoria; tu hai messa sopra lui maestà e magnificenza;
Perciocchè tu l’hai posto in benedizioni in perpetuo; tu l’hai rallegrato di letizia col tuo volto.
Perciocchè il re si confida nel Signore, e nella benignità dell’Altissimo, egli non sarà giammai smosso.
La tua mano troverà tutti i tuoi nemici; la tua destra troverà quelli che t’odiano.
Tu li renderai simili ad un forno ardente, al tempo della tua ira; il Signore li abisserà nel suo cruccio, e il fuoco li divorerà.
Tu farai perire il frutto loro d’in sulla terra, e la lor progenie d’infra i figliuoli degli uomini;
Perciocchè hanno ordito del male contro a te, ed hanno divisata una malizia, della quale però non potranno venire a capo.
Perciocchè tu li metterai per tuo bersaglio; tu tirerai diritto colle corde de’ tuoi archi contro alla lor faccia.
Innalzati, Signore, colla tua forza; noi canteremo, e salmeggeremo la tua potenza.
capitolo 22
DIO mio, Dio mio, perchè mi hai lasciato? Perchè stai lontano dalla mia salute, e dalle parole del mio ruggire?
O Dio mio, io grido di giorno, e tu non rispondi; di notte ancora, e non ho posa alcuna.
E pur tu sei il Santo, il Permanente, le lodi d’Israele.
I nostri padri si son confidati in te; si son confidati in te, e tu li hai liberati.
Gridarono a te, e furon liberati; in te si confidarono, e non furon confusi.
Ma io sono un verme, e non un uomo; il vituperio degli uomini, e lo sprezzato fra il popolo.
Chiunque mi vede, si beffa di me, mi stende il labbro, e scuote il capo;
Dicendo: Egli si rimette nel Signore; liberilo dunque; riscuotalo, poichè egli lo gradisce.
Certo, tu sei quel che mi hai tratto fuor del seno; tu mi hai affidato da che io era alle mammelle di mia madre.
Io fui gettato sopra te dalla matrice; tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre.
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The end
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