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Il Roseto

Saadi Shirazi · 1917 · Free in the US

60,152 words · about 4 h 13 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1917 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Il_Roseto&action=history). · Wikisource contributors

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About this book

Author
Saadi Shirazi
Language
Italian
Published
1917
Length
60,152 words · about 4 h 13 min
Sections
306 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (306)
  1. Front matter under 1 min
  2. Appendice all'introduzione about 2 min
  3. Bibliografia about 1 min
  4. Bibliografia - 1. Lodi di Dio about 4 min
  5. Bibliografia - Proemio dell'autore under 1 min
  6. Bibliografia - 2. Lodi del Principe about 3 min
  7. Bibliografia - 3. Perche fu composto il libro del Roseto about 6 min
  8. Bibliografia - 4. Lodi del grande emiro Fakhr Ed-Din about 2 min
  9. Bibliografia - 5. Scusa per la pochezza dell'omaggio reso al Principe e motivo dell'aver scelto la vita solitaria about 2 min
  10. Bibliografia - 6. Ordine dei Capitoli under 1 min
  11. Bibliografia - 7. Data della composizione del libro under 1 min
  12. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società under 1 min
  13. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 1. Chi sia veramente felice under 1 min
  14. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 2. Fine infelice degli avari about 1 min
  15. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 3. Inutile fatica! under 1 min
  16. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 4. Scopo della scienza under 1 min
  17. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 5. Scienza inutile under 1 min
  18. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 6. Si ascolti un consiglio buono! under 1 min
  19. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 7. Tre cose bisognose d'altre tre under 1 min
  20. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 8. Azioni non a proposito under 1 min
  21. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 9. Due cose belle che presto si perdono under 1 min
  22. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 10. Valore della segretezza about 1 min
  23. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 11. Prudenza coi nemici! under 1 min
  24. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 12. Guai ai delatori! about 1 min
  25. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 13. Amicizia insidiosa under 1 min
  26. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 14. Partito conveniente under 1 min
  27. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 15. Rimedio estremo under 1 min
  28. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 16. Pietà dannosa under 1 min
  29. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 17. I consigli dei nemici under 1 min
  30. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 18. Né soverchia severità, né soverchia bontà under 1 min
  31. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 19. Due nemici pericolosi under 1 min
  32. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 20. Limiti dell'ira about 1 min
  33. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 21. Prigioniero senza scampo under 1 min
  34. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 22. Badare a ciò che i nemici fanno under 1 min
  35. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 23. Finta amicizia di nemico under 1 min
  36. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 24. Vantaggio che non può mancare under 1 min
  37. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 25. Non riferire notizie tristi! under 1 min
  38. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 26. Denunzia pericolosa under 1 min
  39. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 27. Consigliere bisognoso di consiglio under 1 min
  40. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 28. Inganni di nemici e insidie di adulatori under 1 min
  41. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 29. Critica benefica under 1 min
  42. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 30. Chi si crede ignorante? under 1 min
  43. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 31. Chi si contenta? under 1 min
  44. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 32. Punizione giusta under 1 min
  45. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 33. Fatuità della vita di quaggiú under 1 min
  46. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 34. Apparenza che inganna about 1 min
  47. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 35. Virtú della pazienza under 1 min
  48. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 36. Quale sia il rimedio dell'ignoranza about 1 min
  49. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 37. Disputa vana e inopportuna under 1 min
  50. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 38. Effetto delle compagnie cattive under 1 min
  51. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 39. Non rivelare un difetto segreto under 1 min
  52. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 40. Scienza inutile! under 1 min
  53. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 41. Devozione senza valore under 1 min
  54. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 42. Altro è disputare, e altro è saper fare under 1 min
  55. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 43. Valore che scema under 1 min
  56. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 44. Le apparenze ingannano under 1 min
  57. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 45. Follia del contrastare ai grandi under 1 min
  58. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 46. Ardire temerario under 1 min
  59. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 47. Vana presunzione under 1 min
  60. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 48. Desiderio di aver rabbuffi under 1 min
  61. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 49. Gl'ignoranti e i cani da piazza under 1 min
  62. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 50. Maldicenza d'invidiosi under 1 min
  63. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 51. Potenza della fame under 1 min
  64. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 52. Ghiottoneria dei falsi religiosi under 1 min
  65. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 53. Perfidie under 1 min
  66. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 54. Un nemico di se stesso about 1 min
  67. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 55. Inutile vittoria under 1 min
  68. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 56. Superiorità falsa about 1 min
  69. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 57. Non offendere gli amici under 1 min
  70. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 58. Facile schiavitú under 1 min
  71. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 59. Prudenza e forza under 1 min
  72. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 60. Devozione falsa under 1 min
  73. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 61. Non vuolsi passar sopra all'abiettezza dell'ignorante under 1 min
  74. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 62. Chi ha demerito maggiore? under 1 min
  75. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 63. Esperienza della sventura about 1 min
  76. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 64. Parole inutili in momento di bisogno under 1 min
  77. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 65. Desiderî e voti assurdi under 1 min
  78. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 66. Non affannarti per ciò che certamente non mancherà under 1 min
  79. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 67. Destino irremovibile under 1 min
  80. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 68. Rincorso della morte! under 1 min
  81. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 69. Che sia il ricco e che sia il povero under 1 min
  82. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 70. Che sia l'invidioso under 1 min
  83. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 71. Gente inutile under 1 min
  84. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 72. Il perché della rivelazione under 1 min
  85. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 73. Dottrina inutile under 1 min
  86. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 74. Duo magagne under 1 min
  87. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 75. Due infelici under 1 min
  88. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 76. Felicità nel povero under 1 min
  89. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 77. Non ti vergognare del ricorrere a chi è piú dotto di te about 1 min
  90. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 78. Domanda da evitare under 1 min
  91. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 79. Adattar discorsi e parole under 1 min
  92. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 80. Non far dimestichezza né coi furfanti né con gl'ignoranti under 1 min
  93. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 81. Limite della pazienza e della bontà about 1 min
  94. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 82. Interlocutore inopportuno under 1 min
  95. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 83. Circospezione nel parlare under 1 min
  96. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 84. Sorte che tocca ai bugiardi under 1 min
  97. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 85. Ingratitudine dell'uomo under 1 min
  98. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 86. Vero merito under 1 min
  99. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 87. Difficile il pensar sempre e soltanto a Dio! under 1 min
  100. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 88. Il beneplacito di Dio under 1 min
  101. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 89. Terrore e fiducia under 1 min
  102. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 90. Consiglio salutare under 1 min
  103. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 91. Predestinazione under 1 min
  104. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 92. Osservazione under 1 min
  105. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 93. Piacevolezza under 1 min
  106. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 94. Scherzo under 1 min
  107. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 95. Avvertimento under 1 min
  108. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 96. Sentenza under 1 min
  109. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 97. Sentenza under 1 min
  110. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 98. Preghiera a pro dei reietti predestinati under 1 min
  111. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 99. Il merito non richiede né distinzioni né ornamenti under 1 min
  112. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 100. Il vero merito non è mai riconosciuto under 1 min
  113. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 101. Piacevolezza under 1 min
  114. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 102. Scherzo under 1 min
  115. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 103. Scherzo under 1 min
  116. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 104. Donde l'impotenza al mal mare under 1 min
  117. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 105. Pregio d'un albero che non dà frutti about 1 min
  118. Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 106. Osservazione under 1 min
  119. Capitolo primo Fatti dei regnanti under 1 min
  120. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 1. Menzogna migliore della verità about 1 min
  121. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 1. Menzogna migliore della verità about 1 min
  122. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 2. Avidità di regno about 1 min
  123. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 3. Il figlio dispregiato about 2 min
  124. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 4. La natura non si cancella about 4 min
  125. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 5. Invidia inevitabile di compagni about 1 min
  126. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 6. Malvagità di Re punita about 2 min
  127. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 7. Come si conosce il proprio bene about 1 min
  128. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 8. Precauzione presa a tempo about 1 min
  129. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 9. Lieta novella non gradita about 1 min
  130. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 10. Ciò che va detto ad un Principe tiranno e bacchettone about 1 min
  131. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 11. Preghiera a Dio per un prepotente sanguinario under 1 min
  132. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 12. Quando mai i sudditi possono respirare under 1 min
  133. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 13. Il Re gaudente e l'accattone petulante about 2 min
  134. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 14. Trattar bene i soldati about 1 min
  135. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 15. Noia delle pubbliche e alte cariche about 2 min
  136. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 16. Difficoltà del servire un principe about 5 min
  137. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 17. Effetti d'una buona intercessione about 2 min
  138. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 18. Liberalità d'un giovane principe about 1 min
  139. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 19. Piccolo principio di gran male about 1 min
  140. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 20. Ministro vittima delle sue colpe about 1 min
  141. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 21. Tarda vendetta about 1 min
  142. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 22. La fiducia in Dio about 1 min
  143. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 23. Castigo inevitabile about 3 min
  144. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 24. Fedeltà alla prova about 3 min
  145. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 25. Pregi e buoni frutti all'obbedienza about 1 min
  146. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 26. Immancabile punizione dell'ingiustizia about 1 min
  147. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 27. Petulanza punita about 2 min
  148. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 28. Per chi regnano i Re? about 1 min
  149. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 29. Zelo di servitore e di devoto under 1 min
  150. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 30. Il fardello dell'ingiustizia about 1 min
  151. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 31. Deferenza al parere di un sovrano about 1 min
  152. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 32. Non tener conto di parole vane e dette a caso about 1 min
  153. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 33. Avanti ogni cosa, il bene del prossimo about 1 min
  154. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 34. Non trasmodare nella vendetta about 1 min
  155. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 35. Immancabile effetto delle offese about 1 min
  156. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 36. Pregio inestimabile della libertà about 1 min
  157. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 37. Destino eguale per tutti! under 1 min
  158. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 38. Quanto sia opportuno il silenzio under 1 min
  159. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 39. Poco valore del sapere e della dottrina about 1 min
  160. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 40. Non toccare mai cosa che altri abbia deturpata about 2 min
  161. Capitolo primo Fatti dei regnanti - 41. Non far male ad alcuno, non dir male d'alcuno about 1 min
  162. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio under 1 min
  163. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 1. Malvagità dell'invidioso about 1 min
  164. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 2. Evitare che il nemico gioisca del nostro male under 1 min
  165. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 3. Pericoli del parlare senza necessità about 1 min
  166. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 4. Inutilità del disputaro about 1 min
  167. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 5. Ingiurie meritate under 1 min
  168. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 6. Valore del saper parlare bene under 1 min
  169. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 7. Confessione involontaria della propria ignoranza under 1 min
  170. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 8. Motivo per serbare il segreto under 1 min
  171. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 9. Quanto valga il vicino under 1 min
  172. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 10. Cani sciolti e sassi legati about 1 min
  173. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 11. Astrologo da nulla under 1 min
  174. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 12. Danno dell'adulazione about 1 min
  175. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 13. Bel modo di allontanare un inopportuno about 1 min
  176. Capitolo quarto - Dei pregi del silenzio - 14. Lo stesso argomento under 1 min
  177. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane under 1 min
  178. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 1. Ciò che piace è anche bello about 1 min
  179. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 2. Non date confidenza ai giovani paggi about 1 min
  180. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 3. Prepotenza della passione about 1 min
  181. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 4. Apparizione dell'oggetto amato about 1 min
  182. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 5. Vista rara, ma gradita about 1 min
  183. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 6. Gelosia di amici inseparabili under 1 min
  184. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 7. Amore imperterrito about 1 min
  185. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 8. Guardarsi dai sospetti under 1 min
  186. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 9. Incompatibilità about 1 min
  187. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 10. Riconciliazione di amici about 1 min
  188. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 11. Suocera detestata about 1 min
  189. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 12. Refrigerio opportuno about 1 min
  190. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 13. L'amarezza dell'addio about 2 min
  191. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 14. Rassegnazione about 2 min
  192. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 15. Potenza ineluttabile dell'amore about 2 min
  193. Capitolo quinto - Degli amori e dell'età giovane - 16. Che sia amore about 1 min
  194. Capitolo secondo. Costumi degli asceti under 1 min
  195. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 1. Inquisizione illecita under 1 min
  196. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 2. Coscienza della propria pochezza about 1 min
  197. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 3. Coscienza della propria colpevolezza under 1 min
  198. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 4. Estrema bontà delle persone pie about 1 min
  199. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 5. Ipocrisia di furfanti about 2 min
  200. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 6. Falsa devozione about 1 min
  201. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 7. Sciocca presunzione di devoto about 1 min
  202. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 8. Coscienza giusta under 1 min
  203. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 9. Nè Iddio assiste sempre l'uomo, nè l'uomo è sempre presente a se stesso about 1 min
  204. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 10. Il dileguarsi dell'estasi under 1 min
  205. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 11. Donde proceda l'efficacia dell'uomo pio nel parlare about 1 min
  206. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 12. Ogni riposo negligente è fatale under 1 min
  207. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 13. Timore d'incorrere nell'ira di Dio about 1 min
  208. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 14. Immunità del religioso mendico about 1 min
  209. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 15. Il pensiero del religioso under 1 min
  210. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 16. Falso valore della pietà esterna under 1 min
  211. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 17. Casi strani di fortuna about 1 min
  212. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 18. Falso aspetto di uomo pio under 1 min
  213. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 19. Inutile briga ammonire i discoli about 1 min
  214. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 20. Un rinsavire inatteso about 3 min
  215. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 21. Da chi può aversi l'educazione under 1 min
  216. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 22. Divozione inutile under 1 min
  217. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 23. Come evitare la maldicenza altrui about 1 min
  218. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 24. Come s'ha da vergognare la gente maligna under 1 min
  219. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 25. Degenerazione della vita devota under 1 min
  220. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 26. Tutto il mondo deve lodare Iddio about 1 min
  221. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 27. Insensibilità di taluno about 1 min
  222. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 28. Infelicità delle richezze e del potere about 2 min
  223. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 29. Soltanto nella sventura si ha bisogno di amici about 1 min
  224. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 30. Non importunare con le visite about 1 min
  225. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 31. Malanni dell'essere male accompagnato about 2 min
  226. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 32. Dura necessità about 1 min
  227. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 33. Agiatezza, nemica della religione about 3 min
  228. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 34. Segue lo stesso argomento about 1 min
  229. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 35. A che serve l'elemosina dei legati pii under 1 min
  230. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 36. Sobrietà propria dell'uomo pio about 1 min
  231. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 37. Modo d'allontanare gl'importuni under 1 min
  232. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 38. Badare all'insegnamento, non alla persona about 1 min
  233. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 39. Differenza tra l'uomo dotto e l'uomo religioso under 1 min
  234. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 40. Generosità e tolleranza about 1 min
  235. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 41. Virtù della rassegnazione about 1 min
  236. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 42. Non voler levarti troppo in alto about 1 min
  237. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 43. In che consista la vera forza dell'uomo about 1 min
  238. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 44. Abnegazione vera about 1 min
  239. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 45. Natura rea non si cancella under 1 min
  240. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 46. D'un brutto, brutto malanno! under 1 min
  241. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 47. Valore della vita devota about 1 min
  242. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 48. Il merito che viene da Dio about 1 min
  243. Capitolo secondo. Costumi degli asceti - 49. Merito e valore della generosità under 1 min
  244. Capitolo sesto - Del declinare dell'età under 1 min
  245. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 1. Vecchiaia, male irrimediabile about 1 min
  246. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 2. Eterno valore della giovinezza about 2 min
  247. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 3. Voto d'un figlio per il padre about 1 min
  248. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 4. Vantaggi del camminar lento about 1 min
  249. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 5. Non si conviene ai vecchi il folleggiare about 1 min
  250. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 6. Pianto della vecchia madre under 1 min
  251. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 7. Avarizia speditiva about 1 min
  252. Capitolo sesto - Del declinare dell'età - 8. Nozze sconvenienti under 1 min
  253. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione under 1 min
  254. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 1. Educazione inutile e infruttuosa about 1 min
  255. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 2. Valore della educazione paterna about 1 min
  256. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 3. Giusta severità di maestro about 1 min
  257. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 4. Indisciplinatezza di scolari imputabile al maestro about 1 min
  258. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 5. Dissipazione incorreggibile about 2 min
  259. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 6. Capacità diversa about 1 min
  260. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 7. Provvidenza divina under 1 min
  261. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 8. Che sia il vero merito under 1 min
  262. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 9. Atti indegui verso parenti e congiunti about 1 min
  263. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 10. Perversità di figliuolo about 1 min
  264. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 11. Chi sia veramente un uomo about 1 min
  265. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 12. Compagnia indegna about 1 min
  266. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 13. Azione inutile e stolida under 1 min
  267. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 14. Asineria punita about 1 min
  268. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 15. Appropriata iscrizione sepolcrale under 1 min
  269. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 16. Dolcezza verso i servi about 1 min
  270. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 17. Vana spavalderia giovanile about 2 min
  271. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 18. La tomba del ricco e la tomba del povero about 1 min
  272. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 19. Chi sia il vero nemico dell'uomo under 1 min
  273. Capitolo settimo - Del frutto dell'educazione - 20. Disputa di Saadi con un presuntuoso intorno alla definizione della ricchezza e della povertà about 11 min
  274. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato under 1 min
  275. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 1. Accontentarsi del proprio stato under 1 min
  276. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 2. Quanto poco valgano il potere e la ricchezza about 1 min
  277. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 3. Pregi della povertà about 1 min
  278. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 4. Inutilità della medicina about 1 min
  279. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 5. Penitenza inutile e dannosa under 1 min
  280. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 6. Utilità del mangiar parco e misurato under 1 min
  281. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 7. Vantaggi della sobrietà about 1 min
  282. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 8. Non eccedere nel mangiare about 1 min
  283. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 9. Il desiderio d'un malato under 1 min
  284. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 10. Vessazione di creditori under 1 min
  285. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 11. Guardarsi dalla gente avara about 1 min
  286. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 12. Onta dell'andar limosinando about 1 min
  287. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 13. Fierezza di poverello about 1 min
  288. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 14. Non accettato mai nulla dalle persone scostumate e vili. about 1 min
  289. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 15. Chi era piú generoso? about 1 min
  290. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 16. Ricchezza e potenza collocate male about 1 min
  291. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 17. Vana utilità delle ricchezze about 1 min
  292. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 18. Lo stesso argomento about 1 min
  293. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 19. Miseria maggiore di misoria under 1 min
  294. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 20. Atto di umiltà che non disonora about 1 min
  295. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 21. Necessità dell'úsar violenza about 1 min
  296. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 22. Il mercante affaccendato about 1 min
  297. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 23. Ricchezze inutilmente accumulate about 2 min
  298. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 24. Destino about 1 min
  299. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 25. Fatalità under 1 min
  300. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 26. Ricco ma ignorante about 1 min
  301. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 27. Nessuna onta dalla povertà under 1 min
  302. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 28. Il lottatore e la smania del viaggiare about 13 min
  303. Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato - 29. Necessità impreteribile about 1 min
  304. Conclusione del libro about 1 min
  305. Indice under 1 min
  306. Introduzione about 15 min

Continue:

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Appendice all'introduzione

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Raccontano che un usignuolo, in un giardino, aveva il nido sui rami di una rosa. Per caso, una povera formica sotto quell’albero aveva posto la sua stanza e, per mezzo di certe sue astinenze, vi aveva fatto il soggiorno suo poveretto. L’usignuolo notte e giorno, volando attorno per il roseto, faceva risuonare il liuto dei suoi gorgheggi ingannatori dei cuori. Ma la formica, all’opposto, la notte e il giorno era in faccende, laddove colui, dai suoi mille gorgheggi, per le aiuole del giardino andavasi inebbriando dei suoi dolci canti. L’usignuolo andava dicendo i suoi segreti alla rosa e faceva confidente fra sé e lei la brezza del mattino. Quando la povera formica ebbe veduto i vezzi della rosa e l’affannarai dell’usignuolo per lei, con linguaggio appropriato al caso disse: Qual cosa verrà poi da cotesto cicalare, sí vedrà in altro tempo!

Quando stagion di primavera fu passata, sottentrato il tempo dell’autunno, le spine occuparono il luogo delle rose e i corvi si appollaiarono nell’ostello degli usignuoli. Cominciò allora a spirare il rovaio autunnale e le foglie a cadere dagli alberi; la gota delle foglia impallidí e lo spirar dell’aria si fece freddo, dai lembi delle nuvole caddero perle, e dal crivello dell’aria si vagliarono granelli di canfora. L’usignuolo allora entrò d’un tratto nel giardino. Non vide color di rose; non sentí fragranze di spigonardi; la lingua sua dalle mille melodie rimase muta; non c’era rosa di cui potesse ammirar la vista, non verzura di cui potesse contemplar la bellezza.

La spina allora disse all’usignuolo: O usignuolo, e fino a quando cercherai tu il connubio tuo con la rosa? Quest’ora è pur quel tempo in cui, per l’assenza dell’amica tua, tu dovrai far moine alla pungente spina! L’usignuolo girò attorno uno sguardo. Non vide esca che gli venisse all’uopo. La costanza gli venne meno per mance di prospero stato, ed egli mancò di maladia per manco di sostentamento.

Gli venne allora in mente che nei giorni andati una formica aveva la casa sotto quell’albero, già stata tutta intenta a radunar grano. Oggi, egli disse, rappresenterò a lei il mio bisogno. Per ragione di vicinanza e per di- ritto di amicizia, la dimanderò di qualche cosa. Forse avverrà che senta compassione, e mi faccia toccare qualche soccorso!

L’usignuolo affamato venne per elemosina nella presenza della formica e disse: Generosità è segno di fortuna e capitale di contentezza. Io, la mia dolce vita, la passai nella spensieratezza, ma tu naasti del senno e radunasti provvigione. Che sarebbe mai se oggi per un poco tu me ne facessi larghezza? — Disse la formica: Tu notte e giorno fosti in discorsi, e io in faccende; tu ora andavi pensando alla freschezza della rosa, ora sei affascinato dall’ammirazione per la primavera, e non sapevi intanto che ad ogni primavera sta dietro l’autunno e ad ogni via un termine?

Ascoltate, o cari, la storia dell’usignuolo e comparate il nostro stato a quello di lui, e sappiate intanto che ad ogni vita sta dietro la morte, che ad ogni connubio sta dietro la separazione! Non è senza fecola il liquor della vita, e anche il raso ha le sue strie.

Bibliografia

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Per chi volesse conoscere quante edizioni, quanti commenti, quante traduzioni, non solo in lingue europee; ma anche in lingue orientali, siano state fatte delle opere di Saadi e in particolare del Gulistan, o Roseto, che è anche l’opera di lui piú conosciuta e apprezzata, sarà utile consultare l’erudita dissertazione del Prof. Ermanno Ethè: Die mystische und didaktische Poesie, sezione V della: Neupersische Litteratur, dello stesso Autore, inserita nell’opera: Grundriss der iranischen Philologie, del Geiger e del Kuhn, edita a Strasburgo dal Trübner, 2° vol., 1896. — Si possono consultare anche le seguenti opere:

Bacher. Sa’ di-Studien (nella Zeitschrift der Deut. Morg. Gesellschaft. Leipzig. XXX. 81-106),

Barbier De Meynard. La poèsie en Perse, Paris 1877.

Ouseley. Biographical Notices of Persian Poets. London. 1846.

The Gulistan (Rose-Garden) edited by E. B. Eastewick. Herthford. 1858

Il Gulistân, ossia il Roseto, prima versione italiana per Gherardo De Vincentiis. Napoli; 1873 (soltanto della prefazione e di due novelle).

Gulistan, ou le Parterre de roses, trad, per Ch. Defrémery. Paris, 1858

I. Pizzi. Storia della Poesia persiana, vol. I, cap. IV. (Torino, 1894).

I. Pizzi. Letteratura persiana, cap. III, & IV. (Milano, Hoepli).

Bibliografia - 1. Lodi di Dio

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Omaggio a Dio possente e glorioso! L’obbedirgli è cagione di avvisinamento a Lui; nell’animo grato inverso a Lui è aumento di favore. Ogni alito che discende in noi è prolungamento di vita, e quando ne ascende, è cagione di gaudio all’esistenza. Poiché in ogni alito due favori si trovano, per ogni favore un rendimento di grazie è necessario.

Con man, con lingua, chi potría la soglia attingere di grazie a Lui dovute?

O gente di David, rendi grazie! Scarso veramente, da parte dei servi mici, è il rendimento di grazie!

Meglio è che scusa del difetto suo porti lo schiavo dell’Eterno al trono: Se no, di sua grandezza alcun non fia che degna cosa mai rechigli in dono. Ma la pioggia di sua misericordia, senza confin, tocca ad ognun, la mensa della sua grazia che non ha rancura, è dovunque imbandita. Egli non squarcia, per rio peccato, della legge il manto proteggitor de’ servi suoi, né toglie, per colpa iniqua, d’ogni giorno il cibo.

O Generoso che del pane il frusto da un ascoso tesor porgi a colui che ha fede in Cristo e a chi Guebro si dice, come potresti i fidi tuoi far privi, Tu che a’ nemici tuoi volgi lo sguardo?

Al vento orientale, quale a tappezziere, Egli ha detto di stendere il tappeto color di smeraldo, e alla nube primaverile, quale a nutrice, ha comandato di nutrir nella cuna della terra i germogli delle erbe. Agli alberi Egli ha fatto un ammanto di foglie verdi qual vestimento pomposo per il dí primo dell’anno, e ai teneri rami, al sopravvenir determinato della primavera, ha posto sul capo una corona di fiori. Il succo della canna, per la possanza di Lui, è diventato miele eletto, e il seme del dattero, per la cura di lui, si è fatto palma eccelsa.

Le nubi e i venti, il sole e il cielo attendono all’opra si perché in tua man ti rechi il pane tuo né per ignavia il gusti. Tutto per te si muove e obbedienza prestando va; né, se obbedir non vuoi, conforme ciò sarà di servo a legge.

Fra le tradizioni del Principe delle creature, l’eccelso tra le cose esistenti, la misericordia dei mortali, la purità degli uomini, il compimento dei tempi, Maometto l’eletto (che su lui siano la benedizione e la pace!),

intercessor, profeta celebrato, esaudito dal ciel, che a noi sorride, aitante, leggiadro, designato,

qual rancura avrem noi per gli ardui spaldi di nostra fè, se le sei tu sostegno? qual de’ flutti del mar sgomento avrai, se Noè timonier fia del tuo legno?,

in sua perfezïon giunse ad altezza, le ombre disperse con la sua bellezza, tutti leggiadri son li pregi suoi, per lui, per la sua gente orate voi!,

tra quelle tradizioni adunque si trova che ogni qualvolta uno dei servi peccatori, la cui ventura è andata a male, alla soglia di Dio possente e grande leva la mano del pentimento nella speranza di essere ascoltato, Iddio altissimo non riguarda a lui, e quegli chiama di nuovo. Di nuovo Iddio si volge a lui, e quegli di nuovo chiama con umile preghiera e con pianto. Allora Iddio altissimo (che sia lodato!) dice: O angeli miei, io già mi vergogno di questo mio servo; ma perché egli non ha altro signore fuori di me, io gli perdono. E n’è il significato: Io ho già esaudito la sua preghiera e ho rilevato il suo bisogno poiché io ho vergogna al molto pregare e al molto piangere del servo mio.

Vedi grazia e bontà del tuo Signore! Peccava il servo, ed Egli ne ha rossore.

I devoti della Kaaba della sua gloria, per difetto in lor devozione, attestano cosí: Noi non abbiam potuto adorarti come tu meriti di essere adorato! — e quelli che descrivono lo splendore della sua bellezza, son confusi e vanno dicendo: Noi non abbiam potuto conoscerti cosí come tu meriti d’essere conosciuto!

Se chiede alcuno ch'io descriva Iddio, di Tal che non ha traccia, oh! che dir mai potrà colui che non ha core e vita? Sono uccisi gli amanti dall'amore, e mai da estinti non è voce uscita!

Racconto. — Un uom di senno stavasi un giorno col capo chino nel grembo della contemplazione, immerso nel mare della speculazione. Quando da quello stato di estasi ritornò in sé, uno dei suoi conoscenti, per farsi beffe di lui, gli disse: "Da quel giardino nel quale tu ti sei dimorato, qual magnifico dono hai recato per noi?" "Io aveva in mente," rispose, "di colmarmi di rose, come ne fossi giunto presso un cespo, il lembo della veste per recarle in dono agli amici. Quando fui giunto, la fragranza delle rose tanto m'inebbriò che il lembo mi sfuggí di mano."

O augel dei lochi solitari, apprendi dalla farfalla che mai sia l'amore!. incenerita muore, e non se n'ha sentore. E questi che di Lui alla ricerca andar presuntüosi, or nulla sanno. Mai non redía novella di tal ch'ebbe di Lui certa novella! E Tu vinci, o Signor, computo e norma, tu vinci fantasia, pensiero, idea, tutto superi Tu che noi leggermo o udimmo già che altri di Te dicea! Terminò l'assemblea. Nostra giornata l'estrema ora toccava, e noi cosí restammo come allora che a dir dell'esser tuo s'incominciava.

Bibliografia - Proemio dell'autore

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Indice

Bibliografia - 2. Lodi del Principe

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Lodi del Sire dell'Islam (che Iddio illumini il suo attestare nel dí del giudizio!) Abu Bekr ibn Saad Zenghi. — La bella fama di Saadi che è sulla bocca di tutti, e il suono del suo dire che si è sparso per la faccia della terra, e l'amabile stile del suo esporre che altri come cibo soave si assaggia, e i fogli di sue composizioni che altrí sì porta attorno come auree carte, non possono riferirsi a perfezione alcuna del merito o dell'eloquenza di lui; sí bene il sire del mondo, pernio della ruota del tempo, successore di Salomone, protettore del popolo della fede musulmana, glorificato re dei re, vicario illustre, Muzaffir ed-din Abu Bekr, ibn Saad, ibn Zenghi, l'ombra di Dio sulla terra (deh! sii contento di lui, o Signore, e lui pure rendi contento!), ha riguardato a Saadi con occhio benigno, e gli ha aggiunto lode copiosa, e gli ha attestato compiacimento sincero. Gli uomini tutti veramente, grandi e piccoli, sono inclinati a portargli amore, poiché si comportano, gli uominî, secondo la religione dei loro sovrani!

Da che tu riguardasti a me meschino, più splendide che il sol son l'opre mie; s'anche fosse nel servo ogni difetto, vizio che il re approvò diventa pregio.

Un giorno, a un bagno, di creta odorosa dalla man della mia donna diletta un frusto cadde in questa mano mia. Ambra o creta sei tu, dissi, ché tutto della fragranza tua che al cor s'affigge, ebbro son fatto? — Dispregiata creta,

rispose, er'io; ma sol per un istante ebbi compagna mia fresca una rosa, e traccia lasciò in me della compagna mia la perfezïon. Se no, rimasta qual era in pria sarei spregiata creta!

Fa, o Signor, che di sua vita longeva s'allieti il musulmano; dell'opre sue benefiche e leggiadre Tu addoppia il guiderdone! Tu degli amici e degli addetti suoi eleva in alto il grado, ma di chi l'odia, ma di chi l'osteggia, umilia la cervice! Per ciò che nel Corano, in fra' suoi versi, legger si suol da noi, rendi sicura la sua terra e guarda, Signore, i figli suoi!

Per lui felice è questa terra. Intanto eterna duri a lui felicità! Oh! l'aiti il Signor con lo stendardo che a chi l'afferra la vittoria dà! Cresce cosí quel ramoscel di palma, quel sí che in lui ha la radice prima, Ché sol per seme generoso e forte vigore ha l'erba nella terra opima.

Che Iddio altissimo santissimo guardi, fino al tempo della risurrezion dei morti, sotto la salvaguardia della pace la regione bella di Sciraz con l'autorità de' suoi giusti reggitori, con la cura de' suoi sapienti che operano il bene!

Perché in straniera terra dimorai lungá stagion, tu forse, amico mio, tu forse anche non sai?

Via mi fuggii dall'oppression turchesca quando sconvolto il mondo qual d'Etiópe il crine io dinotai. Figli eran tutti dell'antico Adamo, ma, come lupi, aguzzi sangue a versar avean gli artigli assai. Umano il core, angelica natura, ma guerresco l'aspetto qual di fere belligere avvisai. Quando redii, tutta in pace la terra, lor natura ferina deposta pur le tigri io ritrovai. Tale fu il mondo, di tumulti pieno, di crucci e di rancura, nel primo istante ch'io vi riguardai. E si fe' tale ai dí del giusto sire, Abu Bekr il vicario. figlio di Saad Zenghí, che or or lodai!

Mai della sorte non teme il rigore la Persia fin che tu sovrasti a lei, ombra di Dio signore! Asil, per tutto il mondo, che conforta, pari alla soglia oggi non segna alcuno, signor, della tua porta. Guardar la vita ai miseri, è tua parte! Di noi renderti grazie; a Dio, creatore del mondo, il compensarte! Dal nembo guarda dell'interna guerra, signor, la Persia fin che co'suoi nembi si rimarrà la terra!

Bibliografia - 3. Perche fu composto il libro del Roseto

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Una notte io pensava ai giorni trascorsi, e sospirava sulla mia vita perduta, e col diamante aguzzo delle mie lagrime traforava la selce del ricettacolo del mio cuore. Dissi allora queste strofe appropriate al mio stato:

Va un alito di vita ad ogni istante, né resta molto s'io mi guardo avante. O tu che hai cinquant'anni e dormi ancora, lucra esti cinque giorni alla buon'ora! Oh! vergogna a chi parte dalla vita, e nessun'opra in terra ebbe compita, che suo fardel pronto non ebbe quando l'andar suon di timballi iva annunziando. D'un viaggio al mattin, dolce dormire dal calle il pellegrin suole impedire. Ognun che giunse, albergo fe' novello, morí, e per altri abbandonò l'ostello; ma l'altro si cuocea parî desío, e nessun d'essi la magion finío. D'infedel sozio non farti amatore, ché non merta amicizia il traditore. Poi che muor chi fa bene e muor chi falla, beato chi del ben toccò la palla! Al tuo sepolcro le provviste invía; niun dietro a te le manda, e tu fa in pria. Ghiaccio è la vita, e il sol di Luglio fiede. Poco n'è ancor; chi n'ha, fiacco si siede. Tu che, vuote le mani isti al mercato, temo pieno il mantil non hai recato.

Ognun che in erba mangiasi il frumento, spigola, al tempo dei covoni, a stento, Di Saadi, nell'alma, odi il pensiero: "Uom ti dimostra e va! Questo è il sentiero."

Dopo una considerazione di questa sorta, vidi che era ottimo consiglio che io posassi nell'ostello del ritiro, e il lembo mio ritraessi dalla compagnia degli uomini, e cancellassi il libro delle mie parole inconsulte, e in avvenire non parlassi piú da sconsigliato.

Il muto, il sordo e chi la lingua ha tronca e chi siede in disparte, son migliori di tal, di cui la lingua non ha di senno parte.

Finché poi uno degli amici miei che m'era famigliare nel palanchino mio e mio compagno di stanza, secondo l'antico suo costume entrò dalla porta. Ma, per quanto egli fosse allegro e scherzasse e dispiegasse il tappeto del desiderio suo, io non gli diedi risposta né levai la fronte di tra le ginocchia nell'atto di adorare Iddio, onde egli, corrucciatosi con me, mi guardò e disse:

Ora che al dir parole è in te potere, parla, o fratel, con gioia ed allegria. Se di morte il corrier giunge domani, per cenno del destin dovrai tacere.

Uno dei miei intimi lo informò allora sul conto di questo fatto, dicendo: " Costui ha fatto questo proponimento e ha preso questa ferma risoluzione di starsi qual contemplante quaggiú nel mondo per il resto della vita, e di serbare il silenzio. Se tu puoi, fuggi anche tu e prenditi la via della solitudine." Ma, l'altro disse: "Per la virtú dell'Altissimo e per l'amicizia antica, io non parlerò, ma non mi torrò di qui se non quando egli avrà detto qualche cosa secondo il suo costume consueto e la maniera sua già conosciuta, poiché l'offendere un amico è cosa stolta, ma è facile l'espiare un giuramento. Ben sarebbe il contrario della giustizia e l'opposto dell'avviso della gente di cuore che la spada di Alí rimanesse nella guaina e la lingua di Saadi nella sua chiostra!"

Che è la lingua, o savio, entro la bocca? Chiave alla porta del tesor d'uom saggio. S'ella è chiusa, oh, chi sa se dentro alberga un gioielliere o un venditor di ciarpe?

Anche se agli occhi di chi è savio è bella cosa il silenzio, in tempo che s'addice miglior consiglio è che in parlar t'adopri. Segni son due di mente sciocca, quando in tempo di parlar tal va tacendo, e in tempo di tacer tal va parlando.

Insomma, io non ebbi forza d'impedir la lingua mia dal parlargli, e non vedeva intanto che fosse cortesia il ritrarmi a dietro dall'intrattenermi con lui, perché era egli compagno socievole e amico sincero.

Se tu sei l'uom del litigio, sol con quel ti risserai di cui tu non abbisogni, o da cui fuggir potrai.

Parlai adunque, secondo necessità; e per passeggiare andammo fuori entrambi in quella stagione di primavera in cui gli stridori del freddo erano cessati, e il tempo era giunto del regnar della rosa.

Verde, ammanto sugli alberi alla vesta è simil de' gaudenti in dí di festa.

Al primo dí d'April, gelàleo mese, sul suggesto dei rami l'usignuol fa il suo canto, e sulle rose porporine intanto cadono perle di rugiada, quali di leggiadro garzon, quand'è in furore, sulle rosate guance gocciole di sudore.

Finché poi, una notte, avvenne il caso di pernottar nel giardino con uno dei miei amici. Era un luogo ameno e giocondo; intrecciati gli alberi suoi, attraenti il cuore. Detto tu avresti che frammenti di smalto erano sparsi sul suolo, che il gruppo delle Pleiadi pendeva dai rami.

Egli è un giardino, e limpida e perenne è l'acqua del suo rio; egli è un verziere, e degli augelli suoi è in ritmo il mormorio;

e quel, di tulipani è tutto pieno che han color diversî; questo, di frutta di diversa specïe. Il vento, all'ombra de' suoi verdi mai, un tappeto gittò di tinte assai.

Al mattino, quando il desiderio del ritornare ebbe il sopravvento sulla voglia del rimanere, vidi che l'amico mio aveva colmato il lembo della veste di rose, di basilico, di spigonardo, di amaranti, e che intanto si avviava alla città. Io dissi allora: "La rosa d'un giardino, come tu sai, non ha vita lunga, e la promessa di un roseto fede non trova. Ora, i savi hanno detto: Ad ogni cosa che lungamente non dura, non si deve avvincere il cuore." Disse l'amico: "Che modo adunque s'ha da tenere?" "Per divertimento di chi ci sta osservando," io risposi, "e per sollievo di chi sta qui con noi, io potrei comporre il libro del Roseto, sulle foglie del quale il vento autunnale non avrà alcun potere, mentre il volgere del tempo non muterà la gaiezza della sua primavera nella tristezza dell'autunno."

Che ti giova pien di rose un cestino? Togli un petalo da questo mio giardino! Dura cingue giorni e sei quella rosa, ma gli è sempre il mio verziere vaga cosa!

Come io ebbi detto cotesto, l'amico fe' cader le rose dal lembo suo e si afferrò al lembo mio. "L'uom leale, come ha promesso, mantiene." Cosí, in alquanti giorni, un capitolo o due avvenne che mi cadessero sul quaderno, cioè il capitolo intorno alla eletta compagnia e intorno al bel modo nel conversare, in una veste che gioverà agli oratori, e aggiungerà eloquenza ai compositori di epistole. Insomma, v'era ancora un resto di rose nel giardino, quando il libro del Roseto era già terminato.

E terminato sarà veramente quando sarà stato gradito nella corte di quel Re, protettore del mondo, ombra del Creatore e raggio della grazia di Dio altore, tesoro del nostro secolo, asilo della fede, protetto dal cielo, vincitor dei nemici, braccio dell'impero vittorioso, flaccola della religione splendida, ornamento delle creature umane, gloria dell'Islam, Saad figlio del maggior Vicario regio, illustre re dei re, dominante sulla cervice delle nazioni, signore dei re degli Arabi e dei Persiani sultano della terra e del mare, erede del regno di Salomone, Muzzaffer ed-din Abu Bekr ibn Saad ibn Zenghi (che Iddio altissimo possa eternare la loro fortuna e prosperare ogni loro intento!), e quand’egli, con la grazia sua reale, su di esso avrà gettato uno sguardo.

Se mai l'adornerà reale un guardo, qual dipinto d’Arzèng o qual di Cina pinacoteca sarà il libro mio. Lo spero sí che, per fastidio, il fronte non contrarrà il mio re, ché di tristezza ostel non è questo Roseto mio, e in pria da che il frontispizio dipinto Di Saad nel nome vassene distinto.

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Con questo, il pensier mio, simile ad una sposa novella, per manco di bellezza non solleverà mai la fronte, né per l'avvilimento della vergogna, leverà mai gli occhi orbi di speme, e non si scoprirà mai nel cospetto degli avvenenti garzoni, se non quando sarà adorno dell’adornamento dell’accoglienza del Grande Emiro, di lui, sapiente, giusto, favorito da Dio, vittorioso sui nemici, sostegno al seggio dell’Impero, consigliere del reggimento dello Stato, rifugio dei poverelli, asilo degli stranieri, protettore degli uomini eminenti, amico degli uomini pii, gloria della gente di Persia, mano destra del Regno, sire dei nobili, gloria dell’Impero e della Religione, aita dell’Islam e dei Musulmani, sostegno ai sovrani e ai regnanti, Abu Bekr ibn Abu Nasr (che Iddio gli conceda vita lunga e n’esalti il potere e ne

Bibliografia - 4. Lodi del grande emiro Fakhr Ed-Din

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Con questo, il pensier mio, simile ad una sposa novella, per manco di bellezza non solleverà mai la fronte, né per l'avvilimento della vergogna, leverà mai gli occhi orbi di speme, e non si scoprirà mai nel cospetto degli avvenenti garzoni, se non quando sarà adorno dell’adornamento dell’accoglienza del Grande Emiro, di lui, sapiente, giusto, favorito da Dio, vittorioso sui nemici, sostegno al seggio dell’Impero, consigliere del reggimento dello Stato, rifugio dei poverelli, asilo degli stranieri, protettore degli uomini eminenti, amico degli uomini pii, gloria della gente di Persia, mano destra del Regno, sire dei nobili, gloria dell’Impero e della Religione, aita dell’Islam e dei Musulmani, sostegno ai sovrani e ai regnanti, Abu Bekr ibn Abu Nasr (che Iddio gli conceda vita lunga e n’esalti il potere e ne

consoli il cuore e ne raddoppi nell'altra vita la mercede!), da che egli è il lodato di tutti i grandi dei confini della terra e aduna in sé tutte le qualità piû elette.

Per chi si vive all'ombra di sua grazia, atto di reverenza ogni sua colpa e voltasi in amico ogni inimico.

A ciascuno della schiera dei servi e dei famigliari suoi un dato servizio va assegnato, ond'è che, se nell'eseguirlo si permettono alcuna piccola parte di negligenza e di neghittosità, incorrono indubbiamente in qualche rimprovero o rimostranza. Cotesto però non accade a questa compagnia di pie persone alle quali spetta il render grazie dei beneficî dei grandi e s'appartiene il ricordare le opere loro leggiadre e pregare per il loro bene. Ora, l'attendere in segreto a cotesti uffici vale assai piú che l'attendervi in pubblico, poiché questo si avvicina all'artifizio, e quello rifugge dalla finzione e ha probabilità di assentimento.

Questa volta del ciel torta e ricurva dritta si fe' per gioia allor che nato dalla madre dei dí fu cotal figlio. Se di Dio grazia, creator del mondo, diede in pro' di sua gente un cotal servo, questo fu di saggezza alto consiglio. Immortal potestà colui rinvenne che visse integro il nome. Il nome in vita bella ne serberà l'istoria un giorno. Che val se fa di te o non fa l'elogio la gente dotta? Di tal che l'abbelli, d'uopo un viso non ha leggiadro e adorno!

Bibliografia - 5. Scusa per la pochezza dell'omaggio reso al Principe e motivo dell'aver scelto la vita solitaria

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La pochezza e la riluttanza mia nel tenermi ai servigi di questa corte regale sono di quelle che i savi dell'India discorrendo rinvennero nelle virtú eccellenti di Bnzureimir. Essi insomma nessun altro difetto riconobbero in lui se non quello d'essere tardivo nel proferire un discorso, cioè andava molto a rilento nell'incominciare a parlare, onde a chi ascoltava conveniva aspettar molto e molto prima ch'egli pronunciasse parola. Buzuroimir, udito cotesto, disse: "Il riflettere a ciò che ho da dire, è migliore del dovermi poi pentire dell'aver parlato."

L'uom ch'è facondo, allievo d'un provetto dottor, medita prima, indi favella. Nulla dir d'impensato, e non crucciarti di tardiva parola, ove sia bella. Meditato che avrai, parla, ma cessa, cessa prima che alcun: Basta! ti dica. Supera i bruti l'uom per la parola, ma ti supera il bruto ove non giusta ti suoni sulle labbra essa parola.

E come mai, nel cospetto dei grandi di un sovrano (che la vittoria sua possa essere gloriosa!) accolta di gente di cuore, compagnia di sapienti approfonditi nel sapere, ove nella foga del parlare riuscissi troppo ardito, potrei io dire qualche scioccheria o recar nell'inclita corte di lui le derrate mie di assai poco valore? Un pezzetto di vetro non ha alcun pregio nel mer- cato dei gioiellieri, e una lucerna nel cospetto del sole non ha luce, e una torre, anche alta, alle falde del monte Alvend appare tozza e piccina.

Contro chiunque leva alta la testa da ogni parte s'avventa un'oste infesta. Libero, è Saadi ben che umiliato, ché non si rissa alcun con uom prostrato, Prima il pensiero, e poi favellerai, sovra tal base il muro eleverai. Fiori vend'io, ma non sono ortolano; bello son io, ma non in Canaano.

A Loqman il sapiente fu domandato un giorno: "Da chi hai tu appresa la sapienza?" Rispose: "Dai ciechi, i quali, finché non hanno riconosciuto il luogo, non muovono il piede. Prima di entrare, prepàrati l'uscita."

Saggio fa in pria di tuo vigore, e poi piglia in moglie la donna che piú vuoi.

Ben che ardito in giostrar, l'ugne non spiega il gallo mai contro un falcon rubesto. I topi in acciuffar, leone è il gatto, ma fra le tigri un topo egli è piú presto.

Con fiducia, pertanto, nella generosità della natura dei grandi che velano i difetti degl'inferiori e non procacciano di divulgare gli errori dei loro soggetti, ho disposto e ordinato qui, in via come di compendio, alcune parole in questo libro intorno a fatti rari e nuovi, a ricordi, ad aneddoti, a poesie, alla vita dei re antichi, spendendovi parte della dolce vita. Tale fu il motivo della composizione del libro del Roseto, e Iddio vi sia propizio!

Per anni assai, con loro ordine dato, rimarran questi versi, e in terra sparsi gli atomi andranno del cenere mio. Fu intento mio che pinta rimanesse quaggiú immagin di noi da che alla vita immutabil natura non vid'io, perché almen, di pietà con alcun senso, qualche preghiera un uom di cor pietoso reciti un dí pei poveri di Dio.

Quanto al disegno nell'ordinamento del libro e nella disposizione dei capitoli, mi parve che il miglior consiglio fosse quello dell'abbreviar la dizione in modo che questo giardino fiorente, questo verziere rigoglioso fosse, come un giardino di Paradiso, rispettivamente suddiviso in otto capitoli, cioè in modo che, per non riuscire ad annoiare, fosse succinto e breve.

Bibliografia - 6. Ordine dei Capitoli

ct Capitolo primo. — Fatti di regnanti.

Capitolo secondo. — Costumi di asceti.

Capitolo terzo. — Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato.

Capitolo quarto. — Dei pregi del silenzio.

Capitolo quinto. — Degli amori e dell'età giovane.

Capitolo sesto. — Del declinare dell'età e della vecchiaia.

Capitolo settimo. — Del frutto dell'educazione.

Capitolo ottavo. — Delle buone maniere in società.

Bibliografia - 7. Data della composizione del libro

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Fra quel tempo in che stagione lieta per noi volgea, nell'anno seicentesmo oltre cinquanta e sei dopo il Profeta. Fu nostra intenzione ammaestrando di dar consigli. Noi li demmo, e poi di qui partimmo, in Dio ci confidando.

Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società

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Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 1. Chi sia veramente felice

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I denari son fatti per gli agi della vita, e la vita non è stata data per accnmular denari. Un giorno feci questa domanda ad un uom di senno: "Chi è quaggiú felice, e chi infelice?" Rispose: "E felice chi godette e seminò per gli altri, infelice chi morí e abbandonò l'acquistato."

Non pregar per colui che nulla fea, ma in far denari il vivere traea, e nulla nulla intanto, no godea.

Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 2. Fine infelice degli avari

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Sua Reverenza Mosè (che Iddio gli dia pace!) dava a Core questo consiglio: "Tu devi beneficare altrui come Iddio ti ha beneficato!" Core non volle intendere, ma tu hai inteso quale ne fu la fine!

Quei che con dramme e con denari nulla di bene s'acquistava, fra le dramme e i denari il viver suo misero! terminava.

Dei beni di quaggiú goder tu vuoi ? Mostrati generoso verso la gente come Iddio Signore ver te fu generoso!.

Gli Arabi sogliono dire: Sii generoso, ma non rimproverare ad alcuno la tua generosità, perché certamente ne riverrà a te il frutto! che vuol dire: Sii liberale e fa' dei doni, e non muoverne rimprovero ad alcuno, perché il frutto del tuo donare si ritornerà a te.

Ovunque sia che le radici ponga la pianta del donar piú generoso, ne sorpassano i cieli i sommi rami e il tronco prosperoso. Che se speranza hai tu di côrne i frutti, per rimprocci che fai del favor tuo non accostar la sega al piè del tronco suo.

Ringrazia Iddio ché degno Egli di sua grazia e favor ti rese, né ti volle frustrato, Ei generoso, di suo ben far cortese. Non ti lagnar se d'un Signor tu sei addetto a servitú! Grazie Gli rendi se a' servigi suoi assunto andavi tu.

Capitolo ottavo - Delle buone maniere in società - 3. Inutile fatica!

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Due tali hanno sopportato una fatica inutile e si sono industriati senza frutto: Quei che accumulò molte ric-

chezze, e non ne godette; quei che imparò molte discipline, e nulla ne mise in pratica!

Quanto più di scïenza imparerai nulla sai tu se in opera quel tuo saper non metterai. Dotto non è, non uom d'elezïone, quei che di libri, al pari di giumento, ha un carco sul groppone. Uom privo di cervel che mai saprà, che intenderà, se di libri o di legna un pondo ei sosterrà?

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