Descrizione degli Uffizi in Firenze
Dalle due bande delle Gallerie s’entra poi in tredeci stanze delle quale la prima contiene un numero di piccole statue ed anticaglie di bronzo posti insieme in bel ordine sovra doi palchetti. Al mezzo della stanza si vede una bellissima tavola d’un fondo paragone con varie pietre pretiose commesse in forma de fiori, la quale ha costata 50000 scudi, ci hanno lavorati 10 huomini in 20 anni. Poi verso la porta si vede una colonna sommamente vaga d’alabastro Orientale, di 4 braccie d’altezza, tutta dritta, ma con cannellatura girata, sovra la quale vi è posta una piccola bellissima statua di Diana. Poi vi è anche un vaso grande ovale del med:mo Alabastro Orientale; all’intorno erano gli quadri. Nella seconda stanza erano medesimamente circondate de quadri sciolti, le muraglie, questa stanza è fatta da trè anni in qua, vi era un bel gabinetto ed una tavola bellissima di 3 br: di lunghezza e 2 di larghezza d’Alabastro cotonino, il quale se trova tra Napoli e Roma a monte Casino, ed appartiene alli monaci Benedettini, i colori nè sono bianco, giallo, e bruno. La terza stanza consiste nelle Mathemathique. Le cose principale vi sono, due sfere di 3½ braccio di diametro, l’una è terrestre, e l’altra è la Ptolomaica. La tavola tutta di diaspri di Bohemia se stima trentamilla scudi, ed è bellissima.
La quinta stanza è la Tribuna superbissima la quale è Ottangolare, e contiene un raguaglio delle curiosità le più stupende che si possino veder in alcun luogo del mondo, vi è primo nel luogo numerato,
A La bellissima Venere Greca tanto stimata nel mondo, la quale fù altre volte nel giardino di Medicas a Roma.
B. Una altra bella venere vestita ed antica.
C Una Venere più grande anche bellissima, alla quale la testa le braccia e le gambe sono moderne.
D Il Fauno antico anche portato da Roma, e
E Gli Luttatori sommamente stimati,
F Il villano overo rottatore, il quale anche colli luttatori e stato portato via da Roma.
G È una tavola ottangolare, lavorara da 30 Maestri in quindeci anni, ha costata 100000 Sc. Il fondo è paragone, con un dissegno benissima inteso di dijaspri, calcedonij, lapislazuri, corioline, agate, topazzi, rubini e perle. Un’alra simile à questa tavola non si deve trovare in alcun luogo. HIKLMN sono sei statue bellissime di bronzo d’un br:½ incirca d’altezza, fatte da Giov: da Bologna, la prima è Apoline, poi Venere, Eolo, un’altra Venere, Volcano e Giunone. Nelli otto angoli si vedono delle statue piccole di marmo molto vaghe, frà le quale s’ammira il più un fanciullo assettato in atto sommamente leggiadro, e poi l’Amorino dormente. Queste statue nomminate sono poste a basso in terra, e poi disopra nelli angoli sovra il palchetto, chi fa il giro, si godono ne i quattro cantoni otto statue antiche di marmo molto belle, incirca un br: d’altezza. O Sovra questo primo palchetto à mano manca dell'entrata si vedono molte statue, busti, ed altre curiosita de bronzi, agathe etc. al numero sin a 22. Frà le quale vi è un piccolo busto di bronzo antico, del quale il Viso è d'un sol turchino molto grande, e sommamente tenuto in stima, rappresenta il Tiberio. Vi è anche una Venere con un'Amorino di 7 onc: alta di porfijro, molto ben finita.
P. Nei doi mezzi palchetti s'ammira tra 10 altre figurine, il busto di Giove, colla testa di Cristallo di monte, ed il resto d'agatha.
Q. Se ne vedono parimente altre 23 figurine diverse.
R. Sovra questi doi mezzi palchetti sono 11 busti e figurine mesticate.
S. Il quinto palchetto nè contiene 18 al numero. Vi è un busto di singolare bellezza di marmo di Vitellio giovane, vestito de marmi mischii molto ben'intesi.
T. Sono dei piccoli palchetti con otto figurine. Nel settimo segnato V se ne trovano 16, tra le quale vi è una testa considerevole d'un Baccho quasi grande come naturale d'una pietra verde d'Egitto, che pare bronzo, è vestito di un busto d'alabastro Orientale, e la pelle di Tigre è diaspro verde. Vi sono anche due piccole statue di venere bellissime di marmo.
X Gli doi palchetti contengono 9 fig: duoi busti di cristallo di monte ivi sono rarissimi.
Sotto il palchetto T si vede un bassarilievo molto sottile d'avorio, fatto come se dice da , il soggetto è come fanno discendere N. Signore dalla croce.
Z. Quivi è posto un gabinetto pretiosissimo stimato cinquecento milla Scudi, è ornato di molte gemme e varie pietre pretiose, Il topazzo grande al mezzo, come anche il Balassio (di colore rosso scuro) sono stimati oltra segno. Dentro questo gabinetto se conservano le medaille d'oro. Delle altre ne ha il Grand Duca fin al numero di sessanta milla. Sovra i palchetti sono molti quadri attaccati sovr'il velluto rosso, gli quali sono tutti fatti da più illustri pittori che siano stati al mondo. Dalla banda O sono 7 tutti fatti da Raffaele, come il bellissimo ritratto di Leone Xmo. Un'altro del suo segretario, poi ilS,Giovanni, ed altri quattro quadri della Madonna col Bambino ed altre figure. affetato, co duoi altri ritratti grandi bellissimi di Van Dyck, duoi altri di Rubens l'uno, et l'altro di Parmigiano.
T Una bellissima Venere sovr'il letto (differente da quella del Poggio Imperiale) fatta da Tiziano, con altri otto Ritratti del medesimo.
V. Questi quadri sono di Andrea del Sarto. Nel primo grande sono cinque Santi con una Santa, che disputano la S. Trinità, poi vi sono duoi Ritratti fatti dal med.mo.
X. Si vede un festino depinto dal figlio di P. Veronese. Una Madonna col Bambino del Correggio. Un'altra Madonna col Bambino e la S.ta Caterina di Tiziano.
Oltre queste 8 bande se ne vedono ancora sotto gli palchetti varii piccoli quadri di gran prezzo, come la testa d'una fanciullina molto gratiosa del Correggio; La pesca delle perle dipinta sovra d'un pezzo di lapis lazuli lungo i br. e 3/4 alto dal Tempesta. Una piccola Madonna di Tiziano. Due teste bellissime di Leonardo da Vinci. Un quadro d'uccelli di Mosaico, il quale pare pinto. Gli innocenti di Andrea Mantegni. Il giuditio di M. A. Buonarroti. Il Dio padre con gli Evangelisti di Raffaello in piccolo. Oltra questi ci sono alcuna bellissima miniatura, molto ben imitata appresso doppo gli quadri de varii grandi Maestri.
Dalle due bande KL s'aprono poi duoi Armadii ripieni di cristalli di monte finissimi, guarniti di gemma, rubbini et altre pietre pretiose, commesse nel oro; d'agatha et lapislazuri ce ne sono anche vasi superbissimi e senza prezzo, come vè n'è uno di lapis ovato di 3/8 di br: di lunghezza, e più quasi un terzo d'altezza, che non se puol vedere cosa più superba. fiPoi vi è un'altro vaso di 14 onc: d'altezza incirca figurata; come
A. tutto di lapislazuli, con ornamenti e la catena ec, qui pende all'intorno tutto d'oro.
E' un vaso di cristallo di monte finissimo, d'altezza di 3/4 di br: Il giro di sopra e abasso col D è tutto ripieno di gemme commesse nell'oro. In questo Armadio vi sono 170 pezzi di cristallo di lapislazuri, agathe, guarnite per una gran parte con oro e gemme. L ce ne sono altri tanti, ove se vede un grandissimo piatto d'oro, con gillochie di lapislazuri, una Colonna di Cristallo con una statua d'oro sopra, vi sono anche molte galanterie d'oro guarnite di pietre.
In questa tribuna se mostra anche un pezzo d'oro di 23 oncie, prodotto tutto puro nella miniera naturalmente senza artificio.
Nella quarta stanza (innanzi scordata) si mostra uno smeraldo grande dentro la sua propria rocca con un picciol cristallo, e si crede che col tempo il cristallo se trasforma in smeraldo, come anche fu mostrato nella Tribuna un grandissimo pezzo di Cristallo con un smeraldo grande dentro, quella prima rocca si vede sostentata in una conchillia aperta da duoi tritoni, benissime lavorati d'argento. Ci erano anche due bellissime figurine lavorate in avorio da un certo Fiammingo, doppo il dissegno di P. Cortona, rappresentante la justitia abbracciata dalla pace, non si poteva vedere cosa più bella; ci era anche una Venere del medesimo. Le quattro muraglie erano revestite da basso ad alto de bellissimi quadri de primi Maestri, come di Rafaello, Leonardo da Vinci, ed Andrea del Sarto et.
Il quadro sbozzato di Leonardo da Vinci doppo il suo Gruppo combattente (del quale tengo il dissegno) ci era à vedere, ma non era ancora che mezzo schizzato. Poi se n'andassimo à vedere
una Sala Grande (stanza sesta) ove se vedevano 133 Ritratti de primi pittori fatti da loro medesimi, gli quali tutti facevano bellissima vista. La Sala è fatta in questo luogho da quattr'anni in quà, il pavimento è commesso de differenti marmi, il soffito al mezzo è dipinto dal Dandini, ci sono tre finestre.
Poi contigua è la settima stanza delli porcellini, ove sono 10 armadi di 7 br: d'altezza, tutti dipinti di colore rosso, e gli palchetti sono dorati in faccia. Sono serrati gli porcellini con certi fili d'ottone intrecciati, e della taffetta di color rosso, altrimenti la stanza e bianca con piccoli ornamenti dorati etc.
Le cinque stanze del armario seguitavano poi, ove se considerano molte armature rarissime, come la simitarra di Annibale, l'armatura antica de i Ianizeri, che passava il naso. Il Calamita. Il Scettro di Carlo V. della cavalla di 10 ½ br: di lunghezza tutta bianca donata dal Duca di Lorrena, Il vestito delli Indiani di penne rosse intrecciate con molta bizzaria, l'Archebugio d'oro, la balestra piccola per tirar agi velenati, la statua equestre del Rè di Spagna di bronzo, donata d'oro a un primo Consigliere d'Espagna. L'Armatura di Carlo V.to. Con molte armature ornate d'oro e di gemme prese anche in quest'ultima guerra da i Turchi, e donati dall'Imperadore, Rè di Pologna, Duca di Lorrena etc. Poi seguita
La stanza decima terza ove si conserva il Ciborio che si fa per la Capella di S. Lorenzo, il quale haveva col dossale à basso incirca 12 br: d'altezza, è fatto com'un Tempio d'Ordine composito, in cui sono storie del Testamento vecchio, commesse di diaspri, adattate le macchie naturali di essi con grand'arte ale parti delle figure, che pajan dipinte, e particolarmente un cenacolo, al quale la lode data da Professori è grandissima; vi son Colonne alte più d'un braccio otto di cristallo di monte (commessa però al primo terzo d'un anello d'oro) ed otto d'agata negra e bianca di Siena con le basi e Capitelli e legature d'oro, ornata di Rubini, Smeraldi, topazzi ed altro simile gioie di primo lustro. Il fregio d'Amatista, del quale anche è il sodo de piedestalli à basso, ed all'intorno il cenacolo sopradetto. La Cornice e l'Architrave sono di lapislazuri. E finito questo tabernacolo di fuori da tre faccia quasi infin la cupola, la quale dicono sara composta de cristalli di monte. Il paliotto o dossale pur è composto dell'istessa materia, in esso è l'historia della manna con certi rabeschi, uccellami, et altri lavori di finissima commettitura in un campo di calcedonio Orientale.
II
A S. Petronio à mano manca del Palazzo Farnese si vede un bellissimo quadro grande all'altare maggiore fatto divinamente dal Dominichino, nel quale se vede la Madonna sedente in una sedia d'oro col bambino Giesu; e à basso vi è il S. Petronio a mano manca, e dall'altra banda il S. Giovanni inginocchiato, chi fanno una bellissima harmonia.
A S. Hyeronimo à mano dritta del med.mo Palazzo, si vede nell'altare marriore i'impareggiabil Quadro del Dominichino, ove si vede rappresentato il S. Hieronimo moribondo, portato e genuflesso nudo dinnanzi l'altare, ove communica; il costume e l'espressione delle sue membra stanche e lasse vi sono espresse da meraviglia: Il Sig:r chi fù meco à mostrarmi questi duoi quadri, gli ha descritto molto bene nel suo libro delle vite de gli pittori, e disse ch'il Sig.r Poussino sempre havea sostenuto, che doppo la transfigurazione, di Rafaele (che si vede à S. Pietro in Montorio) questo fosse il primo quadro di Roma, ed il più bello che mai si potesse vedere.
A la Trinita di Ponte Sisto se vede pure un quadro sommamente stimato all'altare grande, fatto da Guido Rheni; nel quale se vede il N. Signore crocefisso, sostenuto dalle due bande da duoi piccoli angeli; ed il Padre Eterno di sopra, à basso s'ammirano duoi angeli genuflessi sommamente belli.
Descrizione di alcune ville romane
Alla Villa Borghese se ne vedono nel Palazzo le cose seguente.
Nella sala, la quale è alta quant’il Palazzo, se ne trovano 12 colonne, tra le quale otto sono di porfido, e sovra tutte queste sono poste delle piccole statue di marmo; altrimente girano all’intorno della Sala 16 Busti grandi dell’Imperatori Romani, gli loro visi sono di marmo, e gli busti de differenti colori de marmi. Se vede anche un Baccho di marmo giacente sovr: una sepoltura antica, nella quale se vede un bel bassarilievo molto historiato d’un moribondo.Di sovra se vede dipinta in tela la masquerada del Principe, ch’il Giov. paolo Todasco ordinò, la quale hò in stampa; e vi è da notare, che tutta la machina fuori del Dragone dà nel giallo, ma gli fiori all’intorno sono anche naturali, le Ninfe hanno anche la sopraveste gialla, ma la veste di sotto, come anche sovra il petto, e la spalla con le maniche lunghe sono bianche, fù tirata la machina di sotto da quarant’huomini, Del Tempesta se ne vedono anche nella med:ma Sala duoi altri quadri larghi, Unno è del Papa quando va a S.ta Maria maggiore,l’altro rappresenta quando il Gran Signore piglia possesso di Costantinopoli. Vi è anche un’altro Torneo dipinto.
Nella prima stanza à mano manca se vedono 8 busti, fra gli quali l’uno è il primo ch’ha fatto il Cav: Bernini nella sua gioventù; Vi sono due statue, l’una è il Fauno tanto stimato col fanciullo sovra le braccia. è antico, e il med:mo che se vede di bronzo nella villa Medices l’altr’è un’Agrippina, sovra quattro colonne se ne vedono 4 piccole statue.
Nella seconda sono 4 busti e uno di bronzo d’Alessandro VII:mo s’ammirano anche le tre gratie di marmo in piccolo, le quale sostengono un vaso d’alabastro. Poi vi è anche un bellissimo Moro di pietra paragone, del qual il vestito è d’alabastro Orientale con turchini arricchito nel centurone, le scarpette sono medesimamente. Vi sono anche doi altri Mori di bronzo vestiti d’Alabastro cotonino.
Nella terza se trova una tavola grande, commessa di pietre finissime alla maniera Fiorentina, sotto la quale e un piede molto adorno di Scoltura indorata, con un intreccio di fogliami e putti. Sovra la tavola si vede il stupendo Bacchanale con una capra e sedeci putti lavorato con sottilità grandissima di pietra paragone di Fr: Fiammingo, e po commesso sovr’un fondo di lapislazuli: del med:mo se ne vedono anche da ciascuna banda Mori, con un leone appresso l’uno, e un leopardo appresso l’altro; sovra quest’opera è un bellissimo Medaglione col ritratto di N. Signore fatto di porfido sovra un fondo giallo da . In questa stanza se vede la superba statua antica del Gladiatore tanto rinominata: coma anche l’Adriano colla Faustina; fra sette busti vi è la Berenice, prima inventatrice de ricci de capelli; quatro colonne con piccole statue. Vi è anche fra gli quadri quel bello del Cav: Lanfranchi, com’Ercole scoppa Anteo, Nella quarta stanza s’ammira una bellissima Diana di bronzo, vestita di agato; una cinghara di metallo vestita di marmo; poi la statua d’Ercole di marmo, com’anche il Castore e Polluce. Sovra due piccole colonne di Porfido vi sono delle figure di sopra e sei altri busti.
Nella quinta stanza in forma di Galleria, sono duoi busti, l’uno del è del cav. , l’altro del è del padre del Cavaliere, vi sono anche 8 busti antichi, 4 colonne di porfido con figurine di sopra, 4 Vasi e tavole, delli uni e dell’altre duoi di porfido e duoi d’Alabastro. Nelle Nicchie se vedono sei statue grande, antiche di marmo. Ritornando per la Sala e entrando à mano dritta dessa, se vede poi
Nella sesta stanza la statua bellissima del Davide di Cav. Bernini, della quale l’espressione e l’attitudine è miracolosa, e vi è gran danno, che la fronda sia rotta d’un paggio del Imbasciatore di Francia, di sotto vi si vede il trofeo coll’Arpa. Vi è anche la statua miracolosa del Seneca di pietra paragone; il quale sta sovra la meta delle gambe dentr’un vaso, gli occhi sono bianchi, e quella espressione delle vene è molto studiata. La terza statua è la Dea Giunone di marmo col vestito entiero di porfido. Due altre statue di grandezza mediocre ci sono anche con quatro piccole sovra delle colonne. La lupa di pietra rossa egittiaca vi è anche notabile col Romulo e Rhemo di marmo bianco, altrimente vi sono duoi busti e duoi vasi d’Alabastro.
Nella settima se vedono le quattro statue seguente, cioè l’Amore, il Bacco, l’Apolline, e’l Narcisso, con doi busti,due colonne di Granito con vasi d’Alabastro di sopra, il modello del toro Farnesio vi è di bronzo in piccolo.
La stanza ottava contiene il gruppo della Dafne coll’Apolline, il quale è tanto stupendo, che che mai se puol lodare à bastanza, e rende eterna la memoria del Cav. Bernini. Vi è danno che le tre dita della mano dritta d’Apolline sieno stati rotti. A la Dafne vi sono più di 300 foglie sottilissimamente lavorate, escono dalle tre dita delli piedi, come anche delle dita delle mani, anche delle mani medesimi alcune foglie, come del mezzo delle dita; gli Capelli se transformano anche in foglie alcune, ma non si puol considerare senza stupore il lavoro di quelli capelli per aria, le radici delle dita delli piedi sono sottilissimi, come anche le cime delle dita delle mani, Lei è mezza coperta e più dinanzi e dietro, ma dalle bande se scuopre la nudità delle coscie e gambe, dal tronco escono certe foglie chi coprono le parti vergognose d’Apolline. Il marmo è un pocho macchiato che fà danno assai. Il Panno d’Apolline è tanto sottile che non si puol fare più. In faccia sta l’altro gruppo d’Anchise e Enea col suo figlio del med: Cav. Bernini. L’Anchise, del quale il corpo è meraviglioso, porta gli suoi Idoli. Ci sono anche altri nove Busti.
Nell’appartemento di sopra s’entra prima dalla scala nella loggia, e della quale la volta è dipinta del Cav: Lanfranchi. La pittura al mezzo del Consiglio de gli Dei è molto guastata; tutti gli stucchi dipinti sono colle loro figure bianchi, gli fiumi (?) sono coloriti nelli archi e nelle bande, gli vasi sono gialli colli quattro piccoli bassarilievi dalle quattro bande al mezzo, gli altri otto sono verdi. Vi sono anche 8 statue grande, quattro piccole sovra delle colonne, 8 busti con cinque altri piccoli differenti soggetti di marmo.
Nella prima stanza à mano dritta si vede un Diogene sedente di marmo. Vi è un bellissimo Amorino di marmo, come anche Adriano e Faustina in piccolo, con due altre piccole statue di marmo, un piccolo toro di marmo negro, doi Idoli di marmo negro, due statue di bronzo di mediocre grandezza com’anche un piccolo Centauro.
La seconda stanza contiene l’Ermafrodita di marmo tanto rinomata, tre amorini che dormono sovra un fondo paragone, due altre piccole statue di marmo, 6 altri busti, fragli quali l’uno è di Antonia Augusta di bronzo col busto d’Alabastro Orientale.
Nella terza sono 7 busti; Una cinghara di bronzo, della quale il vestito di sotto è di pieghe piccole di marmo bianco, il manto di sopra è di marmo negro, gli Ornamenti sovra la testa, gli piedi, e à basso del manto sono indorati. Poi vi sono due statue de Baccho giovani di marmo, e una Ninfa giovane inginocchiata bellissima, la quale tiene nella mano dritta una piccola concha: sono ivi anche altre due piccole statue.
La quarta stanza contiene il bellissimo Centauro antico coll’Amorino di sopra, una figlia di Niobe con altre due piccole figure di marmo, vi sono anche 7 busti, fra gli quali la testa grande di M. Aurelio è stimatissima. Di qua si passa sovra una loggia aperta, ovvero terrazzo adorno de statue, bassarilievi, e busti, e poi s’entra nella
Stanza quinta, ove sono duoi Fauni giovani di marmo con due altre piccole statue, 3 busti, un putto dormiente sovra la schiena, grande, di pietra paragone, maravigliosamente lavorato dall’ rappresenta il sonno colli papaveri in testa, e à mano manca: ove anche si vede l’animale, nomminato il toppo, giace sovr’un panno della medesima pietra, e le ali sono semplici e con occhi. Dalle due bande sono à vedere duoi bellissimi vasi alti, del med:mo Autore e dalla med:ma pietra. Poi vi è un bellissimo Medaglione grande di Alessandro Magno, il viso è di marmo bianco, sovra pietra di paragone; l’elmo è di marmo negro, con un bassarilievo dentro di bronzo dorato, del quale il soggetto è d’un soldato chi tiene il bucefalo, le piccole pennacchie sovra l’elmo sono di marmo bianco, negro e giallo, dietro gli capelli vi è com’un velo pendente in molte pieghe, il quale è di marmo venato à traverso di rosso e bianco. A basso del collo vi è l’adornamento di marmo giallo, con un piccolo ornamento d’un bassarilievo dorato con forma di gioia. Nella sesta stanza sono duoi altri piccoli Fauni di marmo, colle tre gratie mediocremente grande; una donna sedente. La statua di quel Romano, il quale se cava la spina dal piede. Un Fauno col Satyro, chi si tira la spina anche dal piede. Anche ci sono duoi putti di marmo, l’uno chi guarda l’uccello, e ride, è bellissimo; l’altro piange.
Nell’ultima piccola stanza vi è il busto del Card. Scipione Burghese del cav: Bernini con 52 Ritratti dipinti delle più belle Dame. Poi in un’altra piccola stanza sono 4 busti con duoi Putti.
Nella facciata di questo palazzo colle statue gli all’intorno se contano 54 statue, 68 busti, 82 bassarilievi fra gli quali quello di M. Curtio, come se precipita col cavallo è stupendo, tanto per l’horrore del Curtio, quanto per la cascata del Cavallo, tanto bene espressa, che non si puol fare di più.
Fra le cose soprannominate le più rinominate le statue antiche, come il Gladiatore, il Fauno, l’Ermafrodita, il Seneca, la testa di M. Aurelio, e ’l bassarilievo di M. Curtio; fra le moderne sono la Dafne e l’Apolline, il Davide, l’Enea ed Anchise, il Sonno di Algardi, il Bacchanale di Francesco Fiammingo, il Medaglione d’Alessandro Magno, e il busto del Card: Scipione Burghese del Cav: Bernini, colla loggia dipinta del Cavaliere Lanfranchi.
Alla Villa del Prencipe Ludovisi se ne vedono nel primo vestibulo 6 statue e sedeci busti. nella Sala sono 2 statue sedente de gladiatori. Nella prima stanza à mano manca si vedono quattro statue. tra le quale la più bella è un Baccho giovane. Nella seconda stanza se vede la statua sommamente stimata del gladiatore moribondo, colla corda al collo in segno ch’era schiavo. Poi vi era un Ercole giovane, come anche il busto di Marco Aurelio, del quale la testa è di bronzo, il busto di porfido e’l panno volante di bronzo dorato. In un’altra stanza à mano dritta della sala s’ammirano tre bellissimi Gruppi, l’uno è Moderno, e gli altri duoi antichi, delli quali il primo rappresenta l’amicitia Greca figurata per una donna con un giovane, delli quali il panneggiamento è assai leggiadro. Se trova in stampa; come anche l’altro gruppo, volgarmente appresso la stampa, detto Pyramo e Tisbe, ma è un Romano, il quale, mentre l’Emperatore s’innamorò della sua figlia, l’uccideva. e poi ammazzò anche se stesso. Il terzo gruppo è il ratto della Proserpina del Cav: Bernini sommamente stimato; il corpo di Plutone è lavorato colli suoi muscoli che non si puol fare di più, ed il timore è espresso nel viso della Proserpina con maraviglio- Nel palazzino della medesima Vigna, se vede in marmo la bellissima Venere di , della quale l’Eccell:mo Sig. Conte d’Openstern tiene il modello in bronzo; di questa figura si conosce assai, che la statua della Batseba in Svecia deve essere del med:mo Autore. In faccia di questa se vede un’altra statua di Cleopatra anche di marmo è del med.mo Giov: da Bologna, appresso la quale una manica della camisia è la med:ma come a la Batseba. Vi è poi una bellissima tavola d’opera Fiorentina. La volta è stata dipinta molto bene dal da Cento, col soggetto dell’aurora: il quale pittore anche ha dipinto la Volta di sopra. Nella quale stanza anche se vede un busto del in marmo, fatto dal Cav: Bernini, come anche vi sono iv altri Gruppi, e il letto tanto rinominato per le gioie, ove pure l’inventione vale niente à fatto. Nella stanza ivi vicino se mostrano le ossa d’un huomo, le quale sono tutte petrificate. Frà la moltitudine di statue antiche, ma commune à maggior segno, non s’ammira altro ch’il Satyro nel giardino. Il Giardino con tutte queste cose và in malhora, mentre ch’il Prencipe è essiliato per tempo della sua vita, alcune statue sono state portate in Francia, il bel Rotatore à Fiorenza, e Sua Maestà la regina di Svecia havea contrattata del resto, che poi non riusci per la diffesa del Papa, di più non vendere cosa alcuna.
Nel palazzo del giardino di Medices, se vede una statua assai bella d’un Apolline sovra la Scala, come anche certi pezzi antichi di marmo de foliami molto ben intrecciati sono nel primo Vestibolo.
Nel portico di sopra si vede il più bel vaso antico di Roma, ma è danno che sia stato rotto in tanti pezzi, vi sono anche doi Leoni, e sei statue grande. Nella Sala se vedono 8 statue e 18 colonne con piccole statue di sopra come anche busti. Frà le statue se vedono doi Bacchi giovani, e un bellissimo Fauno giovane coll’uve nell’una mano in alto, e poi ride a basso verso un Leopardo chi guarda le uve. Poi vi è l’Ermafrodita bellissima col Satyro; tutte due le figure sedono, e lei sta molto pensosa; è un gruppo veramente bellissimo. Nella prima stanza a mano dritta si vede il Marsia sospenso, statua sommamente stimata, il Ganimede col Giove over à l’aquila, un Apolline tutto nudo e bellissimo. Un Ercole, Un Cupidine, un giovane assettato con un flauto, come anche duoi busti e una tavola sommamente ricca.
Nella seconda stanza erano 4 busti, ed una tavola molto ben intesa e lavorata; frà le pietre commesse se vedevano varie prospettive e bassarilievi in piccolo depinti e poi coperti d’un’alabastro liscio trasparente, che faceva molto bene. Nell’ultima stanza vicina non si vedeva altro che la statua d’una piccola Venere sedente, overo mezzo ginnochiata, ch’era bella assai.
Innanzi la Scala del palazzo verso il giardino, se vedono tre statue di bronzo, il Fauno col putto, il Marte, ed il Mercurio poi in piccolo nel mezzo. Nel giardino se scoprono duoi vasi grandissimi d'un pezzo di granito, li quali hanno 20 br: di lunghezza, e 2½ d'altezza; vi è anche la bellissima Cleopatra dormente di lunghezza di 4 br. La Niobe colle suoi figliuoli, e figlie, ed un cavallo, tutte queste figure sono 14, nell'attitudine come se trasformano. Nella facciata verso il giardino, come anche nella Galleria e giardino se ne contano più di sessanta statue antique, ma mediocre, tra le quale vi sono tre Schiavi, vestiti di porfido; le teste, le mani e gli piedi sono di marmo bianco. La bella venere Greca e gli lottatori sono portati via à Fiorenza, e nel luogo della bella Venere si vede il Ritratto del Papa presente.
Nella Vigna di Monte Alto, vicina alle therme Dioclethiane, se vede nella Sala di sopra, un gladiatore antico di pietra da paragone, con tre altre statue; sovra 14 colonne differente vi sono 14 Busti. Al mezzo di vede una bellissima tavola. Dell'historia di Alessandro Magno vi sono 11 quadri.
Nella prima stanza vi è il busto del Card:le Montalto del Cav: Bernini, un altro busto del Papa Sisto V. con un quadro bellissimo del S. Giovanni di Pomerancia. Nella seconda stanza se vedono due statue belle, mà piccole, de duoi armati di bronzo. La terza è la libreria, ove si vede il putto di terra, del Fr: Fiammingo, il quale sta appresso l'Apolline di bronzo.
Nella quarta stanza c'è un bel gruppo de duoi putti di marmo, ove l'uno spaventa l'altro per il mascherone. Vi è anche un quadro bellissimo d'una S.ta Magdalena, com'anche il Thoma incredulo di M. Ang: Caravaggio. Nella Sala ad alto si vede il S. Steffano di , come anche il suo proprio ritratto in medaglione di marmo, ed un piccolo busto di bronzo. In un'altra stanza quivi vicina se vedono tutti quelli piccoli bassarilievi di bronzo, ch'io ho di cera.
Nel Palazzino di questa vigna se vede un quadro bellissimo dipinto da due bande di Daniele da Volterra col Davide e Golia.
Nella seconda stanza vi è un bel quadro di Raffaello d'un ballo de putti,Con 4 belli busti di Sc: Affricano, di Mario, Antinoe etc, vi è anche una piccola statua d'un Apolline. La terza stanza contiene un bel busto di Druso. Poi si vede anche un bellissimo quadro del Cav: Gioseppe D'Arpino, di N. Signore morto in mezzo della B. Vergine e Arimathia. Dall'altra banda del med:mo quadro vi è il N. Signore, come porta la croce da Seb: del Piombo molto ben dipinto.
La Villa Benedetta appartenente ad un Abbate (che è stato Segretario del Em:mo Card: Mazzarini contiene varie galanterie, trà le quale vi è il modello ch'ha fatto il Cav: Bernini per la Salita di fimonte Trinità, la quale è cosa molto ben intesa, per poter salire con carozze. A, è la Scala della chiesta di monte Trinità. B è il piedestallo proposto per una statua equestre del Rè di Francia, chi ha volsuto fare la spesa di tutta quest'Opera, per posarsi la sua Statua, ch'il Papa pure non ha voluto concedere. C Vi sono duoi fiumi, gli quali tengono duoi Vasi, donde esce l'acqua, ad alto sono due altre statue. Dalle bande poi degli terrazzi vi andavano piantati certi arbori, e tutta quest'opera veniva à rispondere al mezzo della barchetta à basso. Il sito di questo Palazzino è molto bello, e gode l'aria e le vedute le più belle che si possino vedere. L'Architettura è molto capricciosa e bizzarra fatta da una certa Donna che vive ancora, e se chiama la Signora Plautina Britzi, la quale ivi anche hà dipinto certi quadri nella volta, ove finisce la galleria, che non si puol fare più. A S. Luigi della Francesi anche ha fabricata una certa cappella, bizzarra assai. Di resto non occorre descrivere questi palazzino, mentre ne hò comparato un piccolo libretto con certi intagli, nel quale tutto si trova.
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