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Trento con il Sacro Concilio

Michele Angelo Mariani · 1673 · Free in the US

140,814 words · about 9 h 52 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1673 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Trento_con_il_Sacro_Concilio&action=history). · Wikisource contributors

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About this book

Author
Michele Angelo Mariani
Language
Italian
Published
1673
Length
140,814 words · about 9 h 52 min
Sections
11 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (11)
  1. Front matter under 1 min
  2. Dedica about 2 min
  3. A chi vuol leggere about 2 min
  4. Sonetto about 1 min
  5. Libro primo about 2 h 19 min
  6. Ritratto in ristretto del Sacro Concilio about 29 min
  7. Libro secondo about 3 h 55 min
  8. Libro terzo about 58 min
  9. Ristretto del Trentin Vescovato about 2 h 5 min
  10. Dedica finale about 1 min
  11. Dedica finale about 1 min

Continue:

Front matter

TRENTO

CON

IL SACRO CONCILIO,

Dedica

OTTO gli auspicij del Vostro Inclito Nome, Santissimo Vescovo, Fortissimo Martire, fò uscir Trento sù l’oggetto di dar luce alle mie tenebre, ò dar le mie tenebre alla luce. Nel vero il dedicar ad altri prima, che à S. VIGILIO la presente Opera, sarebbe un farla perder co’l lustro anche il titolo. L’Acque vanno correre al Mare, se derivano dal Mare; & i raggi, che vengono dal Sole, al Sole tornano. Da VOI Gloriosissimo Campione, la Città, e Chiesa di Trento riconosce il suo essere, non che il ben’essere; & si preggia haver VOI per primo non meno, che secondo Apostolo. Poiche, se Sant’Hermagora vi fondò la Christiana Fede, VOI vi stabiliste tal fondatione; e si sà, che S. VIGILIO diede generoso il Sangue, per amor di Trento: là do- ve Sant’Hermagora lo spese propriamente per Aquileia. S’aggiunge, che se Sant’Hermagora conquistò Trento à CHRISTO: VOI e lo conquistaste, e lo conservaste; mentre à forza di Santità, e di Dottrina, sbandendovi affatto il Gentilesmo, e l’Heresia, l’havete resa per sempre una Città così fedele, pia, e Catolica, che meritò poi ricettar quel Sacro Ecumenico, General Concilio, per cui s’è data l’ultima mano al Catolichismo.

Io qui con occasione di Dedicatoria, doverei scriver’ Encomij al Vostro Nome; mà non è la mia penna d’Aquila, per un tal Sole; ne hà lena di far linee per un tal punto: se anco ogni gran linea, che potesse fare, non sarebbe, che un Punto minimo al Vostro merito. Io dunque à VOI, come à Nume Titolar’, e Tutelar di Trento, consecrando questa mia debolissima fatica, fò gloria d’appoggiarla à quel Vostro gran Pastorale, che per la Città, e Chiesa di Trento serve di sovrano Sostegno, e infallibile. Così, mentre VOI, Argo Celeste, Vigilate indefesso sù’l Trentino Gregge à prò non meno d’Ottimo Vescovo Principe, che di fedelissimo Popolo. Io in questo giorno di solennità, dedicato singolarmente alle vostre Palme, trà tanti homaggi di divotione, e fuochi di gioia, che per VOI viddi brillar’ à Trento, haverò voluto, se non altro, tributar come una fiaccola, ò favilla d’ossequio a un SOL di gloria. E senza più, ricovrandomi all’ombra del Vostro Divin Patrocinio, con tutta la più devota, e supplice humiliatione, mi prosterno.

Li 19. AGOSTO 1673.

A chi vuol leggere

A Città Trento, che da me toccata in passando fu per uscir in luce con altra Opera, havendo poi di ferma trovate Notitie piene considerabili, risolvo lasciarla gir sola in campo da se medema. Solo perciò comparisce Trento a far figura, se pur sola deve dirsi una Città, che ha nome di Trenta. Passa, non hà dubbio questa tra le Città celebri d’Europa, e per una di quelle, che ama, & obliga il Forastiero; & che non meno per i meriti, e Dottrine del gran , che per i Decreti del Sacro Ecumenico, general Concilio s’è resa benemerita del Christianesmo. Quindi meritava esser’anche trattata singolarmente tanto più, quanto che, non se n’è ancor veduta un’intiera real Descrittione, come di tante altre Città à questa inferiori di preggio, & antico essere. Et se altri come leggo, ne hanno scritto, certo è, che ò per mancanza di Notizie, ò per non essere stati sùl luogo, ò per altra cagione han preso granchij.

Io dunque nel descriverla, come presi Assunto, se non ne hò stese ingegnosamente le qualità, le haverò almen toccate ingenuamente à stil d’Historia. Hò scritto il più, come viddi, e come pratticai, e di quanto scrissi, non hò potuto non vestir d’honore la Verità, acciò, mostrandola nuda, quale la pinsero gli Antichi, non la facessi per avventura partorir’odio. Per altro la Verità si simboleggia nel Sole da , di cui perciò, come più seppi, volsi guardar la Regola: contra Solem ne loquaris. Del resto, per dichiararmi, scrivendo Trento, io non hò ne compilato il , ne continuato, come forsi alcun’haverà creduto: sù la Base del fatto, e Norma de gli Autori pretesi metter’un’Opera da fondamenti, & il titolo, che dò à questa, qual si sia Fatica, quando venga essaminato, come và, spero debba corrispondere all’essenza, che vertirà in particolare sù 3. Punti, Cronologico, Historiografico, e Topografico. Varij riflessi poi, & Episodij si sono sparsi a contemplatione propria del genio, ò della materia, che così portò con qualche cosa ancor di Miscellaneo, venuto à taglio, sù lo scopo:

Omne tulit Punctum, qui miscuit utile dulci.

Quanto alle Notitie, che si richiedono, come non mancai di diligenza in raccorle: così volli a più potere giustificarle con quella difficoltà, che seco porta la concordanza massime de’ Tempi, inspettion de’ Siti, e varietà de’ Successi. Tra gli Autori, che citai, v’è Innocenzo di Prato Giurisconsulto, qual, se ben Manoscritto, fa figura, per haver’Egli visto i migliori Scrittori, e compilato il più le Trentine Croniche, e Archivij; onde non poco credei alla sua scorta, havendolo trovato non men fido in altrui, che in se veritiero. Quanto alla Critica, io la lascio esser’in campo a sua voglia; e si come sò gloria essere censurato da chi intende: così per altro non bado à Zoili, e lascio dire gli Aristarchi. Le Notitie, tra stampate, manoscritte, e di fama publica fanno la sostanza del mio scrivere: gli Accidenti dello Stile, de’ Miscellanei, e de’ riflessi son condonabili, se non altro, ad una buona volontà, e il tutto si rimette a discretione tanto più, quanto che i difetti di Penna, insieme con quelli d’Impressione sono involontarij; e questi, dandosi altra occasione, si levaranno: come in tal caso si potran’ aggiungere le Nomine, ò Notitie, che son mancate; se io non potei scrivere quel, che non seppi. Legga chi vuol’à suo grado, e viva lieto.

Sonetto

All’Inclita Città di Trento

SONETTO

O De’ Prencipi tuoi Regia famosa, ch’à lo Scettro del Mar’ il Nome hai tolto, E posto il giogo à’ Monti, ampio raccolto Doma Natura à Te negar non osa. Tù d’allargar i tuoi confin bramosa, Contro d’uno de’ Monti il ferro hai volto, Qual decrescendo hora reciso, hor scolto, Trapiantato in Palaggi alzi fastosa. A Te Roma mandò li Sacerdoti, Che consultar nel Tempio il DIO non finto, E gli Oracoli al Mondo ivi fer noti. Onde, Nettun scacciato, e’l colto estinto, Se co’l Nome il Tridente ancor denoti, Spieghi qual Vincitor l’Armi del Vinto.

De Tridenti Urbe descripta

MARIANO STYLO

AD LECTOREM

PROGRAMMA

Ardua si quaerìs, Lector, describe TRIDENTUM; Urbs habet anfractus viscere nulla magis. Nulla magis Virtute Virùm terràque, Polòque Praestat; CONCILII robore nulla magis. Nec minus exurgunt hic Templa, Palatia, Turres, Et Colles alibi non magè Baccus amat. Hinc mihi si obijcias: Urbs est nimis ardua; quid tùm? Si nescis, quae sunt ardua, pulcra magis. Tu curres, qua scripta manent; dicesque: TRIDENTI Urbemi, ceù Pelagum sat MARIANUS edit.

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