Inferno
dante alleghieri di fiorenze nella q̃le tracta delle pene et punitioni de uitii et demeriti et premii delle uirtu: Capitolo primo della p̃ma parte de queſto libro loquale ſechiama inferno: nel quale lautore fa prohemio ad tucto eltractato del libro:·
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E L mezo delcamin dinrã uita mi trouai p̱una ſelua oſcura che la diricta uia era ſmarrita Et quanto adir q̃lera coſa dura 5eſta ſelua ſeluagia aſpra eforte che nel penſier renoua la paura Tante amara che pocho piu morte ma pertractar del ben chio uitrouai diro coſe chi uo ſcorte 10I non ſo ben ridir come uentrai tantera pien diſonno inſuquil punto che la uerace uia abandonai Ma poi che fui appie dum colle gionto ladoue terminaua quella ualle 15che mauea dipaura el cor compuncto Guardai inalto et le ſuoe ſpalle ueſtite gia deraggi del pianeta che mena dricto altrui perogni calle Allor fu la paura un pocho cheta 20che nellaco del cor mera durata la nocte chio paſſi contanta pieta
[versione critica]
dante alleghieri di fiorenze nella quale tracta delle pene et punitioni de vitii et demeriti et premii delle virtù: Capitolo primo della prima parte de questo libro lo quale se chiama inferno: nel quale l’autore fa prohemio ad tucto el tractato del libro:·
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E L mezo del camin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diricta via era smarrita Et quanto a dir qual era cosa dura 5esta selva selvagia aspra e forte che nel pensier renova la paura Tant’è amara che poco è più morte ma per tractar del ben ch’io vi trovai dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte 10I’ non so ben ridir come v’entrai tant’era pien di sonno in su quil punto che la verace via abandonai Ma poi che fui appiè d’ colle gionto là dove terminava quella valle 15che m’avea di paura el cor compuncto Guardai in alto et viddi le suoe spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dricto altrui per ogni calle Allor fu la paura un poco cheta 20che nel laco del cor m’era durata la nocte ch’io passai con tanta pieta
[versione diplomatica]
Et come quei che conlena affannata uſcito fuor del pelago allariua ſi uolge alacqua perigloſa et guata Coſi lanimo mio cancor fuggiua25 ſi uolſe arietro adrimirar lopaſſo che non laſcio giamai perſona uiua Et ripoſato unpoco ilcorpo laſſo repreſi uia per lapiaggia diſerta ſi chel pie fermo ſempreera ilpiu baſſo30 Et ecco quaſi alcominciar delerta una leonza legiera et preſta molto che dipel maculato era couerta Et non meſi partia dinanzi aluolto anzi impedia tanto ilmio cammino35 chi fui perritornar piu uolte uolto Tempera dal principio del matino el ſol montaua ſu conquelle ſtelle cheran collui quando lamor diuino Moſſe daprima quelle coſe belle40 ſi chabene ſperar mera cagione di quella fiera lagaeta pelle Lora del tempo et ladolce ſtagione ma nonſi che paura non mideſſe la uiſta che ma parue dun leone45 Queſti parea che contra me ueniſſe con lateſtalta et conrabbioſa fame ſi che parea che laere tremaſſe Et una lupa che ditutte brame ſembraua carcha nella ſua magrezza50 et molte genti fe gia uiuer grame
[versione critica]
Et come quei che con lena affannata uscito fuor del pelago alla riva si volge a l’acqua periglosa et guata 25Così l’animo mio c’ancor fuggiva si volse a rietro ad rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva Et riposato un poco il corpo lasso represi via per la piaggia diserta 30sì che ’l piè fermo sempre era il più basso Et ecco quasi al cominciar de l’erta una leonza legiera et presta molto che di pel maculato era coverta Et non me si partia dinanzi al volto 35anzi impedia tanto il mio cammino ch’i’ fui per ritornar più volte volto Temp’era dal principio del matino e ’l sol montava su con quelle stelle ch’eran collui quando l’amor divino 40Mosse daprima quelle cose belle sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera la gaeta pelle L’ora del tempo et la dolce stagione ma non sì che paura non mi desse 45la vista che m’aparve d’un leone Questi parea che contra me venisse con la test’alta et con rabbiosa fame sì che parea che l’aere ne tremesse Et una lupa che di tutte brame 50sembrava carcha nella sua magrezza et molte genti fe già viver grame
[versione diplomatica]
Queſta mi porſe tanto diguezza colla paura chuſcia de ſua uiſta, che perdi laſperanza delaltezza Equale e quei che uoluntieri aquiſta55 egiognel tempo chi perderlo face enogni ſuo penſier piange ſatriſta Talmefece la beſtia ſenza pace che uenendomi incõtra adpoco adpoco me repignia ladoue elſol ſi tace60 Mentre chi ruinaua inbaſſo loco denanzi adlochi me ſe fu offerto chi perlongo ſilentio parea fioco Quando uiddi cuſtui nelgran diſerto miſerere dime gridai adlui65 qual che tuſii o ombra o homo certo Reſpoſemi non homo homo gia fui eli parenti miei fuoron lombardi et mantuan per patria ambendui Nacqui ſub Iulio ancor che foſſi tardi70 euiſſi ad roma ſotto elbuono auguſto altempo delli dii falzi ebugiardi Poeta fui et cantai diguel iuſto figliol danchiſe che uenne detroia poi chel ſuperbo ylion fu combuſto75 Ma tu perche retorni adtanta noia per che non ſali aldilectoſo monte che principio e cagion ditucta gioia Or ſetu quel Virgilio et quella fonte che ſpandi deparlar ſilargo fiume80 reſpuſio lui conuergognioſia fronte
[versione critica]
Questa mi porse tanto di gravezza colla paura ch’uscia de sua vista che perde’ la speranza de l’altezza 55E quale è quei che voluntieri acquista e giogne ’l tempo che perder lo face che ’n ogni suo pensier piange e s’atrista Tal me fece la bestia senza pace che venendomi incontra ad poco ad poco 60me repignia là dove el sol si tace Mentre chi ruinava in basso loco denanzi ad l’ochi me se fu offerto chi per longo silentio parea fioco Quando viddi custui nel gran diserto 65miserere di me gridai ad lui qual che tu sii o ombra o homo certo Resposemi non homo homo già fui e li parenti miei fuoron lombardi et mantuan per patria ambendui 70Nacqui sub Iulio ancor che fossi tardi e vissi ad roma sotto el buono augusto al tempo delli dii falzi e bugiardi Poeta fui et cantai di quel iusto figliol d’anchise che venne de troia 75poi che ’l superbo ylion fu combusto Ma tu perché retorni ad tanta noia perché non sali al dilectoso monte che principio e cagion di tucta gioia Or se’ tu quel Virgilio et quella fonte 80che spandi de parlar sì largo fiume respus’io lui con vergogniosia fronte
[versione diplomatica]
Odellaltri poeti honore et lume uagliami illungo ſtudio elgrande amore che ma fatto cercare lo tuo uolume Tu ſel mio maeſtro elmio auctore85 tu ſe ſolo colui dacuio tolſi lobello ſtilo che ma fatto honore Vedi labeſtia percuio miuolſi aiutami dallei famoſo eſaggio chella mefa tremar leuene et polſi90 Ad te conuien tener altro uiaggio riſpuoſe poi che lagrimar mi uide ſeuuol campar deſto loco ſeluaggio Che queſta beſtia perlaqual tu gride non laſcia altrui paſſar perla ſua uia95 ma tanto lompediſce che luccide Et ha natura ſi maluagia eria che mai non impie labramoſa uoglia edepol paſto ha piu fame che pria Molti ſon lianimali adcui ſamoglia100 epiu ſeranno anchora finchel ueltro uerra che lafarra morir condoglia Cuſtui non cibara terra nepeltro ma ſapientia amore et uirtute et ſua nation ſera trafeltro e feltro105 De quella humile italia fia ſalute per cui mori lauirgene camilla euriale enixo e turno deferute Queſti lacacciara per omne uilla finche laura remeſſa nellinferno110 ladonde inuidia prima dipartilla
[versione critica]
O dell’altri poeti honore et lume vagliami il lungo studio e ’l grande amore che m’ha fatto cercare lo tuo volume 85Tu se’ lo mio maestro e ’l mio auctore tu se’ solo colui da cu’io tolsi lo bello stilo che m’ha fatto honore Vedi la bestia per cu’io mi volsi aiutami dallei famoso e saggio 90ch’ella me fa tremar le vene et polsi Ad te convien tener altro viaggio rispuose poi che lagrimar mi vide sevvuol campar d’esto loco selvaggio Che questa bestia per la qual tu gride 95non lascia altrui passar per la sua via ma tanto lo ’mpedisce che l’uccide Et ha natura sì malvagia e ria che mai non impie la bramosa voglia e depo ’l pasto ha più fame che pria 100Molti son li animali ad cui s’amoglia e più seranno anchora infin che ’l veltro verrà che la farrà morir con doglia Custui non cibarà terra né peltro ma sapientia amore et virtute 105et sua nation serà tra feltro e feltro De quella humile italia fia salute per cui morì la virgene camilla eurialo e nixo e turno de ferute Questi la cacciarà per omne villa 110fin che l’avra remessa nell’inferno là donde invidia prima dipartilla
[versione diplomatica]
Ondio perlotuo me penſo et diſcerno che tu me ſequi et io ſero tua guida etrarotte diqui per luogo eterno Oue udirai lediſperate ſtrida115 uedrai liantichi ſpiriti dolenti che laſeconda morte ciaſcun grida Et poi uedrai color che ſon contenti nel fuoco perche ſperan diuenire quando cheſia alle beati genti120 Alle quai poi ſe tu uorrai ſalire anima fia adcio piu dime degna conlei te laſſiro nel mio partire Che quel o imperador che laſſu regna per che fui ribellante alla ſua leggie125 non uol chen ſua cipta perme ſeuegna Per tutte parti impera et quiui regge quiui e la ſua cipta et lalto feggio o felice colui cuiui elegge Et io allui poeta io ti richeggio130 perquello idio che tu non conoſceſti accio chio fugga queſto male et peggio Che tu memeni ladoue or diceſti ſi chio ueggia la porta diſanpietro et color cui tu fai cotanto meſti135 Allor ſimoffe et io letenni dietro
[versione critica]
Ond’io per lo tuo me penso et discerno che tu me sequi et io serò tua guida e trarotte di qui per luogo eterno 115Ove udirai le disperate strida vedrai li antichi spiriti dolenti che la seconda morte ciascun grida Et poi vedrai color che son contenti nel fuoco perché speran di venire 120quando che sia alle beati genti Alle quai poi se tu vorrai salire anima fia ad ciò più di me degna con lei te lassirò nel mio partire Che quelo imperador che lassù regna 125per che fui ribellante alla sua leggie non vol che ’n sua ciptà per me se vegna Per tutte parti impera et quivi regge quivi e la sua ciptà et l’alto seggio o felice colui cu’ivi elegge 130Et io allui poeta io ti richeggio per quello idio che tu non conoscesti acciò ch’io fugga questo male et peggio Che tu me meni là dove or dicesti sì ch’io veggia la porta di san pietro 135et color cui tu fai cotanto mesti Allor si mosse et io le tenni dietro
[versione diplomatica]
CANTO II. della p̃ma parte nelqual fa prohemio alla prima cantica: Cioe alla p̃ma p̃te dequeſto libro ſolamête et ĩqueſto cãto tracta lautore come trouoe Virgilio ilquale
[versione critica]
CANTO II. della prima parte nel qual fa prohemio alla prima cantica: Cioè alla prima parte de questo libro solamente et in questo canto tracta l’autore come trovoe Virgilio il quale
[versione diplomatica]
il fece ſicuro del cammino per le tre donne che dilui haueamo cúra nella corte delcielo.
Ogiorno ſenandaua at laere bruno tolleua lianimali che ſono interra dalle fatighe loro e io ſo luno Ma parechiąua aſoſtener laguerra ſi del cammin et ſi della pietate5 che ritrarra lamente che non erra O muſa o alto ingegno or maiutate o mente che ſcriueſti cio chio uidi qui ſi parra latua nobilitate Io cominciai poeta che mi guidi10 guarda lamia uirtu ſelle poſſente prima cha lalto paſlo tu mi fidi Tu dici che di ſilaio il parente corruptibile ancora adimmortale ſeculo ando et fu ſenſibilmente15 Pero ſe lauerſario dogni male corteſe fu penſando lalto effecto cuſcir deuia dilui elchi elquale Non pare indegno adbomo dintellecto che fu dellalma roma et delſuo impero20 nel imperio ciel per padre electo Loquale elquale auoler dir louero fu ſtabilito per luloco ſancto u ſiede il ſucceſſor del maggior piero Per queſta andata onde lidai tu uanto25 inteſi coſe che furon cagione diſua uictoria et del papale amanto
[versione critica]
il fece sicuro del cammino per le tre donne che di lui haveamo cura nella corte del cielo·
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O giorno se nandava at laere bruno tolleva li animali che sono interra dalle fatighe loro e io so luno Ma parechiava asostener la guerra 5si del cammin et si della pietate che ritrarra la mente che non erra O musa o alto ingegno or maiutate o mente che scrivesti cio chio vidi qui si parra la tua nobilitate 10Io cominciai poeta che mi guidi guarda la mia virtu selle possente prima cha lalto passo tu mi fidi Tu dici che di silvio il parente corruptibile ancora ad immortale 15seculo ando et fu sensibilmente Pero se laversario dogni male cortese fu pensando lalto effecto cuscir de via di lui el chi el quale Non pare indegno ad homo dintellecto 20che fu dellalma roma et del suo impero nel imperio ciel per padre electo Lo quale el quale a voler dir lo vero fu stabilito per lu loco sancto vi siede il succesor del maggior piero 25Per questa andata onde li dai tu vanto intesi cose che furon cagione di sua victoria et del papale amanto
[versione diplomatica]
Andoui poi eluaſo delectione per recarne comforto aquella fede che principio allauia diſaluatione30 Maio perche uenirui ochil concede io non Enea io non Paulo ſono ne degno accio ne io ne altrilcrede Per che sedeluenire io mabandono temo che lauenuta nonſia folle35 ſe ſavio intende mei chi non ragiono Et quale quei che diſuuol cio che uolle et per nuoui penſieri cagnia propoſta ſi che dalcominciar tutto ſi tolle Tal mifecio inquella obſcura coſta40 perche penſando conſumai lampreſa che fu nel cominciar cotanto toſta Sio ben laparola tua inteſa riſpuoſe del manganimo quel ombra lanima tua e dauiltate offeſa45 Laqual molte fiate lomo ingombra ſi che dornata impreſa lariuolue come falſo ueder beſtia quandumbra Da queſta tema accio che tu tiſolue dirotti perchio uenni et quel cheinteſi50 nel primo punto che dite mi dolue Io era intra color che ſon ſoſpeſi et donna me chiamo beata et bella tal che dicomandar io larichieſi Lucean gliocchi ſuoi piu chella ſtella55 et cominciomi adir ſoaue epiana conangelica uoce enſua fauella
[versione critica]
Andovi poi el vaso delectione per recarne comforto a quella fede che principio alla via di salvatione30 Ma io perche venirvi o chil concede io non Enea io non Paulo sono ne degno accio ne io ne altril crede Per che se del venire io mabandono temo che la venuta non sia folle35 se savio intende mei chi non ragiono Et quale quei che di su vol cio che volle et per nuovi pensieri cagnia proposta si che dal cominciar tutto si tolle Tal mi fecio in quella obscura costa40 perche pensando consumai lampresa che fu nel cominciar cotanto tosta Sio ben la parola tua intesa rispuose del manganimo quel ombra lanima tua e da viltate offesa45 La qual molte fiate lomo ingombra si che dornata impresa la rivolve come falso veder bestia quandumbra Da questa tema accio che tu ti solve dirotti perchio venni et quel che intesi50 nel primo punto che di te mi dolve Io era intra color che son sospesi et donna me chiamo beata et bella tal che di comandar io la richiesi Lucean gli occhi suoi piu chella stella55 et cominciomi a dir soave e piana con angelica voce en sua favella
[versione diplomatica]
O anima corteſe mantouana dicui lafama ancor nel mondo dura et durera quantol moto lontana60 Lamico mio ma non della uentura nella diſerta piaggia e impedito ſi nelcamin che uolte per paura Et temo che nonſia gia ſt ſmarrito chimiſia tardi alſoccorſo leuata65 perquel chio dilui nelcielo udito Ormuoui et colla tua parola ornata et con cio che biſognia alſuo campare laiuta ſi chio neſia conſolata Io ſon beatrice che te faccio andare70 uegno diluoco oue tornar dilio amor mi moſſe chemi fa parlare Quando ſero denanzi alſegnor mio dite me lodiro ſouente allui tacette allora et poi cominciai io75 O donna deuirtu ſola percui lumana ſpetie excede ogni contento daquel ciel ca minor licerchi ſui Tanto magrada eltuo comandamento che lubidir ſegia me fuſſe tardi80 piu nonte uopo aprirmi eltro talento Ma dimmi lacagion che non te guardi delloſcender quagiu inqueſto centro dallampio loco oue tornar tu ardi Dache tu uoi ſaper cotanto adentro85 dirotti breue mente miriſpuoſe per chio nontemo diuenir qua entro
[versione critica]
O anima cortese mantovana di cui la fama ancor nel mondo dura 60et durera quantol moto lontana Lamico mio ma non della ventura nella diserta piaggia e impedito si nel camin che volte per paura Et temo che non sia gia si smarrito 65chi mi sia tardi al soccorso levata per quel chio di lui nel cielo udito Or muovi et colla tua parola ornata et con cio che bisognia al suo campare laiuta si chio ne sia consolata 70Io son beatrice che te faccio andare vegno di luoco ove tornar disio amor mi mosse che mi fa parlare Quando sero denanzi al segnor mio di te me lodiro sovente allui 75tacette allora et poi cominciai io O donna de virtu sola per cui lumana spetie excede ogni contento da quelciel ca minor licerchi sui Tanto magrada el tuo comandamento 80che lubidir segia me fusse tardi piu non te uopo aprirmi eltuo talento Ma dimmi lacagion che non te guardi dello scender quagiu inquesto centro dallampio loco ove tornar tu ardi 85Dache tu voi saper cotanto adentro dirotti breve mente mirispuose per chio nontemo divenir qua entro
[versione diplomatica]
Temer ſede deſole quelle coſe channo potentia difar altrui male delaltre no che non ſon pauroſe90 Io ſon fatta dadio {ua merce tale che lacoſtra miſeria non me tange ne fiamma deſto incendio non me aſale Donna e gentil nelciel cheſi compiange dequeſto impedimento ouio temando95 ſi che duro iudicio laſſu frange Queſta chieſe lucia inſuo domando ediſſe ora biſogna eltuo fedele dite et io adte loracomando Lucia nemica deciaſcun crudele100 ſimoſſe et uenne alloco douio era cheme ſedia collantica rachele Ediſſe beatrice loda dedio uera che non ſuccorri quel chetamo tanto cuſci perte della uolgara ſchiera105 Non odi ta lapieta del ſuo pianto nonuedi tu lamorte chel combatte ſula fiumana ouelmar non ha uanto Almondo non fur mai perſone racte adfar lor prode o ad fugir lor danno110 comio dopo tale parole facte Venni qua giu delmio beato ſcanno fidandomi deltuo parlar honeſto chonora te et quei codito lanno Poi che mebbe ragionato queſto115 gliocchi lucenti lagrimando uolſe per che me fece deluenie piu preſto
[versione critica]
Temer ſede de sole quelle cose channo potentia di far altrui male 90de laltre no che non son paurose Io son fatta da dio sua merce tale che la vostra miseria non me tange ne fiamma de sto incendio non me asale Donna e gentil nel ciel che si compiange 95de questo impedimento ovio temando si che duro iudicio lassu frange Questa chiese lucia in suo domando e dise ora bisogna el tuo fedele di te et io ad te lo racomando 100Lucia nemica de ciascun crudele si mose et venne al loco dovio era che me sedia collantica rachele E disse beatrice loda de dio vera che non succorri quel che tamo tanto 105cusci per te della volgara schiera Non odi tu la pieta del suo pianto non vedi tu la morte chel combatte sula fiumana ovelmar non ha vanto Al mondo non fur mai persone racte 110ad sar lor prode o ad ſugir lor danno comio dopotale parole facte Venni qua giu del mio beato scanno fidandomi del tuo parlar honesto chonora te et quei codito lanno 115Poi che mebbe ragionato questo gli occhi lucenti lagrimando volse per che me fece del venir piu presto
[versione diplomatica]
Et uenni adte ſi comella uolſe dinanzi adquella fiera te leuai che del bel monte elcorto andar titolſe120 Dung che e perche per che reſtai? perche tanta uilta nelcore allecte? perche ardire et francheza non hai? Da poi che tai tre donne benedecte curan dite nella corte del cielo125 elmio parlar tanto ben tempromecte Quali fioretti dal noctorno gielo chinati echiuſi et poi chel ſol limbianca ſirizan tutti aperti illorſtelo Tal me fecio dimia uirtute (tanca130 etanto buono ardire alcor miporſe chi cominciai come perſona franca Opiatoſa colei che meſuccorſe et tu corteſe che ubidiſti toſto allevere parole che te porſe135 Tu mai condiſſiderio elcor diſpoſto ſi aluenire colle parole tuoe chi ſon tornato nel primo propoſto Orua chun ſol uolere demendue tu duca tu ſegnor et tu maeſtro140 cuſi lidiſſi poi che moſſo fue Entrai perlocamin alto et ſilueſtro
[versione critica]
Et venni ad te si comella volse dinanzi ad quella fiera te levai 120che del bel monte el corto andar ti tolse Dunque che e perche per che restai perche tanta vilta nel core allecte perche ardire et francheza non hai Da poi che tai tre donne benedecte 125curan dite nella corte del cielo el mio parlar tanto ben tempromecte Quali fioretti dal noctorno gielo chinati e chiusi et poi chel sol limbianca si rizan tutti aperti illor stelo 130Tal me fecio di mia virtute stanca e tanto buono ardire al cor mi porse chi cominciai come persona franca O piatosa colei che me succorse et tu cortese che ubidisti tosto 135allevere parole che te porse Tu mai con dissiderio el cor disposto si al venire colle parole tuoe chi son tornato nel primo proposto Or va chun sol voler e demendue 140tu duca tu segnor et tu maestro cusi li dissi poi che mosso fue Entrai per lo camin alto et silvestro.
[versione diplomatica]
CANTO III nelqual tratta delaporta et delentrata delinferno et delfiume dacherõte dellapena dicoloro cheuiuettero ſanza ope difama degne. Et come eldemonio caron
[versione critica]
CANTO III· nel qual tratta de la porta et de lentrata de linferno et del fiume da cheronte della pena di coloro che vivettero sanza oper di fama degne. Et come el demonio caron
[versione diplomatica]
litrae inſua naue e comegli parloe alautore Et tocca qui queſto uitio inperſona dipapa cileſtino:
Erme ſiua nellacipta dolente perme ſiua neleterno dolore perme ſiua tra laperduta gente Iuſtitia moſſe ilmio alto factore fecemi ladiuina poteſtate5 la ſomma ſapienzia elprimo amore Dinanzi ame non fuor coſe create ſe non eterne et io eterno duro laſciate ogni ſperanza uoi chentrate Queſte parole dicolore obſcuro10 uidio ſcripte alſommo duna porta perchio maeſtro il ſenſo lor me duro Et egli ame come perſona accorta qui ſi conuien laſciar ogni ſoſpecto ogne uilta conuien che qui ſia morta15 Noi ſiam uenuti alloco ouio to decto che tu uedrai legenti doloroſe canno perduto elben delintellecto Et poi che laſua mano alla mia poſe conlieto uolto ondio mi comfortai20 mi miſle dentro alleſecrete coſe Quiui ſoſpiri pianti et alti guai reſonauan perlaere ſanza ſtelle perchio alcominciar nelagrimai Diuerſe lengue orribile fauelle25 parole didolore accenti dira uoci alte et fioche et ſon demã conelle
[versione critica]
li trae in sua nave e comegli parlo e al autore Et tocca qui questo vitio in persona di papa cilestino:·
Er me si va nella cipta dolente per me si va neleterno dolore per me si va tra la perduta gente Iustitia mosse il mio alto factore 5fecemi la divina potestate la somma sapienzia el primo amore Dinanzi a me non fuor cose create se non eterne et io eterno duro lasciate ogni speranza voi chentrate 10Queste parole di colore obscuro vidio scripte al sommo duna porta perchio maestro il senso lor me duro Et egli a me come persona accorta qui si convien lasciar ogni sospecto 15ogne vilta convien che qui sia morta Noi siam venuti al loco ovio to decto che tu vedrai le genti dolorose canno perduto el ben delintellecto Et poi che la sua mano alla mia pose 20con lieto volto ondio mi comfortai mi misse dentro alle secrete cose Quivi sospiri pianti et alti guai resonavan per laere sanza stelle perchio al cominciar ne lagrimai 25Diverse lengue orribile favelle parole di dolore accenti dira voci alte et fioche et son de man con elle
[versione diplomatica]
Facean un tumulto ilqual ſagira ſempre quel aer ſenza tempo tincta come larena quando aturbo ſpira30 Et io chauia dorror lateſta cincta diſſı maeſtro che e quel chiodo et che gente che pare nelduolo ſia uincta Et egli adme queſto miſero modo tengo lanime triſte dicoloro35 che uiſſer ſenza fama eſenza lodo Meſtiati ſono adquel captiuo coro degliangioli che non fuoro ribelli ne fuoro fedeli adio ma perſe fuoro Cacciali iceli per non eſſer men belli40 nello profondo inferno lireceue calcuna gloria irei aurebber delli Etio maeſtro che e tanto greue diſſio che lamentar lifa ſi forte reſpuſe dicirolti molto breue45 Queſti non hanno ſperanza dimorte elaloro cieca uita e tanto baſſa chen uidioſi ſon dogni altra ſorte Fama diloro ilmondo eſſer non laſſa miſericordia et iuſtitia lideſdegna50 non ragionar dilor ma guarda et paſſa Etio che riguardai uidi una inſegna che girando correa tanto racta che dogni puoſa me paria indegna Et dietro liuinia ſilunga tracta55 digente che non hauerei creduto che morte tanta nauiſſe diſfacta
[versione critica]
Facean un tumulto il qual sagira sempre quel aer senza tempo tincta come larena quando a turbo spira30 Et io chavia dorror la testa cincta dissi maestro che e quel chiodo et che gente che pare nel duolo sia vincta Et egli ad me quello misero modo tengo lanime triste di coloro 35 che visser senza fama e senza lodo Mestiati sono ad quel captivo coro degli angioli che non fuoro ribelli ne fuoro fedeli a dio ma perse fuoro Cacciali i celi per non esser men belli 40 nello profondo inferno li receve calcuna gloria i rei avrebber delli Et io maestro che e tanto greve dissio che lamentar li fa si forte respuse dicirolti molto breve 45 Quelli non hanno speranza di morte e la loro cieca vita e tanto bassa chen vidiosi son dogni altra forte Fama di loro il mondo esser non lassa misericordia et iustitia li desdegna 50 non ragionar di lor ma guarda et passa Et io che riguardai vidi una insegna che girando correa tanto racta che dogni puosa me paria indegna Et dietro li vinia si lunga tracta 55 di gente che non haverei creduto che morte tanta navisse disfacta
[versione diplomatica]
Pocia chio nebbi alcun recognoſciuto uiddi econobbi lombra dicolui che fece peruilca logran refiuto60 Incontinente inteſi et certo fui che quellera laſepta decactiui adio ſpiacenti et animici ſuoi Queſti ſciagurati che mai non fur uiuicoublar erano ingnudi ſtimulati molto Blon65 damaſconi e daueſpe cheraniui bon Elle rigauan loro diſangue eluolto che miſchiato delagrime allor piedi da faſtidioſi uermi era ricolto Et poi cha riguardar oltre mediedi70 uidi gente allariua dum granfiume perchio diſſı maeſtro ormi concedi Che ſappa quali ſono equal coſtume lifa ditrapaſſar parer ſipromte comio diſcerno perlopoco lume75 Et egli adme lecoſe tifier conte quando noi fermarin linoſtri paſſi ſulla triſta fiumana dacheronte Etio congliocchi uergnoſi ebaflı temendo chel mio dir lifuſſe graue80 infin alfiume del parlar mitraſſe Et ecco uerſo noi venir pernaue Sino unuechio bianco perantico pelo gridando guai ad uoi anime praue Non ſperate mai ueder locielo85 io uegno permenarui allatra rica nelle tenebre etterne incaldo egielo
[versione critica]
Pocia chio nebbi alcun recognosciuto viddi e conobbi lombra di colui che fece per vilta lo gran refiuto Incontinente intesi et certo fui 60che quellera la septa de cactivi a dio spiacenti et animici suoi Questi sciagurati che mai non fur vivi erano ingnudi stimulati molto da masconi e da vespe cheran ivi 65Elle rigavan loro di sangue el volto che mischiato de lagrime allor piedi da fastidiosi vermi era ricolto Et poi cha riguardar oltre me diedi vidi gente alla riva dum granfiume 70perchio dissi maestro or mi concedi Che sappa quali sono e qual costume li fa di trapassar parer si promte comio discerno per lo poco lume Et egli ad me lecose ti fier conte 75quando noi fermarin li nostri passi sulla trista fiumana da cheronte Et io con gli occhi vergnosi e bassi temendo chel mio dir li fusse grave in fin al fiume del parlar mi trasse 80Et ecco verso noi venir per nave un vechio bianco per antico pelo gridando guai ad voi anime prave Non sperate mai veder lo cielo io vegno per menarvi allatra riva 85nelle tenebre etterne in caldo e gielo
[versione diplomatica]
Etu che ſe cuſti anima uiua partiti da coteſti che ſon morti ma poi che uiddichio non me partiua90 Diſſe peraltra uia peraltri porti uerrai adpiaggia non qui perpaſſare piu leue legno conuien che te porti El duca lui caron non te crucciare uolſi cuſi cola doue ſe puote95 cio che ſeuuole et piu non dimandare Allor fuor chete lelanoſe gote al nocchier della liuida palude che ĩtorno alliocchi haueã difiamme rote Ma quel anime cheran laſſe enude100 cangiar colore de battero identi toſto chenteſer leparole crude Biaſtimauan idio elor parenti lumana ſpetie elluogo eltempo elſeme dilor ſemenza et dilor naſcimenti105 Poi ſeraccolſer tutti quanti inſieme forte piangendo allariua malvagia catende ciaſcun homo che dio nõ teme Caron dimonio conocchi dibragia loro accennando tutti liracoglie110 batte colremo qualunqua ſadagia Come dautunno ſeleuan lefoglie luna apreſſo dellatra finchel ramo rendalla terra tutte leſue ſpoglie Simile mente el mal ſeme dadamo115 gittanſı dequellito aduna aduna come auciel fa perſuo rechiamo
[versione critica]
E tu che se custi anima viva partiti da cotesti che son morti ma poi che viddi chio non me partiva Disse per altra via per altri porti 90verrai ad piaggia non qui per passare piu leve legno convien che te porti El duca lui caron non te crucciare volsi cusi cola dove se puote cio che se vuole et piu non dimandare 95Allor fuor chete le lanose gote al nocchier della livida palude che intorno alli occhi havean di fiamme rote Ma quel anime cheran lasse e nude cangiar colore debattero i denti 100tosto chenteser le parole crude Biastimavan idio e lor parenti lumana spetie el luogo el tempo el seme di lor semenza et di lor nascimenti Poi se raccolser tutti quanti insieme 105forte piangendo alla riva malvagia catende ciascun homo che dio non teme Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutti li racoglie batte col remo qualunqua sadagia 110Come dautunno se levan le foglie luna apresso dellatra finchel ramo rendalla terra tutte le sue spoglie Similemente el mal seme dadamo gittansi de quel lito ad una ad una 115come auciel fa per suo rechiamo
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The end
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