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La Pieve di Dervio

Carlo Andreani · 1898 · Free in the US

25,559 words · about 1 h 47 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
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Author
Carlo Andreani
Language
Italian
Published
1898
Length
25,559 words · about 1 h 47 min
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Agli Alunni delle Scuole Comunali di Dervio - Corenno Plinio e Dorio

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Per voi, carissimi Giovanetti, ho raccolte queste notizie della Pieve di Dervio, certo, non tutte importanti e non estese, ma sufficienti però a farvi conoscere fatti di altri tempi, ordinamenti amministrativi, costumanze dei nostri avi e lo stato presente dei Comuni.

Altre ne ho premesse, limitatissime, risguardanti la Provincia in generale, partitamente i Circondari ed il Mandamento di Bellano.

Dal complesso potrete rilevare quante ricchezze naturali, quante industrie, quanti tesori d’arte possiede la nostra Provincia.

Ricordatemi qualche volta, ma ricordate ed amate sempre Dio, la Patria, la Famiglia.

La Provincia di Como

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Questa ricca e vasta Provincia confina al Nord colla Svizzera e Provincia di Valtellina; all’Est pure colla Valtellina e Provincia di Bergamo; al Sud con quella di Milano, ed all’Ovest con quella di Novara e la Svizzera. Ha una superficie di Kilom. quadrati 2717.16 ed una periferia di Kilom. 468556.

Due linee di monti si staccano a Nord, l’una dalle Alpi Retiche l’altra dallo Spluga, che si protendono, allargandosi, verso mezzodì, e tra esse una terza da Sud a Nord che s’avanza a modo di cuneo terminando a Bellagio dove divide il lago in due rami, di Lecco e di Como. Quelle linee di monti abbassandosi verso il Sud formano ricche e ridenti colline che vanno ad estinguersi nella vasta pianura lombarda. Fra i Laghi Maggiore, di Como, di Lugano e la Provincia Milanese il terreno è tutto a valli, monti e piani fruttiferi racchiudenti splendidi laghetti. Le colline comprese fra il corso dell’Adda ed il Lambro formano la deliziosa Brianza; fra questa ed i monti di Como trovasi il ridente Pian d’Erba.

MONTI PRINCIPALI. — Il Legnone (altezza sul mare m. 2612) — Pizzo dei Tre Signori (m. 2560) — Varrone (m. 2549) — Montecodeno o Grigna Settentrionale (m. 2403) — Pizzo di Gino (m. 2272) — Grigna meridionale (m. 2184) — Sant-Jorio (m. 2179).

VALLATE. — La Valsassina e Valmadrera in Circondario di Lecco — Valassina e Valbrona in Mandamento di Canzo — di Bellano o della Pioverna — di Dervio Mandamento di Bellano — di Livo, Gravedona, Dongo Mandamento di Gravedona — di Menaggio e Cavargna — di Vall’Intelvi, divisa in tre rami e due Mandamenti — di Valsolda in Mandamento di Porlezza — di Valcuvia, Marchirolo, Ganna, Travaglia, Vedasca, Dumenza in Circondario di Varese, ed altre minori.

FIUMI PRINCIPALI. — L’Adda nasce sul monte Braulio, attraversa la provincia di Valtellina, sbocca nel lago a Colico, ne sorte a Lecco e va a metter foce nel Po a Cremona — il Lambro ha origine in Valassina, passa per Monza e sbocca nel Po — l’Olona ha le sue fonti in Valganna, vicino a Varese, e gettasi nel Naviglio grande a Porta Vittoria in Milano.

FIUMI SECONDARI. — L’Albano a Dongo — il Varrone a Dervio — la Pioverna a Bellano — il Telo ad Argegno — il Caldone a Lecco — la Tresa in territorio di Luino. — In totale tra fiumi e torrenti circa una sessantina.

LAGHI. — Quello di Como o Lario, avente la forma di un Y, con una superficie di 153 milioni di metri quadrati, una lunghezza da Como a Gera di m. 48000, larghezza massima m. 4000 (Fiumelatte-Majolica) e minima di m. 750 (Torriggia-Careno), profondità massima m. 414. Capi-lago: Lecco a Sud-Est, Como a Sud-Ovest, Colico a Nord-Est. Come tutti i laghi è soggetto a variazioni d’altezza, e la massima piena ricordata avvenne il 21 settembre 1829 — raggiungendo m. 3.98 sopra lo 0 dell’idrometro posto a m. 199.34 sul livello del mare (Vedi annotazione A); la piena ordinaria trovasi a m. 1.80.

Il lago di Como è fra i più belli d’Europa, e la Tremezzina è la parte migliore per clima e posizione; vien detta il giardino di Lombardia, un sorriso di natura, ed annualmente attira innumerevoli forestieri nei superbi alberghi posti sulle rive di quel bacino fortunato.

Nella Provincia sono compresi anche parte dei Laghi Maggiore e di Lugano.

LAGHI MINORI. — Quelli di Varese, Monate, Comabbio, Biandronno, Annone, Alserio, Pusiano, Segrino, di Montorfano e parte di quello di Mezzola unito al Lario da un canale navigabile; in buon numero i laghetti alpini; chiamansi pure laghi, di Pescarenico, Garlate, Olginate, i bacini formati dagli allargamenti dell’Adda.

ISOLE. — La Comacina, di fronte a Sala sul Lario, già baluardo delle libertà italiche ai tempi dei Goti e dei Longobardi, ridotta in rovina dai Comaschi nel 1169; in essa trovansi avanzi di fortilizi e di chiese antichissime; l’isola dei Cipressi, sul lago di Pusiano, celebre per gli avanzi preistorici.

PESCI. — I più pregiati nei diversi laghi sono: la trota — il pesce persico — il carpione — la tinca — l’anguilla — il luccio, e squisitissimo l’agone, specialità del Lago di Como. I pesci sono in diminuzione causa alcune malattie introdottesi, ma più per lo smodato uso di reti distruttrici ed il nessun rispetto alla epoca del fregolo. La trota però tende ad aumentare dopo la distruzione delle pescaje lungo il Fiume Adda in Valtellina e per le immissioni di avannotti ottenuti a Fiumelatte nella Villa del distintissimo signor Cav. Ufficiale Enrico Bruguières che, oltre la gratuita prestazione dei locali e degli attrezzi, l’egregio signore prestava l’assiduo ed intelligente suo ajuto. Nel 1881 vennero immesse nel lago le uova fecondate di coregone, o lavareto, portate dal lago di Costanza (Svizzera), ma per sconosciute cause la deposizione non ebbe esito favorevole. Dal 1886, visto lo splendido risultato ottenuto l’anno antecedente a Fiumelatte, si continuarono le incubazioni di uova di coregoni provenienti dalle RR. Stazioni di Piscicoltura e dall’estero e le immissioni sino al 1895, nel qual anno principiarono le incubazioni di uova di coregoni presi nel Lario.

A Bellagio nel corrente anno 1898 vennero posti in incubazione le uova di coregone azzurro a spese della benemerita e distinta Sezione Lariana di Piscicoltura, ma una fortuita interruzione dell’acqua ne causò la perdita totale.

Il coregone è un salmonide che vive di piccoli crostacei, lumachelle e larve d’insetti; è un ottimo pesce, ma facile alla decomposizione.

ACQUE-FLORA-FAUNA. — Abbondanti le sorgenti d’acqua potabile, limitatissimo il numero delle minerali; superbe le cascate della Villa Pliniana, di Molina, di Nesso, di Camoggio sotto a Pigra, di Balbiano, ed altre in Valsassina; rinomata la sorgente intermittente della Pliniana studiata da e quella alle sorgenti del Lambro.

Ricca la flora, che conta alcune specie rare, descritta nella «Flora Comense» dal Prof. Dott. , edita nel 1857, ed in parte nella «Flora Medica» del Dott. . Un buon erbario, ricco di 1435 esemplari indigeni e 472 esotici, lasciò la signora Candida Lina-Perpenti da Cremia, ora in proprietà del Cav. Prof. Canonico Don Antonio Carizzoni di Mandello. Numerose specie di crittogame raccolse, specialmente sul ricco Legnone, e classificò il distintissimo Prof. da Como, fondatore del Gabinetto Crittogamico di Pavia.

Abbondante la produzione dei funghi commestibili; boleti, agaricini, ovoli, clavarie e lo squisitissimo tartufo, che dànno un reddito di parecchie migliaja di lire.

Nei monti o sul piano trovansi: volpi, lepri, compre- sovi il bianco proprio delle alte zone, marmotte, martori, faine, puzzole, donnole, ermellini, però non comuni, scojattoli e ricci; frequente la lontra ed il camoscio, comune il tasso, non rado l’orso; il lupo è specie fattasi rara assai o forse estinta.

Fra gli uccelli sono stabili: il fagiano di monte o gallo, la pernice bianca, il francolino, la coturnice, la starna, l’aquila reale, il biancone, il gufo reale e molti uccelli silvani e di palude.

Un buon Catalogo Ornitologico della Provincia e di quella di Valtellina pubblicò nel 1870 l’egregio signor da Dervio, appassionato studioso di scienze naturali.

Le acque del lago, gli alti monti, ed in particolar modo il Piano di Spagna a Colico, vennero più volte visitati da cigni, cicogne bianche, fenicotteri, pellicani, colimbi, ottarde, ed altre specie rare di lontanissime regioni.

Fra le varie specie di ofidi o rettili, velenosa è solo la vipera, estesa in tutta la Provincia, ma fortunatamente non comune. La distinguono dalle altre specie una lunghezza non superiore a cent. 65; la testa schiacciata, allargata alla base delle mandibole, labbro superiore segnato in bianco, ed una macchia nera che dall’occhio si estende oltre la nuca; dal collo alla brevissima coda due righe di oscure lineette alternate. Il colore varia passando dal bruno grigio al bruno rosso superiormente ed il ventre del color ardesia più o meno carico al rossastro. La vipera può deporre per ogni sgravo sino a dieci piccoli perfettamente formati, che vengono tosto abbandonati a sè stessi, raggiungendo il loro completo sviluppo in sei o sette anni.

GROTTE. — Sono ammirate quelle di Blevio, Rovenna, Careno, Tremezzo, Val Menaggio, dell’Alpe di Monte Codeno, di Cainallo, Grigna Settentrionale, da poco accessibile; di Laorca sopra Lecco, una delle più belle delle Lombardia; quella dei tufi ad Osteno sul lago di Lugano ed altre nel territorio varesino. Alcune, riadattate, vengono dette Crotti, che servono per deposito e conservazione dei vini, e fra questi godono rinomanza speciale quelli di Moltrasio, Dongo, Fiumelatte e Valganna.

ROCCE. — Per gran parte i monti appartengono all’epoca giurassica inferiore e media con dominio di calcare nero e bigio, dolomie semplici e cristalline, arenarie rosse e verdi, steatiti, calcare sacaroideo, gneiss, mica nero, micaschisto e schisti bituminosi; porfido sul Generoso, su alcuni monti varesini ed altri.

MARMI-PIETRE-ARGILLE. — Rinomate cave di marmo ed arenarie a Viggiù e Saltrio; calcare a Malgrate, Onno, Arcisate e Valganna; dolomia a Dongo e Valsassina; sacaroide e feldispato a Musso ed Olgiasca (Colico); bindellino a Dervio e Valsassina; lumachella in Tremezzina ed Esino; marmo nero ed occhiadino a Varenna; dolomiti e schisti ad Esino e Perledo; granito a Cavargnano; ardesie tegolari a Moltrasio, Laglio, Blevio e Valsassina; marne gessifere a Limonta e Nobiallo; tufo a Maggianico; argille da stoviglie e majoliche a Lecco, Como, Menaggio e nelle valli varesine; inoltre alabastro, cristalli di rocca, granate e tormaline.

METALLI. — Da antichissimi tempi erano conosciute le miniere di ferro in Valsassina (Vedi annotazione B); nonchè di piombo argentifero e rame di Gaeta e Cavargna Mandamento di Menaggio; di Dongo con rame, scoperte in principio del 1500; di rame e piombo argentifero a Mandello. Cave di argento a Velate e Valsassina; piriti aurifere in Valcuvia; piombo argentifero a Brusimpiano in Circondario di Varese; cinabro in Valsassina.

COMBUSTIBILI. — Ligniti e torbe a Bosisio, Cazzago, Angera e Colico. I monti forniscono legna di variatissime specie, quantunque da alcuni anni siano stati quasi denudati per sopperire alle accresciute spese comunali ed agli scarsi prodotti agricoli.

EPOCHE PREISTORICHE. — Nelle torbiere di Bosisio e Cazzago si rinvennero cuspidi di freccie in pietra ed oggetti in bronzo; nei laghi di Varese, Biandronno, Comabbio e di Pusiano esistono «Palafitte» ossia avanzi di abitazioni di popoli preistorici sepolti nei depositi lacustri, dove si raccolsero vasi di terra, di osso, armi, strumenti ed utensili di ogni maniera, nonchè avanzi ossei di animali, semi di cereali e di piante compresivi quelli della vite selvatica.

Oltre i depositi di Esino formati principalmente di gasteropodi, chemnizie, ammoniti e bivalve diverse; di pesci e rettili dalle forme strane a Perledo e Varenna; di mostruose arietiti a Moltrasio e Carate Lario; di grosse bivalve in Valsolda e Val Menaggio; ricchi depositi di variati fossili (Vedi annotazione C) ed impronte nel terreno cretaceo della Brianza, trovansi: grotte ossifere con avanzi di orsi «l’orso delle caverne o speleo» al Buco del Piombo (Canzo) ma specialmente nella «Grotta dell’Orso» sopra Laglio, visitata per la prima volta dal dott. Casella nel 1841 e nel 1850 descritta dal R. Don , Preposto di Laglio. Altri avanzi di animali come: lupi, volpi, scojattoli trovansi sul Monte Bisbino (m. 1325), in Val Menaggio, in Valganna ed Induno, Circondario di Varese, celebre per la sua zona geologica.

PRODOTTI. — I principali sono: frumento, segale, granoturco, castagne, vino, olive, canape, lino, legna, bozzoli da seta, ora prodotti in quantità inferiore, e di molto, ai due milioni e mezzo di chilogrammi di un tempo. Il raccolto veniva lavorato nella Provincia unitamente ad una ragguardevole quantità importata dalle vicine Provincie e dall’estero nelle numerose filande, e poscia nei filatoj ed incannatoj.

Nelle vallate e nei paesi montuosi fiorisce l’allevamento del bestiame e la fabbricazione dei latticini. Maggior lucro potrebbe dare l’allevamento se venisse fatto con sistema più razionale e col miglioramento delle diverse razze mediante selezione. Da pochi anni sorsero in buon numero le latterie sociali con ottimi risultati, ed è dato sperare di vederle ben presto aumentate di numero e di importanza.

Godono nomea gli stracchini della Valsassina, i formaggini di Montevecchia, le robiole di Lecco, i formaggini di latte-caprino della Valle di Dongo.

L’agricoltura è il principale ramo di produzione, ed il miglioramento delle coltivazioni e dei prodotti va semprepiù estendendosi per la insistenza di alcuni volonterosi e per l’opera di benemeriti Comizi Agrari.

La produzione agricola di molti paesi montuosi è insufficiente al mantenimento degli abitanti, per modo che molti, specie la gioventù, sono obbligati ad emigrare all’estero in cerca di lavoro.

INFEZIONI. — Alle diverse infezioni della vite, quali: l’oidio presentatosi nella Provincia nel 1851; la peronospora nel 1879; la fillossera in Europa poco dopo il 1860 e nella Provincia nel 1880, vennero loro opposti validi provvedimenti per ottenerne la distruzione.

Gravissimi danni apportano le piralidi della vite allo stato di larva distruggendo i grappolini in fiore, e più tardo, in agosto-settembre, penetrate negli acini ed assorbendone gli umori producono l’appassimento ed il marciume. Il più sicuro modo di distruzione è la caccia alle larve ed alle farfalline.

La diaspide del gelso venne osservata la prima volta in Valassina nel 1866, da dove lentamente si estese in tutta la Brianza, e nel Mandamento di Bellano nel 1888. I gelsi da alcuni anni mostrano un generale indebolimento susseguito da frequenti mortalità causate in gran parte da irregolare coltivazione e da una crittogama, fungo parassita, che vegeta sulle radici succhiandone gli umori. Anche la fleospora che macchia le foglie del gelso alle seconda vegetazione, anticipandone la caduta, serve ad indebolire maggiormente il prezioso vegetale.

Antichissimo il calcino nei bachi, causato pure da una crittogama scomparsa all’epoca delle razze giapponesi; la pebrina sviluppatasi nel 1852 in Italia e nel ’56 in Lombardia accompagnata dalla flacidezza e di nuovo il calcino, alla di cui distruzione richiedonsi speciali attenzioni e cure.

Altre numerose infezioni colpiscono annualmente piante d’alto fusto, cereali ed erbe. Nel Mandamento di Bellano vennero raccolte dallo scrivente, in questi ultimi anni, più di 40 varietà di infezioni crittogamiche e 33 di insettivore sopra 65 specie di vegetali.

Agli allevatori di bestiame cagionano gravi danni: l’afta epizootica, zoppina, che dal principio del secolo serpeggia per l’Alta Italia; l’ematuria, causata dal repentino passaggio dal cibo secco al verde sui pascoli alpini, e la morìa dei vitelli dopo pochi giorni dalla nascita.

MANIFATTURE-OPIFICI-ARTI DIVERSE. — Numerosissimi i telaj meccanici ed a mano sparsi ovunque, ma specialmente a Como e vicinanze, per la fabbricazione di stoffe di seta ed altri tessuti; i prodotti di alcune fabbriche rivaleggiano colle migliori dell’estero. Nel XIV° secolo erano i pannilani il principale articolo di produzione e di esportazione. A Cantù e nei dintorni lavorasi in merletti assai ricercati; estesa in vasta zona la fabbricazione di scelto mobiglio.

Sono in attività forni fusori, magli, fucine, laminatoj per ferro e rame; fabbriche di macchine, carri, attrezzi agricoli; numerose le cartiere, tintorie, concerie pellami; fabbriche di cappelli, sapone, terraglie, ceramiche; fabbriche di birra, gazzose, liquori; seterie, cotonifici, tessiture diverse; vetrerie, cantieri navali, strettoj da olio, in breve, sono in attività tutte le industrie ed arti.

Non difettano pittori e scultori distinti; intagliatori, ebanisti e lavoranti in marmo di merito non comune.

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Como e Circondario

ct Il Circondario enumera tredici Mandamenti con 224 Comuni ed una popolazione di 253,369 abitanti. In questo Circondario è compresa la terra di Campione, Mandamento di Castiglione, di antichissima origine, racchiusa nel territorio svizzero; è ricordevole, unitamente alla Valle d’Intelvi, per la quantità degli scultori, architetti e maestri di fabbrica che si distinsero nel medio-evo.

In Europa, sul principio del 600, chiamavansi Comacini tutti i lavoratori in pietra e di scalpello che, dalle valli dei tre laghi, di Como, Maggiore e di Lugano, comprese nella diocesi di Como, si spandevano in tutte le capitali e città. Avevano interessi comuni, regolamenti e statuti propri, già riconosciuti nell’editto di , re dei Longobardi, nel 643. Ai Comacini si devono le precipue opere delle capitali, i più splendidi monumenti d’Italia, Francia, Spagna, Austria e Russia. Dall’associazione di tutti quegli operaj ebbe principio la Società dei Franco-Muratori o Massoneria.

COMO, anteriore di molto alla fondazione di Roma, è la capitale della Provincia, sede di Corte d’Assise, Tribunale, Prefettura e di tutti gli uffici amministrativi, finanziari e demaniali. Possiede un vasto Ospitale, detto di S.ª Anna, principiato nel 1464, dopo stabilita la fusione di quelli esistenti in Como, alcuni anteriori al 1356; — un Manicomio, fra i migliori moderni; — un Orfanotrofio femminile (anno 1671), maschile (anno 1829); — un Brefotrofio, anteriore al 1292 (Vedi annotazione F); — il Monte di Pietà, originato dal lascito di Donna Lucrezia Crivelli-Rusconi (anno 1532); — l’Opera Pia Gallio (1583), Parravicini (1654); — le Case d’Industria e Ricovero (1816-1824); — l’Istituto Elemosiniere (1500); — Cura marina per gli scrofolosi (1869); — Asili, Scuole Infantili; — la Cassa di Risparmio (1823), e molte altre istituzioni di beneficenza. — Liceo, Ginnasio, Scuole Tecniche e speciali per l’industria della seta, tessitura e tintoria; — Scuole d’Arti e Mestieri di lascito Castellini; — Collegi maschili e femminili; — Comizio Agrario, Circolo Agricolo e Camera di Commercio. È sede vescovile con due Seminari: teologico e filosofico-ginnasiale.

Nel Liceo, già convento di S.ª Cecilia, riadattato nel 1811, una Biblioteca, Museo di scienze naturali e Gabinetto fisico. Nella Casa Giovio, acquistata dal Comune nel 1896, il Museo patrio con istrumenti fisici di e di , compresavi la prima pila dallo stesso ideata e costrutta, doni della Nobile Famiglia; una ricca ed importantissima raccolta di marmi e lapidi antiche, donate per la massima parte dall’erudito Conte Francesco Giovio.

Nelle splendide sale superiori sono esposti numerosi avanzi delle epoche preistoriche: armi, ornamenti, vasi, utensili svariatissimi, provenienti da diverse stazioni lacustri, specialmente da quelle di Varese e Biandronno; dalle necropoli di Civiglio, Vergosa, Breccia, e dai terreni di Monte Olimpino, Montorfano, Cantù, Bosisio, Brunate e Valbrona; un discreto medagliere; una ricca collezione di monete italiane ed estere; le prime in numero di 1302, e di 1847 le seconde, splendido dono del raccoglitore onorevole Deputato ; nonchè quadri di distinti pittori, modelli, lavori d’intaglio e lavori femminili.

In buon numero i monumenti: in Como e sobborghi le chiese di S. Carpoforo, prima sede dei Vescovi di Como; di S. Abbondio, di stile lombardo, e di S. Fedele, fondate dal 300 al 700; il Duomo di stile neo-gotico o gotico riformato, introdotto nell’architettura ed esteso specialmente per opera dei Maestri Comacini; il Convento di S. Nicolò a Piona, in Comune di Colico; il Battistero (S. Maria del Tiglio) di Gravedona del 600, e la chiesa di S. Vincenzo, forse anteriore; un tempio a Lenno ed un’iscrizione romana; altre ad Ossuccio, Menaggio e nella Brianza. Specialmente degni di ricordo i battisteri di Galliano (Cantù), Oggiono e Barzanò; rimarchevole in Como il Palazzo della Ragione o Broletto di fianco al Duomo.

Nelle chiese abbondano statue, affreschi, quadri e lavori di classici pittori e scultori; Como è fra le più ricche città d’Italia per monumenti, lapidi e sepolcri romani.

Sono pur degne di considerazione le diverse torri poste lungo le mura della città: principale Porta Torre, innalzata nel 1192, avanzo delle moltissime che proteggevano Como, ed il Castello Baradello (m. 460). Sui monti, nei piani, lungo le riviere dei laghi trovansi ruderi di antiche torri, ed alcune ancora in buono stato, a ricordo di tristissimi tempi.

Fra i monumenti moderni di Como: il Cimitero, ricco di buoni lavori; la statua di nella piazza omonima, del (1838), e quella di , del , a Porta Vittoria. Anche nei Comuni del Circondario in questi ultimi tempi sorse la gara di eleganti cimiteri, forniti di non spregevoli opere di scultura, nonchè di statue, lapidi e monumenti innalzati a benefattori, scrittori ed uomini distinti.

Nei Comuni di Geno, Blevio, Civenna, Limonta e Alpe di Prevolta, sul S. Primo di Bellagio (metri 1703), sono da osservare alcuni «trovanti o massi erratici di granito», ma in special modo interessante la Pietra pendula sopra Torno, che posa in equilibrio su uno scoglio. Nelle vicinanze di Como, a Pallanzo, a Lemna, in Vall’Intelvi non mancano massi avelli, o depositi sepolcrali; pietre cupelliformi con incavi a foggia di scodelle di varia grandezza, di uso sconosciuto; villaggio pre-romano, ossia di abitazioni scavate nella pudinga di Rondineto sul colle di S. Eutichio (Como); necropoli celtiche di Val di Vico e Civiglio; tombe pre-romane a Longone al Segrino, Rebbio e Cantù.

Numerose strade carrozzabili collegano fra loro i paesi della Provincia, nonchè ferrovie e servizio di piroscafi sui laghi (Vedi annotazione F). Nel 1885 venne costrutto il tronco ferroviario fra Menaggio e Porlezza sul Lago di Lugano, e nel 1894 la funicolare fra Como e Brunate (metri 710), stazione climatica.

In Como, o nella Provincia, ebbero i natali e stabile dimora: , poeta; i , dei quali vedonsi le statue lateralmente alla porta maggiore del Duomo; , e , , scrittori e storiografi; e , cronisti; , della nobile Famiglia Odescalchi, e , Rezzonico, papi.

Tra i Comacini: , , Di Buono, , , distinti architetti e scultori; , e Paolino da Montorfano, pittori, e quest’ultimo lavorò anche alle invetriate del Duomo di Milano.

In questo secolo illustrarono la Città e la Provincia: i fisici e , nato questi nel 1745 e decesso nel 1826; Marchese da Como e di Dongo, che scrissero il primo una fino al 1802, l’altro quella del Lago di Como, principalmente delle (Dongo, Gravedona e Sorico); don da Brunate ed il fratello Don , cultori di lettere e scienze; scrisse il secondo la , diversi opuscoli, e fra questi l’ e l’; l’esimio pittore , nato a Milano da famiglia oriunda di Bellagio, dove morì il 15 settembre 1849, lasciando incompleto il Passaggio della Beresina in Russia, quadro di vastissime dimensioni, ed il suo capolavoro Una scena del diluvio universale.

Nelle ville, alcune principesche, si racchiudono tesori in quadri, statue ed oggetti antichi. Rimarchevoli, fra le moltissime che adornano le sponde del Lario, la Raimondi, ora del Duca Visconti di Modrone, la Salazar, la Pliniana nelle vicinanze di Como, Beccaria a Sala, Arconati a Lavedo, già convento di francescani, Rezia ad Azzano con ricca raccolta di gasteropodi e conchiglie marine, alcune di specie assai rare. A Bellagio: Trotti, Poldi-Pezzoli, Melzi, e pochi anni sono la Serbelloni, ora ridotta ad albergo. A Tremezzo la villa Carlotta, già Clerici, con lavori di , ed . Nei dintorni di Menaggio: a Loveno la Vigoni con distinte sculture, e la Nemesi, capolavoro di Thorwalsend; la Garovaglio, con preziose e ricchissime raccolte di tempi preistorici, età della pietra, bronzo e ferro di diverse regioni e dei più antichi popoli egizi, assiri e caldei, nonchè antichità greche e romane; la Cattaneo, già d’Azeglio, con pregevoli affreschi. Numerose e splendide ville si ammirano pure nella superba Brianza e vicine regioni.

Fioriscono nel Circondario le Società Operaje di Mutuo Soccorso — Società Cooperative — Associazioni fra contadini e mestieri — Vinicole, di Assicurazioni del bestiame e Latterie — Società di Assicurazioni incendi, e moltissime altre di istruzione, musica, alpinismo, ginnastica, scherma, canottaggio e di divertimento.

Ben pochi Comuni sono privi di Opere Pie per sussidi a poveri infermi e per l’istruzione.

Numerosi gli Asili, oltre cinquanta, le Scuole infantili, festive e serali. Non mancano Collegi, Biblioteche popolari e private, Musei, nonchè Casse di Risparmio, Banche, Tipografie e Litografie.

Divisione della Provincia

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La Provincia racchiude 510 Comuni con 536,732 abitanti, come dal censimento del 1881 (Vedi annotazione D). È divisa in tre circondari: Como, Lecco, Varese; politicamente in nove collegi, di Como, Cantù, Appiano, Erba, Gavirate, Varese, Lecco e Menaggio.

Lecco e Circondario

ct Il Circondario confina con quello di Como, le Provincie di Milano e Bergamo; è composto di sei Mandamenti con 126 Comuni e 130,926 abitanti.

LECCO, capoluogo, è posto all’estremità del lago a Sud dove l’Adda riprende il suo corso, al piede del Resegone (metri 1877). Le due sponde sono riunite dal ponte fatto costruire da nel 1336 e più volte riadattato. È borgata antica, creata città il 22 giugno 1848, circondata da ameni paeselli, e nelle chiese del territorio abbondano quadri di distinti maestri: , , , ed altri. Degne di nota fra le Chiese quella di Malgrate con pitture di , e statue del ; altre, sparse nel Circondario, sono rimarchevoli per opere d’arte o per antichità, come la Chiesa longobarda di S. Pietro in Civate, e la vicina chiesuola di S. Benedetto, forse più antica. Splendide le vedute dei dintorni, specialmente verso la Valsassina, ricca di miniere, di pascoli e produttrice di pregiati latticini. Di fronte alla città si innalza il Monte Barro (metri 922) con antico convento, ora ridotto ad albergo e stazione climatica ed un tempo munito di fortilizi e torri; avanzi di un rinomato castello trovansi a Brivio, sulla destra sponda dell’Adda, a pochi chilometri da Lecco, in parte ridotto a setificio.

Alle falde del Monte Barro ed in altre località della Valmadrera e della Valassina ricchi sedimenti di fossili, e fra questi un banco madreporico. Cavansi nel Circondario: ferro, rame, piombo, piombo argentifero, pietre da calce,

marne gessose, barite, pietre da cote, ardesie e marmi diversi.

Oggetti antichi, monete, vasi, armi si rinvennero in diverse località, ed a Pescate alcuni sepolcri romani con vasi ed utensili in bronzo.

Abbondante la pescagione nei diversi laghetti del territorio; qualcuno di proprietà privata.

In Valsassina gode fama la fonte acidulo-ferruginosa di Tartavalle, vicino a Taceno, scoperta nel 1838; a Barco, in vicinanza di Lecco, sgorga altra fonte solforosa-salina, in uso per bibite e bagni.

A Maggianico e vicinanze si trovano alcune eleganti ville, e distinte quelle già di Ponchielli e di Gomez; notevole a Pescarenico il Convento di Padre Cristoforo con originale campanile; non molto lungi, verso Lecco, trovasi il Caleotto, casa già di .

Lecco è città molto commerciale, e nel territorio ferve il più attivo lavoro, specialmente nei paesi dell’industre vallata del Gerenzone: Castello, S. Giovanni alla Castagna, Rancio, Malavedo, Laorca. Danno lavoro a numerosissimi operaj le filande, filatoj, officine da ferro e rame, laminatoj, fabbriche di macchine, forni fusori, cartiere e polverifici. Importante l’industria dei cementi e delle calci, tanto idrauliche che comuni; si fabbricano stoviglie, tubi, mattoni ed ogni genere di laterizi.

Buon concorso ai mercati del sabato a Lecco, ma più ancora a quelli di ottobre, che datano dall’800 al 900, ed a quelli di Merate dal 1400; rinomato quello di S.ª Maria Hoè. Oltre i suesposti in trenta Comuni tengonsi durante l’anno mercati e fiere, tanto per bestiame che per merci.

Quattro linee ferroviarie mettono Lecco in comunicazione con Bergamo, Milano, Como e Colico, continuando per Chiavenna e Sondrio, inaugurata nel giugno ’86; i superbi piroscafi della Società Lariana di navigazione coi paesi del lago. Ricca rete di strade carrozzabili la legano alle grosse borgate e paeselli; rimarchevole quella Lecco-Colico, che attraversa i paesi di Abbadia, da un abbazia di Benedettini già ivi esistente; di Mandello, in vasta pianura, con cave di granito, dalle quali vennero tolte le bellissime colonne poste nell’interno del Tempio dell’Annunciata, o Crocefisso, in Como; miniere di ferro e piombo però non più in attività; di Olcio, con cave di marmo nero, che dal 1426 al 1570 interpolatamente somministrarono il materiale per la continuazione dell’odierno Duomo di Como; di Lierna, d’origine romana; di Varenna, Bellano, Dervio, Corenno e Dorio, in Circondario di Como.

In Lecco e Circondario si distinsero diversi uomini nelle scienze, lettere ed arti. Nel XIII° secolo un Leone Crucejo da Lecco raccoglieva le antiche vicende del contado e di Milano. Buon nome fra i Maestri Comacini lasciarono un Angiolino ed un Antonio, che lavorarono alla certosa di Pavia; un Bencivene da Lecco (1464); Orlando da Morterone; Pietro, Matteo e Francesco da Mandello (1469); Bigna Antonio da Lierna, che nel 1368 costruiva una forte rôcca e le mura della città di Chiavari. In tempi non lontani l’Ing. , che disegnò la chiesa di Valmadrera e la carta topografica del territorio; , illustre biografo; e , distinto pittore il primo, celebre poeta il secondo, cui venne innalzato un monumento a Milano e fra non molto a Bosisio, dove ebbe i natali; , Don , geologo insigne, morto il 1° gennaio 1891; ed da Brivio, letterati e storici; l’Ingegnere , che scrisse la storia della Valsassina; l’Ing. , inventore di un sistema speciale di ferrovia funicolare, e l’on. di Asso, scrittore e studioso, che illustrò la storia delle arti coi , decesso il 20 novembre 1894.

In città contansi due Banche, la Popolare e quella di Lecco ed una filiale della Cassa di Risparmio di Milano, fondata nel 1857; il Comizio Agrario, la Camera di Commercio, Tipografie, Litografie e Giornali.

Sul Piazzale del Teatro sorge il monumento a , lavoro di , inaugurato nel 1884; quello ad , sulla via a Pescarenico, 1889; un busto allo scrittore e poeta sul Piazzale della Stazione ferroviaria, e fra breve un monumento al geologo (Vedi annotazione G).

Lecco è sede di Sotto-Prefettura, di Tribunale civile e correzionale, degli Uffici di Registro ed Ipoteche, di un Ginnasio inferiore con Museo; Scuole Tecniche, d’Arte e Collegi; un Ospitale, il Ricovero pei vecchi poveri, Società Muzzi, e diverse Opere Pie. Ospitali trovansi pure a Canzo, S.ª Maria Hoè, Merate, Bosisio ed Asso, e nel Circondario numerosissimi i legati di beneficenza ed oltre trenta Asili Infantili.

Varese e Circondario

ct Il Circondario di Como, le Provincie di Milano, Novara e la Svizzera, racchiudono quello di Varese, che conta otto Mandamenti, 160 Comuni ed una popolazione di 152,346 abitanti.

In Varese, elevata al grado di città nel 1816, e dintorni conservansi avanzi d’epoca romana; gli Arcivescovi di Milano vi tenevano, un tempo, corte di giustizia. Sono celebri: la Madonna del Monte, la Chiesa di San Giovanni in Varese dell’epoca longobarda, VI° secolo, col battistero, forse il più antico della diocesi, ed alcune chiese e monumenti sparsi nel Circondario.

Le rocche ed i castelli sono in gran numero, e devesi a questi il nome di Castellanza dato ai paesi che la circondano.

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