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Ben Hur; una storia de Cristo

Lew Wallace · 1900 · Scanned text · Free in the US

192,301 words · about 13 h 28 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

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Licence: PD · PD-US by publication date

Text from Internet Archive, read from page scans by OCR and set out for reading on screen; no words of the book are rewritten or summarized. How RedLectern is built

About this book

Author
Lew Wallace
Language
Italian
Published
1900
Length
192,301 words · about 13 h 28 min
Sections
59 reader sections
Text
Scanned text, read from page scans by OCR; may contain errors
Rights
Public domain in the United States · PD-US by publication date

 

Contents (59)
  1. Front matter about 2 min
  2. Capitolo I about 3 min
  3. II about 1 h 54 min
  4. Capitolo II about 16 min
  5. Capitolo III about 8 min
  6. Capitolo IV about 11 min
  7. Capitolo V about 13 min
  8. Capitolo VI about 18 min
  9. Capitolo VII about 5 min
  10. Capitolo I about 10 min
  11. Capitolo II about 9 min
  12. Capitolo III about 11 min
  13. Capitolo IV about 9 min
  14. Capitolo V about 10 min
  15. Capitolo VI about 9 min
  16. Capitolo I about 6 min
  17. Capitolo II about 20 min
  18. Capitolo IV about 12 min
  19. Capitolo V about 9 min
  20. Capitolo VI about 8 min
  21. Capitolo VII about 18 min
  22. Capitolo IX about 10 min
  23. Capitolo X about 11 min
  24. Capitolo XI about 14 min
  25. Capitolo XII about 14 min
  26. Capitolo XIII about 17 min
  27. Capitolo XV about 6 min
  28. Capitolo XVI about 19 min
  29. Capitolo I about 6 min
  30. Capitolo II about 10 min
  31. Capitolo III about 11 min
  32. III about 1 min
  33. IV about 4 min
  34. VI about 2 min
  35. Capitolo IV about 2 min
  36. Capitolo V about 10 min
  37. Capitolo VI about 6 min
  38. Capitolo VII about 22 min
  39. Capitolo IX about 6 min
  40. Capitolo X about 6 min
  41. Capitolo XI about 10 min
  42. Capitolo XII about 8 min
  43. Capitolo XIII about 10 min
  44. Capitolo XIV about 12 min
  45. Capitolo XV about 4 min
  46. Capitolo XVI about 16 min
  47. Capitolo I about 1 h 27 min
  48. Capitolo III about 9 min
  49. Capitolo IV about 15 min
  50. Capitolo V about 12 min
  51. Capitolo I about 13 min
  52. Capitolo II about 10 min
  53. Capitolo III about 14 min
  54. Capitolo IV about 11 min
  55. Capitolo V about 4 min
  56. Capitolo VI about 22 min
  57. Capitolo VIII about 11 min
  58. Capitolo IX about 14 min
  59. Capitolo X about 27 min

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Front matter

k

THE LIBRARY

OF

Capitolo I

Jebel es Zubleh è una catena di monti dell'estensione di oltre cinquanta miglia ma così breve in larghezza da figurare sulle carte geografiche come un misero bruco che segua, strisciando, la sua via, dal Nord al Sud. Essa sta , immobile , eretta sulle sue rupi rosse e bianche , guardando verso il disco pallido del sole nascente, e dalle sue vette si scorge solo il deserto dell'Arabia, dove i venti dell'est, cosi dannosi ai vigneti di Gerico, hanno, fin dai tempi pili remoti, creato un campo propizio alle loro orribili battaglie. Le falde della catena del Jebel son ricoperte da uno strato fitto di sabbia lasciatevi dall' Eufrate, e destinate a rimanervi, essendo essa una linea di divisione alle praterie di Moab e Ammon all'ovest, praterìe che, una volta, facevan parte del deserto.

L'arabo si parla in tutto il sud e in tutto l'oriente della Giudea: epperò, in lingua araba, Jebel significa letto d'innumerevoli canali, che, interrompendo la strada Romana — ora un semplice sentiero a paragone dì una volta — strada polverosa pet i pellegrini siriani provenienti dalla Mecca o diretti ad essa, formavano dei solchi, approfondentisi sempre più nel loro corso, e riversanti i torrenti nella stagione piovosa, nel Giordano, oppure nel Mar Morto.

Da uno di questi canali, e più precisamente da quello che nasce ai piedi del Jebel e si estende in direzione nordest, si forma il letto del fiume lablok ; per questo letto

IO

passava, diretta' all' infinita stesa del deserto, di buon mattino, un viaggiatore, cui occorre rivolgere la nostra attenzione.

All'apparenza dimostrava quarantacinque anni, e la sua barba, per l'addietro di un nero castagno, faceva bella mostra di sé fluendo, brizzolata, sul suo petto. .

Il suo viso era scuro come cioccolatte, e nascosto da un rosso Kufiyeh, nome dato dai figli del deserto, anche al giorno d'oggi, ai fazzoletti che servon loro da copricapo.

Di quando in quando alzava gli occhi , ed essi erano grandi e scuri. Era vestito con abiti comunissimi nell'oriente, abiti di cui però non può esser fatta una descrizione minuta, perchè egli era nascosto sotto una piccola tenda sul dorso di un dromedario bianco,- gigantesco. I popoli dell'occidente forse non si sono ancora abituati a veder i cammelli in assetto per la traversata del deserto. Altre cose, può essere, li avrebbero disinteressati a poco a poco , non questa, per la quale, ogni volta, si sentono massimamente attratti. Anche alla fine di lunghi viaggi, compiti insieme a carovane, anche dopo anni ed anni di permanenza fra i Beduini, i nativi dell'ovest, in qualunque posto si trovino, si fermano ed attendono i cammelli quando sanno eh' essi debbono passare. Il fascino di questi pnormi quadrupedi non è nella figura ridicola, nei movimenti poco aggraziati, nel passo silenzioso, o nel camminare pesante : come le navi forman l'ornamento più gentile del mare, così gli animali del deserto sono, per il deserto, l'ornamento migliore. Nel cammello esso ha un misterioso rappresentante, di modo che, mentre noi lo guardiamo, il nostro pensiero si trasporta di riflesso sui misteri che incarna e in ciò consiste il miracolo dell'attrazione inspirataci.

Il quadrupede, che usciva ora dal canale , avrebbe potuto pretendere il solito omaggio dei curiosi. Il colore e l'altezza del corpo, la grandezza del piede, un complesso, non grasso ma muscoloso ; un collo lungo, sottile, ricurvo come quello di un cigno ; il muso, con uno spazio largo fra gli occhi, e terminato a punta, in modo che un braccialetto femminile avrebbe potuto rinchiuderlo ; l'andatura a passi lenti, cauta e sicura ; tutto certificava il suo sangue siriano, assolutamente impareggiabile. Portava il solito frontale, che gli copriva la fronte, con una frangia scarlatta, e gli guarniva il collo con delle catene di rame, pendenti, ognuna delle quali terminava con un campanello d'argento dai leggeri tintinnii ; però, al frontale, non si accompagnavano

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