Read here

Il profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario italiano: Analisi dei bilanci degli atenei statali nel triennio 2018-2020

Giovanni Coran, Giorgio Donna, Ugo Sostero · 2023

25,287 words · about 1 h 46 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Licence: CC BY-NC-ND 4.0 · repository export licence (DOAB) · Coran, Giovanni, Donna, Giorgio, Sostero, Ugo (2023), Il profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario italiano: Analisi dei bilanci degli atenei statali nel triennio 2018-2020, open access publisher - licensed CC BY-NC-ND 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/)

Text from Directory of Open Access Books and set out for reading on screen; no words of the book are rewritten or summarized. How RedLectern is built

About this book

Authors
Giovanni Coran, Giorgio Donna, Ugo Sostero
Language
Italian
Published
2023
Length
25,287 words · about 1 h 46 min
Sections
7 reader sections
Text
Digital text
Rights
CC BY-NC-ND 4.0 · repository export licence (DOAB)

 

Contents (7)
  1. Front matter about 5 min
  2. Capitolo 1 about 20 min
  3. Capitolo 2 about 9 min
  4. Capitolo 3 about 5 min
  5. Capitolo 4 about 21 min
  6. Capitolo 5 about 10 min
  7. Capitolo 6 about 37 min

Continue:

Front matter

Il profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario italiano Analisi dei bilanci degli atenei statali nel triennio 2018-2020 Giovanni Coran, Giorgio Donna, Ugo Sostero L’Osservatorio MHEO è un progetto all’interno dell’Ecosistema dell’Innovazione MUSA – Multilayered Urban Sustainibilty Action realizzato con il cofinanziamento dell’Unione Europea – NextGeneration EU all’interno del PNRR Missione 4 Componente 2 Linea di Investimento 1.5.

FONDAZIONE UNIMI_PRESS 1 FONDAZIONE UNIMI_PRESS 4 rame = pantone 876 Milan Higher Education Observatory Il profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario italiano Analisi dei bilanci degli atenei statali nel triennio 2018-2020 Giovanni Coran, Giorgio Donna, Ugo Sostero FONDAZIONE UNIMI_PRESS 1 FONDAZIONE UNIMI_PRESS 4 rame = pantone 876 ISBN 979-12-5510-067-6 (PDF) ISBN 979-12-5510-070-6 (EPUB) DOI 10.54103/mheo.146

Il profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario italiano Analisi dei bilanci degli atenei statali nel triennio 2018-2020 di Giovanni Coran, Giorgio Donna, Ugo Sostero

Capitolo 1

La fonte dei dati economico patrimoniali 1.1 Il bilancio degli atenei e i suoi limiti segnaletici Le Tabelle 1 e 2 riportano rispettivamente la sintesi del Conto economico e dello Stato patrimoniale aggregati dell’università statale italiana per gli anni dal 2018 al 2020, ottenuti attraverso la somma dei bilanci dei 67 atenei statali in base agli schemi di Conto economico e Stato patrimoniale attualmente vigenti. Gli schemi di Stato patrimoniale e di Conto economico adottati dagli atenei1 si ispirano agli schemi del codice civile ma, nello stesso tempo, danno eviden - za e rappresentazione a poste di bilancio caratteristiche e/o particolarmente significative per il settore universitario (Coran e Sostero 2020). Nello Stato patrimoniale, in particolare, assumono una significativa dimensione le voci dei Ratei e Risconti attivi e soprattutto passivi. Questo deriva dal fatto che tali voci vengono utilizzate, oltre che per la rilevazione dei valori derivanti dai normali contratti di durata (es. interessi, locazioni e premi assicurativi), anche ai fini della rilevazione contabile e della valutazione di operazioni particolarmente rilevanti nell’economia degli atenei, quali i progetti, commesse e ricerche pluriennali, i contributi in conto capitale (le cui quote di competenza degli esercizi successivi confluiscono in una specifica voce dei risconti passivi), le tasse e contributi studenteschi e i proventi finalizzati al finanziamento di borse di studio e contratti pluriennali (borse di dottorato e specialità, assegni di ricerca, ecc. di competenza dei futuri esercizi). 1 Si vedano nell’appendice a questo capitolo gli specifici riferimenti normativi.

Tabella 1. Sintesi del Conto economico aggregato secondo lo schema ministeriale Dati in milioni di euro 2018 % 2019 % 2020 % I - Proventi propri 2.663,6 22,0 2.734,4 22,3 2.757,8 22,0 II – Contributi 8.568,7 70,8 8.832,4 71,9 9.096,3 72,7 III – Proventi per attività assistenziale 61,0 0,5 39,0 0,3 41,2 0,3 IV – Proventi per gestione diretta diritto allo studio 104,1 0,9 88,0 0,7 86,9 0,7 V – Altri proventi e ricavi diversi 699,7 5,8 587,9 4,8 524,3 4,2 VI – Variazioni Rimanenze 0,2 0,0 0,4 0,0 0,6 0,0 VII – Incremento delle immobilizzazioni per lavori interni 0,9 0,0 0,8 0,0 0,5 0,0 TOTALE PROVENTI OPERATIVI (A) 12.098,3 100,0 12.282,8 100,0 12.507,6 100,0 VIII - Costo del Personale 6.554,5 54,2 6.684,5 54,4 6.730,0 53,8 IX – Costi della gestione corrente 3.550,0 29,3 3.746,1 30,5 3.518,0 28,1 X – Ammortamenti e svalutazioni 582,6 4,8 561,0 4,6 582,3 4,7 XI – Accantonamenti per rischi e oneri 303,1 2,5 315,8 2,6 282,6 2,3 XII – Oneri diversi di gestione 162,7 1,3 111,5 0,9 113,9 0,9 TOTALE COSTI OPERATIVI (B) 11.153,0 92,2 11.419,0 93,0 11.226,8 89,8 DIFFERENZA TRA PROVENTI E COSTI OPERATIVI (A - B) 945,3 7,8 863,8 7,0 1.280,8 10,2 C) Proventi e oneri finanziari - 30,9 -0,3 - 22,7 -0,2 - 30,3 -0,2 D) Rettifiche di valore di attività finanziarie - 1,6 0,0 - 0,6 0,0 - 1,2 0,0 E) Proventi e oneri straordinari 37,9 0,3 72,9 0,6 170,4 1,4 F) Imposte 338,2 2,8 388,5 3,2 401,8 3,2 RISULTATO DELL’ESERCIZIO 612,5 5,1 524,9 4,3 1.017,8 8,1

Tabella 2. Sintesi dello Stato patrimoniale aggregato secondo lo schema ministeriale Dati in milioni di euro 2018 % 2019 % 2020 % Immobilizzazioni immateriali 774,9 3,2 853,1 3,3 912,3 3,3 Immobilizzazioni materiali 9.645,0 39,4 9.703,3 37,7 9.814,2 35,9 Immobilizzazioni finanziarie 120,8 0,5 112,8 0,4 114,2 0,4 Totale immobilizzazioni (A) 10.540,7 43,1 10.669,2 41,4 10.840,8 39,7 Rimanenze 14,2 0,1 14,8 0,1 23,2 0,1 Crediti 4.604,9 18,8 4.280,4 16,6 4.496,7 16,5 Attività finanziarie iscritte nell’attivo circolante 6,2 0,0 6,4 0,0 5,0 0,0 Disponibilità liquide 8.781,4 35,9 10.162,6 39,5 11.507,9 42,1 Totale attivo circolante (B) 13.406,7 54,8 14.464,2 56,2 16.032,8 58,7 Ratei e Risconti attivi (C) 108,4 0,4 124,3 0,5 123,3 0,5 Ratei attivi per progetti e ricerche in corso (D) 417,9 1,7 491,1 1,9 331,6 1,2 TOTALE ATTIVO (A + B + C + D) 24.473,7 100,0 25.748,8 100,0 27.328,4 100,0 Patrimonio Netto (A) 11.060,7 45,2 11.489,8 44,6 12.370,8 45,3 Fondo per Rischi e Oneri (B) 1.302,8 5,3 1.345,9 5,2 1.256,6 4,6 Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato (C) 37,0 0,2 37,6 0,1 35,7 0,1 Mutui e debiti verso banche 920,6 3,8 875,0 3,4 889,7 3,3 Altri debiti 1.343,9 5,5 1.487,3 5,8 1.480,7 5,4 Totale Debiti (D) 2.264,5 9,3 2.362,2 9,2 2.370,4 8,7 Contributi agli investimenti 4.558,2 18,6 4.493,1 17,4 4.605,2 16,9 Ratei e Risconti passivi 1.881,6 7,7 1.958,3 7,6 2.152,0 7,9 Totale Ratei e Risconti passivi e Contributi agli investimenti (E) 6.439,8 26,3 6.451,5 25,1 6.757,2 24,7 Risconti passivi per progetti e ricerche in corso (F) 3.368,9 13,8 4.061,8 15,8 4.537,7 16,6 TOTALE PASSIVO (A + B +C +D +E +F) 24.473,7 100,0 25.748,8 100,0 27.328,4 100,0 Inoltre va considerato che i bilanci degli atenei presentano numerosi limiti segnaletici che, oltre a impoverirne la capacità informativa, generano anche il rischio di suggerire interpretazioni sbagliate. I motivi sono principalmente due: i difetti della struttura degli schemi di bilancio ministeriali e il persistere di prassi contabili difformi tra gli atenei.

Il primo aspetto, che attiene alla difficoltà di riorganizzare le voci di bilancio in base a criteri che siano funzionali all’obiettivo di analizzare le condizioni di equilibrio economico, patrimoniale e finanziario degli atenei, verrà sviluppato nel paragrafo successivo, dedicato alla riclassificazione delle voci di bilancio secondo schemi diversi da quello ministeriale. 131. La fonte dei dati economico patrimoniali

Invece, il problema della persistenza di prassi contabili difformi tra gli atenei è analizzato, dopo un approfondimento sulle fonti normative, nell’appendice a questo capitolo, dove si dà evidenza del fatto che numerosi valori del Conto economico e dello Stato patrimoniale dei singoli atenei risultano talvolta viziati da veri e propri errori, oltre che dall’applicazione di differenti criteri di valutazione.

Gli autori ritengono comunque che tali limiti non siano tali da pregiudicare, se non marginalmente, le interpretazioni che ne verranno tratte a livello aggregato e le conclusioni a cui l’analisi permette di pervenire. 1.2 La necessaria riclassificazione dei bilanci Come accade per il bilancio delle imprese, anche per gli atenei c’è l’esigenza di riorganizzare le voci di bilancio in base a criteri omogenei che siano funzionali all’analisi delle condizioni di equilibrio (evidenziando nel Conto economico anche il contributo delle diverse aree della gestione alla formazione del risultato economico) e alla formazione di indici significativi. Ma, come accennato in precedenza, tale operazione di riclassificazione risulta in parte ostacolata della struttura degli schemi di bilancio previsti dalla normativa per gli atenei. Nel Conto economico il problema principale riguarda l’iscrizione tra i pro - venti diversi dell’utilizzo delle riserve ex-COFI risalenti al passaggio dalla contabilità finanziaria alla COEP . Infatti, la possibilità di impiegare tali riserve in Conto economico a compensazione di costi rappresenta un’ eccezione alla regola generale in forza della quale le riserve di patrimonio netto non possono essere trasferite in Conto economico. Di conseguenza, per ottenere una misura corretta del risultato economico di esercizio occorrerebbe sottrarre dai proventi diversi tale importo. Purtroppo, questa informazione non è sempre evidenziata distintamente in bilancio. Sempre tra i proventi nel Conto economico, viene indicata anche la quota di competenza dell’esercizio dei contributi per investi - menti. Questa quota corregge indirettamente gli ammortamenti riportati tra i costi e quindi in sede di riclassificazione andrebbe portata a detrazione degli ammortamenti. Anche in questo caso, tuttavia, il bilancio degli atenei non fornisce dettagli sufficienti per effettuare l’operazione, anche perché tale quota viene collocata dai singoli atenei in voci diverse, come i proventi diversi o i contributi2. Nello Stato patrimoniale il principale ostacolo alla riclassificazione deriva dalla difficoltà a determinare la scadenza (entro o oltre i dodici mesi) di molte poste del passivo, tra cui in particolare quella dei risconti passivi, che spesso è una delle più rilevanti. 2 Queste due correzioni sono state invece effettuate con riferimento a un campione limitato di atenei (Coran, Donna e Sostero 2023) acquisendo da ciascuno le informazioni necessarie.

Posti questi limiti, partendo dai valori esposti nelle Tabelle 1 e 2 in base agli schemi di Conto economico e Stato patrimoniale previsti dalla normativa vigente, si è comunque proceduto alla riclassificazione dei due schemi di bilancio in modo da fare emergere aggregati di valori più significativi ai fini dell’analisi (Coran e Sostero 2020). Nel riquadro seguente sono indicate alcune operazioni di riclassificazione peculiari cha abbiamo applicato al Conto economico degli atenei.

Vista la difficoltà a determinare la scadenza di molte poste del passivo si è rinunciato a riclassificare lo Stato patrimoniale secondo il criterio finanziario 3 ma si è comunque operata una riclassificazione di tipo funzionale in modo da determinare il capitale investito netto e la posizione finanziaria netta, che sono grandezze fondamentali per descrivere il profilo patrimoniale e finanziario degli atenei.

Operazioni di riclassificazione del Conto economico peculiari degli atenei Proventi per attività assistenziale. Tra i proventi del Conto economico lo schema ministeriale prevede una voce relativa ai “Proventi per attività assistenziale”, la quale contiene l’entità del contributo regionale legato alle prestazioni ospedaliere svolte dal personale sanitario universitario. Si tratta di una posta correttiva di una voce di costo, nella fattispecie quello del personale. Al riguardo, va segnalato che molti atenei (correttamente) considerano tali somme come una partita di giro finanziaria, priva di significato economico. Pertanto, al fine di dare omogeneità ai dati, si è proceduto a eliminare tale voce dai proventi, riportandola a riduzione del costo del personale.

Proventi per gestione diretta degli interventi per il diritto allo studio. La voce rileva gli importi trasferiti dalle Regioni agli atenei, che a loro volta li trasferiscono (eventualmente anche con somme aggiuntive) agli studenti. Occorre però tenere presente che i meccanismi di gestione di tali fondi sono diversi tra le Regioni italiane. In particolare, solo in pochi casi (ad esempio Lombardia e Veneto) i fondi regionali vengono effettivamente gestiti e distribuiti dagli atenei. In questi casi la rilevazione di tali importi tra i proventi è corretta, ma si viene a generare un problema di omogeneità dei dati a livello di sistema. Per questo, si è preferito eliminare tale voce dai proventi, portandola a detrazione dei “Costi per il diritto allo studio”. Imposte. Tra le imposte che gravano sugli atenei, quella di gran lunga più rilevante è rappresentata dall’IRAP , che pesa per circa il 97-98%. In forza della regola vigente per gli enti pubblici, l’IRAP è commisurata non già al risultato economico, ma al costo del personale. Pertanto, nello schema proposto nella Tabella 3, le imposte (IRAP sul costo del personale ed altre) vengono riportate dopo il costo del personale dipendente a riduzione del MOL. A seguito delle riclassificazioni operate, i dati delle Tabelle 1 e 2 si trasformano rispettivamente in quelli delle Tabelle 3 e 4. 3 La riclassificazione in forma finanziaria è stata invece effettuate con riferimento a un campione limitato di atenei (Coran, Donna e Sostero 2023) acquisendo da ciascuno le informazioni sulla scadenza (entro o oltre i dodici mesi) di tutte le poste patrimoniali. 151. La fonte dei dati economico patrimoniali

Tabella 3. Sintesi del Conto economico aggregato riclassificato Dati in milioni di euro 2018 % 2019 % 2020 % Proventi propri 2.663,6 22,3 2.734,4 22,5 2.757,8 22,3 Contributi 8.568,7 71,8 8.832,4 72,7 9.096,3 73,5 Altri proventi e ricavi diversi 699,7 5,9 587,9 4,8 524,3 4,2 TOTALE PROVENTI OPERATIVI 11.932,0 100,0 12.154,7 100,0 12.378,4 100,0 Costi della gestione corrente (*) 3.445,0 28,9 3.657,7 30,1 3.430,5 27,7 Costo del Personale non dipendente 554,0 4,6 565,7 4,7 566,4 4,6 Oneri diversi di gestione (**) 162,7 1,4 111,0 0,9 113,6 0,9 VALORE AGGIUNTO (VA) 7.770,3 65,1 7.820,3 64,3 8.267,9 66,8 Costo del Personale dipendente (***) 5.939,2 49,8 6.079,7 50,0 6.122,2 49,5 IRAP sul costo del personale e altre imposte 338,2 2,8 388,5 3,2 401,8 3,2 MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL) 1.492,9 12,5 1.352,2 11,1 1.744,0 14,1 Ammortamenti e svalutazioni 582,6 4,9 561,0 4,6 582,3 4,7 Accantonamenti per rischi e oneri 303,1 2,5 315,8 2,6 282,6 2,3 RISULTATO OPERATIVO 607,1 5,1 475,3 3,9 879,0 7,1 Proventi e oneri finanziari -30,9 -0,3 -22,7 -0,2 -30,3 -0,2 Rettifiche di valore di attività finanziarie -1,6 0,0 -0,6 0,0 -1,2 0,0 RISULTATO DI ESERCIZIO ORDINARIO 574,6 4,8 452,0 3,7 847,5 6,8 Proventi e oneri straordinari 37,9 0,3 72,9 0,6 170,4 1,4 RISULTATO DELL’ESERCIZIO 612,5 5,1 524,9 4,3 1.017,8 8,2 (*) al netto proventi per il diritto allo studio, variazione rimanenze e quota incrementi immobilizzazioni per lavori interni (**) al netto quota incrementi immobilizzazioni per lavori interni (***) al netto proventi per attività assistenziale e quota incrementi immobilizzazioni per lavori interni

Tabella 4. Sintesi dello Stato patrimoniale aggregato riclassificato in forma funzionale Dati in milioni di euro 2018 % 2019 % 2020 % Totale immobilizzazioni 10.540,7 95,3 10.669,2 92,9 10.840,8 87,6 (Contributi agli investimenti) - 4.558,2 -41,2 - 4.493,1 -39,1 - 4.605,2 -37,2 Immobilizzazioni al netto contributi agli investimenti 5.982,5 54,1 6.176,1 53,8 6.235,6 50,4 Crediti 4.604,9 41,6 4.280,4 37,3 4.496,7 36,3 Rimanenze 14,2 0,1 14,8 0,1 23,2 0,2 Ratei e Risconti attivi 108,4 1,0 124,3 1,1 123,3 1,0 Ratei attivi per progetti e ricerche in corso 417,9 3,8 491,1 4,3 331,6 2,7 (Fondi per Rischi e Oneri) - 1.302,8 -11,8 - 1.345,9 -11,7 - 1.256,6 -10,2 (Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato) - 37,0 -0,3 - 37,6 -0,3 - 35,7 -0,3 (Debiti operativi) - 1.343,9 -12,2 - 1.487,3 -12,9 - 1.480,7 -12,0 Capitale investito netto al lordo dei ratei e risconti passivi 8.444,1 76,3 8.215,9 71,5 8.437,4 68,2 (Ratei e Risconti passivi) - 1.881,6 -17,0 - 1.958,3 -17,0 - 2.152,0 -17,4 (Risconti passivi per progetti e ricerche in corso) - 3.368,9 -30,5 - 4.061,8 -35,4 - 4.537,7 -36,7 TOTALE CAPITALE INVESTITO NETTO (A) 3.193,6 28,9 2.195,7 19,1 1.747,6 14,1 Disponibilità liquide 8.781,4 79,4 10.162,6 88,4 11.507,9 93,0 Attività finanziarie iscritte nell’attivo circolante 6,2 0,1 6,4 0,1 5,0 0,0 (Debiti finanziari) - 920,6 -8,3 - 875,0 -7,6 - 889,7 -7,2 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (B) 7.867,1 71,1 9.294,0 80,9 10.623,2 85,9 TOTALE IMPIEGHI (C = A + B) 11.060,7 100,0 11.489,8 100,0 12.370,8 100,0 PATRIMONIO NETTO (D) 11.060,7 100,0 11.489,8 100,0 12.370,8 100,0 Va precisato che, nell’analisi che segue, si è ritenuto opportuno evitare di considerare i dati contenuti nel terzo documento che compone i bilanci degli atenei, vale a dire il Rendiconto finanziario.

Pertanto, non si è proceduto a costruire un Rendiconto finanziario aggregato, per non correre il rischio di trar - ne interpretazioni potenzialmente fuorvianti. Il motivo sta nel fatto che, come precisato in modo più circostanziato nell’allegato a questo capitolo, nel caso degli atenei il Rendiconto finanziario presenta punti deboli tali da renderlo un supporto informativo molto fragile. Tra l’altro, dalla lettura dei bilanci e delle note integrative emerge forte l’impressione che il significato del documento non 171. La fonte dei dati economico patrimoniali sia stato interiorizzato in misura soddisfacente (ad esempio, di regola tale documento non trova alcun commento esplicativo nella Nota Integrativa). Come anticipato nell’introduzione, l’analisi verterà innanzitutto sui dati aggregati di sistema, coerentemente con l’obiettivo di tracciare un profilo complessivo delle università statali. A tale analisi tuttavia si accompagneranno dei richiami utili per segnalare le principali differenze che caratterizzano gli atenei a seconda della loro dimensione, natura e grado di focalizzazione. Al riguardo, la composizione dei diversi gruppi di atenei considerati è sinteticamente riportata nello schema che segue4.

In più, il capitolo 6 sarà dedicato a evidenziare per quali aspetti il profilo del sistema universitario si differenzia in relazione alle aree geografiche del paese. I dati analitici per classe dimensionale sono disponibili all’indirizzo: https:// libri.unimi.it/index.php/MHEO/tabelle, dove si trova anche un prospetto riassuntivo dei principali dati degli atenei compresi nel campione (allegato A.1 Composizione del campione https://libri.unimi.it/index.php/MHEO/ libraryFiles/downloadPublic/1), il Conto economico e lo Stato patrimoniale secondo lo schema ministeriale aggregati per classi dimensionali (allegato A.2 Tabelle 1 e 2 per classe dimensionale https://libri.unimi.it/index.php/MHEO/ libraryFiles/downloadPublic/2) e il Conto economico e lo Stato patrimoniale riclassificati aggregati per classi dimensionali (allegato A.3 Tabelle 3 e 4 per classe dimensionale https://libri.unimi.it/index.php/MHEO/libraryFiles/ downloadPublic/3). 4 La classificazione utilizzata si differenzia da quella dell’indagine annuale Censis che peraltro non comprende le Scuole. Tale indagine isola il gruppo dei Politecnici (tra cui comprende lo IUAV) e distingue poi gli altri atenei statali in quattro gruppi: oltre i 40mila studenti; da 20mila a 40mila; da 10mila a 20mila; meno di 10mila.

Descrizione sintetica dei raggruppamenti di atenei Raggruppamento Breve profilo Mega Atenei (N. studenti iscritti > di 50.000) Comprende i sette maggiori atenei generalisti del paese: La Sapienza di Roma, Bologna, Napoli Federico II, Torino, Milano Statale, Padova e Firenze. Rappresenta un terzo circa degli studenti iscritti, dei dipendenti e dei proventi operativi totali dell’intero sistema degli atenei statali. Grandi Atenei (N. studenti iscritti tra 30.000 e 50.000) Comprende 8 atenei generalisti che rappresentano quasi il 20% degli studenti iscritti, il 18% dei dipendenti ed il 17% dei proventi operativi totali. Medio-Grandi Atenei (N. studenti iscritti tra 20.000 e 30.000) Comprende 14 atenei generalisti che rappresentano il 22% degli studenti iscritti e il 22% circa dei dipendenti e proventi operativi totali. Medi Atenei (N. studenti iscritti tra 10.000 e 20.000) Comprende 15 atenei generalisti ed uno focalizzato (L’Orientale di Napoli), che rappresentano il 14,6% degli studenti iscritti e il 15% circa dei dipendenti e dei proventi operativi totali.

Piccoli Atenei (N. studenti iscritti < di 10.000) Comprende 13 atenei di cui 9 generalisti e 4 focalizzati (IUAV di Venezia, Foro Italico di Roma, Stranieri di Siena e Stranieri di Perugia). Raccolgono il 4,5% degli studenti iscritti e il 4,7% dei proventi operativi totali. La quota dei dipendenti è pari al 5,4%.

Politecnici Comprende tre atenei focalizzati sugli ambiti dell’ingegneria e dell’architettura, di cui due di grandi dimensioni (Milano e Torino) ed uno medio-piccolo (Bari). I Politecnici raccolgono quasi il 6 % degli studenti iscritti e circa il 7 % dei proventi operativi totali (ma ben il 14% dei proventi propri della ricerca), mentre i dipendenti sono solo il 5% del totale. Scuole Superiori Le 6 Scuole Superiori (Sant’Anna di Pisa, Normale di Pisa, SISSA di Trieste, IMT di Lucca, IUSS di Pavia e GSSI de L’Aquila) rappresentano atenei vocati all’alta formazione ed alla ricerca. Con lo 0,8% dei docenti e ricercatori e l’1,1% dei dipendenti, conseguono l’1,4 % dei proventi operativi totali ma ben il 3,5% dei proventi propri della ricerca. NB: il dato degli studenti è riferito all’A.A. 2019/20 191. La fonte dei dati economico patrimoniali

Appendice al capitolo 1: riferimenti normativi e problemi applicativi del bilancio degli atenei Nella redazione del loro bilancio, gli atenei devono attenersi a quanto previsto dal D.I. MIUR/MEF 19/2014, titolato “Principi contabili e schemi di bilancio in contabilità economico-patrimoniale per le università”, così come modificato dal D.I. MIUR/MEF 394/2017 “Revisione principi contabili e schemi di bilancio di cui al D.I. 19/2014”5.

All’art. 1, c. 3, il D.I. 19/2014 rimanda, per tutto quanto non espressamente previsto dal decreto stesso, alle disposizioni del codice civile e ai principi contabili nazionali emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC). Inoltre, a norma dell’art. 8 del medesimo decreto (per dare attuazione a quanto previsto dall’art. 9 del D.Lgs. 18/2012) è stata costituita la Commissione per la contabilità economico-patrimoniale delle università con il compito di redigere un Manuale Tecnico Operativo a supporto delle attività gestionali degli atenei. La versione più recente (terza versione) del Manuale Tecnico Operativo è stata adottata con il D. Miur 1055/2019. La Commissione per la contabilità economico patrimoniale ha emanato anche una serie di Note tecniche6. A decorrere dall’esercizio 2016 gli atenei sono tenuti anche alla redazione del bilancio consolidato di Ateneo in conformità a quanto previsto dal D.I. MIUR/ MEF 248/2016 “Schemi di bilancio consolidato delle Università”. Nell’ Area di consolidamento devono rientrare i seguenti soggetti: a. Fondazioni universitarie istituite ai sensi dell’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni; b. società di capitali controllate dalle università ai sensi del codice civile; c. altri enti nei quali le università hanno il potere di esercitare la maggioranza dei voti nell’assemblea dei soci; d. altri enti nei quali le università possono nominare la maggioranza dei componenti degli organi di amministrazione.

Il bilancio consolidato espone la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico del gruppo formato dall’ateneo e dagli enti che rientrano nell’area di consolidamento, superando le distinte personalità giuridiche. Pertanto, nei casi in cui una quota rilevante dell’attività del gruppo venga svolta da un ente diverso dall’Ateno (per esempio da una Fondazione universitaria attiva nell’attività 5 Nonostante sia successivo, questo nuovo D.I. non ha allineato la normativa degli atenei alle modifiche nel frattempo introdotte nel codice civile dal D.Lgs. 139/2015. Pertanto, nel bilancio degli atenei permane nel Conto economico la separazione dei proventi e oneri straordinari, permangono i Conti d’Ordine in calce allo Stato patrimoniale e non viene applicato il criterio del costo ammortizzato per la valutazione dei crediti e di debiti. 6 Il Manuale Tecnico Operativo, le Note tecniche e anche tutta la normativa di riferimento sono reperibili nel sito COEP - Contabilità Economico-Patrimoniale delle Università: https://coep.miur.it/index.php.

conto terzi e commerciale), si può ottenere una corretta rappresentazione del suo operato solamente attraverso la lettura del bilancio consolidato. Per contro, per facilitare le operazioni di consolidamento, la normativa ha definito degli schemi di Stato patrimoniale e di Conto economico consolidati molto meno articolati di quelli previsti per gli atenei e ciò fa perdere molte informazioni di dettaglio. Anche per questo motivo nell’analisi svolta in questo saggio non sono stati utilizzate informazioni tratte dai bilanci consolidati. Nonostante (o forse anche a causa) dell’articolato apparato normativo nella redazione del bilancio si riscontrano prassi contabili difformi tra gli atenei. Tale problema è documentato in modo più circostanziato dagli autori in (Coran, Donna e Sostero 2023) dove, per contribuire in modo decisivo al suo definitivo superamento, si suggerisce di introdurre la certificazione dei bilanci, da affidare a soggetti terzi adeguatamente qualificati, come requisito indispensabile per la loro approvazione.

Un’ampia casistica di non conformità alle norme contabili è stata recente - mente rilevata anche dal Gruppo di Lavoro AIDEA “Problematiche di valutazione e rappresentazione delle poste di bilancio degli Atenei statali” (2023) che ha analizzato alcune poste critiche dei bilanci di tutti gli atenei statali italiani per gli esercizi 2018-2020. Dall’indagine sono emersi comportamenti diversi tra atenei e in alcuni casi non conformi alla normativa in tema di rappresentazione e valutazione delle voci seguenti: – immobilizzazioni materiali; – patrimonio librario; – rimanenze; – riserva vincolata per investimenti (tra le riserve del patrimonio netto vincolato); – quote di competenza d’esercizio dei contributi in conto capitale; – riserve derivanti dalla contabilità finanziaria; – crediti e fondo svalutazione crediti.

Per quanto riguarda la rappresentazione e la valutazione delle immobilizzazioni materiali le principali criticità riguardano l’adozione di una classificazione dei cespiti non coerente con quella dello schema di Stato patrimoniale, così come declinato dal Manuale Tecnico Operativo 3ª vers. (MTO3.), l’utilizzo di quote di ammortamento anche al di fuori del range previsto dal MTO3 e una marcata differenziazione nella scelta delle aliquote di ammortamento entro quel range. Inoltre, un numero rilevante di atenei non prevede, tra i criteri di valutazione delle immobilizzazioni, quello di svalutare i cespiti in caso di perdite durevoli di valore degli stessi.

Nella rappresentazione e valutazione del patrimonio librario le principali criti - cità riguardano la carenza dell’informativa della Nota integrativa sui criteri di valutazione adottati e sulla distinzione tra patrimonio librario che perde valore e 211. La fonte dei dati economico patrimoniali quello che non perde valore. In un paio di casi si è riscontrata anche la mancanza di continuità di valori tra i dati del patrimonio librario al 31.12.19 (da bilancio 2019) e quelli al 1.1.2020 (da bilancio 2020).

In merito alla rappresentazione e alla valutazione delle rimanenze è emerso, tra l’altro, che alcuni atenei non hanno correttamente classificato le rimanenze nello Stato patrimoniale, poiché hanno rilevato in tale voce fattispecie che avrebbero dovuto essere classificate in altre poste dell’attivo (Immobilizzazioni materiali, Crediti verso altri). Inoltre, alcuni atenei non hanno correttamente classificato le variazioni delle rimanenze nel Conto economico, poiché hanno rilevato nella voce A) Proventi operativi - VI. Variazione rimanenze, anziché alla voce IX Costi della gestione corrente - 10) Variazione delle rimanenze di materiali, le variazioni di beni che sono stati acquistati per essere rivenduti o per essere utilizzati dall’ateneo nello svolgimento della propria attività. Altri atenei hanno utilizzato le voci destinate ad accogliere le variazioni delle rimanenze per contabilizzare invece il valore puntuale delle rimanenze finali (tra i proventi operativi) e delle rimanenze iniziali (tra i costi della gestione corrente). Infine, alcuni atenei hanno utilizzato un criterio di determinazione del costo dei beni fungibili diverso da quello della media ponderata previsto dalla norma.

Per quanto riguarda la rappresentazione e la valutazione della riserva vincolata per investimenti l’analisi ha evidenziato – tra l’altro – che un ateneo alimenta le riserve vincolate di Patrimonio netto per realizzare investimenti tramite accantonamenti iscritti a Conto economico e che un paio di atenei, anziché alimentare una riserva vincolata, hanno alimentato con accantonamenti un Fondo oneri per investimenti programmati.

La principale criticità emersa in merito alla rappresentazione e valutazione delle quote di competenza d’esercizio dei contributi in conto capitale consiste nella registrazione in modo difforme della quota di competenza dei contributi in c/ capitale negli anni successivi alla loro prima rilevazione in bilancio. In alcuni casi tale quota viene rilevata in Conto economico nella posta dei Contributi mentre in altri casi viene rilevata tra gli Altri ricavi e proventi. Per quanto riguarda la rappresentazione e la valutazione delle riserve derivanti dalla contabilità finanziaria (riserve CO.FI) l’analisi ha rilevato che le limitate prescrizioni fornite dai riferimenti normativi (e, in particolare, dal MTO3) hanno dato luogo ad una molteplicità e varietà di comportamenti in merito alla loro rilevazione in Stato patrimoniale e all’utilizzo nel Conto economico. Oltre a casi di informativa non conforme, è emerso anche un caso in cui le quote derivanti dall’avanzo di amministrazione vincolato, presenti nell’ultimo bilancio redatto in contabilità finanziaria, sono state iscritte tra le passività, nei fondi per oneri futuri o nei risconti passivi anziché nelle riserve COFI vincolate. Sulla rappresentazione e valutazione dei crediti e del fondo svalutazione crediti è emerso che più della metà degli atenei iscrive i ricavi derivanti dal pagamento delle tasse universitarie degli studenti in base al criterio di cassa e non in base al principio della competenza economica. Inoltre, si sono riscontrati compor - tamenti disomogenei nella modalità di contabilizzazione di accantonamenti al fondo svalutazione crediti, rilasci del fondo e gestione delle perdite su crediti. Si è rilevato anche un caso in cui i crediti sono stati valutati con il criterio del costo ammortizzato anziché al valore di presumibile realizzo previsto dalle norme specifiche.

Oltre al Conto economico ed allo Stato patrimoniale il terzo prospetto che compone il bilancio degli atenei è quello del Rendiconto finanziario. Al riguardo, lo schema definito dal D.I. 19/2014 per gli atenei, diversamente dallo Stato patrimoniale e dal Conto economico, non è stato modificato dal D.I. 394/2017. Tale prospetto assume come grandezza fondo le disponibilità liqui - de e, attraverso il metodo indiretto, mira a dare rappresentazione dell’influsso delle diverse aree della gestione (operativa, degli investimenti e finanziaria) sulla liquidità dell’ateneo. Il D.I. 19/2014 che ne prevede lo schema non definisce neppur sinteticamente il contenuto del Rendiconto finanziario (diversamente dall’art. 2425-ter del codice civile) e agli atenei manca soprattutto un docu - mento illustrativo dei contenuti e delle tecniche di redazione del Rendiconto finanziario che possa svolgere un ruolo di orientamento e supporto analogo a quello assunto per le imprese dal principio contabile OIC 10 (Coran e Sostero 2020). Rimangono quindi aperti numerosi punti sui quali l’assenza di indicazioni specifiche genera trattamenti non uniformi da parte degli atenei. Tra questi si segnalano in particolare: il trattamento della voce di Conto economico “utilizzo di riserve di patrimonio netto formatisi in contabilità finanziaria”; il trattamento dei contributi in conto capitale di competenza dell’esercizio, che costituiscono un provento non monetario; il collocamento nel rendiconto dei flussi relativi alle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni; il trattamen - to dei movimenti non monetari collegati all’acquisizione di immobilizzazioni a titolo gratuito; la specificazione delle fattispecie che possono correttamente essere comprese nella voce “aumento di capitale”.

Di conseguenza, ci si trova di fronte a interpretazioni anche molto diverse sul contenuto delle voci che lo compongono, e ciò incrina l’omogeneità dei dati e l’affidabilità delle valutazioni che se ne possono trarre. Tale giudizio trova piena conferma nella recente ricerca condotta dal Gruppo di Lavoro AIDEA citato in precedenza. Dall’indagine sui rendiconti finanziari contenuti nei bilanci degli esercizi 2018-2020 sono emersi casi che evidenzia - no le seguenti criticità: adozione del metodo diretto anziché di quello indiretto previsto dalla normativa, unione di sezioni che dovrebbero essere separate, mancanza di quadrature intermedie (ma quadratura dei saldi totali), mancanza di voci, inserimento di voci aggiuntive, errori nel segno delle voci, mancanza dei subtotali, errori di calcolo, inserimento di costi e ricavi non monetari, inse - rimento di alcuni valori in voci errate. 231. La fonte dei dati economico patrimoniali

In merito, gli autori si associano totalmente al suggerimento di mettere ur - gentemente in agenda una rivisitazione della struttura del documento e delle relative modalità applicative7. 7 Per una proposta di Rendiconto finanziario per gli atenei “rivisto” si veda Coran e Sostero 2020.

Capitolo 2

Il profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario italiano 2.1 Uno sguardo d’insieme Prima di approfondire l’analisi attraverso l’uso di specifici indicatori, già un primo rapido sguardo sui dati di bilancio aggregati consente di richiamare alcuni tratti salienti del profilo economico, patrimoniale e finanziario del sistema universitario statale. Osservando il Conto economico aggregato riclassificato (Tabella 3 e Figure 1 e 2) si può notare che i Proventi operativi sono cresciuti da 11,9 a 12,4 miliardi, di cui più del 70% deriva da contributi1 e poco più del 22% da proventi propri della didattica e della ricerca. Tra i costi, quello del personale dipendente rappresenta la voce di costo predominante raggiungendo circa il 50% dei proventi operativi, mentre i costi di gestione corrente incidono per quasi il 30%, il personale non dipendente per poco meno del 5% e gli ammor - tamenti e accantonamenti per il 7%. 1 Tra questi contributi il finanziamento ministeriale (FFO e contributi da altri ministeri) conta da solo per circa i due terzi dei proventi operativi totali.

The opening of the book is shown; the full text loads in the reader.

Loading the full text…