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Prefazione
Eccovi, o Lettori, un libro d’Agricoltura dal quale oggidì non era possibile escludere la parte teorica, come usavano i nostri antichi. Ora l’Agricoltura acquistò il grado d’una scienza, e come tale ha i suoi principj fondamentali che servono d’appoggio a tutta la parte pratica.
Questi principj teorici ad alcuni di voi sembreranno nojosi, ad altri inutili, ma io vi assicuro che, se non volete esser guidati ad ogni passo come un cieco, dovete impararli prima della pratica. Senza il loro sussidio ad ogni istante vi trovereste imbarazzati nelle applicazioni, come bugiardo gettereste qualunque libro d’Agricoltura, e finireste col confermarvi nella vostra opinione che val meglio saper adoperare la vanga che fare dei libri. Ma per poco che ci pensaste con mente spregiudicata v’accorgereste che la cagione per cui trovaste falsi alcuni libri che vi vennero fra le mani, sta nell’esser questi stati scritti da persone che abitavano in climi diversi da quello del vostro paese, dove le condizioni agrono- miche erano differenti, dove la qualità del terreno era al tutto diversa da quella del vostro, ecc. ecc. E di ciò non ne avete voi tuttodì la prova sotto gli occhi? Quel che si può fare in un luogo non si può fare in un altro; non in tutti i terreni si possono coltivare i medesimi generi, nè tutti i campi danno un egual frutto in frumento, in erba, in uva, nè gli stessi prodotti riescono ovunque d’egual qualità, peso e gusto; non in tutti i terreni e non tutti i generi coltivati esigono lo stesso concime, lo stesso lavoro, la stessa quantità di caldo e di umido, ecc. Insomma più non la si finirebbe se tutte si volessero enumerare le cause che influiscono sulla diversa condizione d’un paese, e che fanno sì che quando voi uscite, non dico dalla vostra provincia, ma dal vostro comune, anzi dal vostro campo, vi trovate di già in qualche imbarazzo per le cambiate condizioni. E se la è così, perchè mò vorrete condannare un libro che non può praticamente insegnarvi tutto quanto dovete fare in ogni diversa circostanza? Come mai senza le cognizioni teoriche potrete voi avvedervi della differenza e della importanza di ciascuna differenza?
Ed insisto su ciò, perchè comune è l’uso di non abbadare gran fatto ai libri d’agricoltura, appunto perchè riescono inutili, ove dapprima non insegnino i principj teorici. Ognuno scrive pel proprio paese, pel proprio comune, non essendo possibile di dettare massime pratiche buone per ogni dove.
Quindi anch’io mi son prefisso di scrivere con riguardo speciale alla Valle del Po; ma siccome pur in questa regione sono svariatissime le condizioni di clima e di suolo, così non posso dare un corso d’agricoltura pratica senza farvi precedere qualche poco di teoria.
Però vi avverto che mi studierò di darvi soltanto que’ principj scientifici che sono strettamente necessarj a ben intendere l’agricoltura; poichè se volessi fare come certi eruditi scrittori, v’avrei ad insegnare tante e tante cose, che la vita di mezza dozzina d’uomini non la basterebbe ad impararle tutte: voi vi trovereste imbrogliati ed il libro servirebbe più presto pei vostri usi domestici.
Alcuno dirà che alla fin fine neppur io potrò esser letto dai contadini. Ebbene, mi leggeranno gli agenti di campagna, i modesti possidenti, e fors’anche qualche parroco per far seguito al breviario e conciliarsi più prestamente al sonno. Ed anche costoro credete voi che sappiano o che debbano possedere tutto lo scibile umano per condur bene i loro fondi? No, anch’essi sanno quel tanto che sanno, e non sarà forse inutile anche per loro qualche cognizione di più.
Perchè poi, o lettori benevoli, campagnuoli istrutti, parlerò io ai contadini? Lasciate voi fare ai vostri coloni tutto quanto loro aggrada? No, non lo permettete, nè vi converrebbe il permetterlo. Voi esigete da loro tante moggia di frumento pel fitto, e dovete lasciar loro raccogliere tante moggia di melgone che bastino alla sussistenza delle loro famiglie; le viti, e voi lo sapete, sono obbligate a quella disposizione che è richiesta dal resto delle coltivazioni. Il colono non può, e voi non volete che esso azzardi in grande un nuovo prodotto, ecc. Dunque è inutile ch’io m’impegni di parlar direttamente coi contadini, e rivolgerò il mio discorso a voi, possidenti e campagnuoli d’ogni sorta; a voi, che per passare le lunghe sere dell’inverno sapete affrontare la lettura della cabala del lotto, dei romanzi di , delle e d’altri consimili tesori.
Altri poi vorrebbero che ad esporre popolarmente una scienza s’avessero a lasciar in disparte tutte le parole e le espressioni scientifiche. Ma, ditemi un po’, come faremo poi ad intenderci? Tanto sarebbe quanto scrivere senza alfabeto. Le arti più rozze non hanno anch’esse i loro principj, la loro nomenclatura? Come insegnere- ste al fabbro-ferrajo l’arte sua, senza parlargli del ferro e delle sue proprietà, senza parlargli del forno, del martello, dell’incudine, ecc.? Forse che questi vocaboli non sono pur essi tecnici e convenzionali? Forse che le arti più faticose non esigono come le altre il loro vocabolario? O crediam forse di parlare ad automi? No, è impossibile scrivere popolarmente come la intendono costoro; è impossibile ommettere certe parole e frasi che accorciando il discorso, rendono più spedito e chiaro l’esposto. Ponete che nell’insegnare un’arte, nella quale si faccia continuo uso del martello, della tanaglia, dello scalpello, ecc., invece di servirci di queste voci convenzionali, s’avessero ogni volta a definire e descrivere così fatti strumenti; non la vi parrebbe questa una faccenda ben lunga e ridicola? E nel caso nostro, non si possono forse paragonare a que’ vocaboli i nomi tecnici e le espressioni scientifiche? Qual differenza passa fra loro sì nell’insegnarli che nell’impararli? nessuna certamente. Dunque bisogna ben accomodarvisi, e smettere l’opinione che per essere popolare abbisogni esser lungo ed inintelligibile.
Non crediate finalmente che tutto quanto sto per dirvi sia tutta roba mia. No, anch’io mi son giovato molto d’altri scritti, e principalmente di quelli del Liebig, del Boussingault, del Malaguti, del Jussieu, del Dal-Pozzo, del Re, del Ferrari e d’altri molti; ma vi assicuro che da tutta questa brava gente accettai sol quanto mi parve accordarsi colla mia opinione e colla pratica. Per il che questo libro non può dirsi nè tutto fatto al tavolo, come tant’altri, nè fatto tutto in campagna dietro una cieca pratica. In esso v’è l’applicazione della teoria alla pratica, v’è la prova vicendevole dell’una coll’altra, v’è insomma la convinzione che oggidì l’Agricoltura vuol essere scientificamente insegnata e praticata.
Avvertenza
Non ultima fra le conseguenze delle antiche e moderne divisioni politiche d’Italia fu moltiplicità delle differenti unità di misura e di peso adottate nelle diverse provincie e persino nelle singole città e borgate d’una stessa provincia. Così, per modulo od unità delle misure lineari, chi prese la non comune lunghezza del piede d’un tal principe, chi la lunghezza d’un tal braccio, chi d’un tal altro, e sempre a capriccio. Poi cosiffatta dimensione chi la divise in un certo numero di parti, chi in un cert’altro. Gli oggetti di valore furono pesati o misurati con unità più piccole di quelle adoperate per le cose meno pregevoli. In breve si moltiplicarono talmente i termini di confronto, ossia le basi delle misure e dei pesi, che difficili si resero le contrattazioni ed i commerci fra i diversi paesi, facilissime all’incontro le frodi.
Fu quindi pensiero giovevolissimo quello di stabilire un certo sistema di misure e pesi, che fosse adottabile da tutti i popoli, perchè basato sopra un fatto universale, e si potesse verificare in ogni tempo ed in ogni luogo. Questo fu il così detto Sistema metrico decimale, pel quale si assunse per unità delle misure lineari il metro che corrisponde alla dieci milionesima parte della lunghezza del quarto d’un circolo meridiano della terra, ossia della distanza d’un polo all’equatore misurata sulla superficie della terra, sempre a livello del mare e sempre progredendo lungo un medesimo meridiano.
Per misurare poi le superficie si prese per unità l’area d’un quadrato avente per lato un metro, che fu detto metro superficiale o metro quadrato; e per le misure dei volumi dei corpi solidi si adottò per unità il volume d’un cubo avente per lato un metro, che si chiamò metro cubo. Per misurare le capacità dei recipienti o dei vasi che contengono dei liquidi o dei corpi minuti, come i grani, si pose per unità il volume di un cubo che abbia per lato la decima parte della lunghezza d’un metro (un decimetro), e la capacità corrispondente a tal volume fa detta litro. Per unità dei pesi si stabilì il peso di quella quantità d’acqua ben pura, ossia distillata, che alla temperatura di 4° C. riempie il preciso volume d’un cubo che abbia per lato la centesima parte della lunghezza d’un metro (un centimetro); e questa unità fu detta grammo. Per facilitare poi le estimazioni ed i calcoli delle quantità maggiori o minori di quelle ora accennate, si fissò d’andarle moltiplicando o dividendo successivamente per dieci, formandosene cioè i decupli; i centupli, ecc., ed i decimi, i centesimi, ecc.
Questo sistema fu già adottato in tutta la Francia, nel Belgio, nella Svizzera e nel Piemonte. Ed io pure, volendo scrivere per tutta la Valle del Po, e quindi volendo anche farmi intendere da tutti i suoi paesi, senza ricorrere a tradurre ogni indicazione di peso e di misura in riferimento alle singole unità usate presso ciascuno di essi, mi atterrò a questo sistema. Però, mi credo in obbligo di esporre, a guisa di specchio, il significato dei diversi vocaboli che si adoperano nel medesimo sistema.
{| | Metro, equivale a 10 decimetri, ossia a 100 centimetri ossia a 1000 millimetri | B|si scrive | B|Met. 1,0 | B|oppure 1m,0
Decimetro, la decima parte d’un metro, equivale a 10 centimetri, ossia a 100 millimetri | B|” | B|” 0,1 | B|” 0m,1 | B|ovvero decim. 1,0
Centimetro, la centesima parte d’un metro, o la decima parte del ; equivale a 10 millimetri | B|” | B|” 0,01 | B|” 0m,01 | B|” cent. 1,0
Millimetro, la millesima parte del metro, o la decima del centimetro | B|” | B|” 0,001 | B|” 0m,001 | B|” mill. 1,0
Per le misure delle lunghezze superiori ad un metro.
Decametro, lunghezza equivalente a dieci volte un metro:si scrive | B|Met. 10,0 | B|oppure 10m,0 | B|ossia decam. 1,0
Ettometro, cento metri o dieci decametri” | ” 100,0 | ” 100m,0 | ” ettom. 1,0
Chilometro, mille metri o dieci ettometri” | ” 1000,0 | ” 1000m,0 | ” chilom. 1,0
Miriametro, diecimila metri o dieci chilometri” | ” 10000,0 | ” 10000m,0 | ” miriam. 1,0
NB. Per le misure delle grandi lunghezze, quali sono le geografiche, si prende per unità il chilometro.
Metro quadrato, quadrato d’un metro di lato, corrisponde a 100 decimetri quadrati | B|si scrive Met. quad. 1,0
Decimetro quadrato, quadrato d’un decimetro di lato, corrisponde alla centesima parte della superficie d’un metro quadrato, ed a 100 centimetri quadrati | B|si scrive ” 0,01 | B|oppure decim. quad. 1,0
Centimetro quadrato, quadrato d’un centimetro di lato; equivale alla centesima parte della superficie di un decimetro quadrato od a 100 millimetri quadrati | B|si scrive ” 0,001 | B|cent. ” 1,0
Millimetro quadrato; quadrato d’un millimetro di lato, equivale alla centesima parte della superficie d’un centimetro quadrato; ossia alla milionesima parte d’un metro quadrato | B|si scrive ” 0,000001 | B|” cent. ” 0,01
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Misure superficiali per i Campi.
Ettaro, superficie d’un ettometro quadrato, equivale a 100 ari, | B|ossia | B|a Met. quad. | B|10.000,0
Aro, superficie d’un decametro quadrato o centesima parte d’un ettaro | B|» | B|100,0
Centiaro, l’area d’un metro quadrato, centesima parte d’un aro | » | » | 1,0
Per le misure di maggiore estensione superficiale, come sono le geografiche.
Chilometro quadrato, equivalente a 100 ettari, | ossia | a Metri quadrati | 1.000.000,0
Miriametro quadrato, o cento chilometri quadrati | » | » | 100.000.000,0
MISURE DI VOLUME PEI SOLIDI.
Metro cubo, volume d’un cubo avente 1 metro lin. di lato | si scrive | Met. cub. | 1,0
Decimetro cubo, 1 decim. lineare di lato, equivale alla millesima parte d’un metro cubo | B|» | B|» | B|0,001 | B|oppure decim. cub. | B|1,0
Centimetro cubo, volume d’un cubo avente 1 centim. lineare di lato, equivale alla millesima parte d’un decimetro cubo | B|» | B|» | B|0,00001 | centim. » | B|1,0
Per i solidi di qualche volume, come legna, paglie, fieni, ecc.
Stero, equivalente al metro cubo.
Decistero, la decima parte d’uno stero | ossia | Met. cub. | 0,1 | oppure decim. cub. | 100,0
Decastero, equivalente a dieci steri | » | » | 10,0 | » | 10.000,0
MISURE DI CAPACITA’ PER I LIQUIDI E PER I GRANI.
Litro, volume d’un cubo d’un decimetro di lato | si scrive | Lit. | 1,0
Decilitro, decima parte del litro, ossia 100 centim. cubi | C|» | C|» | C|» | 1,0
Centilitro, centesima parte del litro, ossia 10 centim. cubi | C|» | C|» | 0,01
Millilitro, millesima parte del litro, ossia 1 centim. cubo | C|» | C|» | 0,001
Per le misure delle capacità maggiori.
Decalitro, dieci litri, equivale ad un centes. del metro cubo | si scrive | Lit. | 10,0
Ettolitro, cento litri, o decima parte d’un metro cubo | C|» | C|» | 100,0 | oppure ettol. | 1,0
Chilolitro, mille litri, equivale al metro cubo | C|» | C|» | 1000,0 | C|» | 10,0
MISURE DEI PESI.
Grammo, peso d’un centim. cubo d’acqua distillata a 4° C. | si scrive | Gram. | 1,0
Decigrammo, decima parte del grammo | C|» | C|» | 0,1
Centigrammo, centesima parte d’un grammo | C|» | C|» | 0,01
Milligrammo, millesima parte d’un grammo | C|» | C|» | 0,001
Pei corpi di maggior peso.
Decagrammo, dieci grammi | si scrive | Chilogr. | 0,01 | oppure grammi | 10,0
Ettogrammo, cento grammi | C|» | C|» | 0,1 | C|» | 100,0
Chilogrammo, mille grammi, ossia peso d’un litro o decimetro cubo d’acqua | CB|» | CB|» | B|1,0
Miriagrammo, dieci mille grammi, o 10 chilogrammi | C|» | C|» | 10,0
Quintale, cento chilogrammi | C|» | C|» | 100,0 | oppure quint. met. | 1,0
Tonnellata, mille chilogrammi, o dieci quintali | C|» | C|» | 1000,0 | C|» | 10,0
L’unità di misura per le monete, ossia la lira nuova o franco, contenente 9/10 di argento ed 1/10 di rame, pesa 5 grammi; quindi il pezzo da 5 lire pesa 25 grammi. La lira dividesi pure in decimi, centesimi e millesimi. Il pezzo da 25 cent. d’argento, legato come sopra, pesa grammi 1,25. Il pezzo da 5 cent. in rame pesa 10 grammi, e quello d’un cent. due grammi.
Misure lineari | Crb|Misura del paese in metri | Crb|Metro in misura del paese
Ancona | Braccio | mercantile | lC|0,6639 | lC|1,5061
Bergamo | C|» | C|» | lC|0,6593 | lC|1,5167
Bologna | C|» | C|» | lC|0,6400 | lC|1,5624
Brescia | C|» | C|» | da panno | lC|0,6741 | lC|1,4834
Como | C|» | C|» | lC|0,5949 | lC|1,6808
Crema | C|» | C|» | lC|0,6701 | lC|1,4921
Cremona | C|» | C|» | lC|0,5949 | lC|1,6808
Ferrara | C|» | C|» | lC|0,6736 | lC|1,4845
Forlì | C|» | C|» | lC|0,6219 | lC|1,6078
Guastalla | C|» | C|» | lC|0,6710 | lC|1,4902
Lodi | C|» | C|» | lC|0,5949 | lC|1,6808
Mantova | C|» | C|» | lC|0,6379 | lC|1,5674
Milano | C|» | C|» | lC|0,5949 | lC|1,6808
Modena | C|» | C|» | lC|0,6331 | lC|1,5193
Padova | C|» | C|» | lC|0,6809 | lC|1,4684
Parma | C|» | C|» | lC|0,6431 | lC|1,5548
Pavia | C|» | C|» | lC|0,5949 | lC|1,6808
Pesaro | C|» | C|» | lC|0,3481 | lC|2,8724
Ravenna | C|» | C|» | lC|0,6431 | lC|1,5548
Reggio | C|» | C|» | lC|0,6410 | lC|1,5598
Rimini | C|» | C|» | lC|0,2475 | lC|2,8771
Rovigo | C|» | C|» | lC|0,6698 | lC|1,4929
Sinigaglia | C|» | C|» | lC|0,7616 | lC|1,4251
Sondrio | C|» | C|» | lC|0,6717 | lC|1,4487
Treviso | C|» | C|» | lC|0,6761 | lC|1,4788
Udine | C|» | da seta | lC|0,6362 | lC|1,5717
Venezia | C|» | mercantile | lC|0,6833 | lC|1,4632
Verona | C|» | lungo | lC|0,6489 | lC|1,5408
C|» | C|» | corto | lC|0,6424 | lC|1,5565
Vicenza | C|» | mercantile | lC|0,6903 | lC|1,4486
MISURE DI SUPERFICIE | Clb|Misura del paese in ettari | Clb|Ettari in misura del paese
Ancona, rubbio o soma al piano | Cl|1,0484 | Cl|0,9538
C|» | » a mezza costa | Cl|1,1742 | Cl|0,8516
C|» | » a tutta costa | Cl|1,4258 | Cl|0,7013
Bergamo | pertica quadrata | Cl|0,0662 | Cl|0,1509
Bologna | tornatura | Cl|0,2080 | Cl|4,8066
Brescia | piò | Cl|0,3155 | Cl|0,0307
Como | pertica quadrata | Cl|0,0703 | Cl|0,1421
Crema | »» | Cl|0,0762 | Cl|0,1311
Cremona | »» | Cl|0,0808 | Cl|0,1237
Ferrara | bifolca | Cl|0,6523 | Cl|1,5328
Forlì | tornatura | Cl|0,2383 | Cl|4,1955
Guastalla | biolca | Cl|0,3052 | Cl|3,2759
Lodi | pertica quadrata | Cl|0,0716 | Cl|0,1395
Mantova | biolca | Cl|0,3138 | Cl|0,0318
Milano | pertica quadrata | Cl|0,0654 | Cl|0,1527
Modena | bifolca | Cl|0,2836 | Cl|3,5255
Padova | campo | Cl|0,3862 | Cl|2,5889
Parma | bifolca | Cl|0,3075 | Cl|3,0251
Pavia | pertica quadrata | Cl|0,0769 | Cl|0,1299
Pesaro | cent. di canne quadr. | Cl|0,2726 | Cl|3,6670
Ravenna | tornatura | Cl|0,3417 | Cl|2,9259
Reggio | bifolca | Cl|0,2922 | Cl|3,4220
Rimini | tornatura | Cl|0,2947 | Cl|3,3922
Rovigo | campo | Cl|0,4464 | Cl|2,2399
Sinigaglia | soma | Cl|1,2477 | Cl|0,8014
Sondrio | pertica quadrata | Cl|0,0688 | Cl|0,1453
Treviso | campo | Cl|0,5204 | Cl|1,9213
Udine | zuoja grande | Cl|0,5217 | Cl|1,9168
C|» | » piccola | Cl|0,3505 | Cl|2,8523
Venezia | migliaio di passi qu | Cl|0,3022 | Cl|3,3079
C|» | » di ghebbi | Cl|0,2448 | Cl|4,0839
Verona | campo | Cl|0,3047 | Cl|3,2808
MISURE PEI LIQUIDI | Crb|Misura del paese in ettolitri | Crb|Ettolitri in misura del paese
Ancona | soma | di | 48 | boccali | l|0,6960 | l|1,4410
Bergamo | brenta | di | 108 | C|» | l|0,7069 | l|1,4146
Bologna | corba | di | 60 | C|» | l|0,7859 | l|1,2723
Brescia | zerla | di | 72 | C|» | l|0,4974 | l|2,0103
Como | brenta | di | 96 | C|» | l|0,8980 | l|1,1135
Crema | brenta | di | 64 | C|» | l|0,4853 | l|2,0603
Cremona | brenta | di | 75 | C|» | l|0,4746 | l|2,1067
Ferrara | mastello | di | 40 | C|» | l|0,5678 | l|1,7610
Forlì | soma | di | 42 | C|» | l|0,7112 | l|1,4059
Guastalla | brenta | di | 72 | C|» | l|0,6851 | l|1,2736
Lodi | brenta | di | 80 | C|» | l|0,6620 | l|1,5105
Mantova | soglio | di | 60 | C|» | l|0,5468 | l|1,8287
Milano | brenta | di | 96 | C|» | l|0,7555 | l|1,3235
Modena | quartaro | di | 90 | C|» | l|1,0181 | l|0,9822
Padova | mastello | di | 72 | bozze | l|0,7127 | l|1,4030
Pavia | brenta | di | 96 | boccali | l|0,7144 | l|1,3997
Ravenna | barile | di | 40 | C|» | l|0,5377 | l|1,8597
Reggio | brenta | di | 60 | C|» | l|0,7589 | l|1,3175
Rimini | soma | di | 64 | C|» | l|0,7613 | l|. 1,3135
Rovigo | mastello | di | 108 | bozze | l|1,0479 | l|0,9542
Sinigaglia | soma | di | 50 | boccali | l|1,1845 | l|0,8442
Sondrio | soma | di | 29 | C|» | l|1,3056 | l|0,7659
Treviso | conzo | di | 48 | C|» | l|0,7798 | l|1,2823
Udine | conzo | di | 64 | C|» | l|0,7930 | l|1,2609
Venezia | barilla | di | 24 | bozze | l|0,6438 | l|1,5531
Verona | brenta | di | 72 | inguist.e | l|0,7051 | l|1,4182
Vicenza | mastello | di | 120 | bozze | l|1,1389 | l|0,8780
MISURE PEI GRANI | brC|Misura del paese in ettolitri | brC|Ettolitri in misura del paese
Ancona | rubbio | = | 8 coppe | = | 32 provende | l|2,8064 | l|0,3563
Bergamo | soma | = | 8 staia | = | 32 quartari | l|1,7128 | l|0,5838
Bologna | corba | = | 2 staia | = | 16 quartiroli | l|0,7864 | l|1,2715
Brescia | soma | = | 12 quarte | = | 48 coppi | l|1,5062 | l|0,6639
Como | moggio | = | 8 staia | = | 32 quartari | l|1,5086 | l|0,6628
Crema | soma | = | 16 staia | = | 32 emine | l|1,7548 | l|0,5698
Cremona | sacco | = | 3 staia | = | 12 quartari | l|1,0693 | l|0,9351
Ferrara | moggio | = | 20 staia | = | 80 quarte | l|6,2185 | l|0,1608
Forlì | staio | = | 16 prov.e | = | 32 mezzine | l|0,7216 | l|1,3857
Guastalla | sacco | = | 3 stata | = | 12 quarte | l|1,1460 | l|1,8726
Lodi | sacco | = | 8 staia | = | 32 quartari | l|1,5895 | l|0,6291
Mantova | sacco | = | 3 staia | = | 12 quarte | l|1,0381 | l|0,9632
Milano | moggio | = | 8 staia | = | 32 quartari | l|1,4623 | l|0,6838
» | soma | = | 9 staia | = | 36 quartari | l|1,6451 | l|0,6077
Modena | sacco | = | 2 staia | = | 16 quarte | l|1,2650 | l|0,7905
Padova | moggio | = | 12 staia | = | 48 quartari | l|3,4780 | l|0,2875
Pesaro | staio | = | 6 coppi | = | 12 bernarde | l|1,7035 | l|0,5869
Pavia | sacco | = | 6 emine | = | 12 quartari | l|1,2226 | l|0,8179
Ravenna | rubbio | = | 5 staia | = | 40 quarte | l|2,8754 | l|0,3477
Reggio | sacco | = | 2 staia | = | 24 quartar.e | l|1,1949 | l|0,8368
Rimini | staio | = | 4 quarte | = | 12 bernarde | l|1,8763 | l|0,5329
Rovigo | sacco | = | 3 staia | = | 12 quarte | l|0,9943 | l|1,0056
Sondrio | soma | = | 8 quart.i | = | 32 emine | l|1.4623 | l|0,6838
Treviso | staio | = | 4 quarte | = | 16 quartari | l|0,8681 | l|1,1519
Udine | staio | = | 6 pesinali | l|0,7315 | l|1,3668
Venezia | moggio | = | 8 mezz.i | = | 64 quartiroli | l|3,3326 | l|0,3000
Verona | sacco | = | 3 minali | = | 12 quarte | l|1,1465 | l|0,8721
Vicenza | sacco | = | 4 staia | = | 64 quartiroli | l|1,0817 | l|0,9244
MISURE DI PESO | br|Libbre del paese in chilogr. | br|Chilogr. in libbre del paese
L|Ancona | Libbra | di | 12 | once | l|0,3461 | l|2,8890
L|Bergamo | » | » | 30 | » | l|0,8128 | l|1,2302
» | » | » | 12 | » | l|0,3251 | l|3,0757
L|Bologna | » | » | 12 | » | l|0,3618 | l|2,7635
L|Brescia | » | » | 12 | » | l|0,3208 | l|3,1170
L|Como | » | » | 30 | » | l|0,7916 | l|1,2631
» | » | » | 12 | » | l|0,3166 | l|3,1579
L|Crema | » | » | 30 | » | l|0,8136 | l|1,2289
» | » | » | 28 | » | l|0,7594 | l|1,3167
» | » | » | 12 | » | l|0,3254 | l|3,0724
L|Cremona | » | » | 12 | » | l|0,3094 | l|3,2311
L|Ferrara | » | » | 12 | » | l|0,3451 | l|2,8973
L|Forlì | » | » | 12 | » | l|0,3294 | l|3,0354
L|Lodi | » | » | 28 | » | l|0,7483 | l|1,3362
» | » | » | 12 | » | l|0,3207 | l|3,1178
L|Mantova | » | » | 12 | » | l|0,3105 | l|3,2277
L|Milano | » | » | 28 | » | l|0,7625 | l|1,3114
» | » | » | 12 | » | l|0,3267 | l|3,0600
» | » | » | 8 | o mar | l|0,2349 | l|4,2553
L|Modena | » | » | 12 | once | l|0,3404 | l|2,9372
L|Padova | » | sottile | 12 | » | l|0,3388 | l|2,9508
» | » | grossa | 12 | » | l|0,4865 | l|2,0553,
L|Parma | » | » | 12 | » | l|0,3269 | l|3,0582
L|Pavia | » | » | 28 | o mar | l|0,7436 | l|1,3446
» | » | » | 12 | » | l|0,3187 | l|3,1375
L|Ravenna | » | 12 | once | l|0,3478 | l|2,8749
L|Reggio | » | » | 12 | » | l|0,3245 | l|3,0814
L|Sinigaglia | » | » | 12 | » | l|0,3367 | l|2,9698
L|Sondrio | » | » | 30 | o mar. | l|0,7978 | l|1,2533
L|Venezia | marco | 8 | once | l|0,2384 | l|4,1928
» | libbra | sottile | 12 | » | l|0,3012 | l|3,3197
b|» | b|» | b|grossa | b|12 | b|» | lb|0,4769 | lb|2,0964
Dalla sola esposizione delle precedenti tabelle di ragguaglio appare chiaramente quanta confusione debba produrre una tanta diversità fra le unità di misure delle varie città della Valle del Po, e l’importanza che venga da per tutto, come già in Piemonte, adottato il sistema metrico decimale.
Anche le altezze della colonna di mercurio che nel barometro dà la misura della pressione esercitata dall’aria atmosferica nelle varie località e nei varii periodi del giorno e dell’anno sulla superficie di ciascun corpo, le quali prima si esprimevano in pollici e linee del piede francese, ora, per facilitare i calcoli, si esprimono in centimetri ed in millimetri. Pertanto vi darò un prospetto di riduzione in millimetri delle altezze barometriche più comuni per i luoghi non molto elevati sul livello del mare.
BAROMETRO INGLESE | BAROMETRO FRANCESE
b|poll. | b|dec. | b|millimetri | b|poll. | b|dec. | b|millimetri | b|poll. | b|lin. | b|millimetri | b|poll. | b|lin. | b|millimetri
27 | 4 | 695,95 | 29 | 1 | 739,13 | 26 | 0 | 703,82 | 27 | 5 | 742,17
5 | 698,49 | 2 | 741,67 | 1 | 706,07 | 6 | 744,42
6 | 701,03 | 3 | 744,21 | 2 | 708,33 | 7 | 746,68
7 | 703,57 | 4 | 746,75 | 3 | 710,59 | 8 | 748,94
8 | 706,11 | 5 | 749,29 | 4 | 712,84 | 9 | 751,19
9 | 708,65 | 6 | 751,83 | 5 | 715,10 | 10 | 753,45
28 | 0 | 711,19 | 7 | 754,37 | 6 | 717,36 | 11 | 755,70
1 | 713,73 | 8 | 756,91 | 7 | 719,61 | 28 | 0 | 757,96
2 | 716,27 | 9 | 759,45 | 8 | 721,86 | 1 | 760,22
3 | 718,81 | 30 | 0 | 761,99 | 9 | 724,12 | 2 | 762,47
4 | 721,35 | 1 | 764,53 | 10 | 726,38 | 3 | 764,73
5 | 723,89 | 2 | 767,07 | 11 | 728,63 | 4 | 766,98
6 | 726,43 | 3 | 769,61 | 27 | 0 | 730,89 | 5 | 769,24
7 | 728,97 | 4 | 772,15 | 1 | 733,15 | 6 | 771,49
8 | 731,51 | 5 | 774,69 | 2 | 735,40 | 7 | 773,75
9 | 734,05 | 6 | 777,23 | 3 | 727,66 | 8 | 776,01
29 | 0 | 736,59 | 7 | 779,77 | 4 | 739,91 | 9 | 778,26
Nel termometro più in uso fra noi la scala delle temperature, che dalla temperatura in cui il ghiaccio si fa deliquescente a quella per la quale l’acqua pura entra in ebullizione sotto la pressione barometrica di millimetri 760,0, vien divisa in ottanta parti o gradi; e quindi un tal termometro è chiamato ottantigrado od anche di Réaumur. Ora, dietro Celsio, nelle scale de’ migliori termometri l’intervallo fra le due menzionate temperature viene diviso in cento parti, dette pur gradi; ed il termometro allora chiamasi centigrado. Perciò un grado del termometro centigrado corrisponde a 4/5 d’un grado di quello ottantigrado; ed uno ottantigrado corrisponde a 5/4 d'un grado centigrado. E siccome nell’indicare le temperature io userò della scala centigrada, così vi presento una tabella di confronto che vi possa servire a ridurre le temperature del termometro di Réaumur nelle loro corrispondenti del termometro centigrado.
C|Gr. Ot. | C|Gr. Cen. | C|Gr. Ot. | C|Gr. Cen. | C|Gr. Ot. | C|Gr. Cen. | C|Gr. Ot. | C|Gr. Cen. | C|Gr. Ot. | C|Gr. Cen.
1 | 1,25 | 17 | 21,25 | 33 | 41,25 | 49 | 61,25 | 65 | 81,25
2 | 2,50 | 18 | 22,50 | 34 | 42,50 | 50 | 62,50 | 66 | 82,50
3 | 3,75 | 19 | 23,75 | 35 | 43,75 | 51 | 63,75 | 67 | 83,75
4 | 5,00 | 20 | 25,00 | 36 | 45,00 | 52 | 65,00 | 68 | 85,00
5 | 6,25 | 21 | 26,25 | 37 | 46,25 | 53 | 66,25 | 69 | 86,25
6 | 7,50 | 22 | 27,50 | 38 | 47,50 | 54 | 67,50 | 70 | 87,50
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The end
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