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F. D.r MORLICCHIO
GUIDA
DI
Indice
ITINERARIO
PER
visitare i principali monumenti di Pompei
per la nuova entrata
Avvertenza
La presente GUIDA non è scritta per gli studiosi delle antichità pompeiane, sibbene per i visitatori che possono disporre di poche ore.
Quindi avvertiamo che in cinque a sei ore si possono osservare tutti i monumenti e gli edifizi pubblici e privati, di cui si è fatto cenno nella Guida.
Se poi non si hanno disponibili che due a tre ore, basta visitare soltanto quelli segnati coll’asterisco *, i quali sono i più importanti e sufficienti per formarsi una giusta ed esatta idea delle antichità delle dissepolte rovine.
Pompei, Gennaio 1901.
Cenno storico
L’antica città di Pompei collocata ai piedi del Vesuvio deve la sua origine agli Osci, che furono i primi popoli stabiliti nella Campania. Pompei apparisce nella storia di Roma al tempo, in cui le città italiche si sollevarono per ottener la uguaglianza con i loro dominatori. Nella guerra sociale Pompei tenne per gl’italici. Fu minacciata da Silla, ma non presa; e in ciò ebbe miglior sorte che non la vicina Stabia, la quale fu rasa al suolo. Con le leggi Julia e Plotia, ottenne la cittadinanza romana, e divenne municipio, ma poco dopo vi fu dedotta da Silla una colonia; e gli antichi abitanti essendosi fusi coi nuovi coloni, tutta la città prese il nome di Colonia Veneria Cornelia dal nome della sua principale divinità Venus Fisica e dal nome gentilizio del suo patrono.
In verità prima che questa fusione si facesse, vi furono grandi contese fra gli antichi abitatori e i coloni; ma esse furono composte a Roma, e d’allora non apparisce più alcuna traccia di questa divisione fra gli antichi e nuovi Pompeiani.
Augusto vi dedusse un’altra colonia di Veterani, che formò un borgo chiamato Pagus Augustus Felix Suburbanus, e situato forse ove si eleva la casa di Mario Arrio Diomede coi selpolcri della famiglia Arria.
Allorchè Augusto venne a Pompei per ottenere la protezione di Cicerone contro Antonio, non eraal- tro che triumviro; e Claudio che fu in seguito Imperatore dimorò anche in questa città, ove perde suo figlio Druso.
Verso i primi anni del regno di Nerone avvenne, per causa dei giuochi nell’anfiteatro, un combattimento fra i Pompeiani ed i Nucerini uniti ai campani; vinsero i primi, ma furono in pena privati per dieci anni degli spettacoli gladiatorii.
Pompei fu quasi distrutta dal tremuoto dell’anno 63 di nostra Era. E stava rifacendosi dei danni sofferti, quando nell’anno 79 l’eruzione del Vesuvio la coprì di ceneri e lapilli, insieme ad Ercolano, Stabia, Retina, Oplonti. Ciò avvenne sotto l’impero di Tito.
La catastrofe durò tre giorni, nel qual tempo disparve la luce del sole, e tutta la popolazione cercava salvarsi verso il mare che giungeva, secondo alcuni, fin presso le mura; sicché i Pompeiani si videro privi in poche ore della loro patria e delle loro sostanze, essendo stata la città interamente sepolta.
il giovine in due sue lettere a narra questo avvenimento funesto con alquanti dettagli.
Dopo qualche tempo gli abitanti vi ritornarono per eseguire scavi, onde penetrare nelle loro case e prendere ciò che non avevano potuto salvare nella fuga.
Nei secoli posteriori il nome di Pompei restò nell’obblio, non ostante che nell’anno 1592 essendosi dovuto costruire un acquedotto per portare le acque del fiume Sarno a Torre dell’Annunciata, si fecero dei cavamenti, nei quali si scoprirono moltissimi ruderi.
Nel 1748 cominciarono ad eseguirsi con regolarità gli scavi per ordine del Re Carlo III, il quale comprò tutti quei terreni che coprivano la città.
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The end
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