Read here

Flora medico-economica

Leonardo Brumati · 1844 · Free in the US

47,655 words · about 3 h 20 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1844 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Flora_medico-economica&action=history). · Wikisource contributors

Text from Wikisource and set out for reading on screen; no words of the book are rewritten or summarized. How RedLectern is built

About this book

Author
Leonardo Brumati
Language
Italian
Published
1844
Length
47,655 words · about 3 h 20 min
Sections
31 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (31)
  1. Front matter under 1 min
  2. Lettera a Giuseppe Degrassi about 1 min
  3. Spiegazione dei termini tecnici usati nella presente Flora Medico-Economica about 14 min
  4. Prospetto del sistema sessuale di Linneo, seguito in questa Compilazione about 5 min
  5. Classe I about 1 min
  6. Classe II about 5 min
  7. Classe III about 9 min
  8. Classe IV about 4 min
  9. Classe V about 21 min
  10. Classe VI about 6 min
  11. Classe VII about 1 min
  12. Classe VIII about 1 min
  13. Classe IX about 1 min
  14. Classe X about 3 min
  15. Classe XI about 3 min
  16. Classe XII about 11 min
  17. Classe XIII about 6 min
  18. Classe XIV about 11 min
  19. Classe XV about 7 min
  20. Classe XVI about 2 min
  21. Classe XVII about 9 min
  22. Classe XVIII about 1 min
  23. Classe XIX about 15 min
  24. Classe XX about 2 min
  25. Classe XXI about 12 min
  26. Classe XXII about 6 min
  27. Classe XXIII about 4 min
  28. Classe XXIV about 12 min
  29. Indice delle Proprietà e degli usi delle Piante colla spiegazione dei vocaboli medici about 21 min
  30. Indice alfabetico dei nomi about 6 min
  31. Lettera sul manoscritto about 1 min

Continue:

Front matter

Flora

Medico - Economica.

Indice

Lettera a Giuseppe Degrassi

Coll’esternatomi desiderio di avere un Catalogo delle Piante medicinali del Paese Ella ha dato impulso a questo misero lavoro, (...) di tutto diritto che qualunque ei sia a Lei venga diretto. L’ardente brame di corrispondere all’amicizia, che si compiacesse accordarmi, mi trasse a ridurre il Catalogo da Lei desiderato in uno sbozzo della Flora Medico - Economica del nostro Territorio. La fretta che mi sono dato nel compilarla giustifichi ora la sua ristrettezza, è le mende che pur troppo devono esservi incorse. Corra pel momento così, come un Prodromo di un più esteso e più corretto lavoro sullo stesso soggetto, cui (...) applicandomi, e che Le verrà fra non molto comunicato. Si degni d’accogliere frattanto col solito suo compatimento(?) per me queste prima testimonianza della profonda e sincera stima, colla quale (...)

Ronchi di Monfalcone a dì 6 Novembre 1844

Ill.mo, (....) Amico L. Brumati

Spiegazione dei termini tecnici usati nella presente Flora Medico-Economica

Spiegazione

Dei termini tecnici usati nella presente Flora Medico - Economica

Acerosa. Foglia fatta a guisa di pungolo, come negli asparagi selvatici (asparagus acutifolius).

Aculeato. Fusto o foglia forniti di aculei, o spini aderenti soltanto alla scorza e non al legno, come sono quelli delle Rose.

Acuminata. Foglia che termina come all’improvviso in una punta affilata, siccome quelle dell’Armellino.

Aggregato. Fiore il cui ricettacolo dilatato sostiene più fioretti muniti del proprio peduncolo, o del loro calice, come nello Sgarzo (Dipsacus) e nelle vedovine.

Aguzza. Vedi Acuminata.

Alato. Caule che ha due bordi longitudinali fogliacei, o membranacei come quello della Scrofularia acquatica.

Alato. Seme circondato da una membrana sottile, come quelli dei violari gialli.

Ali. si chiamano i due petali laterali della corolla papilionacea come nei Piselli, nella Fava, nei Fagiuoli.

Amento, o Gattino. Si chiama la spica dei fiori di alcune piante, come del Noce, del Nocciolo, dell’Ontano.

Antere. Gruppetti che sogliono trovarsi sopra gli stami; e gettano al loro tempo il Polline, od umor fecondante.

Apetalo. Fiore senza petali.

Apotecio o Talamo è un corpo di forma varia, in cui sono incastrati, o riposti gli organi della riproduzione dei Licheni.

Arillo, o Velo è quella membrana sottilissima, che copre più o meno alcuni semi, ed è osservabile nei Piselli.

Articolato. Caule e Siliqua, che di tratto in tratto sono divisi da nodetti, formanti articolazioni, come nel Garofano, nella Grassula salmastra.

Ascella. Chiamasi l’angolo tra le foglie ed il fusto, o tra il ramo ed il tronco.

Ascellare. Foglia, fiore, frutto, o peziolo e peduncolo, che nasce nelle ascelle fra il tronco ed i rami ecc.

Bacca, o Acino. Frutto ripieno, sugoso, senza valvole, e che racchiude i semi sciolti e nudi, come nell’ Uva, nel Sambuco, e nel Ribes.

Baccello o Legume. Pericarpio composto di due gusci, o valve, che si apre da una sola commettitura, essendo i semi attaccati all’altra, come nel Fagiuolo.

Barba. Il labbro inferiore della corolla labiata, ed anche qualche parte di pianta fornita di peli, come i nettari di qualche vite, e della Poligala volgare.

Bi. due volte; onde Bifido diviso in due parti. Biforcuto due volte forcuto.

Bocca. Dicesi propriamente l’ apertura della corolla labiata; talvolta però anche il lembo d’ altre corolle monopetale.

Brattea o Foglia florale quella che è situata immediatamente sotto i fiori, ed è diversa dalle altre foglie della pianta.

Calice, o Periantio. è la parte più esterna del fiore, che copre e difende tutte le altre, come vedasi nella Rosa, nel Papavero.

Calicolato. dicesi il calice rinforzato da altre squame, come nel Garofano.

Capello. si chiama la parte superiore dei funghi, che contiene le parti della fruttificazione.

Capolino, di fiori è un aggregato di essi in un mazzetto rotondo a guisa di globo, posto alla cima del fusto o dei rami, come nel Trifoglio coltivato.

Carena. chiamasi il petalo inferiore concavo, e fatto a guisa di barchetta nei fiori Papilionacei, come nella Fava, nei Piselli.

Carenata. parte di pianta che ha la figura di una navicella.

Cariosside. Pericarpio secco d’un solo seme, aderente all’integumento proprio del seme, come nell’Orzo, nell’Avena.

Cartilaginosa. parte d’una pianta composta d’una spezie di cartilagine, o sostanza rigida e secca come la carta.

Cassella. Frutto, che seccandosi indura, ed apresi in diverse maniere per lasciar uscire i semi, come nel Papavero, nel Lino.

Caule. è propriamente il tronco delle piante erbacee, ma così nomasi anche quello di tutte le piante che portano fiori visibili.

Cima. chiamasi l’aggregato dei fiori, che montano ad eguale altezza ma i cui gambetti non partono tutti dal medesimo centro a nodo di ombrella; come nel Sambuco, nella Pagrigna(? ) bianca.

Cirro o Viticcio. Filetto per lo più avvolto in spira, per mezzo del quale la pianta si attacca ai corpi vicini, come nella vite, nei Piselli, Zucche etc.

Composto. chiamasi il fiore che sopra un ricettacolo e calice comuni porta molti fioretti o semifioretti, come nel Girasole, nel Radicchio.

Concettacolo. Pericarpio per lo più coriaceo o membranaceo simile al legume, ma di un sol pezzo, che si apre da una sola commettitura, all’orlo della quale sono attaccati i semi, come nelle Spironelle di campo.

Concamerazione. dicesi di ramo della capella quando è divisa da tramezzi in più cavità.

Corimbo. dicesi il mazzetto di fiori, che partendo da diversi punti del fusto vanno a terminare allo stesso piano, come nel Millefolio.

Corno, o Cornetto. dicesi una spezie di nettario, che trovasi alla base della corolla, come nella viola e nella Spironella. V. Nettario.

Corolla. è il più interno invoglio del fior completo, ovvero la sua parte più colorita, più bella e brillante, che circonda immediatamente gli stami, e che tanto si ammira, come nelle Rose, nei Garofani, etc.

Crenata, e Crenulata. Parte di pianta segnata all’intorno con denti rotondi, non puntiti, come le foglie della Betonica.

Culmo. dicasi il fusto delle Graminacee, come le canne, la paglia.

Cuneata, o Cuneiforme. Foglia più lunga che larga, e si ristringe alla base, come nella Porcellana o Grassiola.

Didimo, o Gemello. dicesi il seme formato di due parti rotonde, unite insieme, come nell’Erba puzza. Coriandro selvatico.

Disco. è il centro dei fiori composti, come nel Girasole; chiamandosi raggi i flosculi della circonferenza.

Drupa. Pericarpio, il cui seme è contenuto in un corpo duro ed osseo, vestito da una sostanza polposa e carnosa, per lo più libera dal calice, come la Ciliegia, l’Oliva.

Embriciate. Foglie, o squame del calice, che si addossano le une sulle altre, come le tegole sui tetti per es. negli Artichiocchi.

Epidermide. Membrana esteriore sottile, che copre la scorza dei vegetabili, ed è ben marcata nei getti dell’anno nel Sambuco.

Epigina. Corolla piantata sopra il calice, come nelle Rose e nelle ombrellifere.

Ermafrodito. Fiore contenente stami e Pistilli.

Fauce o Gola. è la parte della corolla d’un sol pezzo posta tra il lembo ed il tubo.

Femina o Feminino. Fiore con pistillo senza stami.

Filamento o Stame. è quello che sostiene l’antera; assai rimarcabile nei fiori del Giglio per la sua grandezza.

Fille. diconsi le fogliette formanti il calice, che dicesi unicofillo(? ) se è composto da una sola, polifillo se di più.

Fosculoso. (? ) Fiore composto di più fiorellini contenuti in un solo calice comune, come nel (? ) (serratula arvensis).

Foglioline, o Fogliette. diconsi quelle che sono attaccate molte ad un solo peziolo, come nel Trifoglio, nella Veccia.

Fornicato. (? ) labbro inferiore della Corolla (? ).

Fronda. Chiamasi la foglia delle Felci e delle alghe, ch’è una dilatazione della pianta aderente alla radice.

Frutice o Arbusto. Pianta legnosa, che da una radice getta più fusti portanti occhi e gemme, ma men alto dell’albero come la Rosa, il Fusaggine.

Fusto. V. Caule di cui è sinonimo.

(? ) dicesi il labbro superiore della corolla labbiata.

Gattino. V. amento.

Genicolato. V. articolato.

Germe, od Ovario. dicesi l’embrione del frutto immaturo nel fiore.

Glabra. Parte di pianta liscia e senza peli, come le foglie del Pioppo.

Glandola. è un corpicciuolo molle, spugnoso, destinato a trasudare un qualche umor proprio; si vede sul peziolo del Ciliegio.

Glauco. Color verde — bianco, come le foglie del Broccolo.

Gluma, Loppa, Pula, ver. Bula. è la coperta dei fiori delle gramigne osservabile nel Frumento, ed altri Cereali.

Gola. v. Fauce. Grappolo. v. Racemo.

Guaina. chiamasi la base di alcune foglie, che abbraccia interamente od in parte il frutto, come nelle Gramigne, nel Finocchio.

Imbutiforme, o Infundibuliforme. Corolla fatta ad imbuto, a piria diremmo noi, come nello Stramonio.

Imenio. è la membrana, che investe la parte dei Funghi contenente la fruttificazione.

Invoglio o Involucro. è il composto di una o più foglioline situate in giro alla base dei gambetti o delle ombrelle di alcune piante, come vedesi nella Carota.

Involucro. v. Invoglio.

Ipocrateriforme. Corolla regolare d’un pezzo, il cui lembo è piano col tubo per piede a modo di sottocoppa, come nella Primavera.

Ipogina. Corolla che rimane sotto l’ovaia, come nella Salvia.

Irregolare. Corolla i cui pezzi variano in figura, grandezza, e proporzione, non formante un tutto simetrico, come nella Salvia.

Irsuta, o Pelosa. Parte di pianta con peli non ammucchiati, nè intrecciati, come nella Pelosella.

Ispido, od Irto. Parte sparsa di peli rigidi e fragili a modo di setole, come nella Boraggine.

Labiata. Corolla irregolare d’un sol pezzo, che si divide in due labbra, come nella Salvia. Labbro. una delle parti della Corolla labiata.

Laciniata. Foglia tagliata diversamente in più parti, che egualmente si suddividono.

Lamelle o Laminette. si dicono quelle che occupano le parti inferiori del capello di alcuni funghi.

Lana, Lanugine, o Vello. Pelo molto delicato e morbido, di cui sono sparse talvolta le parti di alcune piante.

Lanciolata. Foglia fatta a guisa di lancia, o che insensibilmente và restringendosi alle estremità, come nella Piantagine lunga.

Legume. v. Baccello.

Lembo. La parte superiore o più larga della Corolla.

Lesiniforme o Subulata. Foglia lineare alla base, che restringendosi insensibilmente fino alla punta.

Lineare. Foglia lunga e stretta egualmente nella sua lunghezza, benché si restringa nelle estremità, come nelle Gramigne.

Linguettata, o Ligulata. Corolla di un pezzo, o petalo fatto a striscia, o linguetta piana, voltata tutta per un verso, come nell’insalata, e nei fiori esterni del Girasole.

Loppa. v. Gluma.

Mascherata. dicesi la Corolla ringhiosa, o labiata, che avendo i labbri chiusi rasomiglia un muso d’animale, come nella Cimbalaria.

Maschio, o Mascolino. Fiore con stami senza pistilli. Membranacei. Foglie o semi privi di carne sugosità, come i semi maturi dell’Olmo.

Mono. significa uno, quindi monospermo un sol seme.

Monofillo. parte di pianta d’un sol pezzo.

Monopetala. Corolla d’un sol petalo.

Mutico. si dice d’un pezzo di pianta senza coda; quindi mutico dicesi il calice senza punte sulle fille; e mutiche si chiamano le glume senza resta, come nel Frumento e nel Riso da noi detto senza mustacchi.

Nettario. Parte del fiore per lo più destinata a separare un’umor dolce, avidamente ricercato dagl’insetti. Per Nettario però suolsi intendere tutto ciò che riscontrasi nei fiori oltre il calice, la corolla, gli stami, le antere, gli stili o pistilli, gli stimmi, e l’ovaja; onde Linneo chiama Nettario anche il cornetto della viola e della Spironella.

Noce, o Nocciolo. Seme osseo, coperto o spogliato del Pericarpio, come la Nocciola, la Ghianda.

Ob. al contrario, così:

Obcordato. Cordato al contrario, cioè colla punta alla base, e l’intaccatura alla sommità, come le siliquette della Borsa Pastore.

Obovato. Ovato al contrario, cioè colla parte più ristretta alla base e la più larga alla sommità, come le foglie dello scotano, ver. Fojarola.

Ombrella. dicesi il mazzetto di fiori, i cui peduncoli proporzionati tra loro partono da uno stesso punto o centro e si estendono, come le bacchettine di un’ombrella aperta.

Ombrellifere. chiamansi le piante che portano i fiori in ombrella.

Orecchietta, o Stipula. dicesi la foglietta, il filo, od altra appendice situati alla base del peziolo delle foglie, come nei Piselli, nella Rosa gallica.

Ovaja, od Ovario. v. Germe.

Ovale, od Ovata. Foglia che ha la figura d’uovo.

Palcacco. (? ) Ricettacolo munito di pagliette o squame rigide.

Panocchia. dicesi la fruttificazione portata da spighette diverse in peduncoletti sottodivisi in varie maniere, come nell’avena, miglio etc.

Pannicola. Piccola pannocchia, od anche porzione di essa.

Papilionacea. Corolla irregolare, che ha la figura d’una farfalla con quattro petali o cinque, dei quali il superiore dicesi vessillo, i laterali ali, l’inferiore carena.

Pappi. Gruppetto di peli, fili o pagliette a guisa di volante, che sormonta i fiori, come nella Radicchiella, nell’Insalata.

Peduncolo. v. Gambetto.

Pella. (? ) è il Talamo o Apotecio coriaceo, sessile, appianato, aderente al Tallo senza contorno o margine, o cinto da sottilissimo contorno accessorio, coperto, prima dello sviluppo perfetto, di sottile membrana gelatinosa, che poi si disperde, come osservasi nei Licheni.

Peltata. dicesi la parte di una pianta, che ha il peziolo od un gambetto nel centro, come la foglia del Ricino, e le squame negli strobili del Cipresso.

Pennata. Foglia che si compone di molte fogliette attaccate lateralmente lungo un solo peziolo, come nell’Acacia, nel Noce.

Pennato — setta. Foglia fissa (? ) per traverso in molte, lunghe, od orizzontali strisce.

Pennato — mozza. Foglia composta di fogliette pari, senza impari.

Periantio. v. Calice.

Pepone, o Popone. Pericarpio carnoso, che ha i semi lontani dall’asta, attaccati alla periferia, e non coronati dal calice, il quale è inferiore, come le zucche ed i meloni.

Pericarpio. dicesi quello che veste, circonda e racchiude i semi, che non si possono vedere se non quando sono mandati fuori od estratti.

Peridio. è la membrana, che divide le parti della fruttificazione d’alcuni funghi, e si apre in varie maniere.

Perigina. Corolla, che circonda l’ovaja, come nelle Rosacee, ove è inserita attorno all’ovario, o sopra il calice, che lo circonda.

Perigonio. dicesi l’invoglio semplice o doppio del fiore, che è composto da Corolla e dal calice, o soltanto dell’uno, o dell’altro.

Peristoma. si chiama il margine od il contorno dell’orificio, o bocca dell’ovaio dei muschi.

Peritecio, o Scodella. è un apotecio rotondo, sottile, aperto, ma ricoperto da uno strato colorito, e circondato da un peritecio, o contorno accessorio, formato da un tallo per lo più di colore diverso, come nei Licheni.

Petali. chiamansi le foglie colorite del fiore, od i pezzi formanti la corolla, per distinguerli dalle foglie della pianta.

Peziolo, o Picciuolo. chiamasi il manico o la coda, che sostiene la foglia.

Pina o Strobilo. è un Pericarpio conico, duro, da cui difficilmente si possono cavar i semi, come quella del Pino da Pinocchio, del Cipresso.

Pistillo, o Stilo. è la parte feminea del fiore, e ne occupa il centro sostenendo lo stimma. È rimarcabile assai nel Giglio.

Placenta. dicesi il sostegno, cui stanno attaccati i semi, che in alcune piante è una sostanza spugnosa, come nel Melograno.

Polloni, Sarmenti, Stolloni. diconsi quei rami filiformi, che sorgendo dalla radice o dal tronco, mettono alla cima radici, e producono novelle piante, come nelle Fragole, nelle Viole.

Pomo. è un Pericarpio composto alternamente da una sostanza polposa o carnosa, ma più dura e meno sugosa della drupa, coronata dal calice, divenuto Pericarpio, ed i cui semi sono contenuti in caselle cartilaginee, o cartacee, vicine al di lui asse come nel Pero.

Popone. v. Pepone.

Rubescente. Parte di una pianta coperta di un pelo molto delicato, e morbido, piuttosto raro e corto.

Quadri. quattro volte, quindi:

Quadri dentato. con 4 denti. Quadrifogliato. con 4 foglie Quadrisperma. con 4 semi.

Racemo, o Grappolo. dicesi il mazzetto di fiori, o di frutti disposti sopra un peduncolo comune, non vicini come nella spica, non lontani come nella panocchia, e con gambetti parziali, semplici, o ramosi, disposti per ogni verso, formanti una figura ovale, o conica, o cilindrica, come nella Vite, nella Fitolacca.

Rachide. è un Ricettacolo comune sostenente molti semi, come l’asse, od il centro delle spiche del Frumento, e di altre Gramigne.

Radiato, o Raggiato. Fiore, che porta nel centro o disco fiori flosculosi(? ) ed all’intorno semi flosculosi(? ), o ligulati, come nel Girasole.

Rampicante. Fusto, che s’innalza avvitichiandosi per se, o mediante viticci, come il Luppolo, la Vite e simili.

Reniformi. Foglie, e frutti aventi la forma di un fagiolo comune.

Repanda, o Serpeggiante. Foglia col bordo tortuoso, o sinuoso come nelle Verze.

Resta; coda, o filo, che termina la Glume dei fiori graminacei, che da noi dicesi stanaron, come nel Frumento, nell’Orzo.

Retusa. Foglia molto intagliata, con un seno ottuso, nel quale suol spuntare un peluzzo o puntina, come nelle fogliette della Veccia.

Ricettacolo. dicesi la parte, in cui poggiano tutte le parti della fruttificazione, e che chiamasi proprio quando sostiene un sol fiore, comune quando ne porta molti.

Riflesso. significa piegato all’infuori. Ringhiosa. v. Labiata e Mascherata.

Rudimento. v. Germe.

Rugosa. Foglia, le cui ramificazioni più unite dal fondo, lo innalzano a guisa di crespe o rughe, come in quelle della Salvia.

Runcinata. Foglia ritagliata per traverso con frangie di sopra convesse, di sotto trasversali come nell’Erisimo.

Saettiforme, o Sagittata. Foglia triangolare, incisa alla base, ed a modo di freccia terminata in punta, come nell’Aro.

Samara. Pericarpio compresso, coriaceo — membranoso; contenente pochi semi, come quelli dell’Olmo e dell’Acero.

Sarmento. v. Pollone.

Scapo. dicesi il gambo dei fiori, che si alza dalla radice, o dal bulbo, senza foglie nella sua lunghezza, come nei Giacinti, nella Radichiella.

Scandenti. (? ) v. Rampicanti.

Scariosi. Calice o Foglia di sostanza arida, bianchiccia e sonora, come in alcune Centauree.

Scodella. v. Peritecio, con cui suol confondersi talvolta.

Seme. è quello col quale si riproduce la pianta, come il grano del frumento.

Semi — . mezzo, così semiovata significa foglia mezz’ovata.

Semiflosculoso. Fiore composto di fioretti irregolari, il cui petalo è tutto per una parte, o ligulato, come nel Radicchio.

Sessili. Fiori o foglie attaccati al ramo senza peziolo, e senza gambetto.

Setacea. Foglia coperta di peli bianchi ammonticchiati, e rilucenti. Silicula o Siliquetta. Piccola Siliqua più larga che lunga.

Siliqua. Pericarpio simile al Baccello, ma che si apre da ambe le commettiture, staccandosi nell’aprirsi tutte due le valve, od i gusci ed è spesso divisa in due da un tramezzo, come nei Violari.

Smarginata. Parte di pianta, che termina con un taglio, od incavatura, che divide in due la pianta.

Soredio. è l’unione dei propaguli posati sopra un ricettacolo proprio incastrato nel Tallo dei Licheni.

Soro. dicesi un mucchio od unione di scatole o capelle situate sulla pagina inferiore delle frondi delle Felci.

Spadice, o Spata. è una membrana per lo più arida, che contiene e ricopre molti fiori gigliosi. È rimarcabilissima nell’Aro.

Spiga. è formata da molti fioretti uniti insieme sopra un’asse detto Rachide, da cui spuntano immediatamente come nel Frumento, nella Veronica spigata.

Spora. dicesi il corpo riproduttore, che non ha coperta, come si osservano nelle piante crittogame.

Sorangio. dicesi la fruttificazione di alcune Crittogame, che ivi contiene nel corpo della pianta i semi o spore uscenti per la diffusione della stessa, come nelle Conserve(? ).

Sprone. v. Cornetto e Nettario.

Stame. v. Filamento.

Stilo. v. Pistillo. Stimma. è la parte superiore del Pistillo, spesso alquanto ingrossata, che si può ben osservare nei fiori del Giglio.

Stipite. dicesi il piede, che sostiene il capello dei funghi.

Stipula. v. Orecchietta.

Stollone. v. Pollone.

Striata. dicesi la parte di pianta segnata con linee alquanto profonde, come il fusto del Rusco.

Strobilo. v. Pina.

Sub. significa quasi, perciò :

Sub — striato. vuol dire quasi striato, o leggiermente striato.

Subulata. Foglia v. Lesiniforme.

Suffrutice. Pianta, che partecipando dell’erbacea e del legnoso, maturati i semi perisce il fusto, conservandosi essa tutto l’anno ad una piccola altezza, e lo rinnova l’anno seguente, come il Timo, la Salvia.

Supera, e Superiore. v. Epigina.

Tallo. appellasi l’espansione vegetabile propria dei Licheni, nella quale non si distinguono vere foglie, nè caule, che sollevi la fruttificazione, che è spesso incorporata e nascosta nel tallo o poco sopra vi s’incalza.

Talamo. v. Apotecio.

Teca, o Vagina. chiamasi il frutto dei muschj simile alla casella, ma diverso per la struttura e pel modo di aprirsi.

Tereti. si dicono i frutti e le altre parti lunghe, rotonde, ed in parte cilindriche delle piante, come le foglie della Cipolla. Tetra. quattro; quindi tetragono a quattro angoli, tetrafillo di 4 pezzi.

Tirso. Pannocchia di fiori o frutti, che si ristringe alla sommità, avendo la figura ovale; come i fiori del Ligustro e del Lilae.

Torrulosa. si dice la siliqua nodosa, come quella del Rafano.

Tomentosa. Parte di pianta felpata di pelo corto, che abbonda nella superficie, formando un tessuto denso, che non se ne distinguono i fili, e regolarmente biancheggia; come sul Verbasco Tasso.

Tralcio. v. Pollone.

Unghia. chiamasi la parte del petalo, che si attacca al calice od all’ovaja, come la base dei petali del Garofano.

Vagina. v. Guaina e Teca.

Value, o Imposte. diconsi le pareti esterne, od i guscj, che chiudono le caselle, le silique, i bacelli ed altri pericarpj di due o più pezzi, come nei Violari, nei Piselli.

Velo. v. Arillo.

Vello. v. Lana.

Verruca. escrescenza per lo più convessa, che osservasi talvolta sulle parti della pianta, che è ricoperta dall’epidermide, se ne vedono sui rami giovani del Noce.

Verticillo. Anello di foglie o di fiori, che circondano il caule, come nella Robbia per le foglie; nel Marrubio pei fiori.

Vessillo. v. Papilionacea.

Villoso, o Velloso. Frutto o foglia coperti di peli separati gli uni dagli altri, blandi e delicati al tatto a guisa di lanuggine, come nella Parietaria.

Viticcio. v. Cirro.

Volubile. Fusto, che s’innalza aggirandosi intorno ai corpi vicini, volgendosi da sinistra a dritta come il Luppolo, o da destra a sinistra, come nei Vilucchi (Convolvulus).

Volua. è una membrana carnosa, spugnosa che attaccata alla base dello stipite di alcuni funghi li copre intieramente prima del loro sviluppo, come nell’Agarico cesareo, od Uovolo.

Prospetto del sistema sessuale di Linneo, seguito in questa Compilazione

Prospetto del Sistema Sessuale di Linneo per l’ uso della Flora Medico-Economica del Territorio di Monfalcone

Classi. | Ordini. | secondo i quali sono disposte le Piante della Flora.

Ia Monandria (un maschio) un solo stame in fiore ermafrodito, o contenente stame e pistilli.

I° Monoginia (una femina) un sol Pistillo od un solo Stimma, come nella Salicornia .

IIa Diandria (2 maschj) due stami con antera in fiore ermafrodito.

I° Monoginia (1. femina) un sol pistillo, come nell’Olivo ed .

II° Diginia (2. femine) due pistilli, come nell’Antossanto .

IIIa Triandria (3. maschj) 3 stami liberi, o non uniti al pistillo, in fiore ermafrodito.

I° Monoginia. Un sol pistillo,come nella Valeriana a .

II Diginia. due pistilli, come nel Panico a .

IVa Tetrandria. 4 stami con antere di eguale altezza, liberi, o non uniti fra loro e col pistillo.

I° Monoginia. Un Pistillo, come nella Scabiosa a .

II° Diginia. Due Pistilli, come nella Cuscuta .

Va Pentandria. 5 stami come sopra.

I° Monoginia. Un Pistillo, come nel Cerinte a

II° Diginia. 2 pistilli, come nell’Asclepiade a .

III° Triginia. 3 pistilli, come nel Sambuco a .

IV° Pentaginia. 5 pistilli, come nel Lino a .

VIa Esandria. sei stami liberi, eguali in altezza in fiore ermafrodito.

I° Monoginia. un pistillo, come nel Berbere a .

II° Diginia. 2 pistilli, come nel Riso .

III° Triginia. 3 pistilli, come nel Colchico e 102.

IV° Poliginia. 5, o più pistilli, come nella Piantagine aquatica .

VIIa Ettandria. 7 stami liberi, in fiore ermafrodito.

I° Monoginia. un pistillo, come nell’Ippocastano .

VIIIa Ottandria. 8 stami liberi.

I Triginia. 3 pistilli, come nel Poligono a .

II° Tetraginia. 4 pistilli, come nella Paride .

IXa Enneandria. 9 stami liberi.

I° Monoginia. un pistillo, come nell’Alloro .

Xa Decandria. 10 stami liberi.

I° Monoginia. un pistillo, come nel Dittamo e 110.

II° Diginia. 2 pistilli, come nella Saponaria .

III° Pentaginia. 5 pistilli, come nel Sedo e 113.

IV° Decaginia. 10 pistilli, come nella Fitolacca .

XIa Dodecandria. 12 stami liberi.

I° Monoginia. un pistillo, come nella Portulacca e .

II° Diginia. 2 pistilli, come nell’Agrimonia .

III° Triginia. 3 pistilli, come nell’Euforbia a .

IV° Dodecaginia. 12 pistilli, come nel Semprevivo .

XIIa Icosandria. 20 stami e più, attaccati alle pareti interne del calice.

I° Monoginia. un pistillo, come nel Melograno a .

II° Pentaginia. 5 pistilli, come nel Pero a .

III° Poliginia. più di 5 pistilli, come nella Rosa a .

XIIIa Poliandria. da a stami attaccati al Ricettacolo.

I° Monoginia. un pistillo, come nel Papavero a .

II° Diginia. 2 pistilli, come nella Peonia .

III° Triginia. 3 pistilli, come nel Delfinio .

IV° Poliginia. più di 6 pistilli, come nella Clematide a .

XIVa Didinamia. (2 potenze) 4 stami, dei quali 2 più alti degli altri due, forniti tutti di antere.

I° Gimnospermia. Semi nudi, che sono attaccati infondo al calice cone nella Glecoma a .

II° Angiospermia. Semi coperti da un pericarpio, come nella Scrofularia a .

XVa Tetradinamia. (4 potenze) Sei stami, di cui 4 più alti, e 2 più bassi, l’uno in faccia all’altro.

I Siliculosa. con siliquette quasi eguale in lunghezza, e larghezza come nella Coclearia a .

II Siliquosa. con siliqua molto più lunga che larga, come nel Rafano a .

XVIa Mondelfia. (una frattellanza) Stami uniti col pistillo in un sol fascetto.

I° Decandria. 10 stami, come nel Geranio .

II° Poliandria. più di 12 stami, come nella Malva e 195.

XVIIa Diadelfia. (2 fratellanze) Stami uniti col Pistillo in due fascetti.

I° Esandria. 6 stami, come nella Fumaria .

II° Decandria. 10 stami, come nella Ginestra a .

XVIIIa Poliadelfia. (molte fratellanze) molti stami in 3 o più fascetti.

I° Poliandria. 15 o più stami, come nell’Iperico .

XIXa Singenesia. Antere generate insieme, cioè unite a modo di cilindro, dal cui centro sorge lo stilo proveniente da un sol seme. I fiori di queste classi sono composti.

I° Poligamia. (molti maritaggi) e dicasi Eguale quando tutti i fiorellini sono ermafroditi od hanno stami e pistilli, come nel Radicchio a .

II° Poligamia superflua quando i fiorellini del centro o del disco sono ermafroditi e quelli della circonferenza feminei come nel Tanaceto a .

III° Poligamia Frustranea(? ) od inutile, quando i fiorellini del disco sono ermafroditi e fecondi, e quelli della circonferenza inutili, cioè senza stami e senza pistillo, come nella Centaurea a .

XXa Ginandria. (maschio e femmina) Stami, che nascono dal pistillo, e non dal ricettacolo.

I° Monandria. 1 stame, come nell’Orchide .

II° Esandria. 6 stami, come nell’Aristolochia .

XXIa Monoecia. (una sola casa) Fiori con soli stami o mascolini, e fiori con soli pistilli o femminini sulla stessa pianta.

I° Trindria. 3 stami, come nella Zea e .

II° Tetrandria. 4 stami, come nell’ortica a .

III° Pentandria. 5 stami, come nel Zanzio e 250.

IV° Poliandria. più di 7 stami, come nell’aro a .

V° Monodelfia, stami uniti in un fascetto, come nel Pino a .

XXIIa Dioecia. (2 case) Fiori con stami o maschj sopra una pianta e fiori con pistilli o femine sopra un’altra.

I° Diandria. 2 stami, come nel Salice

II° Tetrandria, 4 stami, come nel moro

III° Pentandria, 5 stami, come nel Luppolo e 266

IV° Esandria, 6 stami, come nella Smilace

V° Ottandria, 8 stami, come nel Pioppo

VI° Enneandria, 9 stami come nella Mercuriale .

VII° Monodelfia, stami uniti in un fascetto, come nel Ginepro e .

XXIIIa Poligamia. (molti maritaggi) Fiori ermafroditi con stami e pistilli, fiori maschi con soli stami, e fiori femine con soli pistilli sulla stessa pianta

I° Monoecia. Fiori ermafroditi, fiori maschi, e fiori femine sopra una sola pianta, come nell’andropogon a .

II° Dioecia. Fiori maschi, femine, ed ermafroditi in due piante, come nel Frassino e .

XXIVa Crittogamia (Nozze o maritaggi nascosti) Fiori, in cui non si distinguono Stami nè Pistilli, e si divide in

I° Gonotteridi. Vegetabili con fusto articolato ed inguainato privo di foglia, con frutti chiusi in indusii(? ) attaccati a ricettacoli peltati disposti in spiga o Gattino, come nell’Equiseto .

II° Felci. Vegetabili aventi i fiori appena visibili, collocati dietro la foglia, e senza altro fusto che il peziolo come nella Caterana a .

III° Muschi. Vegetabili con fusti sottili, provvisti di fogliette sempre verdi, aventi per fruttificazione una cestina a modo di vasetto con turacciolo, nella quale si contiene il polline fecondante, constando il seme di un corculo od embrione senza cotiledoni, e cortecciuola, come nel Ipno .

IV° Epatiche. Vegetabili di fusto foglioso o frondoso con caselle senza coperchio fornite di piede e divise in valvole, come nella Marcanzia .

V° Licheni. Vegetabili, che hanno un Tallo (sostanza o corpo sommamente variabile) colla fruttificazione immersa in apotecii

come nella Parmelia a

VI° Alghe. Vegetabili tubulosi, membranacei, o gelatinosi, che nascono in luoghi umidi, o nell’acqua, colla fruttificazione alla superficie o sotto di essa, come nella Conferva e .

VII° Funghi. Vegetabili di forma varia, di sostanza carnosa, tenera, morbida senza radici, a riserva di qualche filetto; privi di foglie e di frutto, alcuni soltanto essendo provvisti di un piede o stipite portante alla sommità una specie di capello, come nel Boleto a .

Classe I

ct ct ct ct ct Genere I°. Salicornia. Corolla nessuna. Seme un solo rinchiuso nel calice.

. Rami erbacei distesi, articolati, compressi, ed intaccati alle cime. Spighe nelle ascelle opposte, gambute, Squamme ottuse.

Sinonimia. Salicornia herbacea. It. Cali. Ver. Grassula salmastra. off. Kali.

Fiori verdi, in Agosto e Settembre. Nei prati salmastri vicini alla riva della marina. Annua.

Ha sapore salato.

Si acconcia nell’aceto in alcuni paesi, e si mangia col nome di Bacicci, come noi mangiamo i Peveroni.

Osservazione. Si questa che la , la quale si distingue per essere fruticosa e più grande, sono appetite dal bestiame e salubri a motivo del sale, che contengono. Abbruciandole si può ottenere la soda, che serve principalmente per la fusione del vetro, e per fare il sapone.

Classe II

ct ct

Gen. II°. Olivo. Cal. con 4 denti. Cor. con 4 divisioni rotonde. Drupa.

. Foglie lanciolate, sopra verdi, sotto bianche coriacee.

Sin. Olea europæa. It. Olivo. Ver. Uliu, Ulivar.

Fiori bianchicci, in Giugno. Coltivato negli Oliveti, volgarmente vigne. Albero.

Legno forte, usato dai tornitori per scattole, pialle etc.

L’oglio d’oliva serve per ardere, ed a condir cibi. È emolliente, viscido; quindi si usa nella dissenteria, nel tenesmo, nella tosse, stranguria, nefritide, enteritide, morsicature etc.

III° Gelsomino. Cal. e Cor. divisi in 4 o 5 parti. Bacca con 2 semi. Antere nascoste nel tubo della corolla.

. Foglie opposte, pennate; foglioline appuntate, l’ultima più aguzza.

Jasminum officinale. It. Gelsomino bianco, o G. selvatico. Ver. Bialsamin. Frutice.

The opening of the book is shown; the full text loads in the reader.

Loading the full text…