Al molto illustre Don Giovanni Manriche
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ERAMENTE l'Italia, molto Ill. Sig. mio, per molti particolari doni del grande Iddio, & della benigna Natura, ha una certa mirabile nobiltà in ſe ſteſſa, che la fà parere ancora all'altre nobiliſſime prouintie, di degnità ſuperiore. Perche laſciando da parte la ſua felice temperanza d'aere, la incredibile fertilità della terra, & dell'acque, & la gloria immortale di tanti eccellenti, & diuini intelletti, che in eſſa hanno ſempre nelle lettere, & in ogni arte fiorito: qual prouintia ſi potrà nell'armi eguagliare à lei, domatrice delle inuitte nationi, & per ragione di guerra ſola Regina, & Imperatrice del mondo? Et coſi come ella è ſtata tale; hà ſempre hauuto parti degniſſimi di coſi glorioſa madre. Et come che infiniti ui ſieno ſtati, & ſieno che con la prattica s'habbiano acquiſtate nell'armi corone di eterna lode; non ui ſono però mancati di quelli, che con la Theorica, hanno de' loro uiuaci ingegni laſciato in tale arte opere marauiglioſe. Di queſti tali l'ingegnoſiſſimo deue ragioneuolmente eſſere fra i primi lodato: poi che con modo non più uſato da gli altri, con uiue ragioni Matematiche, & con ageuolezza incredibile inſegna in queſto ſuo trattato la uera intelligenza dell'armi: nella quale (ſenza dubbio) conſiſte la uita, & la uittoria di chi l'uſa. Era queſta nobile opera già uenuta à meno: & le figure d'eſſa erano homai dalla uecchiezza conſumate: quando io mi deliberai, col dedicarla (come facciola) al ualore, & alla corteſia di V. S. Ill. & con l'ornarla à mio potere di nuoue figure in rame, darle nuoua uita, e nuoua fama. Si conuiene veramente queſto libro à V. S. Ill. poi che eſſendo ella nel meſtier dell'armi Caualliero tanto Eccel-
lente, uerrà tutto a un tempo à conoscere il ualore, & la bontà dell'opera, & à farla più nobile col mettere in uſo nella corte Ceſarea queſto nuouo eſſercitio d'armi. Et io ſendo debile miniſtro di tanto bene, riceuerò fra le altre queſta conſolatione, che con queſto picciol ſegno, hauerò ricordato à V. S. Ill. che uiuarò ſempre affettionato ſeruitore, del ualore & bontà ſua. Nè qui s'hà da fermare l'obligo che tengo alla ſua molta corteſia: perchè fra pochi giorni ſe le inuiarà l'opera di Achille Barozzo pur in materia d'armi, da me medeſimamente di belliſſime figure in ſtampe di rame illuſtrata. Indi prendarò ardire con opere nuoue, et d'alto ſoggetto uenire alla preſenza di S. Maeſtà Ceſarea per mezo di V. S. Ill. come altre uolte ui fui dalla ſua molta autorità, & con molto mio honore, & utile introdotto. Et le baſcio la ualoroſa mano. Di Venetia il XXX. d'Ottobrio. M. D. LXVIII. Di V. S. molto Ill.
Al Signor Cosimo de Medici
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OI che del bell'ordine antico dell'honorata militia , Illuſtriſſimo, & Eccellentiſſimo Signor mio, altro non mi par che ci rimaſo di buono, per la moderna diabolica inuentione dell'artiglieria, che'l duello; & queſto quaſi corrotto, & guaſto, per le calunnie de i cartelli: io mi ſono ingegnato in queſte mie fatiche per quel poco ingegno, che dalla natura, ò da DIO m'è ſtato conceduto, di porger mano, & aiuto à quella parte, ch'io ho potuto; cioè, di moſtrar come l'huomo poſſa con l'ingegno, con l'arte, et ſuo valore difendere ſe ſtesso così ne gli ſteccati, come ne gl'improuiſi aſſalti dall'armi, che poſſono hauere riparo, & difeſa; & offendere con quelle il nemico. Sforzinſi gli altri, a'quali ciò tocca, di ſolleuare dal canto loro quell'altra parte, doue quaſi a terra caduta la veggono, & abbattuta. Emmi paruto conueneuole di conſacrare all'ornatiſſimo nome di voſtra Eccellenza queſta mia opera, perche'l mondo conoſca, che ſe i vostri degniſſimi auoli furono veri riſtoratori delle buone lettere, & de i bei ſtudi delle ſcienze, & delle pregiate lingue;
voi, accompagnando l'armi con le lettere, ſete il vero ſoſtegno & delle lettere, & delle armi. Iddio adempia ogni voſtro honeſto deſiderio. Di Roma, il 15. di Marzo. 1553.
Tavola di quello si contiene ne l'opera
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Proemio
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A Scientia de l’Arme conſiſte principalmente ne la Iuſtitia, ſecondariamente ne la Intelligenza, terzo ne l'Vſo. Quanto à la Iuſtitia non è mia intention'al preſente di uoler'diſcutere tutte le parti ſue, anzi ciaſcun'huomo per ſe dourebbe eſſer'iudice à ſe ſteſſo in diſcorrere, ſe iuſtamente procede à l'atto de l'arme, il quale ſi chiama Remedio ſuſſidiale, quando mancano tutti li altri di ragione: et ch'il ſuggetto del qual'ſi tratta ſia degno di queſto: ouero che ſia per neceſſaria defenſione: come più amplamente diſponeno le leggi: à le quali mi rimetto: ma ben dico certiſſimamente ſi per ragione, come per eſperientia, che poco gioua, l'arte & l'ingegno, ſe ben ſoſſe congiunto con core animoſiſſimo, ſe parimente non uiene accompagnato da la iuſtitia: anzi li miſeri caualieri, li quali ſi fundano ne la ſola ſuperbia, ouero (diciamo) ſuperchiaria, conſeguiſcano tutto l'oppoſito di quello ch'eglino ſi perſuadeno: perche inuece di honore acquiſtano infamia manifeſta. Ma per non eſſer'queſto il propoſito mio uengo al ſecondo capo, cioè à l'Intelligentia de l'arme: ne la quale conſiſte la uita & la uittoria di chi l'uſa: come in tutta queſta opera mia ſi contiene: de la quale non mi accade farne più lungo proemio, per che di parte in parte, ſecondo il ſucceſſo de l'opera, ſe ſteſſa ſi manifeſta la Terza parte, la qual conſifte ne l'uſo, è molto differente da le littere ancor che naſca da quelle, per ciò conuiene à ciaſcuno che deſidera honor di qualunque Scientia & arte, dopoi di hauerla ben appreſa con la Theorica uiuificarla con la prattica. Adunque attenda con diligentia ogni peregrino ingegno à queſta noſtra noua inuentione in due Parti diuiſa: de la quale ſperamo in Dio con la iuſtitia mediante ne haueranno aſſai utile & dilettatione ſecondo l'intentione noſtra.
Parte Prima
Oſi cominciando, propongo Quattro Guardie principali per l'uſo di queſto eſercitio: Prima, Seconda, Terza, & Quarta: quali ſi moſtrano per li mouimenti diuerſi che ſi uedono nele ſequenti figure come s'habbino a fare, ciaſcuna notata cō la ſua littera: la prima per A. la Seconda per B. la Terza per C. la. Quarta per D. accioche ſeruino per il ſucceſſo de l'opera in ſcambio di dire Prima, Seconda, Terza, & Quarta guardia: & perche ſiano coſi dette la cauſa mi par che ſia, perche eſſendo qual perſona ſi uoglia che porti ſpada à lato, ſtimulata da proprio furore, ouero da qualche eſterior prouocatione di parole o di fatti, poi che hauerà tratta la ſpada in tutto fore del fodero uiene ſtendendo la mano in alto à formar'una guardia, la quale per eſſere la prima che ſi facci ſubito cauata la ſpada ſi chiamerà pur coſi, cio è la prima: & ſuſſequentemente abbaſſando un poco la mano, col braccio in piano, eguale à la ſpalla, formarà la Secōda: Dipoi piu baſſo mettēdo la mano dela ſpada preſſo al ginocchio per di fore uia, uenirà à farla Terza, Et l'ultima di queſte, portando la mano pur dela ſpada dentro al ginocchio, farà la Quarta. Sono le Principali perchè da loro procedono & ſi formano diuerſe altre Guardie ſecondo le più neceſſarie conſiderationi & occorrentie di queſto eſſercitio: De le quali poi (di hauere diſcorſo particolarmente le botte Generali, defenſiue, & offenſiue di ciaſcuna di quelle) ſi ragionerà conueneuolmente anchora, dechiarandole, con le ſue figure, come ſtanno queſte: & ſignandole con le ſue littere, per l'ordine del'alphabetto: come, da la littera D, quale è l'ultima de le quattro Principali, fino à quante ne faranno biſogno per tante figure, o ſiano guardie, ouero atti o mouimenti di uita, ne li quali deuerà l'huomo uariar coſi, & eſſercitarſi, per diffender ſe, & offender il nemico: come faria di Prima in Seconda, di Seconda in Terza, di Terza in Quarta, o per il contrario: ouero di Prima in Terza, o Quarta: o di Seconda in Quarta, o Prima, o diuerſamēte, in altro modo, Secondo parerà ali intereſſati che li torni meglio come dale principali, ſopradette, mutarſi in qualche altra ch'io
dico, deriuate da loro: Et ben che alcuni di queſti atti pareranno difficili in uiſta, nondimeno uolendoſi ponerui cura, & eſſercitaruiſi bene, tutti reuſciranno facili aiutandoſi l'huomo con certe auertentie di punti, linee, tempi, & miſure, con le quali ſole, al fine queſta profeſſion ſi gouerna, & l'oſſeruatione ſi uederà nele doppie figure, che ſeguiranno doppo queſte ſimplice, poſte anchor'eſſe in ordine, à poſta, & in contraſto, per contraſegno di lettere, meſſe alli piedi & al capo, di dette figure, per dar'à conoſcer quelli effetti, che da le guardie principali, & da le prodotte da loro, & dale ſue botte deriuano regolati con li ſopra detti mezzi, cioè punti, linee, tempi, & ſimili. Nele figure ſimplici benche ſi uederanno piu A. piu. B. & piu C. & altre littere duplicate, non ſia però che ſiano noue guardie o noui atti, o mouimenti di uita diuerſe dale Principali, ouero dale deriuate da loro: ma à queſto fine ſaranno coſi poſte, per dar'à ueder’à ciaſcuno la cauſa deli errori, che ponno naſcere fra le perſone per li uarii pareri che ſe li imprimeno tal uolta ne la mente, uedendo combattere doi nemici, perche à l'uno de li circonſtanti, ritrouandoſi da una parte del ſteccato, ouero loco qual ſi ſia, parerà uedere una ſorte di guardia ò botta: & à l'altro, che ſarà da l'altra banda, parerà uedere un'altra botta, & un'altra guardia: che ſaranno però una medeſma, & fatta da un ſolo, una ſol uolta. Doue conſiderandoſi bene per l'infrapoſti atti notati con le ſopradette littere, facilmente potrà ciaſcuno diſingannarſi da qual falſa impreſſione, che li foſſe nata nel
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O detto che, in fine queſta Profeſſione ſi gouerna ſolamente con punti, linee, tempi, miſure, & ſimili, & naſcono in certo modo da conſideration’mathematica, o ſia pur ſola Geometria. Hora accioche più facilmente s’intenda quanto ho uoluto inferire: Prima che ſi proceda più oltre, m’è parſo in prepoſito douer dechiarare, come in queſt’Arte ſi uenghi ad effettuar’quella auertentia di punti, linee, & altre ſopradette. Et per intelligenza migliore, ho propoſto la antecedēte mezza figura con le tante linee che ſi uedono, à fine di moſtrar com’in un’modo ſi farà una botta maggiore, o più lunga (come uogliamo dire) che in un’altro per ciò ſi dice, per le linee tirate dal braccio dritto in piano, ſignate da l’origine ſua ſin al fine con medeſime littere, che quando uno ſi trouerà con la Spada in mano, col braccio ſteſo, come ſta la detta figura, potrà aggiungere tanto più innanzi, con la punta, quanto farà più retta linea, & più lunga da l’angolo che reſtarà ne la piega, tra’l corpo, & la coſcia, formato da la linea che ua à la punta de la ſpada, & da quella che uà à la pianta del piede, lungo à la gamba, con la quale farà il mezzo paſſo, o’l paſſo, integro ordinario, o’l paſſo sforzato, ſegnati pure in queſta mezza figura, (come dirò adeſſo) ſempre andando di A. in A. di B. in B. & coſi d’una littera in un’altra, cio è reſtando ſempre la medeſima lunghezza di linea, tra l’una littera ſimile, & l’altra: dico quanto al mouerſi de la uita perche quanto paſſarà innazi col mezzo paſſo portando ancho la perſona del pari à l’innanzi, tanto creſcerà la punta de la ſpada, & quanto farà l’angolo ſopradetto più acuto, tanto più creſcerà la punta ſopra detta, di modo che ſempre ſtarà la medeſima miſura di linea, cio è, quanto di più ſi ſpingerà co’l paſſare, & con l’abbaſſare, tanto di più n’andarà contra il nemico. Li quali paſſi, ordinarii, mezzi paſſi, & paſſi ſtraordinarii ſi metteranno in uſo come ſi moſtrarà per li atti, auertendo ch’io chiamo acuto quello Angolo riſpetto à la forza de le due linee de la ſpada, & del piede tra le quali ſta formato, non ch’io non ueda ch’in tutto il ſuo ſpacio, non ſiano, un’angolo
doi acuti, ma coſi ho detto per dar'à conoſcere quanto importi l'abbaſſarſi piu, & manco. De le littere duplicate l'un loco moſtra l'origine de la linea quale uà creſcendo con tanto d'auantaggio quanto li uien dato da la uirtù del paſſo, & del piegar de la uita: L'altro loco moſtra doue finiſce col detto auantaggio, Et quello da baſſo dinota l'aiuto che li porge il paſſar più inanzi, & come la ſpinge al ſuo termine. Il mezzo paſſo ordinario è quel ſpatio che ſi uede fra la prima, et la ſeconda punta, andando innanzi, di tante linee tirate da la metà del corpo di detta figura in piramide, in ſcambio d'una gamba, coſi meſſe per non ſignare un'moſtro con tante gambe, uolendo dechiarare il fatto noſtro: L'altro mezzo è quel ſpatio che ſta fra la ſeconda punta, & la terza, & tutti doi quelli mezzi fanno un paſſo integro ordinario: L'altro ſpacio poi quale è tra la terza, & l'ultima punta, non mouendoſi la prima dal ſuo loco uiene ſignato per un terzo del paſſo sforzato, che ſaria la metà dell'ordinario, quando ſi moueſſe la prima punta, & ueniſſe ne la ſeconda. Doue, che tre mezzi paſſi ordinarii, fanno un paſſo ſtraordinario, & un terzo del ſtraordinario uiene à eſſere un mezzo de l'ordinario.
A qual coſa ſi uede piu ſpecificatamente in quella antecedēte figura (che forſe non ſaria potuto uederſi coſi facilmente per quelle linee ſoprapoſte & deſcritte per tal coſa) doue qui ſi puo meglio intendere, ch'il piegar'un poco la gamba fa creſcere più inanzi una linea, che non ſaria tenendola: diritta, & piegandola un'poco più giungerà ancor'piu innanzi & coſi quanto piu ſi piegara (ſtendendo però la linea del braccio, di che ſi parla) tanto piu creſcerà uerſo il nemico, auantaggiando ſempre con la punta de la ſpada tanto, quanto uiene augumentando col piegar'del ginocchio, di ſorte che reſta ſempre la medeſma lunghezza d'una al altra, come di ſopra, cio è di B. A. B.di C. à C. & coſi del'altre. E'l braccio che conſeguentemente qui ſi uede ſia poſto per contrapeſo di quello s'è detto già, cio è per moſtrar'ſe piegando il ginocchio, & ſtendendo il braccio de la ſpada creſcerà la linea per rata de l'aiu-
... = 8 PRIMA, to che li uenirà dal piegar diuita,& dal paffar più innanzi, &dal piegar del ginocchio, che medelìmamente la ragione è che drizzando la gamba, come fta quella, & ritirando il braccio, nel modo che inoltrano le lue littere à poco, a poco, uenirà accertandoli detta linea, & quanto maggior angolo farà la mano, e’1 braccio, più corta diuentarà: & affai più, ritirando la gamba, ciò è di piegata dirimandola, & leuandolì di uita anchora. Doue molti doueranno auertire, li quali penfano per llender’il braccio con la fpada (tenendo pe ro in certo modo piegata alquanto la mano)hauer, fatto quanto bifo gna, il che non e uero, perchè non pò elfere coli poca piega di mano, ò di braccio che non leui un’iquarto di palmo o mezzo almanco, di fpada dal nemico, & perciò debbono sforzarli di Itendere quanto più ponno,lamanocol braccio in piano più chepollìbil lìa, potendoli elfere altro tanto di più che faceffe l’auf rfario, inpregiudicio 3 & danno grande. De la prima guardia fonata per A. cap. mi. Sfendofimoltr’atodifopraifffigure le Quattro Guar die Principali inlìeme, ciafeuna lìguata per la fua lit tera, in ordine del’Alfabetto: & dicchiarato la caufa de li nomi loro, tolta, ragioneuolmente dal’origine de la prima: Et dettoli anchora perchè lìano le Principali.-Et quali liano l’altre che deriuano da quel le: Et promeffofi di inoltrarle per il cornetto del’opera in ligure Amplici: dipoi li effetti fuoi ne le doppie: Et dichiaratoli anchora il modo di accortare, & allungare una linea, per effempio di figure di Geo metria. Seguita adeffo che per continouar l’intention nòftra li uenghi à parlar’de la fultanza di detta prima Guardia, circa la diffefa fua principalmente,fotto polla qui con la fua figura particolare,& al fuo loco de l’altre tre,con le aggiunte. Imperò efiendofi formata con dee ta figura de la Prima guardia,una certa Forchina di legno, cofa quali fore del propolito noltro,Ia quale potria far merauiglia ogni pedona che la uedelfe,non efponendoli la caufa de la impolition’fua in quello loco,mi pare il douere che fi notifichi il Perche: & coli facendo s dico, hauerla meda qui per quello fine, ciò è per inanimire in quello princi»
PARTE 9 princìpio con tal esempio molte perfoneà la profesfiori de l’Arme, le quali per la compleffione,o per altra indifpofition naturale,paiono à fe ftesfi inhabili per tal elfercitio: perchè fi come un’legno limile fen za indultria alcuna, o ragione di qual arte fi uoglia, tolto coli rozzo, & incompatto da l’arbore, o fterpe, o qual altra cofa che fia, pur che tanto fìia retto, & laido in fe quanto polii fullenrare una mano Jeggerisfima per effettuar l’intento fuo, balla, & è bóno, anzi in proposto, per fare una moltitudine di figure di Geometria, come fono Cir colo, Effagono, Triangolo, Ottangolo (dal qual fi fa conelfò medefimamente una Sfera proportionatisfima) & diuerfe altre, le quali fi potranno ueder’in compagnia de le figure de le Quattro Guardie, coli intromelfe à polla, acciò che (uenendo capricio à quàlch’uno di farne la proua) potette uedere che di quello ch’io dico non fia altro, che parte di uerità, debitamente un’huomo gouernandofi co ragione, & con arte, potrà fare in quella profesfione ciò che fi conuiene. Hauerei pollo qui il modo anchora, o fiano regc/Ie per far le dette figure, ma temendo che in far’quello, non parelfe più prelto ch’io uoleslì trattare di Geometria y che d’Arme, penfahdo che farà forfè anchor* tempo di poter’ragionarneun’giorno, &di qualche altro foggetto più in propofito che in quello loco: lafciole da banda; efiortando pe rò ciafcuno per l’ettempio dimolirato, & in parte dechiarato, à non recufar, per la inhabilità de la uita, o qualch’altra diffidentia caufata da natural’aceidente (leuatone però certe impolfibilità troppo efpref fe)-l’ettercitarfi in quell’Arte, malfime potendo lei, (ubandola con le debite ragioni, & confiderai modi che fi diranno per l’opera (prolungar la uita alcuna uolta, Et uenendo al patimento de la Prima Guardia, rifpondo à certe perfone, le quali liogliono, che per ferir’di punta bifogni firmarli in prima col palfo mezzano, & col braccio deliro tirato al quanto adietro, ouer col braccio torto, o piegato in de tro fopra la fpalla diritta,perchè dicono ponendoli l’huomo in quella guifapl colpo,ciò è l’imbroccata,o fioccata fopramano riefce più còmoda,più forte,et più ficura,palfando co la mano fin prelfo à terra, & facédo fine al palfo col piedritto,opur,nólofacédo(comeuogliono certi altri(etdico,ponédofi uno ne la forma defcritta,& notata qui fot to con la lua figura, che farà maggiori! colpo, o fia imbroccata, Se più ficuro, fe ben lo facelfe con qualche difcommodo, quale non de ue fuggir huomo,ne qual difaggìoli uoglia per confeguir la tuttofi ria;
. 10. a PRIMA, na: diffi maggiore, per efTer’più lungo ne laudar’, & tender’innanzi &nel tornar adietro & la ragione è tale, che una linea quanto meno angoli hauera in fé, tanto, farà più lunga, & più efpedita,fi come ne le figure de li effempi fi potrà confiderai:& facendoli il paragone fi trouera per proua(fecondo il giudicio mio) che tenendo uno il braccio de la fpada ftefo uerfo il nemico, & li piedi flretti con la ma no finterà dinnanzi al petto, benché in diuerfi modi, quando hauerà il pugnale ciò è, & quando terrà la mano nuda(fi come in dette figure ) Tara tentano co’l corpo da l’auerfario fuo tanto,quanto impor talaquantitàdel palfo mezzano,o quarto d’un’paffo qual hauerà fatto dio,fecódo la forma de la fua Prima Guardia,donde reità facul ta al nemico, quale farà in quella forma flretta(di ferirlo quali con un palmo di fpada d’auantaggio, potendoli fpigner contra con maggior palfo, & con più breuità fenza portarli dietro(come foglino que la di quella forte di Prima Guardia)il finterò piede, fcorrendo o sdiacciando, con certi paffetti(il che rende più certo il colpo perchè ritornando fimilmente in quella Prima Uretra, l’huomo s’afficura(fenza riparare) da qual fi uoglia olfefa, potendo fempre andar mnanzi, & ritornare à dietro co’l medefimo palfo à polla fua,fenza che tenendo la mano innanzi uiene à ripararli il colpo dal mezzo de la fpa da uerfo la croce, ofornimenti, doue confiftedoppio il uigore,&ia fortezza de l braccio J & de f arme,ambedoi fufficienti in fe Itelfi di poter loltener il colpo,dilfenderfi dal nemico, & offenderete, olferuan do quella forma, perchè tenendola à dietro(come elfi uogliono)uerebbe à priuarfi de le forze necelfarie del riparo dei colpi, non poten dofeii opporre, eccetto la metà de la fpada uerfo la punta,comc par te la più debole, & la più pericolofa: benché riplicano li fopradetti, che non fi rella pero da loro di riparare, ma che nel medefimo tempo è bono di ritirar il braccio in dietro, per far più g rande il colpo Il che pare a me, che fia a fatto fòre di uera regola, perchè tenendo la punta uicina à l’auerfario, & llando in atto di ferirlo, o di tenerlo da fe lontano, non fi po dir ben’confideratarefolutione, ritrar’il brac do a dietro, per uolerlo fpinger di nouo innanzi: elfendoui doi gran dimmi difauantaggi, 1 uno de la perdita del tempo, l’altro de Jacotn modna che fi da al nemico, di potere ferir’, & faluarfi con danno di quell altro. Et rifpondendo a quelli che affermano poter’leuare uno facilmente da quella Guardia, tenendo tanto innanzi la mano, con mandritti.
t A R T E tI mandritti, riuerjfì,& con arme dilfenfiue, come fono il pugnale, & la cappa, ouero pigliandola col’guanto da prefa, fargliela, difutile,di co replicando quanto ho detto molte uolte, che s’ingannano d’alfai, defignando con loro mandritti, batterli la punta de la fpada: perchè fenza mouere punto il braccio dal fuo loco, abballando alquanto la detta punta, co fchifar la fpada contraria, & uolgendo la mano in gi ro,uerlo la parte delira del nemico, & breuemente,co’l fpingere d’effa mano, & col palfar innanzi, di pie dritto,tutto in un tratto potreb beinuellirl’auerfario. altro tanto udendogliela battere di riuerfo, & di tutti li modi fopranominati(eccetto che di Cappa, & di Rotella^ diBrocchiero, quali tutti coprendo il corpo de l’huomo ricchiegono altre ragioni, le quali fi diranno al fuo loco)perchè tenendoli pur fermo il braccio, & uolgendo folamete la mano in giro, contrario al fopradetto, cioè uerfo la parte finifira, fi potrebbe offenderlo: & quando non li parelfe fuggire la punta de la fpada contraria, ferendoli del punto de la profpettiua andarebbe contrail mandritto del nemico, calando la fpada fua di prima guardia, in feconda,& riceuendo il mandritto prelfo al fornimento, trappalfaria col piè deliro à la parte fua diritta, & feoprendo l’auefario, uerrebbe à ferirlo di punta nel petto. Et quando il nemico mollralfe di uoler’pigliare con la mano mancà,ouer’battere la fopradetta punta «Spugnale oue ro altri inllromenti de li fopradetti, quello fi mouerebbe contra la battuta, & rapalfando col pie dritto, à la fua parte delira potrebbe col cedere de la perfona, in quel tempo medefìmo che l’altro mouerà la mano per batter’, o pigliarli la punta, inueltir lui con la fua fpada di quarta da la Centura in giu. Quanto à l’opinione di coloro che uogliono che ritrouandofi quello in quella Prima llretta, dia l’occafione,&lacommodità al nemico di poterlo offender’, entrando lui difore di croce col falfo filo, & ferirlo dal petto in su.-Umilmente premendoli la punta de la fpada col dritto filo di drente, & uolgendo la fua punta in giù con andar’in prima, che lo polli offendere di detta punta, & che tenendo la mano delira tanto innanzi, il detto aueriario,ltimolandolo, polli ferirlo nel pugno, o nel braccio di pun ta, o di taglio, dico in amendoi li fopradetti modi, ritrouandofi col palio largo, ouero mezzano (come uogliono llar elfi) fenza giungere il pie manco, apprelfo il dritto, fe in quel medefìmo tratto uorrà sforzarli la punta deia fpada con la fua non potrà arriuarlo altramen B 2 te;
lì ^ PRIMA tc: Et dicendo elfi che, col fdrucciolar’, & fcorrere l’aggiungirebbe: dico io in qual fi uoglia modo, anchora che sforzandoli la punta accompàgnatte li piedi tutto in un punto per offenderlo, che nel metterfimo tempo, che lui fi mouette quantunque lo potette aggiungere, Quello li ahdarebbè contra,uoltan do la mano delira in giro in Quar ta alta, & méttendoli pie dritto in patto largo uerfò la parte finillra de l’auerfario,&girando il corpo, fchifaria il colpo fuo, & potria ferir lui: anzi mi perfuado che da fe fletto, il nemico douelfe inuellirfi da fe,come fi uederà ne le figure formate per tal effetto, fecondo che s’è promelfo^oltra che, con firn il giro di perfona, fuggirebbe di uenir’feco à le prefe,mantenendo fempre la punta uerfo lui. Quanto à 1 a punta de la fpada con la quale dimoiandolo tentalfe di ferirlo nel pu gno: rifpondo, che feben’ilnemico procuraffecon tal difegnouolerlo difauantaggiartn alcun modo, nondimeno ( anchora che potette Quello ritirarti braccio à dietro) però non lo farebbe, perchè fo lamenteconl’abbaffar de la mano di Prima, in Seconda guardia, fchifarebbela punta contraria, &nelmedefimo tempo che il nemico gli accenaffe di pungerlo, gli anderebbe in contra per inuellirlo. Auolerfi difendere da un taglio che li potrebbe fare fauerfario fu’l braccio.-in quel puto medefimo ch’ei fi mouette per tal effetto,Quello uoltarebbe la mano in quarta, & ledendola bene innàzi offenderebbe lui di pùta,oueraméce nelcalardel fuo colpo,ritirarebbe il braccio à dietro,& fubito,nel tépo, medefimo l’inueftirebbe: & fenza mouerlì anco de la Prima abbaffando folamente la puta uerfo terra,interrupe rebbe il detto taglio: & potrebbe ancorotto far diuerfi altri colpi pur di taglio,fecódo li parelfè più profitteuole, & fi dirano quado occorrerà difeorrere particolarmente fopra ciafcun’atto di tutte le guardie, Quali in proportionloro, qualità,& quatità,fi mollraràno,& dechiararànofi come s’è prometto.Di molte altre forti di tagli che farli póno llàdo in Prima,come fono madritti,riuerfi, & llràmazzoni, contra la battuta difpada,& di mano maca,nó mi par’neceffario parlare.’perchè fono affai uolgari,& conofciuti da ogn’uno.Et qui fi porrà fine per att etto à la Prima Guardia de la quale fi fono uedute le diffefe, & mollra tofi per le fopradette ragioni quanto è più gioueuole à farli col paf fo flretto (fecondo il parer mio (che col patto mezzano (co me intendeuano le fppradette opinioni). In rifpolla de le quali fiamo uenuti à denotarli procedere di queltedue DifciplÌne:De laloro PrimaGuar dia^Et di quella nollra llretta.
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M P R t M A. -D<? feconda guardia fimata per JB. C A P. V. Ilio le proprietà, & qualità de la Prima Guardia ftret ta, in atto diffenfiuo, & offenfiuo anchora, al parer mio più ficura,& più utile de l’altre d’altra maniera, come fi è inoltrato, ciò è di quel di palfo largo, & di palio mezzano: Seguita che fi ragioni ancora fopra il modo diffenfiuo, & olfenfiuo de la Seconda Guardia Ugnata infieme eoo l’altre fue compagne di fopra, & qui fiotto in fuafigurafola,perlalitteraB. de la quale dechiaratoil naficimento fiuo non accade replicarli altro fopra: fialuo che formandoli da la Prima con abbalfar’alquanto la mano de la fpada in piano, benché paio no, una medefima, non però fono, per le ragioni che di fotto s’inten deranno: merce de le molte contrarietà & differenze che fono tra effe: Ma proponendo prima l’opinione de li medefimi, de quali habbiamo ragionato di fopra ne la Prima Guardia.-quale, che fi debba firmar’in Seconda Guardia coi palfo largo, ouero mezzano, fecondo il collume de la difciplina loro, & col braccio à dietro, imputando à quella di palio Ihretto, co’l braccio innanzi: & replicando le medefime ragioni ch’io dilli, ne la Prima Guardia: dicoche ritrouandofiunoin quella Seconda, non potrà l’auerfario fuo intrar di croce, co l falfo filo di fore, per offenderlo, manco premerli la punta de la fpada col dritto filo di drento, come di fopra se detto, trattandoli de la Prima Guardia, oltra che, il petto, le fpalle, e’1 ginocchio diritto del nemico, tanto più rellano feoperti da poterli ferire, quanto più il fuo braccio s’alluntana conia fpada: & perciò non fidamente uno di grandezza eguale, ma di minore affai, ponendoli contra l’auerfario, in Terza, & Quarta, co’l braccio ftefo innanzi, & col palfo largo, hauerà commodità (olferuando li fuoi tempi, & contra tempi conueneuoli ) di ferirlo ne le fopranominate parti del corpo f& fubito fenza clfer’offefo ritirarli in Prima Uretra, contrala quale, udendo l’auerfario fpinger di nouo per rifpolla, dico che non l’aggiungerà almeno d’un’palmo,le ben lcarricalfe il colpo: & ritrouandofi Quello in detta Seconda llretta, fermo fui pie finillro, fe ben mouelfe il nemico fuo
ro^> m ^° P er flimolado ^onfintalunga, o cortami punta oueo di taglio potrebbe, a fatuca toccarlo, che da le non deflene la punta de la fpada.-medefimamenre drizzando il braccio uerfoil ne nnco &mouendo fubito il corno noi il j •• ne ~»,r«Wratep ogni d ifegno, potrebbe ferirlo di punta. Effe LìfjZT? rio di nouofprezzando il pericolo fi rifolueffe Tf d ° aucrfa; §C con la man’finiftra ouero col f i- & C °1 pugnale, dola in su per ferirlo’ dico rh ^ r i a punta batten ’ ca del nemico & portando iV°l trau f° > «««la parte man^Quarta, erede.! che De la tirila guardia tignata per C. CAP, vi. 1 |^^:z:r^ai^ econdi Z a l d Z?t ma tandofnLf^«atamente, & tutte infieme. SeguidelaTerzaGuard 0 ^ 0 ^ 0 ’ Uenjf0a Ja decbiara tione fa & offe fa ridicendo che ff P ° trÒ dire dda di£fc mico li foffe uno i n Seconda liretta,s il ne rà fpingere innanzi la mano in l 0u. e? e ntirarb P er forzandone tro,acciò che per la punta non Sf /?’ rmra ” do lJ pietfniflro indie to li h’imarà in quella Terza col, auicina f Peb > nel medelìmo trat con l’altre tre Guardie Prin’- i P N °^ ar §°3f come ne la fua figura fealquatoTfitam^^a uoreHei^ 1S ^ U /r° d * bo P ra:< ^ s flonicefitek» da potaleh approflìmare,douerà farri medefimo, - t fingendo
fpingendo la mano, e’1 paffo innanzi, & ritirarli da la.Quartam’Te za larga, & altro tanto da la Prima, perchè nel calare de la mano & del braccio in Quarta, andando innanzi, & ritirandoli indietro, Tempre Itenderà più la mano, coprirà più il corpo, & fara maggiM il colpo ritornandofuhìtoin quella Terza pero,trala Qpart. &laTma,faràqueftadifferenza,chela defimo palio largo, con la mano, e’1 braccio deliro ftefo dentm il pinocchio del pie dritto & con la mano manca fopra la iella. & la Terzafifarà con la mano,&co’l braccio deliro purftefo coment Quarta,mafore del ginocchio,& con la mano fimllra dinanzi petto. Et perchè di fopra ne le precidenti due Guardie s e detto il modo, ch’offeruano alcuni di quella profeflione, uolendo che pur lia me«lior & più ficura la,Tema Guàrdia, conla petfonadfc. S“a & col paffo mezzano, & col braccio de la fpada adietro, Micino al ginocchio per di fore uia, Seguendo il propofito mio, dico il medefimoquafi, c’ho detto di (opra, & che uolendo uno fare diuerfi effetti, andata mutando li atti, d uno, in un altro, fccon do il bifogno,&fi metterà qualche uoltaanchora, nelmodo chesfi dicono ma non già per ordinaria,&uera regoh, come loro affermano, anzi giudicare! ch’erraffe grandemente offeruandolaTutta. uia cominciLdo ad efprinierll parer mio fopra tali opinioni dico ^ trouandofi uno in quella Terza larga, che potrà a fuo placadender il’paffo col pie deliro, un’mezzo palmo di più, tenendo fermo il 1 niftro & mouendo il còrpo in un medefimo tempo tanto innanzi,che laTp’alladMtta ftia perpendicolare fopra il ginocchio fp.ngera p,u di tre palmi Ùerfo il nemico per offenderlo* quefto f. fara con 1. rem pi & contratempi, come faria, quando ritrouandofi un0 a “ ezz ° 1 patto ne la loro forma di Terza Guardia, conia mano pretto al glnocchio, come di fopra, difignaffe dàggiungeiTaltro mezze> patto», che Quefto nel punto mòdefimo,preuenendo il tempo de 1 aueriario, lo fenite col fopradetto auantaggio.ritirandoli poi fubito in 1 ama «Seconda fenza effer’offefo: & le pure penfaffe d arnuailo con fa fua punta io crederei tutto il contrario, effendo tanto lungo il p o di quefto nel tornare adietro quanto di quell’altro ne l’andare innati zi,&di più anchora.per quellamedefima prima clic(i folTero molli, olirà diedi nouo ftando in Prima ouero Seconda potrebbe fpingerli centra, ^offenderlo per il difotdine de
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The end
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