Introduzione
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₵ In lo secondo (geometricamente) se approva, e dimostra la qualita similitudine, et proportionalita di transiti loro secondo li varij modi, che puono esser eietti, over tirati violentemente per aere, et similmente delle lor distantie.
₵ In lo terzo se insegna una nova pratica de misurare con l’aspetto, le altezze distantie ypothumissale, et orizontale delle cose apparente, giontovi anchora la theorica, cioe la ragione et causa di tale operare.
₵ In lo quarto se dara la proportione de l’ordine dil crescere callar che in ogni pezzo di artigliaria nelli suoi tiri, alzandolo over arbassandolo, sopra il pian de l’orizonte, et similmente ogni mortaro, anchora se insegnara il modo di trovar tutte le dette varieta, over quantita de tiri in ogni pezzo de artigliaria, over mortaro mediante la notitia tiro solo. Anchora si mostrara il modo come si debbia governar un bombardiero quando desidera, di battere over di percottere in qualche luoco apparente.
Oltra di questo se insegnara anchora il modo come si debbia governar il detto bombardiero quando gli fusse fatto un riparo davanti al luoco dove percote volendo pur percottere nel medemo luoco per altra via, over ellevatione quantunque quel tal luoco.
₵ Anchora se dara il modo di sapere percottere continuamente oscura notte in un luoco appostato il giorno avanti.
₵ In lo quinto libro se dechiarira (secondo l'autorita de molti Eccellentissimi Naturali) la natura, et origine de diverse specie di gome, olei, acque stillate, anchora de diversi simplici minerali et non minerali dalla natura prodotti, et da l'arte fabricati, anchora se manifestara alcune sue particolare proprieta circa a fuochi. Et similmente se delucidara quale sono quelle materie chi se conviengono et che se accordano et quale sono quelle che non si conviengono ne se accordano, a ardere insieme, et consequentemente se dara il modo di componere, varie et diverse specie de fuochi, non solamente alla defensione de ogni murata terra utilissimi, ma anchora in molte altre occorentie molto a proposito.
Epistola a Francescomaria della Rovere
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abitando in Verona l’Anno. M D XXXII Illustrissimo. S. Duca mi fu adimandato da un mio intimo et cordial amico Peritissimo bombardiero in castel vecchio (huomo atempato et copioso di molte virtu) dil modo di mettere a segno un pezzo de artegliaria al piu che puo tirare. E a ben che in tal arte io non havesse pratica alcuna (perche in vero Eccellente Duca) giamai disgargeti artegliaria, archibuso, bombarda, ne schioppo) niente dimeno (desideroso di servir l’amico) gli promissi di darli in breve rissoluta risposta. Et dipoi che hebbi ben masticata et ruminata tal materia, gli conclusi, et dimostrai con ragioni naturale, et geometrice, qualmente bisognava che la bocca del pezzo stesse ellevata talmente che guardasse rettamente a 45. gradi sopra a l’orizonte, et che per far tal cosa ispedientemente bisogna havere una squara de alcun metallo over legno sodo che habbia interchiuso un quadrante con lo suo perpendicolo come di sotto appar in disegno, et ponendo poi una parte della gamba maggiore di quella (cioe la parte .b e.) ne l'anima over bocca dil pezzo distesa rettamente per il fondo dil vacuo della canna, alzando poi tanto denanti il detto pezzo che il perpendicolo .h d. seghi lo lato curvo .e g f. (dil quadrante) in due parti eguali (cioe in ponto g.) All’hora se dira che il detto pezzo guardara rettamente a .45 gradi sopra a l’orizonte. Perche (signor clarissimo) il lato curvo .e g f. del quadrante (secondo li astro-
fi nomi se divide in 90. parti eguale, et cadauna di quelle chiamano grado. Pero la mita di quello (cioe .g f.) verria a esser gradi .45. Ma per accordarse con quello che se ha da dire lo havemo diviso in 12. parti eguali, et accioche vostra Illustrissima, D. S. veda in figura quello che disopra havemo con parole depinto havemo qua disotto designato il pezzo con la squara in bocca affettato secondo il proposito da noi conchiuso al detto nostro amico. La qual conclusion a esso parse haver qualche consonantia pur circa cio dubitava alquanto parendo a lui che tal pezzo guardasse troppo alto. Il che procedeva per non essere capace delle nostre ragioni, ne in le Mathematice ben corroborrato, niente di meno che alcuni isperimenti particolari in fine se verifico totalmente cosi essere.
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Ma piu ne l’anno MDXXXII. essendo per prefetto in Verona il Magnifico misser Leonardo Iustiniano. Un capo de bombardieri amicissimo di quel nostro amico. Venne in concorrentia con un’altro (al presente capo de bombardieri in Padoa) et un giorno accadete che fra loro fu proposto il medemo che a noi proposse quel nostro amico, cioe a che segno si dovesse assetare un pezzo de artegliaria che facesse il maggior tiro che far possa sopra un piano. Quel amico di quel nostro amico gli concluse con una squara in mani il medemo che da noi fu terminato cioe come di sopra havemo detto et designato in figura.
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Et sopra di questo fu deposta una certa quantita de danari, et finalmente venemo alla speriantia, et fu condotta una colobrina da 10. a Santa Lucia in campagna, et cadauno di loro tiro secondo la proposta senza alcun avantaggio di polvere ne di balla, onde Quello che tiro secondo la nostra determinatione, tirò di lontano (secondo che ne fu referto) pertiche 1972. da piedi 6. per pertica, alla veronesa, l'altro che tirò li dui ponti piu basso, tirò di lontano solamente pertiche .1872. per la qual cosa tutti li bombardieri, et altri se verificorno della nostra determinazione, che avanti di questa isperientia stasevano ambigui imo la maggior parte havevano contraria opinione parendoli che tal pezzo guardasse tropo alto. Ma più forte voglio che vostra preclarissima Signoria sappia che di tre cose è forza che ne sia una, over che li misuranti ferno errore nel misurare, over che a me non fu refferto il vero, over che il secondo cargo piu diligentemente dil primo. Perche la ragion e ne dimo- stra che il secondo (cioe quello che tirò li dui ponti piu basso tirò alquanto piu di dovere alla proportione del primo, over che il primo tirò alquanto manco di quello che doveva tirare alla proportione del secondo, come nel quarto libro (dove trattaremo de la proportion di tiri) in breve quella potra conoscere e vedere. Et sappia vostra Magnanimita che per esser stato all'hora in tal materia desto deliberai di voler piu oltra tentare. Et cominciai (et no senza ragione (a invistigare le specie di moti che un corpo grave potesse accadere, onde trovai quelle essere due cioe naturale, et violente, et quegli trovai esser totalmente in accidenti contrarij mediante li lor contrarij effetti, similmente trovai con ragione a l’intelletto evidente esser impossibile moversi un corpo grave di moto naturale et violente insieme misto. Dapoi investigai con ragione geometrice demostrative la qualita di transiti, over moti vilonti de detti corpi gravi, secondo li varij modi che pono esser eietti, over tirati violentemente per aere. Oltra di questo me certificai con ragioni geometrice demostrative. Qualmente tutti li tiri de ogni forte artegliaria, si grande come piccole egualmente ellevate sopra il pian de l’orizonte, over egualmente oblique, over per il pian de l’orizonte, esser fra loro simili et consequentemente proportionali, et similmente le distantie loro. Dapoi conobbi con ragion naturale qualmente la distantia del sopra detto tiro ellevato alli 45. gradi sopra a l'orizonte, era circa decupla al tramito retto dun tiro fatto per il piano de l'orizonte, che da bombardieri è detto tirar ponto in bianco, con laqual evidentia Magnanimo Duca trovai con ragioni geometrice et algebratice qualmente una balla tirata verso li detti 45. gradi sopra a l’orizonte va circa a quattro volte tanto per linea retta di quello che va essendo tirata per il pian de l’orizonte che da bombardieri è chiamato (come ho detto) tirar de ponto in bianco. Per ilche si manifesta qualmente una balla tirata da una medema artegliaria va piu per linea retta per un verso che per un’altro, et consequentemente fa maggior effetto. Anchor Signor Illusstrissimo calculando trovai la proportione, dil crescere e calar che fa ogni pezzo de artegliaria (nelli suoi tiri) alzandolo over arbassandolo sopra il pian de l’orizonte, et similmente trovai il modo di saper trovar la varieta de detti de detti tiri in cadaun pezzo si grande come piccolo mediante la notizia d'un tiro solo (domente che sempre sia egualmente cargato) Dapoi investigai, la proportione et l’ordini di tiri del mortaro, et similmente trovai il modo di saper investigare sotto brevita la varieta de detti tiri per mezzo d’un tiro solo. Oltra di questo con ragioni evidentissime conobbi qualmente un pezzo de artegliaria posseva per due diverse vie (over ellevationi) percottere in un medemo luoco, et trovai il modo di mandar tal cosa (accadendo) a essecutione (cose non piu audite ne d’alcun’altro antico ne moderno cogitate) Ma dapoi considerai (Signor Magnifico) che tutte queste cose erano dipuoco giovamento a un bombardiero quando che la distantia dil luoco dove gli occorresse di battere non gli fusse nota. Essempi gratia accorrendogli a tirare in un luoco apparente che la distantia di quello gli fusse occulta Che gli giovaria (O Magnanimo Duca) in questo caso che lui sapesse che il suo pezzo tirasse alla tal ellevatione passa .1356. et alla tal altra passa .1468. et alla tal altra passa .1574. et cosi discorrendo de grado in grado, certo nulla li giovaria, che non sapendo la distantia manco sopra a che segno, over ellevatione debbia affettar tal suo pezzo de artegliaria che percotta nel desiderato loco. Seguita adonque due esser le principal parti necessarie a un real bombardiero (volendo tirar con ragione et non a caso) delle quale l’una senza l’altra quasi niente giova (Dico nelli tiri lontani) La prima è che grosso modo sappia conoscere et invistigare (con l’aspetto) la distantia dil luoco dove gli occorre de tirare. La seconda è che sappia la quantita di tiri della sua artegliaria, secondo le sue varie ellevationi, le qual cose sapendo non errara de molto nelli suoi tiri ma mancandovi una di quelle non puo tirar (in conto alcuno) con ragione ma solamente a discretione et se per caso percotte al primo colpo nel luoco, over apresso al luoco dove desidera, è piu presto per forte che per scientia (dico per nelli tiri lontani) Perilche (Signor Illustrissimo) trovai un novo modo da investigar sotto brevita le altezze, profondità, larghezze, distantie ypothumissale, over diametrale, et ancora le orizontale delle cose apparente, non del tutto come cosa nova. Perche in vero nella sua perspettiva sotto brevita theoricamente in parte ne linsegna, similmente Giovanne Stolferino, , Q369279. et molti altri hanno dato a tal materia norma, chi con il sole, chi con un specchio, chi con il quadrante, chi con lo astrolabio, chi con due virgole, chi con un bastone (intitolato baculo de Iacob) et in molti altri varij modi. Ma io dico (Signor Clarissimo) che trovai un novo modo ispidiente e presto et facile da capire a cadauno (et a men errori suggetto de qualunque altro) da investigare le dette distantie, il quale da niun altro è stato posto massime delle distantie ypothumissale over diametrale ancora delle orizontale, lequale invero sono le piu necessarie al bombardiero de tutte le altre forte di dimensioni, perche a quello non è molto necessario a sapere la altezza duna cosa perpendicolarmente ellevata sopra al orizonte, ne anchora la profondita duna cosa profunda, ne anchora la larghezza duna cosa lata, Ma solamente le dette distantie ypothumissale, et orizontale gli sono molto al proposito, come nel quarto libro (a vostra Illustrissima Signoria) si fara manifesto. Oltra di questo per curiosita, me messe a scorrere li varij modi osservato da nostri antiqui Naturali, et anchor da moderni nelle composizioni de fuochi et fra naturali investigai la natura di quelle gumme, bitumi, grassi, olei, sali, acque stillate, et altri simplici minerali, et non minerali dalla natura prodotti, et da l’altre fabricati, componenti quelli, et consequentemente trovai il modo di componere molte altre varie et diverse specie de fuochi non solamente alla diffensione de ogni murata terra utilissimi, ma anchora in molte altre occurentie molto al proposito. Per le qual cose haveva deliberato de regolar l’arte de bombardieri, et tirarla a quella sottilita, che fusse possibile de tirare (mediante alcune particolar isperientie) perche in vero (come dice nel settimo della Physica testo vigesimo) dalla isperientia di particolari pigliamo la scientia universale. Ma poi fra me pensando un giorno, mi perve cose biasmevole, vitoperosa, e crudele, et degna di non puoca punitione apresso a Iddio, et alli huomini a voler studiare di assotigliare tal esercitio dannoso al prossimo, anzi destruttore della specie humana, et massime de Christiani in lor continue guerre. Perche non solamente posposi totalmente il studio di tal materia et attesi a studiar in altro, ma anchor strazai, et abruciai ogni calculatione, et scrittura da me notata, che di tal materia parlasse. Et molto mi dolsi, et avergognai del tempo circa a tal cosa spesso, et quelle particolarita, che nella memoria mi restorno (contra mia volunta) iscritte mai ho voluto palesarle ad alcuno, ne per amicitia, ne per premio (quantunque sia stato da molti richiesto) perche insignandole mi parca di far naufragio, e grande errore. Ma hor vedendo il luppo desideroso de intrar nel nostro armento, et accordato insieme alla diffesa ogni nostro pastore non mi par licito al presente di tenere tal cose occulte, anci ho deliberato di publicarle parte in scritto, et parte viva voce a ogni christiano, accioche cadauno sia meglio atto si nel offendere, come nel diffendersi da quello. Et molto mi dolgo vedendo il bisogno che tal studio all'ora abandonai, perche son certo che havendo seguito fin hora harei trovato cose di maggior valore come spero in breve anchora di trovare. Ma perche il presente è scerto (è al tempo breve) il futuro è dubioso voglio ispedire prima quello che al presentemi trovo, et per mandar tal cosa imparte a essecutione ho composto impressi a la presente operina laquale si come ogni fiume naturalmente cerca di accostarse, et unirse col , cosi essa conoscendo vostra Illust. D.S. essere la somma fra mortali de ogni bellica virtu) recerca di accostarse, et unirse con essa amplitudine. Pero si come lo abondante mare, il quale nonha di acqua bisogno non se sdegna di recever un picol fiume, cosi spero che vostra D. S. non se sdegnara di acettarla, aciocche li peritissimi bombardieri di questo nostro Illustrissimo Dominio sugetti a vostra Sublimita, oltra il suo ottimo, et pratical ingegno, siano meglio di ragion istrutti, et atti a esseguire li mandati di quella. Et se in questitre libri non satisfaccio plenariamente vostra Eccellentissima Signoria insieme con li predetti suoi peretissimi bombardieri, spero in breve con la pratica del quarto et quinto libro non gia in stampa (per piu rispetti) ma ben a pena, over viva voce di sadisfar in parte vostra Sublimita insieme con quegli alla cui gratia da Infimo, et humilissimo Servitore Divotamente mi raccomando.
Libro primo
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Indice
Diffinitione prima
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Orpo egualmente grave è detto quello, che secondo la gravita della materia, et la figura di quella è atto à non partire sensibilmente la opposition di l'aere in alcun suo moto.
corpo (come voleno li naturali) ò che egli semplice ò che egliè composto, li semplici sono cinque, cioè, terra, acqua, aere, fuoco, et questi tali sono li huomini, li animali, le piante, le pietre, li sette metalli. Et ogni altra specie di corpo. Delli detti cinque corpi semplici, quattro sono detti elementali, cioè la terra, lacqua, laere, e il fuoco. L'altro è chiamato quinta essentia, cioè il cielo. Delli detti quattro elementali (come vol in la seconda dottrina della prima fen. del suo primo libro) due sono levi et dui gravi. Li levi sono il fuoco e laere. Li gravi sono la terra, et lacqua, ma sopra il quarto de celo et mundo (teste .29.) vol che tutti li detti corpi in li suoi luochi habbino alcuna gravita, eccetto che il fuoco, etiam alcuna levita eccetto che la terra. Onde seguiria che laere nel proprio luoco partecipasse de gravita. Per ilche seguita che ogni corpo composto di .4. elementi in aere partecipa de gravita. Niente di meno per corpo egualmente grave in questo luoco se intende solamente quello che secondo la gravita de la materia, et la forma di quella è atto a non patire sensibilmente la oppositione de laere in alcun suo moto. Secondo la materia, cioè che sia di ferro, over di piombo, over di pietra, over di altra materia simile in gravita. secondo la forma, cioè ch'l sia unito di tal qualita, ch'l sia fatto a non patire sensibilmente (per vigor della forma) la detta opposition de l'aere in alcun suo moto. Onde fra le figure, over forme de corpi, la forma Cunea, over Pyramidale saria la prima, che saria piu atta a temere meno la detta opposition de laere de quali si voglia altra forma, domente che con arte la fusse conserva- ta che la vertice, over acutezza di quella sempre procedesse avanti contra limpeto del detto aere. Ma per che se la non fusse conservata, come è detto, non segueria il proposito, per non essere egualmente grave, Poremo la figura over forma spherica senzaltra conditione esser la piu atta a patire meno la detta oppositione de l’aere in ogni specie di moto di qual si voglia altra forma per esser piu agile al moto da tutte le bande et egualmente grave de qual si voglia altra.
Diffinitione II
ct Li corpi egualmente gravi sono detti simili et eguali quando che in quegli non è alcuna sustantiale accidental differentia.
Diffinitione III
ct Lo instante e quello che non ha parte.
O instante in el tempo e in el moto e si come il ponto geometrico in le magnitudine, cioe chel non ha parte ma e indivisibile et consequentemente non e tempo ne anchora movimento, ma ben e principio e fine de ogni tempo, et dogni movimento terminato. Et e proprio l'ultimo fine del tempo preterito, et non e parte del tempo futuro. Et è principio del tempo futuro et non è parte del tempo preterito come A ris. nel .6. della Physi. (testo .24.) ci manifesta.
Diffinitione IIII
ct Il Tempo e una misura del movimento, et della quiete, li termini del quale son dui istanti.
L tempo da scientifici è stato in diversi modi diffinito, cioe alcuni dicono (come havemo detto disopra) que’lesser una misura del movimento, Et della quiete. Altri determinan esser inducia del moto delle cose variabile. Alcuni conchiudano esser vicissitudine de cose: le quale in molti modi per sottil indagatione se cognoscono. Et altri dicono esser una eta volubile che presto manca. Delle quali diffinitioni havemo tolto la prima per esser più accomodata al nostro proposito. Digando che il tempo è una misura del movimento, et della quiete: perche si come per mezzo de una misura materiale (in piu terre chiamata perticha divisa in piedi .6. Et ciascun pie in once .12.) se viene in cognitione della longhezza, larghezza, et altezza di corpi materiali. similmente per mezzo di una misura di tempi (chiamata anno diviso in mesi .12. e ciascun mese comunamente in giorni .30. e ciascun giorno in hore .24. e ciascuna hora in minuti .60.) se conosce la differentia di moti de corpi; cioe la velocità. et tardita de quelli. Perche se conosciuto in le sette stelle erratice una esser di moto piu veloce de l’altra? se non per la misura de essi movimenti chiamata anno con le sue parti (cioe mesi giorni hore e minuti) come chiaro appare in le determinationi Astronomatice. Et li termini di questo anno, cioe il principio e fin di quello son dui istanti, il medemo si deve intendere in le altre sue parti et in ogni altro tempo terminato.
Diffinitione VI
ct Movimento naturale di corpi egualmente gravi quello che naturalmente fanno da un luoco superiore a un’altro inferiore perpendicularmente senza violenza alcuna.
Diffinitione VII
ct Movimento violente di corpi egualmente gravi e quello che fanno sforzatamente di giuso in suso, di suso in giuso, di qua et di la, per causa di alcuna possanza movente.
Diffinitione VIII
ct Li movimenti de corpi egualmente gravi, se dicono eguali quando che li detti corpi son simili, et vanno de egual velo-
cita, cioè che in tempi eguali transiscono intervalli eguali.
Diffinitione V
ct Il movimento dun corpo egualmente grave e quella mutatione, che alle volte da uno loco a un altro, li termini dil qual son dui istanti.
L movimento da tutti li scientifici e massime da nel quinto della Physica (testo .9.) è stato diffinito esser una mutazione, over trasmutatione. Ma le specie di questo movimento, ouer trasmutatione alcuni voleno che sia no .6. cioe Generatione, Corrottione, Augmentatione, Diminutione, Alteratione, et mutation di luoco. Ma Aristotile in lo preallegato loco vole che le mutationi siano .3. e non piu, cioe mutation de quantita: de qualita, et secondo il luoco. Delle qual specie havemo tolto solamente la ultima (perche le altre non fanno al proposito) dicendo, che il movmento dun corpo egualmente grave e quella trasmutattione, che alle volte fa da un luoco à uno altro, come faria a dir di suso in giuso, et di giuso in suso, di qua e di la dal’a banda destra alla sinistra et e converso. Et li termini de tali movimenti (cioe in principio e fin di quelli sono due istanti.
Diffinitione IX
ct Resistente se chiama corpo manente, che per far resistentia à un corpo egualmente grave in alcun suo moto vien da quello offeso.
Diffinitione XI
ct Lo effetto dun corpo egualmente grave se dice la offensione, over percussione, over il bucco che in ogni moto causa in un resistente.
Diffinitione XII
ct Et quando la percussioni, over bucchi de corpi simili egualmente gravi, sono eguali, se dicono effetti eguali, et se ineguali, ineguali effetti
Diffinitione XIII
ct Possanza movente vien detta qualunque artificial machina, over materia, che sia atta à spingere, over tirare un corpo egualmente grave violentemente per aere.
Diffinitione X
ct Resistenti simili, se dicono quelli corpi, che restariano egualmente offesi, da corpi simili egualmente gravi, in movimenti eguali, et in movimenti ineguali inegualmente offesi, cioè che quello, che facesse resistentia al piu veloce restasse piu offeso.
Diffinitione XIIII
ct Le possanze movente, vengono dette simile et eguale quando che in quelle non è alcuna sustantia ne accidental differentia nel spinger de corpi egualmente gravi simili et
eguali, Ma quando in quelle e alcuna accidental differentia sono dette dissimile, et ineguale.
Suppositione II
ct El se suppone che dui corpi egualmente gravi simili et eguali, habbiano transito, over che trapasseranno in tempi eguali spacij eguali terminanti in dui istanti, dove detti corpi passerebbono di egual velocita.
Suppositione III
ct Et se suppone dove che corpi egualmente gravi simili et eguali, fariano (per commune sententia) eguali effetti in resistenti simili, passerebbono per tai istanti, over luochi de egual velocità.
Suppositione IIII
ct Ma dove fariano ineguali effetti se suppone, che quelli passerebbono de ineguali velocita, et che quello, che faria maggior effetto passeria piu veloce.
Suppositione prima
ct El se suppone che il corpo egualmente grave (in ogni movimento) vada piu veloce dove fa, over faria (per comuna sententia) maggior effetto in un resistente.
Suppositione V
ct Li effetti de corpi egualmente gravi simili et eguali fatti nelli ultimi istanti di lor moti violenti in resistenti simili
se suppongono esser eguali.
Comune sententie prima
ct Quanto piu corpo egualmente grave vera da grande altezza di moto naturale, tanto maggior effetto fara in un resistente.
Comune sententie quarta
ct Se un corpo egualmente grave ne moto violento trovara alcun resistente, quanto piu el detto resistente sara propinquo al principio di tal moto, tanto maggior effetto fara il detto corpo in lui.
Comune sententie seconda
ct Se corpi egualmente gravi simili et eguali veranno da egual altezza sopra resistenti simili di moto naturale saranno in quegli eguali effetti.
Comune sententie terza
ct Ma se verranno da ineguale altezza, faranno in quegli ineguali effetti, et quello che vera da maggior altezza fara maggior effetto.
Ma bisogna notare che le dette altezze si devono intendere respetto alli resistenti.
Propositione prima
ct Ogni corpo egualmente grave nel moto naturale, quanto piu el se andar aluntanando dal suo principio, over appropinquando al suo fine, tanto piu andara veloce.
Ssempio sel fusse le .3. diverse altezze .a.b.c. in retta linea, come di sotto appare, et che dalla altezza .a. per caso cascasse da se un corpo egualmente grave, senza dubbio quello tal corpo, non trovando resistentia andaria di moto naturale fin in terra facendo il viazzo suo alla similitudine de la linea .d.e.f.g. hor dico che il movimento diquello tal corpo faria di tal conditione che quanto piu el se andasse alluntanando dal suo principio (cioe da lo istante, over ponto .d.) over appropinquando al suo fine (cioe allo istante, over ponto .g. tanto piu andaria veloce. Perche il detto corpo in tal movimento (per la prima comuna sententia faria maggior effetto in un resistente, il qual fusse fuor dalla altezza .c. che dalla altezza .b. Seguitaria adunque, che il detto corpo (per la prima suppositione andaria piu veloce per lo spacio .e.f. che per lo spacio .d.e. Similmente perche lo detto corpo (per la detta prima comuna sententia faria maggior effetto in un resistente, che fusse nel ponto .g, che sel fusse alla altezza .c. Seguiria adoncha (per la medesima prima suppositione) che lo detto corpo andaria piu veloce per lo spacio .f.g. che per lo spacio .e.f. et se passar potesse il ponto .g. cioe la terra gli andasse cadendo loco, como fa l’aere andaria continuamente augumentando in velocita, fin al centro dil mondo poi in esso centro se riposaria (per comuna sententia ) si che quando lo detto corpo fusse propinquo al detto centro, veria a esser di moto piu velocissimo, che in alcun passato spacio fusse stato che è il proposito. Questo medemo se verifica ancora in cadauno che vada verso un loco desiato che quanto piu se va approssimando al loco, tanto piu se va allegrando, e piu se sforza di caminare, como appar in un peregrino, che venga dalcun luoco luntano che quando è propinquo al suo paese, se sforza naturalmente al caminar a piu poter e tanto piu quanto piu vien di lontan paesi pero il corpo grave fa il medemo andando verso il suo proprio nido, che è il centro dil mondo, et quando piu vien di lontano in esso centro, tanto piu (giongendo a quello) andaria veloce.
Ncor che la opinione de molti sia che sel fusse un forame che penetrasse diametralmente tutta la terra, et che per quello fusse lassato andar un corpo egualmente grave, come disopra e stato detto, che quel tal corpo gionto che fusse al centro del mondo immediate ivi se fermaria, la qual opinione, dico non esser vera che cosi immediate che vi fusse agionto vi se gli fermasse, anci per la grande velocita che in quello si trovasse saria sforzato a passare di moto violente molto, e molto oltra il detto centro scorendo verso il cielo del nostro subterraneo emisperio, da poi retornaria di moto naturale verso il medemo centro, et gionto a quello lo passaria ancor per le medesime ragioni di moto violente verso di noi, Et pur di novo retornaria pur di moto naturale verso il medesimo centro, et pur di novo la passaria di moto violente, et da poi retornaria di moto naturale, et cosi andaria un tempo passando di moto violente, et ritornando di moto naturale sminuendosi continuamente in lui la velocita, et finalmente se fermaria poi nel detto centro.
Per il che egliè cosa manifesta che dal moto naturale si causa il violente, et non è converso, cioe che dal violente giamai vien causato il naturale, anci si causa per se.
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ct Onde el si manifesta ancora qualmente ogni corpo egualmente grave in el principio del movimento naturale va piu tardissimo, et in fin piu velocissimo che in ogni altro luoco, et quanto piu passera per longo spacio tanto piu in fine andara velocissimo.
ct Anchora è manifesto qualmente un corpo egualmente grave di moto naturale non puo passare per dui diversi istanti
di egual velocita.
Propositione II
ct Tutti li corpi egualmente gravi simili, et eguali dal principio delli lor movimenti naturali, se partiranno de egual velocita, ma giongendo al fine di tali lor movimenti, quello che haveva passato per piu longo spacio andara piu veloce.
El fusse le quattro diverse altezze .a.b. et .c.d. poste a due in retta linea come disotto appare, et che la altezza .a. fusse tanto lontana dalla al- fi tezza .b. quanto è la altezza .c. dalla altezza .d. et che per caso dalla altezza .d. cascasse un corpo egualmente grave, et un’altro ne cascasse dall’altra altezza .c. li quai corpi fusseno simili, et eguali. Le noto che quegli tai corpi andariano di moto naturale in terra, et li transiti loro sariano retti e perpendicolari alla terra, cioe alla similitudine delle due linee .g.f. et .i.e. Hor dico che questi tai corpi se partiriano dal suo principio (cioe l’uno dallo istante, over ponto .g. et l’altro dallo istante over ponto .i.) de egual velocita, ma giongendo al fine di tali movimenti, cioe alli dui istanti .e. et .f. quello che venisse dalla altezza .a. andaria piu veloce di l'altro perche quello haveria trasito per piu longo spacio elquale è il spacio .a.f. Perche l'altezza .b. è tanto lontana dalla altezza .a. quanto che è l'altezza .d. dall’altezza .c. (dal prosuposito) adonque il corpo: che cadesse dalla altezza .a. percottendo in uno resistente, che fusse fuora dalla altezza .b. el non faria in quello maggior effetto ((per la seconda comuna sententia) di quello che faria quello, chi cadesse dall’altezza .c. sopra dun’altro simile che fusse fuora della altezza d onde (per la terza supposizione) li detti dui corpi andaranno} l’uno per l’altezza .b. in ponto .h. et l’altro per l’altezza .d. in ponto .k. de egual velocita. dil che (per la seconda suppositione) li detti dui corpi andariano l’uno il spacio .g.h. et l'altro il spacio .i.k. in tempi eguali. Adonque li detti dui corpi se partiriano dal principio del lor movimenti (cioe l’uno da lo istante .g. et l’altro da lo istante .i.) de egual velocita che è il primo proposito. Et perche il corpo, che venisse dall’altezza .a. faria maggior effetto in un resistente, che fusse in lo istante .f. (per la terza comuna sententia) di quello che faria quello che venisse dalla altezza .c. in un’altro simile che fusse in ponto .e. Onde (per la prima suppositione) lo corpo che verria dall’altezza .a. giongendo al fin dil suo movimento (cioè allo istante, over ponto .f. andaria piu veloce di quello che verria dall’altezza .c. giongendo al suo fine, cioè allo istante, over ponto .e. che è il secondo proposito. A dimostrar el medemo secondo proposito per un altro modo: de tutta la linea, over transito .g.f. maggiore, ne tagliaremo (per la terza del primo de ) la parte .g.m. egual al transito, over linea .i. e minore et perche tutti li corpi egualmente gravi simili, et eguali dal principio delli loro movimenti naturali se parteno de egual velocita (come di sopra fu dimostrato) lo corpo adonque che se partesse dall’altezza .a andaria tanto veloce per lo spacio .g.m. quanto faria quello che se partisse dall’altezza .c. per lo spacio .i.e. cioè ambi doi transiriano in tempi eguali. Et perche lo detto corpo: che se partisse dall’altezza .a. (per la precedente propositione) andaria piu veloce per lo spacio .m.f. che per lo spacio .g.m. (per comuna scientia) andaria anchora piu veloce per lo detto spacio .m.f. che l'altro per lo spacio .i.e. che il medemo secondo proposito.
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The end
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