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Festòs protopalaziale

Ilaria Caloi · 2013

160,687 words · about 11 h 15 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Licence: CC BY 4.0 · repository export licence (DOAB) · Caloi, Ilaria (2013), Festòs protopalaziale, open access publisher - licensed CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

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About this book

Author
Ilaria Caloi
Language
Italian
Published
2013
Length
160,687 words · about 11 h 15 min
Sections
7 reader sections
Text
Digital text
Rights
CC BY 4.0 · repository export licence (DOAB)

 

Contents (7)
  1. Front matter about 2 h 13 min
  2. Capitolo iii about 28 min
  3. Capitolo iv about 2 h 55 min
  4. Capitolo v about 3 h 38 min
  5. Capitolo vi about 25 min
  6. Capitolo vii about 25 min
  7. Capitolo viii about 1 h 12 min

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Front matter

prefazione 1 anti chis tica 3 1archeologia ilaria caloi Festòs protopalaziale il quartiere ad ovest del Piazzale i. strutture e ritrovamenti delle terrazze mediana e superiore anti chis tica

Antichistica - 3 Archeologia - 1 Comitato Scientifico Lucio Milano (Direttore) Claudia Antonetti Filippo Maria Carinci Ettore Cingano Joy Connolly Andrea Giardina Marc van de Mieroop Elena Rova Fausto Zevi © 2013 Edizioni Ca’ Foscari - Digital Publishing Università Ca’ Foscari Venezia Dorsoduro 1686 30123 Venezia edizionicafoscari.unive.it isbn 978-88-97735-49-6 Questo volume è stato finanziato dal Premio alla Ricerca dell’Ateneo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia assegnato all’autrice per l’anno 2012. Centro di Archeologia Cretese Università degli Studi di Catania

Festòs protopalaziale Il quartiere ad ovest del Piazzale i.

Capitolo iii

Revisione degli scavi nel quartiere ad ovest del Piazzale i Come già anticipato nell’introduzione, il mio lavoro di revisione degli scavi condotti da Levi nel quartiere ad ovest del Piazzale i è iniziato nel 2000 quando, per la tesi di laurea presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, mi fu affidato lo studio dell’ingente quantità di materiale ceramico recuperato nel vano c, ossia nell’ambiente più orientale della terrazza mediana (fig. 5). Esso era infatti l’unico vano della terrazza nel quale Levi aveva riconosciuto tre fasi di vita sulla base dell’identificazione di tre battuti, l’inferiore, il mediano e il superiore (v . supra, par. ii.1). L ’analisi del materiale ceramico rinvenuto tra il battuto inferiore e il mediano, e tra quest’ultimo e il superiore, ha permesso di individuare parecchie integrazioni tra frammenti recuperati sopra e sotto il presunto pavimento mediano, consentendo di raggiungere le seguenti conclusioni: (1) che il pavimento mediano non fosse mai esistito; (2) che il materiale ceramico rinvenuto nel vano c fosse per la maggior parte in deposizione secondaria; (3) che i due accumuli rinvenuti rispettivamente tra il pavimento inferiore e il presunto pavimento mediano, e tra quest’ultimo e il superiore, fossero parte di un medesimo riempimento, composto per lo più da ceramica del mm ib in deposizione secondaria. Grazie a questi primi risultati, nel 2003 si è scelto di proseguire all’analisi stratigrafico/architettonica e all’esame accurato del materiale ceramico proveniente da tutti gli ambienti delle terrazze mediana e superiore, al fine di ricostruire la stratigrafia, la cronologia e la funzione delle due terrazze del quartiere. Con questo lavoro, oggetto della tesi di specializzazione conseguita presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene (2004-2006), si è potuto identificare una successione stratigrafica ed una sequenza ceramica di 4 fasi, ossia a-b-c-d, valide per l’intera Festòs protopalaziale e già discusse nel paragrafo i.3, dove sono state associate rispettivamente al mm ib iniziale, mm ib, mm iia e mm iib. Nei prossimi paragrafi verrà presentato dapprima il lavoro di revisione delle strutture e della stratigrafia delle due terrazze scavate da Levi (parr. iii.1-2), e poi la nuova ricostruzione dei livelli di successione identificati all’interno delle due terrazze, esposta seguendo l’ordine cronologico di ciascuna fase stratigrafico/architettonica individuata nel quartiere (par. iii.3).

60 caloi Fig. 5. I cinque vani della terrazza mediana (Archivio saia) iii.1. La revisione delle strutture individuate nella terrazza mediana Il metodo di scavo per tagli adottato da Levi negli anni Sessanta non ha purtroppo consentito di ottenere informazioni utili alla ricostruzione della cronologia esatta delle strutture della terrazza mediana. Di fatto, nel corso dello scavo non venne sempre riconosciuto quale fosse il materiale ceramico effettivamente pertinente ad ogni muro identificato, con il risultato che le indicazioni relative alla collocazione cronologica di ciascuno di essi rimangono a tutt’oggi frammentarie. Tuttavia, l’accurato riesame delle relazioni di scavo, combinato coi risultati ottenuti dai saggi di scavo condotti da La Rosa tra il 2000 e il 2002 (v . supra, par. ii.2), ha consentito di addurre nuovi dati in merito all’articolazione e alla cronologia dei muri perimetrali e interni della terrazza mediana.

capitolo iii. revisione degli scavi nel quartiere ad ovest del piazzale i (2001-2006) 61 Il muro orientale della terrazza mediana, coincidente con la spalletta occidentale della Strada dal nord, è stato più volte manomesso: in entrambi i vani c e ic si distinguono almeno tre riseghe, le quali, tuttavia, non corrispondono all’impostazione di altrettanti pavimenti, sia per l’effettiva inconsistenza dei battuti, sia per la non corrispondenza tra le quote. Da un saggio condotto nel 2001 da La Rosa nel vano icα, il muro orientale dell’ambiente sembra impiantarsi su uno strato prepalaziale 1 e, poiché nella piccola trincea di fondazione rinvenuta non si sono recuperati frammenti protopalaziali, rimane il dubbio sull’effettiva esistenza del muro già in fasi più antiche. Per quanto concerne il muro sud della terrazza mediana, questo si appoggia a quello nord della terrazza inferiore, e precisamente del vano lxxxv, a est, e del vano xciv a ovest. Il muro sud di c e ciii mostra solo la faccia interna, in quanto si appoggia al muro nord del vano lxxxv (tav . viib), del quale si conosce solo l’ultima fase di vita, corrispondente al mm iib 2, ma assai poco delle fasi precedenti. La datazione dei due menzionati muri delle adiacenti terrazze non si conosce, tuttavia sembra plausibile che, considerato il dislivello tra le due terrazze, i due muri possano essere stati costruiti simultaneamente allo scopo di fungere da doppio muro di terrazzamento. La loro costruzione potrebbe essere avvenuta all’inizio del periodo Protopalaziale per rendere usufruibile la terrazza mediana, ma, nota la frequentazione prepalaziale dell’area, che si analizzerà nel prossimo paragrafo (v . infra, par. iii.3.1), non si esclude un lavoro di terrazzamento dell’area già nelle fasi prepalaziali.

Il muro sud di ciii continua verso nord come muro divisorio tra ci e ciii. A proposito del vano ci, all’estremità occidentale della terrazza, il muro sud si presenta assai simile a quello di c e ciii, in quanto ha solo la faccia interna visibile, essendo quella esterna addossata ad un moncone di muro est-ovest, a sua volta appoggiato al muro nord di xciv. Il muro sud di ci risulta pertanto assai spesso, e riflette forse la medesima funzione di terrazzamento attribuita all’adiacente muro sud di c e ciii (fig. 5). Per quanto riguarda gli altri due muri nord e ovest di ci, essi sono ugualmente visibili solo sulla cortina interna perché addossati al pendio, quasi che la loro funzionalità fosse legata al contenimento della collina. La datazione dei muri perimetrali di ci non si conosce, tuttavia, da un saggio condotto all’interno del vano, nell’angolo sud-occidentale, il muro sud e quello ovest potrebbero essere protopalaziali 3; per gli altri muri non si sono effettuati saggi utili alla loro collocazione cronologica. Alla luce di questi dati non è inverosimile supporre che i necessari lavori di terrazzamento di un’area in pendio come quella della terrazza mediana possano essersi condotti già nel periodo Prepalaziale e che solo agli inizi del Protopalaziale si siano svolti nuovi lavori di consolidamento della terrazza. Sembra, tuttavia, che agli inizi del Protopalaziale (i.e. mm ib iniziale) la terrazza mediana fosse occupata da una casa composta dai tre suddetti ambienti, ic, c e ciii, cui si aggiunge il vano più occidentale ed isolato, ossia ci.

I due muri di direzione all’incirca est-ovest, rinvenuti al di sopra degli ambienti c e ciii e legati ai tratti di pavimento in stucco individuati in c e a nord di ci e ciii, sembrano invece far parte di un nuovo progetto di risistemazione della terrazza, da collocarsi verosimilmente agli inizi del mm iib (v . infra). 1. La Rosa 2002a, p. 719. 2. Speziale 2001. 3. Levi 1976, pp. 552-553.

62 caloi Fig. 6. Sezione est-ovest del quartiere ad ovest del Piazzale i con la terrazza mediana in primo piano; ad est la Strada dal nord (Archivio saia) iii.2. Revisione della successione stratigrafica delle terrazze mediana e superiore Nel capitolo precedente si è già osservato che Levi, nella sua pubblicazione del 1976, riconosce negli ambienti della terrazza mediana tre momenti di vita, corrispondenti alle sue fasi ia, ib e ii, sulla base dell’individuazione di pavimenti disposti a quote diverse nei vari ambienti. 4 Il pavimento superiore, in stucco bianco, fu riconosciuto nel vano c e a nord dei vani ci e ciii, e da lui datato alla sua fase ii. Il pavimento mediano, individuato a quota 0,15 m unicamente nel vano c, fu datato alla sua fase ib, mentre il pavimento inferiore, da lui identificato in tutti gli ambienti della terrazza, fu attribuito alla sua fase ia. 5 In realtà, dalla revisione della stratigrafia degli ambienti della terrazza, si constata che il quadro della situazione è piuttosto differente da quello presentato da Levi (fig. 3). Il pavimento superiore in stucco bianco è stato effettivamente identificato nei vani c e ciii (a quota 0,71 m) e a nord dei vani ci e ciii (a quota 0,78 m), e si data al mm iib sulla base dei pochi vasi (795-802, tav . xxxvii) rinvenuti nel tratto conservatosi a 0,78 m (fig. 8). Il pavimento inferiore in terra battuta si è invece riconosciuto nei vani ci (a quota -0,90 m), ciii e c (a -0,85 m), mentre nel vano ic il livello pavimentale, meno chiaro, si identifica a -0,65 m (fig. 7). Per quanto riguarda il pavimento mediano identificato da Levi nel vano c, sembra invece che non ci siano tracce della sua esistenza. Da una rilettura accurata delle relazioni di scavo si è 4. Levi 1976, pp. 511-537, tav . x. 5. Levi 1976, pp. 543-555.

infatti appurato che gli stessi scavatori, al momento dell’individuazione del pavimento mediano in terra battuta, avessero in qualche modo realizzato che il pavimento non aveva alcun solido legame con i muri del vano. 6 Alla luce di questi elementi, il battuto perde la sua reale consistenza e si rivela, pertanto, come uno strato di terra battuta solidificatosi; in effetti è comune vedere come lo scavatore abbia spesso interpretato la presenza di strati di terra battuta come «battuti di terra», ovvero pavimenti. 7 A supportare l’idea di una fase mediana nel vano c fu l’individuazione di una «soglia» localizzata in corrispondenza dell’apertura tra il vano c e la Strada dal nord (tavv . via, viia), dove il muro est è in gran parte crollato. La soglia, ovvero una pietra piatta rinvenuta tagliata, sarebbe stata individuata a quota 0,34 m, ovvero all’incirca 20 cm sopra al piano del battuto mediano riconosciuto dallo scavatore. 8 L ’esistenza di un passaggio tra il vano c e la Strada dal nord è, in effetti, supportata dall’identificazione di un’apertura ben distinguibile lungo il muro orientale (fig. 4, tav . viia), dove si vedono tre pietre angolari di maggiori dimensioni, squadrate e ben rifinite, corrispondenti allo stipite della porta. Considerato, tuttavia, che la più bassa delle tre pietre angolari dello stipite è a quota 0,70 m circa, ovvero in corrispondenza del pavimento in stucco bianco rinvenuto a quota 0,71 m sia nel vano c che in ciii, l’apertura risulta verosimilmente pertinente all’ultima fase di vita del vano (mm iib). La fase mediana sembra perdere ancora più consistenza nel momento in cui si osserva che la situazione riscontrata nel vano c, ossia la mancanza di un pavimento mediano, e la presenza di un unico grande accumulo di ceramica in deposizione secondaria, si riscontra anche negli ambienti adiacenti al vano c, e ad esso strutturalmente legati.

Di fatto, anche nel vano ciii si è individuato un battuto inferiore, posto a -0,85 m (tav . viiic), e poi un cospicuo riempimento, spesso più di un metro (tav . ix), che raggiunge il pavimento in stucco individuato a quota 0,71 m. Nessuna fase mediana fu pertanto determinata: l’ingente accumulo di materiale ceramico presente nel vano andava dal battuto inferiore fino al pavimento superiore in stucco.

Nel vano ci la situazione non è dissimile: si è ugualmente individuato un battuto a -0,90 m e un grande riempimento che arrivava a quota 0,55 m (tav . xa, c), dove gli scavatori hanno riconosciuto un battuto, datato alla fase ib. In realtà, le integrazioni tra frammenti rinvenuti al di sopra e al di sotto del battuto, lasciano ancora una volta pensare che il battuto fosse solo terra solidificatasi (v . infra).

Il vano ic, considerato dagli scavatori come due ambienti distinti (icα e icβ) sulla base del rinvenimento di un muro trasversale che lo attraversava, presenta due battuti inferiori; si è già visto che in icα è stato individuato a quota -0,17 m, mentre in icβ è a -0,65 m (fig. 8). A quota 0,38 m viene riconosciuto il cosiddetto battuto superiore, comune ai due vani, e datato da Levi alla sua fase intermedia ib. Il tratto di battuto recuperato sulla sommità del suddetto muro trasversale non è, in realtà, legato ad alcun muro perimetrale del vano, come realizzarono gli scavatori stessi già nel corso dello scavo. 9 Dal momento in cui i rinvenimenti nel vano icα si integrano spesso con frammenti recuperati in icβ, sia a livelli inferiori che superiori del presunto battuto, si suppone non solo che il tratto di terra non fosse un reale battuto, ma che il materiale frammentario rinvenuto nell’una e nell’altra porzione in cui è stato suddiviso il vano fosse parte di uno stesso riempimento. 6. Relazione Patitucci, p. 17. Nella relazione di scavo si sostiene che nella fase intermedia i muri sud ed est «siano rimasti gli stessi della i fase a, a livello rialzato», senza, però, alcuna risega visibile che lo potesse far pensare. Il muro nord connesso con tale fase sarebbe stato un troncone di muro collocato in una curiosa direzione nord-sud, parallela al muro ovest. 7. Cfr. Relazione Patitucci del 1966, pp. 18-19, in cui si adombra la possibilità che esista un altro battuto a 0,39 m, ai piedi del troncone di muro trovato ad est della parete ovest del vano c, ad essa parallelo. 8. Cfr. Relazione Patitucci del 1966. 9. Relazione Patitucci, p. 15. L ’unico muro cui riferiscono una possibile connessione col pavimento è il muro est, laddove vengono identificate più riseghe, nessuna delle quali effettivamente relativa al presunto battuto di quota 0,38 m.

64 caloi Grazie allo studio della ceramica recuperata nei vani adiacenti a c (cap. iv), si è desunto che in ogni ambiente non ci fossero depositi stratificati, ma un grande riempimento assai simile a quello rinvenuto nel vano c, spesso più di un metro e cronologicamente esteso dal mm ib al mm iia. È quindi verosimile che il materiale ceramico in questione non riflettesse le attività che si svolgevano all’interno di ciascun vano, come Levi ipotizzava (par. ii.1.3), ma che fosse in giacitura secondaria. I frequenti rinvenimenti di cocci pertinenti al medesimo vaso, ma recuperati in vani diversi, hanno inoltre fatto ipotizzare che il riempimento fosse unico e che come tale si estendesse a tutti gli ambienti della terrazza mediana.

Come già anticipato nei capitoli i-ii, sebbene lo scavo dei singoli ambienti sia stato condotto con un metodo non stratigrafico, la revisione della documentazione di scavo unita all’analisi stilistica della ceramica, ha permesso di individuare all’interno di questo ingente riempimento tre livelli di deposizione diversi, che verranno trattati in dettaglio nel prossimo paragrafo. Si tratta dei livelli pavimentali inferiori, riconosciuti nei vani c e icα (fig. 11), del riempimento, identificato in tutti i vani della terrazza mediana, e dei livelli superficiali del riempimento, individuati nei vani ci e ic, e ciii. Al di sopra di questo ingente riempimento, che come vedremo si è formato in più episodi di scarico (v . infra), si sono identificati alcuni tratti del già citato pavimento superiore in stucco bianco, conservatosi a quota 0,71 m nel vano c e a quota 0,78 m subito a nord degli ambienti ci e ciii. Questo pavimento superiore rappresenta la risistemazione dell’area della terrazza mediana, avvenuta nel corso del mm ii (post mm iia). Lo strato di distruzione, trovatosi solo al di sopra del battuto a nord dei vani ci e ciii si data al mm iib (cfr. 795-802, tav . xxxvii). Esso sembra connesso con il pavimento rinvenuto negli ambienti xcvii-xcviii e cii della terrazza superiore, dove si sono ugualmente trovati vasi databili al mm iib (tavv . xxxviii-xl). Si è già indicato nel paragrafo i.2 che nel vano xcvii-xcviii si distinguono i materiali recuperati sul livello pavimentale da quelli rinvenuti a livelli più alti, fra i quali tuttavia non si riconoscono differenze di tipo stilistico.

Fig. 7. Sezione est-ovest della terrazza mediana (Archivio saia)

capitolo iii. revisione degli scavi nel quartiere ad ovest del piazzale i (2001-2006) 65 Fig. 8. Sezione nord-sud delle terrazze mediana e superiore (Archivio saia) iii.3. La ricostruzione di una successione di livelli dal Prepalaziale al mm iib all’interno del quartiere ad ovest del Piazzale i Grazie al lavoro svolto tra il 2003 e il 2006, all’interno delle terrazze mediana e superiore si è quindi potuta ricostruire una successione stratigrafica che prevede diversi livelli deposizionali, che verranno trattati singolarmente nei prossimi paragrafi. I livelli prepalaziali identificati grazie ai saggi di scavo in profondità condotti nei vani ci (tav . xb) e ic comprendono ceramiche databili tra il Neolitico Finale e il mm ia sulla base dei confronti con ceramiche recuperate nei nuovi scavi condotti da La Rosa nel 2000-2002 (v . supra, par. i.2). Sulla base dei già discussi confronti stilistici individuati tra la ceramica dei diversi livelli di deposizione rinvenuti nei vani della terrazza mediana e quella recuperata nei depositi stratificati cnossii (v . supra, par. i.3), i tre livelli sono stati attribuiti a fasi cronologiche diverse; si hanno pertanto i livelli inferiori di fase a che sono databili al mm ib iniziale, quelli medi di fase b che si datano al mm ib e quelli superficiali di fase c, collocabili nel mm iia. Infine, i pavimenti superiori riconosciuti nei vani c, ci e ciii della terrazza mediana, così pure negli ambienti cii e xcvii-xcviii della terrazza superiore sono tutti di fase d, e sono stati datati al mm iib (v . supra, par. i.3). Lo schema riassuntivo della successione di livelli individuata nelle due terrazze è il seguente: Terrazza mediana: a) livelli prepalaziali delle terrazze mediana e superiore (nf-mm ia); b) livelli pavimentali inferiori: - livelli pavimentali a quota -0,85 nel vano c (mm ib iniziale); - livelli inferiori a quota -0,65 nel vano icα (mm ib iniziale); c) riempimento trovato in c, ci, ciii e ic (mm ib); d) livelli superficiali del riempimento, trovati in ci, ic e ciii (mm iia) 10; e) livelli pavimentali superiori (mm iib): - tratto di pavimento in stucco a quota 0,71 m in c e ciii; - tratto di pavimento a quota 0,78 m a nord dei vani ci e ciii; 10. All’interno del vano c i livelli superficiali non sono stati identificati, anche se i materiali delle casse 565-569 sembra siano stati prelevati nei livelli più alti del riempimento. È possibile che, essendo il vano c il più orientale e il più soggetto a manomissioni, al suo interno non si sia conservata la successione di livelli identificata in ci, ciii e ic.

66 caloi Terrazza superiore: f) livelli pavimentali nel vano cii (mm iib); g) livelli pavimentali nel vano xcvii-xcviii (mm iib); h) strati superficiali in xcvii-xcviii (mm iib).

Nel vano xcvii-xcviii si sono ritrovati pochissimi frammenti di ceramica del mm ib (809-811) provenienti dagli strati sotto al battuto pavimentale in xcvii-xcviii. Va infine menzionato che nel corso dello studio della ceramica proveniente dal vano ic della terrazza mediana nel Museo Stratigrafico di Festòs si è recuperato un gruppo di frammenti indicati come provenienti dall’angolo sud-orientale del vano (cassa 552). Sono frammenti pertinenti a tazze troncoconiche facilmente collocabili nel mm iiia per forma e fattura (v . infra, capp. iv-v, 848-858, fig. 48). 11 Si tratta probabilmente di un episodio di scasso del pavimento in ic, dovuto a sistemazioni della terrazza mediana, successive alla distruzione avvenuta nell’area nel mm iib, ma non attestabili. Va inoltre considerato che in quest’area si è poi riversata la cosiddetta colmata medio minoica, la quale conservava qualche pezzo del mm iiia. Essendo un deposito di vasi per bere, localizzato in un’area ben precisa, non si esclude che possa trattarsi di una sorta di deposito di fondazione, da connettersi a qualche struttura non conservatasi. A Kommòs depositi simili, composti da pochi vasi potori databili tra il mm iii e il tm ia, talvolta associati a un rhyton o ad un’olletta, si sono rinvenuti in diverse aree dell’insediamento e sono stati interpretati da Betancourt come «special deposits». 12 iii.3.1. Livelli prepalaziali della terrazza mediana I saggi condotti da Levi nei vani ci e ic (par. ii.1), così pure quelli effettuati da La Rosa nel vano ic (par. ii.2), hanno confermato l’esistenza di una frequentazione prepalaziale della terrazza mediana, che verosimilmente si estendeva anche alla terrazza inferiore. Tale ipotesi è inoltre corroborata dai sondaggi effettuati nel 1994 nella terrazza inferiore del quartiere e in particolare sotto il vano xciv 13 e ad ovest di lxxxiii, in cui sono stati messi in luce dei battuti prepalaziali. In particolare, grazie al saggio sotto al battuto del vano ci si sono identificati i tre seguenti livelli, che tuttavia non sembrano puri: 1) da quota -0,95 a -1,10 m; 2) da quota -1,10 a -1,25 m; 3) da quota -1,25 m fino alla roccia (casse 594-595).

Da quota -0,95 a quota -1,10 si sono rinvenuti sia materiali prepalaziali, sia materiali del mm ib, poi rivelatasi del mm ib iniziale. Al di sotto di quello che è stato definito dagli scavatori «il sottobattuto protopalaziale» del vano ci, collocato da quota -1,10 m 14 a -1,25 m, si è constatato che non è presente solo materiale dell’am, ma anche del mm ia, pertanto è plausibile che la frequentazione sia iniziata nell’am e poi continuata nel mm ia. Al di sotto del battuto prepalaziale (posto a quota –1,25 m), ovvero da quota –1,25 m alla roccia, sia Levi che Benzi riportano la presenza di parecchio materiale del Neolitico Finale e dell’Antico Minoico, fra cui si contano parecchi frammenti in stile Haghios Onouphrios 15 (v . infra, frr. 5-7). Altri frammenti ceramici attribuibili all’am ii, all’am iii e al mm ia si sono identificati all’interno del riempimento come materiale residuo delle fasi prepalaziali (v . infra, frr. 14-56, fig. 10 e tav . xiii). Nel vano ic i materiali prepalaziali si sono rinvenuti nelle zone nord-orientale e nord- 11. Per un quadro generale delle tazze troncoconiche attestate a Festòs v . Levi, Carinci 1988, pp. 205-212. 12. Betancourt 1990, pp. 46-47. 13. Cfr. Levi 1976, pp. 526 e 528; Benzi 2001, p. 150. Un piccolo saggio è stato aperto nell’angolo nord-occidentale, sotto il pavimento protopalaziale; sono stati rinvenuti frammenti di tipo Haghios Onouphrios e neolitici. Altro materiale am, misto a frammenti del mm ia, è stato trovato recentemente dal prof. La Rosa negli scavi ad ovest del vano: cfr. La Rosa 1998-2000. 14. Il sottobattuto, di fase protopalaziale ha fatto pensare a Levi che fosse uno strato di preparazione al pavimento vero e proprio, ma in realtà tutto lo strato compreso tra il battuto a -0,95 m e il sottobattuto a -1,10 m, potrebbe essere la trincea di fondazione vera e propria del muro protopalaziale. 15. Levi 1976, p. 553; Benzi 2001, p. 150.

capitolo iii. revisione degli scavi nel quartiere ad ovest del piazzale i (2001-2006) 67 occidentale (casse 562-563), così pure sparsi fra il materiale del riempimento. Questi ultimi, tuttavia, potrebbero essere stati parte di livelli prepalaziali intercettati dagli scavatori. Non si esclude che soprattutto nell’ambiente c, dove si è recuperato il maggior numero di frammenti pertinenti a vasi databili all’am iii e al mm ia, siano stati intaccati livelli di uso prepalaziali. Va infine notato che nelle relazioni di scavo si riporta di qualche frammento del mm ia recuperato nel vano xcvii-xcviii (v . supra, par. ii.1.2), e precisamente nel saggio condotto sotto al pavimento, dove si sono trovati alcuni frammenti del mm ib (frr. 809-811). È quindi probabile che anche la terrazza superiore sia stata interessata da una frequentazione prepalaziale. iii.3.2. I livelli pavimentali inferiori (mm ib iniziale) I livelli pavimentali inferiori individuati da Levi nei vani c, ci e ciii e ben visibili nella sezione est-ovest della fig. 7, sono tutti ad una quota simile, che va da -0,90 m nel vano ci a -0,85 m negli ambienti c e ciii (fig. 7). Nel vano icα, che è situato a nord di c a ad un livello più alto lungo il pendio, il livello inferiore è a quota -0,65 m (fig. 8).

La ceramica rinvenuta su questi livelli, e documentabile come tale, è poca, ma rappresenta uno strato di distruzione, verosimilmente connesso al momento in cui questi ambienti andarono fuori uso. Si tratta di livelli di fase a, attribuibili al mm ib iniziale (v . supra, par. i.3). Sul pavimento inferiore del vano c (a -0,85 m) si è riconosciuto un deposito costituito da tre vasi (cfr. 62, 57, 59, fig. 11) che sono stilisticamente associabili ad un altro gruppo di vasi identificato nei livelli inferiori (a quota -0,65 m) del vano icα (fig. 11), e menzionato nella relazione di scavo del vano del 1966. 16 Altri frammenti di vasi del mm ib iniziale si sono rinvenuti nel riempimento dei vani, e precisamente in c e ci: si tratta di residui dei livelli inferiori, che si sono verosimilmente mescolati al materiale scaricato negli ambienti nel corso del mm ib (fig. 12). iii.3.3. Il riempimento trovato in c, ci, ciii e ic (mm ib) Le ingenti quantità di materiale intero e frammentario recuperate dai livelli di deposizione ritrovati al di sopra del livello pavimentale in c e del già menzionato livello in icα, presentano le medesime caratteristiche stilistiche e lo stesso grado di usura. Il ritrovamento di congiunzioni tra frammenti provenienti da questi livelli di riempimento dei vani c e icα, e frammenti di vasi recuperati negli altri ambienti della terrazza, ovvero ci, ciii e icβ, lascia pensare che le ceramiche rinvenute in deposizione secondaria in questi 5 ambienti fossero parte di un medesimo riempimento.

Le congiunzioni si sono rinvenute tra frammenti dislocati all’interno di quelli che Levi definiva «strati pavimentali», ossia accumuli di materiale ceramico che avevano un’altezza pari a un metro (cfr. elenco cassette). Risulta pertanto difficile ricostruire a posteriori il punto di rinvenimento preciso dei frammenti di uno stesso vaso, provenienti da vani diversi. La ceramica recuperata in questi livelli, definiti livelli medi del riempimento, si data alla fase b, corrispondente al mm ib (v . supra, par. i.3.2), mentre gli strati superficiali del medesimo contengono ceramiche stilisticamente differenti, che si datano su basi stilistiche alla fase c, ossia al mm iia (v . infra, par. i.3.3). La ceramica dei livelli medi del riempimento (mm ib) comprende 362 individui su un totale di 554 pezzi inseriti nel catalogo. Se i pochi dati ottenuti dall’analisi delle strutture si uniscono all’effettiva presenza di un unico riempimento esteso su tutta la terrazza mediana, si può supporre che per tutto il periodo in cui esso si data (dal mm ib al mm iia), la terrazza sia stata utilizzata come area di scarico (dump area). Va comunque tenuto conto che i livelli medi del riempimento sono assai più cospicui dei livelli superficiali e sembrano frutto di una serie di episodi di scarico che vanno distinti da quello che ha prodotto i livelli superficiali del mm iia (v . infra). Si parla di episodi di scarico e non di un unico scarico sia per la successione di livelli individuata, sia perché Levi riporta dell’esistenza 16. Relazione Patitucci del 1966.

68 caloi all’interno del riempimento («strato pavimentale») di diversi tratti di battuto (cfr. cap. ii: ad es. a 0,55 m in ci, a 0,15 m in c e a 0,38 m ic), da lui interpretati come pavimenti, che invece potrebbero essere strati di terra accumulatasi tra un episodio e l’altro di scarico e poi solidificatasi. Sembra quindi che nel corso del mm ib e del mm iia la terrazza mediana fosse un’area sostanzialmente aperta, limitata da muri perimetrali, funzionali al contenimento della macerie, e da alcuni muri interni, residui delle fasi precedenti. L ’estensione dello scarico nel mm ib non si conosce, anche se c’è una serie di elementi che fa pensare che esso si estendesse nella terrazza superiore, ad ovest della terrazza mediana, e così pure nella Strada dal nord. Di fatto, dal vano xcvii-xcviii della terrazza superiore si è recuperato uno dei tre frammenti di un piatto del mm ib trovato negli ambienti della terrazza mediana (172, tav . xvi). L ’area ad ovest della terrazza mediana (vani cviii-cxiv), attualmente in corso di studio 17, ha rivelato strati di occupazione del mm ib che presentano ceramiche assai simili, se non addirittura le stesse della terrazza mediana. 18 Infine, come si vedrà in dettaglio nel par. viii.3, l’esistenza nella vicina Strada dal nord di strati di accumulo composti da vasi interi e frammentari assai simili a quelli rinvenuti nel riempimento del mm ib della terrazza mediana, fa supporre che almeno una parte di quest’area fosse stata comunque destinata ad area di scarico.

È interessante notare che il grande riempimento di ceramiche trovato nei vari ambienti della terrazza mediana non include pietre e pietrisco. La mancanza di questi ultimi, unita alla presenza di numerosi vasi interi, sembra escludere la possibilità che questo grande riempimento sia l’esito della pulizia di un’area, ma è invece assai più probabile che sia il risultato di più episodi di scarico, verosimilmente legati ad attività cerimoniali che si svolgevano nel vicino Piazzale i, come dimostrano i diversi vasi di apparato trovati nel riempimento (cfr. infra, cap. iv e par. viii.1). iii.3.4. I livelli superficiali del riempimento della terrazza mediana (mm iia) Nei vani ci e ic, si è identificato del materiale ceramico, classificato ai tempi dello scavo del 1966 come «proveniente dagli strati superficiali del riempimento» 19, che risulta stilisticamente diverso dal materiale ceramico recuperato nei livelli più bassi, ovvero nei livelli medi del riempimento. Sembra, pertanto, che i livelli superficiali del riempimento dei vani ci e ic siano da attribuirsi ad un altro episodio di deposizione, successivo a quello che ha prodotto i livelli medi del riempimento. È quindi assai probabile che due dei sovra-menzionati battuti di terra identificati da Levi nei livelli superiori dei vani ci e ic (ad es. i cosiddetti battuti a 0,55 m in ci e a 0,38 m in ic, v . supra, cap. ii), possano rappresentare stratigraficamente il passaggio da una fase ceramica all’altra, ma non si hanno indicazioni rilevanti in tal senso. Di fatto, quelle cassette che contengono con certezza materiale recuperato negli strati più alti del riempimento, ossia al di sopra del tratto di battuto rispettivamente in ci e in ic (i.e. cassette 581-584 di ci, 543-547, 549-550 di ic), presentano ceramica stilisticamente diversa da quella recuperata nei livelli più bassi del riempimento.

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