L'uomo delinquente in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria (Cause e rimedi) (part 3 of 3)
Nè si dica col mio carissimo Ferri che, per esser pratica la pena di morte dovrebbe essere una vera beccheria, che naturalmente ripugna allo spirito moderno; mantenerla non vuol dire volerla moltiplicare: a noi basta che essa resti sospesa come spada di Damocle sul capo dei più terribili malfattori, quando condannati a vita, abbiano attentato più volte alla vita degli onesti, e peggio se spentala: con che si toglie anche quell'ultima obbiezione tanto palleggiata, e in fondo giustissima, della irreparabilità di questa pena. Noi la vorremmo pure mantenuta, anche, quando, sotto forma di camorra, maffia, brigantaggio, la criminalità associata minacci la sicurezza e l'onore del nostro paese. Con che mi pare che si pareggino, nel civile, assolutamente le condizioni a quelle stesse per cui si mantiene tale pena in tempo di guerra.
Oh! che non ci sentiamo commossi quando col diritto di leva condanniamo anticipatamente a morire precocemente migliaia di onesti sui campi di battaglia, spesso per un capriccio dinastico o per preteso amor proprio nazionale; e dobbiamo davvero sentirci sdilinquere quando si tratta di sopprimere poche individualità disoneste, cento volte più pericolose e fatali di un nemico straniero, in cui una palla ignota può colpire un Darwin, un Gladstone?
A stretto diritto, certamente che noi, che più non ci crediamo vicarii di Dio in terra, non ne abbiamo alcuno assoluto contro l'esistenza di nostri simili; ma se il diritto non ci viene dalla necessità, della difesa, non ne abbiamo allora nemmeno contro il loro sequestro, nemmeno per bandire una contravvenzione. Dire che quella pena vada contro alle leggi della natura è fingere di ignorare che essa è scritta a caratteri troppo chiari nel suo libro, sapendosi anzi che nella lotta per l'esistenza, seguita da immani ecatombe, basasi tutto il progresso del mondo organico e quindi del nostro.
La rivelazione che vi sono esseri, come i delinquenti-nati, organizzati pel male, riproduzioni atavistiche non solo degli uomini più selvaggi, ma perfino degli animali più feroci, dei carnivori e dei rosicchianti, lungi, come si pretende, dal doverci rendere più compassionevoli verso loro, ci corazza contro ogni pietà; poichè essi non appaion più nostri simili, ma come bestie feroci; e la zoofilia non è giunta, salvo pei fachiri indiani, a lasciarci divorare dalle fiere ed a sacrificare noi stessi a lor beneficio.
E qui non posso non ricordare le robuste linee che Taine poco tempo prima di morire mi dirigeva: «Quando nella vita, nell'organizzazione intellettuale, morale, affettiva, del delinquente, l'impulso criminale è isolato, accidentale e passeggiero, si può, anzi, si deve perdonare; ma più questo impulso è legato alla trama intera delle idee e dei sentimenti, più l'uomo è colpevole e più dev'essere punito.
«Voi ci avete mostrato degli ourang-outang lubrici, feroci, a faccia umana; certo, come tali, non possono agire altrimenti di quello che fanno; se violano, se rubano, se uccidono, è in virtù della natura loro, del loro passato. Ragione di più per distruggerli appena si sia constatato che sono e resteranno sempre ourang-outang. A riguardo loro non ho obbiezione alcuna contro la pena di morte, se la società vi trovi profitto» (Vedi mio Archivio di Psichiatria, vol. VIII, 5).
Sinossi penale.—Ma per riassumere più sistematicamente questa distribuzione delle pene togliamo dalla Criminologia del Garofalo questo, com'egli lo chiama «sistema razionale di penalità» (2ª ed., 1891, p. 457 e segg.) modificandolo.
=I. Rei sforniti del sentimento di pietà.=
=Assassini= (insensibilità morale e crudeltà istintiva) rei di
Omicidio per lucro o altro piacere egoistico. Omicidio senza provocazione della vittima. Omicidio con esecuzione feroce.
Carcere; colonia; Manicomio criminale e Pena di morte (recidivi).
=II. Violenti od Impulsivi. Criminaloidi. Rei per difetto di pietà, di pudore e di inibizione e per pregiudizii sull'onore.=
Adulti, rei di
Sevizie, ferite per sfregio, mutilazioni, ratto o stupro con violenza, sequestro di persona a scopo di libidine.
Manicomio criminale per epilettici (se isterici o epilettici) o Relegazione indeterminata (che duri all'incirca quanto una delle età della vita, con prec. periodo di osservazione).
Giovanetti, rei di
Delitti di sangue non scusabili. Attentati al pudore.
Manicomio criminale (per quelli a tendenza congenita), Colonia penale e nel caso di recidiva Deportazione.
Adulti, rei di
Omicidio improvvisamente provocato da atroce ingiuria. Omicidio per legittima difesa.
Allontanamento dal luogo ove vive la famiglia dell'ucciso. ()Esilio locale).
Adulti, rei di
Omicidio per vendetta di onore (isolato o endemico). Passionati.
Relegazione in un'isola, colonia, o villaggio remoto in libertà, ma sotto sorveglianza. (A tempo indeterminato con periodo di osservazione da 5 a 10 anni).
Adulti, rei di
Ferimenti in rissa, maltrattamenti non gravi nè continuati, percosse, minaccie, diffamazioni, ingiurie verbali.
Riparazione del danno e multa, riprensione e cauzione. Rigorosa pei solvibili.—Sostituibile con parte del salario o lavoro obbligatorio—e col carcere in caso di rifiuto.
Adulti, rei di
Ribellioni, rivolte o disobbedienze all'autorità.
Riprensione e cauzione. Carcere (a tempo determin.).
=III. Delinquenti sforniti del senso di probità.=
Adulti, rei abituali di
Furti, truffe, incendi, falsi, estorsioni.
Manicomio criminale (se pazzi o epilettici). Deportazione nei non pazzi.
Adulti, rei occasionali di
Furto, truffa, falso, estorsione, incendio.
Compagnie di lavoro—a tempo indeterminato—sino ad attitudine acquistata al lavoro regolare. Interdizione dall'esercizio della professione fino a completa Riparazione del danno.
Adulti, rei di
Peculato, concussione, vendita di favori, abuso di potere.
Perdita del'ufficio. Interdizione dai pubblici uffizi. Multa. Riparazione del danno.
Adulti, rei di
Incendio, devastamento, danneggiamento per vendetta (senza attentato alla persone).
Riparazione del danno sostuibile col carcere. Manicomio criminale (per i pazzi). Deportazione (per i recidivi).
Adulti, rei di
Bancarotta, insolvenza colpevole.
Riparazione del danno. Esclusione dal commercio e pubblici uffizi.
Adulti, rei di
Falso in monete e cartelle di credito, falsi certificati, false dichiarazioni, usurpazione di titoli, falsa testimonianza a pro dell'imputato, ecc.
Carcere (a tempo determinato) e Multa (oltre la esclusione dall'ufficio e la riparazione del danno).
Adulti, rei di
Bigamia, sostituzione e soppressione d'infante.
Relegazione a tempo indeterminato.
Giovanetti, rei di
Furti, truffe, borseggi, ecc.
Riprensione e sorveglianza. Colonia agricola (a tempo indeterminato).
=V. Rei sforniti di attività=.
Mendicità. Vagabondaggio.
Colonia agricola pei rurali. Opifici pei cittadini.
=VI. Rei sforniti di misoneismo=.
Ribelli politici, sociali e religiosi.
Esilio temporaneo, revocabile ogni tre anni.
Vale a dire che il sistema di repressione proposto dal Garofalo e da me si riassume in questo:
Eliminazione assoluta del delinquente.
Pena di morte.
Eliminazione relativa.
Manicomio criminale. Deportazione con abbandono. Relegazione perpetua. Relegazione a tempo indeterminato. Colonie agricole ed esilio locale.
Riparazione del danno.
Multa allo Stato. Indennità al danneggiato.
Pagamento di una somma. Rilascio di parte del salario. Lavoro coatto senza carcerazione.
Carcere (a tempo determinato).
In reati eccezionali (falsi e ribellioni) e in sostituzione della riparazione del danno e del lavoro obbligatorio.
Alcune di queste misure potranno parere contrarie a certe massime di ideologia penale, più sublimi che pratiche, che innanzi alla miope intolleranza passano per intangibili assiomi, potranno reputarsi di difficile attuazione da chi si spaventa alle spese prime e non pensi al largo margine che offrirebbesi in futuro, specialmente se si falcidiassero, almeno pei recidivi, i molti, costosi, e sì poco utili procedimenti giuridici, provocati da soli errori di forma[363]; ma non si potranno, ad ogni modo, tacciare di compromettere quella sicurezza sociale, cui dovrebbero convergere tutti i sistemi, nè di trovarsi, come molte altre, in opposizione colle premesse, di cui sono una naturale, diretta, conseguenza.
L'orbita del delitto è, troppo profondamente, scolpita nel libro del nostro destino, perchè noi possiamo lusingarci di sopprimerne il corso: ma se non fallano altre leggi inconcusse, come quelle della selezione delle specie, ci è dato sperare, con tali provvedimenti, di poterne moderare gli effetti ed impedirne un'ulteriore diffusione.
CAPITOLO IV.
Dimostrazioni pratiche dell'utilità di queste riforme.—Inghilterra.—Svizzera.
Che molte di queste riforme ottengano il decremento del crimine lo dimostra il fatto, che dove nulla si fece in proposito come da noi o in Spagna, o quasi nulla come in Francia, il delitto è in aumento, mentre dove molte di quelle riforme si introdussero, come in Londra e Ginevra, ivi il delitto è in chiaro decremento.
Ora è in Inghilterra e in Svizzera dove vidimo cumularsi, si può dire tutti i provvedimenti possibili preventivi contro il delitto, il baliatico morale, gli istituti contro l'alcoolismo ecc.
Mentre noi in Italia, non facciamo che constatare ogni anno un progressivo aumento dei reati, a Ginevra esso va di continuo diminuendo da mezzo secolo a questa parte, e diminuendo in tal modo da costituire un fenomeno addirittura eccezionale[364].
Nel periodo 1829-1838, i delinquenti condannati annualmente dalla Corte criminale erano a Ginevra 79 ogni 100.000 abitanti, e i delinquenti condannati dal tribunale correzionale erano 1000; nel periodo 1872-1885, i primi furono soltanto 12, e i secondi 300 (sempre, s'intende, ogni 100.000 abitanti). Una diminuzione quindi, nel primo caso di 5/6, nel secondo di 2/3. E questa diminuzione—che costituisce già un grandissimo titolo d'onore per la città svizzera—è ancor maggiore quando non si tenga conto che della criminalità esclusivamente indigena. I delitti commessi dai soli ginevrini diminuirono negli ultimi cinquant'anni di quasi 9/10.
Ma quali sono le cause che fanno della città di Ginevra un'oasi di moralità in Europa?
Una prima causa il Cuénoud crede di rintracciarla nel fatto che gli stranieri stabiliti da tempo a Ginevra, si sono assimilati gli usi e i costumi dei ginevrini, il che corrisponde all'osservazione di Joly _(La France criminelle) _che mentre coloro che immigrano in un paese dànno, sul principio, una percentuale fortissima alla criminalità, mano mano che si fissano e si naturalizzano nella nuova patria, diventano più morali ed onesti; ma giustamente gli obbietta Ladame (nel _Journal de Genève _del 4 febbraio 1891) che l'assimilazione degli stranieri agli indigeni non impedisce e non arresta l'immigrazione: le stesse cause quindi che agivano nel passato agiscono anche oggi: e se, da una parte, la popolazione di Ginevra si assimila annualmente un certo numero di stranieri, l'influenza moralizzatrice che ne risulta è d'altra parte neutralizzata dai nuovi immigranti che agiscono in senso opposto:
Nè può essere l'istruzione poichè abbiam visto che essa aumenta la criminalità; la ragione unica è che Ginevra (V. Cap. VIII, Ricchezza) è forse il solo paese dell'Europa centrale ove si accumularono istituti di carità mutua che senza avvilirla rimedia ai mali più gravi della povertà; ed istituti preventivi per bimbi, per le donne abbandonate, contro all'alcoolismo ecc.
Ma meglio ancora si vede il fatto in Inghilterra, specie a Londra.
Confrontando ora le cifre della criminalità[365] del 1892-93 con quelle di dieci anni addietro, noi troviamo aumento nell'offese contro le persone del 28% e in quelle contro le proprietà per vendetta, incendio, distruzione di messi per 18,9%. Ma negli altri reati (furti, ricettazione, falso, offese contro l'ordine pubblico ecc.) la diminuzione è rispettivamente dell'8,8%, 30,6%, 34% e 22,2%; ed in complesso dell'8% in cifra assoluta.
E si noti che in questi dieci anni la popolazione è cresciuta del 12%. Pertanto il numero di questi delitti avrebbe potuto aumentare del 12% senza che l'Inghilterra potesse temere l'aumento della criminalità.
«Potrebbe osservarsi, qui premette il Joly, che dappertutto i delitti gravi paiono diminuire, perchè si danno loro altri nomi, perchè il delinquente che altra volta era giudicato dalla Corte d'Assise, lo è ora dai Tribunali correzionali[366].
«L'obbiezione sarebbe certo grave e ci obbligherebbe ad altri calcoli se noi parlassimo di un periodo di 50 anni almeno. Ma, da 10 anni in qua, la correzionalizzazione tende a diminuire anche in Francia. In Inghilterra poi si è sempre resistito contro questa tendenza, specialmente al principio dell'ultimo decennio[367].
«Tuttavia teniamo conto della obbiezione: ricordiamoci che la criminalità media dimostra spesso più corruzione, fa più proseliti e produce danni più gravi della criminalità violenta, allarghiamo dunque le basi del nostro calcolo. Confrontando l'ultima statistica giudiziaria con altre tavole retrospettive, noi troviamo che nel 1892-93 il numero degli individui tradotti in giudizio (offenders) è di 160,625. In questo numero, da cui sono esclusi i debitori, le persone condannate in processi civili e gli accusati militari, si contano 136,998 cause giudicate col rito sommario, ma che possono, come tutte le altre, portar seco delle condanne a pene restrittive delta libertà[368].
«Nei dieci anni precedenti la media era stata di 166,900. E, se risaliamo ad un altro decennio, si trova una media di 167,018[369]. «Così non solo da dieci anni, ma da venti, la diminuzione è reale e regolare e la sua importanza spicca se si ricordi che in questo stesso periodo, la popolazione crebbe da 23 milioni a 29.400.000.
«E ancor più cala la delinquenza dei minorenni che invece cresce tanto fra noi.
«Nel 1868 e 1869 i fanciulli, minori di 16 anni, condannati, sorpassavan il numero di 10.000; negli anni seguenti questa cifra discese a 9700 e finalmente a 4000. In relazione all'incremento della popolazione, noi troveremmo dunque che durante il 1868-69-70 l'Inghilterra contava, su 100.000 abitanti, 46 delinquenti minorenni: nel 1893 il loro numero è disceso al 14, una diminuzione effettiva del 70%, mentre nel 1889 la Francia s'accorgeva che in 50 anni la delinquenza dei minori di 16 anni era aumentata del 140%.
«Le classi delinquenti dell'Inghilterra sono formate da individui in libertà, conosciuti come ladri o ricettatori d'oggetti rubati, e delle persone sospette, tra le quali vanno poste coloro che dall'età di 22 anni in poi abbiano vissuto un anno almeno dopo avere scontato una condanna qualunque: anche qui si verifica un progresso. Verso il 1867 costoro tra liberi e detenuti, raggiungevano la cifra di 87.000 individui: questa cifra scese poi a 50.000; nel 1881 ammontavano a 38.360; negli ultimi tre anni ammontavano invece a 31.225, a 30.488; e finalmente, nel 1891-92, a 29.826.
«Le case di cattivo carattere negli ultimi tre anni discesero da 2688 a 2429, e finalmente a 2360.
«È uso comune di imputare l'aumento della criminalità ad una legge nuova più severa o meglio fatta, sopratutto ad una migliore polizia.—Ed infatti in Francia, nel 1825, si avevano annualmente 9000 crimini e delitti, di cui restavano ignoti gli autori; le ultime statistiche ne registrano più di 80.000; di questi casi ve n'hanno certo anche in Inghilterra, ma in proporzioni minori assai e sempre più decrescenti; erano 56,55 nel 1886-87 e calarono a 53,2 nel 1890-92.
«Nè si tratta qui di quei soliti giuochi di cifre a cui purtroppo la statistica ci avvezza, cosicché da vent'anni in Italia in mezzo a uno spaventevole progresso del delitto, si seguitò a pretendere a un decremento: poichè qui le cifre presentano così notevole, così progressiva differenza da non lasciar luogo a un dubbio; e poi non mancano le prove dirette, quelle che si potrebbero dire sperimentali, perchè individualizzate non posson lasciare il menomo dubbio. Tale è la serie dei salvati che mi presentarono i delegati della Salvation Army e tali sono queste storie che mi forniva il Barnardo ricontrollate dalla fotografia (Vedi Atlante) che ci dimostra il cambiamento non solo psichico ma obbiettivo del criminale diventato veramente un altro uomo.
«Villiee Bender, p. es. ha per madre una lavandaia, ma senza mezzi, con tre figli di cui uno fu imprigionato e la madre era nella più grande disperazione e apprensione che il fratello ne seguisse l'esempio. Egli aveva, infatti, già cominciato ad associarsi la notte ad una banda di pessimi soggetti, ed era evidente che gli soprastava una vita di crimine. Siccome in questo caso non si trattava di una così squallida miseria come nei casi ordinarii, io fui, scrive Barnardo, un certo tempo incerto sulla accettazione, ma infine mi decisi ad ammetterlo. Fu mandato al Canadà nel 1886 e collocato presso un fattore, con alloggio, vestito e 50 dollari all'anno. Ho sempre avuto regolari lettere e notizie di lui sempre più soddisfacenti: egli conseguì un certificato di buona condotta nella scuola. Egli ha fatto grandi progressi nel lavoro della fattoria e pare completamente felice. Ha maniere cortesi, è preciso e sincero nell'adempimento de' suoi doveri ed è ritenuto dal padrone come una persona a cui si può aver piena fiducia.
«Iole (Tav. XCI, n. 7), un ragazzo di 15 anni fece egli stesso la domanda d'ammissione. Sua madre era morta di cancro nell'infermeria dell'ospedale tre anni prima. Il padre, pigro e ubbriacone, ammalato di consunzione negligeva e disertava la famiglia ed era ogni tanto carcerato. Iole, dopo aver lasciato l'asilo, prese a far il mercante ambulante, ma le risorse gli mancarono e si trovò senza nulla, senza casa, per le strade. Presto egli fu trascinato nei dormitori comuni in compagnia di cattivi soggetti e di mendicanti. Iole era incapace a resistere alla «corrente delle prave tendenze» in cui si sentiva trascinato come in una barca galleggiante: presto egli divenne un vagabondo completo, mendicando negli angoli delle vie, vendendo zolfini e carta e facendo il commissioniere all'occasione, quando qualcuno voleva confidarsi in lui. Quando con un orribile tempo venne a far la domanda, raccontò tutta la sua storia, egli fu subito accettato e la sua storia controllata. Iole era ansioso di mettersi al lavoro, se solo noi potevamo dargliene occasione. Come fu ammesso nella casa, fu tenuto in prova a un laboratorio, e sei mesi dopo l'ammessione, essendomi convinto ch'era veramente industrioso e non aveva nessun vizio, fu spedito al Canadà. Arrivato là fece un contratto con un fattore per 12 mesi. Al finire di questo periodo il padrone era così contento di lui che volle fare un altro contratto per altri dodici mesi raddoppiandogli la paga. Iole aveva dato piena soddisfazione; il mio rapporto dice che egli attende ai servizi diversi, che è divenuto egli stesso maestro in una scuola domenicale, che è astinente e non fuma, e che è un ragazzo tranquillo e benvoluto. Anche fisicamente si è sviluppato: è un bel ragazzo.—Con 8 lire sterline spese dall'istituto per educarlo e 10 spese pel viaggio egli è divenuto un cittadino indipendente di un nuovo paese. Egli manda dei contributi all'istituzione che l'ha aiutato nell'ora della necessità. Si potrebbe mai impiegare meglio il denaro che con queste 18 sterline che bastarono alla redenzione di un uomo (Night and Day 1895).
«James (Tav. XCIII, N. 11), era un ragazzo di 14 anni di Liverpool. Egli con una sorella maritata, il di lei marito e tre bambini vivevano tutti in una specie di cantina così orribile da attirar l'attenzione dell'autorità che ordinò loro di sgomberarla e commise uno dei ragazzi alla scuola industriale.
«La vita di James era stata quella che potea essere in un ragazzo in simili condizioni. Già più volte era stato messo in prigione per mendicità e per esser stato trovato in compagnia di noti criminali; mostrava 17 anni per quanto non ne avesse che 14; e la sua figura era molto meno simpatica che non segni ora la fotografia.
«Egli fu mandato nel Canada e di là al Dominion dove fu ingaggiato in una fattoria, e sebbene egli nelle prime portasse dei disturbi per condotta irregolare, adesso io son lieto di poter dire che egli fa bene. L'aspetto del ragazzo è del tutto cambiato come mostra la qui unita fotografia. Ecco un ragazzo preso dalla strada e che diventa un agricoltore ammodo, indipendente e forse chissà col tempo possessore di una piccola fattoria.
«Un altro (Tav. LXXXIX, n. 3) di questi casi è quello di Enrico Hogarth.
«Quando egli venne da me aveva 18 anni per quanto non apparisse così vecchio. Non era più un fanciullo, eccettuato che nella mancanza di ogni disciplina e di lavoro. La sua vita era passata tutta nella strada. Per un po' di tempo sotto la custodia di un parente, ne fu trattato così male, ch'egli fuggì di là e preferì riprendere la vita di vagabondaggio. Una difficile carriera gli si preparava: la strada gli offriva il nutrimento e qualcosa per vestirsi e ripararsi; che cosa importavagli se la fine dovesse esserne anche la prigione e la degradazione.
«Quando Enrico venne da me io trovai che egli era ben noto alla polizia dove era stato detenuto per vagabondaggio una o due volte. Io lo tirai fuori da questa vita e dopo averlo provato per qualche tempo e intrenato al lavoro lo spedii al Canadà. Le notizie che ho ricevuto di lui sono eccellenti. Egli ha compensato ad usura i miei sforzi».—Fin qui Barnardo.
La prova che questo miracolo del decremento della criminalità si deve alle misure preventive specie pei bambini e alle lotte morali e religiose contro l'alcoolismo è data dalla maggiore diminuzione del delitto in Londra in confronto alla provincia e alla campagna; precisamente l'opposto di quanto s'osserva dappertutto, dove i centri più popolari eccellono sempre per criminalità almeno per quella meno feroce. Ora Londra per essere la capitale certo più popolata del mondo civile dovrebbe dare precisamente più spiccato che altrove l'aumento dei delitti.
Invece, mentre
la città di Londra conta 15 pers. sosp. ogni 100.000 ab. le campagne ne contano 61 » » » e le altre città ne contano 50 » » »
E di case malfamate Londra ne dà 3,4 per ogni 100.000 ab. le campagne ne danno 3,9 » » le altre città ne danno 18,4 » »
E quell'influenza è provata dal decremento dell'alcoolismo circoscritto precisamente in quei paesi d'Inghilterra e di Svizzera dove le società religiose (Croix-bleu) e le puramente etiche o le governative andarono a gara per cercare e medicare il male alla sua fonte.
Mentre in Francia dal 1869 al 1892 le vendite di alcoolici salirono da 365.895 a 417.518 nel 1893 e da 1,82 litri per abitanti nel 1830 a 4,32 nel 1893, invece in Inghilterra e Svizzera quelle quote decrebbero negli ultimi anni da 11 a 7 litri in questa e da 7 a 5 nella prima[370].
Criminali nati.—Nè è a credersi però che con tutto ciò si possa pretendere che la cura si estenda fino ai criminali nati; appunto perché refrattari, la maggior parte, ad ogni trattamento, anche alle cure pietose e che rimontano fino alle fascie del Barnardo essi si dimostrano ribelli. Tale è quel Jac..., che posto da lui nelle migliori condizioni pur sempre s'evade e vagabondeggia.
E mentre i popoli men progressisti che stanno alle ubbie dei vecchi giuristi protestando sulla curabilità di tutti i rei non provvedono ad alcuno e ne hanno l'aumento continuo, gli Inglesi che più seppero provvedervi sono i soli ad ammettere tranquillamente la esistenza di famiglie refrattarie ad ogni cura, dei Professional criminals, come li chiamano, e delle classi criminali.
Essi ammettono che se così eliminarono quasi completamente il delinquente d'occasione, il reo-nato persiste.—E giova precisarlo colle cifre per coloro che tutte le cause del reato pongono nell'educazione, ambiente, ecc.
Mentre i reati sonvi diminuiti dell'8% la recidiva nei maschi resta stazionaria o quasi: la statistica inglese, infatti, ne offre, nel 1892-93, una proporzione del 41,7%, che succede ad un'altra di 42%, e nel 1894-95 sarebbe anzi di 45%; più sicuramente nella donna ove la recidiva crebbe costantemente da 54,6 a 60,4 e ciò malgrado che gli istituti preventivi per le donne siano a Londra (v. s.) più numerosi che per gli uomini, ma si spezzano davanti alla corruttela protetta della prostituzione ed all'esagerazione e tenacia dell'alcoolismo nella donna, non contadovisi, nota Paolucci, nessun uomo che giunse alle 500 condanne per ebbrezza come Tassie Jay e alle 250 come Jane Cakebreade[371].
E a questo proposito abbiamo visto come l'aver introdotto delle compagnie di lavori agrarii—e somministrato terreni diminuì il vagabondaggio ed il furto in Vestfalia.
Però che questo sistema giovi solo pei rei d'occasione, e pei vagabondi per causa di disoccupazione, non pei vagabondi nati fu provato da un'esperienza eseguita a Parigi.
Un signore, racconta l'Economiste français(1893), ottenne di collocare con un salario di 4 fr. al giorno, presso negozianti, industriali ecc., tutti i mendicanti abili al lavoro che si fossero presentati loro con una sua lettera. In otto mesi offrì questa lettera a 727 vagabondi mendicanti, che si lagnavano di morir di fame per non trovar lavoro; ora più della metà (415) di questi non si presentò neppure a ritirare quel documento: altri 130 la ritirarono, ma non si presentarono a nessun padrone. Altri si misero al lavoro per una mezza giornata, reclamarono le due lire guadagnate o non si lasciarono veder più. Insomma, di 727 solamente 18 continuarono a lavorare; si provò così che 1 solo su 40 mendicanti abili al lavoro, aveva desiderio sincero di lavorare.
E se i giovinetti di Barnardo emendaronsi emigrando nel Canadà, 42% della Scuola-Riforma di Redhill emigrati ivi pure n'erano ritornati peggiorati con 1000 sterline di spese (Joly, o. c.).
CAPITOLO V.
Applicazioni pratiche alla critica penale, alle ricerche peritali, alla pedagogia, all'arte e alle lettere.
Questi fatti dimostrano ampiamente che l'antropologia criminale non è solamente una scienza che giunge o tenta giungere a sciogliere alcuni problemi teorici sulle origini del delitto, ma la cui evoluzione è già così innanzi da tradursi in dirette applicazioni e da suggerire utili provvedimenti nella lotta della società onesta contro i delinquenti, proprio all'inverso della scienza penale, com'era finora, che quanto più si innalzava nelle alte regioni giuridiche tanto più divergeva dalla pratica e sempre meno ci sapeva difendere e tutelare.
Gli è così che un codice come il nuovo codice italiano, che si disse il frutto di 30 anni di lavoro dei migliori giuristi italiani, poteva nel volger di pochi mesi esser dimostrato inopportuno, contraddicendo al plauso universale, da pochi edotti dell'antropologia criminale[372]: il tempo dimostrò che questa impresa che pareva scandalosamente audace poggiava sul vero.
E la nuova scienza si dimostrò utile anche alla pratica minuta psichiatrica e medico-legale.
Delitto politico.—Una delle applicazioni più curiose e insieme più pratiche è quella che dallo studio fisionomico e biologico del criminale politico assurgeva a trovar la differenza tra la vera rivoluzione, sempre utile e feconda, e la ribellione e le rivolte, sempre sterili e dannose[373] e così a fissar le basi del delitto politico vero che si erano sottratte finora agli sforzi di tutti i giuristi[374].
È un fatto ormai stabilito, e di cui ho dato le prove nel Delitto politico, che i rivoluzionari, cioè gli iniziatori delle grandi evoluzioni scientifiche o politiche che provocano un vero progresso nell'umanità, sono quasi tutti dei genii o dei santi e hanno tutti una fisionomia bella, leale armonica: basta, per convincersene, ricordare le nobili fisionomie di Paoli, Fabrizi, Dandolo, Moro, Mazzini, Garibaldi, Gambetta, Marx, Lassalle, dei nichilisti e dei martiri cristiani. In generale, questi uomini hanno una fronte larga, una barba abbondante, un occhio dolce e grande: qualche volta si trova fra loro la mascella molto sviluppata, mai però ipertrofica; qualche volta anche il pallore del viso (Mazzini, Bruto, Cassio): ma quasi mai questi caratteri si trovano insieme nello stesso soggetto tanto da formare quello che io chiamo un tipo criminale (Atlante, Tav. LXII).
Da uno studio, anzi, che io ho fatto su 320 dei nostri rivoluzionari italiani, quasi tutti maschi (vi eran 27 donne su 100 uomini), la proporzione del tipo criminale è emersa del 0,57%, cioè molto meno che non fra i normali, dove essa è del 2% (Vedi Vol. I).
Su 30 nichilisti russi, 18 hanno una fisionomia bellissima, 12 presentano qualche anomalia isolata, 2 soli hanno il tipo criminale, vale a dire il 6,7%.
Ebbene, se dai martiri d'una grande idea politica o religiosa noi passiamo ai regicidi, ai presidenticidi, come Fieschi, Guiteau, ai fautori della carneficina del 1793, come Carrier, Jourdan, Marat, noi troviamo al contrario in tutti o quasi tutti il tipo criminale (Vedi Atlante, Tavole LXI e LXIII).
E il tipo si ripete, ma con però meno frequenza, fra i comunardi e gli anarchici come Ravachol, Pini. Su 43 fotografie di anarchici di Chicago favoritemi dal dottor Carus, ho trovato l'enorme proporzione del 40% di tipi criminali. Negli anarchici di Torino, trovai questo tipo nel 34%, mentre nei rei comuni lo trovo nel 43%.
Applicazione alle perizie psichiatriche.—I medici legali, i penalisti pratici che, sentendo viva, come ben diceva il Majno[375], la modernità, si sono impadroniti di questa nuova scienza, hanno potuto accorgersi che prezioso strumento essa sia, anche nelle applicazioni più pratiche: per provare, per es., se e quale parte abbia preso un reo nel delitto, quali fra alcuni complici e alcuni indiziati sia il vero reo od il reo principale, ecc., ecc.; tutte nozioni che si appoggiavano spesso ad indizi fragili, come le propalazioni fatte in carcere, le povere indicazioni dei sindaci, l'incerto o quasi vuoto casellario giudiziario, ecc.
Ed è così che una metà dei processi va a male e che molti innocenti son colpiti e molte colpe restano impunite.—Quanto in questi casi possa giovare l'antropologia criminale lo mostrarono alcuni recenti processi in cui essa fece capolino per quanto troppo timidamente.
È noto che mediante l'abilità del prof. Bianchi, il prete Palmeggiano, accusato di ferite contro il Conti, risultò innocente e l'accusa del Conti una calunnia: qui le stigmate isteriche, i grandi accessi ipnotici, l'abuso delle lettere che è così speciale agli isterici, furono la guida psichiatrica ed antropologica che condusse il Bianchi allo inaspettato risultato[376].
Viceversa abbiamo veduto che i caratteri del tipo criminale, gli antecedenti criminali ed isterici della Zerbini, mostrarono chiaramente al Ceneri come le sue accuse contro il Pallotti che n'era immune fossero complete calunnie, e come essa sola fosse l'autrice dell'assassinio Coltelli[377]; e così venne liberato un innocente e punita od almeno tentato di punire una colpevole.
Vediamo ora con altri casi pratici fino a qual punto si possano trovare delle applicazioni analoghe.
Bersone Pietro, d'anni 37, notissimo ladro, era stato arrestato per sospetto di un audacissimo furto di 20.000 lire, in ferrovia. In carcere si finse alienato pretendendo essere avvelenato. Intanto si ebbero prove di molti altri furti, essendogli in una perquisizione trovata una quantità di portafogli e passaporti, per es., di certo Torelli. Alto m. 1,80, pesante kg. 77, presenta larga capacità cranica, 1589; indice cefalico 77; fisonomia fiera, con capelli brizzolati, mandibola voluminosa; torace ampio; muscoli ben nutriti; forza notevole col dinamometro, kg. 55 a destra e 40 kg. a sinistra; temperatura normale 37,0.
Il tatto è di poco più ottuso del normale, 2-3 a destra, 2-1 a sinistra, lingua 1,9, fronte 25,0.
Quanto alla sensibilità generale coll'algometro elettrico, mentre un uomo sano offriva 84 mill. slitta Rhumkorff al dorso della mano, egli offriva 80 a destra e 79 a sinistra.
Quanto al dolore, mentre un uomo sano dava 61 e 24 mill. slitta a destra e sinistra, egli ne dava 48 e 40, dunque con ottusità notevole.
Lo studio coll'idrosfigmografo, strumento col quale si mettono in evidenza i tracciati del polso e le modificazioni di volume degli arti, sotto l'influenza di una emozione, e che quindi esprime in millimetri la reazione emotiva e psichica, mi confermò nell'osservazione della grande insensibilità al dolore che non muta mai la linea sfigmica. Altrettanto accadeva quando si parlava a lui di veleni, e così dicasi quando gli si parlò del furto in ferrovia.
Invece si aveva una enorme modificazione pletismografica (abbassamento di 14 mill.) quando gli si parlava del furto Torelli, di cui venni a cognizione.
In carcere fino dai primi giorni si mostrò di una esagerata circospezione. Rifiutò di farsi fotografare, di parlare, rifiutò gli alimenti, ma nel medesimo tempo mi chiamò e mi fece avvertito che egli li aveva rifiutati perchè credeva vi fosse del veleno mandato dai suoi nemici e dalla sua amante. E quando io messo da ciò sull'avviso di una possibile simulazione, gli dissi che egli simulava e che non gli avrei creduto, montò in furore e pretese di essere visitato da altri medici: continuò poi a rifiutare qualche giorno il cibo, ma un giorno o due dopo il rifiuto mangiava sino a riportarne indigestione.
Al 18 marzo parve preso da un accesso di furore: mentre era condotto al passeggio, salì sulla cinta di questo e si mise ad urlare agli operai che lo liberassero perchè lo avvelenavano, minacciando con pietre guardie e compagni.
Però la temperatura non era aumentata che a 37,6; le urine che nell'accesso maniaco per solito diminuiscono molto di volume e appaiono più colorate e più pesanti, presentavano il solito volume e scarso peso specifico (1025), e nessuna variazione di colore (3 Vogel).
Scrisse lettere al Giudice, al Procuratore del Re, ma la calligrafia, l'ortografia, e il contenuto stesso non aveano il carattere speciale al monomane od al maniaco.
Ed io fui stupito della docilità con cui dopo ciò si prestava agli esami fisici che potevano essere creduti atti di tortura nel concetto di qualunque delirante persecutorio.—Passato ad una delle sezioni dell'infermeria, continuò a dire di essere condannato, ma con poca insistenza.
Tutto sparve come per incanto il giorno in cui vennero per riconoscerlo due presunte sue vittime che lo ispezionarono dall'usciolino, senza riconoscerlo pel loro derubante. Ed egli lo seppe subito per quella complicità che aleggia per tutto nelle carceri.
Dei suoi parenti raccolsi che il padre ed un cugino paterno si sono suicidati; un altro cugino è pazzo; ed uno fu condannato per furto. Un fratello è bravo ed onesto.
In base a tutto ciò conclusi: che si trattava di un vero abituale delinquente che aveva un grande interesse a nascondere la propria identità, che, perciò ricorse, in parte, alla violenza ed in parte alla simulazione, senza però escludere una possibile ricorrenza di un vero delirio persecutorio provocato dall'isolamento e dall'alcolismo, in una tempra predispostavi.
Ei però certo simulò la monomania di persecuzione e la mania acuta. Quanto alla prima i caratteri del tatto e della sensibilità dolorifica così vicina al normale già ci fanno sospettare la simulazione; ma più lo confermano la sua scomparsa troppo rapida; mentre essa ha una forma tenace, e, infine, la nessuna reazione data dal pletismografo quando gli si parlava di veleno, la nessuna resistenza fatta agli esami fisici, e poi la stessa inquietudine esagerata ed affettata, quando ne mancavano i motivi.
Quelli che delirano di essere avvelenati, assumono in genere, una attitudine passiva, non mangiano, sì, ma non lo fanno sapere; arrivano all'astinenza, fino a morire tabifici, mentre egli si asteneva un giorno per mangiar doppiamente l'indomani; dormono poco di notte, mentre egli dormiva poco alcune notti, per poi dormir doppiamente le notti susseguenti.
Però questa simulazione, come accade spesso negli epilettici, partiva da un fondo vero—da un residuo ogni tanto ripullulante dei delirii persecutori—per cui, diremo in una parola, copiava se stesso.
Quanto all'esacerbazione maniaca essa fu probabilmente provocata dalla dimora in cella che sì spesso la cagiona.
Ad ogni modo non ne restò più traccia appena fu messo alla sezione Infermeria.
Quello che però fu curioso e nuovo, fu il risultato dell'esame pletismografico, che rivelò nettamente che egli non aveva avuto parte nel furto in ferrovia, mentre il contrario doveva essere per il furto Torelli, il che si verificò.
Gall... Maria, d'anni 66, di Lucera, veniva trovata morta nel 19 giugno 1886, in istato di putrefazione avanzata, coperto il capo dalla piega di un lenzuolo, col corpo parte boccone, parte sul lato destro; col braccio destro sottoposto al tronco, il sinistro allungato, la faccia addossata al materasso, le narici sanguinanti, schiacciate e rivoltate a sinistra e rotte internamente.
Si sospettarono i due figliastri M.... e F..., malfamati, che erano stati veduti gironzare in quel giorno, e avevano interesse alla sua morte, perchè essa stava per fare un vitalizio che li diseredava.
All'autopsia, eseguita il giorno 20, si scoprirono internamente tutti i caratteri della putrefazione avanzata e dell'asfissia; fluidità del sangue, chiazze emorragiche alla pleura costale, all'arteria polmonale e alla mucosa bronchiale e tracheale, che è di colore rosso vivo; ricchezza di liquido spumoso e sanguinolento nei piccoli e grossi bronchi; iperemia nei visceri addominali e più nei polmoni; vuoto il cuore.
Aperto l'esofago nella parte superiore, si rinvenne un ascaride lombricoide, lungo 20 centimetri, che coll'estremità cefalica era appoggiato sull'apertura della glottide.
Due periti, Resi e Raffa, dichiararono trattarsi di asfissia prodotta da mano violenta per occlusione delle vie aeree, per essersi manteunta la vittima, per qualche tempo, colla faccia sopra un corpo molle, cuscino, ecc., in modo da impedire l'entrata dell'aria; non trovando contraddizioni a ciò dalla scoperta dell'ascaride, in quanto che l'ascaride poteva essere ricacciato da un colpo di tosse, non essendo esso penetrato che superficialmente nelle vie aeree e per gran parte del suo corpo restando nell'esofago.
Il De Crecchio, chiamato a nuova perizia in proposito, ammise l'asfissia, ma non volle escludere che ne potesse essere causa l'elminto.
Chiamato, io, dai giudici ad una sopraperizia, non potei a meno di osservare: che i morti per asfissia da lombrici erano bimbi o dementi, e presentarono sempre una lunga reazione che qui mancò; che dal testimone C... la notte del 17 si sentirono delle grida soffocate e dei colpi nella direzione della camera della vittima; che il M., antropologicamente e giuridicamente indiziato di crimine, era già stato condannato per porto di arma, aveva spogliato la vittima, appena morì il padre, di molte sostanze, l'aveva truffata d'una fortissima somma a proposito dell'eredità; s'aggiugne ch'egli, ch'era lascivo e cupido, avendo, un giorno, messe le mani addosso ad una ragazza, questa lo rimproverò di volerla strozzare come aveva fatto con la Gall..., ed egli allibì e raccomandò che non lo ripetesse; altre volte, a proposito di eredità, ebbe a minacciare della scure il fratello. E, cosa importantissima, facendo in quei giorni un contratto, ne mise fra le clausole di scioglimento il caso di andare in carcere. E fu accusato dal fratello F... che, essendo meno criminale, è meno proclive di lui alla completa negativa.
E qui serviva mirabilmente l'antropologia criminale anche per decidere quale dei due fratelli fosse il più colpevole, anzi, il colpevole.
M..., che ha un passato così triste, ha il più completo tipo criminale, mandibole enormi, seni frontali e zigomi sviluppatissimi, labbro superiore assottigliato, incisivi enormi e maggiore il destro del sinistro, testa voluminosa con capacità esagerata, 1620 cc., tatto ottuso, 4,0 a destra, e 2,0 a sinistra; dunque mancinismo sensorio, più mancinismo motorio: tutti fenomeni che mancavano (meno i seni frontali e gli zigomi voluminosi) nel fratello F...—Dunque egli era il più sospettabile del delitto.—Fu condannato.
Ladro ed assassino ignoto.—Il ricco fattore S..., tornando dal mercato colla somma di L. 2000, era stato avvicinato da uno sconosciuto che vagabondava per impiegarsi come bracciante, e che gli chiese di salire sul suo carretto. Ciò ottenuto, non si dipartì più da lui malgrado deviasse dalla sua strada; cenarono insieme, e verso sera lo sconosciuto fu visto accompagnarlo su uno stradale, dove l'infelice fu trovato cadavere la notte seguente con segni di strangolamento e col cranio sfracellato da grosse pietre e la borsa vuota.
Quattro testimoni segnalavano la fisonomia di quell'uomo come sospetta e sinistra, e dichiaravano che s'erano meravigliati di vederlo in giro con un galantuomo[378], ma non lo riconoscevano. Solo una ragazzina dichiarò d'aver veduto, la sera, disteso a terra, dormire vicino all'infelice, un certo Fazio.
Fu pure veduto questi il giorno dopo e seguenti, invece di andare al lavoro di bracciante, oziare e giuocare forti somme (più di 60 lire) che egli mai possedette e di cui non seppe giustificare la provenienza; e fu pure veduto temere i carabinieri e nascondersi quando vennero nel paese, e farsi tagliare i baffi.
Il giudice, impressionato dai testimoni che parlavano tutti della fisonomia sinistra dell'imputato, e non estraneo agli studi di antropologia criminale, mi volle interrogare, spedendomi tre fotografie, se potessi precisarne in forma scientifica il tipo e concludere sulle sue tendenze criminali.
Io dall'esame delle fotografie dedussi che vi erano orecchie ad ansa, zigomi e mandibole voluminose con appendice lemuriana, bipartimento del frontale, rughe precoci e profonde, sguardo truce; in complesso una fisonomia che si accosta al tipo criminale; però dichiarai che non avrei potuto concludere sulla sua criminalità senza conoscere i particolari della sua vita e dei suoi genitori e senza vedere se egli avesse delle anomalie nella motilità, sensività, ecc.
Da una seconda informazione risultò che egli appartiene ad un paese nomato Valle d'Inferno, famigerato per criminalità; che dei suoi parenti un cugino morì pazzo, un avo apoplettico ed uno zio è incendiario ed epilettico, e che egli, quantunque non fosse malfamato, era dedito al giuoco sfrenatamente.
Il curioso si è poi che chiamato innanzi alle Assise mesi dopo a rifare la mia perizia, mentre non rinvenni più alcuni caratteri che erano apparenti nella fotografia, p. es., l'occhio truce, ho trovato invece stenocrotafia (fronte 110, zigomi 127), naso torto verso destra che la fotografia non dava, cicatrice di vasta ferita del cranio che data dall'infanzia e che pure non si vedeva nella fotografia, capacità craniale notevole, 1561; indice cefalico 76; il che è normale in individuo ligure.
Benchè i caratteri degenerativi fossero aumentati, l'insieme della faccia non presentava quella cupezza che risultava dalla fotografia, forse perchè fu presa nei primi giorni dell'arresto.
Era importantissimo il fatto, poi, che gli si rinvenne una quantità di caratteri biologici che completavano, come io prevedeva, il quadro criminale: la pupilla poco mobile, i riflessi tendinei a destra più vivaci che a sinistra; l'ottusità tattile grande e più a destra, 5,0, che a sinistra, 4,0, e 3,5 alla lingua: mancinismo motorio e sensorio: largo tatuaggio nel petto rappresentante una donna e le parole: Ricordo Celina Laura (era sua moglie); mentre nel braccio ha il ritratto di una prostituta. Tutti e due i tatuaggi erano stati fatti in carcere nei pochi mesi della detenzione. Egli si mantenne negativo e sorridente davanti alle spoglie sanguinose della sua vittima.
Ho dichiarato: che se gli indizii fisionomici erano minori di quanto io credeva, i biologici e gli psichici li completavano e davano un indizio potente della sua colpevolezza; che la minore intensità dei caratteri fisionomici si poteva spiegare, perchè egli era uno di quelli che noi chiamiamo rei d'occasione; che cioè, predisposto dall'eredità al crimine, non vi precipitò senza il bisogno diretto e l'occasione di trovare un uomo pieno di denari che gli si confidava ciecamente; e quindi la fisonomia non aveva preso quei caratteri torvi che acquistano i criminali col lungo abito del delitto.
Il criminaloide è così poco lontano dal criminale-nato, che ne acquista in un momento i caratteri alla prima occasione. E così è che anch'egli, che non era tatuato, appena entrato in carcere si tatuò, e con quei tatuaggi osceni e contradditori che sono proprii dei criminali. Certo, ad ogni modo, qui la biologia dava degli indizi che uniti a quelli dei non pochi testimoni in un altro paese meno tenero dei rei avrebbe bastato per farlo condannare.—Egli fu assolto.
Innocente rivelato.—L'antropologia criminale non solo servì a designare meglio un criminale ma a salvare un innocente.
Così in un caso in cui una bimba di 3 anni e mezzo era stata stuprata e sifilizzata da un ignoto e la madre avevane successivamente accusato e segnalato 6 persone, queste vennero arrestate: tutte stavano nella stessa scala, tutte bazzicavano colla bambina, e tutte negavano. Io studiandoli ne segnalai subito al giudice uno che aveva tatuaggi osceni sul braccio, fisonomia negroide, campo visivo alterato, nel quale con una certa diligenza potemmo trovare le traccie di una recente sifilide; e se ne ebbe più tardi la confessione.
Più importante ancora fu il caso raccolto dalla mia Clinica, pubblicato da Virgilio Rossi in _Una centuria di criminali, _1888; certo Rossotto Giacinto per una serie di falsi indizi e specialmente per una lettera ricevuta da un cognato grassatore in cui lo pregava di testimoniare il falso, fu condannato per grassazione alla galera in vita nel 1866.
Ora facendo noi, nelle lezioni di antropologia criminale, studii su criminali liberi ed esaminando costui davanti alla scolaresca, con meraviglia nostra c'accorgemmo che era uno dei tipi più normali che mai ci fosse capitato fra le mani.
Alto 1,73; a 50 anni pesava 74,5 chilogr.; capelli e barba abbondante; capacità cranica c. c. 1576; indice cranico 84; nessuna anomalia della faccia, salvo la mascella un po' più voluminosa. Tatto finissimo, 1,1 a destra; 1,0 a sinistra; 0,5 alla lingua; sensibilità elettrica generale 50 e 51 e dolorifica 30 a destra e 35 a sinistra; normale; ignora il gergo; non è religioso nè cinico: non si occupa di politica, ma è in quello stato di indifferenza in cui si trova la maggior parte degli uomini del ceto medio.
Ama il lavoro, che fu il suo unico sollievo in quei suoi lunghi anni di bagno penale, ove tenne una condotta esemplare, e non vi ebbe, dice, mai dispiaceri; salvo il dolore dell'ingiusta condanna, e della lontananza dei suoi congiunti.
Non ha vizi, nè s'ubbriacò mai; da giovane anzi non beveva vino.
Si era ammogliato a 19 anni senza prima aver mai toccato donne.
Dei suoi parenti nessuno fu pazzo nè delinquente.
I suoi vicini, i suoi superiori, dai quali io attinsi poi informazioni, lo dichiarano un tipo di onestà.
Ed io mentre lo esaminavo senza ancor nulla saperne, dissi agli studenti: «Se non fosse stato condannato in vita, questo rappresenterebbe per me il vero tipo medio onesto». E fu allora che con una tranquilla reazione quell'infelice, disse: Ma, io sono onesto e lo posso dimostrare; e mise a mia disposizione numerosi documenti della sua perfetta onestà: dichiare di direttori di bagni che lo hanno trovato un lavoratore modello; dichiare dei veri autori della grassazione, dei reclusi Foresta, Burzio che escludono davanti al pretore la sua correità, ecc.—Ebbene dopo tutto questo ci accorsimo di un'altra lacuna della nostra giustizia; infatti, non solo non potemmo ottenere che venisse rifatto il processo, ma nemmeno che gli venisse tolta la sorveglianza, poichè la giustizia dimenticando di essere umana si crede infallibile, pur tralasciando intanto i mezzi per esserlo e peggio per riparare ai suoi errori.
Pedagogia.—Un'altra applicazione immediata della nuova scuola è quella pedagogica. Mentre l'esame antropometrico, rilevando il tipo criminale, sopratutto lo sviluppo precoce del corpo, l'asimmetria e la piccolezza del capo, spiegherà gli insuccessi didattici e specialmente disciplinari di alcuni giovanetti, permetterà di selezionarli a tempo dai compagni più ben dotati, e indirizzarli verso carriere adatte alle loro tempre, salvando dal loro contatto gli onesti e permettendoci colle cure precoci specialmente mediante l'emigrazione, il baliatico morale, forse anco un trattamento medico, la loro guarigione[379].
Arti. Lettere.—Perfino nella letteratura, si può intravedere già una ultima applicazione non solo nell'interpretare i capi lavori in cui il genio aveva intravveduto le risultanze dell'antropologia criminale, ma nel suggerire nuove forme nell'arte, come nell'immortale opera di Dostoyewski, La Casa dei morti, Delitto e pena e come nella Bestia umana di Zola, nella Baraonda di Rovetta, nel romanzo Kolbotubrew of Andre Skildringar di Garborg[380], nell'Hedda Gabler, Colonne della società e Spettri di Ibsen, nell'Innocente di D'Annunzio, nel Profumo e in Giacinto di Capuana e nella Lupa di Verga.
E perchè non conteremo anche noi tra i trionfi delle applicazioni sue quelle a rami anche più lontani dello scibile?
Così il Max Nordau ha potuto poggiarvi per trovar la critica delle creazioni artistiche, filosofiche e letterarie[381]. E il Ferri e Le Fort poterono farne un'applicazione alla critica dei grandi maestri della pittura, ed ora Sighele, Ferrero e Bianchi ne fecero alla storia e alla politica.
Quando un delitto collettivo sorge come un'oasi strana, inesplicabile, nella società moderna, le ricerche sul delitto speciale delle folle, ce lo spiega mirabilmente e ci insegna a difendercene diffondendo più viva e previdente la pietà là dove prima l'armare la società delle reazioni più feroci e crudeli raccoglieva il generale consenso e raggiungeva l'effetto opposto, di riaccerbare la piaga.
CAPITOLO VI.
L'utilizzazione del delitto.—Simbiosi.
Ma giunto al termine del mio lavoro, da quello sguardo finale con cui chi è giunto alla riva abbraccia la plaga da lui lentamente solcata, son fatto accorto che tra le molte lacune di cui un libro, per quanto faticato, non difetta mai, un nuovo aspetto del delitto fu da me tenuto troppo in non cale: quello che riguarda i, sia pur rari, e mal sicuri vantaggi di cui pur non poteva esser privo, se da tanto tempo esisteva.
Se, infatti, noi tentiamo accordare la legge darwiniana, secondo cui non sopravvivono che gli organi, i quali abbiano una qualche utilità per la specie, perché altrimenti la selezione li atrofizza e li spegne, col fatto che, per quanto dica lo Spencer, il delitto, salvo Inghilterra e Svizzera, va continuamente aumentando se non in intensità, certo in estensione, almeno sotto veste di truffa o di intrigo politico, o di peculato, dobbiamo sospettare che anche esso abbia, almeno nei popoli meno civili, se non una funzione, un'utilità sociale.
Tutti sanno infatti che nei tempi antichi, e anche ora nei popoli meno civili, i più nefandi delitti furono e sono adoperati come arma politica; noi possediamo anzi una specie di codice (quello di Machiavelli), che è tutta una serie di progetti criminosi a scopo politico, di cui il Borgia fu l'esecutore, o meglio il modello.
E certo dal Consiglio dei X di Venezia che pagava sicari ed avvelenatori a scopo politico, alla fucilazione del duca di Enghien, alla S. Barthelemy, o alla orribile carneficina di Algeri, quando il generale Bougeaud soffocava migliaia di infelici nelle caverne; alle infamie degli Americani e dei Portoghesi, che, per diradare e vincere gli indigeni, spargevanvi il vaiuolo e la sifilide, è il delitto che regna sovrano nella storia antica dell'uomo e, pur troppo, anche nella più vicina a noi.
Tutti ricordano le corruzioni parlamentari di Pitt e di Guizot, le menzogne e i tradimenti di Fouché e di Talleyrand, e, a pochi mesi quasi di distanza, le persecuzioni sanguinose degli Ebrei e dei Polacchi; poiché nei modernissimi tempi come nei più antichi si usarono contro i popoli deboli dai popoli più forti quella menzogna e quella violenza che nei privati sarebbero state considerate delitti. Reticenza e bugia sono, oggidì, diventate sinonimo di linguaggio diplomatico.
Di recente, i processi della Banca Romana hanno mostrato che, nei popoli poco civili, la morale politica è disgiunta da quella privata, e che vi può essere fra noi ministri immorali—anche essendo altamente stimati, od almeno senza destare quel ribrezzo che si destarebbe per una uguale azione in privato. A lor volta gli anarchici, equivalendo costoro dichiarano di considerare il delitto come arma di guerra.
Una triste osservazione in Italia mi ha dimostrato che, dopo Cavour, non si ebbe un ministero completamente onesto che potesse reggersi. Se vi prevalevano uomini troppo integri, il ministero era certo di una brevissima durata, perchè non aveva abbastanza tenacia, furberia, tristizia contro le mene parlamentari. Il peggiore ministro per l'Italia fu quello che dichiarava: «Saremo incapaci, ma onesti», e ahi! la storia rivelò che neppur egli era onesto.
Il ministro certamente più carico di delitti che abbia mai esistito potè, or ora, non solo reggersi davanti alla Camera, ma anche davanti alla opinione pubblica, e governare senza una vera opposizione del paese, che tanto più gli si prostrava sommesso, quanto più s'allontanava dalla legge.—Ed è morto pieno d'onori e d'anni, ed ha una statua collocatagli certo per volere di molti italiani, quel ministro mediocrissimo di mente, che, se pur non corrotto, introdusse fra noi più sfacciata la corruzione parlamentare, il cinismo più spudorato in politica.
E morì, nell'Italia del Sud o s'uccise, compianto e onorato fra poco di monumenti, anche quel deputato pubblicista, che fu convinto del peculato politico più sordido; come nel Nord d'Italia morì compianto e onorato colui che vendè a prezzo esagerato le proprie scarsissime opere e i propri lunghi silenzi sul mercato politico.
Oramai pare dunque che l'immoralità dia fra noi all'uomo politico, non solo guadagni ed onori in vita, ma perfino dopo morte, quando si crede che i giudizi del mondo divengano finalmente equi.
Il senso di pudore, infatti, l'amore del vero, che è proprio di un animo integro, gli impedirà di dire una menzogna, senza la quale non si può superare una situazione difficile, non si può adescare delle personalità riluttanti, non si può adulare principi ignoranti, pei quali l'adulazione è la migliore delle virtù: e quindi esso troverà sempre nella piazza, o nella reggia, degli inesorabili ostacoli.
Ecco dunque il vizio divenuto quasi necessario pel governo parlamentare nei popoli inferiori come i nostri, perchè, a dir il vero, ciò non si può dire degli Anglo-Sassoni o dei Tedeschi e nemmeno dei Francesi, il che indica bene i limiti etnici e civili entro cui si svolge questa triste funzione.
Anche di recente si son veduti cadere per sempre due grandi capi partiti d'Inghilterra e d'Irlanda e un ministro di finanze, per indelicatezze al di fuori della loro influenza parlamentare, benchè anteriori all'epoca del loro ufficio; indelicatezze che avrebbero fatto sorridere in Italia, anche gli avversari più accaniti.
L'Inghilterra stessa però ebbe in epoca anteriore dei corruttori e dei corrotti. Basta ricordare Bacone e Pitt; anche negli ultimi tempi quanta immensa differenza fra Disraeli, adulatore del trono e piaggiatore dei Lordi, e Gladstone, che cade per volere una tassa sugli alcoolici e sulle bettole, e per arrestare le persecuzioni secolari dell'Irlanda.
Buckle ha dimostrato, nella sua opera immortale, quanto sia più dannoso per un popolo aver dei reggitori balordi ed ignoranti che di averli criminali. Il reggente balordo lascia libera la mano a centinaia di birbe, mentre quello che è birbante ruba e delinque lui solo.
Anche agli specialisti, medici, avvocati, la bugia è necessaria nei nostri tempi—è quasi la base delle loro operazioni; la bugia pietosa, che conforta gli ultimi istanti del tisico spesso si estende all'isterico, alla clorotica, al sano—come la difesa dell'orfana e della vedova per parte dell'avvocato si estende facilmente da queste... anche ai loro persecutori.
I tiranni sono delinquenti, ma anche coloro che per spegnerli adoprano il delitto sono più o meno criminali; ed ecco come nella politica il delitto si innesta quasi inestricabilmente.
E qual delitto più criminoso della guerra, che è un cumulo di furti, uccisioni, stupri, incendi, saccheggi, su grande scala, provocati da cause simili a quelle dei delitti comuni, come le ambizioni personali, le cupidigie, ecc., e perdonati appunto e solo perché in grande scala!
Eppure è innegabile che le guerre, se danneggiano le civiltà già rigogliose, spingono a straordinari progressi popoli semi barbari: e noi vedremo fra poco tremare l'Europa per le sconfitte della Cina, che ci farà pagar care le sue umiliazioni: cominciando dalle tribù primitive, essa ha congiunto insieme piccoli gruppi in gruppi più larghi e ha formato le nazioni: nello stesso tempo la disciplina militare ha obbligato uomini selvaggi a sopportare le privazioni ed iniziato quel sistema di graduata subordinazione sotto il quale si stabilisce tutta la vita sociale (Spencer).
E la guerra ha spesso contribuito alle libertà popolari.
Ad Argo, dopo la battaglia perduta contro Cleomene, si dovette dare la cittadinanza ai servi. A Taranto prevalse la demagogia, dopo vinta in una battaglia la maggioranza dei cittadini. Siracusa, dopo che il popolo vinse gli Ateniesi, sostituì la democrazia alla republica.
Ad Atene, quando la flotta, i cui componenti erano popolani, vinse a Salamina, la democrazia ebbe il sopravvento sull'Areopago.
Secondo il Rénan, le due grandi evoluzioni ebree del Giudaismo e del Cristianesimo, si dovettero, oltrechè ai Profeti (v. s.), alla grande perturbazione, realmente provocata fra gli Ebrei, dalle vittorie degli Assiri e dei Romani.
La guerra Franco-Prussiana creò, o meglio cementò la nazionalità Germanica, e spense il Cesarismo napoleonico in Francia.
Ed ecco forse perchè il senso di indignazione contro le guerre non è ancor tanto generale, quanto basta perchè più non se ne provochino.
E la prostituzione che abbiamo veduto un equivalente del crimine può prevenire una quantità di delitti sessuali, riescirne una vera profilassi. È per questo che nei paesi rurali, lontani dai centri, si notano proporzionalmente più stupri che nelle città: è noto che Solone ebbe gratitudine eterna, perché l'istituzione dei dicterion, o postriboli a due soldi, arrestò l'imperversare degli stupri in Atene.
Altrettanto dicasi dell'usura; con essa furono formati i primi strati della borghesia, e i primi grandi accumuli di capitale da cui son partite le imprese più potenti dell'umanità. Il Novikow ci dimostrò che la cacciata degli Ebrei, mercanti e usurai, dalla Russia, impoverisce i contadini a cui prò venne eseguita, sicchè il lino vi rinvilì di un terzo, perchè la merce non trova più abili spacciatori; ed è noto come i reggitori dei Comuni medioevali, dopo aver cacciato a furore gli Ebrei, li riammisero però subito, perchè la loro assenza aumentava la povertà loro, e paralizzava le povere industrie embrionali d'allora, favorite dalle loro usure[382].
Io ho dimostrato nel 1º volume, cap. II, che una gran parte delle pene contro i delitti, non erano nell'età barbara che nuovi delitti: e prima di tutto il delitto di vendetta codificato, il delitto di cannibalismo o di simonia, che poi venne utilizzata dagli uomini a prò della virtù. Il tabù era una serie di simonie, di proibizioni, assurde spessissimo, introdotte dai sacerdoti, quasi sempre a proprio vantaggio; ma ve n'erano poi di quelle che salvavano dalla distruzione completa la semina e la pesca, e perciò, non ostante la loro origine simoniaca, furono utilissime.
Anche le multe per omicidi (compensationes) che imponevano i capi barbari ai loro sudditi, e che continuarono i vescovi ed i papi del Medioevo, e non erano in fondo che forme diverse di simonia e di peculato, servirono a impedir l'imperversare degli omicidi, a terminare i principî grossolani di senso morale e a fondare le basi di una codificazione meno barbara con un principio di graduatoria.
Quando nei popoli latini primitivi la donna adultera era esposta nuda agli oltraggi di tutti i celibi della comunità, o nel medioevo, costretta a correre nuda in una specie di pallio, a cavalcioni d'asino, la legge, o meglio l'uso, creavano un osceno e criminoso sollazzo pel pubblico, ma per la natura delle cose, per la paura, pel ribrezzo che così ispirava alle vittime, quest'uso finì per formare un nucleo grossolano di moralità.
Io credo, infine, che la tolleranza moderna verso tanti delinquenti, rei se non di sangue, certo di truffe e di ricatti, ecc., che noi vediamo, quasi generale in Europa, parta dalla tempra stessa di questi delinquenti; da quelle tendenze che io ho dimostrato alla neofilia che portano dappertutto, nei commerci, nelle industrie e nella politica, mentre gli uomini medii vi sono così contrari (Vedi Vol. 1, pag. 520).
Nei Palimsesti del Carcere, in mezzo a tristizie e ad orribili malignità, ho trovato a intermittenze una genialità, che non si trova nell'uomo medio, certo perchè i criminali acquistano dalla degenerazione una irritazione corticale che l'uomo medio non ha. Così trovai scritto nelle pareti di un carcere: «Oh codice penale! perchè colpisci la truffa di pene severissime, mentre il libero Governo d'Italia, coll'immorale giuoco del lotto, è dei truffatori maestro e donno?».
Così vi ho trovato una dimostrazione dei danni degli studi arcaici, in cui potrebbero specchiarsi molti ministri, che ci ribadiscono sempre più la catena dei classici, così dannosa al benessere ed alla libertà latina.
Sono lampi fugaci, ma che ci confermano l'esistenza di quella neofilia e genialità intermittente, di cui l'uomo medio è incapace, critico abilissimo, ma niente creatore.
Gli è che in costoro, come nel genio, con cui han comune la base epilettoide, la degenerazione non è solo feconda di mali—ma anche di nuove virtù—e come nel genio l'eccesso dell'intelletto si compensa coi difetti del senso morale e dell'energia pratica, ecc., così nei criminali i difetti del sentimento sono spesso compensati dalla energia d'azione e dalla neofilia.
Gli è che in costoro l'anomalia organica prepara il terreno al minore misoneismo, che è il carattere normale dell'uomo onesto normale.
Ed è certo perciò che costoro vedono, forse inspirati dalla passione, i difetti dei Governi che ci reggono, meglio e più giustamente che non faccia la media degli onesti. Perciò, anche da questo lato, si intravede una ragione, che si aggiunge all'impulsività e al bisogno del male, per spingerli in prima linea nelle rivoluzioni.
Ed essi odiano lo stato presente, credendo che non l'ordine naturale, ma l'ordine di quel dato Governo costituito sia quel che li frena e li punisce; s'aggiunga ch'essi, più impulsivi degli altri, sono più inclini all'azione, e a prendere a pretesto la prima bandiera che loro si offra.
Anormali essi stessi, non sentono la ripugnanza del pubblico, per l'anomalia, per la novità, e molti avendo, o per l'insensibilità o per l'agilità una straordinaria energia, l'adoperano, oltrechè pei propri vantaggi nel sostenere e propagare le nuove idee, da cui gli onesti apatici rifuggirebbero.
E lo stesso spirito novatore che essi portano nei reati, mentre a volte danneggia molti a vantaggio di pochissimi, spesso però favorisce delle immense innovazioni. Se si considera bene, p. es., l'apertura del canale di Suez è stata una truffa gigantesca, compita colle stesse arti criminose del Panama, che a sua volta, se fosse riescito, sarebbe stato coronato dall'approvazione universale.
Gli imbroglioni, i truffatori, pur non lavorando che per sè, grazie alla stessa loro smania d'attività, applicano l'ingegno a vantaggio degli altri; nello stesso tempo mettono in moto una tal quantità di fermenti, che danno una spinta fortissima al progresso e alla civiltà; anzi per la mancanza di scrupoli, per l'energia che presta loro l'impulsività violenta e per l'imprevidenza degli ostacoli e delle sventure, riescono là dove gli onesti non giungerebbero mai.
Essi, poi, per l'antipatia del normale, del vecchio, del costituito, sono un baluardo potente contro i partiti retrogradi, clericali, ecc.
E così, almeno in Italia, si vedono gli onesti abbondare nel partito dei clericali. Cesare e Catilina non trovarono sulle prime partigiani che tra i birbanti, mentre l'antico partito consolare era tutto composto di onesti[383]. Tutta la storia ci ricorda che il nucleo dei grandi ribelli politici è, quasi sempre, criminale[384].
E la civiltà li applaude costoro, non ostante le loro magagne, perchè sono i soli che riescono a innestarle il nuovo, che senza essi non potrebbe attecchire.
D'altronde essi le si impongono in tal modo, approfittando dei congegni complicati della vita parlamentare, che il cacciarli non sarebbe possibile senza pericolo e senza altri gravissimi danni, come non era possibile cacciare i tiranni antichi, che anch'essi erano criminali..... ma utili.
Essi coll'ingegno, coll'energia, colla mancanza d'ogni scrupolo, creano delle istituzioni che riescono poi utili a tutto il paese; così la flotta inglese deve la sua origine a pirati (Drake).
Nei popoli semi-barbari, in cui il delitto è più che altro un'azione e non un misfatto, molte volte i delinquenti, specie se associati, diventano una specie di giustizieri economici e di tribuni politici. Essi esercitano e mettono in pratica, in gran parte è vero a pro di sè, ma in parte a prò degli altri, una specie di comunismo violento, per cui si arricchiscono col defraudare e derubare il ricco e il potente, ma insieme applicando una specie di sommaria giustizia che supplisce l'assente giustizia officiale. In Sardegna, in Corsica, e per molto tempo, sotto i Borboni, in Sicilia, i veri giudici, i veri protettori degli oppressi sono od erano i briganti, che in parte ruban per sè, in parte (per avere delle sicure clientele) dividono le prede coi più poveri, che a volte poi capitanano nelle ribellioni, come in Grecia i Clefti. In Napoli ed in parte in Sicilia, la camorra e la maffia, pur essendo associazioni criminose, esercitarono un tempo nelle plebi e tuttora nei postriboli, nelle osterie e nelle carceri una relativa giustizia e potevano, offrire ai proprietari e ai viaggiatori una specie di assicurazione contro i malandrini, che il governo non può offrire, e perciò son sopportati e forse qualche volta aiutati anche dagli onesti. Così ai briganti ed ai contrabbandieri, associati quasi in armata, dovette, per quasi un secolo, il popolo francese se potè, sotto Luigi XIV, fruire del sale colpito da così enormi tasse da divenir un oggetto di lusso (Ferrero).
In mezzo alla troppo corrotta civiltà, quando l'eccessiva legalità finisce col favorire l'impunità del delitto, il linciaggio, che è pure un delitto, è divenuto un mezzo, barbaro è vero, ma efficace per difendercene.—In California, p. es., tutti gli uffici pubblici, la giustizia compresavi, erano in mano a una vera banda di furfanti, che rubavano impunemente, assolti se accusati; la maggioranza allora si unì e li linciò; d'allora la California è il più quieto paese degli Stati Uniti. La giustizia non vi sarebbe giunta mai, come non giunge ora in Italia a colpire i colpevoli, se coperti d'alti uffici.
Dopo tutto ciò, noi comprendiamo come nei popoli barbari per una causa, nei popoli meno civili per un'altra, una serie di delitti non solo non sia stata punita, ma per fin favorita, e perchè in complesso, per tutti i delitti in genere, salvo pel più feroci, la persecuzione sia sempre stata così scarsa, così insufficiente, così illusoria; come i giudizi penali, in fondo, non sono troppo spesso che i mezzi con cui gli avvocati, come i vermi dall'humus, fan passare (con parlari altisonanti o sentimentali—le lagrime delle madri, ecc.—o con geroglifici imcompresi spesso da loro medesimi) nel proprio, terreno l'oro che i criminali rubano agli onesti, e un appiglio per adagiarci in una falsa sicurezza tutti i giorni smentita, perchè già, come dice il proverbio, sono i moscerini che entrano nel paretaio penale..., le vere birbe ne sgusciano quasi sempre.
Senza dire che, se i vecchi giudizi penali, il cannibalismo giuridico, il concubito delle adultere, i combattimenti colle fiere erano un triste e criminoso sollazzo, anche i moderni lo sono, sotto forma di Assise e di pena capitale, a cui accorrono avidamente curiosi tutti i peggiori criminali che vi trovano il migliore dei loro passatempi, ed un modo di istruirsi nel male, e raddoppiare nei reati; sicchè la pena stessa e il mezzo per conseguirla sono un'altra forma semi criminosa, che, notisi poi, pesa tutta sulle spalle degli onesti, i quali, come in Italia, dopo aver perduto già 20 milioni per l'arti malefiche dei rei, ne perdono quattro volte tanto per l'arresto ed il giudizio e sei volte tanto per la loro condanna.
Cosicchè si può dire che un buon terzo del bilancio dell'onesto va tutto a servizio del disonesto, pel quale una falsa pietà trova sempre una certa quantità d'attenuanti e di scusanti, tanto più anzi quanto più è atroce il delitto.
E ad ogni modo tanti sono i ricorsi, i controlli, gli appelli e i contrappelli creati (così almeno protestasi) per confortare sempre più la sincerità del giudizio, che questo, quando sta per pronunciarsi, trova gli uomini dimentichi del reato avvenuto—o stancati dal lavoro fatto per ottenerne giustizia: e quindi il verdetto più ingiusto non desta alcuna reazione: che se è giusto e severo, vi provvedono, dopo qualche tempo, le grazie e gli indulti, un altro provento diretto dei deputati avvocati—sicchè bisogna sia ben povero e ben inetto quel reo che sconta interamente una pena, ben meritata.
Tutto ciò non avrebbe potuto continuare per tanti secoli, se in fondo l'utilità che viene da alcuni delitti, nei popoli barbari o quasi, non fosse stato così grande da impedire sorgesse nel cuore degli onesti una sufficiente reazione.
Simbiosi.—Ma ammessa questa, sia pur temporanea, funzione del delitto, ne verrà forse che tutto il supremo scopo di questo libro, la lotta contro il delitto sia inutile e forse dannosa?
Oh no! se a questo esso dovesse menarci, sarei il primo io, a cui la sete del bene, l'odio del male soverchiano ogni convinzione teorica, sarei il primo, dico, a lacerar queste carte. Fortunatamente si può scorgere già fin d'ora una meta meno sconfortante, per quanto possa ripugnare ai seguaci dei metodi antichi contro il delitto—che senz'abolire la lotta ammette mezzi meno severi.
La via nuova che ci si apre e cui questo libro ha solo in parte preparato colla critica spietata delle pene e coll'accresciuta importanza data ai mezzi preventivi, come a più saldo soccorso diretto contro il delitto, la via nuova è quella di creare istituzioni che ci permettano di utilizzare il delinquente a pari degli onesti con vantaggio di entrambi, tanto più che il delitto (e il reato anarchico ne sarebbe una più bella prova) spesso ci può rivelare ove maggiormente s'annida la piaga sociale, come si vede il colera colpire di preferenza i quartieri più poveri e più sudici della città, e quindi indicarci ove debbansi più convergere le nostre cure profilattiche.
Ed a ciò tanto più miriamo, allontanandoci dall'antica crudeltà repressiva, in quanto che mano a mano che modificandosi i tempi, le condizioni nostre sociali sempre più migliorano, il delitto stesso, se aumenta di numero scema di crudeltà, si spoglia sempre più della ferocia atavica e va assumendo le vesti certo meno ripugnanti e meno selvaggie del falso, della truffa e della bancarotta, contro cui la repressione cruenta è meno urgente e la coltura e l'accorgimento degli uomini sono maggiore salvaguardia. E quanto più i tempi avanzano, più le dure disuguaglianze sociali vanno attenuandosi; e come mano a mano i più urgenti bisogni umani si sono quasi inconscientemente, gradatamente riparati coi mezzi collettivi, come per l'illuminazione, l'istruzione, la viabilità, così si intravvede che si andrà riparando con rimedi collettivi, alle ingiustizie sociali, e riparando così radicalmente a una delle più forti cause del delitto occasionale, che è l'insufficienza del lavoro per la lotta dell'esistenza, mentre nello stesso tempo si previene un'altra causa potente di delitti che è l'eccesso stesso della ricchezza. Che se vi è un gruppo di rei nati pel male, sui quali, come sul bronzo si rifrangerebbe senza alcun vantaggio, anzi con danno, ogni cura sociale, noi pure, qui ammettendo la dolorosa necessità dell'eliminazione completa, sia pur colla morte, per la nostra difesa, vediamo però che anche qui queste tristi necessità, almeno pei meno gravi, pei criminaloidi, andranno sempre più diradando: e che più frequenti ci si offriranno i mezzi di adattamento alla vita, sia che la medicina ne modifichi e smussi gli angoli più acuti, sia che utilizzandoli per alcuni lavori più ripugnanti agli uomini normali e che più sono adatti agli istinti atavici, come p. es., la guerra agli omicidi, lo spionaggio poliziesco ai ricattatori, truffatori, la prostituzione alle oscene, l'estetica ai psicopatici sessuali, come le colonizzazioni in terre selvaggie e malariche in cui la vita è più esposta ai pericoli, e meno legata alle fisse dimore ai vagabondi, non solo la società ne permetta, e ne tolleri, ma fin ne provochi in certi limiti la connivenza, cavandone essa i maggior vantaggi.
È così che se la storia naturale (vedi Atlante, Tav. CII e Vol. I) ci ha dimostrato l'esistenza perfino nelle piante di organi appropriati ad uccidere implacabilmente gli animali per nutrirsene (piante carnivore), essa anche ci ha appreso, quasi come simbolo e ammaestramento della trasformazione suprema della carità umana i non rari cari di simbiosi di piante che per sè nocive, tuttavia unendosi ad altre, senza uccidere, anzi aiutando la loro, giovano alla propria esistenza. Così la ricchezza delle leguminose, specialmente del lupino in azoto, si deve a uno schizomiceto, al Rhizobium leguminosarum Frank, che si agglomera in un vero bitorzolo o tubercoletto nelle sue radici in enorme quantità (vedi Atlante, Tav. CII), penetrando dal terreno per i peli radicali nel loro interno, dove si moltiplicano finchè giungono nella regione corticale dalla radice, annidatisi nelle cellule del parenchima e trovandosi in condizioni atte, vi si moltiplicano enormemente, mentre le cellule che le ospitano, irritate, a lor volta si segmentano dando luogo a un tubercolo. Durante la formazione del seme i tubercoli si disfanno, una parte è utilizzata dalla pianta per le riserve del seme, un'altra nel terreno si sparge dando luogo a nuove e utilissime infezioni aumentando sempre più la ricchezza d'azoto del terreno[385]).
Analogo è il caso del commensalismo trovato dal Lunel, tra il pesce (Vedi Atlante, Tav. CII) scomberoide detto Caranx melampygus, e la Medusa Combessa, palmipes; il Caranx sta disteso orizzontalmente attraverso gli orifizi del suo portico sottogenitale per ciò deformato e allargato e deve quindi procedere orizzontalmente contro al suo abito, ma vi trova il suo conto, perchè la presenza della medusa, così nociva a chi la tocca, lo difende dai pesci grossi (Chronique scientifique, mai, 1896); e così il paguro, invece di divorare l'actinia, la lascia fissarsi sulla dimora di cui si è fornito, ed essa gli serve col colore brillante ad attirar le vittime e, a sua volta ha da lui casa e trasporto.
Forse il tempo si avvicina in cui anche nella civiltà umana, le piante carnivore andranno sempre più diradandosi, e moltiplicandosi invece quelle simbiotiche.
E se la scienza ora ci addita la fusione di due ordini di piante, inutili o dannose, i funghi e le alghe, dar luogo ad un terzo ordine utilissimo, come il lichene, il tempo si avvicina in cui la società troverà il modo di far vivere con una opportuna coltura simbiotica, il criminaloide in mezzo al florire della civiltà progredita, non solo sopportandolo, ma anche utilizzandolo a proprio vantaggio.
Ci bisognerà, perciò (e qui l'opera della nuova scienza antropologica sarà potente perchè può individualizzare l'assistenza), sorprendere le speciali tendenze che fino dalla pubertà e qualche volta anche prima, si manifestano fortissime, in costoro, per cercare di incanalarle e utilizzarle quando siano men antisociali. È notissimo come Nino Bixio, da ferocissimo rissatore, vagabondo e disertore (Guerzoni, Vita, 1880) divenne quell'uomo che tutti sanno, per quanto spesso impulsivo, quando fu diretto nella marina e nella guerra. E non sono pochi gli uomini che l'impresa di Garibaldi trasformò da vagabondi e feritori in eroi. Ho sentito ladri e assassini che avevano tentato le loro imprese per ottenere quanto bastasse per diventar comici, biciclisti o avvocati, protestarmi con uno di quegli accenti che non ammettono dubbio, che se avessero raggiunto quel loro ideale, sarebbero diventati celebri e avrebbero sfuggito sempre dal delitto. La convinzione che essi erano nel vero mi è rassodata dall'aver veduto più volte (vedi vol. I) nel mondo, dei delinquenti nati, posti in alte posizioni, sfogarsi, è vero, in modi crudeli, anche iniqui, ma non criminosi, nei loro capricci, nelle loro vendette, ma sopratutto sfogarsi nell'esercizio della stessa loro professione, diventando da antisociali che erano naturalmente, individui utili al consorzio umano, per quanto a loro modo e inegualmente. Così tutti conoscono nel popolo di R.... un celebre operatore che ha nel cranio e nel volto tutti i caratteri del delinquente nato, non esclusa un'esagerata eredità in ascesa e discesa di pazzia morale, ma che sfoga le sue crudeli energie in una chirurgia forse qualche volta arrischiata, ma sempre geniale.
I miei studii anteriori hanno mostrato[386] come essendo a base di epilessia il genio come la pazzia morale, questa non di raro vi si mescola rimanendone per ciò non solo non dannosa ma utile alla società come nei grandi creatori di conquiste, di rivoluzioni, per modo che le note criminali passano in seconda linea e non sono nemmeno avvertite dai contemporanei, anche quando esse erano tanto potenti come le geniali.
E chi ha letto la vita dei pionieri d'Australia e d'America ha capito che essi erano criminali nati, pirati e assassini, utilizzati dall'umanità nella conquista di nuovi mondi, e che sfogavano nelle tribù selvaggie quei bisogni d'azione, di lotta, di stragi e di novità che sarebbero divenuti un mostruoso pericolo nella madre patria.
E così bisogna anche approfittare poi della trasformazione, della metamorfosi contraddittoria, polarizzatrice che la pazzia epilettica acutizza, inducendo a volte dei criminali nati egoisti e crudeli all'eccesso dell'altruismo, alla santità la quale spinge a sua volta non solo l'individuo, ma le masse intere, a una virtù epidemica. Tale è il caso di Loiola, San Giovanni di Ciodad.
Non occorre il dire come in questi casi lo Stato invece di opporsi, dovrebbe favorire in mille modi il sorgere di questi nuovi soli, per quanto la loro origine sia fangosa, senza imitare quei ministri che ne spensero nel sangue e nelle carceri i rari esemplari, Lazzaretti, p. es., che aveva ed ha lasciato dietro a sè un'orma di virtù singolare.
Ma è a proposito del delitto per passione, e del delitto politico che la idea della simbiosi deve trionfare nelle proporzioni più grandi; sfogare in grandi opere altruistiche quella energia, quella passione del bene, del giusto e del nuovo che anima costoro, dovrebbe essere una delle mete di un grande popolo, il quale così utilizzerebbe quelle forze che potevano diventargli di danno, senza incorrere in alcun modo in quei pericoli che non possono mancare nei contatti coi delinquenti nati. Quel rigoglio, quell'eruzione di passione che animano il vero reo per passione, ed il vero delinquente politico sono immense energie che tutte possono utilizzarsi nel bene, e che sole forse possono trasformare le apatiche masse.
Le rivoluzionarie sono energie rivolte verso il nuovo, verso l'utile futuro: solo che l'esagerata precocità non le rende accettabili nè utili momentaneamente: quindi la pena, se pur vi si deve applicare, non solo dev'essere spoglia d'ogni infamia e d'ogni dolore, ma pure impedendo che l'opera loro si applichi prima del tempo, deve mirare che appena sia maturata, venga utilizzata e nell'intervallo non sia impedita dal gettarsi in quelle direzioni in cui possa riescire vantaggiosa.
Se la palla che colpì prima o il processo che colpì dopo Garibaldi ce l'avessero allora spento, quante opere magnanime non sarebbero state impedite! E chi sa se la morte non ce l'avesse infine troppo presto rapito, chi sa se non si sarebbe veduto avverare il suo sogno di trasformare le terre paludose d'Italia invece di gettarci a capofitto nelle sterili lande africane.
In una nazione aduggiata da un'onnipotente e triste burocrazia, la Russia, noi abbiam veduto l'energia dei settari perseguitati (e così nella terra libera d'America, i Mormoni) trasformare regioni quasi inabitabili in campagne straordinariamente ubertose, dove sorsero intere e popolose città.—Ecco la simbiosi.
Se a questo altissimo scopo divinato dal grande Salvatore che perdonando alla Maddalena pentita, sentenziava: Chi non ha peccato getti la prima pietra, e dal profeta che ci prometteva un'epoca in cui: «il lupo e l'agnello pastureranno insieme; e il leone mangierà lo strame come il bue; e queste bestie non faranno danno nè guasto» (Isaia, LXV, 25), e da quella santa dei nuovi tempi che dettava: «tutto conoscere è tutto perdonare»—Se a questa meta l'antropologia criminale potesse trarre gli uomini e trovare un Brockway, un Don Bosco, un Barnardo che la facessero conseguire, oh! certo le sarebbe perdonato quanto di troppo crudele ha dovuto suggerire per raggiungere il supremo suo scopo,—quello della sicurezza sociale.
APPENDICE
Sui progressi dell'Antropologia Criminale nel 1895-96.
Il succedersi di sempre nuove scoperte nei vari rami dell'antropologia criminale è così rapido e fortunato che mentre si stampavano i due primi volumi di quest'opera, se ne veniva accumulando un materiale nuovo ed abbondante che non poteva esser lasciato in non cale da una pubblicazione che aspira a darci l'ultime linee della nuova scienza.
In quest'Appendice sono riportati brevemente soltanto i dati più salienti.
Antropometria.
I. CRANIO E FACCIA.
1. Osso parietale.—Il dott. Coraini[387] ha trovato 4 nuovi casi—due in crani di scimmie ed uno in cranio di ladro—nei quali l'osso parietale era diviso incompletamente in due pezzi per mezzo di una sutura soprannumeraria verticale: il Coraini non concede però all'anomalia un significato atavico ma afferma trattarsi di neomorfismo, di una variazione che tende a fissarsi.
2. Osso lagrimale.—I prof. Bianchi e Marimò[388] ne studiarono le anomalie in 100 crani di normali, in 100 di pazzi e in 100 di delinquenti. Trovarono l'osso lagrimale sviluppato normalmente: nel 73% nei normali, nel 69% nei delinquenti, e nel 71% nei pazzi; le anomalie regressive dell'osso lagrimale, date cioè da un maggiore sviluppo delle parti costituenti trovarono: nel 9% nei normali, nel 9% nei delinquenti e nel 18% nei pazzi; la presenza della pars facialis dell'hamulus: nel 9% nei normali, 8% nei delinquenti e 6% nei pazzi; le anomalie progressive dell'osso lagrimale (rudimentalità) nel 7% nei normali, 13% nei delinquenti e 4% nei pazzi; l'assenza completa nel 2% nei normali, 1% nei delinquenti e 1% nei pazzi.
Nei delinquenti, dunque, si verifica un numero maggiore di anomalie progressive (rudimentalità dell'osso lagrimale), che nei normali e nei pazzi.
3. Sutura etmoido-lagrimale.—Il prof. Ottolenghi[389] in 68 crani di delinquenti e in 14 di epilettici constatò una frequenza assai maggiore che nei normali della brevità della sutura etmoido-lagrimale in confronto alla lunghezza dell'osso lagrimale, con queste proporzioni:
Indice o rapporto Cranii Cranii Cranii tra sutura etmoidale normali di alienati di delinquenti e la lunghezza dell'unguis % % % Da 100 a 70 39,78 9,09 5,5 Da 70 a 60 29,03 21,21 22 Da 60 a 20 37,52 69,79 71 Da 50 a 20 17,20 27,27 29
Egli considera questa anomalia come carattere degenerativo perchè la si trova nelle razze inferiori e perchè ricorda la separazione completa dell'osso lagrimale e dell'osso planum dell'etmoide che esiste nelle scimmie antropomorfe.
4. Divisione della lamina papiracea dall'etmoide.—Ottolenghi[390] ha trovata la divisione mediante sutura della lamina papiracea dell'etmoide (V. figura 5) in due parti (di cui l'anteriore ricorderebbe l'osso lagrimale posteriore dei mammiferi) nel 4,16% dei crani di delinquenti, nel 15% dei cretini, mentre non l'ha trovata che una sola volta (0,66%) nei normali.
[Illustrazione: Fig. 5.]
5. Sutura metopico-basilare.—Questa sutura congiunge talvolta i processi antisfenoidei del frontale, cioè quei processi ossei che si trovano nell'angolo tra il margine posteriore e l'interno della porzione orbitaria del frontale. Essa è normale nelle scimmie, rara nei rei, e fu trovata da Sperino e Bovero[391] in 18 su 675 crani con prevalenza tra i negri, i microcefali e le donne, ed associata a stenocrotafia: il che rende più strana la sua scarsità tra i criminali, i quali avrebbero in questa un nuovo segno di evoluzione più progredita dei normali, come nel più frequente metopismo (Mingazzini), nella maggior frequenza di ossa Wormiane (Lombroso, Vaniglia e Sitva) e nella minor frequenza del 3º molare (Carrara).
6. Ossa mascellari e Denti.—Il Talbot[392], in 477 criminali, dei quali 468 maschi e 9 femmine, 3 chinesi, 18 negri e i restanti bianchi di varie nazionalità ha trovato il 36% normali; nel 15,72% ha trovato un grande sviluppo dei mascellari (specialmente nei negri); nel 5% circa prognatismo o progeneismo, e in numero vario parecchie e meno importanti anomalie della volta palatina (a sella, a V, ecc.).
Di 150 prostitute 1'82,6% possedevano due e più anomalie gravi associate (deformità croniche, prognatismo, asimmetria, orecchio difettoso, ecc.), mentre in ricerche comparative tra le donne oneste, cotte, non ne ha trovate che il 2% e tra le contadine il 14%.
Il Talbot sostiene che tali irregolarità della faccia, dei denti e dei mascellari sono stigmate degenerative.
Le irregolarità della volta palatina sembrano pure aver un certo valore come segni di degenerazione.
Le deformità della faccia e delle mandibole esistevano nel 68% dei suoi clienti. In una sala da bigliardo su 128 persone, 72, cioè l'87% presentavano anomalie. Nella scuola di medicina e chirurgia dentaria i cui allievi vengono dalla campagna e da diversi punti degli Stati Uniti, la proporzione cade al 45%; mentre si eleva dal 55 al 65% in una riunione di persone abitanti esclusivamente le città.
Nei degenerati, nei criminali, negli alcoolisti, nelle prostitute e nei poveri tale proporzione si eleva all'85 e 95%.
Su un centinaio circa di casi di persone geniali, scrittori, professionisti ecc. trovò in 32 notevoli deformazioni della faccia e in moltissimi le anomalie della volta ed arcata palatina; in 1977 idioti trovò il 55,3% di normali per quanto riguarda i caratteri in esame, il 7,6% coi mascellari molto larghi, il 12% con prognatismo e progeneismo, ecc.; gii idioti in generale sono di statura più bassa e di peso minore della restante popolazione.
7.—In 41 casi di criminali esumati dal camposanto di Nisida, ove è un bagno penale, ed appartenenti al gabinetto antropologico del professore Penta, il prof. Maltese[393] ha trovato predominare l'asimmetria dell'ellisse alveolo-mascellare e il pianeggiamento della volta palatina, quale si trova nei mammiferi inferiori.
Vi ha ancora trovato certi solchi perpendicolari nella corona dei molari che vi formano ciò che egli chiama fasci del littore; i denti molari vi posseggono molteplici tubercoli, i quali sono invece in scarso numero negli uomini normali. Molti dei crani esaminati avevano pure oltre a prognatismo, zigomi larghi e robusti e mandibola assai voluminosa e con apofisi lemuriana, canini enormi e da veri antropoidi, cioè colla radice lunga e robusta: e in alcuni v'erano premolari a due radici biforcate, disposizione normale nel Gorilla, nell'Orang e nello Chimpanzè.
8. Terzo dente molare.—Il dott. Ascoli[394] in 170 criminali ha constatato una frequenza del terzo dente molare che è veramente enorme perchè in individui inferiori ai 30 anni, ha trovato soltanto l'8,8% di individui privi di ogni terzo molare: i denti che ha trovati così numerosi erano distribuiti in questo modo:
Delinquenti Numero Totale dei denti Numero medio di età dei casi del giudizio di denti del giudizio per ciascun individuo Superiore ai 30 anni 125 406 3,24 Tra i 30 e i 24 21 52 2,47 » 24 e i 19 20 49 2,45 Inferiore ai 19 4 8 2
In complesso 170 515 3,02
L'Ascoli considera perciò la maggior frequenza del terzo molare come un carattere degenerativo, più frequente, come tutti gli altri, nei criminali.
Invece i dottori Zuccarelli e Mauceri[395] in 271 crani appartenenti al Gabinetto-scuola di antropologia criminale «Giambattista della Porta» di Napoli, che divisero in tre gruppi: crani notevolmente anomali, con lievi anomalie e normali, ottennero percentuali le quali attestano che il terzo molare manca rispettivamente nel 53,84% dei crani del primo gruppo, nel 43,47% di quelli del secondo, e nel 36,97% di quelli del terzo, cioè quanto più un cranio è anomalo, tanto più spesso presenta difetto (totale o parziale) dei terzi molari e viceversa: i crani anomali esaminati si possono paragonare a quelli dei criminali: anzi lo erano molti tra essi.
9. Caratteri patologici ecc.—Su 44 crani di grassatori bolognesi il prof. Pellacani[396] trovò i seni frontali molto ampi in 22(50%), il pterion a K ed altre sue anomalie in 21 (48%); fessura orbitaria inferiore piccola, senza clava, a carattere pitecoide in 26 (59%); microcefalia frontale di alto grado (diam. Frontale minimo circa di mm. 90) in 18 (27%); largo osso epactale in 1; mandibola enorme in 3 (6%); fossetta occipitale mediana in 7 (15%); fronte sfuggente in 7 (15%); sutura metopica in 5 (11%); prognatismo grave in 7 (15%); processo frontale del temporale in 3 (6%); fossetta faringea in 5(11%).
Tra le anomalie patologiche trovò la plagiocefalia grave e wormiani abbondanti in 22 (50%); asimmetria omonima della faccia in 12 (27%); Wormiani epipterici in 14(31%); saldatura precoce delle suture in 2 (4,5%); in uno scafocefalia e in uno trigonocefalia.
In uno v'era sinostosi occipito-atlantoidea.
In uno di questi crani furono trovati i condili occipitali con duplice fossetta articolare, l'una anteriore verticale che si continua all'innanzi con la porzione basilare dell'occipite, l'altra posteriore orizzontale: forma che è normale nei ruminanti[397].
10.—In 49 crani di delinquenti, dei quali 35 di ladri, e gli altri o di feritori o di omicidi passionati, quasi tutti bolognesi, il dott. Coraini[398] trovò apofisi lemuriana in 20 (40,8%), plagiocefalia in 7 (14,2%), sutura metopica in 8 (16,3%), sutura parieto-frontale (pterion retourné) in 2 (4,8%), foro condiloideo doppio in 2(4,8%), fossa occipitale mediana in 5 (9,8%), terzo condilo in 5; canale o foro basilare in 10 (20,4%); fossetta faringea in 6 (12%): asimmetrie facciali in 9, ecc. D ai dati craniometrici, risultò la previdenza della brachicefalia e dell'ipereurigonia la quale ultima risponde alla frequenza in questi crani dell'apofisi lemuriana e di faccie grandi, quadrate o rettangolari.
11.—Il prof. C. Winkler[399] di Utrecht, ha misurato e confrontato 50 teste di assassini e 50 di normali (reclute) e sottoposte le misure al calcolo differenziale, ha concluso che i primi si distinguono per una microcefalia frontale ben manifesta, ed un ingrandimento assai accentuato di tutte le misure facciali, confermando la legge di Lombroso: «che il criminale è una varietà umana caratterizzata da una fronte piccola e da un viso grande».
Ricerche analoghe sono state estese da uno scolaro del Winkler, il dott. D. H. I. Berends[400], a 50 paranoici, 50 epilettici e 50 imbecilli e confrontate tra loro in grafiche assai dimostrative.
Quanto al diametro frontale minimo, gli epilettici e gli assassini si comportano analogamente, con prevalenza però delle fronti più piccole negli epilettici. E così anche nel diametro frontale massimo e nella linea oto-mentaria (distanza tra le due fosse ontitragali passante pel mento) in cui tanto gli assassini che gli epilettici hanno cifre maggiori degli altri tre gruppi; nella distanza bigoniaca gli assassini hanno, soli, cifre enormemente più alte degli altri gruppi.
La conferma che ha dato il calcolo a tali conclusioni si basa su questi principi: che quando un gruppo d'individui rappresenta un certo tipo, bisogna che in tutti una stessa dimensione si avvicini sempre ad un dato valore—la media del tipo—e che vi sia una legge comune che tenda a dare a tutti gli individui la stessa dimensione-tipo; altrimenti i valori di questa nei singoli individui e gli scarti dalla media sono puramente fortuiti e non rispondono ad alcuna teoria: per esempio, si può calcolare la media delle pagine di ciascun libro d'una biblioteca, ma questa media non risponde a nulla di reale.
Ora si può presumere che la media rappresenti un tipo se la distribuzione degli scarti è conforme ad una data formola esponenziale. E se si trovano per due serie di individui delle medie che differiscono sensibilmente tra loro, è probabile che gli individui delle due serie appartengano a due varietà.
Tale è il caso per parecchie delle misure prese dal Winkler nei criminali e nei normali, nelle quali le medie differiscono per modo da rendere probabile la esistenza di due tipi o varietà, quello degli uomini ordinari e quello dei criminali.
II. CERVELLO.
1.—Le anomalie più importanti riscontrate dal dott. Mondio[401] (Atlante, tav. C) in 9 cervelli di delinquenti, furono:
Comunicazione della branca anteriore della scissura di Silvio col solco prerolandico 11 volte su 18 emisferi (Fig. 1, 5, 6, 7, 8, 11, 12); ma questa disposizione è molto frequente anche nei normali;
La branca anteriore ridotta a un sol ramo in 4 emisferi (Fig. 2, 6, 10) (nei normali 1 su 160);
La branca posteriore della scissura di Silvio comunica colla rolandica in 8 casi (Fig. 3, 4, 6, 7, 8, 10), col solco postrolandico pure in 8 emisferi (Fig. 2, 6, 7, 8), e col solco temporale superiore 3 volte (Fig. 5);
La scissura del Rolando comunica colla prerolandica in 6 casi (Fig. 1, 2, 6, 8, 9, 11), e colla postrolandica pure in 6 casi (Fig. 1, 2, 4, 6, 8);
Circonvoluzione frontale superiore originantesi con 2 radici 11 volte (Fig. 1, 4, 5, 6, 8, 10, 12); raddoppiata in 3 casi (Fig. 1, 10, 12);
Circonvoluzione frontale media duplice in 2 casi (Fig. 11);
Circonvoluzione frontale inferiore spiccatamente duplice in 1 caso (Fig. 10), e con duplicità solo accennata 3 volte (Fig. 7, 8, 9);
In un emisfero (Fig. 10) si aveva spiccata duplicità della circonvoluzione frontale inferiore e della superiore, per modo da averne un tipo a 5 circonvoluzioni frontali longitudinali;
Interruzione in varii punti della frontale ascendente 9 volte: in 5 casi (Fig. 1, 3, 6, 8, 11) in corrispondenza delle radici della circonvoluzione frontale superiore; in 2 casi (Fig. 1, 2) in corrispondenza dell'unione del terzo medio col terzo inferiore: e con 3 interruzioni in 2 casi (Fig. 1, 6);
Interruzione della parietale ascendente in 6 casi (Fig. 1, 2, 4, 6, 8;
La scissura postrolandica comunicante colla interemisferica in 4 casi (Fig. 1, 4, 9), e col solco interparietale in tutti meno in tre (Fig. 1, 3, 4) casi; quest'ultimo fatto ricorda la disposizione che si incontra in tutti i primati inferiori;
Manca la prima piega di passaggio esterna in 4 casi (Fig. 1, 2, 7);
Manca la seconda piega di passaggio esterna in 5 casi (Fig. 2, 5, 9, 10);
Il solco temporale superiore comunicante colla scissura trasversa occipitale in 7 casi (Fig. 1, 2, 5, 6, 8, 12), col solco interparietale in 3 casi (Fig. 6, 8, 10), col postrolandico e contemporaneamente coll'interparietale in 5 casi (Fig. 3, 7, 9, 11);
Operculum occipitale in 2 casi (Fig. 2, 10);
Insula del Reil scoperta in 5 casi (Fig. 2);
Il peso dell'encefalo era nei 9 casi di grammi 1110, (1350)[402], 1255, (1170), (1160), 1030, 1346, 1215, 1200, quindi in generale inferiore al normale;
La direzione del solco di Rolando era (sempre?) perpendicolare al margine libero del mantello, e la media degli indici frontorolandici superiore e inferiore è, salvo in 4 emisferi, di parecchi centimetri inferiore alla normale.
2.—Il dott. Genod[403] descrive i cervelli di due assassini: Gonnachon, ladro-parricida e Harteld, grassatore-assassino; e sebbene egli non vi trovi alcuna particolarità degna di nota, il Mingazzini invece ha rilevato sulla figura nell'emisfero destro di Gonnachon un s. occipitalis transversus così esteso da somigliar ad un'»Affenspalte» e spostata all'indietro.
3. Cervello di Colli, brigante biellese[404].—Anche qui il lobo occipitale è piccolo. Cuneo ben limitato. Cervelletto, bulbo e peduncolo, peso gr. 185.
Emisfero destro: peso gr. 625.
Emisfero sinistro: peso gr. 611.
Emisf, destro.—La terza circonvoluzione frontale si continua con una circonvoluzione trasversale, incastrata tra la seconda e la terza, la quale si spinge indietro sino al solco prerolandico, in modo da formare nel complesso come una quarta circonvoluzione.
Il lobo parietale è meno sviluppato del sinistro, per lo meno d'un centimetro di lunghezza.
Il ramo posteriore della scissura silviana è molto corto; la porzione anteriore della piega curva si continua colla prima circonvoluzione temporale superiore.
La piega curva è interrotta nella sua porzione posteriore da un solco anormale profondo e verticale.
Emisf. sinistro.—Cuneo atrofico. Lobo parietale enormemente sviluppato, specialmente in lunghezza. Lobo occipitale atrofico.
La scissura interparietale, per mezzo d'un ramo discendente pressoché verticale, comunica col ramo posteriore della scissura silviana.
Il ramo esterno della scissura parieto-occipitale è assai lungo, e pare comunicare col solco interparietale, discendendo alla superficie esterna del cervello almeno per 6 centimetri: però in vicinanza di quello esso si rende superficialissimo per l'inframmettersi di un ponte.
Delle pieghe di passaggio tra il lobo parietale e l'occipitale esiste l'inferiore; invece la superiore è interrotta dallo scendere della scissura parieto-occipitale che la taglia.
4. Saldatura immediata dei talami ottici.—L'ha trovata il prof. Valenti[405] nel cervello di una prostituta (V. fig. 6), costituita dalla riunione delle superficie interne dei 2 talami nella loro parte centrale senza traccia di una _lamina commessurale. _Tale varietà sin qui non accennata da alcun autore rappresenta una disposizione normale in molti mammiferi inferiori all'uomo.
È notevole che la prostituta il cui cervello presentava quest'anomalia aveva un aspetto mascolino e non fu mai mestruata, nè ebbe figli: aveva i genitali esterni atrofici, le mammelle piccolissime e voce grossa.
Non presentava nessun disturbo nella visione e nei movimenti.
[Illustrazione: Fig. 6.]
All'esame istologico si constata che il tessuto di un talamo si continua senza demarcazione con il tessuto del talamo opposto: soltanto le sezioni corrispondenti al quarto posteriore della saldatura presentano nella linea d'unione una striscia più chiara costituita infatti esclusivamente da cellule della nevroglia come la trabecula cinerea, di cui rappresenta un vestigio. Nelle sezioni dei tre quarti anteriori della parte saldata dei talami in mezzo a molte cellule di nevroglia si trovano piccole cellule nervose fusiformi o poliedriche con molti prolungamenti e infine molti vasi: non vi è alcun fascio di fibre che attraversi la linea mediana per portarsi da un talamo all'altro.
Le circonvoluzioni e i solchi della superficie cerebrale erano molto semplici: di varietà v'era la divisione trasversale della circonvoluzione frontale ascendente di sinistra, dovuta al prolungarsi indietro la scissura frontale superiore; e l'anastomosi a destra tra la circonvoluzione frontale superiore o la frontale media attraverso alla parte mediana della scissura frontale superiore, disposizione scimmiesca.
I corni occipitali dei ventrìcoli laterali erano straordinariamente ridotti.
Il peso dell'intero encefalo era di soli gr. 1190: statura della donna m. 1,56; indice cefalico 79. Tutto ciò dimostra il deficiente sviluppo di questo cervello.
5. Anomalie istologiche del cervello dei criminali.—Il Roncoroni, servendosi del metodo di Nissl da lui modificato[406], col quale si ha un'immagine chiara delle cellule della corteccia, che spiccano in bleu su un fondo bianco o color di rosa, colle diramazioni principali dei prolungamenti protoplasmatici, potè riconoscere una anomalia istomorfologica nella disposizione degli strati cerebrali tanto negli epilettici congeniti come nei delinquenti nati.
Nei normali gli strati nella regione frontale (poichè nell'occipitale, specialmente in corrispondenza della scissura calcarina, la disposizione è diversa) sono così disposti (V. Atlante, tav. XXXII-XXXIII):
1º Strato molecolare; 2º Strato superficiale delle piccole cellule nervose, o strato granulare superficiale; 3º Strato delle piccole cellule piramidali; 4º Strato delle grandi cellule piramidali; 5º Strato profondo di piccole cellule nervose, o strato granulare profondo; 6º Strato delle cellule polimorfe. Il Meynert distingueva soltanto 5 strati; ma Roncoroni, per rendere più chiara la designazione delle parti, distingue il secondo strato di Meynert in due, corrispondenti al 2º e al 3º.
Certamente gli strati non sono nettamente delimitati, e in tutti esistono parecchie specie di cellule; ma in ciascuno di essi si trova un gran numero di particolari elementi nervosi, i quali, per la loro forma, gli danno una fisionomia speciale e permettono di porgli una denominazione particolare. Per granali non si deve intendere elementi speciali diversi dalle cellule nervose, ma soltanto cellule nervose molto piccole e molto abbondanti e stipate.
Nel neonato esiste la stessa disposizione fondamentale, ma le cellule nervose non hanno ancora il loro aspetto caratteristico, specialmente nello strato profondo dei granuli, che sembra ancora essere costituito quasi esclusivamente da nevroglia. Va anche notato che nel periodo fetale la sostanza bianca contiene numerose cellule nervose, si intende, non completamente sviluppate. Negli animali (macacus, cani, gatti, conigli, cavie, buoi, galline), lo strato superficiale manca spesso, e il profondo non esiste, salvo nella scimmia, dove è alquanto evidente.
Ora su 14 delinquenti nati lo strato granulare profondo manca in 6 ed è molto ridotto in 4; così su 26 epilettici manca in 7 ed è rudimentale in 14. Invece nei casi di epilessia acquisita, di delinquenza d'occasione, di pazzia, lo strato granulare profondo è normale. Il tipo delle cellule nei rei nati ed epilettici offre una preponderanza delle grandi cellule piramidali o polimorfe, mentre nel normale prevalgono le cellule piccole, triangolari, stellate. Anche è meno regolare il passaggio dalle piccole cellule superficiali (strato granulare superficiale) alle grandi cellule piramidali per mezzo di piccole cellule piramidali: si passa quasi bruscamente dalle piccole cellule superficiali alle grandi cellule piramidali. Il numero delle cellule nervose è spiccatamente inferiore al normale.—Mentre nella sostanza bianca del cervello dei normali, le cellule nervose sono scarsissime, o mancano, invece negli epilettici e nei rei nati sono molto più numerose, e in certi casi, con un ingrandimento di 200 D, se ne riscontrano 20-30 in ogni campo microscopico. Questo reperto è però meno frequente degli altri.
Probabilmente la disposizione morfologica abnorme descritta dal Roncoroni è l'espressione anatomica dell'alterazione ereditaria; essa rivela il disordine di sviluppo del sistema nervoso che conduce, a seconda che le cause morbose sono più o meno gravi, alla pazzia morale o all'epilessia.
III. ARTI E TRONCO.
1. Processo sopracondiloideo dell'omero.—Il Valenti[407] ne descrive tre casi i quali si trovavano in due criminali ed in una pazza, da un sol lato e nella loro forma più comune, cioè di un'apofisi schiacciata dell'avanti all'indietro, uncinata ed incurvata in basso.
Nei due criminali, prima della macerazione, il prof. Valenti ha potuto osservare anche la presenza del canale sopracondiloideo formato da un nastro fibroso teso dal processo su descritto all'epitroclea.
Tale anomalia del processo sopracondiloideo, che è molto rara, s'è presentata con notevole frequenza nei degenerati.
2. Anomalie nelle mani e nei piedi di criminali.—Il Penta[408] ha fatto nuove ricerche sulla frequenza e sul significato del piede prensile tra i criminali, ed ha inoltre trovato tra di essi rarissime anomalie: come la riduzione congenita delle dita dei piedi, un caso di micromelia, di macrodattilia, di polidattilia: più frequente era la sindattilia cioè nel 6% (nell'1,50% tra i normali).
In complesso si trovano anomalie delle estremità nel 15% dei delinquenti e calcolando anche anomalie più comuni, come il piede piatto ed il piede varo, il percento sarebbe quasi aumentato di altri 2/3.
3. Solchi palmari.—In questi solchi il dott. Carrara[409] ha trovato anomalie di numero e di forma che ha raggruppate sotto quattro tipi principali rappresentati nella tav. XXXIV dell''Atlante.
In essi i solchi palmari o sono costituiti da un unico solco trasverso interessante tutta la palma della mano e perfettamente orizzontale: o questo solco trasverso ed orizzontale si associa ad altri press'a poco normali; oppure vi sono bensì due solchi ma con direzione anch'essi orizzontale e rettilinea e paralleli tra loro e non interessanti tutta la palma della mano ma una parte sola di essa: o finalmente non vi si trovano che i solchi più profondi e marcati essendo spariti i più superficiali e tenui.
Queste forme anomale sono importanti perchè richiamano forme scimmiesche come il confronto delle figure della tavola dimostra chiaramente.
Ora su 212 normali non ve n'erano che 12 i quali possedessero solchi anomali (5,6%); invece su 1505 criminali ve n'erano 161 cioè il 10,6%: una analoga proporzione esiste tra gli alienati ed una anche maggiore fra gli idioti: in 5 su 17 esaminati.
4. Impronte digitali.—Il dott. D'Abundo[410] le ha potuto studiare in 140 criminali, assassini, recinsi a Nisida. Quanto alla simmetria dei disegni che il Galton trovò, almeno pel pollice nella proporzione del 90% tra i normali, il D'Abundo ha trovato asimmetrici i pollici nel 44,1%, gli indici nel 33,3%, i medi nel 14.1%, gli anulari nel 34,1%, i mignoli nel 14,1%. Reale importanza presentono le anomalie rinvenute nella proporzione del 10% in 11 assassini, in 2 grassatori ed in 1 stupratore, riguardanti il torus tactus digitalis in cui si notavano trasformazioni e disposizioni. Ma di più a tale percentuale del 10% di anomalie bisogna dare un valore maggiore per questo che mentre i singoli disegni esistono già formati definitivamente al 6º mese, si possono produrre dopo quell'epoca disturbi nella evoluzione del sistema nervoso che essi evidentemente non possono più riflettere: cosicchè si possono avere delinquenti per disturbi del sistema nervoso, accaduti successivamente, con segni digitali normali.
5. Piede piatto.—Di 150 rinchiusi nel Riformatorio di Elmira nel 1898[411], 5 avevano il piede piatto congenito (3,33%); nel 1895[412] il 58,42% avevano i piedi normali, il 18,71% avevano la volta del piede bassa e il 22,87% avevano il piede congenitamente piatto.
6. Varietà dell'atlante.—Il Tenchini[413] ha descritto recentemente una anomalia del tutto nuova ch'egli ha trovato nel cadavere di un ladro novarese. Trattasi di un processo articolare dell'atlante, che finisce per mettersi in rapporto di contiguità coll'osso occipitale si da formarsi un'articolazione soprannumeraria distinta ed indipendente.
Nella colonna vertebrale cui appartiene questa vertebra vi è un'altra anomalia numerica dei suoi componenti perchè essa risulta di 25 segmenti presacrali con eccesso nella regione toracica (7 c. +13 t. + 5 l.).
Tenchini rinvenne, nell'atlante, in 16 scheletri di criminali quasi tutte le anomalie principali segnalate finora dagli anatomici.
Così in un caso di un individuo vagabondo, di pessimi costumi e violento v'era la completa saldatura data vertebra atlante coll'osso occipitale (giù trovata dal Lombroso in 2 casi su 50), essendone rimasta disgiunta la sola metà des. dell'arco posteriore. Per di più la stessa vertebra appariva incompletamente sviluppata sulla linea mediana, onde, al posto del tubercolo posteriore, vedevasi un'interruzione completa per il tratto di quasi mezzo centimetro. Vi era anche un'anomalia numerica vertebrale rarissima per eccesso di una vertebra cervicale.
In tutti i casi meno uno le superficie delle cavità glenoidee degli atlanti accennavano più o meno profondamente a duplicità e il loro grande diametro era sempre maggiore della media dei normali.
Nella faccia interna delle masse laterali trovò sempre bene sviluppato il tubercolo d'inserzione del legamento trasverso, dietro cui mancò solo due volte (a sinistra) la fossetta vascolare.
In 3 individui, uno omicida ed uno ladro, a destra, ed in un complice d'omicidio, a sinistra (18%), trovò un ponte osseo (rappresentato normalmente da un semplice nastrino fibroso) steso tra l'estremità posteriore della massa laterale e l'arco posteriore dell'atlante, sì da convertire in un vero canale la incavatura più o meno profonda, che accoglie l'arteria vertebrale: in molti altri atlanti vi erano poi degli accenni a questo anomalia sotto forma di piccole apofisi puntute staccantisi dalla massa laterale e dall'arco posteriore.
Un'analoga anomalia fu trovato in un grassatore, cioè una laminetta ossea completa e robusta che si stende dal margine esterno della cavità glenoidea alla metà posteriore dell'apice dell'apofisi trasversa, anomalia di cui p. es. il Poirier non riscontrò che 2 casi sopra 500 normali: anch'essa delimita un canale attraverso cui passava l'arteria vertebrale.
Trovò ancora quasi costante la incisura vascolare dietro l'apofisi trosversa, tra questa e l'arco posteriore, talvolta bilaterale e convertita in foro. In un caso v'era una piccola varietà affatto nuova, cioè due canalucci che s'aprivano sul semicontorno anteriore del foro retro-trasversario di destra, in corrispondenza del punto in cui la radice posteriore dell'apofisi trasversa si stacca dalla massa laterale: questi canalucci penetravano nella massa laterale e sboccavano con un'apertura comune sotto la radice dell'arco posteriore.
In quattro casi trovò bifidità dell'apofisi trasversa, bilaterale, e finalmente in un caso, a sinistra, la interruzione completa della radice anteriore della stessa apofisi trasversa.
IV. RUGHE.
Studiando le varie specie di rughe facciali in 362 pazzi, il dott. Cognetti[414] le ha trovate in essi, salvo nei paralitici, più frequenti che nei normali (2,31) cioè nell'11-13%: nei cretini, idioti, imbecilli e mattoidi le ha trovate nel 9,58%: negli epilettici le ha ritrovate nel 9,26%. Invece nelle donne epilettiche le ha trovate nel 9,88, cioè in una proporzione inferiore alle donne normali che le possiedono nel 10,52. E negli epilettici esse erano rettilinee, complete, superficiali; e molto frequenti le rughe orbite-nasali. Come nei normali, negli epilettici si è avuto una media più rilevante di rughe nelle persone scevre da segni di degenerazione: anche le donne epilettiche hanno presentato questo fatto—al contrario di quello che si trova nelle donne normali.
V. TATUAGGIO.
1.—Il Leppmann[415] ha esaminato 200 criminali tedeschi trovando una frequenza di tatuati dal 35 al 40%.
Il membro virile era tatuato in un sol caso in un imputato di tentativo di stupro. Il curioso è che mentre egli nega che il tatuaggio sia proprio dei criminali in altri 6 casi che descrive 4 erano sicuramente criminali, 1 pazzo ed 1 col tipo criminale.
2.—Tra i giovani dai 16 ai 30 anni accolti nel Riformatorio d'Elmira[416], di cui alcuni sono veri criminali, il tatuaggio è abbastanza comune, e vi sono spesso ripetuti certi emblemi: iniziati, donne nude e danzanti, àncore, cuori trafitti e organi genitali. Vi predomina il carattere simbolico: o delle loro occupazioni, come un cavallo, una frusta o un ferro da cavallo; o dei loro sentimenti, come una coppia abbracciata con sopra scritto «amore» o due cuori trafitti, sormontati dalla stella della speranza, o la fedeltà indicata da due mani intrecciate sopra un cuore. I tatuaggi osceni o rappresentano semplicemente le loro vivaci passioni sessuali, o ricordano un accoppiamento, ecc.
La maggior parte dei tatuati provengono dalle città o dai grossi paesi; in alcuni fanciulli, specialmente di quelli che han fatto la vita sulle strade, si trovano dei segni particolari tra il pollice e l'indice, in numero vario da 2 a 8 o 9, irregolarmente disposti o in ordine circolare, triangolare, stellato, ecc., che sono evidentemente mezzi di riconoscimento nelle bande.
Nel Rendiconto del 1895[417] è precisato che il tatuaggio vi si trovò nel 34,21%.
3. Tatuaggio Etnico.—I dottori Ottolenghi e Rossi[418] hanno descritta una sorta di tatuaggio etnico, cioè la riproduzione nel tatuaggio degli stemmi delle varie contrade di Siena: essi l'hanno trovato in 12 individui (9 dei quali criminali): ciascuno di essi naturalmente presenta lo stemma della contrada cui appartiene. Cosicchè questo segno, oltre a confermare il significato psicologico del tatuaggio e la sua diffusione tra i criminali, serve anche praticamente nella determinazione della identità.
4. _Lo sfregio tra i camorristi.—_Ancora il De Blasio[419] nei suoi interessanti studi sulla camorra ci narra che lo sfregio secondo il modo come viene eseguito dicesi (V. fig. 7) a scippo se fatto con pezzi di vetro, a sbarzo con rasoi dentellati (sgranati), e a cacafaccia cacciando in faccia alla donna dello sterco umano.
Lo sfregio a scippo si effettua dal camorrista non appena si accorge che la ragazza non vuol corrispondere al suo amore, ed in questo caso 'ntaccata 'e 'mpigna può considerarsi come l'anello matrimoniale, poichè non appena la fanciulla viene deturpata, subito fra la famiglia dello sfregiatore e della sfregiata si agghiusta o' 'nteresse e si cumbina 'o matrimonio.
Lo sfregio si pratica anche contro le donne infedeli o semplicemente sospettate tali. Talvolta non ha altro scopo che quello di contrassegnare la donna del proprio cuore, perchè qualche Don Giovanni di piazza, riconoscendola per la bella del camorrista, smetta qualsiasi velleità di corteggiarla. E, strano pervertimento morale, le donne subiscono lo sfregio con orgoglio, come una prova sicura del forte amore di cui sono l'oggetto, mostrandosi (fenomeno unico in donne volgari) più curanti dell'onore di appartenere ad un camorrista che della propria bellezza.
VI. NECROSCOPIE DI CRIMINALI.
1.—Alla necroscopia di un contadino sardo di 56 anni condannato per tentata rapina il dott. Pitzorno[420] ha trovato la capacità cranica assai piccola (cc. 1230), mentre la statura dell'individuo era di m. 1,72, e la semiscopertura del sacro.
Vi erano poi alcuni muscoli soprannumerari nell'avambraccio sinistro e pure a sinistra mancava il plantar gracile, entrambi caratteri di evoluzione progredita. Vi esisteva invece un muscolo accessorio dello sternocleidomastoideo destro che s'inseriva alla prima costola come accade normalmente negli animali inferiori, lucertole ecc.
Vi era ancora un'anomalia delle radici della vena porta e delle vene polmonari in relazione colla presenza di un lobo soprannumerario nel polmone sinistro.
Nel cervello oltre all'andamento anomalo di alcune circonvoluzioni e scissure dei lobi frontale e parietale, la scissura prerolandica comunicava colla silviana e si approfondiva assai la prima piega di passaggio a sinistra. Finalmente vi persisteva la glandola timo.
2. Anomalie degli organi interni dei degenerati.—Secondo ricerche del dott. Motti[421] più del 90% dei degenerati presentano anomalie degli organi interni (torace ed addome). Tra esse si nota specialmente: l'emisfero cerebrale destro più sviluppato del sinistro; la punta bifida del cuore come nei Sirenidi; il forame ovale semiaperto; la diminuzione della circonferenza aortica e l'atrofia del cuore; la presenza del lobo impari (azigos inferiore) nel polmone; diminuito volume e peso del fegato; incisure, solchi accessori nel fegato; reni polilobati; milze accessorie; asimmetrie degli organi pari.
VII. SECONDA CENTURIA DI CRIMINALI.
Nella seconda centuria dei criminali[422] studiati nel Corso di Antropologia Criminale del prof. Lombroso, con una forte quota di omicidi e feritori, 37 erano tra i 21 e i 30 anni d'età; il peso e la statura risultarono in media inferiori a quelli degli individui normali (delinquenti kg. 63,6, m. 1,65; normali kg. 65,5, m. 1,66). La grande apertura delle braccia superava la statura nell'86,6%. La circonferenza orizzontale era di mm. 545, assai inferiore alla media dei normali, 555.
La curva longitudinale media, la trasversale erano alquanto minori della media: la maggior parte degli esaminati (piemontesi) erano subbrachicefali o brachicefali veri, 1 trococefalo. La capacità cranica media presunta era di c. c. 1534: quella dei normali è di c. c. 1573.
Su 19 casi la semicirconferenza anteriore superò la posteriore in 7, ne era superata in 10.
Tra le anomalie furono trovate nella seconda centuria la platicefalia in 7, la plagiocefalia in 13, l'oxicefalia in 3, i seni frontali enormi in 18, il metopismo in 2, la microcefalia frontale in 2, le arcate sopracigliari sporgenti in 4, la stenocrotafia in 2, il prognatismo in 10, la mandibola grande in 27, l'appendice lemuriana in 6, strabismo in 11, denti canini sviluppatissimi in 4, diastema dentario in 4, orecchie ad ansa in 29, lobulo del Darwin in 7, lobulo sessile in 16, barba mancante o scarsa in 34 maggiorenni. Tatuaggio non esisteva che in 12.
La sensibilità tattile era in media di mm. 3,26 a destra, di mm. 3,45 a sinistra e di mm. 2,52 alla lingua.
La sensibilità generale, misurata colla slitta Du Bois-Reymond, diede in media 49,2 a destra; 50,6 a sinistra e la dolorifica 23,2 a destra e 24,3 a sinistra.
In 18 esistevano anomalie della sensibilità topografica; 22 possedevano sensibilità meteorica, 13 la magnetica: la sensibilità visiva era debole in 9, in 6 v'erano discromatopsie, in 11 era ottusa la sensibilità olfattiva e pure in 11 la gustativa: 23 presentavano traumi al capo e 19 in altre parti del corpo.
In 6 v'era un'agilità scimmiesca, in 39 anomalie di motilità (tremori, atassia, ecc.); in 25 v'erano disordini della parola ed in 10 della scrittura.
Su 35 nei quali si esplorarono i riflessi tendinei, erano vivaci in 29: la reazione vasomotoria provata col nitrito d'amile in 17 era rapida in 8.
La dinamometria diede in media 40,9 a destra, 40,2 a sinistra, 55,1 in ambe le mani. V'era mancinismo nel 27%.
Quanto all'eredità per 80 esistevano anomalie e degenerazioni sia nei genitori che in ascendenti, collaterali e discendenti: in 22 il padre era alcoolista e in 8 la madre; in 7 il padre era criminale, in 6 il padre era pazzo e pure in 6 la madre prostituta. In 6 famiglie fa notata una grande fecondità seguita da mortalità precoce nei figli.
18 soffrivano di cefalee, 14 di delirio e pure 18 di altre malattie nervose; 13 erano pazzi, 7 frenastenici, 5 pazzi morali, 7 isterici (di cui 6 donne) 14 epilettici e 17 epilettoidi.
La precocità del delitto (prima dei 20 anni) apparve in 47 soltanto: 5 si diedero al delitto dopo i 30 anni; 12 si masturbarono prima dei 10 anni; solo 4 si diedero a donne dopo i 20 anni.
VIII. NUOVI STRUMENTI DI ANTROPOMETRIA.
1. Un craniocefalometrografo.—Il prof. Corrado[423] ha modificato il cefalometro ben noto di Anthelme dandogli un punto d'appoggio più stabile e in modo da poter con esso riprodurre graficamente tutte le varie curve del cranio e della testa sul vivente, rilevare il profilo della faccia e misurare gli angoli auricolari e l'angolo facciale.
2. Indicecraniografo.—Il dott. Belloni[424] ha fatto costruire un istrumento col quale misurando due diametri del cranio si ha tosto segnato il rapporto tra essi—espresso in centesimi e millesimi—cioè l'indice: e lo ha perciò chiamato indicecraniografo; è una associazione di varii quadranti che scorrono gli uni sugli altri e i quali, mentre si misura, p. es., il diametro antero-posteriore ed il trasverso, segnano senza altro nel punto del loro incrocio su una curva costruita con molta ingegnosità, il rapporto di questi, cioè l'indice.
3. Algometro.—È uno strumento inventato dal dott. Belloni[425] il quale consta essenzialmente di un quadrante di lastra metallica formato a settore di circolo che porta fissato in basso un'asticina terminata a punta: essa è inguainato in una specie di fodero il quale è spostabile verso l'alto per un tratto di circa 4 mm.: ora questi spostamenti determinati dall'approfondirsi la punta nei tessuti, vengono misurati e rivelati da un indice graduato e danno così facilmente la misura del tratto di punta che si è approfondito nel tessuto per provocarvi dolore.
4. Faradireometro.—Roncoroni e Albertotti[426] misurano col faradireometro in centesimi di Volt la forza elettromotrice d'una corrente faradica sviluppato da un comune rocchetto Du Bois-Reymond. Esso consta di due parti: il Voltmetro e il Trasformatore della corrente; il Roncoroni modificò l'apparecchio introducendovi un interruttore costante.
Biologia.
I. SENSIBILITÀ.
1.—Usando questo faradireometro Roncoroni e Albertotti (l. c.) trovarono che le sensibilità, in centesimi di Volt, sono in media:
generale dolorifica nei normali colti (16) 3,12 46 » del popolo (12) 7,91 46 nei pazzi (66) 11,9 52,8 negli epilettici e pazzi morali (10) 33,5 59,2
Tutti gli epilettici avevano la sensibilità generale ottusa; per la sensibilità dolorifica non sono rari i casi di sensibilità ottusa anche nei normali (8 su 28), ma essi sono assai più frequenti nei pazzi (24 su 66) e specialmente negli epilettici (6 su 10). Il mancinismo e l'ambidestrismo sensorii sono un po' più frequenti nei pazzi (48 su 66) che nei normali (11 su 28); sono pur frequenti assai negli epilettici e pazzi morali (8 su 10).
2. La sensibilità e l'età.—Sperimentando col faradireometro Edelmann il prof. Ottolenghi[427] ha trovato che la sensibilità generale o abbastanza sviluppata nei ragazzi dai 9 ai 14 anni con prevalenza della sensibilità, media (15-20 cent. di Volt) e in alcuni gruppi anche della sensibilità fine (10-15 cent. di Volt). Essa si va poi facendo sempre più fine col crescere dell'età, e progredisce sempre dalla gioventù alla virilità; e mentre negli studenti vi è ancora una sensibilità mediocre nell'8%, invece nei professionisti essa non si trova più che nel 2%. Finalmente nei vecchi dai 65 anni in su si ha una sensibilità ottusa in enorme prevalenza: nel 75%.
La sensibilità dolorifica è deficientissima nelle prime età (dai 9 ai 14 anni) essendo ottusa (cioè maggiore di 90 cent. di Volt) nel 68-70%; invece tra gli studenti universitari quell'ottusità non si trova che nel 17% e tra i professionisti nel 7%: cioè anche la sensibilità dolorifica va perfezionandosi coll'età, dalla gioventù alla virilità.
Quanto ai vecchi mentre individui dai 40 ai 65 anni presentano ottusità sensoriale maggiore di 90 cent. di Volt nel 65%, invece negli individui oltre i 65 anni essa non si presenta più che nel 45%: cioè nella vecchiaia la sensibilità dolorifica si fa più delicata, vale a dire vien meno la resistenza al dolore.
II. ERGOGRAFIA.
Roncoroni e Diettrich[428] trovarono in 4 epilettici 2 volte mancinismo, in un caso tanto al mattino che alla sera, nell'altro solo alla sera. Il mancinismo si manifesta più frequentemente nelle ore pomeridiane che nelle antimeridiane. Ciò è legato probabilmente all'esaurimento nervoso o muscolare che si produce durante il giorno negli alienati, e che si manifesta pure colla minor forza muscolare notata in essi nelle ore pomeridiane. Questo mancinismo rivelato dall'ergografia spesso non si manifesta col dinamometro, così che l'ergografo è anche a questo riguardo uno strumento assai più prezioso di esso.
Dopo gli accessi epilettici si produce una profonda modificazione nel tipo dei tracciati: gli epilettici perdono, dopo l'accesso, l'educazione ergografica, ossia la coordinazione dei movimenti (da loro lentamente appresa nelle prime esperienze), che è necessaria per ottenere una buona curva ergografica. Poi un certo tempo dopo l'accesso (tempo variabile a seconda della violenza dell'accesso e a seconda degli individui), colla reintegrazione delle condizioni psichiche la curva della fatica ridiviene quale era nei periodi normali (intervallari), e allora si nota una diminuzione della forza muscolare dovuta alla stanchezza prodotta dall'accesso.
III. SONNO E SOGNI DEI CRIMINALI.
Il dott. De Sanctis[429] ha da sue ricerche concluso che i delinquenti nelle notti successive al delitto e negli anni di espiazione dormono bene, purchè naturalmente non siano disturbati da cause estrinseche; e il loro sonno è simile a quello dei vecchi epilettici, convulsionari o degli imbecilli. Essi sognano poco, specialmente i grandi delinquenti; ed i loro sogni sono in generale privi di colorito emozionale o vi compaiono soltanto le emozioni erotiche, le mistiche, le espansivo-reattive. La scena del delitto non si riprodusse che in 22 su 93 delinquenti sognatori e soltanto in 11 tale riproduzione fu accompagnata da un movimento emozionale notevole.
Psicologia.
I. GIUOCHI DEI CRIMINALI.
Il dott. Carrara[430] ha descritto i tristi giuochi dei criminali rinchiusi nelle case di correzione. Essi usano p. es. nel giuoco della patta di far passare la testa, evitando di esserne colpiti, tra due punte che un compagno muove orizzontalmente l'una contro l'altra tenendo le braccia tese all'innanzi; oppure ponendo la palma della mano su di un tavolo colle dita divaricate tentano di infiggere una punta con colpi rapidi e violenti negli spazi interdigitali; oppure uno dei compagni percuote con i pugni chiusi sui pugni di un altro armati di una punta e si giuoca a chi resiste di più o l'uno ai colpi o l'altro alle punture; o, nel giucco della ruota mentre 20 o 30 giovani corrono uno dietro l'altro in circolo si sforzano di evitare, con varie ed opportune mosse, i colpi che un compagno procura invece di dar loro con un pesante bastone. Anche nella riproduzione dei giuochi infantili come nella «mosca cieca» o nel giuoco «del topo e del gatto» e della «cavallina» essi tentano di colpirsi gravemente, di farsi veramente del male, anche con penitenze dolorose. In una parodia di giudizio a cui sottopongono i nuovi entrati la sentenza di condanna consiste nello strappare con violenza un tappeto su cui sta ritto il giudicabile in modo da farlo cadere sconciamente in terra.
Tutti questi ed altri molti giuochi dimostrano anzitutto l'analgesia dei criminali per cui praticano a scopo di divertimento atti che ai normali riuscirebbero dolorosissimi: come l'ubriacone per impressionare il proprio gusto indurito dall'alcool ha bisogno di uno stimolo sempre più forte.
Di più, come i selvaggi e gli animali ripetono nei giuochi le pratiche bellicose e caratteristiche della loro vita, così i criminali scelgono per trarne piacere queste forme crudeli e feroci le quali rispondono alle loro speciali tendenze.
II. CLUB DI DELINQUENTI.
Ve ne erano a Chicago ed a Cincinnati[431], di fanciulli, di adulti e di vecchi, i quali vi passavano il tempo fumando, leggendo e narrando storie, ma più che tutto organizzando le loro imprese criminali, battendosi tra club rivali ed esercitandosi a queste lotte, a una certa strategia, ecc. Anche le donne vi pigliavano parte, trattate bene ed occupate nell'adornare le caverne che servivano di sede al club.
Di simili club con una certa organizzazione, con presidenti e con norme disciplinari, se ne improvvisano dai criminali dovunque si trovino aggrappati, in carcere, e persino in una stazione attendendo il treno.
III. GEROGLIFICI.
Usanze camorristiche. I geroglifici criminali.—Per le loro corrispondenze clandestine, specialmente quando sono in carcere, i camorristi si servono di geroglifici (V. fig. 8) che ci ha rivelato il De Blasio[432].
[Illustrazione: Fig. 8.]
La corona allude al Presidente del tribunale, e forse al suo tocco, la vipera indica il P. M., perchè, diceva un contajuolo, il pubblico accusatore «nei dibattimenti scarica non poco veleno contro ai figli dell'umirtà.»
Il cifrario è conservato da ciascun contajuolo e viene modificato dal solo capo società, il quale cura anche di farne conoscere le currezioni a quelli che si trovano sotto chiave.
Grandi criminali moderni.
1.—L'americano Holmes[433] utilizzava i più fini trovati della chimica odierna nei suoi assassini con esalazioni di acidi corrosivi, con acido prussico, ecc., combinandoli nella maniera più ingegnosa con truffe e con incendi per riscuotere i premi delle assicurazioni sulla vita che le sue vittime avevano per sua istigazione contratto.
In questa maniera aveva ucciso più di 13 persone distruggendone o facendone poi sparire i cadaveri: confessò più tardi questi reati, anzi ne esagerava il numero a 27 per farsi passare per pazzo morale. Egli però mentre presentava scarsi caratteri degenerativi: platicefalia, esagerata dolicocefalia, pelo bruno, sopraciglia marcate (caratteri non del tipo anglo-sassone, ma piuttosto di tipi meridionali e semiti), voce sottile, colorito pallido, labbra sottili, aveva caratteri inversi a quelli del criminale nato come ricchezza di barba, buona conformazione di denti, scarse rughe ecc.
Egli ne presentava invece i caratteri psicologici come la mancanza di rimorso, la insensibilità, il cinismo, la lascivia esagerata e infine l'esagerazione delle creazioni e delle combinazioni criminali: come la costruzione di un castello appositamente pei suoi delitti, simulazione d'esplosione ecc. Questa mancanza di corrispondenza tra il tipo fisico e lo psichico dipende anzitutto dal fatto che egli è un criminale veramente di genio e come tale non presenta il tipo: poi dalla natura stessa del reato, che fu commesso non con diretta e brutale violenza ma con truffa, falso e veleno e non essendo quindi propriamente atavico non s'associa con caratteri fisici atavici. Egli rappresenta invece la modernità nella criminalità come Desrues, Luciani, Deeming che anch'essi non avevano il tipo.
2.—Ablay Maria Teresa, maritata Joniaux[434], autrice di tre omicidi commessi ad Anversa negli anni 1892-93-94, per mezzo del veleno, su di una sua sorella, un suo zio e un suo fratello, per esigere i premi d'assicurazione sulla vita che s'era fatto prima destinare in suo favore dalle vittime, che a tal fine ella attirava a vivere con lei: ella stessa ne pagava il tasso annuo.
La Joniaux ha fisionomia virile, seni frontali assai sviluppati, leggero grado di prognatismo, mandibola grande, quadrata, labbra sottili, occhi grigi-acciaio, il colorito pallido. Bugiarda, senza senso morale, ella dormì nel letto ove era morto, un giorno prima, lo zio, da lei avvelenato: manifestò molta presenza di spirito nell'interrogatorio.
3. Francesco Schneider, assassino di ragazze. Lo Schneider[435] di 40 anni, figlio di ladri e ladro egli stesso, incominciò a 25 anni ad uccidere una serva dopo averla violata e derubata: e ripetè su quattro o cinque vittime, per quanto se ne seppe, lo stesso misfatto, aiutato dalla moglie. Fu condannato a morte. Egli è il vero tipo del criminale nato, colla fisonomia assai pronunciata e rozza, pieno di vanità fino a parlar di se stesso in terza persona, chiamandosi «lo Schneider», ozioso sin dalla giovinezza, così vile da esser disposto a vendere la moglie, senza pietà, menzognero; illetterato probabilmente per pigrizia, non era però privo d'intelligenza.
Egli fu spinto allo stupro ed all'uccisione delle donne da ciò che il Benedikt chiamò atletismo sessuale.
La moglie pare che fosse corrotta da lui: infatti in principio si rifiutò di dirgli il nome del suo amante per evitare ricatti e d'indicargli il luogo ove si trovava la cassa forte nella casa ove serviva e tentò, dopo scoperta, di suicidarsi.
All'autopsia Hoffmann trovò nella pia meninge alla regione parietale, piccole chiazze lenticolari, leggermente opache. Peso del cervello totale gr. 1,390, dei 2 soli emisferi gr. 1230 (615—615). Le 2 vertebrali e le carotidi erano meno sviluppate che l'art. basilare e le 2 silviane: invece le due comunicanti erano più grandi dell'ordinario.
Nel cervello, v'era di notevole che nell'emisfero sinistro la scissura interparietale comunicava colla scissura postrolandica e confluiva quasi colla scissura centrale. Così la scissura di Leuret si presentava qui in un modo come non è mai stata osservata in nessun altro cervello umano.
Il cranio aveva una capacità di 1600 c. c.: le suture erano saldate, con un gran wormiano nella sutura lambdoidea: il cranio è asimmetrico con maggior sviluppo della fossa occipitale a sinistro, e del resto del cranio a destra—inversamente al normale.
La fronte è leggermente cuneiforme. Indice cefalico 80,2.
4.—Del criminale Giuliani Celestino, si fece ora un secondo esame[436] dodici anni dopo il primo[437] riportato nel testo dell'Uomo delinquente, vol. II, pag. 117, e riuscì interessante constatare lo sviluppo di tutto l'organismo come risulta dal seguente confronto:
1884 1896 Statura m. 1.51 1.56 Grande apertura » — 1.59 Peso del corpo ch. 40.500 53 Diametro antero-posteriore mm. 179 189 » trasverso » 142 150 Indice cefalico » 77 79.4 Circonferenza » 530 539 Curva antero-posteriore » 335 338 » bisauricolare » 300 305 Capacità cranica presunta cc. 1486 1521
Maggiore robustezza notasi ora nelle arcate orbitarie e negli zigomi. Nuovo tatuaggio ha aggiunto a quelli prima esistenti: una croce sulla faccia dorsale della mano sinistra, nello spazio fra 1º e 2º metacarpo.
1884 1896 Sensibilità generale D. 72 S. 90 D. 52 S. 50 » dolorifica » 0 » 40 » 10 » 14 » tattile » 4 » 2 » 3 » 3 Dinamometria » 72 » 18 » 21 » 21 E insieme è cresciuto anche nel mal fare, avendo passato tutto questo tempo o in carcere o sotto sorveglianza per molteplici furti e ferimenti che egli conta in maniera scherzevole con motti di spirito: ha avuto accessi epilettici, 2 di epilessia psichica, in uno dei quali buttò la sorella dal balcone, e di cui non ha memoria. Dice di non poter star fermo e di non amare che mangiare, bere e divertirsi e di odiare il lavoro.
Eredità ed Atavismo.
CRIMINALITÀ NEI FANCIULLI E NEI SELVAGGI.
[lk:geneal:]1.—Il dott. Rinieri De Rocchi[438] potè costruire l'albero genealogico di una famiglia d'agricoltori toscani. Il capo stipite della famiglia (tre generazioni precedenti l'attuale) era un truffatore: dei suoi 5 figli il 3º era epilettico, mancino e di straordinaria forza muscolare: in due nipoti ex fratre, in un nipote figlio della sorella, e in un figlio di un suo nipote vi è pure epilessia: e forse le tendenze criminose del vecchio stipite truffatore non vi sono estranee. Vi è inoltre rachitismo ed un'enorme impulsività psichica e facilità alle risse ed ai ferimenti.
2. Degenerazione psichica, criminalità e mortalità da alcoolismo[439].—Da padre alcoolista, gottoso ed ottuso di mente e da madre pure alcoolista e sofferente di calcoli vescicali, nacquero 7 figli: due figlie ebeti, un'altra pazza, degente in manicomio, una quarta maritata, dapprima meno imbecille ma ora con fisonomia semi-imbecille e un fanciullo infermiccio e malsano; un fratello alcoolista, gottoso; un altro fratello semi-imbecille operato già da fanciullo di calcolo vescicale; finalmente uno, squilibrato di mente e criminale. Egli ha ferito dei garzoni della sua fabbrica, suo padre e sua madre, e commesso continue stranezze, è mancante di affettività, di carattere instabile, ha cambiato quattro mestieri e finì ozioso e vagabondo; è impulsivo ma docile e completamente amnesico.
È interessante l'associarsi in questa famiglia delle varie forme di degenerazione.
3. Atavismo e Criminalità.—Guglielmo Ferrero riuscì in un recente studio[440] a modificare il concetto di atavismo, in modo da metterlo al sicuro da un certo numero di obiezioni che furono spesso ripetute e che egli stima avere un qualche valore, almeno apparente.
Si è finora voluto cercare l'atavismo nella materialità dell'azione che si chiama delitto: si è cioè affermato che l'omicidio, il furto e gli altri delitti sono azioni normali nella vita selvaggia, e che riappariscono per atavismo nella vita civile. Ora è certo, secondo il Ferrero, che la teoria che l'omicidio, il furto e gli altri delitti siano azioni normali nella vita selvaggia, è troppo semplice e perciò insufficiente a spiegare tutti i fatti che lo studio dei popoli inferiori ci offre, di cui un certo numero è decisamente contrario a questa tesi.
Tali obiezioni non distruggono però, secondo il Ferrero, la teoria dell'atavismo, purchè lo si trasporti dalla materialità dell'azione che si chiama delitto, ai caratteri psicologici che, eventualmente, sotto dati stimoli, la determinano. Studiando i popoli selvaggi il Ferrero ha trovato che i due loro caratteri più comuni sono la incapacità al lavoro regolare e metodico e l'impulsività: due caratteri che sono in connessione organica tra di loro, perchè l'apparizione di uno porta seco quella dell'altro. Ora l'impulsività costituisce la vera base del delitto; perchè più un essere è impulsivo, meno i concetti e i sentimenti morali avranno presa sopra di lui e più facilmente egli si determinerà a far il male, sotto gli stimoli dolorosi. Difatti molti popoli selvaggi, che normalmente vivono tranquilli e possono parere dei modelli di dolcezza dei costumi, sono soggetti, appunto perchè impulsivi, a degli accessi di furore in cui commettono ogni violenza: il fatto dunque che raramente uccidono, non esclude in essi la potenzialità criminale, cioè l'impulsività.
Nei criminali il Ferrero crede trovare questi due stessi caratteri fondamentali, e prettamente atavici: nel criminale cioè «l'atavismo è costituito dallo istinto d'insubordinazione contro la legge del lavoro e dalla impulsività, istinto che nel criminale-nato è organico e innato, e quindi irriducibile... mentre nel criminaloide è, in parte almeno, acquisito...». Quindi la causa fondamentale di moralizzazione delle società è stata l'abitudine del lavoro regolare e metodico; e la selezione più efficace quella che il Ferrero chiama selezione del lavoro.
4. Fatti atavistici nei bambini.—Il dott. Robinson[441] ha data una spiegazione atavistica di parecchi fatti della vita fisica e psichica del bambino: così l'essere i fanciulli grassi sarebbe una condizione favorevole alla preservazione della razza, perchè nella vita nomade de' popoli primitivi essa li proteggeva dalla frequente mancanza di cibo: anche le grida così forti del bambino, lo spavento per le persone che gli sono sconosciute e per l'oscurità, il suo egoismo e la sua gelosia rappresentano pel Robinson facoltà le quali furono per varie cause utili alla conservazione della sua giovane e delicata esistenza e si sono quindi mantenute più o meno ridotte anche sino ad ora in cui pure non sarebbero più necessaria.
Analogamente il Buckmann[442] enumera molte particolarità importanti comuni ai nostri fanciulli ed alle scimmie dell'epoca attuale, come il naso schiacciato, il prognatismo, il filtro nasale, il modo di prensione manuale, serrando l'oggetto tra le dita e la palma della mano, la maniera di camminare del bambino (le cui gambe arcuate rispondono piuttosto ai bisogni d'un quadrumano vivente sugli alberi). E molte altre abitudini infantili, di rotolarsi per terra, di strappare ciò che sporge dalle pareti, ecc., rammenterebbero e si spiegherebbero con costumi scimmieschi.
5.—Il dott. De Silvestri[443] ha esaminato 240 bambini dai 3 ai 7 anni, di cui il 45% moralmente anomalo: i caratteri fisici morbosi raggiungono il 66% nei bambini a carattere morale anomalo, e il 29% nei bambini a carattere morale integro, e già anche in quest'età in numero assai minore nelle femmine in confronto ai maschi. Prima dei 4 anni 1/2 il De Silvestri non avrebbe trovato altro carattere degenerativo che la pelurie (V. le fotografie della Tavola LVII dell''Atlante di un bambino di 5 anni 1/2 rissoso, masturbatore, e di una bambina della stessa età, facilmente irritabile, capricciosa, che compie la masturbazione ed atti di libidine con un'altra bambina senza notevoli anomalie fisiche, ch'è con lei fotografata).
6. Fanciullo assassino della madre[444].—Un ragazzo tredicenne, di nome Roberto Combe, insieme al fratello dodicenne uccise in Londra la madre con due colpi d'un coltello, da lui stesso prima appositamente comperato. Dopo l'assassinio essi restarono nella casa stessa, sino a che 11 giorni dopo fa scoperto il cadavere. Roberto confessò tutto, dicendo d'aver ucciso la mamma perchè aveva punito troppo severamente il fratello. Era un fanciullo intelligente: alla sua nascita era stato usato il forcipe; soffriva frequenti cefalalgie, e si lagnava di udire spesso durante la notte delle voci; le quali la notte prima dell'omicidio dicevano: «ammazzala, ammazzala e scappa via», ed egli aveva sentito un impulso irresistibile ad ucciderla: soffriva anche di accessi maniaci con lucidi intervalli. Fa rinchiuso in un manicomio criminale.
7.—Fallot e Robiolis[445] pubblicano il caso d'un tentativo d'assassinio per vendetta commesso con un coltello da una bimba di 2 anni 1/2 stilla persona di una sua sorella di 7 anni! La piccola criminale è alta 80 cm. ha cefalonia, acrocefalia, fronte rientrante verso le orbite, colle bozze frontali e coi seni frontali molto sviluppati, scafocefalia, orecchie sessili: indice di 78; ha sessualità precoce e s'introduce spesso oggetti nelle parti genitali. Ella è di temperamento molto violento: ha mancanza di sensibilità tanto che non mostrò alcun dolore e pentimento dell'atto commesso; qualche tempo prima del fatto era rimasta per punizione un giorno intiero senza prender cibo e senza lagnarsene.
Epilessia.
1. Equivalente epilettico[446].—Un individuo, ammogliato con prole, affatto impregiudicato sotto altri rapporti, che possiede però alcune stigmate somatiche di epilessia, assai spesso è spinto, senza che possa rendersene ragione, ad estrarre i proprii organi genitali dai calzoni e a far atto di masturbarsi, sino a provare un soddisfacimento, ottenuto spesso anche senza eiaculazione. La natura dei fenomeni da cui questo atto è accompagnato lo identificano proprio con un accesso epilettico: in principio l'individuo è infatti colto da un senso di malessere da cui entra in un gran eccitamento sensuale con immagini erotiche non ben definite, con zuffolio d'orecchi, confusione di vista, ecc. Egli non ricorda che queste fasi premonitorie dell'attacco; di quanto avviene poi e specialmente dell'esibizione e masturbazione successive ha appena una reminiscenza confusa e sommaria. Dopo l'accesso rimane come istupidito e poi, al risveglio, cade in una crisi spasmodica di pianto.
È molto importante che l'attacco, il quale dura circa mezz'ora, è accompagnato da una smania irresistibile di correre, che ricorda la epilessia procursiva descritta dal Bourneville e conferma la natura epilettica delle crisi esibizionistiche; la quale è attestata, del resto, dai suoi momenti caratteristici: l'ansia, l'automatismo, la memoria confusa e lacunare, l'assentamento, per quanto breve, della coscienza, il senso vago di sollievo al finire dell'attacco unito allo stupore ed all'incertezza post-accessuale.
Il caso così scevro di veri e proprii fenomeni convulsivi apparterrebbe al gruppo degli «equivalenti epilettici» del Samt.
2. Criminali epilettici.—Fra i 250 processi studiati antropologicamente, raccolti nelle serie dei volumi dell'Archivio di psichiatria dal 1885 al 1896, Ottolenghi[447] riscontrava 80 casi di epilessia, così ripartiti: 24 su 108 della 1ª centuria, 37 su 107 della 2ª, 18 su l'ultima emicenturia e con questi caratteri:
1. Forme.—Epilessia convulsiva motoria fu riscontrata in 31; epilessie psichiche in 76, così suddivise: a) Vertigini, assenze 20; b) Atti automatici incoscienti non violenti 2: c) Automatismo ambulatorio (epilessia procursiva) = 16: in 9 casi si presentarono le così dette fughe, in 7 casi vere forme di vagabondaggio; d) Con accesei equivalenti a reati: la vera iracondia morbosa epilettica in 25; e) Con accessi gravissimi, durante i quali furono commessi gravi reati di sangue, in 13 (raptus e stato crepuscolare).
2.—Cause occasionali: in 2 casi l'accesso di epilessia psichica si manifestò sotto l'eccitamento alcoolico, 4 volte sotto un eccitamento passionale, 6 volte fu prodotto da un trauma. In 9 casi l'epilessia si manifestò dorante il servizio militare: in tutti vi era eredità morbosa.
3. a) Caratteri anatomici.—Degli epilettici studiati presentarono tipo degenerativo completo 45 = 54,11%, tipo non completo 2/3 T = 30 = 36,54%, scarsa anomalia 1/2 tipo = 8 = 9,68%.
b) C. sensoriali.—La sensibilità tattile studiata in 59 risultò media in 33 (55,9%), scarsa in 20 (33,9%), fine in 6 (10,02%).
La sensibilità generale studiata in 53 apparve media in 30 (56,6%), scarsa in 22 (41,5%), fine in 1 (1,9%).
La sensibilità dolorifica studiata iti 58 risultò media solo in 19 nel 32,7%, scarsa in 38 (65,5%), fine in 1 (1,7%), donde se ne conclude che la massima frequenza di ottusità si nota pella sensibilità dolorifica, la minima per la sensibilità tattile.
c) Senso morale.—In 27 (32%) notaronsi caratteri completi del delinquente nato, anatomici e psichici: gli altri tutti appartenevano alla classe dei criminaloidi. Secondo i reati commessi questi delinquenti epilettici si dividono così: prevalgono evidentemente i rei di sangue, 18 omicidi, tra cui 1 parricida; 15 feritori; 12 commisero reati di sangue e reati contro la proprietà; 24 erano dediti specialmente ai reati contro la proprietà (ladri, borsaioli); 2 erano truffatori, 4 rei sessuali, 1 fra essi era un avvelenatore recidivo, 2 rei politici.
Conclusioni.—a) Più si fanno note l'epilessie, maggiore è la frequenza dell'epilessia nei delinquenti; nella 1ª centuria infatti la troviamo nel 22,4%, nella 2ª nel 34,5%, nella 6ª emicenturia nel 36%.
b) Prevalgono nel delinquente le forme di epilessia psichica, e fra le epilessie psichiche prevale l'iracondia morbosa epilettica, che è in esagerazione del carattere abituale del delinquente nato.
c) I delinquenti epilettici hanno nella massima frequenza i caratteri anatomici e sensoriali psichici del delinquente nato, presentano il tipo criminale completo e specialmente la grande ottusità al dolore—sono portati ad ogni genere di reati, ma specialmente ai reati di sangue violenti.
3. Infantilismo e femminismo in un epilettico.—Un epilettico di 22 anni[448], con sorella alienata, ha il corpo grasso e rotondeggiante, poco muscoloso, glabro, con pochi peli al pube disposti come nella donna, ginecomastia, il bacino largo, natiche voluminose e rotondeggianti, gli organi genitali atrofici e mal conformati, essendo la pelle dell'asta saldata lateralmente con quella dello scroto, da cui sporge il glande, in modo da simulare gli organi genitali femminili.
4. Genesi corticale dell'epilessia.—Il dott. Penta[449] ha constatato che la irritazione del midollo spinale anche con fortissima corrente indotta, non produce mai alcuna convulsione; e così neppure stimolando fortemente, a zona motrice asportata, la capsula interna, la sostanza bianca, i gangli della base.
Invece la irritazione della corteccia produce quasi sempre la convulsione con tutti i caratteri dell'epilessia umana (perdita di coscienza, coma, allucinazioni, perdita di feci e di urine, ecc.).
Lo convulsioni così prodotte, si possono limitare asportando completamente i centri corrispondenti, ovvero sospenderle addirittura, asportando tutta la zona motrice.
Le convulsioni non si producono talvolta in cani giovani.
Terapia del delitto.
1. La frusta pei delinquenti.—Il Gerry[450] sostiene che in Inghilterra l'applicazione dello staffile per gli autori di violenze personali, di grassazioni, e di offese ai membri della famiglia reale ha fatto buona prova, perchè su 302 persone che la subirono in 18 anni, non si ebbero che 4 recidivi.
In un progetto di legislazione sociale per lo Stato di New-York si propone la pena delle staffilate ai condannati maschi in numero non superiore a 40. Leggi identiche esistono già in vari Stati dell'Unione. Nel Maryland e nel Delaware si applica la frusta a chi percuote la propria moglie e a chi si rende reo di violenze personali in genere; ed essa è ancora ammessa nei regolamenti carcerari negli Stati di Indiana, Connecticut o Georgia.
2. Le ultime esperienze del riformatorio di Elmira[451].—Il resoconto dell'andamento del celebre riformatorio di Elmira, che si riferisce all'anno fiscale 30 settembre 1894 e 30 settembre 1895, ha una importanza eccezionale perchè dimostra con quanta rapidità i direttori dell'istituto vadano adottando sempre più i metodi di studio e le idee fondamentali dell'antropologia criminale.
Il signor Brockway, direttore generale, conclude espressamente a p. 21: «Gli studi fatti l'anno scorso, nella sezione dell'educazione fisica, inducono proprio a credere che, dopo tutto, la vera sorgente della criminalità sia da trovarsi specialmente nell'organismo degenerato del criminale».
I 529 giovani criminali, ricoverati durante l'anno, avrebbero mostrato, in gran maggioranza, un notevole grado di indebolimento fisico: Così, ad es.: nell'ordinamento degli esercizi ginnastici, si dovevano tralasciare gli esercizi generali di forza, che richiedono uno sforzo vigoroso di volontà, perchè i più ne erano incapaci; mentre gli esercizi di forza ristretta ad un solo membro od a pochi riuscivano meglio. Esercizi di resistenza, richiedenti rapidità di azione e di attenzione, coma marcia, corsa, salto, esercizi militari erano i più difficili, perchè il 75% mostravano difficoltà di respiro e spesso anche instabilità nervosa.
Confrontati con i giovani scolari del collegio di Amherst i criminali di Elmira si sarebbero mostrati inferiori ad essi in media di 3 pollici in statura, di 10 libbre in peso e di 56 pollici cubici in capacità polmonare; con minor forza muscolare nelle braccia, e maggiore nelle gambe, e precisamente:
il 16,82% aveva un peso superiore alla media dei collegiali di Amherst 62,58% » inferiore » » » 20,60% » normale » » »
Notevole è che le medie del peso, della statura e della capacità polmonare dei ricoverati di Elmira si avvicinerebbero sensibilmente alle medie delle collegiali di Wellesley, che è un collegio di donne: quindi sarebbe lecito supporre da questi dati un carattere di femminilità nella struttura generale del corpo.
Lo sviluppo deficiente del petto sarebbe generale.
Quanto agli occhi, il dott. Case nota come rather frequent lo strabismo e aggiunge che: «l'espressione dello sguardo in molti è speciale». Vi sono anche asimmetrie delle orbite e delle pupille.
La causa di queste anomalie è, secondo il dott. Case, da cercarsi nella degenerazione.
Vi sono poi, notevoli osservazioni sulla psicologia dei criminali specialmente dei ladri, e sui motivi che li spingono al delitto, tra i quali il primo e il più forte è l'ozio o il bisogno di eccitamenti ripetuti e svariati sotto forma di divertimento (scommesse, giuoco, lusso, donne, ecc.). Queste stesse cause si ritrovano come determinanti della prostituzione, secondo l'inchiesta del dott. Wood Hutchinson.
Notiamo infine l'accenno ad un nuovo sistema di educazione morale, basato sopra una legge psicologica, che si sta provando ad Elmira. Siccome la fisiologia insegna che per ogni parte importante del corpo, che è sotto il controllo della volontà, esiste un centro cerebrale che regola i movimenti, e siccome ogni organo esercitato si perfeziona, si stanno studiando una serie di esercizi corporali da far compiere ai giovani per rafforzarne i centri cerebrali da cui dipendono e quindi la volontà.
Disgraziatamente nel resoconto non si trova che questo accenno generale del sistema, senza alcun particolare sui processi materiali impiegati in questa terapeutica psichica.
Dinka e Moï.
1. Dinka.—Per gli stretti rapporti che legano i criminali all'antropologia ed alla psicologia dei selvaggi ci parve interessante aggiungere qui i risaltati principati dello studio che abbiamo fatto sopra alcuni Dinka (Faschoda, Abvelan e Req)[452], appartenenti cioè a popolazioni dell'Alto Nilo.
Tra i caratteri più notevoli che essi presentavano sono importanti la forma del naso incavato non solo ma trilobato, molto somigliante a quello delle sciminie, il mento rientrante e la strana uniformità delle lunghissime teste, il cui indice scende sino a 64 ed è in media di 70, e che sono piuttosto piccole, in media di c. c. 1500.
In molti v'era femminilità, come la ginecomastia nei maschi, e nelle femmine invece virilità di tratti (come si può vedere dai ritratti della Tavola XCIV). La statura è molto elevata, tra m. 1,75 e 1,90, per l'eccessivo allungamento della parte inferiore delle gambe (tibie), che li rende così adatti a correre tra le paludi in cui spesso vivono.
Ma più interessante ne è la psicologia: questi poveretti sono come dei grandi fanciulloni, stanno tutto il giorno inerti e tranquilli senza far altro che fumare: solo a tratti hanno delle esplosioni violente, mostrando così una completa analogia con i tratti fondamentali del carattere di molti criminali (v. s).
Avevano inoltre una notevole anestesia: la sensibilità tattile era in media di 4-6 fino ad 11 mm.: la generale di 45 sino a 70 cent. di Volt (normali 7) e la dolorifica sino a 95 e in parecchi 0 (normali 46): cioè la massima forza della corrente di cui si disponeva non suscitava dolore. Questa insensibilità era attestata anche sia dalla pratica del tatuaggio sia da altri fatti: uno p. es. si ero applicato chiodi dentro le scarpe, perchè, diceva, che così non glie le avrebbero rubate: alla pubertà, e come segno di virilità e di distinzione, si spezzano i denti incisivi mediani a colpi di martello. Nei sensi specifici v'era ottusità dell'olfatto, un po' minore del gusto (il salato era il sapore più facilmente percepito): ed era poi notevole l'ampiezza straordinaria del campo visivo (V. Tavola XCV dell'Atlante) che è in evidente rapporto colla loro vita nelle grandi pianure e colla relativa ottusità degli altri loro sensi specifici.
In complesso non mostravano gran numero di caratteri degenerativi: confermando così la scarsezza del tipo criminale nei selvaggi, il che completamente si accorda colla teoria atavica del delitto.
2. Moï.—Il giudice Paolo d'Enjoy, trovandosi tra i Moï[453], popolo dell'Indo-Cina, dovette istruire un processo per assassinio: ne furono arrestati due, grandi e grossi come giganti, colle barbe incolte, i capelli lunghi ed arruffati cadenti sullo spalle, colle unghie lunghe come artigli. Invitati dall'interprete a salutare, secondo il costume orientale, il mandarino che li interrogava, i Moï risposero rudemente «che un uomo non doveva mai prostrarsi dinanzi ad un altro uomo».
Poi essi confessarono senza restrizioni il delitto con pieno candore, come non immaginando che si potesse fargliene una colpa. «Colui che uccide può uccidere, dacchè uccide di fatto, ripetevano essi di continuo, e niun ragionamento potè modificarne lo strano giudizio morale.
E quando si spiegò loro che la detenzione in cui si trovavano era appunto l'inizio del loro castigo, essi risposero battendo allegramente le mani:
«Ma noi non siamo mai stati così bene come ora in carcere. Niuno dei nostri capi potrebbe sognare un palazzo più ricco della prigione. Per poterci stare tutta la nostra vita, così ben nutriti e vestiti, noi siamo pronti od uccidere chiunque vogliate».
Un precursore di Lombroso nel secolo XVII.—Il dott. Antonini[454] ha esumato un vecchio volume di Samuele Fuchsius del 1615 di metoscopia ed oftalmolscopia, nel quale sono divinate alcune delle conclusioni dell'antropologia criminale sul significato e sulla frequenza delle fronti strette negli assassini, delle rughe nei cretini, delle sopracciglia folte ed unite nei ladri e negli omicidi, delle pupille piccole e splendenti nei libidinosi, delle anomalie pigmentarie dell'iride pure negli omicidi, e dello strabismo. Il Fuchsius accenna perfino a ciò che molti moderni non ammettono ancora, all'identità dell'espressione e della posizione dell'occhio nell'epilessia e nella delinquenza.
INDICE DELLE MATERIE
PARTE I.
Eziologia del delitto.
CAP. I.—Meteore e clima. Stagioni. Mesi. Caldi eccessivi pag. 1 1. Temperature eccessive » ivi 2. Azione termica moderata » 3 3. Reati e stagioni » 6 4. Stagioni » 7 5. Anni caldi » 8 6. Calendario criminale » 9 7. Caldi eccessivi » 12 8. Altre influenze meteoriche » 17 9. Delitti e ribellioni nei paesi caldi » ivi
CAP. II.—Influenza dell'orografia nel delitto. Geologia. Terreni gozzigeni, malarici, ecc. » 18 1. Geologia » ivi 2. Orografia » 19 Malaria » 20 Gozzigeni » ivi Mortalità » 21
CAP. III.—Influenza della razza. Selvaggi onesti. Centri criminali. Razze semitiche, greche in Italia e Francia. Indice cefalico. Color dei capelli. Ebrei. Zingari » 22 Influenza delle razze » ivi Centri criminali » 24 Razze francesi » 35 Dolicocefalia e brachicefalia » 36 Biondi e neri » 38 Ebrei » 39 Zingari » 42
CAP. IV.—Civiltà. Barbarie. Agglomeramento. Politica. Stampa. Delitto collettivo » 46 Civiltà » ivi
CAP. V.—Densità e natalità » 66 1. Densità » ivi 2. Immigrazione. Emigrazione » 71 3. Natalità » 76 4. Residenza urbana e rurale » 79
CAP. VI.—Alimentazione (Carestia. Prezzo del pane) 83 1. Alimentazione » ivi 2. Rivolte » 94
CAP. VII.—Alcolismo » 97 1. Tradizione » ivi 2. Danni del vino » 99 3. Pauperismo » 100 4. Alcoolismo e crimine. Statistiche » 101 5. Azione » 105 6. Criminalità specifica » 108 7. Alcoolismo in antagonismo col crimine » 114 8. Ribellioni politiche » 115 9. L'alcoolismo nell'evoluzione » 117 10. Tabacco » 118 11. Canapa » 119 12. Morfina » ivi
CAP. VIII.—Istruzione media, diffusa e scarsa nella criminalità » 121 Istruzione diffusa, suoi vantaggi » 124 Criminalità speciali dei colti ed incolti » 128 Istruzione carceraria » 133 Danni speciali dell'istruzione » 135
CAP. IX.—Influenza economica. Ricchezza » 140 1. Tasse e imposte riunite » ivi 2. Lotto. Imposte dirette, ecc. » 144 3. Tasse di consumo » 145 4. Tasse di successione » ivi 5. Crisi » 148 6. Disoccupati » 151 7. Giornate di salario » 152 8. Casse di risparmio » 154 Risparmio in Francia » 160 Regioni agricole, industriali » 163 Ricchezza causa di reati » 165 Spiegazione » 167 9. Prevalenza dei rei poveri » 169
CAP. X.—Religione » 172
CAP. XI.—Educazione. Illegittimi. Orfani » 180 Illegittimi » ivi Orfani » 182 Educazione » 189 Parenti viziosi » ivi
CAP. XII.—Eredità » 186 Prove cliniche » 190 Affinità elettive » 196 Eredità ataviche di Juke » 197 Pazzia dei parenti » 203 Epilessia nei parenti » 205 Eredità di alcoolismo » 206 Età dei parenti » 207 Leggi sintetiche » 211
CAP. XIII.—Età. Precocità » 215 Età. Precocità » ivi Pretesa scala del delitto » 218 Criminalità specifica » 219
CAP. XIV.—Sesso. Prostituzione » 222 Sesso » ivi Età per sesso » 223 Criminalità specifica » 225 Prostituzione » 227 Civiltà » 230
CAP. XV.—Stato civile. Professionisti. Ozio » 235 Stato civile » ivi Professioni » 237 Militari » 244 Pazzi » 247 Orrore del lavoro » 248
CAP. XVI.—Carcere. Altre cause » 254 Carcere » ivi Rachitide » 256 Cranio » ivi Fegato, genitali » ivi Traumi » 258 Concepimento » ivi Sensazioni » ivi Imitazione » 259
CAP. XVII.—Cause del delitto associato » 261 Religione, morale, politica » 263 Barbarie » 266 Cattivi governi » 267 Armi » 271 Ozio » ivi Miseria » 275 Ibridismi sociali » 276 Guerre » 277 Partiti o dissensioni civili » 281 Emigrazione » 282 Capi » 284 Carceri » ivi Influenza della razza » 285 Eredità » 286 Altre cause » 287
CAP. XVIII.—Cause di delitti politici » 288 Orografia » ivi Luoghi concentrici » 289 Densità » ivi Salubrità e genialità » ivi Razze » ivi Innesti » 290 Cattivi governi » 291 La lotta per la supremazia fra le varie classi sociali » 292 Prevalenza esclusiva di una classe. Preti » 293 Classi equilibrate » ivi Partiti e sette » 294 Imitazione » 295 Ideali epidemici » 296 Tradizione storica » ivi Riforme politiche inadatte » 297 Religione » 298 Influenze economiche » 300 Imposte e alterazione delle monete » 301 Crisi economiche » 302 Pauperismo. Scioperi » 303 Cause militari » 305 Mutazioni esterne » 306 Stato nascente » ivi Piccole cause » 308 Cause occasionali » 309 Guerre » 310
PARTE II.
Profilassi e Terapia del delitto.
CAP. I.—Sostitutivi penali. Climi. Civiltà. Densità. Polizia scientifica. Fotografie. Identificazioni » 312 Climi e razze » 314 Barbarie » 317 Civiltà » 319 Densità » 320 La polizia scientifica. Elettricità. Fotografia. Identificazione » 321 Metodi di identificazione » 323 Stampa » 327 Nuovi indizi. Pletismografia » 328
CAP. II.—Prevenzione dei reati sessuali e di truffa » 330 Prevenzione di eccessi sessuali » ivi Misure legislative ed amministrative » 334 Truffa bancaria. Influenza politica » 339 La concussione » 343
CAP. III.—Contro le influenze alcooliche » 344 Cure » 355
CAP. IV.—Mezzi preventivi contro l'influenza della ricchezza e della povertà eccessiva » 358 Cooperazione » 363 Carità. Beneficenza » ivi Asili, ricoveri, pensionati, soccorsi ai poveri » 365 Società d'emigrazione » 366 Società di collocamento » ivi Orfanotrofi » 367 Istituzioni pei fanciulli abbandonati » ivi Istituzioni d'istruzione » ivi Istituzioni penitenziarie, di previdenza e di soccorso ai criminali » 368 Società di mutuo soccorso » ivi Carità latina » 372 Don Bosco » 374 Dottor Barnardo » 379 Obbietto » 381 Mezzi » ivi Principii » ivi
CAP. V.—Religione » 385
CAP. VI.—Contro i danni dell'istruzione. Educazione. Riformatori » 396 Scuole » ivi Educazione in famiglia » 402 Psicologia applicata ai Riformatori » 405 Associazioni infantili » 413 Riformatori » 415 Riforme americane: collocazione in campagna » 428 Riformatori esterni per la puerizia » 431 Ragged School » 433 Altre misure inglesi pei giovanetti » ivi Bimbi » 434
CAP. VII.—Mezzi preventivi del delitto politico » 439 Affinità di razza » ivi Discentramento » 441 Associazioni » ivi Lotta per la supremazia politica » ivi Parlamentarismo » 442 Suffragio universale » 443 Magistratura » ivi Avvocatura dei deboli. Tribunato » 444 Mutabilità delle leggi » 445 Diritto d'iniziativa e «ad referendum» » ivi Istruzione arcaica » 446
CAP. VIII.—Istituti penali. Carceri, ecc. » 448 Carceri cellulari » ivi Peculio » 464 Patronato » ivi Deportazioni » 468 Coatto » 475 Sorveglianza, Ammonizione » 478
CAP. IX.—Le assurdità e contraddizioni generali » 483 Giurìa » ivi Appello » 490 Pregiudizi criminali » 494 Teorie sbagliate » 497 Cause di questo stato » 498
PARTE III.
Sintesi ed applicazioni penali.
CAP. I.—L'atavismo e l'epilessia nel delitto e nella pena » 503 Epilessia » 509 Fusione dell'anomalia morbosa coll'atavismo » 513 Criminaloidi » 514 Pazzi rei » 516 Rei per passione » ivi Rei d'occasione » ivi Cause » 517 Necessità del delitto » 518 Diritto di punire » 520
CAP. II.—Le pene secondo l'Antropologia. Ammende. Probation system. Manicomi. Stabilimenti degli incorreggibili. Pena di morte » 528 Pene extra-carcerarie » 530 Pene corporali. Sequestro in casa » 531 Multe. Ammende » 532 Risarcimento » 533 Riprensione e cauzione » ivi Stato di prova. Probation System » 535 Riformatorio di Elmira » 538 Manicomi criminali » 543
CAP. III.—Le pene secondo la scuola antropologica e secondo il sesso l'età ecc. del delinquente e il delitto » 557 Sesso » 558 Aborto » 559 Infanticidio » 561 Età. Giovinezza » 563 Vecchiaia » 584 Rei per passione » ivi Rei politici » 565 Rei d'occasione » 568 Diffamazione » 569 Aiuto al suicidio » ivi Duello » 570 Adulterio » 571 Criminaloidi » 572 Rei abituali » ivi Complicità » 573 Rei pazzi » ivi Rei incorreggibili. Rei nati » 582 Pena di morte » 585 Sinossi penale » 588
CAP. IV.—Dimostrazioni pratiche dell'utilità di queste riforme. Inghilterra. Svizzera » 591 Criminali nati » 598
CAP. V.—Applicazioni pratiche alla critica penale, alle ricerche peritali, alla pedagogia, all'arte e alle lettere » 599 Delitto politico » 600 Applicazione allo perizie psichiatriche » 601 Ladro ed assassino ignoto » 606 Innocente rivelato » 608 Pedagogia » 610 Arti. Lettere » ivi
CAP. VI.—L'utilizzazione del delitto. Simbiosi » 611 Simbiosi » 621
APPENDICE. Sui progressi dell'Antropologia Criminale nel 1895-96 » 627 Antropometria » ivi I. Cranio e faccia« » ivi 1. Osso parietale » ivi 2. Osso lagrimale » ivi 3. Sutura etmoido-lagrimale » 628 4. Divisione della lamina papiracea dell'etmoide » ivi 5. Sutura metopico-basilare » 629 6. Ossa mascellari e Denti » ivi 7. Crani di criminali esumati dal camposanto di Nisida » 630 8. Terzo dente molare » 631 9. Caratteri patologici ecc. » 632 10. Crani di delinquenti » ivi 11. Craniometria e calcolo differenziale » 633 II. Cervello » 634 1. Cervelli di delinquenti » ivi 2. Cervelli di due assassini » 635 3. Cervello di Colli, brigante biellese » ivi 4. Saldatura immediata di talami ottici » 636 5. Anomalie istologiche del cervello dei criminali » 638 III. Arti e Tronco » 639 1. Processo sopracondiloideo dell'omero » ivi 2. Anomalie nelle mani e nei piedi di criminali » 640 3. Solchi palmari » ivi 4. Impronte digitali » 641 5. Piede piatto » ivi 6. Varietà dell'atlante » ivi IV. Rughe » 643 V. Tatuaggio » ivi 1. Esame di 200 criminali » ivi 2. Tatuaggio nel Riformatorio d'Elmira » ivi 3. Tatuaggio Etnico » 644 4. Lo sfregio tra i camorristi » ivi VI. Necroscopie di criminali » 645 1. Esame di un delinquente » ivi 2. Anomalie degli organi interni dei degenerati » 646 VII. Seconda centuria di criminali » ivi VIII. Nuovi strumenti di antropometria » 648 1. Un craniocefalometrografo » ivi 2. Indicecraniografo » ivi 3. Algometro » ivi 4. Faradireometro » 649 Biologia » ivi I. Sensibilità » ivi 1. Le sensibilità elettriche generale e dolorifica » ivi 2. La sensibilità e l'età » ivi II. Ergografia » 650 III. Sonno e sogni dei criminali » 651 Psicologia » ivi I. Giuochi dei criminali » ivi II. Club di delinquenti » 652 III. Geroglifici » 653 Grandi criminali moderni » 654 1. Holmes » ivi 2. Ablay Maria Teresa » ivi 3. Francesco Schneider » 655 4. Giuliani Celestino » 656 Eredità ed atavismo » 657 Criminalità nei fanciulli e nei selvaggi » ivi 1. Genealogia di criminali » ivi 2. Degenerazione psichica, criminal. e mortalità da alcoolismo » ivi 3. Atavismo e Criminalità » 658 4. Fatti atavistici nei bambini » 659 5. Osservazioni di antropologia criminale nei bambini » ivi 6. Fanciullo assassino della madre » 660 7. Caso d'un tentativo d'assassinio per vendetta » ivi Epilessia » 661 1. Equivalente epilettico » ivi 2. Criminali epilettici » ivi 3. Infantilismo o femminismo in un epilettico » 663 4. Genesi corticale dell'epilessia » ivi Terapia del delitto » 664 1. La frusta pei delinquenti » ivi 2. Le ultime esperienze del Riformatorio di Elmira » ivi Dinka e Moï » 666 1. Dinka » ivi 2. Moï » 667 Un precursore di Lombroso nel secolo XVII » ivi
NOTE:
[1] Pensiero e meteore di C. LOMBROSO («Bibl. int. scientif.»), Milano, 1878.
[2] La Sicilia, 1871.—V. pure ALONGI, La Maffia, «Bibl. d'antr. crim.», Bocca, 1886.
[3] Marche de la criminalité en France, 1880, Lyon.
[4] Ancona, Alessandria, Oneglia, Genova, Milano, le punizioni annotate furono per gravi indiscipline, alterchi e violenze contro le persone.
[5] Vedi Pensiero e meteore, di C. LOMBROSO. Milano, Dumolard, 1878.
[6] Assassinio e pena di morte, Berlino, 1895.
[7] Per la Spagna nella 1ª classe di reati comprendonsi: Ribellioni, sedizioni, resistenze, attentati contro le pubbliche autorità e loro agenti, insulti a funzionari delle pubbliche amministrazioni, disordini pubblici; nella 2ª: Parricidi, assassinii, omicidi, spari d'arma da fuoco contro persona, ferite, aborti, infanticidi o duelli (Però duelli, infanticidi e aborti non sono insieme che 33 sopra 9154, numero degli altri reati). Il numero poi è quello dei reati che hanno dato luogo a procedimento e la cui esistenza fu accertata.
[8] Per l'Italia queste classi comprendono: la prima: Ribellioni, oltraggi, violenze, ecc. contro depositari ed agenti dell'autorità e della forza pubblica; la seconda: Omicidi qualificati, semplici ed improvvisi e ferimenti con susseguita morte; grassazioni, ricatti, estorsioni e rapine con omicidio: sono i reati denunciati.
[9] Notisi che qui si comprende la capitale Madrid.
[10] Notisi che qui si comprende la capitale Napoli.
[11] Notisi che qui si comprende la capitale Barcellona e Saragozza.
[12] Notisi che qui si comprende la capitale Roma.
[13] Ricordiamo che la divisione per provincie non essendo fatta per ragioni climatiche, ma storiche, politiche, ecc., alcune zone, specialmente in Italia, starebbero tra l'uno e l'altro grado di latitudine, per cui noi tenemmo d'occhio specialmente la posizione del capoluogo di provincia, in cui del resto avvengono il maggior numero di questi reati.
[14] Vedi mio Uomo di Genio, 6ª ed., p. 77 e mio Delitto Politico, Parte I.
[15] Da uno studio, però, sul 1890-94, che potei ottenere dall'ill. Proc. del Re Appiani, cavo che
in Aosta omicidi 0,49 per 10.000 abitanti. — Torino 0,75 ferite 2,9 12,00 stupri 0,40 0,56 furti 44,00 24,00
dunque con sola superiorità nei reati di furto, che devono essere campestri e quindi occasionali e di niuna importanza.
[16] BERTILLON, Démographie de la France, 1878.
[17] LOMBROSO, Delitto politico ecc., 1890.
[18] «Candia, Orco, Baron e Vische sun tuti lader e sassin.—Da Vische 'n là a'n'ajè un pêr cà» è proverbio canavesano.
[19] «Sono sobrii, pazienti, perseveranti; sentono l'amicizia; hanno l'istinto di pervenire per vie coperte e taciturne allo scopo; ospitali e rapaci; superstiziosi nelle classi basse, ed altieri nelle alte. La parola malandrino perde, in Sicilia, il suo significato: si dice, sono malandrino, come per dire: io ho sangue nelle vene. Denunciare un omicidio è mancare al codice dell'omertà» (La Sicilia, ecc., Firenze, 1871).
[20] LOMBROSO, Sull'antropometria della Lucchesia e Garfagnana, Roma, 1895.
[21] NICOLUCCI, Etnografia dell'Italia.
[22]
In Baviera si ha 1 pazzo ogni 908 cattolici, 967 protestanti, 514 ebrei » Annover » » 527 » 641 » 337 » » Slesia » » 1355 » 1264 » 604 » » Danimarca si notano 5,8 pazzi ogni 1000 ebrei » » » 3,4 » » cristiani (OSTTINGEN).
[23] Histoire des Bohémiens. Paris, 1887.—PREDARI, Sugli Zingari. Milano, 1871.—POTT, Zigeuner. Halle, 1844.—VIDOCQ, op. cit., id., pag. 330.—BORROW (Gli Zingari in Spagna. Traduz. di Hudson, 1818).—COLOCCI, _Gli Zingari, _1889.
[24] Il verbo dovere non esiste in lingua tzigana. Il verbo avere (terava) è quasi dimenticato dagli Zingari europei ed è sconosciuto agli Zingari d'Asia.
[25] V. LOMBROSO, Atavism and Evolution in Contemporary Review, 1895, July.
[26] In Francia dal 1826-37 gl'imputati erano 1 per 100 della popolazione; nel 1868 ascesero 1 ad ogni 55 (DUPAU, Traité de statist., 1840.—BLOCS, _L'Europe politique, _1870).—Dal 1825 al 1838 i prevenuti (tolti i rei politici e contravvenzioni fiscali) crebbero da 57.470 a 80.920.—Dal 1838 da 237 per 100.000 abitanti salirono a 375, nel 1847 a 480, nel 1854 discesero dal 1855 al 1866 ove non passarono il 389, risalirono a 517 nel 1874, a 552 nel 1889. Crebbero dunque in 50 anni del 133% (JOLY, France criminelle, pag. 10).
In Austria
nel 1856 1 condannato ogni 1238 abit.; 1 accusato ogni 832 abit. » 1857 1 » 1191 » 1 » 818 » » 1860 1 » 1261 » 1 » 933 » » 1861 1 » 1178 » 1 » 808 » » 1862 1 » 1082 » 1 » 749 »
(MESSEDAGLIA, op. cit.).
In Inghilterra e Galles si ebbe
dal 1811 al 1815, 1 detenuto ogni 1210 abit. » 1826 » 1830 1 » 568 » » 1836 » 1840 1 » 477 » » 1846 » 1848 1 » 455 »
(BELTRAMI-SCALIA, Storia della riforma penitenziaria, pag. 13, 1874).
Dal 1805 al 1841 la popolazione accrebbesi del 49%, i crimini sei volte più che non la popolazione. In alcune contee, p. es. Montonoutshire, la popolazione crebbe del 128%, i delitti del 720% (ABERDEEN, Discorso, 1876). Però negli ultimi anni vi fu un decremento nei delitti (v. s.).
In Italia
dal 1850-59 imputati per reati gravissimi 16,173 condannati 7,535 » 1860-69 » » » 23,854 » 10,701
Dal 1863 al 1869, i reati aumentarono di 1/4, la popolazione solo di 1/10. (CURCIO, op. cit).
[27] GUGLIELMO FERRERO, Violenti e frodolenti in Romagna, nel volume già citato: Il mondo criminale italiano. Milano, 1894.
[28] SIGHELE, Delinquenza settaria. Archiv. di Psich., XVI, 1895.
[29] BOURNET, Criminalité en Corse, 1887.—Archivio di psich., VIII.
[30] BOURDE, En Corse, 1887.—Archivio di psichiatria, VIII.
[31]
A Bicêtre, nel 1818-19 erano solo 9 i casi di paresi generale » » 1848-49 » 34 » »
[32]
Prussia delitti contro pers. suicidi furto libidini 1854 8,9 % 0,43 88,41 2,26 1859 16,65% 0,52 78,17 4,68
(OETTINGEN, op. cit).
Francia dal 1831 al 1835: libid. libid. aborti infanticidi suicidi furti omicidi su su adulti bambini 2,95 3,64 0,19 2,25 3,83 14,40 14,40
Francia dal 1856 al 1860: 6,20 20,59 0,97 67,45 6,18 11,83 11,83
I furti domestici e quelli sulla pubblica via commessi in Corsica stanno a quelli della Francia come 0,38 a 1 Le offese ai congiunti, gli avvelenamenti 0,33 a 1 Gli stupri 0,50 a 1 Nessun parricidio, nè bancarotta 0 a 1 Invece le estorsioni starebbero come 3 a 1 I saccheggi 7 a 1 I ratti di fanciulle 23 a 1 Gli omicidi 32 a 1
(ROBIQUET, Les crimes en Corse, 1862).
[33] BAGEHOT, Lois scientifiques du développement des nations.
[34] Nella Quarterly Review citata, si legge: «Tutto ciò che attira la folla nelle vie di Londra, incendii, passaggi di truppe, ecc., fa scaturire in un baleno centinaia di ladri; li trovate ai meeting, alle Assise, alle prediche».
[35] In Inghilterra i distretti manifatturieri dànno:
6,6% di rei di 15 anni 24 » » 15 a 20 anni.
I distretti agricoli 4,8 » » 15 anni 21 » » 15 a 20 anni (MATHEW).
[36] Constato che questa osservazione da cui derivarono quelle di Ferri, di Pugliese, di Sighele (Folla delinquente—Del parlamentarismo ecc.) e del loro glossatore Tarde, e finalmente dal Le Bon (Psychologie des Foules, 1895) data dal 1872, epoca della 1ª edizione, e nella 2ª ediz., 1876, pag. 278-79.—La stessa idea è ripetuta nel mio Incremento del delitto in Italia, nel mio Crime politique e nelle mie Piaghe d'Italia.
[37] Prendendo, p. es., la statistica del paese più progredito del mondo, quali sono gli Stati Uniti, dal prezioso Census of United States fornitaci (Compendium of the Tenth Census (1880) of the United States, P. II, pag. 165) noi vediamo che i pazzi, che vi erano 15.610 nel 1850, 24.042 nel 1860 e 37.432 nel 1870, salirono nel 1880 a 91.997, mentre la popolazione da 23.191.876 nel 1850 crebbe a 38.553.371 nel 1870, a 50.155.783 nel 1880, cioè mentre la popolazione si raddoppiò o poco più in 30 anni, i pazzi sestuplicarono; anzi, nell'ultimo decennio l'aumento della popolazione fu del 30% e quello dei pazzi del 155%.—In Inghilterra e Wales erano nel 1859: 18,6 per 10.000; 1885: 28,9 per 10.000; 1893: 29,0 per 1000.—Per l'Italia (Archivio italiano per le malattie nervose, 1885 (VERGA)), i pochi dati che si possono dare si riferiscono agli anni 1874, in cui vi erano 51 pazzi per 100.000 abitanti; al 1877: 54,1; 1880: 61,25; 1883: 67,7; 1885: 66,0; 1888: 74,0.—In Francia (BODIO, Bulletin de l'Institut international de statistique, 1889, pag. 112 e 123.—Di alcune statistiche sanitarie in Italia ed in altri Stati Europei. Nota del dott. RASERI) erano 131,1 per 100.000 abitanti nel 1883; 133 nel 1884; 136 nel 1888. —Scozia e Irlanda darebbero, secondo Legoyt, 2,6 pazzi per 1000 abitanti; Scandinavia, 3,4; Stati Uniti, 3,3 (op. cit.). In Olanda, nel 1856, erano 5,9; nel 1860, 6,4; nel 1863, 7,5 (SCUNEEVOGT, Verslag over den Staad des Gestischten, 1865).
[38] I delinquenti da 2649 ch'eran al 1864-65, crebbero a 15.049 nel 1873-74: nelle colonie, dove sono deportati i rei di violenza, questi delitti crebbero come 4 ad 8 in confronto degli altri; mentre in Inghilterra sono come 1 a 8 (B. SCALIA, 1874).
[39] Des causes de la récidive. Stockholm, 1873.
[40] A mezzo di una minuscola batteria elettrica, perfezionata, grande non più di un portasigari e che si può tenere nella manica dell'abito, si ottiene tanta forza elettrica da abbattere un uomo o renderlo insensibile per più ore. Con un filo isolato il fluido può passare dalla batteria nascosta in una placca metallica, circondata da materia isolante, e che il malfattore tiene in una mano e con quella toccando un uomo in qualunque parte del corpo lo fa stramazzare a terra tramortito.—A Chicago poco tempo fa Johnson venne accostato da due bricconi che lo atterrarono, e, poichè egli resisteva, gli applicarono al viso un piccolo corpo metallico che lo paralizzò.—Rinvenne dopo due ore e si trovò nudo.
[41] Almanacco di Gotha, 1886-87.
[42] FERRI, Omicidio e Atlante, 1895.
[43] Il delitto politico e le rivoluzioni di C. LOMBROSO E LASCHI, 1890.
[44] BODIO, Relaz. della Commissione per la Statistica giudiziaria, 1896 (bozze).
[45] BODIO, Annuario statistico italiano, 1894, Roma.
[46] FERRI, Omicidio, Atlante, 1895.
[47] Mémoires sur la défense de Paris, 1871.
[48] Compendium of the Tenth Census (1880) of the United States, P. II, pag. 1659.—Devo questi dati al fondatore del primo laboratorio d'economia politica universitario prof. Cognetti de Martiis ed al segretario dott. Albertini.
[49] JOLY, France criminelle, 1890.
[50] Crediamo utile darne il tenore:
«Sua Maestà, avendo richiamate le dichiarazioni del fu Re suo bisavolo, agosto 1671 e gennaio 1686, che proibiscono (sotto pena di galera perpetua contro gli uomini, e di quelle altre pene afflittive contro le donne, che parranno ai giudici d'infliggere) ad ogni suo suddito di andare in pellegrinaggio a San Giacomo in Gallizia, a Nostra Donna di Loreto e in altri luoghi fuori del Regno, senza un permesso espresso da Sua Maestà, contrassegnato da uno dei suoi segretari di Stato, sulla approvazione del Vescovo Diocesano.
«Sua Maestà essendo informata che, malgrado questi ordini, molti dei suoi sudditi trascurano di domandare il permesso od abusano in vari modi di quelli ottenuti; e sotto il pretesto specioso di devozione abbandonano le loro famiglie, i parenti, i padroni, le professioni, i mestieri per darsi ad una vita errante, piena di ozio e di libertinaggio, che li porta spesso al delitto;
«Che altri sortendo dal regno nella speranza di stabilirsi altrove con maggior utile, non trovano poi nè i vantaggi, nè i soccorsi che avrebbero nella loro patria quando vi tenessero una buona condotta; e la più parte muoiono di miseria sulla strada, o corron rischio di essere arruolati di buon o mal grado nelle truppe delle potenze vicine;
«Che spesso accade anche dei soldati in servizio di Sua Maestà si mescolano fra questi vagabondi, e col favore del loro numero disertano; Sua Maestà giudicando necessario, per il bene del servizio e per quello del pubblico, di fermare il corso di questi disordini, togliendo il pretesto che li fa nascere, fa espressa inibizione a tutti i suoi sudditi, a qualunque età, sesso e condizione appartengano, di andare in pellegrinaggio a San Giacomo di Gallizia, a Nostra Donna di Loreto e di Monferrato, ed altri luoghi fuori del suo dominio, e qualunque siane la causa o il pretesto, e ciò sotto pena di galera perpetua per gli uomini, ecc. ecc.
«Dichiarando nulli e di nessun effetto tutti i permessi che furono in precedenza accordati».
[51] JOLY, La France criminelle.—CORRE, Les criminels, 1887.
[52] DEL VECCHIO, Sull'emigrazione ecc., 1892.
[53] BODIO, Statistica penale, negli anni 1879-83:
Omicidi Nati p. 100 m. p. 100 m.
Caltanissetta 46,2 4400 Catania 26,9 3900 Girgenti 70,7 4600 Messina 19,2 3900 Palermo 42,5 3900 Siracusa 15,7 4000 Trapani 40,2 4300
[54] LACASSAGNE, nell'Archivio di Psichiatria ed Antropologia criminale, III, pag. 311. Fayet però aveva già nel 1830-44 notata 1 accusato rurale su 405 abitanti ed 1 accusato cittadino su 165 abitanti (Journ. des Econom., 1847).
[55] Cfr. FORNASARI DI VERCE, op. cit, § 25-31 e 34-42.
[56] Cfr. FORNASARI DI VERCE, op. cit, § 62-68.
[57] V. Tre Tribuni studiati da un alienista, di C. LOMBROSO, Bocca, 1887, pag. 157, 158, 159.
[58] Vedi LOMBROSO. Delitto politico e criminalità. Bocca, 1895.—ID., Pensiero e meteore. «Bibliot. intern.», Milano, 1875.
[59] Chi compari la più antica leggenda Semita, quella di Eva, colle altre che corsero sulla Saoma nell'India, e sul Medh nel nord d'Europa, intravvede che si trattava di quel frutto, il pomo, forse, tanto indiziato dalla tradizione popolare, donde escì il primo liquore fermentato, il sidro, mentre col biblico albero della vita, che gli stava vicino, si voleva probabilmente alludere a quell'altro, la vigna, detto in Accadico gestin, legno della vita, donde si trasse l'alcool o l'acqua della vita, così omologo nel significato all'amrita—l'immortale degli Indiani, ed all'abrotos del Greci.
Coloro che, in grazia alle condizioni economiche o di clima o di casta, fecero solo un parco uso delle sostanze fermentate o dei loro sostitutivi, oppio, coca, ecc., non ne videro se non la strana e benefica efficacia, l'eccitamento meraviglioso dell'intelligenza e della memoria, e delle più nobili passioni, dell'amore sopratutto e della benevolenza. Al succo dell'asclepias, alla Soma, quindi, attribuirono facoltà meravigliose, e non solo la ispirazione poetica, ma il coraggio degli eroi, e perfino la virtù di rendere immortali (amrita). «Noi abbiamo bevuto la Soma (Rig. Veda, VIII, p. 48); noi divenimmo immortali, entrammo nella luce, ecc.»—Il Soma che genera gli inni ed il talento del poeta (idem, IX, 25).
Nel Yacna di Zoroastro, il succo dell'Haoma, che è tutt'uno del Soma «allontana la morte».
Il sacerdote era sinonimo di bevitor di Soma; e poi finalmente il Soma stesso divenne, per quei rivolgimenti facili nelle creazioni popolari, un Dio, un Dio così potente da rivaleggiare col fuoco (Rig. Veda, IX, 96): «Soma, tu che fai i Richis, che dai il bene, padrone di un migliaio di canti, ecc., tu immortale, dai l'immortalità agli Dei e agli uomini».
La Saoma non era permessa che ai Bramini; così come nel Perù la coca era solo concessa ai discendenti dell'Incas; e fra i Chibcha ai preti, che se ne servivano come di un agente di ispirazione.
Anche il Med, la bevanda dell'Edda, di miele e sangue, faceva divenire poeti e saggi gli uomini (Kuhn, Die Herabkunst der Feuers, 1859). E qui ricordo come il grande Idhunna dell'Edda fu sedotto da Loki a carpir i pomi dell'immortalità, e tosto la sua Bragi gli fu rapita dai giganti.
E, qui, notisi che la Saoma, la quale è già spesso confusa coll'amrita (Veda, XIV) è detta qualche volta in sanscrito Madhu, che nello Zendo ha significato di vino; il che lega il Med Nordico, Madus Lituano e Mad sanscrito col nostro matto; e, infatti, Bacco, nato Dio, è versato in onore degli Dei; e il delirio bacchico è una virtù profetica, è la possessione del Dio: ed Esculapio era figlio di Bacco.
Gli Assiri ebbero, come i Sabei, sempre un albero sacro, che dapprima fu la stessa asclepia degli Indiani, e poi la palma, donde ancora si cava un liquore; e si noti che il nome presemita di Babilonia è Tin-tir-ki—luogo dell'albero della vita (Lenormant, De l'Orig. de l'Hist., 1879).
L'albero sacro agli Egizi era il ficus religiosa, donde traevano un liquore fermentato; e nei riti funerari le anime porgono la mano a berne il succo che le deve rendere immortali. Curioso è poi che questo del Ficus era nell'India il liquore profano che i Bramini porgevano alle plebi quando ne eran richiesti, invece della sacra Saoma (Katyalyana, X, 9).
[60] PLANCY, Légendes de l'ancien Testament, p. 121-122.
[61] MÉOS, Nouveau Recueil De l'hermite qui s'énivra.
[62] Il colèra nei temperanti diede mortalità del 19,9%. Il colèra nei bevitori diede mortalità del 91%.
[63] Matrimoni dei bevitori diedero, in media, 1,3 figliuoli. Matrimoni degli astemi diedero, in media, 4,1 figliuoli. (A. BAER, _Der Alkoholismus_, Berlin, 1878).
[64] Un uomo di 20 anni bevitore ha la vita media probabile di 15, l'astemio di 44.
I bevitori di birra hanno una vita media di anni 21,7. Quelli di alcool » » » 16,7. Quelli di alcool e birra » » » 16,1.
Su 97 bambini nati ad ubbriachi, 14 soli eran sani (BAER, op. cit.).
[65] Dal 1823 al 1826 gli ospizi di Filadelfia accettarono da 4 a 5000 poveri per anno ridotti a tale dall'ubbriachezza. Su 3000 del Massachussett ben 2900 erano nella stessa condizione. BAER, op. cit. p. 582.
[66] Nelle statistiche uffiziali 1870, calcolando in media 1 giorno festivo sopra 5 non festivi, si avrebbe questa proporzione per % di reati commessi nei giorni festivi:
Assise Tribunali ordinari
Ribellione, resistenza all'autorità pubblica 68,1 78,5 Stupro violento 65,4 67,4 Parricidio, uxoricidio, infanticidio 56,9 — Omicidio volontario 72,8 74,8 Omicidio in rissa 78 76 Giuochi in rissa — 83,8 Ferite con morte 71,3 — Ferite e percosse volontarie 69,6 82 Minaccie e vagabondaggio — 72,4 Grassazioni e furti 61,5 — Furti 61,2 66,8 Esposizione e supposizioni d'infanti — 34,8 Ricettazione e compra di cose furtive 63,9 — Sottrazione di depositi pubblici — 39,3 Truffe e appropriazioni indebite 33,9 62,4 Falsi diversi 47,8 49,4 Calunnie e false testimonianze 12 — Grassazioni e furti con omicidio 31,2 — Bancherotte 26,4 48,2 Danni di fondi — —
Tutti cioè i delitti d'impeto e contro le persone prevalgono nei giorni festivi su quelli di calcolo e di destrezza.
[67] Ueber die Beeiflussung einfacher psychischer Vorgänge durch einige Arzeneimittel. Jena, Fischer, 1892.
[68] Cfr. FORNASARI DI VERCE, Op. cit., § 25-31.
[69] Che l'aumento o la diminuzione nel consumo dell'alcool non abbia spiccata influenza sui crimini contro la proprietà senza violenza si vede p. e. da ciò che questi reati aumentano da 20.035 a 23.571 nel 1847 e da 21.545 a 23.017 nel 1854, parallelamente a un aumento di consumo nell'alcool; ma viceversa diminuiscono nel 1864 e nel 1871 da 14.075 a 13.202 o da 12.294 a 11.265, nonostante l'aumento sensibile del consumo da 0,85 a 0,90 e da 1,23 a 1,27.
[70] V. FORNASARI DI VERCE, op. cit., pag. 198.
[71] Op. cit., § 62-68.
[72] Op. cit., § 74-87.
[73] L'alcoolismo, Torino, Bocca, 1893.
[74] Vedi C. LOMBROSO E LASCHI, Il Delitto politico e le rivoluzioni, pag. 92.
[75] L'alcool (Revue des Deux Mondes, avril 1886).
[76] La fin de la Bohème (Revue des Deux Mondes, juillet 1871).
[77] Les conspirateurs, 1849.—LOMBROSO, Il delitto politico ecc.
[78] De la folie, etc. Paris, 1875.—LOMBROSO, Il delitto politico ecc.
[79] VENTURI, Sull'uso del tabacco da naso nei sani, pazzi e delinquenti (Il Manicomio, 1885, N. 2 e 3 e Archivio di Psich., VII, 630).
[80] Vedi Archivio di Psich., V, 378.
[81]
libbre di tabacco per persona
Olanda 6,92 Austria 3,77 Danimarca 3,70 Svizzera 3,24 Belgio 3,15 Germania 3,00 Francia 2,05 Svezia 1,87 Spagna 1,70 Italia 1,34 Russia 1,23
(COGHLAN, Wealth of New South Wales, 1895, pag. 303. Sydney).
[82]
Mayhew o. c. Glocester 26 condannati p. 10.000 ab. 35% analfab. Middlesex 24 » » 18 » » N. Wales 7 » » 33 » » Cornwall 8 » » 45 » »
[83] BARCE, The dang. class. of New-York, 1871.
[84] Dal bellissimo studio di Bosco nell'Omicidio negli Stati Uniti (Rivista Penale, dic. 1895).
[85] BARGOSI, Sull'istruzione obbligatoria, Firenze, 1865.—TORRE, Relazioni sulle leve in Italia, 1869, 71-72.—CARDON, Statistica delle Carceri. Roma. 1872-73.
[86] OETTINGEN, III ed., p. 597.
[87] Di queste non c'è che le scuole pubbliche.
[88] Relazione alla Commiss. di Statistica giudiziaria del BODIO, 1896 (Bozze).
[89] Relazione alla Commiss. di Statistica giudiziaria del BODIO, 1896 (Bozze).
[90] Relazione alla Commiss. di Statistica giudiziaria del BODIO, 1896 (Bozze).
[91] Atlante dell'Omicidio del FERRI, 1895.
[92]
1831-35 1876-80 Omicidi: Illetterati 59 % 31 % Sapenti leggere e scrivere 31 » 67 » Colti 4 » 2 »
Assassini: Illetterati 60 » 31 » Sapenti leggere e scrivere 36 » 67 » Colti 4 » 2 »
Infanticidi: Illetterati 85 » 52 » Sapenti leggere e scrivere 14 » 47 » Colti 1 » 1 »
Aborto: Illetterati 46 » 36 » Sapenti leggere e scrivere 39 » 58 » Colti 15 » 12 »
Reati contro il pudore negli adulti: Illetterati 55 » 34 » Sapenti leggere o scrivere 48 » 65 » Colti 2 » 1 »
Reati contro il pudore nei bambini: Illetterati 50 » 33 » Sapenti leggere o scrivere 41 » 60 » Colti 7 » 7 »
[93] B. N. TARNOWSKI, Jurisdiceswsy Westnick, 1889.
[94] Statist. giudiz. dell'Inghilterra, 1895. Revue de Paris, JOLY, N. 21, 1895.
[95] Il borsaiuolo e il feritore nei bagni imparano a spese dello Stato a fabbricarsi chiavi false, coltelli, a batter moneta; a litografar banconote, a divenire scassinatori.
[96] Revue Philosoph., 1894-95.
[97] Abbiamo omesse le tasse ferroviarie perchè per la enorme sperequazione dall'Italia settentrionale alla meridionale che deriva dalla deficienza di linee sarebbero riuscite un elemento perturbatore. Aggiungendo alle indicate tasse ed imposte le quote di ricchezza mobile per ritenuta, come mi consiglia Bodio, ho visto che la gradazione delle provincie non riesce modificata.
[98] I dati sono tutti di Bodio (1879-83) salvo i furti che sono di Ferri.—Le tasse e le imposte sono desunte dall'Annuario del ministero delle finanze, Statistica finanziaria (anni 1886-87).
[99] DE FOVILLE, La France économique, 1890.
[100] PANTALEONI, Delle regioni d'Italia in ordine alle loro ricchezze e al loro carico tributario (Giornale degli economisti, 1891).—ID., L'entità e le variazioni della ricchezza privata in Italia dal 1872 al 1888 (Giornale degli economisti, 1890).
[101] Atti della Commissione per la statistica giudiziaria—Sessione maggio 1895—sul movimento della delinquenza nel 1893. Relazione di L. BODIO, pag. 19.
[102] Anni di crisi, 1839, 1847, 1857, 1864, 1866, 1873, 1882.
[103] Cfr. FORNASARI DI VERCE, op. cit., §§ 62-68.
[104] Cfr. FORNASARI DI VERCE, op. cit., §§ 32-33, 44-48.
[105] I confronti della criminalità internazionale esposti in questa tabella vanno accolti naturalmente con certa riserva per le diverse condizioni morali e legistative dei vari paesi: ciò vale specialmente, ci nota il Bodio, pei reati contro il buon costume. È importante però che quanto agli omicidi le cifre delle ultime statistiche (L. BODIO, Sul movimento della delinquenza nel 1893, pag. 51) lasciano invariata la gradazione, salvo che l'Inghilterra passa al primo posto e la Scozia al secondo.
[106] Tutti i dati in proposito mi furon forniti dall'egregio dott. Lavagna su documenti raccolti nel Laboratorio di Economia Politica di Torino, creato con mirabile energia dal Cognetti de Martiis; ne rendo a lui vive grazie.
[107] Ricchezza infima da 0 a 100 libretti p. 1000 ab. (Corsica 20, Ardèche 97). Ricchezza media da 100 a 200 libretti p. 1000 ab. (Lot 101, Loire et Cher 190). Ricchezza massima da 200 a 406 libretti p. 1000 ab. (Seine 201, Sarthe 406).
[108] Annuaire de Économie politique, 1886.
[109] Relazione generale sui risultati della inchiesta statistica sulle condizioni igieniche e sanitarie nei Comuni del Regno.
[110] SCRIBNER'S, Statistical Atlas of the United States, 1880.
[111] MASK, Die Gezetzmässigkeit in Gesellschaftleben. München, 1877.—FORNASARI, o. c.
[112] Vedi E. FERRI, Dei sostitutivi penali, nell'Arch. di psich. ecc., I, p. 88.—Studi sulla criminalità in Francia, ecc. ecc. negli Ann. di Stat., S. 2ª, v. XXI, pag. 183.—FORNASARI, op. c.
[113] Vedi sopra pag. 130, 131. Mentre le persone colte dànno 5,6% di criminalità, negli attentati sui bambini il 12,9%, cioè mentre 1 su 20 appartiene alle professioni liberali in quei reati se ne nota i su 8 (STACKENBURG, La energia sessuale, 1896, Palermo).
[114] GUILLAUME, État de la question des prisons en Suède.—STEVENS, Les prisons cellulaires en Belgique.—MARRO, I caratteri dei delinquenti, Torino, 1887.
[115] Tutto questo capitolo venne con strano singolare amore riveduto nella parte statistica dall'illustre Bodio in modo da diventar quasi nuovo: del che gli esprimo la più viva gratitudine.
[116] Però Maxime Du Camp esaminando 33 detenuti cellulari durante la messa notò che: 3 leggevano la messa, 1 colla testa coperta fissando l'altare, 1 era in ginocchio, 1 faceva mostra di leggere il messale e leggeva il Magasin Pitoresque, 1 piangeva, 26 a tavola leggevano o lavoravano.
[117] In Prussia ci sarebbero stati:
protestanti cattolici nel 1855, 1 accusato ogni 3000 2800 » 1862 al 1865 » » 3400 3200
In Baviera, dal 1862 al 1866, furono accusati, in media, cattolici 108,2 per 75,0 protestanti (OETTINGEN, op. cit.).
[118] Riprodotta integralmente nella 2ª edizione del mio Incremento del delitto in Italia, 1879, Torino, Bocca.
[119] VIRGINIO POLIDORO, Della invenzione delle cose.—BIANCHI GIOVINI, Storia dei Papi, Tomo XXI, 1864.
[120] FERRERO nella Riforma Sociale, 1895.
[121] LISZT, Archiv f. Strafsrechtr., 1890.
[122] Statistica delle Carceri. Roma, 1873, CXXVIII.
[123] Su 1000 trovatelli a Bordeaux ne morirono in 10 anni 729. A Mosca in 94 anni entrarono 367.788 trovatelli, di cui morirono in tenera età 288.554, il 79%. HUGEL, Vortrag. üb. Mortalit. der Kind. 1856.
[124] Il 25% nel primo anno di entrata.
[125] LISZT, op. cit.
[126] BELTRANI-SCALIA, op. cit.
[127] Saggio di ricerche sulla natura morbosa del delitto, del dott. G. VIRGILIO, Roma, 1875.
[128] Archivio di psichiatria., XII, 1891.
[129] Thirtieth annual report of the executive committee of the Prison Association of New York, with accompanying documents, for the year 1874.—Transmitted to the legislature april 9, 1875.—Albany: Weed, Parsons and company, printers, 1875.—Lavoro, di cui devo render grazie alla cortesia del dell'onor. Beltrani-Scalia.
[130] Le forme di delinquenza furono 106:
Mala condotta 51 Massimo nella 5ª generazione 38 Furti 26 » » 10 Falso e truffa 3 » » — Grassazione ed omicidio 18 » » 8 Stupro 8 » » 5 Maschi 58 — Femmine 19.
[131] Tabella delle malattie per cui i Juke furono ricoverati in ospizi.
Deformità | Ciechi | | Sordomuti | | | Pazzi | | | | Idioti | | | | | Tisi | | | | | | Sifilide | | | | | | | Epilessia | | | | | | | | Altre malattie | | | | | | | | | Media | | | | | | | | | |
Juke 1 10 1 1 1 1 51 — 33 50% Id. Collaterali — 1 — — — 1 16 1 15 75% ———————————————————————————————————————————— Totale 1 11 1 1 1 2 67 1 48 62%
[132] KOCK, Zur statistik der Geisteskrankheiten in Würtemberg, pag. 161. Stuttgart, 1877.
[133] L'influenza diretta della pazzia è maggiore dal lato materno che dal paterno, come 150 a 140; ma nei maschi l'influenza patenza prevale di più come la materna nelle femmine, come 100 a 124 (STEWART, On hereditary insanity. London, 1874).
[134] LEGRAIN, Dégénérescence sociale et alcoolisme. Paris, 1875.
[135] BUCHNER, Die Macht des Vererbung. Leipzig, 1882.
[136] MARRO, I caratteri dei delinquenti. Torino, Bocca, 1887.
[137] ORCHANSKY, L'eredità nelle famiglie malate. Torino, Bocca, 1895.
[138] LOLLI, Stat. del manicomio di Imola, 1874, Imola.
[139] CARDON, Stat. delle carceri, 1871, Roma.
[140] MAYDEW, Op. cit.
[141] Oesterr. Strafanst., 1874, op. cit., Vienna.
[142] In Inghilterra (Leone Levy):
1857-1878 Popolazione criminale Popolazione onesta A 12 anni 1,1 13,52 » 16 » 3,2 22,58 » 21 » 18,1 9,59 » 30 » 32,4 16,66 » 40 » 21,0 12,80 » 50 » 13,1 10,05 » 60 » 7,1 7,32 in su 3,3 7,48
(Journ. of Statist. Society, 1882).
[143] ROSSI, 1ª Centuria di criminali, Torino, Bocca, 1885.
[144] Rubando gli attestati di merito per aver il premio alla fine d'anno.
[145] _La Pubertà ecc. (Bibbl. Antrop. Giurid.). _Torino, Bocca, 1896.
[146] QUETELET, Phys. Soc., 325.
[147] GUERRY, Sur la Stat. Morale de la France, pag. 24.
[148] Per stabilire questa età Marro si giovò degli esami originali, nei quali conservava le notizie anamnestiche ricavate dagli interrogatori dei varii delinquenti.
[149] RONCORONI, Influenza del sesso nella criminalità in Italia, 1893—Id, La criminalità femminile all'Estero, 1893, lavori di cui qui mi giovo sopratutto. —STARKE, Verbrechen und Verbrecher in Preussen 1854-78. Berlin, 1884.—EUGÉNE WÜRZBURGER,La statistique criminelle de l'Empire Allemand (Bulletin de l'Institut international de statistique. Rome, 1888).—BOSCO, Gli omicidi in alcuni Stati d'Europa (Bulletin de l'Institut international de statistique). Roma, 1889.—ID. Lo studio della delinquenza e la classificazione dei reati. Roma, 1893.—BODIO, Communication sur l'organisation de la statistique pénale en Italie (Institut international de statistique). Roma, 1890.—COGHLAN, Statistical Register for 1893. N. South Wales, 1892.—FERRI, Studi sulla criminalità in Francia dal 1826 al 1878, 1888.—FALKNER, Prison statistics of the United States for 1888.—ID., Statist. of prisoner, 1890.
[150] Phisyque Sociale, 2ª ediz., Bruxelles, 1869, pag. 313. Ma nella pag. 354 esso ne fissa il massimo non più a 30, ma tra i 24 e 25, mentre nell'uomo sarebbe tra i 23 ed i 24; e nelle altre età vi sarebbe perfetta analogia fra i due sessi.
[151] RONCORONI, La criminalità femminile in Italia. Id. all'estero (Arch. di Psich., 1893).
[152]
In Italia nel 1871-72 fino a 10 anni: maschi 18,0, donne 25,5% » » 11 a 14 » » 57,0 » 43,5% » » 15 a 18 » » 23,0 » 27,0% » » oltre i 18 » » 2,0 » 4,0%
da 10 a 20 Anni: femmine 23, maschi 12 % da 20 a 30 » » 27 » 45 % da 30 a 40 » » 24 » 25 % da 40 a 50 » » 15 » 11 % da 50 a 60 » » 6 » 3,8% da 60 in su » » 2 » 0,9%
In Austria nel 1872-73, femmine 12,7, maschi 10,6 » » » 42,1 » 39,7 » » » 24,5 » 27,8 » » » 14,0 » 12,5 » » » 7,3 » 5,7 » » » 2,9 » 1,8
(Oesterr. Straf., 1874).
[153] Vedine la dimostrazione completa nel LOMBROSO E FERRERO, La donna delinquente e la prostituta.—RONCORONI, o. c.
[154] Vedi LOMBROSO E FERRERO, Donna delinquente e prostituta. Torino, 1894.
[155] Leon Levy (Journ. of Stat. Soc.,1880). Nel 1876 per grandi delinquenze i maschi alle femmine come:
Inghilterra 79 u. 21 d. 3,8 ad 1 Danimarca e Norvegia 80 » 20 » 4,8 » Olanda 81 » 19 » 4,5 » Francia 83 » 17 » 4,1 » Austria 17 » 17 » 4,0 » Prussia 85 » 15 » 5,0 » Russia 91 » 9 » 10,0 »
[156] Secondo Mayr il massimo della delinquenza è per l'uomo da 18 a 21 anni, per le donne dai 30 ai 40.
[157] Ecco la statistica delle condanne a morte che si sono pronunciate in Francia dal 1833 al 1880: «Durante quel periodo di 47 anni si pronunciarono 1775 condanne capitali. I condannati si dividono in 1570 uomini e 205 donne.—Per riguardo all'età: 107 dai sedici ai ventun anni; 582 dai ventuno ai trenta anni; 534 dai trenta ai quaranta; 180 dai cinquanta ai sessanta; e 69 dai sessanta in su.—Per rapporto alla professione: di classe agricola 817, operai di diverse industrie 516, mercanti ed impiegati di commercio 191, gente senza professione 120, proprietari ed esercenti professioni liberali 81, e 50 domestici».
[158] E. N. TARNOWSKI, I delitti di sangue e le istituzioni sociali (Messag. Giurid., Juridicesk Vistorick).
[159] FAYET, Séance de l'Académie, ecc. Paris, 1847.
[160] CARDON, Statistica delle carceri. Roma, 1874.
[161]
In Austria 1 ogni 856 civili e ogni 78 militari In Olanda » » 4330 » » 173 » In Francia » » 7460 » » 139 »
[162] Calcolo, seguendo le indicazioni dell'onor. generale Torre (op. cit.), a 157.275 i soldati di terra in servizio attivo, più 11.931 ufficiali, e 18.000 marinai; escludo dai delinquenti militari 217 guardie di finanza e di pubblica sicurezza; vi lascio 345, i quali erano stati condannati già per furto, e che passano per una disposizione del Codice militare il resto della ferma nelle compagnie di disciplina, e in tutto così i condannati sommano a 1668.—Nel 1871 i condannati militari sommarono a 2319, di cui 463 condannati in antecedenza per furto, il contingente effettivo era in complesso, coi marinai e gli ufficiali, di 199.980.
[163] Nel 1869, su 87.586 ordinanze della Camera di Consiglio o del Giudice Istruttore. 44.079 non ebbero esito per esserne sconosciuti gli autori.—Nel 1862-66, il 68% dei crimini, il 54% delle contravvenzioni, in Baviera, andarono impuniti, per esserne ignoti gli autori, o non provati sufficientemente i reati (Mayhew).
[164] LUNIER, Nouveau Dictionnaire de Médecine. Paris, 1872.—GIRARD DE CAILLOUX, Études pratiques sur les aliénés. Paris, 1863.
Girard(Senna 1852) Lunier (Francia 1856-61) Artisti 1 ogni 3292 1 ogni 104 Giuristi » 544 » 119 Letterati » 1035 » 280 Ecclesiastici » 706 » 253 Medici e farmacisti » 1602 » 259 Impiegati » 1621 » 727 Banchieri » 2571 » 5487 Domestici » 609 Calzolai e sarti » 1807 Proprietari » 5547 » 3609 Agricoltori » 11403 »18819 Militari » 553 » 1711 Minatori » 132 Operai metallurgici » 732 Osti, ecc. » 1700
LOLLI, sopra più di 1000 alienati, notò, che mentre gli agricoltori formano
il 49 % della popolazione, dànno 34 % di alienati gli artigiani 12,3 » » » 12,9 » » Domestici 2,64 » » » 2,17 » » Possidenti 2,78 » » » 6,23 » » Commercianti 2,7 » » » 1,26 » » Impiegati — » » » 1,32 » » Clero 0,6 » » » 1,37 » » Professioni liberali — » » » 1,26 » »
[165] Ueber individuelle Faktoren des Verbrechens, in Zeitschrift für die gesammte Straßwissenschaft, 1891, Erstes Heft.
[166] Nineteenth Year Book, New-York State Riformatory at Elmira, 1894, pag. 34.
[167] Id. id., pag. 15.
[168] Vedi MORDINI, Relazione al R. Ministero, Roma, 1874.—MONNIER, Sulla Camorra, 1861.
[169] B. SCALIA, Storia della riforma delle carceri in Italia, 1868, pag. 288.
[170] Vedi DU BOYS, Histoire du Droit criminel, 1860.
[171] P. MOLMENTI, I banditi della repubblica di Venezia. Firenze, R. Bemporad e figlio, 1896.
[172] Op. cit.
[173] «Secondo me, scrivemi Vincenzo Maggiorani, la mafia rappresenta lo stato acuto di una malattia, che più o meno invade tutti i popoli che vivono più vi cino all'Oriente o ne derivano; p. es., nella mia mente i fatti che accadono periodicamente nella Spagna non sono che una forma diversa dello stesso male. Niente di simile troverai nell'Europa Nordica; una linea isotermica segna le linee di questo temperamento», ecc.
[174] Questo fa riconosciuto dalla diligentissima Relaz. della Commissione d'Inchiesta; op. c.
[175] Per es. alla Cascina del Ticinello, detta con lugubre antonomasia La Mantova. Vedi la mia Inchiesta Agricola, Milano, 1875. Recentissimo indagini, che completano i miei studi tanto combattuti sul mais, dimostrano esservi un alcaloide, che presenta tatti i caratteri chimici e fisiologici della stricnina (Vedi mio Trattato clinico della pellagra. Torino, 1895.
[176] WILLIAMS, Fije and the Fijians, I, 128.
[177] Among the Shans, 160.
[178] Su 49.473 arrestati a Nuova York, 32.225 erano emigranti, di cui il 16% illetterati. BARCK, The Dang. Classes, 1871. Su 38000 detenuti in America, 20.000 erano figli di stranieri (B. Scalia).
[179] Crediamo utile darne il tenore:
«Sua Maestà, avendo richiamate le dichiarazioni del fu Re suo bisavolo, agosto 1671 e gennaio 1686, che proibiscono (sotto pena di galera perpetua contro gli uomini, e di quelle altre pene afflittive contro le donne, che parranno ai giudici d'infliggere) ad ogni suo suddito di andare in pellegrinaggio a San Giacomo in Gallizia, a Nostra Donna di Loreto e in altri luoghi fuori del Regno, senza un permesso espresso da Sua Maestà, contrassegnato da uno dei suoi segretari di Stato, sulla approvazione del Vescovo Diocesano.
«Sua Maestà essendo informata che, malgrado questi ordini, molti dei suoi sudditi trascurano di domandare il permesso od abusano in vari modi di quelli ottenuti; e sotto il pretesto specioso di devozione abbandonano le loro famiglie, i parenti, i padroni, le professioni, i mestieri per darsi ad una vita errante, piena di ozio e di libertinaggio, che li porta spesso al delitto:
«Che altri sortendo dal regno nella speranza di stabilirsi altrove con maggior utile, uon trovano poi nè i vantaggi, nè i soccorsi che avrebbero nella loro patria quando vi tenessero una buona condotta; e la più parte muoiono di miseria sulla strada, o corron rischio di esser arruolati di buon o mal grado nelle truppe delle potenze vicine;
«Che spesso accade anche che dei soldati in servizio di Sua Maestà si mescolano fra questi vagabondi, o col favore del loro numero disertano; Sua Maestà giudicando necessario, per il bene del servizio e per quello del pubblico, di fermare il corso di questi disordini, togliendo il pretesto che li fa nascere, fa espressa inibizione a tutti i suoi sudditi, a qualunque età, sesso e condizione appartengano, di andare in pellegrinaggio a San Giacomo di Gallizia, a Nostra Donna di Loreto e di Monferrato, ed altri luoghi fuori del suo dominio, e qualunque siane la causa o il pretesto, e ciò sotto pena di galera perpetua per gli uomini, ecc., ecc.
«Dichiarando nulli e di nessun effetto tutti i permessi che furono in precedenza accordati».
[180] Avv. LOCATELLI, Op. cit.
[181] LOMBROSO E LASCHI, Delitto politico, 1890. Parte I.
[182] Furono i Mainotti del Monte Taigeto (Sparta) che proclamarono pei primi l'indipendenza (GERVINUS, Risorgimento della Grecia, 1864).
[183] Vedi Delitto politico di LOMBROSO E LASCHI, 1890.
[184] Vedi Delitto politico di LOMBROSO E LASCHI, 1890.
[185] Vedi Delitto politico di LOMBROSO E LASCHI, 1890.
[186] Vedi Delitto politico di LOMBROSO E LASCHI, 1890.
[187] Vedi Delitto politico di LOMBROSO E LASCHI, 1890.
[188] Livorno (Vedi N. MAGRI ed A. SANTELLI, Lo stato antico e moderno di Livorno) fu popolata dai Liburni, popoli dell'Illirico, inventori della Galeotte liburne e insigni pirati, i quali, venuti a predare nel mare toscano, ove era l'antico e forse distrutto tempio di Labrone, vi edificarono una stazione o ritiro. I Liguri Apuani furono ribelli costanti sotto i Romani.
[189] L'innesto Germanico pare vi avvenisse anche in epoche preistoriche; certo nelle sepolture preistoriche della Polonia, Prussia, come a Volinia, si trovano cranii doligocefali, ortognati coi caratteri germanici (Dict. d'anthropol.).
[190] Revue de Deux Mondes, 1882.
[191] LOMBROSO, Tre Tribuni, 1887.—Troppo presto, 1889.
[192] Politicon, lib. V, cap. II. È un fatto curioso che tutti gli autori che studiarono e scrissero delle rivoluzioni, non fanno che copiare Aristotile, perchè, positivista di genio, vissuto in mezzo ad un numero grande di piccole rivoluzioni, ne vide e ne apprese forse più che tutti i successori.
[193] Histoire de Florence, vol. VI.
[194] SARMIENTO, Civilisation y Barbaria. Buenos Ayres, 1869.
[195] La Russie sous les Czars. Paris.
[196] Vedi LESTINGI, L'Associazione della Fratellanza (Arch. di psichiatria, vol. V, p. 452).
[197] Storia delle rivoluzioni d'Italia. Milano, 1870.
[198] Le vieux neuf, 1877.
[199] Revolut. of Spain, 1837.
[200] Memoires of Ferdinand, 1824.
[201] RENAN, Études d'histoire israélite.—Revue des Deux Mondes, août, 1888.
[202] La Russie sectaire (sectes réligieuses), par N. TSAKMI. Paris, 1886.
[203] La teoria economica della costituzione politica, 1885.
[204] Forse l'idea è troppo ardita ma non manca di prove. Per es., il Bonaccorsi, podestà di Reggio, essendosi mostrato incline ai poveri vi fu dopo 8 mesi licenziato dai Ghibellini (Memoriale Potestatum Regiensium, VIII, 1126).
[205] ROSSI, Il fattore economico nei moti rivoluzionari.—Archivio di psichiatria, scienze penali ed antropologia criminale, vol. IX, fasc. I.
[206] Genesi e sviluppo delle varie forme di convivenza civile e politica. Torino, 1878, pag. 16.
[207] MOMMSEN, Storia Romana, trad. SANDRIN, vol. I, pag. 288.
[208] Degli 5258 Comuni d'Italia, 2813 con undici milioni e mezzo di abitanti sono soggetti alla malaria e in 2025 altri Comuni, con una popolazione di 8 milioni, i casi si verificano con una certa frequenza (BODIO, Bulletin de l'Institut international de statistique, 1887.
[209] Le rivolte pretoriane e quelle militari, che diedero origine ai trenta o meglio diciannove tiranni ribelli dei tempi di Galieno, avvennero nell'Impero Romano, ma quando questo imbarbariva e s'era fatto Asiatico, il che conferma dunque il nostro asserto.
[210] HARTWIG, nei Florentinische Studien, lo dichiara una leggenda.
[211] Essais de politiques. Paris, 1734.
[212] Verbrechen und Verbrecher in Prussen, 1854-1878. Berlin, 1884.
[213] ZANARDELLI, Progetto del Nuovo Codice Penale. Roma, 1888.
[214] Troppo presto di C. LOMBROSO, 1889.—Appunti al Nuovo Codice Penale, 1889.
[215] Vedi le bellissime tavole dell'Annuario del Ministero delle Finanze, 1887.
[216] Vedi le bellissime tavole dell'Annuario del Ministero delle Finanze, 1887.
[217] BOURNET, Criminalité en Corse, 1887 (Archivio di Psichiatria, VIII, 6).
[218] Chi fu nella triste impresa contro il brigantaggio del Sud, sa che molti dei capitani della G. N. erano manutengoli dei briganti—e molti dei depositi d'armi della guardia nazionale dei piccoli paesi erano i loro arsenali. Nel maggio 1861 si scioglieva la guardia nazionale di Carbona, perchè fece, d'accordo coi briganti, fuoco sulla truppa, e quella di Castelcicala, perchè i suoi membri eran d'accordo coi briganti.
[219] La pubblica sicurezza a Mantova, 1871.
[220] Tutti questi ritratti sono divisi in dieci categorie; un indice esattissimo rende conto con brevi cenni delle gesta d'ogni individuo. Una seconda fotografia d'ogni personaggio dell'Album è aggiunta all'incartamento che lo riguarda. Le categorie sono le seguenti:
1º Assassini, briganti e incendiari; 2º I ladri che ricorrono alle violenze; 3º I borsaiuoli; 4º I cavalieri d'industria; 5º I cosidetti accalappiatori dei provinciali alla capitale (Bauernfänger); 6º I falsi monetari; 7º I peccatori contro i buoni costumi; 8º Le prostitute che mantengono relazioni con gente compromessa colla giustizia o che per delitti propri espiarono una pena; 9º Le persone ricercate dalla polizia di altre città del regno e di cui alla polizia della capitale venne spedito il ritratto per le opportune indagini; e finalmente sotto la 10ª categoria le persone forestiere ricercate dalla polizia di Stati stranieri.
[221] In Vienna 150 Vertraute in 9 mesi del 1872 arrestarono 4958 delinquenti, fra cui 1426 ladri e 472 truffatori (HAYBENZ, Wiener Verbrechen, nella Deut. Rundschau, 1875).
[222] G. BONOMI, Project of an instrument for the identification of person., 1892.—COMPAGNONE, Il Casellario giudiziario, 1888.—COSENZA, Relazione sul Casellario, 1895, Milano.—ANFOSSO, Il Casellario giudiziario, 1896, Torino.—A. BERTILLON, Identification anthropométrique. Instruction signalétiques. Nouvelle édition, Melun, 1893.—ID., La photographie judiciaire ecc., 1890.—LOMBROSO, Les applications de l'Anthrop. Criminelle, 1892, Paris, Alcan.
[223] LOMBROSO, Delitto di libidine, 1889.—PENTA, I pervertimenti sessuali ecc., 1893.—VIAZZI, Reati sessuali, 1896.—KRAFFT-EBING, Psicopatie sessuali, 6ª ediz. Torino, 1895.
[224] Archivio di Psichiatria, II, 500; XII, 550.
[225] Vidimo sopra quanto si notò nei paesi più barbari e più civili.
[226]
Stupri, ecc. su adulti Stupri, ecc. su fanciulli Lavori Pene Lavori Pene Periodi forzati Carceri correz. forzati Carceri carcer. % % % % % % I. 1826-30 10,2 56,7 32,2 78,5 3,9 17,5 II. 1831-35 11,8 35,5 52,2 34,4 25,2 40,2 III. 1836-40 13,4 23,4 63,3 20,5 32,7 46,4 IV. 1841-45 14,8 26,9 57,6 21,2 30,9 47,5 V. 1846-50 16,6 20,0 63,2 19,4 28,3 51,9 VI. 1851-55 17,8 25,5 55,7 21,3 31,7 46,7 VII. 1856-60 18,0 27,8 53,7 17,9 31,5 46,7 VIII. 1861-65 17,5 23,8 58,3 13,2 30,4 56,2 IX. 1866-69 10,7 27,0 62,8 12,1 26,5 61,3 X. 1872-76 18,6 30,8 50,5 13,1 27,6 59,0 1877 10,7 32,2 55,9 13,2 26,6 59,6 1878 12,9 30,6 56,4 14,6 22,4 62,8
[227] Dell'incremento del delitto in Italia, 1879.
[228] WILH. BODE, Habt ihr's je versucht? Bremerhaven, 1890.—Die Heilung der Trunksucht. Bremerhaven, 1890.—Alkool-Album. Bremerhaven, 1891.—G. BUNGE, Die Alkoholfrage. Vin Vortrag. 5 Aufl., Zürich, 1890.—A. FOKEL, Die Errichtung von Trinker-Asylen und ihren Einfugung in die Gesetzebung, 1890.—Die Reform der Gesellschaft durch die völlige Enthaltung von alkoholischen Getränken, 1891.—KORSAKOFF. Lois et mesures prophilathique, Turin, 1894.—BROSA, Progetto di legge olandese contro l'ubbriachezza, Arch. di Psich., I.—GOEMENN-BORGESIUS, Asilo d'ubriach. Arch. di Psich., V, 50.—ZERBOGLIO, Sull'alcoolismo, 1895.
[229] A Milano gli esercizi pubblici erano nel 1865 poco più di 1600, al 31 dicembre 1875 ammontavano a 2140, di cui 500 di liquori (LOCATELLI, op. c.).
Ubbriachi arrestati a Milano nel 1868 m. 976 f. 66 all'Ospedale 158 1870 1137 53 141 1872 1110 32 162
A Padova gli esercizi erano nel 1870 Provincia 973 Città 427 1875 1140 544 1880 1205 554
In Torino da 1387 nel 1878 crebbero a 1500 nel 1881 (LOMBROSO, Sull'alcoolismo. Torino, 1882).
[230] Legge del Mayne:
1º La fabbricazione, la vendita e la fornitura dei liquori inebbrianti sono proibite, se ne eccettui il caso richiesto dal medico o per scopo religioso o scientifico.
2º I liquori alcoolici richiesti in questi casi speciali non possono essere venduti che da un solo agente in ciascuna città, il quale non dee aver casa di pubblico sollazzo. L'agente che riceverà un salario fisso deve essere nominato dalla autorità municipale e versare una cauzione di 600 dollari (2210 L.)
3º Ogni vendita illegale di bevande inebbrianti è punita con ammenda di 10 dollari e con prigione fino alla soddisfazione dell'ammenda. La seconda infrazione è punita con ammenda di 10 dollari, la terza e le seguenti con 20 dollari e con prigionia da 3 a 6 mesi.
4º La fabbricazione dei liquori spiritosi è punita con ammenda di 100 dollari o prigione di 2 mesi. Per la seconda infrazione un'ammenda di 200 dollari o la prigione di 4 mesi, per la terza volta e le seguenti 200 dollari e la prigione di 4 mesi.
5º L'autorità può perquisire i luoghi ove suppone che esistano depositi di liquori, ogni quantità di bevanda di cui non si potrà procurare la prova d'importazione senza che vi sia stata contravvenzione legale, sarà presa e sarà distrutta.
6º Tutte le promesse di vendite di bevande illecite sono nulle.
7º Gli individui in istato d'ubbriachezza devono essere arrestati e detenuti fino a che abbiano fatto conoscere l'indirizzo dell'osteria ove si sono ubbriacati, ecc.
[231] ZERBOGLIO, L'Alcoolismo. Torino, Bocca, 1892.
[232] V. Archivio di Psichiatria e scienze penali, fasc. I e II, 1880: Sostitutivi penali dell'avv. Ferri, p. 224.
[233] Colkins calcola che nel 1867 si consumavano 78.000 libbre d'oppio agli Stati Uniti per ubbriacarsi (Opium and opium aether, 1671, Filadelfia). Nel Kentuky, la legislatura ordinò con editti che chiunque, per abuso d'oppio o di arsenico o droghe eccitanti sarà ridotto inabile a dirigersi, sarà posto sotto tutela o rinchiuso in un asilo come i bevoni abituali (Fazio, Dell'ubbriachezza, 1875, p 370). A Londra si introdussero nel 1857 ben 118.913 libbre d'oppio—nel 1862 il doppio quasi—a 280.750; e peggio noi centri industriali nel Lancashire (Fazio, op. c.).
[234] Era un miscuglio di etere etilico e metilico.
[235] Nella Revue d'hygiène, 1895, Ludwig suggerisce una bevanda aggradevole, il cui colore e gusto ricorda quello del vino bianco spumante. S'impiega zucchero biondo chilogr. 1, zucchero rosso chilogr. 1, orzo mondo gr. 500, luppolo gr. 30, coriandoli gr. 30, sambuco gr. 25, violette gr. 25, aceto 1 litro, acqua litri 50. Si prende una botte ben pulita e dopo avervi fatta una apertura quadrata, al posto del cocchiume, di 12 a 15 cm2. di lato, vi si getta dapprima lo zucchero e poi gli altri ingredienti. Si mescola il tutto accuratamente o si lascia in infusione per 8 giorni. Si mette allora la bevanda in bottiglie avendo cura di colarla con tela od altro e di servirsi di buoni turaccioli. Costa circa 7 centesimi il litro e dà l'illusione del vino a chi la beve.
[236] ZERBOGLIO, L'Alcoolismo. Torino, Bocca, 1892.
[237] V. HELLO, Des colon. agr. pénitentiaires, 1865.—SAUCEROTTE, Les colon. agr., 1867.
[238] LOMBARD, Annuaire Philantropique Génevois, 1893.
[239] LOW's Handbook to the charities of London. 1895-96, London.
[240] Valle di Pompei. Giornale dell'opera per l'educazione dei figli dei carcerati. Anno VI, 1895.—Calendario del Santuario di Pompei. Valle di Pompei, 1896.—BARTOLO LONGO, L'opera della valle di Pompei e la riforma dei carcerati, 1895.
[241] G. BONETTI, Cinque lustri di storia dell'Oratorio Salesiano. Torino, 1892.—D.r D'ESPINAY, Don Bosco, XII ed., 1890.—D. GIORDANI, La gioventù di D. Bosco, 1886.—ID., La carità nell'educazione, 1890.—F. CERRUTI, Le idee di D. Bosco, 1886, 4ª ed.
[242] Le Case di Barnardo a Londra, di PAOLA LOMBROSO, 1896.—The «Barnardo's Homes», The Night and day, London, Causeway Street.—HÉLÉNE ZIMMERN, Le riforme del dott. Barnardo, 1894.
[243] Tribuna giudiziaria, 1896.
[244] Delia, dite l'Oiseau Bleu, par E. M. WHITTEMOR. Genève, 1894.
[245] Autrefois et maintenant. Confessions. Genève. 1895.
[246] Vedi i lagni terribili dell'egr. magistrato LINO FERRIANI, Minorenni delinquenti, 1894—e il libro di DON CARLO DI S. MONTRUCCO, Salviamo il fanciullo, Milano, 1895.
[247] Truth about the Salvation Army, of ARNOLD WHITE, FRANCIS PARK and FERRAR, 1892, London.—BOOTH, Light in darkest England, 1892, London.
[248] Revue du Christianis. praticante, 1890-95. Vals.—MORCOM TAYLOR, Portraits and pictures of the West, London, Mission, 1893—MEARNS, The bitter cry of out cast. London, 1893.
[249] Travaux du Congrès de Montauban. Paris, 1885.
[250] «L'entrainement est une école de continence et de chasteté»; la Società contro la scostumatezza riescirebbe meglio al suo scopo se potesse dare il gusto alla nostra gioventù della ginnastica, ecc., più che colle prediche (TISSIÉ, Revue Scientifique, 1896).
[251] Come il buon Laurent non trova criminali nati nelle carceri perchè non li sa o non li vuole osservare, così Joly (Le combat ecc. pag. 116) non ne trova nei giovanetti delle scuole, ove fece un'inchiesta.—»Noi abbiamo degli infermi, degli anomali, gli risposero i maestri, ma essi sono inoffensivi».—Ma io nella inchiesta negli asili trovai dei rissosi, dei ladri, dei masturbatori, sopratutto dei calunniatori di 5 o 6 anni (Vedi Vol. I, P. III); e poi più sotto il Joly è costretto a confessare che ve ne sono che uccidono ecc., e che non sono nelle scuole perchè non vi sono mai tollerati. Oh! dove erano prima di esserne cacciati e andar in carcere?
[252] The Monist., Chicago, 1895.
[253] Chi ne dubitasse, ricordi il classicismo dei rivoluzionari dell'89 e legga VALLÉS, Le bachelier et l'insurgé, e vedrà quanto contribuisca quell'educazione discorde dal tempo a farne uno spostato ed un ribelle.
[254] La degenerazione umana, 1889.
[255] Mr. FRANCIS GALTON, On international antropometry. Dal «Bollettino dell'Istituto internazionale di Statistica», 1890.—Idea liberale, 1896 (maggio).
[256] L'educazione in rapporto alla criminalità, Roma, 1896.
[257] Vedremo nel capitolo seguente come Brokway ispirandosi a queste pagine creasse il Riformatorio d'Elmira, dando alla mia opera il più grande premio che un pensatore ne potesse sperare.
[258] Vedi la nota alla pag. precedente.
[259] Vedi la nota a pag. 404.
[260] Vedi la nota a pag. 404.
[261] Vedi la nota a pag. 404.
[262] Miss Carpenter che dedicò loro l'intera sua vita diceva: «Sono grandi fanciulli che la società deve governare come governa i fanciulli».
[263] Ch'io sappia, solo le carceri di Charlestown, di Chatam, di Portsmouth, di Alipore diedero proventi di poco inferiori alle spese. Nel 1871-72, Chatam e Portsmouth diedero, anzi, un avanzo di 17,759 Ster. DU CANE, 1872.—Secondo Garelli le carceri nostre costavano allo Stato 32 milioni e ne rendevano solo 1 e 1/2. Lezioni sulla riforma delle carceri, 1862.—Nella Relazione Sul lavoro dei detenuti, presentata nel 1876 dal Nicotera, troviamo che nel 1874-75 si aveano 38.407 detenuti operosi, di cui 400 in arti distinte (eban.), 32.178 inoperosi, 1/4 erano tessitori, 1/10 calzolai, 1/20 falegnami, 1/10 agricoltori, 1/40 alle saline.—L'utile netto per l'amministrazione nel 1871 fu di 1.632.530 ed il detenuto ebbe per prezzo della mano d'opera it. L. 0,473, il doppio quasi del Belgio 0,266, Ungheria 0,218 e dell'Austria 0,407. Notiamo qui che in Austria un condannato può essere obbligato a pagare un tanto per la sua detenzione; in Berna deve almen guadagnare 75 centesimi al dì prima di poter fruire del suo lavoro. In Francia tiene 1/3 del suo prodotto.
[264] BONETTI, Cinque lustri di storia dell'Oratorio Salesiano. Torino, 1892.
[265] Rendiconto dell'adunanza generale del Patronato. Milano, 1874.
[266] Dopo che queste righe erano scritte, nuove migliorie andarono introducendosi, ed il Governo con una circolare (29 novembre 1877, pubblicata in febbraio 1878), assai ben concepita, mostrava voler togliere molti degli abusi qui sopra lamentati.—Ma non suffragata da sussidii e da uomini competenti la circolare restò una grida spagnola.
[267]
N. di ricoverati Condannati per Arrestati per in riformatori per 100.000 abitanti 100.000 abitanti 100.000 abitanti
Italia 10 162 724 Sassonia 13 117 918 Francia 20 199 412 Belgio 31 54 432 Olanda 40 92 271
[268] Vedi nota a pag. 422.
[269] Vedi BARCE, Rapports sur les questions du programme du Congrès pénitentiaire international qui aura lieu à Stockholm—D'après quels principes convient-il d'organiser ces établissements affectés aux enfants vagabonds, mendiants, abandonnés, 1877; e opera cit, Dangerous classes of New-York, 1875.
[270] Rendiconto dell'adunanza generale dei signori soci dell'Opera Pia dei Riformatori dei giovani nella provincia di Milano (1872) agli onorevoli soci.
[271] V. BERTRAND, Essai sur l'intempérance, 1875.
[272] Revue du Christian. prat., 1892, Vals.
[273] L'extrême Orient, etc.—Revue scientifique, juin, 1888.
[274] È noto che lo Stato francese processò Goncourt, Flaubert, ecc., per immoralità letteraria.
[275] DONNAT, La politique expérimentale. Paris, 1895
[276] DUC DE NOAILLES, Il potere giudiziario agli Stati Uniti (Revue des Deux Mondes, 1º agosto 1888).
[277] LOMBROSO E LASCHI, Delitto politico e rivoluzione, 1891.
[278] Vedi BRUNIALTI A., _La legge e la libertà nello Stato moderno, _ parte 1ª, Torino, 1888.
[279]
In Svizzera: Basilea le carc. (Sist. Irl.) diedero 15 al 19% di recidivi S. Gallo collett. (Sistema Auburn) 19 » » Lucerna collett. » 45 » » Argovia collett. donne » 50 » » Idem (Sistema Irlandese) 28 » » Nel Baden (cellulari) 20 » » In Svezia e Norvegia (cellulare) il 28 al 38%.
(Vedi sopra al Vol. I per le altre cifre di recidivi nelle c. cellulari). Sui suicidi ho dei dubbî; ricordiamo il Cavaglia scrisse prima di uccidersi: 100 giorni di cella e 100 notti.
[280]
PAESI CARCERI SUICIDI Morti, pazzi e suicidi su 1000
Francia collettive 0,1 a 0,10% 42 al 66 Id. Mazas cellulari 0,3 » 35 Id. Roquette cellulari 0,09 » 25 riform. Belgio (Lovanio) cellulari 0,20 » 19 Olanda. cellulari 0,17 » 12 Id. non cell. 0,0 » — Norvegia non cell. 0,08 » 18
LECOUR, Du suicid. et de l'aliénat. dans les prisons. Paris, 1876; secondo lui, in America si ha: 1 morto su 49 carcerati nelle carceri comuni; invece in quelle a sistema Auburn 1 su 54.—In Francia 1 su 14 nelle cellulari. Secondo Alauzet, in 8 Case a sistema Auburn, in America, si avrebbe avuto una media di 1 su 50 con un minimo di 1 su 81. A Filadelfia il cellulare diede 1 su 33; in Francia si ha 1 morto su 20 nelle Case centrali, 1 su 21 a 27 nei bagni, nei liberi 1 su 39 (Essai sur les peines, 1863).
[281] Le monde des prisons. Paris, 1888.
[282] Le monde des prisons. Paris, 1888.
[283] Palimsesti del carcere. 1889, p. 21, 56.
[284] Gallo richiesto all'assise come essendo in cella avesse potuto comunicar coi complici: «Perchè non ci intendessimo, bisognerebbe collocarci uno in Francia e l'altro all'inferno» (Gazzetta dei Giuristi, 42).
[285] Vedi HOLTZENDORF, Das Irische Gefangensystem. Leipzig, 1859.—In., Bemerkungen über den gegenwartige Zustand der irische Gefange, 1862.—CROFTON, A brief descript of the irische convict., 1863.—In Inghilterra, secondo DU CANE, An Account of the Manner, etc. London, 1872, dopo l'isolamento cellulare di un anno riducibile a 9 mesi, si hanno due soli stadî ciascuno almeno di un anno, che si sorpassano tutti dopo conseguito 6560 marche, e appreso a leggere e scrivere; ogni giorno non festivo può il reo conseguirsene 8 di queste marche coll'assiduo lavoro, ed alla domenica 6 con la condotta; nei due ultimi anni, il lavoro è pagato a 18 e 20 scellini.
[286] PEARS, Prisons, ecc., 1872,—BELTRANI-SCALIA, op. cit.
[287] Vedansi i lavori bellissimi, in proposito, del BELTRANI-SCALIA (Rivista di discipline carcerarie, 1872-74), implacabile, ma sapiente oppositore dei colonisti penali e che va completamente d'accordo col TISSOT, Introd ph. au droit pénal, 1874, p. 305.
[288] Nel 1865 sopra una popolazione di 23.000 ne furono dati più di 100.000 colpi.
[289] Ed infatti, osservava Nocito (tornata 1º giugno 1878) si rubano tra loro il pane, le vesti, persino le scarpe, e dei poveri abitanti nemmeno i chiodi sui muri sono sicuri; nemmeno le sementi che essi vanno a scavare dalle zolle, come provarono appositi processi.
[290] Relazione della Commissione Parlamentare sui provvedimenti di P. S., 1875.
[291] G. CURCIO, Delle persone pregiudicate, nell'opera: Delle colonie e dell'emigrazione d'italiani all'estero di L. CARPI. Milano, 1874.
[292] Relazione statistica sui lavori compiuti nel circondario di Torino, del proc. cav. GALLO. Torino, 1878.
[293] LAVINI, Del modo con cui è amministrata la giustizia. Venezia, 1875.
[294] LOMBROSO, Sull'incremento al delitto in Italia, 2ª ed. Torino, Bocca, 1879.
[295] SCUPFER, Ub. Schwurgerich. Mannhein, 1873.
[296] CHIAVES, Giudice mal giudicato. Torino, Bocca, 1878.
[297]
Nel 1874 si fecero 3363 grazie » 1875 » 3488 » » 1876 » 3374 »
[298] BECCARIA, Dei delitti e delle pene, XX.
[299] La scienza della legislazione, libro III, parte IV, cap. 57.
[300] PUGLIESE, Sull'oralità dei dibattimenti, 1896.
[301] PUGLIESE, Sull'oralità dei dibattimenti, 1896.
[302] PUGLIESE, Sull'oralità dei dibattimenti, 1896.
[303] Chi dice invariabile seguenza di tutti i susseguenti come causata da antecedenti i quali perpetuamente si succedono cade nell'assurdo di uno infinito non ancora tale (BRUSA, Sul nuovo positivismo, Torino, 1889).—E Brusa è certo uno dei migliori anzi certo il migliore della vecchia scuola penale italiana.
[304] Vedi FERRERO, Les lois psychologiques du simbolisme. Paris, Alcan, 1894.
[305] Vedi FERRERO, Les lois psychologiques du simbolisme. Paris, Alcan, 1894.
[306] Vedi Vol. I, pag. 136 a 579.
[307] Vedi Vol. I. Agli esempi citativi, aggiungiamo i seguenti. I Neo-Caledoni sono odiatori di ogni lavoro; soffrire per soffrire, dicono essi, è meglio avere fame che lavorare; il più brigante è il più stimato (BURGAREL, Les races de l'Océanie, 1865).—Schweinfurt vide in alcune razze negre usarsi la carne umana a guisa di moneta.—Nelle tribù nomadi, dice Giraud-Teulon, il sentimento paterno non esiste; infanticidio è legge: il vero genitore non si conosce, onde il costume delle covate, ciò che si osserva ancora nei Baschi. In molti paesi selvaggi (Congo, p. es.) la donna prima o dopo il matrimonio si dovea prostituire alla comunità (Les orig. de la Famille, 1875). I selvaggi non possono fissare l'attenzione che per breve tempo; e così nei sentimenti non hanno continuità grande che sotto l'impulso delle passioni, che sono instabili, fugaci, ma violente come nei bimbi (SPENCER, Psych. of man, 1863). Nei Germani, il furto non clandestino, annunciato prima col corno o con un grido, non era considerato come un delitto infamante; come non lo era fino al 1500 e più l'assassinio politico.—Alle Isole Fidgi v'è il Dio degli adulteri (Timamburgo), degli assassini (Ravurava).
[308] Recentemente H. Ellis trovò nei pederasti il 66% con abitudini artistiche che Galton trova nella popolazione inglese solo nel 33% (Bulletin of the Psychol. Section of the Medic. Royal Society. Dec. 1895).
[309] Vedi Appendice, ed Archivio di Psichiatria, XVII, 1 e 2, 1896.
[310] Vedi Appendice e Atlante.
[311] Riporto perchè il lettore abbia sott'occhio la sintesi, completi parecchi periodi sparsi nei tre volumi.
[312] Vedi questo vol. III, Professioni, sesso, età, pag. 215 e segg.
[313] Gualda' povro reo, ecc. Cosa ha fatto? ecc. Eh! Cuasi nulla—Ha strozzato'r suo padrone (Cento sonetti. NERI TANFUCIO. Firenze, 1873, p. 39).
[314] MAURY, Mouvement moral de la société. Paris, 1860.
[315] WAGNER V. JAUREGG, Antrittsvorlesung an der psychiatrischen Klinik. Vienna, 1893.
[316] LOMBROSO, H. de génie, 2e éd., Paris, Carré, 1896.
[317] G. RUF, Die criminal Justiz, ihre Wiedersprüche und Zukunften. Innsbruk, 1870=.
[318] Genesi del Diritto penale, al cap. 212, detta: La società ha il diritto di far succedere la pena al delitto come mezzo necessario alla conservazione dei suoi individui.—BECCARIA, Dei delitti e delle pene: Le pene che oltrepassassero la necessità di conservare il deposito della salute pubblica sono ingiuste.—CARMIGNANI, Oggetto della civile imputazione non è di trarre vendetta del delitto, ma di fare che non si commetta in avvenire.
[319] POLETTI, Tutela penale. Torino, 1853; La legge universale di conservazione. Torino, 1856; Il delinquente. Udine. 1875.
[320] FRASSATI, La nuova Scuola di Diritto penale in Italia ed all'estero. Torino, Bocca, 1891.
[321] FRASSATI, op. cit.
[322] ποινή—poena—compenso. Nell'Iliade Achille sgozza dodici Trojani per ποινή, compenso dell'uccisione di Patroclo. Si riceve, gli dice Ajace, il compenso per l'uccisione di un fratello od un figlio.—L'omicida quando ha pagato ritorna ai suoi, e l'offeso così compensato rinuncia al risentimento. OMERO, Iliade, IX, 682.—La multa per l'omicidio di un Franco, era fra i Franchi di 200 soldi; si redimevano anche i furti. I servi perdevano la vita per delitti che all'uomo libero costavano solo 45 soldi (DAL GIUDICE, La vendetta nel diritto longobardo, 1876). Vedi sopra, Vol. I, parte 1ª.
[323] Opuscoli, 1871, pag. 42.
[324] Ricavo da un manoscritto curiosissimo, il quale contiene la registrazione de' giustiziati in Pavia a partire dall'anno 1596 fino ai nostri tempi, che essi ammontarono fino a 464, di cui 166 impiccati in piazza, 2 impiccati dopo l'amputazione della mano destra, 5 impiccati e poi bruciati, 12 tanagliati per via mentre si conducevano al patibolo, 37 tirati a coda di cavallo e poi squartati, 14 arruotati e lasciati morti sulla ruota, 63 decapitati, 2 decapitati previo il taglio della mano destra.
La pena di morte fino al 1100 si applicava in Francia a 116 delitti; i ladri eran arrotati e impiccati gli assassini; ma più tardi a tutti si applicò la ruota.
Dal 1770 al 1780 si arrotò L. per un furto di biancheria, Gal... per aver rubato del formaggio, al pari di Ber... che uccise la moglie (Mém. de Sanson).
Nel 1665 in Alvergna si impiccarono 276 individui » » decapitarono 44 » » » sonsi rotti gli arti a 32 » » » » abbruciati 3 » » » » mandati in galera 28 »
In una sola provincia si ebbero condannati per un numero doppio e più che in tutta la Francia, ora (Id.).
[325] CARRARA, Cardini della scienza penale italiana, 1875.
[326] Sociologie criminelle. Paris, 1894.
[327] FERRI, Op. cit.
[328] V. ASPIRALL, Cumulative Punishments, London, 1872.
[329] OLIVA, Della libertà condizionale. Trani, 1895.
[330] LOMBROSO, Les applications de l'anthropologie criminelle, Paris, Alcan, 1891.
[331] The New-York Reformatory in Elmira by ALEXANDER WINTER F. S. S., with a preface by HAVELOCK ELLIS. London, Sonnenschein e C., 1891.—_Fifteenth annual Report of the board of Managers of the N. Y. S. Reformatory at Elmira_. Trasmitted to the legislature, January, 1891. Reformatory Press. Vedi Appendice pel 1895.
[332] Questo consiglio direttivo del riformatorio si compose del sopraintendente generale e di altri cinque membri scelti dal Governatore e dal Senato.
[333] Legge 34, 49, Giorgio III, cap. IV: «Chi commise omicidio, alto tradimento, dev'essere tenuto in sicura custodia, finchè piaccia a S. M.».
[334] 23, 24, Vict., Cap. 75. Art. To make better provision for the custody and cure of criminal lunatics.—Il segretario di Stato può mandare in questi asili: 1. I pazzi criminali nel senso della legge di Giorgio III; 2. I carcerati impazziti, incapaci di sottostare per imbecillità o idiozia alle discipline carcerarie.
«Un alienato che commette un delitto è un ammalato e non un reo, e deve esservi ritenuto finchè dia guarentigia di guarigione». Legge di Scozia, Vict., cap. 60.
[335] Al 1º gennaio 1868 ne erano presenti a Broadmoor 616, di cui 506 uomini e 110 donne. Di essi erano:
Riconosciuti pazzi durante il processo 85 uomini, 28 donne. Inquisiti prosciolti perchè riconosciuti pazzi subito 155 » 40 » Condannati impazziti durante l'espiazione della pena 266 » 42 »
Di questi 616, nel 1868 guarirono 8, morirono 7, fuggirono 5.
Erano rei di delitti capitali (omicidi, infanticidi) 257 188 m. 69 f. e di delitti semplici (ferimenti, incendi, furti) 204 152 » 52 » tentarono il suicidio 74 » 29 » erano già epilettici 43 » 6 » erano già maniaci 81 » 20 » si poterono impiegare in lavori (calzolai, ferrai; 23 nelle fabbriche) 141 » 69 »
Dal 1862 al 1868, su 770 entrati, guarirono 39, morirono 55, fuggirono 5.
Nell'asilo di Dundrum, in Irlanda, dal 1850 al 1863 vennero ricoverati 250 alienati criminali, 173 uomini e 77 donne, di cui 38 guarirono, 41 morirono, 3 fuggirono.
Rei di omicidio 70 (infanticidi 9) » di effrazione 12 » di aggressione 30 » di furto 12 » di ferimento 14 » di piccoli reati 32
SIMON, Die Behandlung ecc. (op. cit).—PELMANN, Psychiatr. Reiseerinnerung aus England, 1870.—Report for the select committee on lunatics, 1863.—Seventh report on the criminal lunatics, 1869.—FRAENCKEL, Bericht ueber die neueste amerik. psych. Literatur. Berlin, 1868.
[336] Vedi LOMBROSO, Sull'istituzione dei manicomî criminali, 1872.—BERGONZOLI, Sui pazzi criminali in Italia ed in Prussia, 1873.—Id. 1871—e TAMASSIA, La pazzia nei criminali in Italia, 1874, nel vol. II delle Memorie del Laboratorio di Medicina legale della R. Università di Pavia, 1875, del prof. CESARE LOMBROSO.—TAMBURINI, Sui manicomî criminali, 1873.—MONTI, Sui manicomî criminali, 1872.—BIFFI, Sui provvedimenti che occorrerebbero in Italia pei delinquenti pazzi, Milano, 1872.—CAPELLI, Sulla necessità dei manicomî criminali. Milano, 1872.—VIRGILIO, Sull'istituzione dei manicomî criminali. Milano, 1377.—RIGHI, Tornata parlamentare 17 aprile 1877, in cui assunse primo l'iniziativa politica di queste nuove istituzioni.
[337] Vedi pei dati statistici il Vol. II, pag. 266.
[338] Ann. méd psych., 1846, pag. 16. Si vedano per questi ed altri casi: BRIERRE DE BOISMONT, Les Fous criminels d'Angleterre, 1869.—FALMET, Sur les aliénés dangereux, 1870.—SOLBRIG, Verbrechen und Wahnsinn, München, 1870.—DELBRUCK, Zeits. für Psychiatrie, Bd. XX. pag. 478.—GOTSCH, id., Bd. XIX.—HOLTZENDORF, Verbrechen und Mord, 1875.
[339] Vedi nuovi esempi in HOLTZENDORFF, op. cit.
[340] Uno, D..., ebbe il padre e lo zio morti di demenza: impazzì nei primi giorni della prigionia. Altro, P..., era stato due altre volte al manicomio quando fu imprigionato. Uno era già stato folle e recidivo alla notizia del figlio morto in quei tumulti. Tutti mostrarono la forma dello stupore, ed ebbero, meno uno morto dopo violenta mania, un decorso mite (Alcuni fatti di pazzia susseguiti ai disordini del macinato. Zani, Bologna, 1870).—La sedizioncella di Vigevano (1876) ebbe per autore precipuo un monomaniaco, stato poi ricoverato nella mia clinica di Pavia.
[341] Il costo d'un infermiere in media vi è di 30 a 50 lire sterline; del capo infermiere da 150 a 175: del vice-capo da 40 a 60; i maritati hanno una casetta, scuola pei figli, tutti biblioteca, camera da studio e da fumare; eppure nel 1867 se ne licenziarono 69, e 64 nel 1868. Si ha un infermiere ogni 5 pazzi. A Dundrum 1 ogni 12.—L'importo de' sperperi in soli vestiarii salì in un anno a 512 sterline. A Dundrum il costo è di 28 lire sterline e 6 scellini per malato, mentre negli altri asili oscilla tra 16 a 23, però in questo conto non entrano i proventi della fattoria, che sono dalle 400 alle 218 lire sterline.
[342] A Bruchsal, su 84 casi acuti curati in infermeria speciale, ne guarirono 29.
[343] LOMBROSO E FERRERO, La donna delinquente e la prostituta, 1891.
[344] LOMBROSO, V.e Congrès Pénitentiaire. Rapport sur le 2e quésite, 1895.—MORAGLIA, nell'Arch. di Psich., 1894-95.
[345] RAFFAELLO BALESTRINI, Aborto, infanticidio ed esposizione d'infante. Studio giuridico-sociologico («Biblioteca antropologico-giuridica». Serie 2ª, vol. III). Torino, Bocca, 1888.
[346] BALESTRINI, op. cit
[347] BALESTRINI, op. cit.
[348] Vedi vol. II, pag. 204-265.
[349] LOMBROSO E LASCHI, Delitto politico, Bocca, 1890.
[350] Vedi L'Anarchia di C. LOMBROSO, 2ª ediz., 1895.
[351] FANI, Della deportazione. Perugia, 1896.
[352] Delitto politico ecc., Parte IV.
[353] Op. cit, pag. 397.
[354] FLORIAN, La teoria fisiologica della diffamazione, Torino, Bocca, 1893.
[355] BERENINI, Appunti al nuovo codice penale, 1892.
[356] Altrettanto, partendo dalla pratica o dal buon senso, concludeva ora a Milano il Proc. del Re, Mazza, constatando l'enorme quantità di separazioni avveratesi in Milano.
[357] SIGHELE, La teoria positiva della complicità. Torino, Bocca, 1694.
[358] Tornata parlamentare 17 aprile 1877, Risposta Mancini al deputato Righi. Recentemente CRISTIANI (L'esito più frequente della psicosi nei pazzi criminali, 1896. Arch. di Psichiatria) dimostrò come l'inguaribilità, la demenza (82%), e la morte (17%) ne siano l'esito più frequente, e più rare le guarigioni (5 a 8%) come in quasi tutti si ha prevalenza delle tendenze antisociali (87%). Nicholson imitando, senza citarlo, Garofalo, trova che i rei delinquono nel 75% per avidità, 15% per odio, 10% per libidine, mentre nei rei pazzi la proporzione è rispettivamente di 10, 83 e 7% («Journal of Mental Science», 1895, Oct.), quindi più pericolosi e feroci.
[359] Ann. d'hyg., 1877. Rivista penale, aprile, 1878.
[360] Ecco come proposi di riformare l'art. 46 succitato sopprimendo l'art. 47: Se la causa che gli tolse (in tutto od in parte) la coscienza del delinquere, o in ogni modo ve lo spinse, derivasse da vizio o malattia avente i caratteri di permanenza (monomania, epilessia, lipemania, pellagra, alcoolismo, meningite, o pazzia morale, ecc.), l'imputato dovrà esser ritenuto e curato in apposita casa di custodia fino a constatata guarigione. Con ciò ovviai d'introdurre in apparenza un ente od istituto nuovo nel meccanismo penale, riescendo però a rendere specificata l'antica custodia e ad applicarla, anche, a quelle malattie che senza appartenere alle alienazioni mentali riescono ai medesimi effetti, come già saggiamente consigliava il Mancini. Credo poi utile la soppressione dell'articolo 47, perchè reputo assai problematica l'imputabilità di coloro che vi sono contemplati, ed i suoi gradi non misurabili con precisione neppure da psichiatri; e perchè anche per gl'individui suddetti vale la presunzione che quando sieno posti in libertà riescano di pericolo al pari e peggio di prima; e perchè parrebbe giusto che la società dovesse attendere alla cura di essi nell'istesso modo che attende all'emendamento dei colpevoli.—Si accostano a codesta mia opinione i prof. Bini, Tamburini, Tamassia, Berti, Raggi.
[361] A tutta prima questa proposta pare assurda e di questa apparente assurdità si giovò il Mancini per confutare i partigiani dei manicomî criminali; ma egli non notava che è appunto pei casi dubbi, pei casi intermedi fra la follia e la ragione, fra cui i più frequenti sono i delitti senta causa, che giovano i manicomî criminali a raggiungere quello che più si ha in mira, la sicurezza sociale. Ricordiamo che un delitto senza causa è già per sè un indizio di pazzia. Beccaria dice che l'uomo sano non è capace di sentimenti inutilmente crudeli, non mossi da odio, da timore o da interesse.—Nel catalogo ms. dei giustiziati di Venezia trovo «un Matteo Bergamasco che fu ucciso nel prenderlo e poi appiccato per aver ammazzato due guardie ch'eran con lui e senza causa; et dicesi avesse impazzito, 1664». Ora chi sente orrore a questi giudizi, ma ancor più ai fatti atroci che li provocarono, non ha altre via che di porne gli autori al sicuro in un manicomio.
[362] Vedi Appendice.
[363] In Francia, dove, come ben osservò De-Foresta, il condannato non può ricorrere in Cassazione per semplici errori di forma, e dove ogni nuovo dibattimento o giudizio può portare condanna superiore alla prima, i ricorsi sono assai più rari e fondati su gravi motivi. Sui risparmi ottenuti da una simile misura non ci sarebbe di che mantenere tre manicomî criminali ed un grande stabilimento d'incorreggibili?
[364] J. CUÉNOUD, La criminalité à Genève au XIXme siècle. Genève, 1891.
[365] JOLY, La diminution du crime en Angleterre (Revue de Paris, déc. 1894).
[366] JOLY, La diminution du crime en Angleterre (Revue de Paris, déc. 1894).
[367] JOLY, La diminution du crime en Angleterre (Revue de Paris, déc. 1894).
[368] JOLY, La diminution du crime en Angleterre (Revue de Paris, déc. 1894).
[369] JOLY, La diminution du crime en Angleterre (Revue de Paris, déc. 1894).
[370] V. Atlante, Tav. XCV; Revue du christian. pratique, nov. 1994.
[371] PAOLUCCI, Revue des Revues, Mai 1896.
[372] Troppo presto di C. LOMBROSO, Torino, 1888.—Appunti al nuovo codice di FERRI, BERENINI, GAROFALO, BALESTRINI, LOMBROSO, Torino, Bocca, 1889.
[373] Vedi sopra, vol. II, pag. 255 e seg.—Vedi LOMBROSO E LASCHI, Delitto politico, ecc., Torino, Bocca, 1891.—Vedi LOMBROSO, Les applications de l'anthropologie criminelle Paris, Alcan, 1892.—LOMBROSO, Gli anarchici, 2ª ed., 1895.
[374] Vedi sopra, vol. II, pag. 255 e seg.—Vedi LOMBROSO E LASCHI, Delitto politico, ecc., Torino, Bocca, 1891.—Vedi LOMBROSO, Les applications de l'anthropologie criminelle Paris, Alcan, 1892.—LOMBROSO, Gli anarchici, 2ª ed., 1895.
[375] Commenti di nuovo codice penale, 1892-96.
[376] Archivio di psichiatria e antropologia, VIII, pag. 65.
[377] Id. id., VI, pag. 251.
[378] Nuova prova che l'idea del tipo è ormai diffusa naturalmente nelle plebi.
[379] Vedi pag. 398.—Monist, 1894.—VITALE, Studi antropologici in servizio alla pedagogia, Forlì, 1896.—MARMA, Ricerche antropologiche sui ragazzi, Torino, 1896.
[380] Vedi Le più recenti scoperte ecc. di C. LOMBROSO, 1893, pag. 350.
[381] Degenerazione, 2ª ediz., 1896.
[382] LOMBROSO, _L'antisemitismo, _1804.—ID., Il delitto politico, 1892.
[383] Vedi mio Delitto politico, III.
[384] Vedi mio Delitto politico, III.
[385] D.r FRANK, Ueber die Pilssymbiose der Leguminosen. Berlin, 1890.
[386] Uomo di genio, 5ª ed. Torino, 1895.
[387] D.r E. CORAINI, Osso parietale diviso in cranio umano e studio critico dell'anomalia («Bullet. R. Accademia Med. di Roma», Anno XX, 1893-94).
[388] BIANCHI e MARIMÒ, Anomalie dell'osso lagrimale in una serie di normali, di pazzi e di delinquenti («Atti della R. Accademia dei Fisiocritici», Serie VI, Vol. V).
[389] Archivio di Psichiatria, 1895, vol. XVI, p. 462.
[390] OTTOLENGHI, Sulla divisione per sutura verticale della lamina papiracea dell'etmoide nei degenerati («Archivio di Psichiatria», 1896, vol. XVII, p. 152).—Processi verbali della R. Accademia dei Fisiocritici di Siena. Marzo, aprile, giugno. 1895.—Su un osso soprannumerario della parete interna dell'orbita nei crani di degenerati («Gazzetta degli Ospedali», 1895, Giugno, N. 25).
[391] SPERINO E BOVERO, Sulla sutura metopico-basilare («Giornale della R. Accademia di medicina di Torino», 1896).
[392] D.r EUGENE S. TALBOT, The etiology of osseous Deformities of the head, face, jaw, and teeth. Chicago, 1894.
[393] Prof. F. MALTESE, Anomalie dei denti e delle arcate mascellari in crani criminali («Archivio di Psichiatria», 1896, vol. XVII, fasc. IV).
[394] D.r CARLO ASCOLI, _Sullo sviluppo del dente del giudizio nei criminali _ («Archivio di Psichiatria», 1896, vol. XVII, p. 205).
[395] ZUCCARELLI e MAUCERI, Il terzo dente (cosidetto «del senno «) della mascella superiore studiato in 271 crani («Atti della Società Romana di Antropologia», 1896, vol. III, fasc. 3º).
[396] Prof. P. PELLACANI, _Cranii di grassatori omicidi del Museo Anatomico di Bologna _(«Atti dell'XI Congresso Medico Internaz.», 1895, vol. V, p. 22).
[397] D.r DEL VECCHIO, Un'anomalia del condilo occipitale in grassatore omicida («Atti dell'XI Congresso Medico Internaz.», 1895, vol. V, p. 74).—OBICI e DEL VECCHIO, Intorno ad una nuova anomalia dei condili occipitali («Rivista di Freniatria», 1895, vol, XXI, fasc. 1º).
[398] D.r E. CORAINI, Emicenturia di crani di delinquenti («Atti dell'XI Congresso Medico Internaz.», 1895, vol. V, p. 71).
[399] Prof. C. WINKLER, Iets over Crimineele Anthropologie (Haarlem, De Erven, 1895). Traduzione francese fatta gentilmente per il Lombroso dal D.r PFUNGST («Arch, di Psich.», 1896).
[400] D.r P. H. J. BERENDS, _Eenige Schedelmaten van recruten, Moordelaare, Paranoiisten, Epileptici en Imbecillen._ Nijmegen, W. Fellinga, 1896.
[401] GUGLIELMO MONDIO, Nove cervelli di delinquenti («Arch. per l'Antrop. e l'Etnol.», vol. XXV, fasc. 1º-2º; «Arch. di Psich.», 1896, vol. XVII, fasc. V-VI).
[402] Le cifre tra parentesi rappresentano il peso dei cervelli non riprodotti nella tavola dell'Atlante.
[403] GENOD, Le cerveau des criminels (Storck e Masson 1894), recensito da Mingazzini nell'»Archivio di Psichiatria», 1895, vol. XVI, p. 156.
[404] CARRARA e RONCORONI, Cervello di Colli, brigante biellese («Arch. di Psichiatria», 1896, vol. XVII, fasc. IV).
[405] Prof. G. VALENTI, Un caso di saldatura immediata dei talami ottici («Atti dell'Accademia Medico-Chirurgica di Perugia» vol. VIII, fasc. 1º-2º e 3º, 1896).
[406] RONCORONI, La fine morfologia del cervello degli epilettici e dei delinquenti («Arch. di Psich., Scienze penali e Antr. crim.», vol. XVII, 1896, fasc. 1º-2º).
[407] Prof. G. VALENTI, Processo sopracondiloideo dell'omero in due criminali ed in una pazza («Atti dell'Accademia Medico-Chirurgica di Perugia», vol. VIII, fasc. 1º-2º).
[408] PENTA, Di alcune più importanti anomalie e del loro significato reversivo nelle mani e nei piedi dei delinquenti («Annali di nevrologia», 1894, fasc. IV, «Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, p. 328).
[409] Anomalie dei solchi palmari nei normali e nei criminali («Giornale della R. Accademia di medicina di Torino», 1895, fasc. 7º-8º: «Arch. di Psichiatria», 1896, vol. XVII, p. 38).
[410] D'ABUNDO, Le impronte digitali in 140 criminali («Arch. di Psichiatria», 1895, vol. XVI, p. 202).
[411] Eighteenth Year (1893) Book: New York State Reformatory at Elmira.
[412] Twentieth Year (1896) Book ecc.
[413] Prof. LORENZO TENCHINI, Di una singolare varietà dell'atlante umano («Arch. per l'Antrop. e l'Etnol.», 1896. vol. XXVI, fasc. 1º).
[414] D.r LEONARDO COGNETTI DE-MARTIIS, Le rughe dei pazzi («Archivio di Psichiatria», 1895, vol. XVI, pag. 552).
[415] LEPPMANN, Die Kriminalpsychologische und Kriminalpraktische Bedeutung des Tatowirens der Verbrechen («Vierteljahrs. f. Gerichtl. Medicin», 1894).
[416] Eighteenth Year Book (1893): New York State Reformatory at Elmira.
[417] Twentieth Year (1895) Book: New York State Riformatory at Elmira, 1896.
[418] OTTOLENGHI E ROSSI, Un nuovo tatuaggio etnico («Arch. di Psichiatria», 1895, vol. XVI, pag. 1).
[419] DE BLASIO, Usanze camorristiche: Lo sfregio («Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, pag. 562).
[420] D.r MARCO PITZORNO, Esame di un delinquente («Giornale della R. Accad. di medicina di Torino», 1895, p. 439).
[421] MOTTI, Anomalie degli organi interni dei degenerati («Atti dell'XI Congresso Medico Intern.», 1895, vol. IV, pag. 162).
[422] V. ROSSI, Studi sopra una seconda centuria di criminali comparati con quelli della prima centuria («Arch. di Psich.», 1895. vol. XVI, pag. 321, 497; 1896, vol. XVII, pag. 210).
[423] D.r GAETANO CORRADO, Intorno ad un Cranio-Cefalometrografo («Giornale di medicina legale», Anno I, fasc. V, 1894).
[424] D.r CESARE BELLONI, L'Indicecraniografo («Bollettino scientifico», Pavia, 1894, N. 4).
[425] D.r C. BELLONI, Di un nuovo algometro («Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, pag. 124).
[426] RONCORONI e ALBERTOTTI, Le sensibilità elettriche generale e dolorifica esaminate col faradireometro nei pazzi e normali («Arch. di Psich.», vol. XIV).
[427] Prof. OTTOLENGHI, La sensibilità e l'età («Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, pag. 540).
[428] RONCORONI e DIETTRICH, L'ergographie des aliénés («Arch. di Psich.», 1895).
[429] Il sonno ed i sogni («Arch. di Psich.», 1896, vol. XVII.
[430] D.r CARRARA, I giuochi dei criminali («Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, fasc. IV-V).
[431] JOSIAH FLINT, Revue des Revues, 1º aprile 1895. Riassunto in «Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, pag. 496).
[432] DE BLASIO, I geroglifici criminali ed i camorristi in carcere («Arch. di Psich.», 1896, vol. XVII, pag. 147).
[433] C. LOMBROSO, Sunday Magazine, 5 luglio 1896.
[434] DE RICKÈRE, Archives d'Anthrop. crimin., 1895, vol. X, pag. 641.
[435] BENEDIKT, Les grands criminels de Vienne («Archi. d'anthrop. criminelle», 1896, 15 gennaio, pag. 14).
[436] D.r COGNETTI, La psicologia di un delinquente nato («Arch. di Psich.», 1896, vol. XVII, pag. 308).
[437] D.r MUSSO e STURA, Caso tipico di follia morale («Arch. di Psich.», 1884, pag. 182).
[438] RINIERI DE ROCCHI, Storia di una famiglia per tre generazioni («Arch. di Psich.», 1895, vol. XVI, pag. 183).
[439] D.r R. NARDELLI, Atti dell'XI Congresso Medico Intern., 1895, vol. IV, pag. 132.
[440] GUGLIELMO FERRERO, La morale primitiva e l'atavismo del delitto («Arch. di Psich.», 1896. Vol. XVII, fasc. I-II).
[441] D.r ROBINSON, Il fanciullo primitivo («North American Review», Ottobre, 1895. Riassunto nell «Arch. di Psichiatria», 1895, vol. XVI, pag. 296).
[442] BUCKMANN, Nineteenth Century, novembre 1895. Riassunto nell'«Arch. di Psich.», 1895. vol. XVI, pag. 297.
[443] D.r E. DE SILVESTRI, Osservazioni di antropologia criminale nei bambini («Arch. di Psichiatria», 1895, vol. XVI, pag. 177).
[444] MORRISON, Zeitschrift für Pathologie u. Therapie. Iena, 1896. Riassunto nell'«Arch. di Psich.», 1896, vol. XVII, pag. 332.
[445] Un cas de criminalité remarquablement précoce («Archives d'Anthrop. crimin.», 1896, pag. 375).
[446] Prof. ENRICO MORSELLI, Esposizione accessuale degli organi genitali «Esibizionimo» come equivalente epilettoide («Bollettino della R. Accad. med. di Genova», vol. IX, fasc. 1º, 1894).
[447] Archivio di Psichiatria, 1896.
[448] VON BRERO, Infantilismo e femminismo in un epilettico («Nouvelle Iconographie de la Salpétrière», n. 4, 1895).
[449] D.r P. PENTA, La genesi corticale dell'epilessia («Atti dell'XI Congresso Medico Internaz.», vol. IV, pag. 95).
[450] North American Review, gennaio 1895.
[451] Twentieth Year (1895) Book: New-York State Reformatory at Elmira. Elmira, 1896 (Riassunto nell'«Arch. di Psich.», 1896, fasc. IV).
[452] LOMBROSO e CARRARA, Contributo all'antropologia dei Dinka («Giornale della R. Accademia di medicina di Torino», 1896. «Arch. di Psich.», 1896, vol. XVII, fasc. IV).
[453] Revue scientif., 1895, II, n. 23).
[454] Rivista Emporium, fasc. 17, maggio, 1896.—Revue des Revues, juin, 1896.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (dolicocefalia/doligocefalia, assassini/assassinî, pro/prò e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.