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Sonetti romaneschi

Giuseppe Gioachino Belli · 1889 · Free in the US

95,226 words · about 6 h 40 min to read

Period artwork: Interior of the Bodleian Library, 1845
About this edition

Free in the US: this text is in the public domain in the United States; it may still be in copyright elsewhere.

Licence: PD-US · Published in 1889 (before 1931): public domain in the United States. Text and transcription from it Wikisource by Wikisource contributors (transcription licensed CC BY-SA 4.0; contributors: https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Sonetti_romaneschi&action=history). · Wikisource contributors

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About this book

Author
Giuseppe Gioachino Belli
Language
Italian
Published
1889
Length
95,226 words · about 6 h 40 min
Sections
79 reader sections
Text
Digital text
Rights
Public domain in the United States

 

Contents (79)
  1. Front matter under 1 min
  2. Correzioni e Aggiunte about 10 min
  3. Glossario-indice about 1 min
  4. Glossario-indice - A about 9 min
  5. Glossario-indice - B about 6 min
  6. Glossario-indice - C about 13 min
  7. Glossario-indice - D about 3 min
  8. Glossario-indice - E about 1 min
  9. Glossario-indice - F about 5 min
  10. Glossario-indice - G about 4 min
  11. Glossario-indice - I about 4 min
  12. Glossario-indice - J under 1 min
  13. Glossario-indice - L about 2 min
  14. Glossario-indice - M about 6 min
  15. Glossario-indice - N about 1 min
  16. Glossario-indice - O about 1 min
  17. Glossario-indice - P about 8 min
  18. Glossario-indice - Q about 1 min
  19. Glossario-indice - R about 3 min
  20. Glossario-indice - S about 15 min
  21. Glossario-indice - T about 4 min
  22. Glossario-indice - U under 1 min
  23. Glossario-indice - V about 3 min
  24. Glossario-indice - Z about 2 min
  25. Introduzione about 12 min
  26. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti under 1 min
  27. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - A about 8 min
  28. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - B about 13 min
  29. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - C about 20 min
  30. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - D about 5 min
  31. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - E about 3 min
  32. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - f about 8 min
  33. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - G about 13 min
  34. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - H under 1 min
  35. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - I about 2 min
  36. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - J under 1 min
  37. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - K under 1 min
  38. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - L about 5 min
  39. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - M about 14 min
  40. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - N about 3 min
  41. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - O about 2 min
  42. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - P about 17 min
  43. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - Q about 1 min
  44. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - R about 11 min
  45. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - S about 11 min
  46. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - T about 7 min
  47. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - U about 2 min
  48. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - V about 5 min
  49. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - W, Y under 1 min
  50. Nomi propri e cose notabili di tutti i Sonetti - Z about 1 min
  51. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola under 1 min
  52. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - I about 7 min
  53. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - II about 18 min
  54. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - III about 52 min
  55. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - IV about 12 min
  56. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - V about 11 min
  57. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - VI about 22 min
  58. Prefazione: Da Pasquino al Belli e alla sua Scuola - VII about 11 min
  59. Sonetti apocrifi under 1 min
  60. Sonetti dal 1818 al 1829 under 1 min
  61. Sonetti dal 1828 al 1847 under 1 min
  62. Sonetti del 1830 under 1 min
  63. Sonetti del 1831 under 1 min
  64. Sonetti del 1832 under 1 min
  65. Sonetti del 1833 under 1 min
  66. Sonetti del 1834 under 1 min
  67. Sonetti del 1835 under 1 min
  68. Sonetti del 1836 under 1 min
  69. Sonetti del 1837 under 1 min
  70. Sonetti del 1838 under 1 min
  71. Sonetti del 1839-1942 under 1 min
  72. Sonetti del 1843 under 1 min
  73. Sonetti del 1844 under 1 min
  74. Sonetti del 1845 under 1 min
  75. Sonetti del 1846 under 1 min
  76. Sonetti del 1847 e 1849 under 1 min
  77. Sonetti italiani under 1 min
  78. Sonetti senza data II under 1 min
  79. Sonetti senza data I under 1 min

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Front matter

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ct

Indice

Correzioni e Aggiunte

ct ct

ct ct

P. , n. 1: Parini, leggi: Farini. P. , v. 7: saccocce, caggne — saccocce caggne. P. , v. 6: ffrabbicó — ffrabbicò. P. , nel titolo: rruga — rrugà. P. , v. 7, sostituisci la virgola al punto. P. , n. 10: Qnanno.... fijj — “Quanno.... fijji. P. , n. 1, dopo la parola: Quirinale, aggiungi: la mattina del 1° dicembre 1830, e poi invece di 3 dicembre, leggi: successivo giorno 3.

ct P. , n. 7, dopo “capate„ aggiungi: [cioè “scelte.„] P. , n. 2, dopo Barbarù, aggiungi: [Barbaroux]. P. , aggiungi questa nota: 4 Casotto vagante di burattini. [Intorno al quale può vedersi , I Rioni di Roma; Lapi edit., 1889; pag. 362.] E così la nota 4 diventa 5. P. , nella data del sonetto: 1882 — 1832. P. , n. 3, aggiungi in fine: [“Scossone„ a Firenze. — Sgrullà i panni: scuoterli.] P. e , leggi le note 4 e 2 in questo modo: [“Espressione ironica di tal quale umiltà, di cui si fa molto uso.„ Così il Belli, nel sonetto: Le gabbelle ecc., 19 nov. 36.] P. , v. 11: sta — stà. P. , nel titolo: fuma — fumà. P. , n. 3: Salume fatto — La “sórra,„ cioè quel salume fatto. P. , , e . I sonetti di queste pagine, benchè scritti tutti nello stesso giorno, andavano disposti in ordine cronologico più rigoroso, secondo il prima e il poi che si ricava dal luogo della data: e simile svista è occorsa anche in altri volumi, non però nel primo. P. , n. 2: Menantimo — Menantino. P. , n. 3, aggiungi in fine: [“La voce mancosus, e la sua valuta di calcolo sono giunti fino a noi, ed oggi nel vernacolo romanesco.... indica il numero collettivo di XXX: un mencoso o mengoso di allodole vuol dire precisamente trenta allodole.„ (, in Bullett. di Numism. e Sfrag.; Camerino, 1887; vol. III, n.º 3, pag. 85.) Come dunque il Belli afferma che voglia dire cento uccelli? Parecchi pollaroli da me interrogati mi hanno risposto concordemente che il vero mengóso è stato sempre, come dice il Capobianchi, una filza o un gruppo di trenta uccelli grossi, specialmente di allodole, e qualche volta anche tordi. Sempre però si sono anche fatti mengósi normali di quarantacinque, o di sessanta, o di novanta uccelletti, computandone tre per due allodole, o due o tre per una; e non è escluso che in via di capricciosa eccezione se ne sian fatti e se ne facciano anche di cento. Il Belli quindi ha confuso questa rara eccezione con la regola generale. — Cfr. anche la voce mengóti, usata da lui in altri sonetti.] P. , n. 9: de — de’. P. , n. 1: Bale — Bâle. P. , cambia nelle note i numeri 5, 6, 4, in 4, 5, 6. P. , n. 4: la stessa correzione che alle pag. 78 e 105. P. , n. 1: sostensorio — sostenzorio. P. , n. 5, correggila così: [Cioè, nel cesso.] P. , infine della nota 6, aggiungi: [O, come oggi si crede, di Augusto.] P. , v. 4: arimamnno — arimanno. P. , n. 5: spiedo — spiede. P. , n. 8, dopo l’ultima parola, metti una virgola, e aggiungi: se è vero, come mi viene assicurato, che s’usi anche a Firenze , e che indichi cosa più o meno diversa dall’“orzata„ e dalla “lattata.„ In fine poi dell’ultima nota, aggiungi: [“Mosca cieca,„ in Toscana.] P. , v. 10, i richiami delle note 3, 5, 5, vanno cambiati in 4, 5, 6. P. , infine della nota 4, aggiungi: V. però la nota 1 del sonetto: Campo Vaccino (1), 24 ag. 30. P. , v. 9, togli la virgola dopo Brussio, e mettila dopo Russio. P. , v. 8: S’arifirigge — S’arifrigge. P. , n. 6: Pampieri — Pompieri; e alla fine della n. 9, togli il segno della parentesi. P. , infine della nota 1, aggiungi: [Il 6 gennaio 1833, il Belli mandava in dono alla cugina Orsola Mazio (Cfr, vol. V, pag. 162-64) pinocchiate e ossi di morto o stinchetti, con una letterina in versi, nella quale, scherzando, le dava i titoli di spapòrchia e di ciarafàna. La cugina rispose il giorno 8:

Spaporchietta quale io sono, Ho gradito il tuo bel dono; . . . . . . . . . . . . . . . . . Ma se miro lo stinchetto, Ti ravviso, o Cuginetto;

Vedo poi nella diletta Pignoccata pallidetta Il color tuo parigino, Cuginetto cerotino ....

E il Belli notò in margine di aver replicato il giorno 9, con un sonetto romanesco della sua raccolta, che è senza dubbio il presente.] P. , n. 9, togli le parole aggiunte tra parentesi. P. -71, n. 9: asciarsi — a lasciarsi. ct P. , n. 14: stare e dovere, leggi: stare a dovere. P. , n. 11: “Capellari„ — “Cappellari.„, P. , n. 8: agli scarafaggi — alle piattole. Ibid., n. 9, dopo la parola domestici, aggiungi: [piattole]. P. , n. 14: Al Sentire — Al sentire. P. , infine della nota 12, aggiungi: [Si vedano, a questo proposito, le ultime righe della nota 8, a pag. 308 del vol. VI.] P. , n. 2, dopo le parole: per ischerzo, metti una virgola, e aggiungi: nel senso di “stizzoso, permaloso,„ come nel sonetto: Girolimo ecc., 1 ott. 31. P. , V. 8: Cassandrino — Ccasandrino. P. , infine della nota 6 aggiungi la parentesi quadra. P. , n. 7: ora l’una o l’altra — ora l’una ora l’altra. P. , v. 12, il num. 13 va cambiato in 12. P. , correggi la nota 5 come è detto nella nota 4 a pag. 290-91 del vol. V. P. , n. 10: dimorrò — dimorò. P. , v. 4, aggiungi dopo auffa il num. 4; e poi, a piè di pagina, nella nota corrispondente, cancella l’ultimo periodo e leggi così: Il 4 luglio 1807, l’Abate Cancellieri scriveva al Barone F. della Penna: “....è un mese, da che ogni giorno trangugio due gran fiaschi di acqua santa, che p..... a tutta passata. Onde son divenuto anch’io canonizabile, e da vendersi mezzo quattrino, giacchè tutti i cinque nuovi Santi„ (quelli, cioè, canonizzati poco più di un mese prima da Pio VII) “si vendevano a un baiocco, e il Santissimo Padre Santo a uffa, di cui v’era pure il ritratto, come andava strillando per le strade uno spacciatore imprudente e temerario, che fu giustamente arrestato.„ Ms. della Nazion. di Roma, Fondo Vitt. Em., 640, pag. 71.] P. , n. 1: questa città — queste città. P. , prima di chiudere con la parentesi l'ultima riga, aggiungi: Il 26 ottobre del 1835, il Belli mandava questo sonetto In morte di Geronimo nostro all’Amalia Bottini, con una “lettera dichiarativa,„ di cui ho trovato copia tra le suo carte: “I nostri discorsi (come suole accadere conversando, che di uno in altro proposito principiasi talora da un paio di occhiali e si termina coll’incendio di Troia) ci condussero negli scorsi giorni a parlare di quella romana generazione di letterati, i quali, fra sè ristretti e schivi di tutt’altri e tutt’altro che non sia loro e in loro, regalansi scambievolmente il modesto titolo di Santo-petto, e ciò per la santità del loro amore verso le lettere del Trecento, beate quelle e beato questo per omnia saecula saeculorum. Ricorderà, gentil Signora, come io Le narrassi essere uno di costoro venuto a morte nel 1834 e aver commossa la mia povera musa ottocentista a piangerne l’amarissima perdita. Or bene, io Le invio oggi i versi spremuti dal mio dolore in quella lugubre circostanza e consecrati a tutti i Santi-petti compilatori del Giornale Arcadico, giornale profetico, che, zoppo più di Zoilo nelle sue pubblicazioni, suole spesso annunziare, con data p. e. del 32, antichità dissotterrate nel 34. Se questa non è profezia bella e buona, Dio sa cosa ell’è. L’illustre defunto ebbe nome Girolamo Amati di Savignano. Fu veramente buon grecista, buon latinista, buono scrittore italiano. Molto seppe, moltissimo presunse. Con pochi usava: degli altri nè rispondeva pure al saluto. Sordido e senza camicia sotto i panni: di volto Satiro, e così di parole; e tuttavia ne’ suoi scritti, per umana contraddizione, non raro adulatore de’ potenti. Stridulo poi nella voce come cornacchia, e ruvido nel corpo e ne’ modi quanto il rovescio d’una impagliatura di sedia. A quella corrugata fronte, degnissima di un posto nella commedia de’ Rusteghi, profondevano i di lui confratelli il nome solenne di fronte omerica, in grazia forse del cervello che ricopriva. Ne’ miei 14 versi e nella nota dichiarativa incontransi alcuni de’ fiori di lingua onde vanno sparse le carte e olezzanti i colloqui de’ Santi-petti, ai quali il Segato di Belluno niente saprebbe più dare oltre quanto lor concesse la prodiga Natura. Se v’ha da ridere, signora Amalia, rida con me. Se poi, anzichè di riso provi Ella senso di nausea, laceri questi fogli e si rallegri colla dimenticanza e de’ Santi-petti e del loro encomiatore G. G. Belli„ P. , n. 1: de ponenti — de’ ponenti. P. , nel titolo: Monte-scistorio — Monte-scitorio. P. , n. 2: Le rivolge — Lo rivolge. ct P. , n. 1: si ci, leggi: ci si. P. , v. 12: jjjòja — jjòjja. P. , V. 13: dritto ddritto — ddritto dritto. P. , n. 2: libre — libbre. P. , v. 10: Ggnissuno — Ggnisuno. P. , n. 4: di farro — di gran duro. P. , nel titolo: zoffragio — zoffraggio. P. , correggi la nota 1 come è detto nell'altra nota 1 a pag. del vol. V. P. , n. 6: [altra.] — Altra. P. , V. 5: qua — cqua. P. , n, 5: [Si morde] — [Morde]. P. , n. 6: leggi l'ultimo periodetto così: “Sórra„ in Toscana. P. , v. 10, togli il punto dopo Canale, e metti la virgola. P. , n. 1: Muti-Papazzurri — Savorelli-Muti-Papazzurri. E cancella poi le parole: ai Savorelli, e. P. -03, n. 1: Dat tellu — Dat tellus. P. , n. 3: infinte — infinite. P. , v. 11: ttutto — tutto. P. , n. 2: 10 agosto — 16 agosto. P. , aggiungi questa nota alla fine del titolo: [Benchè possa anche darsi che il Belli usi qui il nome di Marco Spacca come un nome romanesco qualunque, tuttavia è sempre bene avvertire che così si chiamava realmente l'oste delle Cinque Lune, famoso per cucinare la trippa. Il celebre Calamatta, tornato nel 1844 a Roma, scriveva il 31 maggio al Mercuri a Parigi: “Roma non è più Roma: Marco Spacca non esiste più! Andetti per mangiare un piatto di trippetta alle Cinque Lune dal gran Marco Spacca, e mi dissero che lì non si mangiava più. Svenni dal cordoglio, e rinvenuto in me, volevo pigliar la posta per non più restare in questa misera città. Annunzia questa terribile nuova a Michelini: ma digliela un poco alla volta, altrimenti l'ammazzi.„ Vittorio Corbucci, L. Calamatta incisore; Civitavecchia, 1886; pag. 162.] P. , n. 11: bocchetti — bocchette. P. , alla fine della nota 2, aggiungi: [Ma c'è qualche eccezione. Cfr. la nota 4 a pag. 235 del vol. VI.] P. , n. 7: “dove sie„ — “dove se.„ P. , n.7: E negroscopio — [E Negroscopio.P. , V. 6: Sta’ attento — Sta’ attenta. E alla fine della nota 2, aggiungi: [Per il femminile attenta, si veda la nota 5 del sonetto: Le caluggne ecc., 26 dic. 44.] P. , v. 4: grostini — ggrostini. P. , n. 1: 1859 — 1863. P. , n. 13: cosidetta — cosiddetta. P. , n. 4: dai Romaneschi Ir — dai Romaneschi er. ct P. , n. 11: libra, leggi: libbra. P. , v. 11: pontescife — Pontescife. P. , v. 12: scacarccio — scacarcio. P. , nella data del sonetto: 23 — 25 P. -04, n. 4: 26 febbr. — 21 febbr. P. , v. 2: casca — cascà. P. , aggiungi questa nota al secondo verso: [Qui pure, come in qualche altro sonetto, manca la rima.] P. . n. 5: da supprì — da supprìso, supprì. P. , n. 12: 21 ott. 1830 — 21 ott. 1840. P. , n. 12, leggila così: [Su questo vocabolo, che qui è usato per contrapposizione a pivieri e sbusciafratte, si veda la nota 3 del sonetto: La madre ecc., 22 nov. 32.] P. , v. 1, aggiungi una lineetta dopo Ccorèa? P. , v. 4: Tterrarscina — Tterrascina. P. , v. 2: Presidene — Presidente. P. -91, aggiungi questa nota: 6 Benedizioni. P. , n. 2: 1853 — 1835. P. , v. 4: fa — fà. ct P. , n. 2: 4 dell’altro, leggi: 5 dell’altro. P. -79, in fine della nota 1, prima di chiuderla con la parentesi, aggiungi: E il 13 marzo 1850, Pierfrancesco Leopardi, fratello di Giacomo, scriveva nel suo Diario: “Oggi, dopo quindici anni che li ho portati, mi son tolto i mustacchi per condiscendere al Governo, che ha mostrato desiderio di veder tolto questo disgustoso segno di rivolta dal viso de’ suoi impiegati governativi e comunali. Io però sento fastidio di questa privazione per la lunga abitudine contratta, e siccome non portava i mustacchi per nessun fine politico di ostilità, tornerò facilmente a rimetterli, tanto più che la mia fisonomia, non certamente bella, ora mi sembra alquanto ridicola, ed io, potendolo, voglio risparmiare al mio prossimo l’incomodo di ridere alle mie spalle.„ Antona-Traversi, Studi su G. Leopardi; Napoli, 1887; pag. 136. P. , in fine della nota 1, aggiungi: [La brachetta.] P. , n. 7: aspettetela — aspettatela. P. , n. 2: menbro — membro.

NB. In molte copie del foglio precedente manca questa correzione: Volume I, pag. , n. 2-3: 1812, leggi: 1813.

Glossario-indice

ct

Il numero romano indica il volume, l’arabico la pagina, dove si trova la parola o la frase. E quando si trova soltanto in nota, viene indicata da un secondo numero arabico, preceduto da un n.

Per ogni parola o frase s’indica, ordinariamente, il passo dove la prima volta è usata ne’ sonetti e spiegata nelle noto, cominciando, s’intende, dal primo volume.

Quando però abbia, due o più significati diversi; o, pure avendone un solo, la spiegazione datane in una nota venga compita da quella datane in un’altra; o sia di etimologia incerta, e giovi perciò vederla in vari atteggiamenti; in tutti questi casi, s’indicano tante note, quanto è necessario.

Ogni parola è registrata come si trova scritta nei sonetti, o nelle note; e quindi, quelle che hanno la consonante iniziale ora geminata e ora no, sono registrate in tutt’e due le forme, messo però tra loro un rimando. Quelle poi che cominciano ora per s ora per z, e le altre che cominciano ora per c ora per sc, sono anche registrate in tutt’e due le forme, ma senza rimando.

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